Ultime notizie

L'INFORMAZIONE IN BREVE

Progetti di mobilità linguistica all’estero

Sicurezza delle scuole: i dati della Corte dei Conti in sede di esame del Rendiconto generale dello Stato 2025

Riunioni degli organi collegiali online anche per le sedute deliberative

Sul portale di ANAC avvisi di pagamento pagoPA per le gare pubblicate da maggio a giugno 2026

Cessione del quinto: l'INPS aggiorna le regole per i prestiti

Assegnazioni provvisorie e utilizzazioni

Immissioni in ruolo per l'anno scolastico 2026/27

Trattenimento in servizio anche oltre i settanta anni per maturare la pensione di vecchiaia

Selezione di 120 docenti per la costituzione di équipe formative territoriali a.s. 2026/27

I CASI DELLA SCUOLA... a cura dell'Avv. Stefano Callà

Licenziamento per abuso del congedo straordinario per assistere il familiare disabile

Corruzione e trasparenza
Editoriale: di Anna Armone

Dedico questo editoriale ad uno dei tormentoni burocratici della scuola, la pubblicazione dei dati nell’area Amministrazione trasparente e al suo presupposto, il Piano triennale di prevenzione della corruzione e trasparenza. Siamo oramai abituati alla deriva burocratica dello spirito delle leggi. La trasparenza è uno di questi casi. Prima ancora di farla percepire ed esercitare come diritto civico, l’abbiamo strettamente collegata alla prevenzione e contrasto alla corruzione. Perché nel nostro Paese la corruzione ha radici profonde e inestirpabili? Perché funziona sempre la presunzione di colpevolezza al posto della presunzione di legalità?

Ripensare la leadership scolastica nell’era dei software di Intelligenza Artificiale di Patrizia Giorgi

Governare la scuola nel tempo dell’intelligenza artificiale di Susanna Granello

L’educazione civica tra prospettive disciplinari e trasversalità di Riccardo Lancellotti

A lezione americana da Calvino - prove per unità didattiche nel segno della riscolarizzazione dei valori nel mondo della digitalizzazione di Maurizia Maiano

Gli adolescenti e la “metafora del gambero”

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

L’avvio della primavera non è stato felice per la scuola, teatro di fatti che l’hanno sconvolta profondamente e sui quali occorrerà riflettere con l’intenzione di capire dove stiamo andando e cosa fare per correggere il tiro, se ancora si è in tempo per porre un qualche rimedio. Riepiloghiamo sommariamente:

In una scuola del bergamasco, tredicenne accoltella gravemente l’insegnante di francese, rammaricandosi di non averla uccisa e, comunque, diffondendo in diretta su Instagram le immagini dell’attentato. A casa dello studente, i carabinieri troveranno del materiale esplosivo potenzialmente pericoloso. Sconcertante l’affermazione autoassolutoria del ragazzo: “Visto che a quanto pare i ‘ragazzi’ non capiscono cosa sia giusto e cosa no, userò questo a mio vantaggio. Non posso essere incarcerato, dato che in Italia l'età minima per la responsabilità penale è 14 anni, e non posso nemmeno essere processato, quindi farò quello che ho sempre voluto fare, uccidere lei e chiunque cerchi di impedirmelo.

Diciassettenne pescarese, domiciliato in provincia di Perugia e affiliato a gruppi neo nazisti su Telegram, viene arrestato con l’accusa di terrorismo per aver pianificato una strage in un liceo. La strage si sarebbe conclusa con il suo suicido, emulando quella compiuta da due adolescenti alla Columbine High School (Stati Uniti) nel 1999, nella quale morirono 14 persone oltre gli stragisti. Tra il materiale sequestrato figurano documenti contenenti indicazioni tecniche su sostanze chimiche e batteriologiche pericolose, nonché vademecum dedicati al sabotaggio di servizi pubblici essenziali, il tutto inserito in una chiara cornice di finalità terroristica.

Altro tredicenne, nel biellese, anziché recarsi a scuola, tira dritto e porta a compimento una rapina in un ufficio postale puntando una pistola, che poi si è rivelata essere un’arma giocattolo; bottino 500 euro e fuga interrotta dall’intervento dei carabinieri. Data la giovane età, il ragazzo non è imputabile per legge.

Argomenti

Il Direttore sga responsabile dell’organizzazione dei servizi generali ed amministrativi
Una competenza esclusiva del Direttore SGA, sia pure nell'ambito delle direttive di massima.
Rocco Callà

La disciplina del lavoro agile per il personale ATA
La disciplina nel CCNL 2029/2021.
Carmelo Febbe - Angelo Orsingher

Manutenzione degli edifici scolastici e responsabilità del dirigente scolastico
La figura del dirigente scolastico si colloca al centro di un sistema di obblighi che intersecano la normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e la disciplina sulla custodia dei beni.
Marta Brentan

Libertà vo’ cercando che è sì cara…

Editoriale di Ivana Summa

L'autonomia scolastica rappresenta la capacità di agire in modo indipendente, senza subire condizionamenti esterni eccessivi, al solo scopo di   perseguire gli obiettivi specifici ritenuti in grado di  perseguire le finalità stabilite dal sistema sovraordinato. Questo concetto si declina a diverso livello a seconda degli ambiti: dalla organizzazione alla didattica e alla ricerca, anche intesa come sperimentazione  del nuovo e allo sviluppo/implementazione di quanto si è sperimentato. Non si tratta di perseguire un'autarchia irrealistica, quanto  di riconoscere ai singoli istituti scolastici la capacità  di identificare i bisogni specifici,  per poi trovare  il giusto equilibrio tra competenze professionali interne fruibili, cooperazione con soggetti esterni, acquisizione di specifiche risorse. Ma l’autonomia così intesa può davvero essere esercitata soltanto avvalendosi, concretamente, della libertà di insegnamento dei docenti, sancita dall’art. 33 della costituzione e poi meglio specificata nel dpr n. 417/1974 che dedica alla  libertà di insegnamento l’art. 1: “Nel rispetto delle norme costituzionali e degli ordinamenti della scuola stabiliti dalle leggi dello Stato, ai docenti è garantita la libertà di insegnamento. L'esercizio di tale libertà è inteso a promuovere attraverso un confronto aperto di posizioni culturali la piena formazione della personalità degli alunni.

Tale azione di promozione è attuata nel rispetto della coscienza morale e civile degli alunni stessi”.  Inoltre, il primo comma dell’articolo 2 è interessante perché definisce “La funzione docente è intesa come esplicazione essenziale dell'attività di trasmissione della cultura, di contributo alla elaborazione di essa e di impulso alla partecipazione dei giovani a tale processo e alla formazione umana e critica della loro personalità”.

EDITORIALE Ivana Summa 

Libertà vo’ cercando che è sì cara… 

L'autonomia scolastica rappresenta la capacità di agire in modo indipendente, senza subire condizionamenti esterni eccessivi, al solo scopo di   perseguire gli obiettivi specifici ritenuti in grado di  perseguire le finalità stabilite dal sistema sovraordinato. Questo concetto si declina a diverso livello a seconda degli ambiti: dalla organizzazione alla didattica e alla ricerca, anche intesa come sperimentazione  del nuovo e allo sviluppo/implementazione di quanto si è sperimentato. 

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: l’attualità

Autonomia scolastica e Indicazioni Nazionali: un difficile rapporto Laura Bertocchi e Mario Maviglia

L'adozione alternativa dei libri di testo Renato Candia

Dalla Geostoria alla Storia e Geografia  Maurizia Maiano

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: riflessioni

L'educazione finanziaria Gian Carlo Sacchi

Leggere l’intelligenza artificiale come si legge un romanzo Giuseppe Benassi

Il mestiere del dirigente scolastico e quello del docente Stefano Stefanel

Argomenti

La scuola tra eredità e innovazione
Michela Lella

Il pagamento dei compensi del mof a.s. 2025/2026 gli adempimenti delle segreterie scolastiche
Le istituzioni scolastiche devono erogare i compensi per le attività svolte e previste dal contratto integrativo di istituto entro il 31/8/2026.
Maria Rosaria Tosiani

Il passaggio di consegne tra funzionari amministrativi
Il passaggio delle consegne in caso di cessazione dell'incarico  è atto dovuto.
Carmelo Febbe Angelo Orsingher

L’affidamento diretto ed il  principio di rotazione nelle polizze assicurative studenti e personale della scuola

Argomenti

In ricordo di Edgar Morin
“La complessità non è un insieme di regole complicate, ma l'accettazione che ogni frammento di sapere ha senso solo se connesso all'insieme" - Edgar Morin
Edgar Morin è morto, lasciandoci orfani e più soli.......
Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

Sapere per condividere: un ponte tra generazioni
Una collaborazione virtuosa tra la scuola secondaria e il territorio per attività di orientamento, educazione civica, formazione scuola-lavoro.
Antonietta Di Martino 

Un bilancio delle modifiche normative per il secondo ciclo  apportate con il DPR n.134 e DPR n.135 del 8 agosto 2025

L'INFORMAZIONE IN BREVE

Spezzoni inferiori a 7 ore nella scuola secondaria di primo e secondo grado

Distacchi e permessi sindacali triennio 2025-2027

Riapertura della piattaforma PIMER per monitoraggio e rendicontazione formazione del personale scolastico

Direttiva accreditamento Enti di Formazione

La RSU deve poter disporre di spazi certi per la propria attività sindacale e  il DVR va consegnato agli RLS

Incarichi triennali ai Direttori SGA

Aggiornato il termine di completamento e rendicontazione dei progetti Agenda Sud e Agenda Nord

False dichiarazioni negli appalti

Garante privacy interviene sulle foto dei minori sui social: serve il consenso di entrambi i genitori

Il CSPI ha espresso il proprio parere sul riconoscimento di punteggi aggiuntivi per il servizio prestato nelle isole minori

I CASI DELLA SCUOLA... a cura della redazione di Giustoscuola

La Casa Editrice Euroedizioni Torino propone un corso di formazione on line  dal taglio pratico ed operativo destinato ai Direttori amministrativi anche di nuova nomina e agli Assistenti amministrativi facenti funzioni  per metterli in condizione di svolgere con competenza e professionalità i delicati compiti che il profilo gli assegna.

ll corso si articola in 12 webinar per complessive 24 ore di formazione. I corsisti possono porre quesiti e richieste di chiarimento. Durante il corso saranno proposte esercitazioni pratiche anche sugli specifici adempimenti.

I corsisti potranno  fruire ed utilizzare i materiali che saranno prodotti durante i webinar. Le lezioni possono essere ascoltate anche in differita quando si vuole e per il tempo che si vuole. I contenuti del corso sono esplicitati nell’allegato elenco.

Per iscriversi  è sufficiente eseguire  il pagamento aggiungendo il prodotto al carrello oppure nel caso in cui l’acquisto è disposto dalla scuola è sufficiente inviare l’ordine per l’emissione della fattura  con l’indicazione del  CODICE CIG.

Nel caso in cui l’acquisto è disposto dalla scuola è sufficiente inviare l’ordine per l’emissione della fattura   con l’indicazione del  CODICE CIG.

La Casa Editrice EUROEDIZIONI propone un corso di formazione online dal taglio pratico ed operativo destinato ai Dirigenti scolastici anche di nuova nomina per metterli in condizione di svolgere con competenza e professionalità i delicati compiti che la funzione dirigenziale gli assegna.

ll corso si articola in 13 webinar per complessive 26 ore di formazione.

I corsisti possono porre quesiti e richieste di chiarimento. Durante il corso saranno proposte esercitazioni pratiche anche sugli specifici adempimenti.

I corsisti potranno  fruire ed utilizzare i materiali che saranno prodotti durante i webinar.

Le lezioni possono essere ascoltate anche in differita quando si vuole e per il tempo che si vuole. I contenuti del corso sono esplicitati nell'allegato elenco.

I temi che abbiamo scelto da trattare sono prettamente tecnici sotto il profilo pratico  amministrativo e contabile dove le difficoltà soprattutto per i nuovi dirigenti possono essere più rilevanti.

Il corso costa 130,00 euro.

Il corso può essere acquistato anche dalla scuola, in tal caso, è sufficiente inviare l’ordine con l’indicazione del CODICE CIG per l’emissione della fattura.
CODICE DEL CORSO PER ACQUISTO SU MEPA – CSEUDS26

Modalità di pagamento

Riforma della scuola sulla linea di partenza

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

Infine, il ministro Valditara ce l’ha fatta. Con l’approvazione delle Indicazioni Nazionali per i licei, in concorso con le Indicazioni per la scuola dell’Infanzia e del primo ciclo e di una ricca serie di decreti, atti amministrativi e proposte di legge volti a modificare diversi aspetti del sistema educativo italiano, si può dire conclusa l’azione di riforma della scuola perseguita con apprezzabile pervicacia dal ministro Valditara. Non si può dire che il complesso degli interventi abbia avuto un felice riscontro da parte di chi nella scuola lavora e crede. È come se fosse stato decretato d’imperio il “è tutto da rifare” del campione ciclistico Gino Bartali.

I decreti delle Indicazioni Nazionali, in particolare, evidenziano risvolti problematici per quanto riguarda la stesura, sia nel metodo e sia nel merito, ma non staremo qui a rilevare criticamente ciò che costituisce dibattito già dalla data dell’approvazione. Sono state una sorpresa, perché, a priori, fanno piazza pulita di un impianto ben rodato da anni, senza se e senza ma, per nuovi fondanti riferimenti che entrano nel merito dell’essere e del consistere della scuola, riproponendo “programmi” e suggestioni condizionati da criteri ideologici che si credevano non confacenti con la visione di una scuola aperta al futuro. Ricordiamo che, in passato, nella stesura dei programmi prima e delle Indicazioni poi hanno partecipato pedagogisti e psicologi di chiara fama, che si è tenuto conto delle teorie di illustri personaggi, che i documenti hanno sempre evidenziato una trama che consentiva alle varie parti di confrontarsi ed integrarsi per dare il senso di un corpo unico e complesso, sebbene articolato in diverse sezioni.

Allo stato attuale, non si può fare a meno di chiedersi quali siano le coordinate che hanno definito la Nuove Indicazioni, quale sia stato il coordinamento delle varie parti, quale metodo e quale idea ha sostenuto la loro elaborazione.

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I compensi spettanti ai commissari interni ed esterni componenti delle commissioni degli esami di maturità 2025/2026
Liquidazione dei compensi -  situazioni e casi.
Maria Rosaria Tosiani

Adempimenti finali dell’anno di formazione e prova dei docenti
Il dirigente deve accertare preliminarmente che il docente abbia assolto gli obblighi minimi di servizio per la validità dell'anno di prova.
Lo Friddo Giuseppe

Dichiarazioni non veritiere rese in occasione dell’accesso alle graduatorie d'istituto
Non sempre la condanna penale è causa di decadenza automatica con la risoluzione del contratto.
Marta Brentan

La convenzione con le associazioni esterne per l’uso dei locali scolastici
Quadro normativo, requisiti di forma e ruolo dell’ente locale dopo la Legge 7 aprile 2026, n. 53.

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Riforma della scuola sulla linea di partenza
Infine, il ministro Valditara ce l’ha fatta. Con l’approvazione delle Indicazioni Nazionali per i licei, in concorso con le Indicazioni per la scuola dell’Infanzia e del primo ciclo e di una ricca serie di decreti, atti amministrativi e proposte di legge volti a modificare diversi aspetti del sistema educativo italiano, si può dire conclusa l’azione di riforma della scuola perseguita con apprezzabile pervicacia dal ministro Valditara. Non si può dire che il complesso degli interventi abbia avuto un felice riscontro da parte di chi nella scuola lavora e crede. È come se fosse stato decretato d’imperio il “è tutto da rifare” del campione ciclistico Gino Bartali.
Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

La “fatica dell’amministrare” e la nuova disciplina del danno erariale
La nuova responsabilità erariale dopo la Legge Foti: tra superamento dello “scudo”, tipizzazione della colpa grave e tutela del decisore pubblico.
Gianluca Dradi

La nuova valutazione del comportamento
Quali sono le conseguenze di un voto pari o inferiore a sei e,soprattutto, quali ne sono i presupposti.

Fare l’insegnante: una professione in “tensione”

Editoriale di Ivana Summa

È possibile individuare una prospettiva che ci consenta di disegnare come si concretizza, nelle nostre scuole, il “fare l’insegnante”? Nel passaggio tra le descrizioni normative e contrattuali della professionalità docente e il suo farsi quotidiano si verifica una pluralità di interpretazioni, in parte dovute al loro coniugarsi in rapporto ai diversi gradi di scuola che accolgono alunni di età molto diverse e, in parte, alla persona dello stesso insegnante, con le sue competenze che riguardano anche aspetti relazionali. A tutto ciò oggi è necessario aggiungere la turbolenza sociale di quest’ultimo decennio che, per amor di sintesi, descriviamo come un flusso frenetico e continuo di innovazione tecnologica e, in particolare, la rivoluzione digitale  e dei dati che induce trasformazioni non solo nei comportamenti di tutti noi, e perfino nel nostro modo di osservare e comprendere il mondo. Il cambiamento della professionalità docente oggi è diventato  una necessità per sopravvivere cercando di dare risposte  adeguate, ma ciò comporta una “tensione”   sovraccarica di emozioni come ansia, paura dei rischi, spaesamento di  fronte ad un cambiamento sociale irruente e  poliedrico,  di cui è complesso per tutti stabilire la direzione o, meglio, le direzioni. Tensione che, è bene sottolinearlo,  è una caratteristica di ogni singolo docente, che la vive  con sfumature diverse, negative e/o positive, ma sempre irrisolta nel  tentativo di un   bilanciamento tra le rassicuranti vecchie pratiche e le nuove generate dalla propria professionalità, agendo in un  continuo flusso di norme che piovono dall’alto.  Il nodo fondamentale per la scuola si addensa intorno all’intreccio del processo di insegnamento   con quello dell’apprendimento, del come insegnare e del che cosa insegnare: il come riguarda soprattutto le scelte  collegiali ed individuali, il cosa riguarda soprattutto i decisori centrali che  hanno il potere di definire le linee guida entro cui le scuole dovrebbero muoversi, tra autonomia scolastica e libertà di insegnamento. Ma gli insegnanti, che lavorano  nelle migliaia di scuole sparse  su un territorio nazionale quanto mai vario, non operano in un vuoto sociale;  debbono fare i conti con le realtà con cui si confrontano quotidianamente: la tipologia di scuola/istituto, la composizione del personale docente, le modalità di conduzione delle scuole da parte del dirigente scolastico, gli alunni, le famiglie, la  composizione del territorio sia a livello di istituzioni (regione, comuni) che di presenza di risorse materiali ed immateriali.

EDITORIALE Ivana Summa 

Fare l’insegnante: una professione in “tensione”

È possibile individuare una prospettiva che ci consenta di disegnare come si concretizza, nelle nostre scuole, il “fare l’insegnante”? Nel passaggio tra le descrizioni normative e contrattuali della professionalità docente e il suo farsi quotidiano si verifica una pluralità di interpretazioni, in parte dovute al loro coniugarsi in rapporto ai diversi gradi di scuola che accolgono alunni di età molto diverse e, in parte, alla persona dello stesso insegnante, con le sue competenze che riguardano anche aspetti relazionali. 

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: l’attualità

AISO: un Outdoor immersivo e solidale Andrea Porcarelli

Per una professionalità docente Renato Candia

Come sono gli insegnanti oggi Gian Carlo Sacchi

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: riflessioni

“Ma il dirigente che animale è?”

Editoriale di Anna Armone
Direttore Responsabile

Prendo spunto dalle prove scritte del concorso a dirigente scolastico della Provincia di Trento per fare una riflessione: la figura dirigenziale nella scuola è una figura collocata nell’ambito della dirigenza amministrativa di cui al d.lgs. 165, art. 17, è un leader educativo o è un ibrido che naviga a vista?

Le prove scritte del concorso trentino propendono sicuramente sul secondo modello, considerato che tutte e tre le prove vertono su materie organizzative e pratiche didattiche. In effetti, prima di continuare, preciso che le prove preselettive hanno testato le conoscenze giuridiche e finanziarie del dirigente, cosa che fa pensare ad una selezione progressiva. Una volta accertate le competenze “hard” si è passati alle competenze “soft”. In questo caso la selezione risponderebbe alla duplice “faccia” del dirigente scolastico descritta nel profilo di cui all’art. 25 del d.lgs. 165/2001. Ma noi proseguiamo il nostro ragionamento.

Se pensiamo al dirigente pubblico lo vediamo dirigere la propria organizzazione con strumenti formali che consentono di tenere sotto controllo la struttura. Ciò è garantito da un’organizzazione ancora oggi piramidale (in particolare dopo il d.lgs. 150/2009) che vede una funzione dirigenziale sovraesposta rispetto alla base operativa. L’equiparazione della funzione dirigenziale in ambito pubblico alla dirigenza privatistica poggia essenzialmente sui poteri attivabili così come prevede il codice civile nel Libro V del lavoro. È ovvio che l’efficienza di qualsiasi ufficio pubblico non poggia esclusivamente su strumenti formali, anzi, al contrario, ha bisogno di una leadership autorevole che motivi e valorizzi il personale. Questo assetto è correlato alla produzione di un servizio che non è “funzione sociale” (se non nel caso della sanità) e produce atti, verifiche, controlli, servizi. L’istituzione scolastica si colloca nel panorama pubblico in una posizione unica, assimilabile, ma non completamente al sistema sanitario. L’esercizio della funzione sociale diventa sempre più complesso a seguito della valutazione economica del servizio che porta le decisioni politiche a compiere valutazioni di policy condizionate ai limiti della finanza e, nel caso della disponibilità straordinaria, come nel caso del PNRR, a peccare di capacità programmatoria.

“Ma il dirigente che animale è?”
Editoriale: di Anna Armone

Prendo spunto dalle prove scritte del concorso a dirigente scolastico della Provincia di Trento per fare una riflessione: la figura dirigenziale nella scuola è una figura collocata nell’ambito della dirigenza amministrativa di cui al d.lgs. 165, art. 17, è un leader educativo o è un ibrido che naviga a vista?
Le prove scritte del concorso trentino propendono sicuramente sul secondo modello, considerato che tutte e tre le prove vertono su materie organizzative e pratiche didattiche. In effetti, prima di continuare, preciso che le prove preselettive hanno testato le conoscenze giuridiche e finanziarie del dirigente, cosa che fa pensare ad una selezione progressiva. Una volta accertate le competenze “hard” si è passati alle competenze “soft”. In questo caso la selezione risponderebbe alla duplice “faccia” del dirigente scolastico descritta nel profilo di cui all’art. 25 del d.lgs. 165/2001. Ma noi proseguiamo il nostro ragionamento.

Sanzioni disciplinari e valutazione del comportamento degli alunni - Seconda Parte di  Riccardo Lancellotti

Il danno da mobbing tra tipicità e atipicità dell’illecito: profili definitori e tutela risarcitoria di Francesco Baccolini

Digitalizzazione e Cyberbullismo di Maurizia Maiano

Guida pratica e coordinata agli Esami di Maturità nel Secondo Ciclo a.s. 2025/2026
a cura di
Antonio Di Lello

1. I candidati
1.1. Generalità
1.2. I Candidati interni
1.2.1. L’ammissione
1.2.2. PCTO (Alternanza Scuola-Lavoro) e Invalsi nell’Esami di Maturità
1.2.3. La validità dell’anno scolastico
1.2.4. Le Sedi di esame
1.2.5. La presentazione delle domande
1.3. I Candidati esterni
1.3.1. L’ammissione
1.3.2. Le Sedi di esame e l’assegnazione ad esse
1.3.3. La presentazione delle domande
1.3.4. Deroghe alla territorialità
1.3.5. L’esame preliminare

Dal 14 al 18 maggio 2026, presso il Lingotto Fiere, si terrà la XXXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, il principale appuntamento italiano dedicato all’editoria, capace ogni anno di riunire centinaia di editori, autori e professionisti del settore, con un’affluenza che supera le duecentomila presenze.

In questo contesto di rilievo nazionale e internazionale, Euroedizioni Torino sarà presente tra gli espositori dell’edizione 2026, portando al Salone la propria consolidata esperienza editoriale e il proprio impegno nella produzione di contenuti specialistici destinati al mondo della scuola.

Sarà possibile incontrarci presso il Padiglione 2 – Stand H06, al seguente link:
https://www.salonelibro.it/elenco-espositori/euroedizioni/SL4113426038

La partecipazione al Salone rappresenta per Euroedizioni un momento centrale di incontro e confronto diretto con docenti, dirigenti scolastici, personale amministrativo e, più in generale, con tutti gli operatori del settore educativo. Si tratta di un’occasione particolarmente significativa per intercettare le trasformazioni in atto nel panorama culturale e formativo, nonché per presentare le proprie pubblicazioni, le riviste specialistiche e i progetti editoriali in corso di sviluppo.

Si fa riferimento all'Avviso 95165, che segue al  D.M. n.38 del 6 marzo 2026, esplicita la destinazione di risorse per la formazione del personale docente ed educativo della scuola, nell’ambito del Programma Nazionale “PN Scuola e competenze 2021-2027”, in attuazione del regolamento (UE) 2021/1060.

Vi proponiamo una serie di laboratori di formazione per personale docente secondo le indicazioni fornite nell'avviso ministeriale sui seguenti moduli formativi:

 

·        MODULO - Competenze culturali, disciplinari, educative, pedagogiche, psicopedagogiche, didattiche, digitali, metodologiche e relazionali, riflessive ed autovalutative

·        MODULO- Competenze nella micro e macro-progettazione didattica ed educativa

·        MODULO - Competenze nella gestione dei gruppi classe, nella costruzione di ambienti favorevoli all’apprendimento e di relazioni positive con gli studenti

·        MODULO - Competenze nella didattica orientativa

·        MODULO -Competenze nello svolgimento dei compiti connessi con la funzione docente e con l’organizzazione scolastica

 

I corsi saranno articolati in diverse aree tematiche ognuna con la propria specificità, mantenendo un filo logico lungo tutto il percorso.

I corsi avranno la durata di 30 ore e saranno erogati online o in presenza a seconda della specifica richiesta degli istituti scolastici.

L'INFORMAZIONE IN BREVE

CCNL 2025-2027 Istruzione e Ricerca - parte Economica

In presenza di un distacco sindacale con prestazione lavorativa ridotta, occorre riproporzionare i permessi ex art. 33 della legge 104/1992?

Il dipendente/dirigente sindacale in distacco part-time, che ha subito durante lo svolgimento del proprio servizio un infortunio sul lavoro, può recuperare le giornate non fruite di distacco sindacale durante il periodo di infortunio?

Come deve intendersi l’espressione “i periodi di distacco sono equiparati a tutti gli effetti al servizio pieno prestato nell’amministrazione anche ai fini del trattamento pensionistico” contenuta nell’art. 19, comma 3 del CCNQ 4 dicembre 2017?

Vi sono limiti - eventualmente connessi alla dimensione dell’Ente o alla consistenza associativa di una organizzazione sindacale - al numero di dipendenti che possono essere nominati dirigenti sindacali?

Incentivo al posticipo del pensionamento: le novità per il 2026 comunicate dall'INPS

Graduatorie GAE 2026-28: Apertura delle funzioni per la scelta delle sedi ai fini dell’inclusione nelle graduatorie di istituto

Graduatorie 24 mesi personale ATA

L'INPS ha comunicato l’apertura del servizio per la presentazione delle domande del Bonus nuovi nati 2026

Argomenti

Gli adolescenti e la “metafora del gambero”
L’avvio della primavera non è stato felice per la scuola, teatro di fatti che l’hanno sconvolta profondamente e sui quali occorrerà riflettere con l’intenzione di capire dove stiamo andando e cosa fare per correggere il tiro, se ancora si è in tempo per porre un qualche rimedio. Riepiloghiamo sommariamente: In una scuola del bergamasco, tredicenne accoltella gravemente l’insegnante di francese, rammaricandosi di non averla uccisa e, comunque, diffondendo in diretta su Instagram le immagini dell’attentato. A casa dello studente, i carabinieri troveranno del materiale esplosivo potenzialmente pericoloso. Sconcertante l’affermazione autoassolutoria del ragazzo: “Visto che a quanto pare i ‘ragazzi’ non capiscono cosa sia giusto e cosa no, userò questo a mio vantaggio. Non posso essere incarcerato, dato che in Italia l'età minima per la responsabilità penale è 14 anni, e non posso nemmeno essere processato, quindi farò quello che ho sempre voluto fare, uccidere lei e chiunque cerchi di impedirmelo".
Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

La delega di funzioni in materia di salute e sicurezza
Quello che occorre sapere in otto domande e risposte.
Antonietta Di Martino

Operazioni connesse con lo svolgimento degli esami di maturità
Schema riassuntivo delle attività per agevolare il lavoro delle commissione.

Gli adolescenti e la “metafora del gambero”

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

L’avvio della primavera non è stato felice per la scuola, teatro di fatti che l’hanno sconvolta profondamente e sui quali occorrerà riflettere con l’intenzione di capire dove stiamo andando e cosa fare per correggere il tiro, se ancora si è in tempo per porre un qualche rimedio. Riepiloghiamo sommariamente:

In una scuola del bergamasco, tredicenne accoltella gravemente l’insegnante di francese, rammaricandosi di non averla uccisa e, comunque, diffondendo in diretta su Instagram le immagini dell’attentato. A casa dello studente, i carabinieri troveranno del materiale esplosivo potenzialmente pericoloso. Sconcertante l’affermazione autoassolutoria del ragazzo: “Visto che a quanto pare i ‘ragazzi’ non capiscono cosa sia giusto e cosa no, userò questo a mio vantaggio. Non posso essere incarcerato, dato che in Italia l'età minima per la responsabilità penale è 14 anni, e non posso nemmeno essere processato, quindi farò quello che ho sempre voluto fare, uccidere lei e chiunque cerchi di impedirmelo.

Diciassettenne pescarese, domiciliato in provincia di Perugia e affiliato a gruppi neo nazisti su Telegram, viene arrestato con l’accusa di terrorismo per aver pianificato una strage in un liceo. La strage si sarebbe conclusa con il suo suicido, emulando quella compiuta da due adolescenti alla Columbine High School (Stati Uniti) nel 1999, nella quale morirono 14 persone oltre gli stragisti. Tra il materiale sequestrato figurano documenti contenenti indicazioni tecniche su sostanze chimiche e batteriologiche pericolose, nonché vademecum dedicati al sabotaggio di servizi pubblici essenziali, il tutto inserito in una chiara cornice di finalità terroristica.

Altro tredicenne, nel biellese, anziché recarsi a scuola, tira dritto e porta a compimento una rapina in un ufficio postale puntando una pistola, che poi si è rivelata essere un’arma giocattolo; bottino 500 euro e fuga interrotta dall’intervento dei carabinieri. Data la giovane età, il ragazzo non è imputabile per legge.

L'INFORMAZIONE IN BREVE

Congedo parentale: limite esteso ai 14 anni del figlio

Nuovo ISEE 2026 - L'INPS aggiorna il nuovo modello di Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) e la relativa attestazione ISEE

Mobilità scuola triennio 2025-2028: dopo la firma del CCNI emanate le ordinanze

Proroga per la predisposizione del Conto Consuntivo 2025

Aggiornati i nuovi requisiti pensionistici per il 2027 e il 2028 - Le nuove disposizioni relative all’adeguamento agli incrementi della speranza di vita

Mobilità scuole italiane all’estero

Accordo quadro Viaggi di istruzione e Stage linguistici

Il Garante ribadisce il diritto all’assistenza degli alunni con disabilità

Riforma degli Istituti tecnici

Si fa riferimento all'Avviso MIM prot. 0073226 del 27.03.2026 – PNRR M4C1 Investimento 2.1 – Snodi formativi per la transizione digitale sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale nella scuola per informare che la Casa Editrice Euroedizioni - divisione formazione - organizza dei corsi di formazione finalizzati alla progettazione  di Snodi formativi per la transizione digitale sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale nella scuola – PNRR M4C1 Investimento 2.1.

In allegato il progetto formativo, redatto da Euroedizioni, calibrato per ridurre al minimo il carico sul personale scolastico, nel pieno rispetto dei requisiti dell'Avviso:

  • Modulo A (percorsi teorici) interamente online: video-lezioni asincrone fruibili in autonomia da pc o smartphone, con un unico webinar live di 2 ore per edizione – senza impatto sull'orario di servizio
  • Modulo B (laboratori sul campo) concentrato in giornate intensive singole da 6 ore, collocabili in sabati o giornate di programmazione già previste in calendario – zero supplenze, zero chiusure di classi
  • Copertura normativa completa: AI Act, D.M. 166/2025, GDPR, DigComp 3.0 e DigCompEdu
  • Gestione integrale della rendicontazione PNRR: piattaforme, attestati, dichiarazioni UCS, reportistica

La candidatura viene presentata dalla scuola sulla piattaforma Futura PNRR – Gestione Progetti (pnrr.istruzione.it). Euroedizioni supporta il Dirigente Scolastico e il DSGA in ogni fase della compilazione del formulario, inclusa la generazione del CUP.

Il coordinamento scientifico e didattico di tutte le attività formative previste dal progetto sarà svolto da personale qualificato, scelto da Euroedizioni, con specifica competenza nell’applicazione dell’IA in ambito educativo e nella progettazione di percorsi formativi per il personale scolastico, che assicura la piena coerenza dei percorsi con i requisiti dell’Avviso MIM prot. 0073226/2026, con le Linee guida sull’IA nelle scuole (D.M. 166/2025) e con il quadro normativo europeo (AI Act, Reg. UE 2024/1689).

Considerata l'imminenza della scadenza, Le chiediamo di manifestare il proprio interesse entro il 14 aprile 2026, così da consentire il completamento del formulario nei termini previsti.

Euroedizioni

[email protected]

“Una riforma annunciata: la nuova responsabilità amministrativa dei dipendenti pubblici”

Editoriale di Anna Armone
Direttore Responsabile

Un inizio d’anno colpevole di tragedie e disastri ambientali che hanno coinvolto tutti noi cittadini facendo luce su aspetti della realtà che non escludono nessuno.

Nel mondo legislativo la legge n. 1 del 2026 riguarda le modifiche alla legge 14 gennaio 1994, n. 20, e altre disposizioni, nonché delega al Governo in materia di funzioni della Corte dei conti e di responsabilità amministrativa e per danno erariale. Il dibattito su questa riforma è in corso sin dal 2020 quando il Decreto Semplificazione introdusse la limitazione della responsabilità amministrativa al dolo e alla colpa grave solo omissiva. Già quella disposizione fu oggetto di ricorso alla Corte costituzionale che, con la sentenza 132/2025, ha messo le basi legittimanti della nuova legge n. 1/2026. La Corte, chiamata a giudicare della legittimità costituzionale della menzionata scelta legislativa, in una decisione che costituisce la testata d’angolo della sua giurisprudenza nella materia, ha chiarito che già i relativi lavori preparatori evidenziavano «l’intento di predisporre, nei confronti degli amministratori e dei dipendenti pubblici un assetto normativo in cui il timore della responsabilità non esponga all’eventualità di rallentamenti ed inerzie nello svolgimento dell’attività amministrativa» (sentenza n. 371 del 1998).

Pertanto, «nella combinazione di elementi restitutori e di deterrenza che connotano l’istituto qui in esame, la disposizione risponde [...] alla finalità di determinare quanto del rischio dell’attività debba restare a carico dell’apparato e quanto a carico del dipendente, nella ricerca di un punto di equilibrio tale da rendere, per dipendenti ed amministratori pubblici, la prospettiva della responsabilità ragione di stimolo, e non di disincentivo» (così, la citata sentenza n. 371 del 1998).

“Una riforma annunciata: la nuova responsabilità amministrativa dei dipendenti pubblici”
Editoriale: di Anna Armone

Un inizio d’anno colpevole di tragedie e disastri ambientali che hanno coinvolto tutti noi cittadini facendo luce su aspetti della realtà che non escludono nessuno. 
Nel mondo legislativo la legge n. 1 del 2026 riguarda le modifiche alla legge 14 gennaio 1994, n. 20, e altre disposizioni, nonché delega al Governo in materia di funzioni della Corte dei conti e di responsabilità amministrativa e per danno erariale. Il dibattito su questa riforma è in corso sin dal 2020 quando il Decreto Semplificazione introdusse la limitazione della responsabilità amministrativa al dolo e alla colpa grave solo omissiva.

Sanzioni disciplinari e valutazione del comportamento degli alunni di Riccardo Lancellotti

Le indicazioni nazionali per il primo ciclo di Gian Carlo Sacchi

Bullismo all’incontrario di Maurizia Maiano

Argomenti

La verifica del possesso dei requisiti nei contratti ad evidenza pubblica
Non sempre un operatore economico può partecipare ad un bando né tantomeno aggiudicarsi il contratto proprio a causa della mancanza di determinati requisiti.
Maria Rosaria Tosiani

Assenza per infortuni del dipendente causato da terzi rivalsa dell'amministrazione
La Corte di Cassazione ha affermato che il responsabile di lesioni personali in danno a un lavoratore dipendente è tenuto al risarcimento in favore del datore di lavoro per la mancata utilizzazione delle prestazioni lavorative.
Rocco Callà

Il contributo volontario delle famiglie.Tra autonomia scolastica, partecipazione e corresponsabilità educativa
Laura Bertocchi - Mario Maviglia

Prevalenza del principio del favor anche per le assenze post ricovero
L'importanza delle deroghe introdotte per via contrattuale.
Angelo Muratore

Disciplina fiscale e previdenziale dei contratti con esperti esterni e gestione separata inps (aliquote contributive anno 2026)

Il dado è tratto, la riforma della scuola è bella e pronta

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

A discreti e decisi passi, si va completando sempre più il quadro riformatore della scuola secondo Valditara, un profondo rinnovamento che ha toccato i punti strategici del sistema d’istruzione, dalla disciplina alla valutazione della condotta - che ritorna ad essere fondamentale ai fini di promozione o bocciatura -, dalla valorizzazione del merito al lancio della filiera 4+2 per collegare meglio istruzione e lavoro, dal divieto di smartphone in classe ai programmi scolastici (3-14 anni), che segnano il ritorno alle materie tradizionali, con latino facoltativo alle medie, il potenziamento della grammatica e l’accentramento sulla storia italiana ed europea, ed altro ancora, a disegnare un puzzle che sradica la scuola dal percorso che stava seguendo, in stretto raccordo con gli orientamenti europei, per essere dirottata verso il mito del merito, della disciplina e della sanzione, per di più volgendo lo sguardo all’indietro, come in preda ad un nostalgico “ritorno al futuro”.

Una riforma che è stata pennellata un po’ alla volta secondo una precisa visione ideologica più che non secondo rilievi di inadeguatezze o intercettazione di più proficui orientamenti: uno sradicamento che intende privilegiare visioni che, al momento, sembrano essere orfane del contributo della psicologia, della pedagogia, della didattica funzionale.  Un cambiamento radicale del quale non si riesce ad apprezzare un ordito che risponda alle esigenze di una attualità proiettata sul futuro, aspetto che non riusciamo ad apprezzare e neanche ad intravvedere nel nuovo quadro riformatorio. Eppure bisognerà pur sempre condividerla e, concorrere perché la scuola trovi un po’ di ristoro e, comunque, sappia riemergere magari intervenendo con un po’ di saggia creatività, pur sempre all’ombra dei grandi della psicologia e della pedagogia.

Gli articoli di questo numero:

DIRIGERE LA SCUOLE N. 9/2016

A un anno dalla riforma,cosa ne è della

“buona scuola”?

EditoriAle di vittorio venuti

 

Esattamente un anno fa, in questo stesso spazio, a seguito della legge 107/2015, proiettandoci di poco in avanti ci chiedevamo: “Sarà Buona Scuola?”.

Confidando nella premonizione, avevamo semplicemente presupposto: “Siamo certi di sì, non tanto per la riforma, per cui sembra che le contestazioni non si accennino a placare, quanto per il fatto che, come ogni anno, chi c’è a presidiare il proprio posto di lavoro e ad assumersi la responsabilità di rispondere nel miglior modo possibile – individualmente e come organizzazione scolastica – alle esigenze degli alunni è pronto a farlo con l’onestà di sempre, al di là di ogni polemica”. Alludevamo ai dirigenti scolastici, agli insegnanti, al personale ATA, e anche quest’anno la nostra premonizione non può che esplicarsi nello stesso modo.

Le contestazioni non solo non si sono alleggerite ma è in fase di conclusione l’imponente raccolta di firme a sostegno di un referendum che attacca alcuni nodi cruciali della riforma, minacciata già all’indomani del varo della legge. Peraltro, sono stati attivati alcuni meccanismi (bonus premiale con annessi comitati di valutazione dalla composizione quantomeno discutibile, card del docente, Premio Nazionale Insegnanti) che certamente non hanno suscitato un riscontro favorevole; anzi, hanno ancor più alimentato il sospetto che l’Amministrazione continui a perseguire una via poco rispondente ai bisogni reali della scuola, come se viaggiasse su un altro versante. Inoltre, si è processato un Concorso Docenti tra incertezze e pressapochismo, annunci e smentite, che ha toccato il suo picco negativo nel trattamento economico riservato ai membri delle commissioni giudicatrici (da qualcuno definito alla stregua di un’elemosina), in una procedura per lo più mortificante per i precari che anche da più di un decennio lavoravano nella scuola, nella opacità dei criteri di valutazione.

Non si vuole negare che si siano avviate iniziative importanti, specialmente riguardo all’edilizia scolastica e all’assunzione di migliaia di docenti, ma non esprimono una chiara idea di scuola, come confermano le ultime esternazioni (in attesa di conferma) sul ritorno ai voti in lettere nella primaria e nella secondaria di primo grado, sull’uso dello smartphone in classe, senza che ci sia una seria riflessione pedagogica di fondo - come se la scuola potesse essere campo libero per personalismi, - e senza mai tener conto del quadro d’insieme della scuola. Anche la direttiva sulla valutazione dei Dirigenti Scolastici si inserisce in questa logica di approssimazioni progressive: pur giusta nella sua essenza, cade in mezzo al campo scuola senza che sia inquadrata in un sistema di valutazione che comprenda il personale docente e Ata e nel quale il Dirigente recuperi il ruolo decisorio che gerarchicamente gli compete, essendo comunque il responsabile a tutti gli effetti dell’istituzione scolastica.

Dati positivi, dicevamo, ce ne sono. Il primo tra tutti, l’aver fatto entrare la scuola a far parte delle priorità dell’agenda politica del Governo, e poi ancora l’aver liberato fondi per il digitale con un piano d’investimenti e tempi di attuazione programmati; e poi ancora quanto è stato fatto sull’alternanza scuola/lavoro, certamente pregevole.

Ciò che lascia interdetti, però, è che non si coglie alcun progetto pedagogico, che le 90.000 assunzioni di cui va fiero il Miur (nelle more del giudizio del Consiglio europeo) sono state fatte senza alcuna verifica delle effettive capacità didattiche, che non si è avuto il coraggio di mettere mano agli organi collegiali, che non v’è traccia di una benché minima considerazione del personale ATA, che il numero delle scuole continui a contrarsi.

Ciononostante, la scuola riparte confidando nel personale che, sovraccaricato ulteriormente di richieste burocratiche, assicurerà ancora il “buon” funzionamento del sistema, perché la “buona scuola”, è il caso di ribadirlo, sono loro: dirigenti, docenti, personale amministrativo e non docente, tutti comunque impegnati a superare la demotivazione che si accompagna ad una riforma di cui non si comprende il disegno, come tutte le buone ed “epocali” riforme che si sono succedute negli ultimi venticinque anni.

Intervenendo al Giffoni Film Festival il 22 luglio scorso, il ministro Giannini ha sottolineato, con giusta enfasi, che la nostra “è un’ottima scuola, che ha alla base un principio di inclusione dal momento che cerca di non lasciare indietro nessuno. La società andrà dove la scuola la porta, per cui si tratta di una responsabilità enorme”. Pensiamo che la giusta interpretazione del concetto di inclusione debba ancora essere espressa, perché ancora si qualifica come sinonimo di integrazione, quanto a dire che la società andrà dove la scuola la porta, forse occorrerebbe tenere presente che la scuola rispecchia la società ed è l’esito delle politiche di governo, che raramente si confrontano con chi la scuola la fa tutti i giorni.

 

Questo numero della rivista si apre con un contributo di Ivana Summache, in “La buona scuola passa attraverso la valutazione”, evidenzia come tutto il sistema d’istruzione, con le migliaia di scuole autonome sparse su tutto il territorio nazionale, pare si voglia allineare intorno all’asse della valutazione, come si evince dalle suggestioni che derivano dall’INVALSI e dal RAV. Anche i dirigenti scolastici non sfuggono a questa scelta, essendo indiscutibile l’incidenza indiretta delle azioni di promozione, coordinamento, valorizzazione del personale, management delle risorse finanziarie e strumentali con la qualità e l’efficacia dell’offerta formativa di una scuola. Il tutto si inquadra in maniera decisa nella Direttiva MIUR del 14 giugno 2016 concernente la valutazione dei dirigenti scolastici, che – come da premessa - messa in relazione con “l’esigenza di valorizzare il Sistema Nazionale di Valutazione e di costruire un sistema organico per dirigenti scolastici e insegnanti nonché di diffondere la cultura della valutazione cui ancorare priorità formative e obiettivi dirigenziali”.

Sull’onda della valutazione Michela Lellapone l’accento sul fatto che la cultura del merito nel nostro Paese è scarsamente diffusa, con evidenti ripercussioni sul riconoscimento dei talenti e sulla valorizzazione delle competenze dei singoli. Quindi, nell’articolo “Entriamo nel Merito”, illustra i risultati di una ricerca sulla meritocrazia condotta da studiosi dell’Università Cattolica e che ha coinvolto dodici Paesi europei, avvalendosi di uno strumento da loro ideato per rilevare il merito in modo scientifico. L’Italia risulta saldamente in ultima posizione. Appare quanto mai significativo il fatto che tra gli elementi imprescindibili per rendere il nostro Paese più meritocratico venga segnalato, all’interno della qualità del sistema educativo, un corretto sistema di valutazione nella scuola.

A seguire, Giacinto Iannuzzipresenta la seconda parte dell’ampia riflessione su “L’eclissi dell’Etica”, in particolare riferendosi alla solitudine del Dirigente scolastico, che sembra essersi ancor più accentuata dai nuovi poteri attribuitigli dalla Legge n. 107/2015, che rischiano di metterlo in crisi mandandolo allo sbaraglio, alla mercé di troppi micro-poteri diffusi e interessati, di qualche contropotere “forte” presente anche nelle strutture dello Stato, di tante condizioni d’illegalità, a tutti i livelli, messe in atto da molti soggetti che trovano ampio spazio di azione proprio all’interno dell’apparato statale, e hanno altri scopi e altri obiettivi rispetto a un corretto funzionamento delle nostre Istituzioni.

Filippo Cancellieririflette su “La dimensione orientativa dei percorsi di scolarità: aspetti didattici e organizzativi”, avendo come spunto di avvio la Risoluzione del Consiglio d’Europa del 2004 laddove riconduce all’orientamento quelle attività che contribuiscono “a mettere in grado i cittadini di ogni età, in qualsiasi momento della loro vita, di identificare le proprie capacità, le proprie competenze, i propri interessi, di saper prendere decisioni in materia di istruzione, formazione e occupazione, nonché di gestire i propri percorsi personali di vita nelle attività di formazione, nel mondo professionale e in qualsiasi ambiente in cui si acquisiscono e/o sfruttano tali capacità e competenze”, impostazione ribadita con “Lisbona 2010” e “Europa 2020”, nonché nelle “Linee Guida” del MIUR del 2009. Molto pertinente appare il riferimento al Progetto OR.M.E. (Orientamento nella Scuola Materna) avviato nell’a.s. 1997/98, a significare che l’azione di orientamento deve essere insita nel progetto didattico educativo lungo tutto l’arco degli apprendimenti, anche quelli più precoci.

Internet ha modificato radicalmente l’organizzazione e la gestione dei servizi e, insieme, anche della nostra vita, aprendoci ad un universo di possibilità e prospettive che si superano continuamente. I mezzi tecnologici per fruire di tali opportunità si fanno sempre più sofisticati e, se da un lato sono un tramite indispensabile per vivere e fruire del grande mare digitale, dall’altro richiedono una educazione continua per non“annegare”. L’uso del computer per reperire, valutare, conservare, produrre, presentare e scambiare informazioni nonché per comunicare e partecipare a reti collaborative tramite internet è ineludibile, e nella scuola deve porsi alla base dell’insegnamento. Ciò, a maggior ragione tenendo conto che le nuove generazioni di studenti sono i cosiddetti “nativi digitali”, che armeggiano già in tenera età con telefoni ultima generazione e tablet. Daniela Decembrinoillustra ampiamente e con chiarezza tutte le opportunità didattiche offerte dalle TIC in “Didattica multimediale e competenze digitali dell’insegnante per potenziare la qualità degli apprendimenti degli studenti”.

Edgardo Escamiloci intrattiene sulle responsabilità dirigenziale col preciso scopo di delimitarne i confini ed evidenziarne la relazione con le responsabilità dal significato strettamente giuridico. In “Aspetto fisiologico nella responsabilità dirigenziale” si pone in particolare evidenza il fatto che il dirigente porta con sé la responsabilità, i cui connotati vanno ricercati non già nel glossario giuridico conosciuto quanto nell’espletamento delle stesse funzioni dirigenziali, che sono concepite per la realizzazione di obiettivi e risultati.

Come ogni anno per i dirigenti di molti Istituti Scolastici si pone la necessità di valutare quali contratti di servizi attivare per il corretto funzionamento del proprio Istituto e tra questi assume particolare rilevanza quello per i servizi assicurativi a protezione di alunni e docenti e dei beni di proprietà. Nel contributo dell’ Avvocato Stefano Feltrin“I contratti per servizi assicurativi degli istituti scolastici” viene offerta una guida operativa per lo svolgimento della procedura per l’affidamento dei contratti assicurativi alla luce delle norme introdotte dal nuovo codice dei contratti pubblici di cui al D.L.vo n.50/2016. Il Dirigente, infatti, dopo aver adeguatamente valutato a quali rischi concreti è esposto l’Istituto e quali coperture risultano più adeguate a garantire la sicurezza di alunni e docenti, deve procedere all’individuazione della polizza per gli alunni ed il personale della scuola attraverso una delle procedure previste dal vigente ordinamento in materia di affidamento di contratti di appalto di servizi pubblici.

Per la rubrica CPIA, Ada Maurizio intervista lo scrittore Eraldo Affinati, inserito nella cinquina dei finalisti del Premio Strega e arrivato secondo con il romanzo “L’uomo del futuro”. Affinati, giunto al diciassettesimo romanzo, ha una lunga esperienza di insegnante nella scuola pubblica, nel 2008 ha anche fondato a Roma la scuola per imparare l’italiano“Penny Wirton”. L’intervista è strutturata attorno al tema dell’immigrazione considerato dal punto di vista storico/evolutivo e pedagogico/didattico.

Per La Scuola in Europa, Mario Di Mauroci introduce nel clima danese con “Tra riforme e bilanci, anche la Danimarca cerca la scuola vincente?” La Danimarca ha sviluppato nel tempo un diffuso benessere sociale in tutto il paese con una attenzione continua all’istruzione intesa come sistema di promozione individuale e sociale da mantenere vivo e diffuso tra tutti, grazie a riforme che hanno saputo armonizzare soluzioni innovative nel rispetto dei costumi e delle attese sociali, oltre che in un profondo senso di responsabilità e di autonomia.

Per la rubrica di Psicologia della Gestione, Vittorio Venuti pone l’interrogativo “Se fosse vero che la scuola è sbagliata?”, recuperando la riflessione sulla scuola di un quattordicenne che nell’anno scolastico appena trascorso ha ripetuto per la seconda volta la prima media ma avendo già in carriera anche una bocciatura in quinta elementare, nonostante sia dotato di apprezzabile intelligenza e si muova nel mondo informatico con una padronanza invidiabile. I responsabili del sistema d’istruzione sono chiamati a riflettere sul vero senso della scuola uscendo dai limiti culturali e strutturali correnti per tracciare il disegno di una scuola che sia veramente luogo di apprendimento e di crescita per tutti.

Per Giurisprudenza del Lavoro, il consueto, interessante contributo di Rosanna Visocchi. X

DIRIGERE LA SCUOLA N. 9/2016

 

Editoriale: di Vittorio Venuti

A un anno dalla riforma, cosa ne è della “buona scuola”?

 

Attualità scolastica:

Ivana Summa - La buona scuola passa attraverso la valutazione

Michela Lella - Entriamo nel merito

Giacinto Iannuzzi - L’eclissi dell’etica- seconda parte

 

Gestione amministrativa e contabile:

Filippo Cancellieri  -  La dimensione orientativa dei percorsi di scolarità: aspetti didattici e organizzativi

Daniela Decembrino  -  Didattica multimediale e competenze digitali dell’insegnante per potenziare la qualità dell’apprendimento degli studenti

Edgardo Escamilo - Aspetto fisiologico nella responsabilità dirigenziale

Stefano Feltrin  -  I contratti per servizi assicurativi degli istituti scolastici

Leggi tutto...

AMMINISTRARE LA SCUOLA N. 9/2016

Argomenti:

Rocco Callà  - Nasce una nuova organizzazione sindacale che riunisce tutto il personale ATA: è la feder. Ata.

 

Anna Armone  - La direttiva del miur sulla valutazione dei dirigenti scolastici

 

Maria Rosaria Tosiani  - Il passaggio dal bilancio di competenza al bilancio di cassa possibili implicazioni anche sul bilancio delle istituzioni scolastiche

 

Alessandra D’Alessandro  - Da bidello a collaboratore scolastico

 

Sandro Valente  - Responsabilità disciplinare del personale ata

 

Maria Rosaria Tosiani  - Mofe contrattazione integrativa d’istituto. Siglata l’intesa per l’anno scolastico 2016/2017

 

Maria Rosaria Tosiani- Il contratto per i distributori di merende e bevande a scuola

 

Luciana Petrucci Ciaschini  - Carriera docenti di religione a tempo determinato:situazioni particolari

 

Luciana Petrucci Ciaschini  - Mansioni superiori agli assistenti amministrativi che accettano l’incarico come DSGA

 

Luciana Petrucci Ciaschini  - Riconoscimento integrale dell’anzianità maturata nella scuola materna nei casi di passaggio alle scuole secondarie

 

Notizie in breve:

·       Lavoro: le lavoratrici iscritte alla gestione separata hanno diritto alla maternità per le adozioni

·       Soggetti con disabilità grave: proroga effetti del verbale rivedibile

·       Conviene lavorare dopo la pensione?

·       Licenziamento disciplinare. in vigore dal 13 luglio

·       L'entrata in vigore del processo amministrativo telematico è stata  rinviata al 1° gennaio 2017

Rubriche:

LA SCUOLA NELLA GIURISPRUDENZA ... A cura di Antonio Di Lello  - Mancato superamento dell’Esame di Stato

PENSIAMOCI SU... A cura di Angelo Muratore  - La privacy tra i banchi di scuola

PAROLE CHIAVE A cura di Rosanna Visocchi -- Giornata Mondiale dell’Alimentazione; Concorso;  FAO

L’ANGOLO DELLA PSICOLOGIA A cura di Vittorio Venuti  -  La valenza educativa del personale A.T.A.

Giocando s’impara

Risposta ai quesiti posti dai lettori

Note di Giurisprudenza in materia scolastica

Dotazione organica Dirigenti Scolastici

Il D.M. 30/6/2016, N. 528 della consistenza complessiva delle dotazioni organiche dei dirigenti scolastici per l’a. s. 2016/2017 è stato registrato alla Corte dei Conti in data 5 agosto 2016.

La consistenza complessiva delle dotazioni organiche dei dirigenti scolastici è definita, per l'anno scolastico 2016-2017, secondo i contingenti indicati nella tabella allegata, che costituisce parte integrante del presente provvedimento

Tali contingenti sono ripartiti con riferimento alle dimensioni regionali. Nella medesima tabella è, altresì, indicata la consistenza delle dotazioni organiche del personale dirigenziale delle scuole ed istituti di lingua slovena delle province di Gorizia, Trieste e Udine per la regione Friuli-Venezia Giulia. Il presente decreto sarà trasmesso alla Corte dei Conti per il visto e la registrazione, a norma dell'articolo 3 della legge 14 gennaio 1994, n. 20.

http://www.istruzione.it/allegati/2016/dm528_16.pdf

 

DDG per copertura posti vacanti di dirigenti scolastici

Con DDGn. 903 del24 agosto 2016, il MIur ha decretato che, per l’anno scolastico 2016/2017, sono assegnate, ai soggetti inseriti nell’elenco di cui al D.D.G. prot. n. 902 del 24 agosto 2016, le sedi regionali di destinazione come previsto dall’articolo 4 del Decreto Ministeriale prot. n. 635 del 27 agosto 2015.

Il predetto elenco è contenuto nell’allegato A che costituisce parte integrante del decreto.

I candidati inseriti nell’elenco possono presentare rinuncia espressa all’assegnazione entro le ore 23,59 del 27 agosto 2016, all’indirizzo PEC Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure

all’indirizzo PEO Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Le posizioni dei candidati rinunciatari verranno depennate dall’elenco di cui al D.D.G. prot. n. 902 del 24 agosto 2016 e si procederà ad una nuova assegnazione delle sedi regionali di destinazione secondo la posizione occupata nel predetto D.D.G. n. 902 del 24 agosto 2016.

Abolita la legge di stabilità: Una nuova legge di riforma della contabilità di stato

E' stata pubblicata in gazzetta Ufficiale ed entrerà in vigore dal 9 settembre 2016 la nuova legge di riforma della contabilità di stato n.163 del 4 agosto 2016, n. 163 contenente modifiche alla legge 31 dicembre 2009, n. 196, concernenti il contenuto della legge di bilancio, in attuazione dell'articolo 15 della legge 24 dicembre 2012, n. 243.

Assegnazione del personale docente alle istituzioni scolastiche

Il Miur ha emanato la nota 2819 del 22 agosto 2016 con cui precisa le “Procedure di avvio anno scolastico 2016/2017 relativamente all’assegnazione del personale docente alle istituzioni scolastiche” che dovranno seguire gli USR ai fini dell’assegnazione dei docenti di ruolo alle singole istituzioni scolastiche.

I numeri del MIUR su scrutini ed esami alle medie e alle superiori

Maturità 2016, aumentano gli studenti che conseguono il diploma con una votazione sopra l’80, mentre continuano a calare i 60. In (lieve) aumento i 100 e i 100 e lode. All’Esame del I grado passa il 99,8% dei candidati. Mentre 1 ragazzo su 4, nelle scuole secondarie di II grado, dovrà colmare a settembre una o più insufficienze, anche se le performance degli studenti registrano un generale miglioramento: calano i bocciati. Sono i dati sugli Esami di Stato e gli scrutini finali che emergono dalle rilevazioni condotte dal Miur. Il quadro completo e definitivo sarà pubblicato in appositi Focus.

 

Maturità 2016, migliorano i risultati dei candidati

All’Esame di quest’anno è stato ammesso il 96% degli alunni di quinta. Il 99,5% dei maturandi ha ottenuto la promozione, con un leggero incremento (era il 99,4%) rispetto al 2015. Aumenta il numero di studenti, dal 62,2% al 63,1%, che prende un voto superiore ai 70 centesimi. In particolare, i 100 aumentano, passando dal 4,9% al 5,1%, così come crescono le votazioni 91-99, che salgono dall’8,4% all’8,6%, e quelle 81-90, dal 18,7% al 19,1%. Stabili al 29,2% i voti fra il 71 e l’80 mentre diminuiscono i voti più bassi: i 61-70 scendono dal 29,3% al 28,9% e i 60 dall’8,6% all’8%. In leggero aumento anche i diplomati con lode: sono l’1,1%, rispetto allo 0,9% dell’anno scorso. Le Regioni con il maggior numero di ‘super bravi’ sono: Puglia (934 lodi), Campania (713), Sicilia (500).

Le votazioni dei liceali sono mediamente più alte: l’1,9% ha conseguito la lode, il 7,3% il 100, il 10,8% ha preso tra 91 e 99, il 22,2% tra 81 e 90. Ma le performance dei candidati sono in miglioramento anche nei Tecnici e nei Professionali dove aumentano i 100 e i voti sopra il 70. Fra gli indirizzi liceali, a primeggiare nelle votazioni più alte sono gli studenti del classico.

 

Scrutini di fine anno, bocciati in calo

Nel II grado scende la percentuale dei bocciati: dal 9% del 2015 al 7,7% di quest’anno. I non ammessi si concentrano soprattutto nel primo anno: sono il 12,3% (13,7% lo scorso anno), confermando il dato della maggior difficoltà che gli studenti incontrano nel passaggio dal I al II grado. La percentuale di non promossi è del 12,4% negli Istituti professionali, seguono gli Istituti tecnici con l’9,8% e i Licei con il 4,3%, percentuali comunque tutte in calo rispetto al 2015.
Diminuiscono gli studenti con giudizio sospeso, dal 25% del 2015 al 23,2% di quest’anno, concentrati maggiormente negli Istituti tecnici (27,3%%), seguiti da Professionali (25,4%) e Licei (19,6%). Per un ragazzo su quattro si profila, dunque, un’estate di ripassi. La Regione con più promossi è l’Umbria con il 75,7% di ammessi all’anno successivo. Seguono Puglia (75,6%), Molise (74,8%), Calabria (74,5%). Il maggior numero di sospensioni dal giudizio è in Sardegna (29%), seguita da Lombardia (26,3%) e Toscana (25,3%). La Sardegna registra anche la più elevata percentuale di bocciature (11,9%), seguono Campania (9,3%) e Sicilia (8,5%).

 

La scuola secondaria di I grado

La percentuale degli ammessi all’Esame del I grado cresce lievemente rispetto allo scorso anno: dal 97,2% al 97,6%. Stabile invece il numero dei ragazzi che hanno poi superato l’esame: 99,8%. Aumenta, infine, il numero degli ammessi alla classe successiva: 97,4% rispetto al 96,9% dello scorso anno.

Scrutini: http://www.istruzione.it/allegati/2016/EsitiScrutini1516.pdf

Esami Secondarie di II grado :

http://www.istruzione.it/allegati/2016/Esiti_EsamidiStato_Scuole_secondarieIIgrado_1516.pdf

Maturità_Lodi: http://www.istruzione.it/allegati/2016/Maturita1516_Lodi.pdf

C.d.M.: Via libera all’assunzione di 32.419 docenti, 10.294 ATA e 285 DS

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera all'assunzione a tempo indeterminato di 32.419 docenti, di cui 25.198 su posto comune, 7.221 su posto di sostegno. Il Cdm ha dato anche il via libera, sempre per il settore scuola, all'assunzione di 10.294 ATA (Ausiliari, Tecnici e Amministrativi) dalle graduatorie permanenti e sino ad un massimo di altri 507 ATA mediante mobilità del personale delle Province. Saranno infine assunti 285 dirigenti scolastici e 53 educatori.
Commentando la notizia il Ministro Stefania Giannini ha ribadito: "Continua l'investimento sulla scuola: le assunzioni del personale Ata erano molto attese nel settore. Si tratta di uno sblocco importante che segnala ancora una volta l'attenzione di questo Governo per il mondo dell'istruzione.

Fra i 32.419 docenti neoassunti ci saranno poi i vincitori del nuovo concorso che abbiamo fortemente voluto per ristabilire un principio: a scuola si deve entrare solo per concorso. Importante l'assunzione di quasi 300 dirigenti scolastici che consente anche di ridurre il numero delle reggenze. Ora serve il passo successivo: il nuovo concorso per dirigenti, che bandiremo entro la fine dell'anno”.

 

Individuazione docenti per competenze. Alta percentuale di adesioni Infanzia e Primaria

Il Miur comunica che sono oltre 20.000 i docenti di scuola dell'infanzia e scuola primaria che hanno inserito il loro curriculum sul sistema del Miur Istanze On Line per partecipare alle operazioni di individuazione dei docenti per competenze previste a partire da quest'anno dalla Buona Scuola.

Nel dettaglio, i 20.517 docenti che hanno inserito il loro curriculum, costituiscono il 92% della platea interessata.

Ministro Stefania Giannini commenta che  "il dato evidenza l'alta adesione dei docenti alla novità che abbiamo proposto, superando gli schemi del passato. Una vera e propria rivoluzione culturale che punta ad una sempre maggiore qualificazione dell'offerta formativa, mettendo al centro gli studenti e le competenze degli insegnanti".

Da quest'anno, per la prima volta, gli insegnanti non verranno più assegnati alle istituzioni scolastiche attraverso meccanismi legati a punteggi e anzianità, ma con un sistema che consentirà alle scuole di individuare fra i docenti presenti nel loro ambito territoriale quelli che più corrispondono, per profilo, alle necessità dell'offerta formativa. Uno dei passaggi della nuova procedura era proprio il caricamento del curriculum da parte degli insegnanti nel sistema Miur, affinché possa essere visionato dai dirigenti scolastici che devono individuare i docenti per la copertura dei posti vacanti. Gli insegnanti di infanzia e primaria hanno potuto inserire il curriculum dal 29 luglio fino al 4 agosto. Da oggi e fino al 9 agosto potranno farlo gli insegnanti della secondaria di I grado.

Il sito dedicato: http://www.istruzione.it/individuazione_docenti_per_competenze/index.shtml

 

Giannini bacchetta i presidi che invadono la vita privata delle docenti

In una dichiarazione all’Ansa, il ministro Giannini prende posizione contro quei presidi che, per dare corso alla chiamata diretta, non si fanno scrupolo di introdursi nella vita privata  delle docenti: “Ipresidi non discriminino le donne nei colloqui per la chiamata diretta, in particolare con domande su figli o gravidanze. Se qualche dirigente ha davvero chiesto alle docenti informazioni sui figli e su possibili aspettative in caso di gravidanze è grave. Non è questo lo spirito dell'individuazione per competenze degli insegnanti voluta dalla legge 107.Ho chiesto un approfondimento agli Uffici Scolastici Regionali e invito le insegnanti a segnalare questi casi agli Uffici. Ora abbiamo tutti gli strumenti per censurare le storture, grazie anche al nuovo sistema di valutazione dei dirigenti scolastici approvato a giugno”.

 

Mobilità- Troppi errori, tutto da rifare!

A fronte delle migliaia di errori di diversa tipologia e seriali evidenziati nella gestione della mobilità degli insegnanti, la FLC CGIL invita il MIUR a ritirare i trasferimenti pubblicatiapportare le modifiche a sistema nella programmazione, e rivedere tutto in modo corretto.

“Va rispettato il contratto sulla mobilità sottoscritto dal MIUR con i sindacati – ribadisce Flc Cgil - e vanno garantiti i diritti di graduatoria, di precedenza e di fase, di ciascun aspirante. In caso contrario si aprono scenari di procedimenti giudiziari ai quali noi, di certo, non ci sottraiamo.
L’Amministrazione deve garantire il valore delle regole nel rispetto delle persone e della dignità del loro lavoro: si è pronti ad affrontare sacrifici e adattamenti anche dopo anni di precariato, ma solo a patto che, alla base dei provvedimenti, sia legittima e trasparente la correttezza delle procedure.
Visto che questo è il Governo che tanto sbandiera la parola “meritocrazia”, ci si assuma le proprie responsabilità e, se incapaci, se ne traggano le dovute conseguenze”.

 

 

Concorso Docenti. Flc Cgil: Parlamento indaghi sulle procedure

In un comunicato, la Flc Cgil invita il MIUR ad indagare sul numero delle bocciature alle prove scritte, diventato “talmente inquietante da occupare pagine intere di giornali nazionali: è possibile che non superi gli scritti un alto numero di docenti laureati con titoli universitari aggiuntivi, che hanno frequentato le scuole di abilitazione spesso nelle università in cui si sono laureati, che si sono specializzati nel sostegno, con anni di servizio sulle spalle?”

“È possibile che la fretta di voler licenziare il bando – si legge nel comunicato, - abbia prodotto una confusione tale da impedire alle commissioni di poter lavorare con la dovuta competenza?

È possibile che le prove non siano state congruenti con i titoli di studio?

È possibile che il piano nazionale delle assunzioni previsto dalla legge 107/15 abbia creato una implosione tale negli organici da bloccare almeno una parte delle circa 63 mila assunzioni previste dal bando?

Vorremmo chiederlo alla Ministra Giannini, non soltanto per un astratto dovere di rappresentanza, ma perché siamo convinti che la vera Buona Scuola abbia bisogno di un reclutamento serio, a partire da regole adeguate ai tempi nel concorso pubblico. Non servono i proclami della Ministra che valutano positivamente il suo operato, parlano i fatti, la condizione del personale di ruolo, le aspettative tradite di chi a questo concorso ha affidato il suo futuro.

Se il Ministero dell’Istruzione sceglie di rimanere sordo di fronte all’ennesimo dramma provocato da scelte insensate, il Parlamento ha il dovere di intervenire per tutelare la dignità della scuola pubblica e il futuro lavorativo di chi ha scelto di abilitarsi per insegnare nella scuola pubblica pensando di essere tutelato da regole rigorose, di chi insegna da anni con i titoli richiesti accompagnati dalla competenza e dal sacrificio.

Il sindacato è già accanto a loro, il Parlamento scelga di farlo se ritiene che l’Istruzione pubblica sia un valore costituzionale ancora da difendere”.

Preside sanzionato con una multa: aveva finto di palpeggiare una alunna

Durante i festeggiamenti di fine anno scolastico, il preside dell’istituto professionale "Fumagalli" di Casatenovo (LC) è salito sul palco del teatro della scuola e ha ballato con una studentessa . Il video, immediatamente riversato sul web evidenzia un gesto che si presta ad interpretazioni equivoche: il dirigente sembra palpeggiare scherzosamente il fondo schiena della ragazza.

Tra indignazioni varie, il v ideo è arrivato al ministero che ha avviato un indagine per il tramite dell'USR Lombardia, il cui esito ha prodotto la sanzione di una multa di 350 euro.

In favore del preside si sono schierati studenti e insegnanti. A detta del segretario provinciale della Flc Cgil Pasquale Lo Bue ha confermato che al Fumagalli “non si respira un’aria felice” e che il preside. Peraltro, il preside è finito altre volte sotto i riflettori: al tempo in cui dirigeva l’istituto “Agnesi” di Merate aveva abbandonato alla stazione di Lione alcuni studenti che si erano svegliati tardi.

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