Ultime notizie

L'INFORMAZIONE IN BREVE

Progetti di mobilità linguistica all’estero

Sicurezza delle scuole: i dati della Corte dei Conti in sede di esame del Rendiconto generale dello Stato 2025

Riunioni degli organi collegiali online anche per le sedute deliberative

Sul portale di ANAC avvisi di pagamento pagoPA per le gare pubblicate da maggio a giugno 2026

Cessione del quinto: l'INPS aggiorna le regole per i prestiti

Assegnazioni provvisorie e utilizzazioni

Immissioni in ruolo per l'anno scolastico 2026/27

Trattenimento in servizio anche oltre i settanta anni per maturare la pensione di vecchiaia

Selezione di 120 docenti per la costituzione di équipe formative territoriali a.s. 2026/27

I CASI DELLA SCUOLA... a cura dell'Avv. Stefano Callà

Licenziamento per abuso del congedo straordinario per assistere il familiare disabile

Corruzione e trasparenza
Editoriale: di Anna Armone

Dedico questo editoriale ad uno dei tormentoni burocratici della scuola, la pubblicazione dei dati nell’area Amministrazione trasparente e al suo presupposto, il Piano triennale di prevenzione della corruzione e trasparenza. Siamo oramai abituati alla deriva burocratica dello spirito delle leggi. La trasparenza è uno di questi casi. Prima ancora di farla percepire ed esercitare come diritto civico, l’abbiamo strettamente collegata alla prevenzione e contrasto alla corruzione. Perché nel nostro Paese la corruzione ha radici profonde e inestirpabili? Perché funziona sempre la presunzione di colpevolezza al posto della presunzione di legalità?

Ripensare la leadership scolastica nell’era dei software di Intelligenza Artificiale di Patrizia Giorgi

Governare la scuola nel tempo dell’intelligenza artificiale di Susanna Granello

L’educazione civica tra prospettive disciplinari e trasversalità di Riccardo Lancellotti

A lezione americana da Calvino - prove per unità didattiche nel segno della riscolarizzazione dei valori nel mondo della digitalizzazione di Maurizia Maiano

Gli adolescenti e la “metafora del gambero”

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

L’avvio della primavera non è stato felice per la scuola, teatro di fatti che l’hanno sconvolta profondamente e sui quali occorrerà riflettere con l’intenzione di capire dove stiamo andando e cosa fare per correggere il tiro, se ancora si è in tempo per porre un qualche rimedio. Riepiloghiamo sommariamente:

In una scuola del bergamasco, tredicenne accoltella gravemente l’insegnante di francese, rammaricandosi di non averla uccisa e, comunque, diffondendo in diretta su Instagram le immagini dell’attentato. A casa dello studente, i carabinieri troveranno del materiale esplosivo potenzialmente pericoloso. Sconcertante l’affermazione autoassolutoria del ragazzo: “Visto che a quanto pare i ‘ragazzi’ non capiscono cosa sia giusto e cosa no, userò questo a mio vantaggio. Non posso essere incarcerato, dato che in Italia l'età minima per la responsabilità penale è 14 anni, e non posso nemmeno essere processato, quindi farò quello che ho sempre voluto fare, uccidere lei e chiunque cerchi di impedirmelo.

Diciassettenne pescarese, domiciliato in provincia di Perugia e affiliato a gruppi neo nazisti su Telegram, viene arrestato con l’accusa di terrorismo per aver pianificato una strage in un liceo. La strage si sarebbe conclusa con il suo suicido, emulando quella compiuta da due adolescenti alla Columbine High School (Stati Uniti) nel 1999, nella quale morirono 14 persone oltre gli stragisti. Tra il materiale sequestrato figurano documenti contenenti indicazioni tecniche su sostanze chimiche e batteriologiche pericolose, nonché vademecum dedicati al sabotaggio di servizi pubblici essenziali, il tutto inserito in una chiara cornice di finalità terroristica.

Altro tredicenne, nel biellese, anziché recarsi a scuola, tira dritto e porta a compimento una rapina in un ufficio postale puntando una pistola, che poi si è rivelata essere un’arma giocattolo; bottino 500 euro e fuga interrotta dall’intervento dei carabinieri. Data la giovane età, il ragazzo non è imputabile per legge.

Argomenti

Il Direttore sga responsabile dell’organizzazione dei servizi generali ed amministrativi
Una competenza esclusiva del Direttore SGA, sia pure nell'ambito delle direttive di massima.
Rocco Callà

La disciplina del lavoro agile per il personale ATA
La disciplina nel CCNL 2029/2021.
Carmelo Febbe - Angelo Orsingher

Manutenzione degli edifici scolastici e responsabilità del dirigente scolastico
La figura del dirigente scolastico si colloca al centro di un sistema di obblighi che intersecano la normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e la disciplina sulla custodia dei beni.
Marta Brentan

Libertà vo’ cercando che è sì cara…

Editoriale di Ivana Summa

L'autonomia scolastica rappresenta la capacità di agire in modo indipendente, senza subire condizionamenti esterni eccessivi, al solo scopo di   perseguire gli obiettivi specifici ritenuti in grado di  perseguire le finalità stabilite dal sistema sovraordinato. Questo concetto si declina a diverso livello a seconda degli ambiti: dalla organizzazione alla didattica e alla ricerca, anche intesa come sperimentazione  del nuovo e allo sviluppo/implementazione di quanto si è sperimentato. Non si tratta di perseguire un'autarchia irrealistica, quanto  di riconoscere ai singoli istituti scolastici la capacità  di identificare i bisogni specifici,  per poi trovare  il giusto equilibrio tra competenze professionali interne fruibili, cooperazione con soggetti esterni, acquisizione di specifiche risorse. Ma l’autonomia così intesa può davvero essere esercitata soltanto avvalendosi, concretamente, della libertà di insegnamento dei docenti, sancita dall’art. 33 della costituzione e poi meglio specificata nel dpr n. 417/1974 che dedica alla  libertà di insegnamento l’art. 1: “Nel rispetto delle norme costituzionali e degli ordinamenti della scuola stabiliti dalle leggi dello Stato, ai docenti è garantita la libertà di insegnamento. L'esercizio di tale libertà è inteso a promuovere attraverso un confronto aperto di posizioni culturali la piena formazione della personalità degli alunni.

Tale azione di promozione è attuata nel rispetto della coscienza morale e civile degli alunni stessi”.  Inoltre, il primo comma dell’articolo 2 è interessante perché definisce “La funzione docente è intesa come esplicazione essenziale dell'attività di trasmissione della cultura, di contributo alla elaborazione di essa e di impulso alla partecipazione dei giovani a tale processo e alla formazione umana e critica della loro personalità”.

EDITORIALE Ivana Summa 

Libertà vo’ cercando che è sì cara… 

L'autonomia scolastica rappresenta la capacità di agire in modo indipendente, senza subire condizionamenti esterni eccessivi, al solo scopo di   perseguire gli obiettivi specifici ritenuti in grado di  perseguire le finalità stabilite dal sistema sovraordinato. Questo concetto si declina a diverso livello a seconda degli ambiti: dalla organizzazione alla didattica e alla ricerca, anche intesa come sperimentazione  del nuovo e allo sviluppo/implementazione di quanto si è sperimentato. 

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: l’attualità

Autonomia scolastica e Indicazioni Nazionali: un difficile rapporto Laura Bertocchi e Mario Maviglia

L'adozione alternativa dei libri di testo Renato Candia

Dalla Geostoria alla Storia e Geografia  Maurizia Maiano

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: riflessioni

L'educazione finanziaria Gian Carlo Sacchi

Leggere l’intelligenza artificiale come si legge un romanzo Giuseppe Benassi

Il mestiere del dirigente scolastico e quello del docente Stefano Stefanel

Argomenti

La scuola tra eredità e innovazione
Michela Lella

Il pagamento dei compensi del mof a.s. 2025/2026 gli adempimenti delle segreterie scolastiche
Le istituzioni scolastiche devono erogare i compensi per le attività svolte e previste dal contratto integrativo di istituto entro il 31/8/2026.
Maria Rosaria Tosiani

Il passaggio di consegne tra funzionari amministrativi
Il passaggio delle consegne in caso di cessazione dell'incarico  è atto dovuto.
Carmelo Febbe Angelo Orsingher

L’affidamento diretto ed il  principio di rotazione nelle polizze assicurative studenti e personale della scuola

Argomenti

In ricordo di Edgar Morin
“La complessità non è un insieme di regole complicate, ma l'accettazione che ogni frammento di sapere ha senso solo se connesso all'insieme" - Edgar Morin
Edgar Morin è morto, lasciandoci orfani e più soli.......
Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

Sapere per condividere: un ponte tra generazioni
Una collaborazione virtuosa tra la scuola secondaria e il territorio per attività di orientamento, educazione civica, formazione scuola-lavoro.
Antonietta Di Martino 

Un bilancio delle modifiche normative per il secondo ciclo  apportate con il DPR n.134 e DPR n.135 del 8 agosto 2025

L'INFORMAZIONE IN BREVE

Spezzoni inferiori a 7 ore nella scuola secondaria di primo e secondo grado

Distacchi e permessi sindacali triennio 2025-2027

Riapertura della piattaforma PIMER per monitoraggio e rendicontazione formazione del personale scolastico

Direttiva accreditamento Enti di Formazione

La RSU deve poter disporre di spazi certi per la propria attività sindacale e  il DVR va consegnato agli RLS

Incarichi triennali ai Direttori SGA

Aggiornato il termine di completamento e rendicontazione dei progetti Agenda Sud e Agenda Nord

False dichiarazioni negli appalti

Garante privacy interviene sulle foto dei minori sui social: serve il consenso di entrambi i genitori

Il CSPI ha espresso il proprio parere sul riconoscimento di punteggi aggiuntivi per il servizio prestato nelle isole minori

I CASI DELLA SCUOLA... a cura della redazione di Giustoscuola

La Casa Editrice Euroedizioni Torino propone un corso di formazione on line  dal taglio pratico ed operativo destinato ai Direttori amministrativi anche di nuova nomina e agli Assistenti amministrativi facenti funzioni  per metterli in condizione di svolgere con competenza e professionalità i delicati compiti che il profilo gli assegna.

ll corso si articola in 12 webinar per complessive 24 ore di formazione. I corsisti possono porre quesiti e richieste di chiarimento. Durante il corso saranno proposte esercitazioni pratiche anche sugli specifici adempimenti.

I corsisti potranno  fruire ed utilizzare i materiali che saranno prodotti durante i webinar. Le lezioni possono essere ascoltate anche in differita quando si vuole e per il tempo che si vuole. I contenuti del corso sono esplicitati nell’allegato elenco.

Per iscriversi  è sufficiente eseguire  il pagamento aggiungendo il prodotto al carrello oppure nel caso in cui l’acquisto è disposto dalla scuola è sufficiente inviare l’ordine per l’emissione della fattura  con l’indicazione del  CODICE CIG.

Nel caso in cui l’acquisto è disposto dalla scuola è sufficiente inviare l’ordine per l’emissione della fattura   con l’indicazione del  CODICE CIG.

La Casa Editrice EUROEDIZIONI propone un corso di formazione online dal taglio pratico ed operativo destinato ai Dirigenti scolastici anche di nuova nomina per metterli in condizione di svolgere con competenza e professionalità i delicati compiti che la funzione dirigenziale gli assegna.

ll corso si articola in 13 webinar per complessive 26 ore di formazione.

I corsisti possono porre quesiti e richieste di chiarimento. Durante il corso saranno proposte esercitazioni pratiche anche sugli specifici adempimenti.

I corsisti potranno  fruire ed utilizzare i materiali che saranno prodotti durante i webinar.

Le lezioni possono essere ascoltate anche in differita quando si vuole e per il tempo che si vuole. I contenuti del corso sono esplicitati nell'allegato elenco.

I temi che abbiamo scelto da trattare sono prettamente tecnici sotto il profilo pratico  amministrativo e contabile dove le difficoltà soprattutto per i nuovi dirigenti possono essere più rilevanti.

Il corso costa 130,00 euro.

Il corso può essere acquistato anche dalla scuola, in tal caso, è sufficiente inviare l’ordine con l’indicazione del CODICE CIG per l’emissione della fattura.
CODICE DEL CORSO PER ACQUISTO SU MEPA – CSEUDS26

Modalità di pagamento

Riforma della scuola sulla linea di partenza

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

Infine, il ministro Valditara ce l’ha fatta. Con l’approvazione delle Indicazioni Nazionali per i licei, in concorso con le Indicazioni per la scuola dell’Infanzia e del primo ciclo e di una ricca serie di decreti, atti amministrativi e proposte di legge volti a modificare diversi aspetti del sistema educativo italiano, si può dire conclusa l’azione di riforma della scuola perseguita con apprezzabile pervicacia dal ministro Valditara. Non si può dire che il complesso degli interventi abbia avuto un felice riscontro da parte di chi nella scuola lavora e crede. È come se fosse stato decretato d’imperio il “è tutto da rifare” del campione ciclistico Gino Bartali.

I decreti delle Indicazioni Nazionali, in particolare, evidenziano risvolti problematici per quanto riguarda la stesura, sia nel metodo e sia nel merito, ma non staremo qui a rilevare criticamente ciò che costituisce dibattito già dalla data dell’approvazione. Sono state una sorpresa, perché, a priori, fanno piazza pulita di un impianto ben rodato da anni, senza se e senza ma, per nuovi fondanti riferimenti che entrano nel merito dell’essere e del consistere della scuola, riproponendo “programmi” e suggestioni condizionati da criteri ideologici che si credevano non confacenti con la visione di una scuola aperta al futuro. Ricordiamo che, in passato, nella stesura dei programmi prima e delle Indicazioni poi hanno partecipato pedagogisti e psicologi di chiara fama, che si è tenuto conto delle teorie di illustri personaggi, che i documenti hanno sempre evidenziato una trama che consentiva alle varie parti di confrontarsi ed integrarsi per dare il senso di un corpo unico e complesso, sebbene articolato in diverse sezioni.

Allo stato attuale, non si può fare a meno di chiedersi quali siano le coordinate che hanno definito la Nuove Indicazioni, quale sia stato il coordinamento delle varie parti, quale metodo e quale idea ha sostenuto la loro elaborazione.

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I compensi spettanti ai commissari interni ed esterni componenti delle commissioni degli esami di maturità 2025/2026
Liquidazione dei compensi -  situazioni e casi.
Maria Rosaria Tosiani

Adempimenti finali dell’anno di formazione e prova dei docenti
Il dirigente deve accertare preliminarmente che il docente abbia assolto gli obblighi minimi di servizio per la validità dell'anno di prova.
Lo Friddo Giuseppe

Dichiarazioni non veritiere rese in occasione dell’accesso alle graduatorie d'istituto
Non sempre la condanna penale è causa di decadenza automatica con la risoluzione del contratto.
Marta Brentan

La convenzione con le associazioni esterne per l’uso dei locali scolastici
Quadro normativo, requisiti di forma e ruolo dell’ente locale dopo la Legge 7 aprile 2026, n. 53.

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Riforma della scuola sulla linea di partenza
Infine, il ministro Valditara ce l’ha fatta. Con l’approvazione delle Indicazioni Nazionali per i licei, in concorso con le Indicazioni per la scuola dell’Infanzia e del primo ciclo e di una ricca serie di decreti, atti amministrativi e proposte di legge volti a modificare diversi aspetti del sistema educativo italiano, si può dire conclusa l’azione di riforma della scuola perseguita con apprezzabile pervicacia dal ministro Valditara. Non si può dire che il complesso degli interventi abbia avuto un felice riscontro da parte di chi nella scuola lavora e crede. È come se fosse stato decretato d’imperio il “è tutto da rifare” del campione ciclistico Gino Bartali.
Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

La “fatica dell’amministrare” e la nuova disciplina del danno erariale
La nuova responsabilità erariale dopo la Legge Foti: tra superamento dello “scudo”, tipizzazione della colpa grave e tutela del decisore pubblico.
Gianluca Dradi

La nuova valutazione del comportamento
Quali sono le conseguenze di un voto pari o inferiore a sei e,soprattutto, quali ne sono i presupposti.

Fare l’insegnante: una professione in “tensione”

Editoriale di Ivana Summa

È possibile individuare una prospettiva che ci consenta di disegnare come si concretizza, nelle nostre scuole, il “fare l’insegnante”? Nel passaggio tra le descrizioni normative e contrattuali della professionalità docente e il suo farsi quotidiano si verifica una pluralità di interpretazioni, in parte dovute al loro coniugarsi in rapporto ai diversi gradi di scuola che accolgono alunni di età molto diverse e, in parte, alla persona dello stesso insegnante, con le sue competenze che riguardano anche aspetti relazionali. A tutto ciò oggi è necessario aggiungere la turbolenza sociale di quest’ultimo decennio che, per amor di sintesi, descriviamo come un flusso frenetico e continuo di innovazione tecnologica e, in particolare, la rivoluzione digitale  e dei dati che induce trasformazioni non solo nei comportamenti di tutti noi, e perfino nel nostro modo di osservare e comprendere il mondo. Il cambiamento della professionalità docente oggi è diventato  una necessità per sopravvivere cercando di dare risposte  adeguate, ma ciò comporta una “tensione”   sovraccarica di emozioni come ansia, paura dei rischi, spaesamento di  fronte ad un cambiamento sociale irruente e  poliedrico,  di cui è complesso per tutti stabilire la direzione o, meglio, le direzioni. Tensione che, è bene sottolinearlo,  è una caratteristica di ogni singolo docente, che la vive  con sfumature diverse, negative e/o positive, ma sempre irrisolta nel  tentativo di un   bilanciamento tra le rassicuranti vecchie pratiche e le nuove generate dalla propria professionalità, agendo in un  continuo flusso di norme che piovono dall’alto.  Il nodo fondamentale per la scuola si addensa intorno all’intreccio del processo di insegnamento   con quello dell’apprendimento, del come insegnare e del che cosa insegnare: il come riguarda soprattutto le scelte  collegiali ed individuali, il cosa riguarda soprattutto i decisori centrali che  hanno il potere di definire le linee guida entro cui le scuole dovrebbero muoversi, tra autonomia scolastica e libertà di insegnamento. Ma gli insegnanti, che lavorano  nelle migliaia di scuole sparse  su un territorio nazionale quanto mai vario, non operano in un vuoto sociale;  debbono fare i conti con le realtà con cui si confrontano quotidianamente: la tipologia di scuola/istituto, la composizione del personale docente, le modalità di conduzione delle scuole da parte del dirigente scolastico, gli alunni, le famiglie, la  composizione del territorio sia a livello di istituzioni (regione, comuni) che di presenza di risorse materiali ed immateriali.

EDITORIALE Ivana Summa 

Fare l’insegnante: una professione in “tensione”

È possibile individuare una prospettiva che ci consenta di disegnare come si concretizza, nelle nostre scuole, il “fare l’insegnante”? Nel passaggio tra le descrizioni normative e contrattuali della professionalità docente e il suo farsi quotidiano si verifica una pluralità di interpretazioni, in parte dovute al loro coniugarsi in rapporto ai diversi gradi di scuola che accolgono alunni di età molto diverse e, in parte, alla persona dello stesso insegnante, con le sue competenze che riguardano anche aspetti relazionali. 

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: l’attualità

AISO: un Outdoor immersivo e solidale Andrea Porcarelli

Per una professionalità docente Renato Candia

Come sono gli insegnanti oggi Gian Carlo Sacchi

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: riflessioni

“Ma il dirigente che animale è?”

Editoriale di Anna Armone
Direttore Responsabile

Prendo spunto dalle prove scritte del concorso a dirigente scolastico della Provincia di Trento per fare una riflessione: la figura dirigenziale nella scuola è una figura collocata nell’ambito della dirigenza amministrativa di cui al d.lgs. 165, art. 17, è un leader educativo o è un ibrido che naviga a vista?

Le prove scritte del concorso trentino propendono sicuramente sul secondo modello, considerato che tutte e tre le prove vertono su materie organizzative e pratiche didattiche. In effetti, prima di continuare, preciso che le prove preselettive hanno testato le conoscenze giuridiche e finanziarie del dirigente, cosa che fa pensare ad una selezione progressiva. Una volta accertate le competenze “hard” si è passati alle competenze “soft”. In questo caso la selezione risponderebbe alla duplice “faccia” del dirigente scolastico descritta nel profilo di cui all’art. 25 del d.lgs. 165/2001. Ma noi proseguiamo il nostro ragionamento.

Se pensiamo al dirigente pubblico lo vediamo dirigere la propria organizzazione con strumenti formali che consentono di tenere sotto controllo la struttura. Ciò è garantito da un’organizzazione ancora oggi piramidale (in particolare dopo il d.lgs. 150/2009) che vede una funzione dirigenziale sovraesposta rispetto alla base operativa. L’equiparazione della funzione dirigenziale in ambito pubblico alla dirigenza privatistica poggia essenzialmente sui poteri attivabili così come prevede il codice civile nel Libro V del lavoro. È ovvio che l’efficienza di qualsiasi ufficio pubblico non poggia esclusivamente su strumenti formali, anzi, al contrario, ha bisogno di una leadership autorevole che motivi e valorizzi il personale. Questo assetto è correlato alla produzione di un servizio che non è “funzione sociale” (se non nel caso della sanità) e produce atti, verifiche, controlli, servizi. L’istituzione scolastica si colloca nel panorama pubblico in una posizione unica, assimilabile, ma non completamente al sistema sanitario. L’esercizio della funzione sociale diventa sempre più complesso a seguito della valutazione economica del servizio che porta le decisioni politiche a compiere valutazioni di policy condizionate ai limiti della finanza e, nel caso della disponibilità straordinaria, come nel caso del PNRR, a peccare di capacità programmatoria.

“Ma il dirigente che animale è?”
Editoriale: di Anna Armone

Prendo spunto dalle prove scritte del concorso a dirigente scolastico della Provincia di Trento per fare una riflessione: la figura dirigenziale nella scuola è una figura collocata nell’ambito della dirigenza amministrativa di cui al d.lgs. 165, art. 17, è un leader educativo o è un ibrido che naviga a vista?
Le prove scritte del concorso trentino propendono sicuramente sul secondo modello, considerato che tutte e tre le prove vertono su materie organizzative e pratiche didattiche. In effetti, prima di continuare, preciso che le prove preselettive hanno testato le conoscenze giuridiche e finanziarie del dirigente, cosa che fa pensare ad una selezione progressiva. Una volta accertate le competenze “hard” si è passati alle competenze “soft”. In questo caso la selezione risponderebbe alla duplice “faccia” del dirigente scolastico descritta nel profilo di cui all’art. 25 del d.lgs. 165/2001. Ma noi proseguiamo il nostro ragionamento.

Sanzioni disciplinari e valutazione del comportamento degli alunni - Seconda Parte di  Riccardo Lancellotti

Il danno da mobbing tra tipicità e atipicità dell’illecito: profili definitori e tutela risarcitoria di Francesco Baccolini

Digitalizzazione e Cyberbullismo di Maurizia Maiano

Guida pratica e coordinata agli Esami di Maturità nel Secondo Ciclo a.s. 2025/2026
a cura di
Antonio Di Lello

1. I candidati
1.1. Generalità
1.2. I Candidati interni
1.2.1. L’ammissione
1.2.2. PCTO (Alternanza Scuola-Lavoro) e Invalsi nell’Esami di Maturità
1.2.3. La validità dell’anno scolastico
1.2.4. Le Sedi di esame
1.2.5. La presentazione delle domande
1.3. I Candidati esterni
1.3.1. L’ammissione
1.3.2. Le Sedi di esame e l’assegnazione ad esse
1.3.3. La presentazione delle domande
1.3.4. Deroghe alla territorialità
1.3.5. L’esame preliminare

Dal 14 al 18 maggio 2026, presso il Lingotto Fiere, si terrà la XXXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, il principale appuntamento italiano dedicato all’editoria, capace ogni anno di riunire centinaia di editori, autori e professionisti del settore, con un’affluenza che supera le duecentomila presenze.

In questo contesto di rilievo nazionale e internazionale, Euroedizioni Torino sarà presente tra gli espositori dell’edizione 2026, portando al Salone la propria consolidata esperienza editoriale e il proprio impegno nella produzione di contenuti specialistici destinati al mondo della scuola.

Sarà possibile incontrarci presso il Padiglione 2 – Stand H06, al seguente link:
https://www.salonelibro.it/elenco-espositori/euroedizioni/SL4113426038

La partecipazione al Salone rappresenta per Euroedizioni un momento centrale di incontro e confronto diretto con docenti, dirigenti scolastici, personale amministrativo e, più in generale, con tutti gli operatori del settore educativo. Si tratta di un’occasione particolarmente significativa per intercettare le trasformazioni in atto nel panorama culturale e formativo, nonché per presentare le proprie pubblicazioni, le riviste specialistiche e i progetti editoriali in corso di sviluppo.

Si fa riferimento all'Avviso 95165, che segue al  D.M. n.38 del 6 marzo 2026, esplicita la destinazione di risorse per la formazione del personale docente ed educativo della scuola, nell’ambito del Programma Nazionale “PN Scuola e competenze 2021-2027”, in attuazione del regolamento (UE) 2021/1060.

Vi proponiamo una serie di laboratori di formazione per personale docente secondo le indicazioni fornite nell'avviso ministeriale sui seguenti moduli formativi:

 

·        MODULO - Competenze culturali, disciplinari, educative, pedagogiche, psicopedagogiche, didattiche, digitali, metodologiche e relazionali, riflessive ed autovalutative

·        MODULO- Competenze nella micro e macro-progettazione didattica ed educativa

·        MODULO - Competenze nella gestione dei gruppi classe, nella costruzione di ambienti favorevoli all’apprendimento e di relazioni positive con gli studenti

·        MODULO - Competenze nella didattica orientativa

·        MODULO -Competenze nello svolgimento dei compiti connessi con la funzione docente e con l’organizzazione scolastica

 

I corsi saranno articolati in diverse aree tematiche ognuna con la propria specificità, mantenendo un filo logico lungo tutto il percorso.

I corsi avranno la durata di 30 ore e saranno erogati online o in presenza a seconda della specifica richiesta degli istituti scolastici.

L'INFORMAZIONE IN BREVE

CCNL 2025-2027 Istruzione e Ricerca - parte Economica

In presenza di un distacco sindacale con prestazione lavorativa ridotta, occorre riproporzionare i permessi ex art. 33 della legge 104/1992?

Il dipendente/dirigente sindacale in distacco part-time, che ha subito durante lo svolgimento del proprio servizio un infortunio sul lavoro, può recuperare le giornate non fruite di distacco sindacale durante il periodo di infortunio?

Come deve intendersi l’espressione “i periodi di distacco sono equiparati a tutti gli effetti al servizio pieno prestato nell’amministrazione anche ai fini del trattamento pensionistico” contenuta nell’art. 19, comma 3 del CCNQ 4 dicembre 2017?

Vi sono limiti - eventualmente connessi alla dimensione dell’Ente o alla consistenza associativa di una organizzazione sindacale - al numero di dipendenti che possono essere nominati dirigenti sindacali?

Incentivo al posticipo del pensionamento: le novità per il 2026 comunicate dall'INPS

Graduatorie GAE 2026-28: Apertura delle funzioni per la scelta delle sedi ai fini dell’inclusione nelle graduatorie di istituto

Graduatorie 24 mesi personale ATA

L'INPS ha comunicato l’apertura del servizio per la presentazione delle domande del Bonus nuovi nati 2026

Argomenti

Gli adolescenti e la “metafora del gambero”
L’avvio della primavera non è stato felice per la scuola, teatro di fatti che l’hanno sconvolta profondamente e sui quali occorrerà riflettere con l’intenzione di capire dove stiamo andando e cosa fare per correggere il tiro, se ancora si è in tempo per porre un qualche rimedio. Riepiloghiamo sommariamente: In una scuola del bergamasco, tredicenne accoltella gravemente l’insegnante di francese, rammaricandosi di non averla uccisa e, comunque, diffondendo in diretta su Instagram le immagini dell’attentato. A casa dello studente, i carabinieri troveranno del materiale esplosivo potenzialmente pericoloso. Sconcertante l’affermazione autoassolutoria del ragazzo: “Visto che a quanto pare i ‘ragazzi’ non capiscono cosa sia giusto e cosa no, userò questo a mio vantaggio. Non posso essere incarcerato, dato che in Italia l'età minima per la responsabilità penale è 14 anni, e non posso nemmeno essere processato, quindi farò quello che ho sempre voluto fare, uccidere lei e chiunque cerchi di impedirmelo".
Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

La delega di funzioni in materia di salute e sicurezza
Quello che occorre sapere in otto domande e risposte.
Antonietta Di Martino

Operazioni connesse con lo svolgimento degli esami di maturità
Schema riassuntivo delle attività per agevolare il lavoro delle commissione.

Gli adolescenti e la “metafora del gambero”

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

L’avvio della primavera non è stato felice per la scuola, teatro di fatti che l’hanno sconvolta profondamente e sui quali occorrerà riflettere con l’intenzione di capire dove stiamo andando e cosa fare per correggere il tiro, se ancora si è in tempo per porre un qualche rimedio. Riepiloghiamo sommariamente:

In una scuola del bergamasco, tredicenne accoltella gravemente l’insegnante di francese, rammaricandosi di non averla uccisa e, comunque, diffondendo in diretta su Instagram le immagini dell’attentato. A casa dello studente, i carabinieri troveranno del materiale esplosivo potenzialmente pericoloso. Sconcertante l’affermazione autoassolutoria del ragazzo: “Visto che a quanto pare i ‘ragazzi’ non capiscono cosa sia giusto e cosa no, userò questo a mio vantaggio. Non posso essere incarcerato, dato che in Italia l'età minima per la responsabilità penale è 14 anni, e non posso nemmeno essere processato, quindi farò quello che ho sempre voluto fare, uccidere lei e chiunque cerchi di impedirmelo.

Diciassettenne pescarese, domiciliato in provincia di Perugia e affiliato a gruppi neo nazisti su Telegram, viene arrestato con l’accusa di terrorismo per aver pianificato una strage in un liceo. La strage si sarebbe conclusa con il suo suicido, emulando quella compiuta da due adolescenti alla Columbine High School (Stati Uniti) nel 1999, nella quale morirono 14 persone oltre gli stragisti. Tra il materiale sequestrato figurano documenti contenenti indicazioni tecniche su sostanze chimiche e batteriologiche pericolose, nonché vademecum dedicati al sabotaggio di servizi pubblici essenziali, il tutto inserito in una chiara cornice di finalità terroristica.

Altro tredicenne, nel biellese, anziché recarsi a scuola, tira dritto e porta a compimento una rapina in un ufficio postale puntando una pistola, che poi si è rivelata essere un’arma giocattolo; bottino 500 euro e fuga interrotta dall’intervento dei carabinieri. Data la giovane età, il ragazzo non è imputabile per legge.

L'INFORMAZIONE IN BREVE

Congedo parentale: limite esteso ai 14 anni del figlio

Nuovo ISEE 2026 - L'INPS aggiorna il nuovo modello di Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) e la relativa attestazione ISEE

Mobilità scuola triennio 2025-2028: dopo la firma del CCNI emanate le ordinanze

Proroga per la predisposizione del Conto Consuntivo 2025

Aggiornati i nuovi requisiti pensionistici per il 2027 e il 2028 - Le nuove disposizioni relative all’adeguamento agli incrementi della speranza di vita

Mobilità scuole italiane all’estero

Accordo quadro Viaggi di istruzione e Stage linguistici

Il Garante ribadisce il diritto all’assistenza degli alunni con disabilità

Riforma degli Istituti tecnici

Si fa riferimento all'Avviso MIM prot. 0073226 del 27.03.2026 – PNRR M4C1 Investimento 2.1 – Snodi formativi per la transizione digitale sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale nella scuola per informare che la Casa Editrice Euroedizioni - divisione formazione - organizza dei corsi di formazione finalizzati alla progettazione  di Snodi formativi per la transizione digitale sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale nella scuola – PNRR M4C1 Investimento 2.1.

In allegato il progetto formativo, redatto da Euroedizioni, calibrato per ridurre al minimo il carico sul personale scolastico, nel pieno rispetto dei requisiti dell'Avviso:

  • Modulo A (percorsi teorici) interamente online: video-lezioni asincrone fruibili in autonomia da pc o smartphone, con un unico webinar live di 2 ore per edizione – senza impatto sull'orario di servizio
  • Modulo B (laboratori sul campo) concentrato in giornate intensive singole da 6 ore, collocabili in sabati o giornate di programmazione già previste in calendario – zero supplenze, zero chiusure di classi
  • Copertura normativa completa: AI Act, D.M. 166/2025, GDPR, DigComp 3.0 e DigCompEdu
  • Gestione integrale della rendicontazione PNRR: piattaforme, attestati, dichiarazioni UCS, reportistica

La candidatura viene presentata dalla scuola sulla piattaforma Futura PNRR – Gestione Progetti (pnrr.istruzione.it). Euroedizioni supporta il Dirigente Scolastico e il DSGA in ogni fase della compilazione del formulario, inclusa la generazione del CUP.

Il coordinamento scientifico e didattico di tutte le attività formative previste dal progetto sarà svolto da personale qualificato, scelto da Euroedizioni, con specifica competenza nell’applicazione dell’IA in ambito educativo e nella progettazione di percorsi formativi per il personale scolastico, che assicura la piena coerenza dei percorsi con i requisiti dell’Avviso MIM prot. 0073226/2026, con le Linee guida sull’IA nelle scuole (D.M. 166/2025) e con il quadro normativo europeo (AI Act, Reg. UE 2024/1689).

Considerata l'imminenza della scadenza, Le chiediamo di manifestare il proprio interesse entro il 14 aprile 2026, così da consentire il completamento del formulario nei termini previsti.

Euroedizioni

[email protected]

“Una riforma annunciata: la nuova responsabilità amministrativa dei dipendenti pubblici”

Editoriale di Anna Armone
Direttore Responsabile

Un inizio d’anno colpevole di tragedie e disastri ambientali che hanno coinvolto tutti noi cittadini facendo luce su aspetti della realtà che non escludono nessuno.

Nel mondo legislativo la legge n. 1 del 2026 riguarda le modifiche alla legge 14 gennaio 1994, n. 20, e altre disposizioni, nonché delega al Governo in materia di funzioni della Corte dei conti e di responsabilità amministrativa e per danno erariale. Il dibattito su questa riforma è in corso sin dal 2020 quando il Decreto Semplificazione introdusse la limitazione della responsabilità amministrativa al dolo e alla colpa grave solo omissiva. Già quella disposizione fu oggetto di ricorso alla Corte costituzionale che, con la sentenza 132/2025, ha messo le basi legittimanti della nuova legge n. 1/2026. La Corte, chiamata a giudicare della legittimità costituzionale della menzionata scelta legislativa, in una decisione che costituisce la testata d’angolo della sua giurisprudenza nella materia, ha chiarito che già i relativi lavori preparatori evidenziavano «l’intento di predisporre, nei confronti degli amministratori e dei dipendenti pubblici un assetto normativo in cui il timore della responsabilità non esponga all’eventualità di rallentamenti ed inerzie nello svolgimento dell’attività amministrativa» (sentenza n. 371 del 1998).

Pertanto, «nella combinazione di elementi restitutori e di deterrenza che connotano l’istituto qui in esame, la disposizione risponde [...] alla finalità di determinare quanto del rischio dell’attività debba restare a carico dell’apparato e quanto a carico del dipendente, nella ricerca di un punto di equilibrio tale da rendere, per dipendenti ed amministratori pubblici, la prospettiva della responsabilità ragione di stimolo, e non di disincentivo» (così, la citata sentenza n. 371 del 1998).

“Una riforma annunciata: la nuova responsabilità amministrativa dei dipendenti pubblici”
Editoriale: di Anna Armone

Un inizio d’anno colpevole di tragedie e disastri ambientali che hanno coinvolto tutti noi cittadini facendo luce su aspetti della realtà che non escludono nessuno. 
Nel mondo legislativo la legge n. 1 del 2026 riguarda le modifiche alla legge 14 gennaio 1994, n. 20, e altre disposizioni, nonché delega al Governo in materia di funzioni della Corte dei conti e di responsabilità amministrativa e per danno erariale. Il dibattito su questa riforma è in corso sin dal 2020 quando il Decreto Semplificazione introdusse la limitazione della responsabilità amministrativa al dolo e alla colpa grave solo omissiva.

Sanzioni disciplinari e valutazione del comportamento degli alunni di Riccardo Lancellotti

Le indicazioni nazionali per il primo ciclo di Gian Carlo Sacchi

Bullismo all’incontrario di Maurizia Maiano

Argomenti

La verifica del possesso dei requisiti nei contratti ad evidenza pubblica
Non sempre un operatore economico può partecipare ad un bando né tantomeno aggiudicarsi il contratto proprio a causa della mancanza di determinati requisiti.
Maria Rosaria Tosiani

Assenza per infortuni del dipendente causato da terzi rivalsa dell'amministrazione
La Corte di Cassazione ha affermato che il responsabile di lesioni personali in danno a un lavoratore dipendente è tenuto al risarcimento in favore del datore di lavoro per la mancata utilizzazione delle prestazioni lavorative.
Rocco Callà

Il contributo volontario delle famiglie.Tra autonomia scolastica, partecipazione e corresponsabilità educativa
Laura Bertocchi - Mario Maviglia

Prevalenza del principio del favor anche per le assenze post ricovero
L'importanza delle deroghe introdotte per via contrattuale.
Angelo Muratore

Disciplina fiscale e previdenziale dei contratti con esperti esterni e gestione separata inps (aliquote contributive anno 2026)

Il dado è tratto, la riforma della scuola è bella e pronta

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

A discreti e decisi passi, si va completando sempre più il quadro riformatore della scuola secondo Valditara, un profondo rinnovamento che ha toccato i punti strategici del sistema d’istruzione, dalla disciplina alla valutazione della condotta - che ritorna ad essere fondamentale ai fini di promozione o bocciatura -, dalla valorizzazione del merito al lancio della filiera 4+2 per collegare meglio istruzione e lavoro, dal divieto di smartphone in classe ai programmi scolastici (3-14 anni), che segnano il ritorno alle materie tradizionali, con latino facoltativo alle medie, il potenziamento della grammatica e l’accentramento sulla storia italiana ed europea, ed altro ancora, a disegnare un puzzle che sradica la scuola dal percorso che stava seguendo, in stretto raccordo con gli orientamenti europei, per essere dirottata verso il mito del merito, della disciplina e della sanzione, per di più volgendo lo sguardo all’indietro, come in preda ad un nostalgico “ritorno al futuro”.

Una riforma che è stata pennellata un po’ alla volta secondo una precisa visione ideologica più che non secondo rilievi di inadeguatezze o intercettazione di più proficui orientamenti: uno sradicamento che intende privilegiare visioni che, al momento, sembrano essere orfane del contributo della psicologia, della pedagogia, della didattica funzionale.  Un cambiamento radicale del quale non si riesce ad apprezzare un ordito che risponda alle esigenze di una attualità proiettata sul futuro, aspetto che non riusciamo ad apprezzare e neanche ad intravvedere nel nuovo quadro riformatorio. Eppure bisognerà pur sempre condividerla e, concorrere perché la scuola trovi un po’ di ristoro e, comunque, sappia riemergere magari intervenendo con un po’ di saggia creatività, pur sempre all’ombra dei grandi della psicologia e della pedagogia.

Gli articoli di questo numero:

La questione dei diplomati magistrali, secondo la senatrice Malpezzi, secondo la senatrice vaaffrontato nel contesto più ampio del reclutamento dei docenti, come la proposta di legge da lei presentata suggerisce.

La finalità del provvedimento, sostiene Malpezzi, deve essere quella di “rispondere all’emergenza educativa, soprattutto nelle aree a maggior rischio sociale, potenziando il tempo scuola”.Per questo occorre “partire dai bambini e non dai docenti”. Allo scopo si propone un piano di assunzioni triennali per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria, al 50% dalle GAE e al 50%dalle GM.

Al fine di stabilizzare il personale ed assicurare la continuità didattica, anche in relazione a quanto espresso dalla sentenza del Consiglio di Stato, secondo la proposta di Legge “vengono istituite Graduatorie di Merito Regionali (GMR) sia per la scuola dell’infanzia che per la scuola primaria. Alle GMR accedono, dopo il superamento di una prova orale selettiva, i laureati in scienze della formazione primaria e i diplomati magistrali con titolo conseguito entro il 2001/2002 che abbiano svolto almeno tre anni di servizio negli ultimi otto anni scolastici”.

Gli aspiranti che abbiano superato la prova orale – continuaMalpezzi – vengono collocati in graduatoria a seguito di valutazione dei titoli posseduti e del punteggio ottenuto nello svolgimento della prova orale, tenendo conto dei seguiti criteri: 1) alla prova orale è riservato il 40% del punteggio complessivo attribuibile 2) nella valutazione dei titoli culturali posseduti è opportunamente valorizzato il possesso della laurea in scienze della formazione primaria”.

Secondo le dichiarazioni della Malpezzi le GMR verrebberoutilizzate per le assunzioni con contratto a tempo indeterminato, una volta esaurite le GAE, destinando a queste procedure di assunzione il 50% dei posti annualmente disponibili e fermo restante che l’altro 50% è destinato allo scorrimento delle Graduatorie di Merito del concorso. I docenti assunti saranno sottoposti ad un periodo di formazione e prova. L’anno di prova eventualmente superato, alla data di entrata in vigore della legge, è considerato valido ai fini dell’immissioni in ruolo a seguito di scorrimento delle GMR”.

 

Intervenendo sulla questione dei diplomatili magistrale, la senatrice Simona Malpezzi, vicepresidente del gruppo Pd al Senato, ha dichiarato l’interessamento del PD alla questione: “Nei giorni scorsi ho depositato al Senato una proposta di legge recante misure per il potenziamento del tempo scuola e per la definizione di una fase transitoria per le immissioni in ruolo che regoli in modo ordinato e, soprattutto, giusto le prossime fasi del reclutamento, garantendo il più possibile la continuità didattica. Una fase transitoria che tenga conto delle esigenze e legittime aspettative di TUTTI gli insegnanti coinvolti in una vicenda che non è dipesa in alcun modo da scelte del Partito Democratico ma da una sentenza dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato”.

La dichiarazione della Malpezzi si è posta in reazione al sostegno espresso ai maestri, che rischiano di restare fuori dalle Gae e del ruolo a tempo indeterminato, da Lucio Malan, Forza Italia, che ha presentato un Disegno di Legge per risolvere la questione e da Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

La riapertura delle GAE, secondo la Malpezzi, comporterebbe un problema dalle enormi dimensioni: “Parliamo di un milione circa di persone e tra di loro molti non hanno insegnato neppure un giorno. Se questa è la scuola che FI immagina per il futuro del Paese, dico chiaramente che non è la nostra. Sarò certamente impopolare. Non è un problema. Non abbiamo avuto paura a fare le riforme, provando a cambiare un Paese immobile e irriformabile, non abbiamo timore di dire ora che riaprire le GAE indiscriminatamente sarebbe un atto irresponsabile e irrispettoso per le migliaia di docenti (gli altri) che hanno fatto un concorso pubblico e aspettano da anni di essere assunti e per altre migliaia di insegnanti che hanno studiato cinque anni con fatica e sudore per ottenere un titolo che li abilitasse a fare esattamente questo lavoro. Ed è un atto irrispettoso per le famiglie e i bambini che hanno il diritto di avere la migliore istruzione possibile”.

“Questo aggiunge la senatrice PD non significa ovviamente che i diplomati magistrali non siano buoni insegnanti. Molti di loro sono ottime maestre e maestri. Tante ne conosco e le stimo. Ritengo fondamentale riconoscere e valutare adeguatamente la loro esperienza. Ma se esistono delle regole si rispettano, cercando per prima cosa di garantire ai bambini la continuità didattica e tenendo insieme i diritti di ciascuno. Questo credo sia l’obiettivo che dovrebbe ispirare il legislatore senza che nessuno sia lasciato indietro”.

Studentessa diciassettenne in gita scolastica a Napoli, cade dalla finestra dell’albergo nel quale era ospite e si frattura il bacino. L’episodio si è verificato il 21 aprile scorso.

Per festeggiare prima del rientro a Milano, un gruppo di ragazzi di un istituto dell’hinterland milanese, ha deciso di fumare dell’erba. La ragazza, che non aveva mai fumato primato, ha ceduto alla tentazione di uno spinello ed ha accusato un malore. A questo punto ha aperto la finestra della stanza, situata al primo piano della struttura alberghiera, per prendere aria. La ricostruzione afferma che abbia perso l’equilibrio e sia precipitata cadendo di schiena dopo un volo di cinque metri.

Ricoverata d’urgenza al Cardarelli di Napoli, dove ha ricevuto le prime cure per un politrauma, è stata poi trasferita all’ospedale Niguarda di Milano.

Sull’accaduto indagano i carabinieri di Napoli, che hanno ascoltato anche le due ragazze che erano nella sua stessa stanza e hanno deciso di procedere con la denuncia: dovranno rispondere di cessione di sostanze stupefacenti e di lesioni in conseguenza di altro reato.

Valentina Aprea, deputata di Forza Italia, ha preso posizione chiara e fortemente critica rispetto allo slittamento della prova preselettiva del concorso per dirigenti scolastici,“l’ennesima conferma della colpevole inadeguatezza della burocrazia ministeriale rispetto all’emergenza educativa della scuola italiana”.

“Il MIUR – evidenzia Aprea - piange ‘lacrime di coccodrillo’ quando esprime sdegno e preoccupazione per i gravi fatti di bullismo e non solo che stanno riguardando la scuola italiana se poi rinvia, senza la dovuta trasparenza delle motivazioni, la selezione dei dirigenti scolastici. Tutto ciò comporterà che per il prossimo anno scolastico e forse anche per quello successivo numerose scuole non avranno il dirigente titolare e a tempo pieno”.

Rifacendosi alla situazione lombarda, la deputata sottolinea che, solo “in Lombardia saranno più di trecento gli istituti privi della guida pedagogica e amministrativa. Il MIUR, insomma, delegittima una volta di più il ruolo dei dirigenti e quasi ne afferma l’ininfluenza in un momento storico di inquietudine e scarsa autorevolezza delle figure demandate ad impartire l’istruzione dei nostri giovani e ad attuare una riforma molto contestata, nonché sperimentazioni importanti come quella della scuola secondaria a quattro anni lasciate a sé stesse”.

Entrando nel merito delle procedure, Aprea denuncia “la totale inaffidabilità amministrativa degli uffici che programmano i modi e i tempi della selezione dei dirigenti scolastici, a fronte delle rilevazioni dei numerosi posti vacanti e soprattutto delle avvenute autorizzazioni del Mef e del governo tutto a procedere nella selezione”.

 “Chi pagherà i costi educativi, amministrativi e sociali di questo rinvio? – conclude Aprea -Siamo dunque all’ennesima conferma che il più grave problema della scuola italiana è proprio il centralismo amministrativo inefficiente perché tuttora autoreferenziale“.

Un professore dell’istituto “Stringher” di Udine, ha formalizzato in Questura denunzia contro l’alunno che.  al culmine di un diverbio, l’avrebbe spinto facendolo cadere a terra e costringendolo a ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso che hanno riscontrato la frattura di un dito e contusioni alle gambe.

L’alunno dovrà rispondere di violenza privata e lesioni. Il Consiglio di Classe, in riunione straordinaria discuterà dell’accaduto e dell’eventuale adozione di provvedimenti disciplinari.

Il Regolamento europeo generale sulla protezione dei dati, in vigore dal 25 maggio 2018, prevede nuovi diritti e regole per la gestione e il trattamento dei dati, assegna maggiori responsabilità al titolare del trattamento e inasprisce le sanzioni in caso di violazione della normativa.

Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016 relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati) (G.U.U.E n. L 119, 4 maggio 2016)

http://www.garanteprivacy.it/regolamentoue

Il 25 maggio 2018 entra in vigore il Regolamento europeo 2016/679 in materia di protezione dei dati personali. Il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR – General Data ProtectionRegulation) è un provvedimento normativo applicabile in tutti i Paesi dell’Unione europea senza necessità di una legge di recepimento nazionale.

Per semplificare la gestione dei trattamenti dei dati e garantire un approccio uniforme, il Regolamento prevede lo sportello unico (one stop shop). Salvo casi specifici, le imprese stabilite in più Paesi UE o che offrono prodotti e servizi in vari Paesi UE, per risolvere possibili problematiche sull’applicazione e il rispetto del Regolamento possono rivolgersi a un unico interlocutore, rappresentato dall’Autorità di protezione dei dati del Paese dove si trova il loro stabilimento principale.

Il Regolamento introduce il principio della responsabilizzazione (accountability) dei titolari del trattamento, i quali devono effettuare e documentare un’analisi dei rischi e devono valutare le modalità di gestione più adatte a prevenirli.

La privacy viene considerata un processo aziendale (privacy by design); occorre garantire la protezione dei dati fin dalla fase di ideazione e progettazione di un trattamento o di un sistema, e adottare comportamenti che consentano di prevenire possibili problematiche. Vi è l’obbligo di effettuare valutazioni di impatto prima di procedere a un trattamento di dati che presenti rischi elevati per i diritti delle persone, consultando l’Autorità di protezione dei dati in caso di dubbi.

Viene inoltre introdotta la figura del Responsabile della protezione dei dati (DPO – Data ProtectionOfficer), una figura professionale che si aggiunge a quelle del titolare del trattamento e del responsabile del trattamento dei dati. Il DPO deve essere presente nelle imprese e negli enti che trattano i dati di un elevato numero di soggetti e trattano dati che presentano particolari rischi. La principale responsabilità del DPO è di osservare, valutare e organizzare la gestione e la protezione del trattamento di dati personali all’interno di un’azienda in maniera conforme alla normativa.

Il titolare del trattamento deve comunicare eventuali violazioni dei dati personali (data breach) all’Autorità nazionale di protezione dei dati. Se la violazione dei dati (per esempio, la condivisione non autorizzata dei dati) rappresenta una minaccia per i diritti e le libertà delle persone, il titolare del trattamento deve informare in modo chiaro, semplice e immediato anche tutti gli interessati e offrire indicazioni su come intende limitare le possibili conseguenze negative.

Il Regolamento introduce due nuovi diritti per gli interessati al trattamento dei dati personali: il diritto all’oblio e il diritto alla portabilità. Il diritto all’oblio consente agli interessati di ottenere la cancellazione dei propri dati personali anche on line da parte del titolare del trattamento qualora ricorrano alcune condizioni previste dal Regolamento (dati trattati solo sulla base del consenso, dati non più necessari per gli scopi rispetto ai quali sono stati raccolti, dati trattati illecitamente, opposizione legittima al trattamento dei dati da parte dell’interessato). Il diritto all’oblio può essere limitato solo in alcuni casi specifici, per esempio, quando si tratta di garantire l’esercizio della libertà di espressione o il diritto alla difesa in sede giudiziaria.

Attraverso il diritto alla portabilità i dati personali possono essere trasferiti da un titolare del trattamento a un altro. Tale diritto non può essere esercitato quando si tratta di dati contenuti in archivi di interesse pubblico (anagrafi).

In caso di violazioni del Regolamento sono previste sanzioni amministrative pecuniarie, che nei casi più gravi hanno un limite massimo pari a 20.000.000 di euro o al 4% del fatturato complessivo totale annuo del gruppo aziendale.

 

 

 

Torna la Notte Bianca della Legalità. Il prossimo 5 maggio, nel pomeriggio e fino a sera, le sedi dei Tribunali di Roma, Palermo, Napoli e Genova apriranno le porte a oltre 1.200 studentesse e studenti, provenienti dalle scuole secondarie di secondo grado di Lazio, Sicilia, Campania e Liguria.

L’evento, giunto alla sua quarta edizione, è realizzato dall’Associazione Nazionale Magistrati (ANM), in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) e gli Uffici Scolastici Regionali di Lazio, Sicilia, Campania, Liguria, gli Ordini degli Avvocati, le Forze dell’Ordine.

Il 5 maggio i Tribunali diventeranno vere e proprie “Scuole di Legalità” nelle quali gli studenti, saranno protagonisti di attività sui temi della legalità, del contrasto alla criminalità, della lotta alla corruzione, del bullismo e cyberbullismo nei vari laboratori statici e dinamici che saranno gestiti da magistrati, avvocati, rappresentanti delle Forze dell’Ordine.

La Ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, e il Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, Francesco Minisci, parteciperanno alla manifestazione presso il Tribunale di Roma.

 

 

Succede anche questo. In un istituto professionale di Cremona, al fine di impedire a un insegnante, stimato e di grande esperienza, di fare lezione, gli hanno tirato monetine addosso.

Esasperato dalla situazione, il professore ha denunciato i suoi studenti alla polizia.

Al giornale “La Provincia di Cremona” che lo ha intervistato, garantendogli l’anonimato, l’insegnante ha dichiarato: “Non riuscire a fare lezione, non avere la possibilità di svolgere il mio mestiere, essere bersagliato dai ragazzi mi ha spiazzato. Insieme al consiglio di classe e agli organi preposti della scuola ho preso i provvedimenti necessari, cioè ci sono state delle sospensioni”.

Dopo la denuncia, le cose sembra che vadano meglio ma, conferma il professore, “non si può pensare di fare scuola e ritrovarsi ad andare dalla polizia a fare denuncia”.

Le aggressioni contro gli insegnanti continuano a susseguirsi con sempre più preoccupante violenza.Tra le ultime, si registra il caso di una insegnante della scuola dell’infanzia “De Amicis” di Succivo (Caserta) aggredita violentemente dalla madre di una bambina di fronte agli altri piccoli alunni e ai loro genitori.

Il genitore avrebbe reagito in maniera inconsulta dopo aver visto la figlia con le lacrime agli occhi perché la maestra le aveva fatto notare che le stanghette andavano fatte meglio.

Secondo i testimoni, la donna, dopo aver afferrato al collo l’insegnante, l’avrebbe spinta più volte con il capo contro il muro. Divincolatasi, la maestra è riuscita a fuggire dall’aula. Subito dopo un’ambulanza è intervenuta sul posto per prestare soccorso alla maestra. che ha ricevuto tantissimi attestati di solidarietà da parte dei colleghi e dei genitori degli altri alunni. La scuola ha presentato regolare denuncia.

Cinque alunni della scuola media “Arfelli” di Cesenatico sono finiti al pronto soccorso perché un loro compagno ha spruzzato una miscela urticante al peperoncino all’ingresso dell’edificio scolastico. Gli alunni della classe, hanno iniziato a sentirsi male a gruppetti, mostrando arrossamenti e attacchi di tosse. Per consentire ai tecnici dell’Azienda di unità sanitaria locale di verificare l’agibilità degli spazi, si è reso necessario sospendere momentaneamente le lezioni ed evacuare la struttura.

Al termine del sopralluogo e della messa in sicurezza della scuola, gli alunni hanno potuto fare ritorno nelle aule.

Sui social network, le mamme e i papà dei ragazzini che frequentano la scuola media chiedono provvedimenti per l'accaduto. Intanto, le forze dell'ordine stanno svolgendo tutte le indagini del caso, per capire le dinamiche della vicenda e individuarne il colpevole. La bomboletta spray, ritrovata in un cestino e priva di tutto il contenuto, è venduta liberamente in Italia per fini di autodifesa, ma solamente ai maggiori di sedici anni.

MIUR e Organizzazioni sindacali rappresentative riguardo alla questione dei diplomati magistrali si sono incontrati a seguito del sopraggiunto parere dell’Avvocatura dello Stato richiesto dallo stesso Ministero in seguito alla sentenza n. 11 del 2017 pubblicata il 20 dicembre scorso dal Consiglio di Stato in Adunanza Plenaria.

La richiesta di parere all’Avvocatura si era resa necessaria vista l’eterogeneità delle situazioni che si sono venute a determinare a seguito della sentenza di dicembre e la complessità giuridica di molte di queste.

Anche sulla base del parere dell’Avvocatura, il MIUR ha ribadito che restano fermi i diritti acquisiti di coloro che sono risultati destinatari di una sentenza già passata in giudicato. In tutti gli altri casi la decisione di dicembre non ha comunque effetti immediati e occorrerà infatti attendere le sentenze di merito che, con ogni probabilità, si uniformeranno alla decisione del Consiglio di Stato.

Le Organizzazioni sindacali hanno espresso l’esigenza di un urgente intervento in sede parlamentare. Un’iniziativa legislativa tesa a salvaguardare, innanzitutto, il diritto delle studentesse e degli studenti alla continuità didattica e a un insegnamento di qualità e che possa contemperare le attese dei diplomati magistrali coinvolti dalle sentenze con quelle dei laureati in Scienze della formazione primaria.

Il MIUR si è dichiarato favorevole a tale, nel rispetto dei diritti di tutte e tutti, a partire da quelli delle studentesse e degli studenti, e si è messo a disposizione per il supporto tecnico-amministrativo necessario. In questo senso è già stata programmata una prima riunione tecnica di approfondimento con le Organizzazioni sindacali che si terrà il prossimo 3 maggio.

Coro di richieste per salvare i maestri con diploma magistrale

In accordo con MIUR e OO.SS.che si incontrano per dirimere la questione dei docenti con diploma magistrale a seguito del parere dell’Avvocatura di Stato, si registrano importanti manifestazioni di solidarietà. Nella giornata di venerdì 27 aprile, la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Melonie Nicola Fratoianni, di Liberi e Uguali, hanno condannato l’esclusione dalle GaE. Sulla stessa lineaPiero Bernocchi, portavoce Cobas, che perora l’assunzione in ruolo per sanare la situazione di caos che lo stesso MIUR ha contribuito a creare.

Per Luigi Del Prete, segretario Usb Scuola, è urgente chiudere la situazione con un provvedimento che riconosca anche il pieno diritto all’assunzione per tutti coloro che raggiungono i 36 mesi di supplenza.

Alla causa si associa anche il giornalista, Vittorio Feltri,direttore di Libero,che ricorda come anche Mussolini, Eugenio Montale, Enzo Biagi non fossero laureati e Guglielmo Marconi.

Intanto, un gruppo di maestre, ha deciso di dar vita ad uno sciopero della fame davanti al MIUR. Le proteste avranno eco di risonanza anche nello sciopero del 2 e 3 maggio.

 

MIUR e Organizzazioni sindacali rappresentative riguardo alla questione dei diplomati magistrali si sono incontrati a seguito del sopraggiunto parere dell’Avvocatura dello Stato richiesto dallo stesso Ministero in seguito alla sentenza n. 11 del 2017 pubblicata il 20 dicembre scorso dal Consiglio di Stato in Adunanza Plenaria.

La richiesta di parere all’Avvocatura si era resa necessaria vista l’eterogeneità delle situazioni che si sono venute a determinare a seguito della sentenza di dicembre e la complessità giuridica di molte di queste.

Anche sulla base del parere dell’Avvocatura, il MIUR ha ribadito che restano fermi i diritti acquisiti di coloro che sono risultati destinatari di una sentenza già passata in giudicato. In tutti gli altri casi la decisione di dicembre non ha comunque effetti immediati e occorrerà infatti attendere le sentenze di merito che, con ogni probabilità, si uniformeranno alla decisione del Consiglio di Stato.

Le Organizzazioni sindacali hanno espresso l’esigenza di un urgente intervento in sede parlamentare. Un’iniziativa legislativa tesa a salvaguardare, innanzitutto, il diritto delle studentesse e degli studenti alla continuità didattica e a un insegnamento di qualità e che possa contemperare le attese dei diplomati magistrali coinvolti dalle sentenze con quelle dei laureati in Scienze della formazione primaria.

Il MIUR si è dichiarato favorevole a tale, nel rispetto dei diritti di tutte e tutti, a partire da quelli delle studentesse e degli studenti, e si è messo a disposizione per il supporto tecnico-amministrativo necessario. In questo senso è già stata programmata una prima riunione tecnica di approfondimento con le Organizzazioni sindacali che si terrà il prossimo 3 maggio.

Coro di richieste per salvare i maestri con diploma magistrale

In accordo con MIUR e OO.SS.che si incontrano per dirimere la questione dei docenti con diploma magistrale a seguito del parere dell’Avvocatura di Stato, si registrano importanti manifestazioni di solidarietà. Nella giornata di venerdì 27 aprile, la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Melonie Nicola Fratoianni, di Liberi e Uguali, hanno condannato l’esclusione dalle GaE. Sulla stessa lineaPiero Bernocchi, portavoce Cobas, che perora l’assunzione in ruolo per sanare la situazione di caos che lo stesso MIUR ha contribuito a creare.

Per Luigi Del Prete, segretario Usb Scuola, è urgente chiudere la situazione con un provvedimento che riconosca anche il pieno diritto all’assunzione per tutti coloro che raggiungono i 36 mesi di supplenza.

Alla causa si associa anche il giornalista, Vittorio Feltri,direttore di Libero,che ricorda come anche Mussolini, Eugenio Montale, Enzo Biagi non fossero laureati e Guglielmo Marconi.

Intanto, un gruppo di maestre, ha deciso di dar vita ad uno sciopero della fame davanti al MIUR. Le proteste avranno eco di risonanza anche nello sciopero del 2 e 3 maggio.

 

Come superare la prova di preselezione

Test a risposta multipla con risposta commentata offerti on line, a soli 30,00 euro

La domanda di partecipazione scade l'11 maggio 2018 in allegato le informazioni e il bando di concorso. Considerato che la partecipazione al concorso riguarda aspiranti laureati, anche con laurea triennale, sicuramente saranno più facilitati coloro  che conoscono già le materie del concorso per averle  studiate all'università e che certamente per la preparazione useranno i manuali che già conoscono, abbiamo pensato che la prova più difficile da affrontare e superare è quella della preselezione per essere ammessi alle prove scritte.  A tal fine abbiamo predisposto oltre 1000 test a risposta multipla con risposta commentata su tutte le materie del concorso.

Allegati:
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Nella prospettiva degli esami conclusivi del II ciclo d’istruzione, i Consigli delle classi terminali delle scuole secondarie di II grado saranno impegnati a redigere il c.d. “documento del 15 maggio” a sostegno della terza prova. In tale documento devono essere esplicitati i contenuti, i metodi, i mezzi, gli spazi ed i tempi del percorso formativo, nonché i criteri, gli strumenti di valutazione adottati e gli obiettivi raggiunti. Al documento possono essere allegati eventuali atti relativi alle prove effettuate e alle iniziative realizzate durante l’anno in preparazione dell’esame di Stato, nonché la partecipazione attiva e responsabile degli alunni. In tale documento si registrano anche l’elenco nominativo degli alunni e ulteriori informazioni anagrafiche o relative al rendimento scolastico, quindi anche con numerose informazioni personali riferite agli alunni.

Ricordiamo, in proposito, la nota prot. n. 10719 del 21 marzo 2017 fornisce, nell’Allegato n.1nella quale il Garante della protezione dei dati personali riporta specifiche indicazioni sulla corretta redazione del richiamato documento del 15 maggio.

Link: nota-n-10719-del-21-marzo-2017.pdf

Sembra prossima alla discussione in Consiglio d’Istituto la proposta degli studenti dell’Istituto Agrario “Virginio” di Cuneo, di dotare la scuola di distributori automatici di profilattici a prezzi calmierati.

Il portavoce degli studenti giustifica così la proposta “La maggioranza dei paesi europei l’ha introdotta come materia scolastica, rendendola obbligatoria per gli studenti. La Svezia ha legiferato in tal senso nel 1942 per esempio! Siamo di fronte ad un abbassamento dell’età media del primo rapporto sessuale ed è quindi fondamentale assicurarci che i giovani abbiano esperienze sicure e protette, con l’obiettivo di ridurre la diffusione di malattie sessualmente trasmissibili. C’è quindi la necessità di investire, a partire dalle scuole elementari, in progetti sull’affettività e sul rispetto reciproco, che sfocino nelle scuole medie superiori in interventi sull’educazione sessuale, chiarendo ai giovani che basta poco per evitare malattie molto pericolose. Proporre quindi al Consiglio di Istituto di installare un distributore di profilattici, ad esempio nei bagni della scuola, con prezzi calmierati significa rendere quest’ultimi più accessibili ai giovani e garantire l’aumento della media dei rapporti sicuri”.

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