Ultime notizie

L'INFORMAZIONE IN BREVE

Progetti di mobilità linguistica all’estero

Sicurezza delle scuole: i dati della Corte dei Conti in sede di esame del Rendiconto generale dello Stato 2025

Riunioni degli organi collegiali online anche per le sedute deliberative

Sul portale di ANAC avvisi di pagamento pagoPA per le gare pubblicate da maggio a giugno 2026

Cessione del quinto: l'INPS aggiorna le regole per i prestiti

Assegnazioni provvisorie e utilizzazioni

Immissioni in ruolo per l'anno scolastico 2026/27

Trattenimento in servizio anche oltre i settanta anni per maturare la pensione di vecchiaia

Selezione di 120 docenti per la costituzione di équipe formative territoriali a.s. 2026/27

I CASI DELLA SCUOLA... a cura dell'Avv. Stefano Callà

Licenziamento per abuso del congedo straordinario per assistere il familiare disabile

Corruzione e trasparenza
Editoriale: di Anna Armone

Dedico questo editoriale ad uno dei tormentoni burocratici della scuola, la pubblicazione dei dati nell’area Amministrazione trasparente e al suo presupposto, il Piano triennale di prevenzione della corruzione e trasparenza. Siamo oramai abituati alla deriva burocratica dello spirito delle leggi. La trasparenza è uno di questi casi. Prima ancora di farla percepire ed esercitare come diritto civico, l’abbiamo strettamente collegata alla prevenzione e contrasto alla corruzione. Perché nel nostro Paese la corruzione ha radici profonde e inestirpabili? Perché funziona sempre la presunzione di colpevolezza al posto della presunzione di legalità?

Ripensare la leadership scolastica nell’era dei software di Intelligenza Artificiale di Patrizia Giorgi

Governare la scuola nel tempo dell’intelligenza artificiale di Susanna Granello

L’educazione civica tra prospettive disciplinari e trasversalità di Riccardo Lancellotti

A lezione americana da Calvino - prove per unità didattiche nel segno della riscolarizzazione dei valori nel mondo della digitalizzazione di Maurizia Maiano

Gli adolescenti e la “metafora del gambero”

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

L’avvio della primavera non è stato felice per la scuola, teatro di fatti che l’hanno sconvolta profondamente e sui quali occorrerà riflettere con l’intenzione di capire dove stiamo andando e cosa fare per correggere il tiro, se ancora si è in tempo per porre un qualche rimedio. Riepiloghiamo sommariamente:

In una scuola del bergamasco, tredicenne accoltella gravemente l’insegnante di francese, rammaricandosi di non averla uccisa e, comunque, diffondendo in diretta su Instagram le immagini dell’attentato. A casa dello studente, i carabinieri troveranno del materiale esplosivo potenzialmente pericoloso. Sconcertante l’affermazione autoassolutoria del ragazzo: “Visto che a quanto pare i ‘ragazzi’ non capiscono cosa sia giusto e cosa no, userò questo a mio vantaggio. Non posso essere incarcerato, dato che in Italia l'età minima per la responsabilità penale è 14 anni, e non posso nemmeno essere processato, quindi farò quello che ho sempre voluto fare, uccidere lei e chiunque cerchi di impedirmelo.

Diciassettenne pescarese, domiciliato in provincia di Perugia e affiliato a gruppi neo nazisti su Telegram, viene arrestato con l’accusa di terrorismo per aver pianificato una strage in un liceo. La strage si sarebbe conclusa con il suo suicido, emulando quella compiuta da due adolescenti alla Columbine High School (Stati Uniti) nel 1999, nella quale morirono 14 persone oltre gli stragisti. Tra il materiale sequestrato figurano documenti contenenti indicazioni tecniche su sostanze chimiche e batteriologiche pericolose, nonché vademecum dedicati al sabotaggio di servizi pubblici essenziali, il tutto inserito in una chiara cornice di finalità terroristica.

Altro tredicenne, nel biellese, anziché recarsi a scuola, tira dritto e porta a compimento una rapina in un ufficio postale puntando una pistola, che poi si è rivelata essere un’arma giocattolo; bottino 500 euro e fuga interrotta dall’intervento dei carabinieri. Data la giovane età, il ragazzo non è imputabile per legge.

Argomenti

Il Direttore sga responsabile dell’organizzazione dei servizi generali ed amministrativi
Una competenza esclusiva del Direttore SGA, sia pure nell'ambito delle direttive di massima.
Rocco Callà

La disciplina del lavoro agile per il personale ATA
La disciplina nel CCNL 2029/2021.
Carmelo Febbe - Angelo Orsingher

Manutenzione degli edifici scolastici e responsabilità del dirigente scolastico
La figura del dirigente scolastico si colloca al centro di un sistema di obblighi che intersecano la normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e la disciplina sulla custodia dei beni.
Marta Brentan

Libertà vo’ cercando che è sì cara…

Editoriale di Ivana Summa

L'autonomia scolastica rappresenta la capacità di agire in modo indipendente, senza subire condizionamenti esterni eccessivi, al solo scopo di   perseguire gli obiettivi specifici ritenuti in grado di  perseguire le finalità stabilite dal sistema sovraordinato. Questo concetto si declina a diverso livello a seconda degli ambiti: dalla organizzazione alla didattica e alla ricerca, anche intesa come sperimentazione  del nuovo e allo sviluppo/implementazione di quanto si è sperimentato. Non si tratta di perseguire un'autarchia irrealistica, quanto  di riconoscere ai singoli istituti scolastici la capacità  di identificare i bisogni specifici,  per poi trovare  il giusto equilibrio tra competenze professionali interne fruibili, cooperazione con soggetti esterni, acquisizione di specifiche risorse. Ma l’autonomia così intesa può davvero essere esercitata soltanto avvalendosi, concretamente, della libertà di insegnamento dei docenti, sancita dall’art. 33 della costituzione e poi meglio specificata nel dpr n. 417/1974 che dedica alla  libertà di insegnamento l’art. 1: “Nel rispetto delle norme costituzionali e degli ordinamenti della scuola stabiliti dalle leggi dello Stato, ai docenti è garantita la libertà di insegnamento. L'esercizio di tale libertà è inteso a promuovere attraverso un confronto aperto di posizioni culturali la piena formazione della personalità degli alunni.

Tale azione di promozione è attuata nel rispetto della coscienza morale e civile degli alunni stessi”.  Inoltre, il primo comma dell’articolo 2 è interessante perché definisce “La funzione docente è intesa come esplicazione essenziale dell'attività di trasmissione della cultura, di contributo alla elaborazione di essa e di impulso alla partecipazione dei giovani a tale processo e alla formazione umana e critica della loro personalità”.

EDITORIALE Ivana Summa 

Libertà vo’ cercando che è sì cara… 

L'autonomia scolastica rappresenta la capacità di agire in modo indipendente, senza subire condizionamenti esterni eccessivi, al solo scopo di   perseguire gli obiettivi specifici ritenuti in grado di  perseguire le finalità stabilite dal sistema sovraordinato. Questo concetto si declina a diverso livello a seconda degli ambiti: dalla organizzazione alla didattica e alla ricerca, anche intesa come sperimentazione  del nuovo e allo sviluppo/implementazione di quanto si è sperimentato. 

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: l’attualità

Autonomia scolastica e Indicazioni Nazionali: un difficile rapporto Laura Bertocchi e Mario Maviglia

L'adozione alternativa dei libri di testo Renato Candia

Dalla Geostoria alla Storia e Geografia  Maurizia Maiano

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: riflessioni

L'educazione finanziaria Gian Carlo Sacchi

Leggere l’intelligenza artificiale come si legge un romanzo Giuseppe Benassi

Il mestiere del dirigente scolastico e quello del docente Stefano Stefanel

Argomenti

La scuola tra eredità e innovazione
Michela Lella

Il pagamento dei compensi del mof a.s. 2025/2026 gli adempimenti delle segreterie scolastiche
Le istituzioni scolastiche devono erogare i compensi per le attività svolte e previste dal contratto integrativo di istituto entro il 31/8/2026.
Maria Rosaria Tosiani

Il passaggio di consegne tra funzionari amministrativi
Il passaggio delle consegne in caso di cessazione dell'incarico  è atto dovuto.
Carmelo Febbe Angelo Orsingher

L’affidamento diretto ed il  principio di rotazione nelle polizze assicurative studenti e personale della scuola

Argomenti

In ricordo di Edgar Morin
“La complessità non è un insieme di regole complicate, ma l'accettazione che ogni frammento di sapere ha senso solo se connesso all'insieme" - Edgar Morin
Edgar Morin è morto, lasciandoci orfani e più soli.......
Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

Sapere per condividere: un ponte tra generazioni
Una collaborazione virtuosa tra la scuola secondaria e il territorio per attività di orientamento, educazione civica, formazione scuola-lavoro.
Antonietta Di Martino 

Un bilancio delle modifiche normative per il secondo ciclo  apportate con il DPR n.134 e DPR n.135 del 8 agosto 2025

L'INFORMAZIONE IN BREVE

Spezzoni inferiori a 7 ore nella scuola secondaria di primo e secondo grado

Distacchi e permessi sindacali triennio 2025-2027

Riapertura della piattaforma PIMER per monitoraggio e rendicontazione formazione del personale scolastico

Direttiva accreditamento Enti di Formazione

La RSU deve poter disporre di spazi certi per la propria attività sindacale e  il DVR va consegnato agli RLS

Incarichi triennali ai Direttori SGA

Aggiornato il termine di completamento e rendicontazione dei progetti Agenda Sud e Agenda Nord

False dichiarazioni negli appalti

Garante privacy interviene sulle foto dei minori sui social: serve il consenso di entrambi i genitori

Il CSPI ha espresso il proprio parere sul riconoscimento di punteggi aggiuntivi per il servizio prestato nelle isole minori

I CASI DELLA SCUOLA... a cura della redazione di Giustoscuola

La Casa Editrice Euroedizioni Torino propone un corso di formazione on line  dal taglio pratico ed operativo destinato ai Direttori amministrativi anche di nuova nomina e agli Assistenti amministrativi facenti funzioni  per metterli in condizione di svolgere con competenza e professionalità i delicati compiti che il profilo gli assegna.

ll corso si articola in 12 webinar per complessive 24 ore di formazione. I corsisti possono porre quesiti e richieste di chiarimento. Durante il corso saranno proposte esercitazioni pratiche anche sugli specifici adempimenti.

I corsisti potranno  fruire ed utilizzare i materiali che saranno prodotti durante i webinar. Le lezioni possono essere ascoltate anche in differita quando si vuole e per il tempo che si vuole. I contenuti del corso sono esplicitati nell’allegato elenco.

Per iscriversi  è sufficiente eseguire  il pagamento aggiungendo il prodotto al carrello oppure nel caso in cui l’acquisto è disposto dalla scuola è sufficiente inviare l’ordine per l’emissione della fattura  con l’indicazione del  CODICE CIG.

Nel caso in cui l’acquisto è disposto dalla scuola è sufficiente inviare l’ordine per l’emissione della fattura   con l’indicazione del  CODICE CIG.

La Casa Editrice EUROEDIZIONI propone un corso di formazione online dal taglio pratico ed operativo destinato ai Dirigenti scolastici anche di nuova nomina per metterli in condizione di svolgere con competenza e professionalità i delicati compiti che la funzione dirigenziale gli assegna.

ll corso si articola in 13 webinar per complessive 26 ore di formazione.

I corsisti possono porre quesiti e richieste di chiarimento. Durante il corso saranno proposte esercitazioni pratiche anche sugli specifici adempimenti.

I corsisti potranno  fruire ed utilizzare i materiali che saranno prodotti durante i webinar.

Le lezioni possono essere ascoltate anche in differita quando si vuole e per il tempo che si vuole. I contenuti del corso sono esplicitati nell'allegato elenco.

I temi che abbiamo scelto da trattare sono prettamente tecnici sotto il profilo pratico  amministrativo e contabile dove le difficoltà soprattutto per i nuovi dirigenti possono essere più rilevanti.

Il corso costa 130,00 euro.

Il corso può essere acquistato anche dalla scuola, in tal caso, è sufficiente inviare l’ordine con l’indicazione del CODICE CIG per l’emissione della fattura.
CODICE DEL CORSO PER ACQUISTO SU MEPA – CSEUDS26

Modalità di pagamento

Riforma della scuola sulla linea di partenza

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

Infine, il ministro Valditara ce l’ha fatta. Con l’approvazione delle Indicazioni Nazionali per i licei, in concorso con le Indicazioni per la scuola dell’Infanzia e del primo ciclo e di una ricca serie di decreti, atti amministrativi e proposte di legge volti a modificare diversi aspetti del sistema educativo italiano, si può dire conclusa l’azione di riforma della scuola perseguita con apprezzabile pervicacia dal ministro Valditara. Non si può dire che il complesso degli interventi abbia avuto un felice riscontro da parte di chi nella scuola lavora e crede. È come se fosse stato decretato d’imperio il “è tutto da rifare” del campione ciclistico Gino Bartali.

I decreti delle Indicazioni Nazionali, in particolare, evidenziano risvolti problematici per quanto riguarda la stesura, sia nel metodo e sia nel merito, ma non staremo qui a rilevare criticamente ciò che costituisce dibattito già dalla data dell’approvazione. Sono state una sorpresa, perché, a priori, fanno piazza pulita di un impianto ben rodato da anni, senza se e senza ma, per nuovi fondanti riferimenti che entrano nel merito dell’essere e del consistere della scuola, riproponendo “programmi” e suggestioni condizionati da criteri ideologici che si credevano non confacenti con la visione di una scuola aperta al futuro. Ricordiamo che, in passato, nella stesura dei programmi prima e delle Indicazioni poi hanno partecipato pedagogisti e psicologi di chiara fama, che si è tenuto conto delle teorie di illustri personaggi, che i documenti hanno sempre evidenziato una trama che consentiva alle varie parti di confrontarsi ed integrarsi per dare il senso di un corpo unico e complesso, sebbene articolato in diverse sezioni.

Allo stato attuale, non si può fare a meno di chiedersi quali siano le coordinate che hanno definito la Nuove Indicazioni, quale sia stato il coordinamento delle varie parti, quale metodo e quale idea ha sostenuto la loro elaborazione.

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I compensi spettanti ai commissari interni ed esterni componenti delle commissioni degli esami di maturità 2025/2026
Liquidazione dei compensi -  situazioni e casi.
Maria Rosaria Tosiani

Adempimenti finali dell’anno di formazione e prova dei docenti
Il dirigente deve accertare preliminarmente che il docente abbia assolto gli obblighi minimi di servizio per la validità dell'anno di prova.
Lo Friddo Giuseppe

Dichiarazioni non veritiere rese in occasione dell’accesso alle graduatorie d'istituto
Non sempre la condanna penale è causa di decadenza automatica con la risoluzione del contratto.
Marta Brentan

La convenzione con le associazioni esterne per l’uso dei locali scolastici
Quadro normativo, requisiti di forma e ruolo dell’ente locale dopo la Legge 7 aprile 2026, n. 53.

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Riforma della scuola sulla linea di partenza
Infine, il ministro Valditara ce l’ha fatta. Con l’approvazione delle Indicazioni Nazionali per i licei, in concorso con le Indicazioni per la scuola dell’Infanzia e del primo ciclo e di una ricca serie di decreti, atti amministrativi e proposte di legge volti a modificare diversi aspetti del sistema educativo italiano, si può dire conclusa l’azione di riforma della scuola perseguita con apprezzabile pervicacia dal ministro Valditara. Non si può dire che il complesso degli interventi abbia avuto un felice riscontro da parte di chi nella scuola lavora e crede. È come se fosse stato decretato d’imperio il “è tutto da rifare” del campione ciclistico Gino Bartali.
Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

La “fatica dell’amministrare” e la nuova disciplina del danno erariale
La nuova responsabilità erariale dopo la Legge Foti: tra superamento dello “scudo”, tipizzazione della colpa grave e tutela del decisore pubblico.
Gianluca Dradi

La nuova valutazione del comportamento
Quali sono le conseguenze di un voto pari o inferiore a sei e,soprattutto, quali ne sono i presupposti.

Fare l’insegnante: una professione in “tensione”

Editoriale di Ivana Summa

È possibile individuare una prospettiva che ci consenta di disegnare come si concretizza, nelle nostre scuole, il “fare l’insegnante”? Nel passaggio tra le descrizioni normative e contrattuali della professionalità docente e il suo farsi quotidiano si verifica una pluralità di interpretazioni, in parte dovute al loro coniugarsi in rapporto ai diversi gradi di scuola che accolgono alunni di età molto diverse e, in parte, alla persona dello stesso insegnante, con le sue competenze che riguardano anche aspetti relazionali. A tutto ciò oggi è necessario aggiungere la turbolenza sociale di quest’ultimo decennio che, per amor di sintesi, descriviamo come un flusso frenetico e continuo di innovazione tecnologica e, in particolare, la rivoluzione digitale  e dei dati che induce trasformazioni non solo nei comportamenti di tutti noi, e perfino nel nostro modo di osservare e comprendere il mondo. Il cambiamento della professionalità docente oggi è diventato  una necessità per sopravvivere cercando di dare risposte  adeguate, ma ciò comporta una “tensione”   sovraccarica di emozioni come ansia, paura dei rischi, spaesamento di  fronte ad un cambiamento sociale irruente e  poliedrico,  di cui è complesso per tutti stabilire la direzione o, meglio, le direzioni. Tensione che, è bene sottolinearlo,  è una caratteristica di ogni singolo docente, che la vive  con sfumature diverse, negative e/o positive, ma sempre irrisolta nel  tentativo di un   bilanciamento tra le rassicuranti vecchie pratiche e le nuove generate dalla propria professionalità, agendo in un  continuo flusso di norme che piovono dall’alto.  Il nodo fondamentale per la scuola si addensa intorno all’intreccio del processo di insegnamento   con quello dell’apprendimento, del come insegnare e del che cosa insegnare: il come riguarda soprattutto le scelte  collegiali ed individuali, il cosa riguarda soprattutto i decisori centrali che  hanno il potere di definire le linee guida entro cui le scuole dovrebbero muoversi, tra autonomia scolastica e libertà di insegnamento. Ma gli insegnanti, che lavorano  nelle migliaia di scuole sparse  su un territorio nazionale quanto mai vario, non operano in un vuoto sociale;  debbono fare i conti con le realtà con cui si confrontano quotidianamente: la tipologia di scuola/istituto, la composizione del personale docente, le modalità di conduzione delle scuole da parte del dirigente scolastico, gli alunni, le famiglie, la  composizione del territorio sia a livello di istituzioni (regione, comuni) che di presenza di risorse materiali ed immateriali.

EDITORIALE Ivana Summa 

Fare l’insegnante: una professione in “tensione”

È possibile individuare una prospettiva che ci consenta di disegnare come si concretizza, nelle nostre scuole, il “fare l’insegnante”? Nel passaggio tra le descrizioni normative e contrattuali della professionalità docente e il suo farsi quotidiano si verifica una pluralità di interpretazioni, in parte dovute al loro coniugarsi in rapporto ai diversi gradi di scuola che accolgono alunni di età molto diverse e, in parte, alla persona dello stesso insegnante, con le sue competenze che riguardano anche aspetti relazionali. 

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: l’attualità

AISO: un Outdoor immersivo e solidale Andrea Porcarelli

Per una professionalità docente Renato Candia

Come sono gli insegnanti oggi Gian Carlo Sacchi

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: riflessioni

“Ma il dirigente che animale è?”

Editoriale di Anna Armone
Direttore Responsabile

Prendo spunto dalle prove scritte del concorso a dirigente scolastico della Provincia di Trento per fare una riflessione: la figura dirigenziale nella scuola è una figura collocata nell’ambito della dirigenza amministrativa di cui al d.lgs. 165, art. 17, è un leader educativo o è un ibrido che naviga a vista?

Le prove scritte del concorso trentino propendono sicuramente sul secondo modello, considerato che tutte e tre le prove vertono su materie organizzative e pratiche didattiche. In effetti, prima di continuare, preciso che le prove preselettive hanno testato le conoscenze giuridiche e finanziarie del dirigente, cosa che fa pensare ad una selezione progressiva. Una volta accertate le competenze “hard” si è passati alle competenze “soft”. In questo caso la selezione risponderebbe alla duplice “faccia” del dirigente scolastico descritta nel profilo di cui all’art. 25 del d.lgs. 165/2001. Ma noi proseguiamo il nostro ragionamento.

Se pensiamo al dirigente pubblico lo vediamo dirigere la propria organizzazione con strumenti formali che consentono di tenere sotto controllo la struttura. Ciò è garantito da un’organizzazione ancora oggi piramidale (in particolare dopo il d.lgs. 150/2009) che vede una funzione dirigenziale sovraesposta rispetto alla base operativa. L’equiparazione della funzione dirigenziale in ambito pubblico alla dirigenza privatistica poggia essenzialmente sui poteri attivabili così come prevede il codice civile nel Libro V del lavoro. È ovvio che l’efficienza di qualsiasi ufficio pubblico non poggia esclusivamente su strumenti formali, anzi, al contrario, ha bisogno di una leadership autorevole che motivi e valorizzi il personale. Questo assetto è correlato alla produzione di un servizio che non è “funzione sociale” (se non nel caso della sanità) e produce atti, verifiche, controlli, servizi. L’istituzione scolastica si colloca nel panorama pubblico in una posizione unica, assimilabile, ma non completamente al sistema sanitario. L’esercizio della funzione sociale diventa sempre più complesso a seguito della valutazione economica del servizio che porta le decisioni politiche a compiere valutazioni di policy condizionate ai limiti della finanza e, nel caso della disponibilità straordinaria, come nel caso del PNRR, a peccare di capacità programmatoria.

“Ma il dirigente che animale è?”
Editoriale: di Anna Armone

Prendo spunto dalle prove scritte del concorso a dirigente scolastico della Provincia di Trento per fare una riflessione: la figura dirigenziale nella scuola è una figura collocata nell’ambito della dirigenza amministrativa di cui al d.lgs. 165, art. 17, è un leader educativo o è un ibrido che naviga a vista?
Le prove scritte del concorso trentino propendono sicuramente sul secondo modello, considerato che tutte e tre le prove vertono su materie organizzative e pratiche didattiche. In effetti, prima di continuare, preciso che le prove preselettive hanno testato le conoscenze giuridiche e finanziarie del dirigente, cosa che fa pensare ad una selezione progressiva. Una volta accertate le competenze “hard” si è passati alle competenze “soft”. In questo caso la selezione risponderebbe alla duplice “faccia” del dirigente scolastico descritta nel profilo di cui all’art. 25 del d.lgs. 165/2001. Ma noi proseguiamo il nostro ragionamento.

Sanzioni disciplinari e valutazione del comportamento degli alunni - Seconda Parte di  Riccardo Lancellotti

Il danno da mobbing tra tipicità e atipicità dell’illecito: profili definitori e tutela risarcitoria di Francesco Baccolini

Digitalizzazione e Cyberbullismo di Maurizia Maiano

Guida pratica e coordinata agli Esami di Maturità nel Secondo Ciclo a.s. 2025/2026
a cura di
Antonio Di Lello

1. I candidati
1.1. Generalità
1.2. I Candidati interni
1.2.1. L’ammissione
1.2.2. PCTO (Alternanza Scuola-Lavoro) e Invalsi nell’Esami di Maturità
1.2.3. La validità dell’anno scolastico
1.2.4. Le Sedi di esame
1.2.5. La presentazione delle domande
1.3. I Candidati esterni
1.3.1. L’ammissione
1.3.2. Le Sedi di esame e l’assegnazione ad esse
1.3.3. La presentazione delle domande
1.3.4. Deroghe alla territorialità
1.3.5. L’esame preliminare

Dal 14 al 18 maggio 2026, presso il Lingotto Fiere, si terrà la XXXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, il principale appuntamento italiano dedicato all’editoria, capace ogni anno di riunire centinaia di editori, autori e professionisti del settore, con un’affluenza che supera le duecentomila presenze.

In questo contesto di rilievo nazionale e internazionale, Euroedizioni Torino sarà presente tra gli espositori dell’edizione 2026, portando al Salone la propria consolidata esperienza editoriale e il proprio impegno nella produzione di contenuti specialistici destinati al mondo della scuola.

Sarà possibile incontrarci presso il Padiglione 2 – Stand H06, al seguente link:
https://www.salonelibro.it/elenco-espositori/euroedizioni/SL4113426038

La partecipazione al Salone rappresenta per Euroedizioni un momento centrale di incontro e confronto diretto con docenti, dirigenti scolastici, personale amministrativo e, più in generale, con tutti gli operatori del settore educativo. Si tratta di un’occasione particolarmente significativa per intercettare le trasformazioni in atto nel panorama culturale e formativo, nonché per presentare le proprie pubblicazioni, le riviste specialistiche e i progetti editoriali in corso di sviluppo.

Si fa riferimento all'Avviso 95165, che segue al  D.M. n.38 del 6 marzo 2026, esplicita la destinazione di risorse per la formazione del personale docente ed educativo della scuola, nell’ambito del Programma Nazionale “PN Scuola e competenze 2021-2027”, in attuazione del regolamento (UE) 2021/1060.

Vi proponiamo una serie di laboratori di formazione per personale docente secondo le indicazioni fornite nell'avviso ministeriale sui seguenti moduli formativi:

 

·        MODULO - Competenze culturali, disciplinari, educative, pedagogiche, psicopedagogiche, didattiche, digitali, metodologiche e relazionali, riflessive ed autovalutative

·        MODULO- Competenze nella micro e macro-progettazione didattica ed educativa

·        MODULO - Competenze nella gestione dei gruppi classe, nella costruzione di ambienti favorevoli all’apprendimento e di relazioni positive con gli studenti

·        MODULO - Competenze nella didattica orientativa

·        MODULO -Competenze nello svolgimento dei compiti connessi con la funzione docente e con l’organizzazione scolastica

 

I corsi saranno articolati in diverse aree tematiche ognuna con la propria specificità, mantenendo un filo logico lungo tutto il percorso.

I corsi avranno la durata di 30 ore e saranno erogati online o in presenza a seconda della specifica richiesta degli istituti scolastici.

L'INFORMAZIONE IN BREVE

CCNL 2025-2027 Istruzione e Ricerca - parte Economica

In presenza di un distacco sindacale con prestazione lavorativa ridotta, occorre riproporzionare i permessi ex art. 33 della legge 104/1992?

Il dipendente/dirigente sindacale in distacco part-time, che ha subito durante lo svolgimento del proprio servizio un infortunio sul lavoro, può recuperare le giornate non fruite di distacco sindacale durante il periodo di infortunio?

Come deve intendersi l’espressione “i periodi di distacco sono equiparati a tutti gli effetti al servizio pieno prestato nell’amministrazione anche ai fini del trattamento pensionistico” contenuta nell’art. 19, comma 3 del CCNQ 4 dicembre 2017?

Vi sono limiti - eventualmente connessi alla dimensione dell’Ente o alla consistenza associativa di una organizzazione sindacale - al numero di dipendenti che possono essere nominati dirigenti sindacali?

Incentivo al posticipo del pensionamento: le novità per il 2026 comunicate dall'INPS

Graduatorie GAE 2026-28: Apertura delle funzioni per la scelta delle sedi ai fini dell’inclusione nelle graduatorie di istituto

Graduatorie 24 mesi personale ATA

L'INPS ha comunicato l’apertura del servizio per la presentazione delle domande del Bonus nuovi nati 2026

Argomenti

Gli adolescenti e la “metafora del gambero”
L’avvio della primavera non è stato felice per la scuola, teatro di fatti che l’hanno sconvolta profondamente e sui quali occorrerà riflettere con l’intenzione di capire dove stiamo andando e cosa fare per correggere il tiro, se ancora si è in tempo per porre un qualche rimedio. Riepiloghiamo sommariamente: In una scuola del bergamasco, tredicenne accoltella gravemente l’insegnante di francese, rammaricandosi di non averla uccisa e, comunque, diffondendo in diretta su Instagram le immagini dell’attentato. A casa dello studente, i carabinieri troveranno del materiale esplosivo potenzialmente pericoloso. Sconcertante l’affermazione autoassolutoria del ragazzo: “Visto che a quanto pare i ‘ragazzi’ non capiscono cosa sia giusto e cosa no, userò questo a mio vantaggio. Non posso essere incarcerato, dato che in Italia l'età minima per la responsabilità penale è 14 anni, e non posso nemmeno essere processato, quindi farò quello che ho sempre voluto fare, uccidere lei e chiunque cerchi di impedirmelo".
Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

La delega di funzioni in materia di salute e sicurezza
Quello che occorre sapere in otto domande e risposte.
Antonietta Di Martino

Operazioni connesse con lo svolgimento degli esami di maturità
Schema riassuntivo delle attività per agevolare il lavoro delle commissione.

Gli adolescenti e la “metafora del gambero”

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

L’avvio della primavera non è stato felice per la scuola, teatro di fatti che l’hanno sconvolta profondamente e sui quali occorrerà riflettere con l’intenzione di capire dove stiamo andando e cosa fare per correggere il tiro, se ancora si è in tempo per porre un qualche rimedio. Riepiloghiamo sommariamente:

In una scuola del bergamasco, tredicenne accoltella gravemente l’insegnante di francese, rammaricandosi di non averla uccisa e, comunque, diffondendo in diretta su Instagram le immagini dell’attentato. A casa dello studente, i carabinieri troveranno del materiale esplosivo potenzialmente pericoloso. Sconcertante l’affermazione autoassolutoria del ragazzo: “Visto che a quanto pare i ‘ragazzi’ non capiscono cosa sia giusto e cosa no, userò questo a mio vantaggio. Non posso essere incarcerato, dato che in Italia l'età minima per la responsabilità penale è 14 anni, e non posso nemmeno essere processato, quindi farò quello che ho sempre voluto fare, uccidere lei e chiunque cerchi di impedirmelo.

Diciassettenne pescarese, domiciliato in provincia di Perugia e affiliato a gruppi neo nazisti su Telegram, viene arrestato con l’accusa di terrorismo per aver pianificato una strage in un liceo. La strage si sarebbe conclusa con il suo suicido, emulando quella compiuta da due adolescenti alla Columbine High School (Stati Uniti) nel 1999, nella quale morirono 14 persone oltre gli stragisti. Tra il materiale sequestrato figurano documenti contenenti indicazioni tecniche su sostanze chimiche e batteriologiche pericolose, nonché vademecum dedicati al sabotaggio di servizi pubblici essenziali, il tutto inserito in una chiara cornice di finalità terroristica.

Altro tredicenne, nel biellese, anziché recarsi a scuola, tira dritto e porta a compimento una rapina in un ufficio postale puntando una pistola, che poi si è rivelata essere un’arma giocattolo; bottino 500 euro e fuga interrotta dall’intervento dei carabinieri. Data la giovane età, il ragazzo non è imputabile per legge.

L'INFORMAZIONE IN BREVE

Congedo parentale: limite esteso ai 14 anni del figlio

Nuovo ISEE 2026 - L'INPS aggiorna il nuovo modello di Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) e la relativa attestazione ISEE

Mobilità scuola triennio 2025-2028: dopo la firma del CCNI emanate le ordinanze

Proroga per la predisposizione del Conto Consuntivo 2025

Aggiornati i nuovi requisiti pensionistici per il 2027 e il 2028 - Le nuove disposizioni relative all’adeguamento agli incrementi della speranza di vita

Mobilità scuole italiane all’estero

Accordo quadro Viaggi di istruzione e Stage linguistici

Il Garante ribadisce il diritto all’assistenza degli alunni con disabilità

Riforma degli Istituti tecnici

Si fa riferimento all'Avviso MIM prot. 0073226 del 27.03.2026 – PNRR M4C1 Investimento 2.1 – Snodi formativi per la transizione digitale sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale nella scuola per informare che la Casa Editrice Euroedizioni - divisione formazione - organizza dei corsi di formazione finalizzati alla progettazione  di Snodi formativi per la transizione digitale sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale nella scuola – PNRR M4C1 Investimento 2.1.

In allegato il progetto formativo, redatto da Euroedizioni, calibrato per ridurre al minimo il carico sul personale scolastico, nel pieno rispetto dei requisiti dell'Avviso:

  • Modulo A (percorsi teorici) interamente online: video-lezioni asincrone fruibili in autonomia da pc o smartphone, con un unico webinar live di 2 ore per edizione – senza impatto sull'orario di servizio
  • Modulo B (laboratori sul campo) concentrato in giornate intensive singole da 6 ore, collocabili in sabati o giornate di programmazione già previste in calendario – zero supplenze, zero chiusure di classi
  • Copertura normativa completa: AI Act, D.M. 166/2025, GDPR, DigComp 3.0 e DigCompEdu
  • Gestione integrale della rendicontazione PNRR: piattaforme, attestati, dichiarazioni UCS, reportistica

La candidatura viene presentata dalla scuola sulla piattaforma Futura PNRR – Gestione Progetti (pnrr.istruzione.it). Euroedizioni supporta il Dirigente Scolastico e il DSGA in ogni fase della compilazione del formulario, inclusa la generazione del CUP.

Il coordinamento scientifico e didattico di tutte le attività formative previste dal progetto sarà svolto da personale qualificato, scelto da Euroedizioni, con specifica competenza nell’applicazione dell’IA in ambito educativo e nella progettazione di percorsi formativi per il personale scolastico, che assicura la piena coerenza dei percorsi con i requisiti dell’Avviso MIM prot. 0073226/2026, con le Linee guida sull’IA nelle scuole (D.M. 166/2025) e con il quadro normativo europeo (AI Act, Reg. UE 2024/1689).

Considerata l'imminenza della scadenza, Le chiediamo di manifestare il proprio interesse entro il 14 aprile 2026, così da consentire il completamento del formulario nei termini previsti.

Euroedizioni

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“Una riforma annunciata: la nuova responsabilità amministrativa dei dipendenti pubblici”

Editoriale di Anna Armone
Direttore Responsabile

Un inizio d’anno colpevole di tragedie e disastri ambientali che hanno coinvolto tutti noi cittadini facendo luce su aspetti della realtà che non escludono nessuno.

Nel mondo legislativo la legge n. 1 del 2026 riguarda le modifiche alla legge 14 gennaio 1994, n. 20, e altre disposizioni, nonché delega al Governo in materia di funzioni della Corte dei conti e di responsabilità amministrativa e per danno erariale. Il dibattito su questa riforma è in corso sin dal 2020 quando il Decreto Semplificazione introdusse la limitazione della responsabilità amministrativa al dolo e alla colpa grave solo omissiva. Già quella disposizione fu oggetto di ricorso alla Corte costituzionale che, con la sentenza 132/2025, ha messo le basi legittimanti della nuova legge n. 1/2026. La Corte, chiamata a giudicare della legittimità costituzionale della menzionata scelta legislativa, in una decisione che costituisce la testata d’angolo della sua giurisprudenza nella materia, ha chiarito che già i relativi lavori preparatori evidenziavano «l’intento di predisporre, nei confronti degli amministratori e dei dipendenti pubblici un assetto normativo in cui il timore della responsabilità non esponga all’eventualità di rallentamenti ed inerzie nello svolgimento dell’attività amministrativa» (sentenza n. 371 del 1998).

Pertanto, «nella combinazione di elementi restitutori e di deterrenza che connotano l’istituto qui in esame, la disposizione risponde [...] alla finalità di determinare quanto del rischio dell’attività debba restare a carico dell’apparato e quanto a carico del dipendente, nella ricerca di un punto di equilibrio tale da rendere, per dipendenti ed amministratori pubblici, la prospettiva della responsabilità ragione di stimolo, e non di disincentivo» (così, la citata sentenza n. 371 del 1998).

“Una riforma annunciata: la nuova responsabilità amministrativa dei dipendenti pubblici”
Editoriale: di Anna Armone

Un inizio d’anno colpevole di tragedie e disastri ambientali che hanno coinvolto tutti noi cittadini facendo luce su aspetti della realtà che non escludono nessuno. 
Nel mondo legislativo la legge n. 1 del 2026 riguarda le modifiche alla legge 14 gennaio 1994, n. 20, e altre disposizioni, nonché delega al Governo in materia di funzioni della Corte dei conti e di responsabilità amministrativa e per danno erariale. Il dibattito su questa riforma è in corso sin dal 2020 quando il Decreto Semplificazione introdusse la limitazione della responsabilità amministrativa al dolo e alla colpa grave solo omissiva.

Sanzioni disciplinari e valutazione del comportamento degli alunni di Riccardo Lancellotti

Le indicazioni nazionali per il primo ciclo di Gian Carlo Sacchi

Bullismo all’incontrario di Maurizia Maiano

Argomenti

La verifica del possesso dei requisiti nei contratti ad evidenza pubblica
Non sempre un operatore economico può partecipare ad un bando né tantomeno aggiudicarsi il contratto proprio a causa della mancanza di determinati requisiti.
Maria Rosaria Tosiani

Assenza per infortuni del dipendente causato da terzi rivalsa dell'amministrazione
La Corte di Cassazione ha affermato che il responsabile di lesioni personali in danno a un lavoratore dipendente è tenuto al risarcimento in favore del datore di lavoro per la mancata utilizzazione delle prestazioni lavorative.
Rocco Callà

Il contributo volontario delle famiglie.Tra autonomia scolastica, partecipazione e corresponsabilità educativa
Laura Bertocchi - Mario Maviglia

Prevalenza del principio del favor anche per le assenze post ricovero
L'importanza delle deroghe introdotte per via contrattuale.
Angelo Muratore

Disciplina fiscale e previdenziale dei contratti con esperti esterni e gestione separata inps (aliquote contributive anno 2026)

Il dado è tratto, la riforma della scuola è bella e pronta

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

A discreti e decisi passi, si va completando sempre più il quadro riformatore della scuola secondo Valditara, un profondo rinnovamento che ha toccato i punti strategici del sistema d’istruzione, dalla disciplina alla valutazione della condotta - che ritorna ad essere fondamentale ai fini di promozione o bocciatura -, dalla valorizzazione del merito al lancio della filiera 4+2 per collegare meglio istruzione e lavoro, dal divieto di smartphone in classe ai programmi scolastici (3-14 anni), che segnano il ritorno alle materie tradizionali, con latino facoltativo alle medie, il potenziamento della grammatica e l’accentramento sulla storia italiana ed europea, ed altro ancora, a disegnare un puzzle che sradica la scuola dal percorso che stava seguendo, in stretto raccordo con gli orientamenti europei, per essere dirottata verso il mito del merito, della disciplina e della sanzione, per di più volgendo lo sguardo all’indietro, come in preda ad un nostalgico “ritorno al futuro”.

Una riforma che è stata pennellata un po’ alla volta secondo una precisa visione ideologica più che non secondo rilievi di inadeguatezze o intercettazione di più proficui orientamenti: uno sradicamento che intende privilegiare visioni che, al momento, sembrano essere orfane del contributo della psicologia, della pedagogia, della didattica funzionale.  Un cambiamento radicale del quale non si riesce ad apprezzare un ordito che risponda alle esigenze di una attualità proiettata sul futuro, aspetto che non riusciamo ad apprezzare e neanche ad intravvedere nel nuovo quadro riformatorio. Eppure bisognerà pur sempre condividerla e, concorrere perché la scuola trovi un po’ di ristoro e, comunque, sappia riemergere magari intervenendo con un po’ di saggia creatività, pur sempre all’ombra dei grandi della psicologia e della pedagogia.

Gli articoli di questo numero:

Milano. Inaugurata la prima scuola media statale Montessoriana

Qaulche giorno fa è stata inaugurata a Milano, all’interno dell’Istituto comprensivo Riccardo Massa di via Quarenghi 12, il nuovo spazio Montessori: aule e laboratori ristrutturate ed allestite dal Comune di Milano per ospitare una classe quinta primaria e due classi della scuola secondaria di primo grado, attuando così per la prima volta in Italia una reale verticalizzazione del metodo Montessori.

Il celebre metodo è basato sull’autoeducazione e sulla pedagogia del fare ponendo al centro l’alunno come attore e non come fruitore del percorso di apprendimento. Finora il metodo è stato adottato sul territorio nazionale solo in sezioni della scuola primaria statale ad indirizzo differenziato, ma su nessuna classe della scuola secondaria di primo grado. Alle medie, infatti, sono stati attivati in diverse città d’Italia progetti d’innovazione ispirati ai principi del Montessori, senza però che il Ministero dell’Istruzione ne riconoscesse formalmente la sperimentazione. Fino ad oggi.

L’Amministrazione – evidenzia varesenews.it -ha provveduto a ristrutturare una porzione di circa 400 metri quadratidell’edificio di via Quarenghi destinata ad accogliere tre classi a metodo Montessori. L’Istituto comprensivo Riccardo Massa, pur essendo l’unica istituzione scolastica statale di Milano al cui interno funziona, dal 1969, un plesso di scuola elementare a metodo Montessori, non aveva finora la possibilità di garantirne la continuità alla scuola secondaria di primo grado, obbligando i genitori e i ragazzi a rinunciare al proseguimento di una forte scelta metodologica.

L’esigenza di attuare una reale verticalizzazione del sistema educativo sviluppato da Maria Montessori agli inizi del Novecento – praticato oggi da migliaia di scuole in tutto il mondo – si è manifestata con lagraduale introduzione del metodo in una classe prima nell’anno scolastico 2012/13 ed oggi, al quinto anno di sperimentazione interna del percorso, ha trovato realizzazione con il riconoscimento ministeriale del 13 dicembre 2016 del corso di scuola secondaria di primo grado, grazie anche all’accordo di rete tra l’Istituto Riccardo Massa e gli istituti Ilaria Alpi, Arcadia e Balilla–Paganelli di Cinisello Balsamo.

Si tratta di una preziosa occasione – sottolinea la dirigente scolastica Milena Piscozzo – per avviare una riflessione sull’aggiornamento dell’offerta pedagogica e didattica della scuola secondaria di primo grado, da sempre e da più parti auspicata. Questa sperimentazione permette, inoltre, di valorizzare l’attualità e la validità del percorso montessoriano, che, a distanza di molti anni dalla sua ideazione, mostra sempre una straordinaria modernità, confermata dalle più recenti conquiste della pedagogia, della didattica e delle neuroscienze”.

 

 

 

Prof. sequestra cellulare in classe e lo studente si rivolge ai carabinieri

Uno studente diciottenne di una scuola del Veneto, si è visto sequestrare il cellulare dall’insegnante perché lo utilizzava in classe e non restituito al termine della lezione. Ragion per cui si è rivolto ai Carabinieri per denunciare la mancata restituzione dell’apparecchio che, nel frattempo, era stato conservato in cassaforte nell’attesa di essere restituito ai genitori del giovane.

Il giovane ha denunciato il disagio in cui è incorso per non aver potuto comunicare con i genitori che, fuori città avevano provato a contattarlo inutilmente. Le ipotesi di reato sostenute nella denuncia sono sequestro illegittimo e abuso di potere.

Si ricorda che l’utilizzo dei cellulari è normato dalla circolare n. 30 del 15 marzo 2007: http://archivio.pubblica.istruzione.it/normativa/2007/allegati/prot30_07.pdf

Ministro Fedeli: “Studenti e famiglie la nostra priorità”

Nel pomeriggio di martedì 24 gennaio il ministro Fedeli ha incontrato i dirigenti degli USR, per un confronto sui temi caldi dell’avvio del prossimo anno scolastico, della mobilità degli insegnanti, delle novità contemplate nei decreti attuativi della Buona Scuola. L’incontro si è aperto all’insegna della dichiarazione del ministro: “Le studentesse e gli studenti, le loro famiglie devono essere la nostra priorità”.

Nodi cruciali, quindi sono l’avvio dell’anno scolastico, per non ricadere nei ritardi e negli errori che hanno caratterizzato l’anno scolastico in corso, per cui in molte situazioni le nomine dei docenti sono andate oltre le vacanze natalizie; e la mobilità, che appare come uno scenario di difficile composizione.

Durante l’incontro si è anche discusso delle situazioni di emergenza nelle zone del Centro Italia colpite dagli eventi sismici e meteorologici.

Concorso Docenti. Prove suppletive in Lombardia, Emilia Romagna e Puglia

Gli UU.SS.RR. di Lombardia L’USR Lombardia, Emilia Romagna e Puglia, a seguito delle numerose ordinanze e sentenze favorevoli ai candidati ricorrenti esclusi dal concorso in quanto ritenuti non in possesso dei requisiti previsti dai bandi di cui all’art 3 dei DD.DD.GG. hanno disposto la fissazione di date per lo svolgimento di una sessione suppletiva di prove. I ricorrenti, ammessi con riserva a sostenere le prove, hanno sette giorni di tempo a partire dal 20gennaio per la presentazione di eventuali reclami, richieste di rettifiche o integrazioni.

Cessazione dal servizio. Proroga per regioni colpiteda eventi sismici e meteorologici

Con nota 2718 del 20 gennaio 2017 il Miurha disposto che, in considerazione dei gravi eventi sismici e meteorologici che hanno interessato alcune regioni eche hanno causato difficoltà al personale interessato nella presentazione delle domande di cessazione dal servizio, le funzioni web POLIS “istanze on line” siano rese disponibili fino al 13 febbraio.

FISH: Decreto su inclusione da rigettare!

Anche la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) manifesta il proprio dissenso contro lo “Schema di decreto legislativo recante norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità”, l’Atto del Governo (378) approdato all’esame delle Camere in questi giorni

Non si può certo dire – commenta il Presidente della FISH a conclusione della Giunta Nazionale della federazione - che negli ultimi due anni la nostra Federazione non abbia praticato un confronto tecnico e politico con il Ministero dell’Istruzione. Lo abbiamo dimostrato ripetutamente in confronti diretti con la dirigenza politica e tecnica di quel Dicastero. Siamo giunti persino ad elaborare e a presentare anche una specifica proposta di legge concordandone correzioni e aggiustamenti con il Ministero stesso di ben altra qualità rispetto al papocchio che ora assume la veste di Atto del Governo. Ma quando l’Esecutivo ha assunto la delega in forza della legge sulla ‘buona scuola’, di quella apparente disponibilità al confronto si è persa la sostanza e il senso. Anzi, le istanze delle persone con disabilità sono state largamente ignorate se non contrastate.

Vediamo tradite le principali istanze del movimento delle persone con disabilità, mascherandole dietro dichiarazioni di intento ma declinandole in un nulla di davvero concreto, anzi tornando indietro rispetto anche alle minime garanzie attuali. Temi come quelli della continuità scolastica, della garanzia di sostegno adeguato, della formazione dei docenti, della qualità scolastica, della corretta valutazione delle necessità e delle potenzialità degli alunni con disabilità, della programmazione sostenibile e congruente, della rivisitazione intelligente di ruoli, competenze, responsabilità sono – in tutta evidenza – tradite e, a tratti, irrise. In termini ancora più schietti: una presa in giro!

La FISH e le associazioni federate non potranno che avviare una mobilitazione e tutte le forme di protesta e di denuncia utili a rivedere profondamente questo testo da cui prendiamo con vigore le distanze come associazioni e comeCittadini.”

 

 

 

Delega sostegno illegittima per i Partigiani della Scuola e la Rete dei 60

I”Partigiani della Scuola Pubblica”e la “Rete dei 60 movimenti per il sostegno” (composta da associazioni per la disabilità, famiglie, comitati di genitori, gruppi docenti, gruppi operatori, professionisti), dopo aver letto la delega consistente nello “Schema di Decreto Legislativo recante norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità”, comunemente conosciuta come “la delega sul sostegno”, chiedono che sia immediatamente ritirata o, in subordine, totalmente emendata per tutelare il Diritto all’Istruzione degli alunni con disabilità.

Da qui l’adesione della Rete allo sciopero del 17 marzo indetto dai Sindacati di base (Cobas Unicobas e USB) per contrastare le leggi delega.

La Rete ha inoltre organizzatoper il 24 febbraio un importante seminario di formazionea Roma, a cui sarà invitata la Ministra.

A distanza di quasi due anni dall’entrata in vigore della Legge 107/2015 – evidenzia il comunicato dei Partigiani della Scuola - nessuna “legge delega” è stata resa nota agli addetti ai lavori. Non vi è stato alcun confronto con la base, rappresentata dai genitori degli studenti e dai lavoratori del comparto della scuola quali insegnanti, assistenti alla comunicazione, assistenti all’autonomia e igienico personali, gli ATA o gli stessi Dirigenti Scolastici. Noi respingiamo l’idea di scelte calate dall’alto e miriamo alla condivisione di decisioni che riguardano centinaia di migliaia di persone.

Le deleghe previste dalla 107sono effettivamente illegittimeperché sono deleghe in bianco senza una puntuale determinazione dei “ principi e dei criteri direttivi”.

Ma anche i decreti legislativi – prosegue il comunicato - quando saranno formalmente adottati, si devono ritenere illegittimi perché nei termini per l’esercizio della delega non sono stati formalmente adottati previo il parere della Commissione unificata e delle Commissioni permanenti; il CDM del 14 gennaio difatti ha approvato soltanto degli schemi che, a delega scaduta, dovrebbero essere perfezionati con i prescritti pareri.In sostanza dopo la caotica applicazione della parte precettiva della L. 107, il Governo continua nella sua logica autoreferenziale e nella sua disinvolta violazione delle regole costituzionali.

Poi c’è un altro aspetto da considerare: Laddove gli alunni siano certificati nei primi due anni dei cicli quinquennali (primaria, ex elementare, e secondaria di secondo grado) o nel primo anno dei cicli triennali (infanzia e secondaria di primo grado, ex scuola media), i posti di sostegno dovrebbero essere assegnatiin organico di diritto e non in organico di fatto.

I firmatari della rimostranza riscontrano anche gravi e inaccettabili passi indietro per gli alunni con disabilità. Uno tra questi, ad esempio, è negare loro il diritto di conseguireil diploma di licenza mediasostenendo prove differenziate, introducendo, invece, il concetto di equipollenza, finora valido solo nella scuola secondaria di secondo grado. E si va in controtendenza con la delega esami di stato che ammette gli studenti normodotati che abbiano raggiunto la media del 6 ed esclude gli studenti con disabilità dalla possibilità di prendere la licenza media, usando il pugno duro con questi ragazzi.

Ma sorge il dubbio –insiste il documento - che sia stata fatta un po’ di confusione, poiché l’enunciato che troviamo nello “Schema di Decreto”, nella parte relativa all’Esame di Stato del Secondo Ciclo (già Esame di Maturità), risulta per i candidati con disabilità più aperto di quello del primo ciclo.In sostanza, per il Secondo Ciclo si dice che le prove differenziate sono in ogni caso valide per il rilascio del diploma, mentre nel Primo esse hanno valore solo se equipollenti. Ma attualmente è proprio il contrario: è nel Secondo Ciclo che l’esame è valido per il diploma solo se eventuali prove personalizzate sono giudicate equipollenti dalla Commissione, mentre lo è sempre nel Primo. Questo, in effetti, fa ipotizzare che tutto sia dipeso da un’inversione in fase di redazione, anche se la probabilità di errori a questi livelli risulta alquanto strana.

In breve –concludono i firmatari -questa delega mette in discussione i diritti e la dignità sia degli studenti disabili sia delle loro famiglie e indebolisce la Legge 104/1992; contemporaneamente, essa lede anche i diritti e la dignità dei docenti di sostegno, che – già fortemente provati da una stagione caratterizzata da grande confusione e palesi discriminazioni insite nella Legge 107/2015 stessa – per anni si sono formati per questo lavoro e sono gli unici deputati a farlo.

Deleghe Legge 107/2015. Esame di terza media: si cambia

La delega alla legge 107/15 riporta l’esame della scuola secondaria di primo a grado ripristina disposizioni precedenti alle novità introdotte con la legge n. 176/07.

L’ammissione all’esame è subordinata al conseguimento di una valutazione complessiva non inferiore a sei decimi.

L’esame consisterà in tre prove scritta riguarderà tre materie (italiano, matematica e lingue straniere articolate in due sezioni) e in un colloquio orale.

La prova Invalsi sarà requisito indispensabile per l’ammissione all’esame, non incider sul risultato finale, ma il punteggio conseguito sarà allegato al diploma di licenza. Nella prova Invalsi sarà introdotta quella di Inglese.

La proposta di passare dalla votazione numerica a quella in lettera non è stata accolta, quindi si continuerà ad esprimere valutazioni con i numeri.

 

 

Deleghe Legge  107/2015. Per l’ammissione alla maturità sufficiente la media del 6

Con il decreto legislativo appena approvato dal Consiglio dei Ministri, concernente la valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato, una norma prevede che, per l’ammissione agli esami di Stato non sarà più richiesta la sufficienza in tutte le materie, ma basterà la media del 6, media alla quale concorrerà anche il voto di comportamento. Si potrà, quindi essere ammessi agli esami anche a fronte di qualche insufficienza, anche grave. Il voto espresso dall’insegnante di religione o dal docente per le attività alternative, qualora determinante ai fini dell’ammissione diviene un giudizio motivato iscritto a verbale.

Per la prima volta si introducono come obbligatori lo svolgimento della prova Invalsi e l’alternanza scuola-lavoro. La prova Invalsi (che riguarderà le competenze di italiano, matematica e lingua inglese) sarà requisito indispensabile per l’ammissione agli esami ma non influirà sulla valutazione finale dell’Esame di Stato; il punteggio conseguito nelle prova sarà però riportato nella documentazione allegata al diploma. La partecipazione al progetto di alternanza scuola-lavoro si evidenzia come requisito imprescindibile per l’ammissione e sarà oggetto della prova orale.

Le prove scritte passano a due, in quanto viene eliminata la prova del quizzone predisposto dalla Commissione.La composizione della Commissione rimane immutata: tre commissari interni, tre commissari esterni e un presidente. I presidenti di commissione, estrapolati da un albo che si creerà presso ogni USR, parteciperanno ad un corso di formazione ad hoc.

La votazione finale della Maturitàresterà in centesimie darà maggiore importanza al triennio finale. Il credito scolastico passa da 25 punti a40, le prove scritte avranno un punteggio massimo di20 punti e la prova orale potrà essere valutata fino a 20 punti.

Le nuove regole, che per certi aspetti vanificano le indicazioni della legge n. 425/1997, interesseranno il prossimo anno scolastico.

FederATA: Personale ATA ignorato nei decreti attuativi

La Feder ATA ha indirizzato alla Ministra Fedeli una lettera, a firma del Direttore nazionale, nella quale evidenzia che nei decreti appena approvati dal consiglio dei Ministri, il Personale ATA sia stato ancora una volta ignorato.

“Con grande amarezza – si legge nella lettera - ancora una volta constatiamo che tutto il Personale ATA è stato completamente ignorato nei decreti attuativi del comma 181 della Legge 107 della Buona Scuola, come se fossimo una categoria di lavoratori completamente estranei al mondo della Scuola, mentre ormai tutti hanno la consapevolezza che senza il nostro paziente, prezioso e professionale contributo lavorativo , nessuna Buona Scuola potrà mai funzionare e nessun progetto educativo potrà mai avere una seria continuità gestionale ed amministrativa.

Nei decreti attuativi della Legge 107, la nostra categoria è stata totalmente ignorata, come se non esistesse, siamo solo numeri, ma dietro questi numeri ci sono persone che lavorano o hanno lavorato per anni al servizio dello Stato, continuando ad operare con spirito di sacrificio ed abnegazione, nell’interesse della collettività, chiedendo solo un lavoro dignitoso e rispetto.

La Federazione del Personale ATA-Feder.ATA, unico sindacato nato a tutela di tutto il Personale ATA, gentilmente le chiede di non ricordarsi di Noi soltanto nella riduzione indiscriminata degli organici o nel blocco delle supplenze che hanno prodotto effetti devastanti sull’offerta e sulla qualità di tutti i servizi generali e amministrativi nelle nostre Scuole.

Seppur riconosciuta in teoria, l’esigenza di una tutela lavorativa nei confronti di tutti gli ATA, viene sistematicamente ogni volta negata nella pratica, e ci troviamo sempre ad essere i primi a subire ingiustizie; le attuali Leggi, i Provvedimenti e i Decreti attuativi della legge 107, che hanno caratterizzato e caratterizzano attualmente la politica scolastica italiana, lo dimostrano quotidianamente.

Il Vostro Governo non può più ignorare la rabbia, la delusione e il malcontento generale di tutto il Personale ATA della Scuola, e chi ci amministra e che decide di togliere persone per una semplice questione di risparmio, senza sapere effettivamente cosa si stia facendo in quegli uffici e quanti lavoratori siano rimasti, non può usarci fino a quando facciamo comodo, per poi rottamarci.

Speriamo in Lei, un’inversione di tendenza”.

 

Fedeli soddisfatta: La Buona Scuola non si tocca

Intervistata dal Corriere della Sera, subito dopo l’approvazione dei decreti legislativi in attuazione della Legge 107/2015 da parte del Consiglio dei Ministri, la Ministra Fedeli esprime la sua soddisfazione, confermando quanto già dichiarato dal presidente Gentiloni: “Le riforme non si fermano”. In aggiunta la Ministra conferma l’intenzione di voler ascoltare “tutte le parti interessate, dagli insegnanti agli studenti, ai genitori nei due mesi in cui il Parlamento lavorerà sui testi e se ci sarà qualcosa da cambiarelo cambieremo prima dell’approvazione definitiva. Tutti saranno coinvolti. Se avessimo ascoltato prima, ci saremmo risparmiati degli errori”.

A proposito degli esami di Stato, la Ministra evidenzia che la prove Invalsi si farà ad aprile ma conterà nel voto di maturità; inoltre; precisa che si farà anche la certificazione di inglese pero “fuori dal voto” e che non sono stati toccati i voti nella primari, ammettendo che, in merito, c’è stato dibattito in consiglio dei ministri, e che “alla fine non abbiamo vietato le bocciature, ma vogliamo mantenere un sistema in cui siano assolutamente eccezionali”.

Da marzo –precisa laMinistra - cominceremo a scrivere l’atto di indirizzo per il contratto”. Tema caldo, nel qualevorrebbe inserire “il tema della continuità didattica che penso sia molto importante”.

Sulla questione della continuità didattica Fedeli ribadisce i tre anni di blocco nella stessa scuola dei docenti è previsto solo per chi si è spostato quest’anno, mentre “Vorrei dal prossimo settembre che gli studenti trovassero i loro insegnanti in cattedra e possibilmente per tre anni. La continuità va incentivata e la mobilità va negoziata nel contratto. Gli insegnanti devono star bene perché possano star bene gli studenti”.

I premi di merito, si legge nell’intervista, saranno rivisti sulla base dei dati dell’esperienza di quest’anno: “Resterà la valutazione del merito ma potrebbe essere cambiata. Ne parleremo.Pur rispettando i diritti degli insegnanti dobbiamo anche garantire il diritto dei ragazzi ad avere un insegnante”, ma “la legge 107 non si tocca; dobbiamo intervenire nell’ambito dell’esercizio dei diritti che la legge accorda”.

Legge 107/2015. I decreti attuativi: le scede

1.     Formazione iniziale e accesso all’insegnamento nella scuola secondaria di I e II grado

Il decreto prevede chedopo la laurea si parteciperà ad un concorso.Chi lo supererà si inserirà in un percorso di formazione di tre anni, due dei quali fatti anche a scuola. Il percorso si concluderà, dopo il terzo anno, con l’assunzione a tempo indeterminato. Il decreto riguarda i futuri e prevede una fase transitoria per chi oggi è già iscritto nelle graduatorie di istituto.

 

2.     Inclusione scolastica

Il provvedimento propone un cambiamento culturale in ordine all’inclusione scolastica mettendo al centro le alunne e gli alunni con disabilità, per i quali la scuola, coinvolgendo tutte le sue componenti, elabora unprogetto educativo individuale.

Non sarà solo la gravità della disabilità a determinare le risposte offerte delle alunne e degli alunni: si cercherà dideterminare in senso più ampio i loro bisogni. L’attività di presa in carico degli alunni sarà più condivisa: la scuola fornirà al nuovo Gruppo di Inclusione Territoriale il Piano di inclusione, la valutazione diagnostico-funzionale e il progetto individuale per l’alunno che costituiranno la base delle richieste all’Ufficio scolastico regionale.

Gli insegnanti di sostegno più formati e preparatianche grazie a una formazione iniziale che prevede l’obbligo di 120 crediti formativi universitari (cfu) sull’inclusione scolastica (non più 60 come è oggi) per tutti i gradi di istruzione, 60 prima del percorso di specializzazione e 60 durante. Tutti i futuri docentiavranno nel loro percorso di formazione iniziale materie che riguardano le metodologie per l’inclusione e ci sarà una specifica formazione anche per il personale della scuola, Ata compresi.

 

3.     Revisione dei percorsi dell’Istruzione professionale

Obiettivi del decreto:dareuna chiara identità agli istituti professionali, innovare la loro offerta formativa, superando l’attuale sovrapposizione con l’istruzione tecnica e rispondendo anche alle esigenze delle filiere produttive del territorio. In tal modo il decreto intende mettere ordine in un ambito frammentato tra competenze statali e regionali e punta a ridare dignità a questi percorsi formativi.

I percorsi durano 5 anni: biennio più triennio.Gli indirizzi passano da 6 a 11: servizi per l’agricoltura, lo sviluppo rurale e la silvicoltura; pesca commerciale e produzioni ittiche; artigianato per il Made in Italy; manutenzione e assistenza tecnica; gestione delle acque e risanamento ambientale; servizi commerciali; enogastronomia e ospitalità alberghiera; servizi culturali e dello spettacolo; servizi per la sanità e l’assistenza sociale; arti ausiliarie delle professioni sanitarie: odontotecnico; arti ausiliarie delle professioni sanitarie: ottico.

Ogni scuola potrà declinare questi indirizzi in base alle richieste del territorio, coerentemente con le priorità indicate dalle Regioni. Vengono rafforzate le attività laboratoriali: nel biennio più del 40% delle ore sarà destinato a insegnamenti di indirizzo e attività di laboratorio, ci sarà uno spazio del 10% per apprendimenti personalizzati e per l’alternanza Scuola-Lavoro (dal secondo anno del biennio), il resto delle ore sarà dedicato a insegnamenti generali. Nel triennio, invece, lo spazio per gli insegnamenti di indirizzo sarà superiore (55% per anno) per dare la possibilità ai giovani di specializzarsi e approfondire quanto appreso nel biennio, nell’ottica di un ingresso facilitato nel mondo del lavoro. Conseguita la qualifica triennale, lo studente potrà scegliere di proseguire gli studi passando al quarto anno dei percorsi di Istruzione Professionale o dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale e conseguire un diploma professionale tecnico. Le istituzioni scolastiche (statali o paritarie) che offrono percorsi di istruzione professionale e le istituzioni formative accreditate per fornire percorsi di Istruzione e Formazione professionale (di competenza regionale) entrano a far parte di un’unica rete,la Rete nazionale delle Scuole Professionali: finalmente un’offerta formativa unitaria, articolata e integrata sul territorio. Il sistema sarà in vigore a partire dall’anno scolastico 2018/2019.

 

4.     Sistema integrato di educazione e di istruzione 0-6 anni

Scompare la scuola dell’infanzia così com’è articolata oggi e al suo posto subentra. unSistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a 6 anniper garantire “ai bambini e alle bambine pari opportunità di educazione, istruzione, cura, relazione e gioco, superando disuguaglianze e barriere territoriali, economiche, etniche e culturali”. Attraverso la costituzione del Sistema integrato progressivamente si estenderanno, amplieranno e qualificheranno i servizi educativi per l’infanzia e della scuola dell’infanzia su tutto il territorio nazionale. Allo scopo viene creato unFondo(229 milioni all’anno) per l’attribuzione di risorse agli Enti locali.

La delega prevede un Piano di azione nazionale per l’attuazione del Sistema integrato che coinvolgerà attivamente tutti gli attori in campo. Sarà promossa la costituzione dipoli per l’infanziaper bambine e bambini di età fino a 6 anni, anche aggregati a scuole primarie e istituti comprensivi. I poli serviranno apotenziare la ricettività dei servizi e sostenere la continuità del percorso educativo e scolasticodi tutte le bambine e dei bambini. I poli saranno finanziati anche attraverso appositi fondi Inail (150 milioni). 

È prevista una specificagovernancedel Sistema integrato di educazione e di istruzione. Al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca spetterà un ruolo di coordinamento, indirizzo e promozione, in sintonia con le Regioni e gli Enti locali, sulla base del Piano di Azione Nazionale che sarà adottato dal Governo.

 

5.     Diritto allo studio

Questi i principali contenuti della delega sul Diritto allo Studio:Una nuovagovernanceche garantisca una maggiore partecipazione degli studenti, la promozione di un sistema di welfare fondato su livelli di prestazioni nazionali, misure su libri di testo, tasse scolastiche, trasporti, il potenziamento della carta dello studente IoStudio..

Il provvedimento prevede l’istituzione di unaConferenza Nazionale, che consentirà unagovernancepiù partecipata: al tavolo ci saranno Associazioni dei genitori e degli studenti, Consulte provinciali degli studenti, il Miur, ma anche Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Regioni, Comuni.

A partire al 2017 sono previsti 10 milioni di euro per l’erogazione di borse di studio a favore degli studenti iscritti agli ultimi due anni delle istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado, per l’acquisto di libri di testo, per la mobilità e il trasporto, per l’accesso a beni e servizi di natura culturale. Il Miur stabilisce ogni anno i criteri per il riparto delle risorse.

Fra le novità,l’esonero totale dalle tasse scolasticheper le studentesse e gli studenti delle quarte e delle quinte della secondaria di II grado, a partire dall’anno scolastico 2018/2019 con le quarte; maggiori agevolazioni sui libri di testo, con una spinta per la diffusione del comodato d’uso gratuito alla secondaria di I e II grado. Saranno previste borse di studio per chi frequenta la secondaria di II grado per: libri, trasporti e vitto. Rafforzata la Carta dello studente (IoStudio) che sarà estesa anche a chi frequenta i corsi dell’Afam (Alta formazione musicale e coreutica) e ai Centri Regionali per la Formazione Professionale.

 

6.     Promozione e diffusione della Cultura umanistica

Musica e danza, teatro e cinema, pittura, scultura, grafica delle arti decorative e design, scrittura creativa saranno solo alcune delle arti che verranno potenziate negli istituti scolastici, anche al fine di mettere il Made in Italy al centro della Buona Scuola.

Le scuole saranno aperte anche a contributi esterni: reti o poli a orientamento artistico e performativo di scuole collaboreranno con l’Indire (Istituto nazionale documentazione, innovazione, ricerca educativa), le istituzioni Afam (Alta formazione musicale e coreutica), le Università, gli Its (Istituti tecnici superiori) e soggetti pubblici e privati sotto il coordinamento del Miur.

La pratica musicale, già presente nelle scuole del primo ciclo, verrà potenziata e ulteriormente sviluppata e le scuole secondarie di II grado potranno collaborare con gli Istituti tecnici superiori per progetti di innovazione digitale e tecnologica applicata alla musica.

L’alternanza Scuola-Lavoro, prevista dalla legge 107/2015,potrà essere svolta presso soggetti pubblici e privati che si occupano della conservazione e produzione artistica.

 

7.     Scuole italiane all’estero

Obiettivo del decreto: una scuola che formi cittadini italiani anche all’estero, diffondendo e promuovendo il nostro patrimonio culturale fuori dai confini nazionali, così come avviene nelle scuole del Paese. Questo si tradurrà nell’istituzione dell’organico del potenziamento all’estero, 50 nuovi insegnanti,nuove risorse professionali grazie alle quali si potrà lavorare di più su musica, arte o cinema e garantire il sostegno alle alunne e agli alunni che ne hanno bisogno. Le scuole italiane all’estero potranno partecipare ai bandi relativi al Piano nazionale scuola digitale. Per quanto riguarda gli insegnanti Miur e Maeci definiranno criteri e modalità per la formazione del personale all’estero, per riconoscere un profilo professionale specifico. Il periodo di permanenza fuori dei docenti verrà ridotto dagli attuali 9 a 6 anni per evitare un periodo troppo lungo di distacco dal sistema nazionale.

Sono previste maggiori e nuove sinergie con istituzioni ed enti che promuovono e diffondono la nostra cultura nel mondo e, infine, piena trasparenza delle scuole all’estero all’interno del portale unico della scuola.

 

8.     Valutazione

Nessun cambiamento per gli Esami di Stato di quest’anno. Le novità entreranno in vigore dagli Esami del 2018.

Esame del I ciclo.Tre scritti e un colloquio saranno le prove previste alla fine della classe terza della secondaria di I grado. Oggi le prove sono sei più il colloquio. L’Esame viene riequilibrato e si torna a dare più valore al percorso scolastico rispetto al peso delle prove finali. Il decreto prevede: una prova di italiano, una di matematica, una prova sulle lingue straniere, un colloquio per accertare le competenze trasversali. Il test Invalsi resta in terza, ma si svolgerà nel corso dell’anno scolastico, non più durante l’Esame.

Esame del II ciclo.Due prove scritte e un colloquio orale. Questo il nuovo Esame. Oggi le prove scritte sono tre più il colloquio. Lo svolgimento delle attività di alternanza Scuola-Lavoro diventa requisito di ammissione. L’Esame sarà composto da:prima prova scritta nazionaleche accerterà la padronanza della lingua italiana; seconda prova scrittanazionalesu discipline caratterizzanti l’indirizzo di studi, colloquio orale che accerterà il conseguimento dellecompetenze raggiunte,lacapacità argomentativa e criticadel candidato, l’esposizione delleattività svolte in alternanza. L’esito dell’Esame oggi è espresso in centesimi: fino a 25 punti per il credito scolastico, fino a 15 per ciascuna delle tre prove scritte, fino a 30 per il colloquio. Con il decreto il voto finale resta in centesimi, ma si dà maggior peso al percorso fatto nell’ultimo triennio: il credito scolastico incide fino a 40 punti, le 2 prove scritte incidono fino a 20 punti ciascuna, il colloquio fino a 20 punti.La Commissione resta quella attuale: un Presidente esterno più tre commissari interni e tre commissari esterni. La prova Invalsi viene introdotta in quinta per italiano, matematica e inglese, ma si svolgerà in un periodo diverso dall’Esame.

Le novità per le prove Invalsi: si introduce una prova di inglese standardizzata al termine sia della primaria sia della secondaria di I e II grado per certificare le abilità di comprensione e uso della lingua inglese in linea con il Quadro Comune di Riferimento Europeo per le lingue. Nelle classi finali della secondaria di I e II grado la prova Invalsi è requisito per l’ammissione all’Esame, ma non confluisce nel voto finale: il punteggio è riportato nella documentazione allegata al diploma.

 

Legge 107/2015. Il  Cdm dà via libera a otto deleghe

Dal Consiglio dei Ministri del 14 gennaio è arrivato il primo via libera a otto decreti legislativi di attuazione della legge Buona Scuola.

I decreti riguardano:

§  il sistema di formazione iniziale e di accesso all’insegnamento nella scuola secondaria di I e II grado;

§  la promozione dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità;

§  la revisione dei percorsi dell'istruzione professionale;

§  l’istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a sei anni;

§  il diritto allo studio;

§  la promozione e la diffusione della cultura umanistica;

§  il riordino della normativa in materia di scuole italiane all'estero;

§  l’adeguamento della normativa in materia di valutazione e certificazione delle competenze degli studenti e degli Esami di Stato.

Per la revisione del Testo unico sulla scuola sarà previsto un disegno di legge delega specifico e successivo. I provvedimenti vanno ora alle Commissioni parlamentari competenti e in Conferenza Unificata per l’apposito parere.

La Ministra Fedeli ha commentato con entusiasmo l’approvazione dei decreti attuativi delle deleghe, che “rappresentano la parte più innovativa e qualificante della legge 107. Rivelano e concretizzano la vera portata di riforma della Buona Scuola: mettono le studentesse e gli studenti al centro di un progetto che punta a fornire loro un’istruzione e una formazione adeguate a standard e obiettivi internazionali. Si lavora sul sapere e sul saper fare, per dare alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi gli strumenti utili per realizzare il loro progetto di vita e contribuire alla crescita e alla competitività del Paese”.

“Aver dato il primo via libera in Consiglio dei Ministri – ha aggiunto Fedeli -non significa pensare che i testi siano chiusi: lavoreremo nelle Commissioni parlamentari, assicurando una forte partecipazione e presenza del Ministero e del Governo, per ascoltare in audizione tutti i soggetti coinvolti. Dirigenti scolastici, insegnanti, personale della scuola, sindacati, studenti, famiglie, associazioni,stakeholderin modo che i testi finali saranno frutto della massima condivisione possibile”.

Legge 107/2015: le prime quattro deleghe all’esame del Consiglio dei Ministri

Le prime quattro delle deleghe previste dalla legge 107/2015 sonno giunte all’esame del Consiglio dei ministri già da sabato 14 gennaio. Riguardano:il sostegno, le scuole all'estero, il riordino dei professionali e soprattutto l'attesa riforma del sistema educativo 0-6 anni. In tal modo si è confermata la decisione del ministro Fedeli di rispettare il termine massimo del 15 gennaio almeno per quanto concerne i testi già pronti, chiedendo poi il rinvio di due mesi per gli altri cinque decreti attuativi.

Le deleghe riguardanti il nuovo esame di maturità, la nuova riforma sul reclutamento e la formazione dei docenti dovranno attendere ancora un paio di mesi.

Intanto, i “Partigiani della Scuola Pubblica”(PSP)hannoannunciato una grande manifestazione unitaria a Roma organizzata dai comitati e associazioni a difesa della Scuola della Costituzione, per sottoporre al Parlamentouna richiesta di proroga per le nove deleghe in bianco della legge 107/2015. Non si accetta, infatti, “che a legiferare su queste materie ci sia un Parlamento illegittimo dal punto di vista Costituzionale in quanto non rappresenta la sovranità popolare: un Parlamento che ha già dimostrato ampiamente di non essere in grado di poter gestire la materia della pubblica istruzionein modo condiviso ed efficace con gli operatori”.

 

Esami di Stato 2016/2017: ulteriori esempi di 2ª prova scritta

Il Miur ha pubblicato ulteriori esempi di prova relativi alla 2ª prova scritta Esami di Stato 2016/17, al fine di sostenere l’azione di accompagnamento ai nuovi ordinamenti.

I nuovi esempi di seconda prova  scritta riguardano:

- Istruzione Professionale: Settore Servizi

Indirizzo - Servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera

Tema di:

IPEN - LABORATORIO DI SERVIZI ENOGASTRONOMICI – Articolazione Enogastronomia

IP06 - LABORATORIO DI SERVIZI ENOGASTRONOMICI – Articolazione Sala e vendita

IP07 - LABORATORIO DI SERVIZI DI ACCOGLIENZA TURISTICA – Articolazione Accoglienza turistica

IPPD - LABORATORIO DI SERVIZI ENOGASTRONOMICI – Opzione Prodotti dolciari

- Istruzione Liceale:  

Indirizzo  LI02/LI03 – Liceo Scientifico/LS Scienze applicate

Tema di Fisica

n. 1 tema.

Al tema di Fisica è allegata altresì la tabella delle costanti fisiche nonché un documento di valutazione dei problemi (Sez.A) e dei quesiti (Sez.B) che le Scuole possono eventualmente utilizzare.

Si ricorda che sul sito istituzionale del MIUR/Istruzione/Esame di Stato è continuamente aggiornata la pubblicazione delle prime e seconde prove scritte oggetto dell’esame di Stato del II Ciclo sia nella sessione ordinaria che in quelle suppletiva e straordinaria.

Note e prove:

http://www.istruzione.it/allegati/2017/Pubblicazione_Ulteriori_ESEMPI_PROVE_gennaio_2017.zip

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