Delega sostegno illegittima per i Partigiani della Scuola e la Rete dei 60
I”Partigiani della Scuola Pubblica”e la “Rete dei 60 movimenti per il sostegno” (composta da associazioni per la disabilità, famiglie, comitati di genitori, gruppi docenti, gruppi operatori, professionisti), dopo aver letto la delega consistente nello “Schema di Decreto Legislativo recante norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità”, comunemente conosciuta come “la delega sul sostegno”, chiedono che sia immediatamente ritirata o, in subordine, totalmente emendata per tutelare il Diritto all’Istruzione degli alunni con disabilità.
Da qui l’adesione della Rete allo sciopero del 17 marzo indetto dai Sindacati di base (Cobas Unicobas e USB) per contrastare le leggi delega.
La Rete ha inoltre organizzatoper il 24 febbraio un importante seminario di formazionea Roma, a cui sarà invitata la Ministra.
A distanza di quasi due anni dall’entrata in vigore della Legge 107/2015 – evidenzia il comunicato dei Partigiani della Scuola - nessuna “legge delega” è stata resa nota agli addetti ai lavori. Non vi è stato alcun confronto con la base, rappresentata dai genitori degli studenti e dai lavoratori del comparto della scuola quali insegnanti, assistenti alla comunicazione, assistenti all’autonomia e igienico personali, gli ATA o gli stessi Dirigenti Scolastici. Noi respingiamo l’idea di scelte calate dall’alto e miriamo alla condivisione di decisioni che riguardano centinaia di migliaia di persone.
Le deleghe previste dalla 107sono effettivamente illegittimeperché sono deleghe in bianco senza una puntuale determinazione dei “ principi e dei criteri direttivi”.
Ma anche i decreti legislativi – prosegue il comunicato - quando saranno formalmente adottati, si devono ritenere illegittimi perché nei termini per l’esercizio della delega non sono stati formalmente adottati previo il parere della Commissione unificata e delle Commissioni permanenti; il CDM del 14 gennaio difatti ha approvato soltanto degli schemi che, a delega scaduta, dovrebbero essere perfezionati con i prescritti pareri.In sostanza dopo la caotica applicazione della parte precettiva della L. 107, il Governo continua nella sua logica autoreferenziale e nella sua disinvolta violazione delle regole costituzionali.
Poi c’è un altro aspetto da considerare: Laddove gli alunni siano certificati nei primi due anni dei cicli quinquennali (primaria, ex elementare, e secondaria di secondo grado) o nel primo anno dei cicli triennali (infanzia e secondaria di primo grado, ex scuola media), i posti di sostegno dovrebbero essere assegnatiin organico di diritto e non in organico di fatto.
I firmatari della rimostranza riscontrano anche gravi e inaccettabili passi indietro per gli alunni con disabilità. Uno tra questi, ad esempio, è negare loro il diritto di conseguireil diploma di licenza mediasostenendo prove differenziate, introducendo, invece, il concetto di equipollenza, finora valido solo nella scuola secondaria di secondo grado. E si va in controtendenza con la delega esami di stato che ammette gli studenti normodotati che abbiano raggiunto la media del 6 ed esclude gli studenti con disabilità dalla possibilità di prendere la licenza media, usando il pugno duro con questi ragazzi.
Ma sorge il dubbio –insiste il documento - che sia stata fatta un po’ di confusione, poiché l’enunciato che troviamo nello “Schema di Decreto”, nella parte relativa all’Esame di Stato del Secondo Ciclo (già Esame di Maturità), risulta per i candidati con disabilità più aperto di quello del primo ciclo.In sostanza, per il Secondo Ciclo si dice che le prove differenziate sono in ogni caso valide per il rilascio del diploma, mentre nel Primo esse hanno valore solo se equipollenti. Ma attualmente è proprio il contrario: è nel Secondo Ciclo che l’esame è valido per il diploma solo se eventuali prove personalizzate sono giudicate equipollenti dalla Commissione, mentre lo è sempre nel Primo. Questo, in effetti, fa ipotizzare che tutto sia dipeso da un’inversione in fase di redazione, anche se la probabilità di errori a questi livelli risulta alquanto strana.
In breve –concludono i firmatari -questa delega mette in discussione i diritti e la dignità sia degli studenti disabili sia delle loro famiglie e indebolisce la Legge 104/1992; contemporaneamente, essa lede anche i diritti e la dignità dei docenti di sostegno, che – già fortemente provati da una stagione caratterizzata da grande confusione e palesi discriminazioni insite nella Legge 107/2015 stessa – per anni si sono formati per questo lavoro e sono gli unici deputati a farlo.