Ultime notizie

L'INFORMAZIONE IN BREVE

Supplenze da assegnare a livello di graduatorie d’istituto e di GPS

Promozione delle attività sportive

Il certificato medico può decorrere anche dal giorno precedente la visita

Valorizzazione delle eccellenze il programma per l’a.s. 2026/2027

Prorogati i termini per la valutazione dei Dirigenti per l'anno scolastico 2025/26

Rimborsi fino al 90% per l'acquisto di riviste e materiali didattici: il bando per l'a.s. 2026/2027

Legge 9 giugno 2026, n. 104. Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico

Legge 104: permessi e superamento dei limiti previsti

PENSIONI E NUOVA PASSWEBLE modalità operative in Passweb PENSIONAMENTI AVENTI EFFETTO DAL 1° SETTEMBRE 2027

Come è noto le disposizioni ministeriali relativamente ai pensionamenti aventi effetto dal prossimo 1° settembre 2027 prevedono come adempimento da parte delle istituzioni scolastiche l'utilizzo dell'applicativo Nuova Passweb, per il caricamento dei dati pensionistici del personale per consentire l'erogazione della pensione.

Come prevede la circolare ministeriale  n.24818 del 24 settembre 2026 la sistemazione delle posizioni assicurative deve essere fatta entro l’11 gennaio 2027, utilizzando Nuova Passweb per consentire all'INPS di gestire i pensionamenti.

Su questa complessa materia EUROEDIZIONI vi propone due webinar formativi per chiarire al personale che dovrà fare il lavoro i dubbi su questi  adempimenti  di non semplice applicazione che riguardano il riconoscimento e l'inserimento dei servizi al sistema informatico per il calcolo della pensione.

La gestione dei procedimenti pensionistici si presenta molto complessa. Le istituzioni scolastiche in materia pensionistica non hanno competenza ad emettere i  provvedimenti,

Redazione

Nella Gazzetta Ufficiale del 30 settembre 2026 è stato pubblicato il DECRETO LEGGE n.170 del 30/9/2026 recante “Misure urgenti per garantire il regolare avvio dell’anno scolastico 2026/2027 e ulteriori misure urgenti in materia di istruzione e merito”.

Le principali innovazioni introdotte con tale decreto legge sono costituite da alcune misure di semplificazione dei servizi amministrativi in ambito scolastico (programma digitale sul sistema SIDI per la gestione del personale); dall’incremento del fondo finalizzato alla valorizzazione del personale scolastico, con particolare riferimento alle attività di orientamento, di inclusione e di contrasto della dispersione scolastica; dall’incremento del finanziamento per il welfare studentesco del fondo unico nazionale per il finanziamento delle retribuzioni di posizione e di risultato dei dirigenti scolastici; da alcune misure atte a favorire la conclusione delle attività del PNRR e la funzionalità della relativa struttura di missione.

In particolare si evidenziano le modifiche relative ai seguenti settori:

WhatsApp Image 2026 10 01 at 10.22.13ANGSA Torino ODV incontra Legale Scuola in "Scuola Senza Ostacoli"

Il primo Gruppo di Lavoro Operativo dell'anno è il momento in cui si decide come andrà la scuola di uno studente: quali obiettivi vengono scritti, con quali strumenti si lavorerà, quali risorse verranno chieste per l'anno successivo. Eppure è anche il tavolo a cui le famiglie arrivano con meno strumenti di tutti.

Da qui nasce l'incontro che ANGSA Torino ODV promuove insieme a Legale Scuola: non una lezione di diritto, ma un confronto concreto su come prepararsi al GLO e su come si legge davvero un PEI — chi siede al tavolo e con quale ruolo, che cosa il documento deve contenere, quali sono i passaggi dell'anno in cui una richiesta scritta può ancora cambiare le cose. Con spazio per le domande, perché le questioni che contano sono quelle che ciascuno porta dal proprio caso.

L'incontro è rivolto agli associati di ANGSA Torino ODV, ai genitori, agli insegnanti e ai dirigenti scolastici: il GLO è un organo collegiale, e funziona meglio quando tutte le sue componenti sanno che cosa possono e devono fare.

Giovedì 15 ottobre, ore 17:45, in via Osasco 62 a Torino, in presenza e in collegamento Meet. A seguire un rinfresco. Ingresso gratuito.

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ALS 1026 copArgomenti

Segreterie al collasso: perché nessuno parla mai del personale amministrativo sommerso dagli adempimenti?
Parlare del personale amministrativo significa riconoscere che la scuola non è composta soltanto da ciò che appare nelle aule, ma da un’organizzazione complessa che deve funzionare affinché l’insegnamento possa svolgersi.
Bruno Lorenzo Castrovinci

La doppia dirigenza a scuola: dalle parti della didattica
Nel momento in cui si accettasse l’idea della doppia dirigenza ci si troverebbe davanti alla montagna della definizione normativa costretta a disciplinare una convivenza dirigenziale che non ha eguali in alcun sistema amministrativo scolastico.
Stefano Stefanel

Guidare le scuole in tempi difficili
Gli scenari attuali mostrano la notevole fatica che la scuola compie ogni giorno per rincorrere sia le stimolazioni esterne di natura sociale, economica, tecnologica e digitale e sia per supplire alla carenza di fondi e di risorse umane.
Michela Lella

Vittorio VenutiPolizza sanitaria per il personale scolastico. Ottima iniziativa? Sì, ma, però…

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

Non c’è che dire, il ministro Valditara le sa proprio tutte per mantenere l’attenzione sulla scuola e sul personale che ne dipende, anche intercettando aree d’intervento molto interessanti come anche di difficile approccio. In particolare, ci riferiamo alla polizza sanitaria gratuita per tutto il personale scolastico, ivi compreso anche il personale precario. Operazione possibile grazie ad una pregevole raccolta di fondi, in gran parte risorse del tutto nuove individuate da scelte di bilancio dell’attuale Governo, e poi anche da economie di bilancio del Ministero. Non è cosa da poco. L’intenzione appare nobile, considerato che gli stipendi del personale sono alquanto poverelli, a fronte del lavoro che svolgono, universalmente riconosciuto come tra i più difficili e faticosi in assoluto.

La polizza sanitaria gratuita progettata dal ministro popone una soluzione che vorrebbe rispondere alla sentita esigenza delle persone di sentirsi “coperti”, in qualche modo riscontrando la loro precaria condizione economica, ma… questo non è bastato a frenare le polemiche e le critiche che la polizza ha comunque generato da parte delle organizzazioni sindacali di base e del personale scolastico stesso, a fronte dell’accoglienza possibilista di una parte degli operatori della scuola,

In primo luogo si fa presente che l’iniziativa sottrae fondi pubblici che, invece, si sarebbe apprezzato fossero stati dirottati sul sistema scolastico pubblico, che ha certamente più nodi strutturali da sciogliere. Inoltre, si denuncia che, vincolati sulla polizza, si incentiva la privatizzazione della sanità, anziché migliorare la sanità pubblica accessibile a tutti e decisamente in forte affanno: un incentivo politico che suona come un ulteriore attacco al sistema sanitario nazionale, proprio mentre dilagano le iniziative private.

Comunque, si capirà qualcosa di più quando il sistema sanitario proposto entrerà in funzione. Intanto, merita voce anche chi afferma che al posto della polizza privata avrebbe preferito più soldi nel cedolino assumendo in proprio la decisione di scegliere dove andare a curarsi.

DLS 1026 copArgomenti

Polizza sanitaria per il personale scolastico. Ottima iniziativa? Sì, ma, però…
Non c’è che dire, il ministro Valditara le sa proprio tutte per mantenere l’attenzione sulla scuola e sul personale che ne dipende, anche intercettando aree d’intervento molto interessanti come anche di difficile approccio. In particolare, ci riferiamo alla polizza sanitaria gratuita per tutto il personale scolastico, ivi compreso anche il personale precario. Operazione possibile grazie ad una pregevole raccolta di fondi, in gran parte risorse del tutto nuove individuate da scelte di bilancio dell’attuale Governo, e poi anche da economie di bilancio del Ministero. Non è cosa da poco. L’intenzione appare nobile, considerato che gli stipendi del personale sono alquanto poverelli, a fronte del lavoro che svolgono, universalmente riconosciuto come tra i più difficili e faticosi in assoluto.
Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

Il dirigente scolastico tra leadership e management
Un dirigente non può incarnare da solo tutte le risposte in contesti scolastici sempre più fluidi e complessi.
Tullio Faia

Smart working e organi collegiali a distanza nella scuola

RAS 0726 copL'INFORMAZIONE IN BREVE

Spezzoni inferiori a 7 ore nella scuola secondaria di primo e secondo grado

Distacchi e permessi sindacali triennio 2025-2027

Riapertura della piattaforma PIMER per monitoraggio e rendicontazione formazione del personale scolastico

Direttiva accreditamento Enti di Formazione

La RSU deve poter disporre di spazi certi per la propria attività sindacale e  il DVR va consegnato agli RLS

Incarichi triennali ai Direttori SGA

Aggiornato il termine di completamento e rendicontazione dei progetti Agenda Sud e Agenda Nord

False dichiarazioni negli appalti

Garante privacy interviene sulle foto dei minori sui social: serve il consenso di entrambi i genitori

Il CSPI ha espresso il proprio parere sul riconoscimento di punteggi aggiuntivi per il servizio prestato nelle isole minori

I CASI DELLA SCUOLA... a cura della redazione di Giustoscuola

FLI 6 2025 26cop 1EDITORIALE Ivana Summa 

Libertà vo’ cercando che è sì cara… 

L'autonomia scolastica rappresenta la capacità di agire in modo indipendente, senza subire condizionamenti esterni eccessivi, al solo scopo di   perseguire gli obiettivi specifici ritenuti in grado di  perseguire le finalità stabilite dal sistema sovraordinato. Questo concetto si declina a diverso livello a seconda degli ambiti: dalla organizzazione alla didattica e alla ricerca, anche intesa come sperimentazione  del nuovo e allo sviluppo/implementazione di quanto si è sperimentato. 

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: l’attualità

Autonomia scolastica e Indicazioni Nazionali: un difficile rapporto Laura Bertocchi e Mario Maviglia

L'adozione alternativa dei libri di testo Renato Candia

Dalla Geostoria alla Storia e Geografia  Maurizia Maiano

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: riflessioni

L'educazione finanziaria Gian Carlo Sacchi

Leggere l’intelligenza artificiale come si legge un romanzo Giuseppe Benassi

Il mestiere del dirigente scolastico e quello del docente Stefano Stefanel

DLS 0726 copArgomenti

In ricordo di Edgar Morin
“La complessità non è un insieme di regole complicate, ma l'accettazione che ogni frammento di sapere ha senso solo se connesso all'insieme" - Edgar Morin
Edgar Morin è morto, lasciandoci orfani e più soli.......
Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

Sapere per condividere: un ponte tra generazioni
Una collaborazione virtuosa tra la scuola secondaria e il territorio per attività di orientamento, educazione civica, formazione scuola-lavoro.
Antonietta Di Martino 

Un bilancio delle modifiche normative per il secondo ciclo  apportate con il DPR n.134 e DPR n.135 del 8 agosto 2025

ALS 0726 copArgomenti

La scuola tra eredità e innovazione
Michela Lella

Il pagamento dei compensi del mof a.s. 2025/2026 gli adempimenti delle segreterie scolastiche
Le istituzioni scolastiche devono erogare i compensi per le attività svolte e previste dal contratto integrativo di istituto entro il 31/8/2026.
Maria Rosaria Tosiani

Il passaggio di consegne tra funzionari amministrativi
Il passaggio delle consegne in caso di cessazione dell'incarico  è atto dovuto.
Carmelo Febbe Angelo Orsingher

L’affidamento diretto ed il  principio di rotazione nelle polizze assicurative studenti e personale della scuola

Ivana SummaLibertà vo’ cercando che è sì cara…

Editoriale di Ivana Summa

L'autonomia scolastica rappresenta la capacità di agire in modo indipendente, senza subire condizionamenti esterni eccessivi, al solo scopo di   perseguire gli obiettivi specifici ritenuti in grado di  perseguire le finalità stabilite dal sistema sovraordinato. Questo concetto si declina a diverso livello a seconda degli ambiti: dalla organizzazione alla didattica e alla ricerca, anche intesa come sperimentazione  del nuovo e allo sviluppo/implementazione di quanto si è sperimentato. Non si tratta di perseguire un'autarchia irrealistica, quanto  di riconoscere ai singoli istituti scolastici la capacità  di identificare i bisogni specifici,  per poi trovare  il giusto equilibrio tra competenze professionali interne fruibili, cooperazione con soggetti esterni, acquisizione di specifiche risorse. Ma l’autonomia così intesa può davvero essere esercitata soltanto avvalendosi, concretamente, della libertà di insegnamento dei docenti, sancita dall’art. 33 della costituzione e poi meglio specificata nel dpr n. 417/1974 che dedica alla  libertà di insegnamento l’art. 1: “Nel rispetto delle norme costituzionali e degli ordinamenti della scuola stabiliti dalle leggi dello Stato, ai docenti è garantita la libertà di insegnamento. L'esercizio di tale libertà è inteso a promuovere attraverso un confronto aperto di posizioni culturali la piena formazione della personalità degli alunni.

Tale azione di promozione è attuata nel rispetto della coscienza morale e civile degli alunni stessi”.  Inoltre, il primo comma dell’articolo 2 è interessante perché definisce “La funzione docente è intesa come esplicazione essenziale dell'attività di trasmissione della cultura, di contributo alla elaborazione di essa e di impulso alla partecipazione dei giovani a tale processo e alla formazione umana e critica della loro personalità”.

ALS 0826 copArgomenti

Il Direttore sga responsabile dell’organizzazione dei servizi generali ed amministrativi
Una competenza esclusiva del Direttore SGA, sia pure nell'ambito delle direttive di massima.
Rocco Callà

La disciplina del lavoro agile per il personale ATA
La disciplina nel CCNL 2029/2021.
Carmelo Febbe - Angelo Orsingher

Manutenzione degli edifici scolastici e responsabilità del dirigente scolastico
La figura del dirigente scolastico si colloca al centro di un sistema di obblighi che intersecano la normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e la disciplina sulla custodia dei beni.
Marta Brentan

SAS 0326 copCorruzione e trasparenza
Editoriale: di Anna Armone

Dedico questo editoriale ad uno dei tormentoni burocratici della scuola, la pubblicazione dei dati nell’area Amministrazione trasparente e al suo presupposto, il Piano triennale di prevenzione della corruzione e trasparenza. Siamo oramai abituati alla deriva burocratica dello spirito delle leggi. La trasparenza è uno di questi casi. Prima ancora di farla percepire ed esercitare come diritto civico, l’abbiamo strettamente collegata alla prevenzione e contrasto alla corruzione. Perché nel nostro Paese la corruzione ha radici profonde e inestirpabili? Perché funziona sempre la presunzione di colpevolezza al posto della presunzione di legalità?

Ripensare la leadership scolastica nell’era dei software di Intelligenza Artificiale di Patrizia Giorgi

Governare la scuola nel tempo dell’intelligenza artificiale di Susanna Granello

L’educazione civica tra prospettive disciplinari e trasversalità di Riccardo Lancellotti

A lezione americana da Calvino - prove per unità didattiche nel segno della riscolarizzazione dei valori nel mondo della digitalizzazione di Maurizia Maiano

RAS 0826 copL'INFORMAZIONE IN BREVE

Progetti di mobilità linguistica all’estero

Sicurezza delle scuole: i dati della Corte dei Conti in sede di esame del Rendiconto generale dello Stato 2025

Riunioni degli organi collegiali online anche per le sedute deliberative

Sul portale di ANAC avvisi di pagamento pagoPA per le gare pubblicate da maggio a giugno 2026

Cessione del quinto: l'INPS aggiorna le regole per i prestiti

Assegnazioni provvisorie e utilizzazioni

Immissioni in ruolo per l'anno scolastico 2026/27

Trattenimento in servizio anche oltre i settanta anni per maturare la pensione di vecchiaia

Selezione di 120 docenti per la costituzione di équipe formative territoriali a.s. 2026/27

I CASI DELLA SCUOLA... a cura dell'Avv. Stefano Callà

Licenziamento per abuso del congedo straordinario per assistere il familiare disabile

Vittorio VenutiConosciamo davvero i nostri studenti?

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

La gioventù che frequenta le aule scolastiche è la stessa che affolla a decine di migliaia, finanche a qualche centinaio di migliaia, gli stadi per ascoltare i molti idoli di turno? È la stessa che si arma di coltello e aggredisce il compagno o un ignaro passante? È la stessa che affolla le discoteche e sfida la sorte stipandosi in nove dentro una macchina per lanciarsi, nottetempo, in un folle rientro sotto gli effetti di alcool e di “sostanza”? Chi sono i nostri studenti? Veramente li conosciamo? Veramente sono gli stessi che al mattino ritroviamo nelle aule? Come si fa a rispondere? “Risposta non c’è o forse chi lo sa, caduta nel vento sarà”, come suggeriva lo splendido menestrello Bob Dylan alcuni decenni fa.

Facciamo fatica ad ammetterlo: l’impressione è quella di una marea di persone che si lascia pilotare e che ci riporta ad una semplice constatazione: non sono più i bambini e le bambine, i ragazzi le ragazze, gli e le adolescenti di una volta e che la scuola riusciva comunque a sostenere in ragione di una educazione che si poneva alla base della convivenza.

Gli studenti sono diventati “massa”, piatto appetibile per la società dei consumi, dell’usa e getta, del “perché no?”.

DLS 0926 copArgomenti

Conosciamo davvero i nostri studenti?
La gioventù che frequenta le aule scolastiche è la stessa che affolla a decine di migliaia, finanche a qualche centinaio di migliaia, gli stadi per ascoltare i molti idoli di turno? È la stessa che si arma di coltello e aggredisce il compagno o un ignaro passante? È la stessa che affolla le discoteche e sfida la sorte stipandosi in nove dentro una macchina per lanciarsi, nottetempo, in un folle rientro sotto gli effetti di alcool e di “sostanza”?
Chi sono i nostri studenti? Veramente li conosciamo? Veramente sono gli stessi che al mattino ritroviamo nelle aule? Come si fa a rispondere? ....
Editoriale a cura di... Vittorio Venuti 

Le attività di inizio anno scolastico di competenza del Dirigente scolastico
Breve guida agli adempimenti su aspetti fondamentali di programmazione e gestione.
Maria Rosaria Tosiani

Lo svolgimento a distanza delle riunioni collegiali anche a contenuto deliberativo
Aspetti operativi e uno schema tipo di regolamento interno.
Gianluca Dradi

Il piano delle attività del personale docente
Profili giuridici e giurisprudenziali.

ALS 0926 copArgomenti

L'organizzazione delle prestazioni lavorative del personale ata
Il piano delle attività del personale ATA.
Maria Rosaria Tosiani

L’uso strategico dell’orario di lavoro del personale ata
L’uso “strategico” dell’orario di lavoro è giuridicamente ammissibile quando è finalizzato al funzionamento dei servizi scolastici, non quando diventa uno strumento improprio o addirittura punitivo.
Raffaella Scibinico

Vigilanza e controllo dell’orario di lavoro del personale ata
La vigilanza sul personale costituisce un fondamentale diritto-dovere del Direttore SGA.

RAS 0926 copL'INFORMAZIONE IN BREVE

Siglato in via definitiva il CCNL dei Dirigenti 2022-2024

Firmato definitivamente il FMOF 2025/2026

Attestazioni OIV sugli obblighi di trasparenza 2024: avvio delle attività di verifica

NASPI, dimissioni per violenza di genere: quando spetta l'indennità

Esiti degli scrutini, degli Esami di Maturità e degli Esami del primo ciclo d’istruzione per l’anno scolastico 2025/2026

LA SCUOLA NELLA GIURISPRUDENZA... a cura di Avv. Stefano Callà

L’utilizzo dei permessi ex L. 104/1992 in misura prevalente per finalità personali integra abuso del diritto

È legittimo il licenziamento del lavoratore che svolge una seconda attività lavorativa in orario di lavoro

FLI 1 2026 27copEDITORIALE Ivana Summa
La tenuta istituzionale della scuola

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: l’attualità
La tenuta istituzionale della scuola: reggere le pressioni senza perdere la funzione educativa
Eva Raffaella Maria Nicolò
L'illusione della gerarchia: perché la scuola italiana ragiona ancora come nel 1923
Rosa De Leonardis
Il diploma senza destino. La perdita di attrattività dell’istru zione tecnica e la licealizzazione della scuola italiana.
Bruno Lorenzo Castrovinci

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: riflessioni
Leggere l’intelligenza artificiale come si legge un romanzo: il fictional
Gabriele Benassi

Competere vs Cooperare
Mario Maviglia e Laura Bertocchi

l lavoro tra pari. Come la collaborazione tra docente e tirocinante rinnova la didattica.
Francesca Alemanno

Ivana SummaChiunque oggi si misuri con i problemi dell’istruzione e della formazione si cimenta con la complessità; si ha la sensazione di dover intervenire su un  sistema scuola  che si trova in precario equilibrio su un piano inclinato: non lo si salva né facendolo scivolare  in avanti né tentando di spingerlo indietro. Di ogni tempo si dice che è tempo di transizione e di grandi cambiamenti, ma dobbiamo ammettere che oggi siamo dentro un passaggio  pieno di forti contraddizioni specialmente per la forza violenta con cui le innovazioni tecnologiche e scientifiche entrano nella vita quotidiana delle persone e disorientano le stesse istituzioni che strutturano le nostre società, alle prese con sconvolgimenti.  Ciò che contraddistingue l’attuale transizione è l’accelerazione dei processi di cambiamento. Ci riferiamo alla velocità con cui si accumulano e si diffondono le conoscenze e le informazioni, tanto che è stato coniato il termine di infodemia per significare il profluvio di informazioni, spesso inaccurate,  tale da generare disinformazione,  distorsione della realtà con  effetti  pericolosi sul piano delle reazioni e dei comportamenti sociali. Se l’infodemia produce tante e troppe informazioni con sovraccarico informativo  e distorsione del contenuto, l’entrata in scena dell’IA    crea “una condizione in cui la produzione del sapere è colonizzata dalla sua apparenza. Un’epidemia di testi verosimili che simulano razionalità, argomentazione, autorevolezza — senza alcuna garanzia di fondamento”. (Walter Quattrociocchi, L’inganno perfetto dell’intelligenza artificiale: scrive bene ma non sa nulla, Corriere.it, 25/7/2025).

RICOSTRUZIONE CARRIERA Il corso sul riconoscimento dei servizi ai fini della ricostruzione della carriera che vi proponiamo è aggiornato con le ultime  novità che sono state  introdotte con il decreto legge  n.69/2023, convertito in legge n. 103 del 10 agosto 2023

Vengono offerti 6 webinar per complessive n.12 ore di formazione che possono essere ascoltati quando si vuole e per il tempo che si vuole per mettervi in condizione di fare i provvedimenti sulla ricostruzione della carriera.

Relatrice: Maria Rosaria Tosiani

Il corso ha il taglio pratico operativo per mettervi in condizione di predisporre attraverso il sistema informatico del SIDI i decreti di ricostruzione della carriera del personale docente, docenti di religione personale amministrativo.

L’obiettivo del corso è quello di spiegare come si fanno i provvedimenti di carriera  attraverso la spiegazione dei casi dove sono presenti le maggiori difficoltà.

Il personale potrà fruire ed utilizzare i materiali utilizzati dal relatore durante le lezioni.

ABBONAMENTO ANNUALE GIUSTO PNGCon decreto del Capo del Dipartimento per l'informazione e l'editoria del 10 settembre 2026 è stato emanato il bando per l'anno scolastico 2026/2027 relativo all'assegnazione del contributo previsto dall'articolo 1, comma 389, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, nel testo sostituito dall'articolo 1, comma 320, della legge 30 dicembre 2023, n. 213, a favore delle istituzioni scolastiche statali e paritarie di ogni ordine e grado che acquistino uno o più abbonamenti a giornali quotidiani, periodici, riviste scientifiche e di settore, anche in formato digitale. Si tratta della terza edizione della misura nell'assetto riformato dalla legge di bilancio per il 2024, che ha reso strutturale, a decorrere dall'anno scolastico 2024/2025, un beneficio in precedenza episodico, ancorandolo a un procedimento a istanza di parte diretta al Dipartimento e a criteri fissati con il D.P.C.M. adottato di concerto con il Ministro dell'istruzione e del merito in data 24 luglio 2024, registrato alla Corte dei conti il 12 agosto 2024 al n. 2203.

La dotazione finanziaria è determinata a monte dal D.P.C.M. del 5 agosto 2026, registrato alla Corte dei conti il 24 agosto 2026 al n. 2384, con il quale, in sede di riparto del Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione, è stata destinata alla misura la somma di euro 2.000.000,00. È un dato che conviene tenere presente fin dall'inizio, perché condiziona l'effettiva consistenza del beneficio: l'articolo 5 del bando riconosce sì a ciascuna istituzione scolastica richiedente e in possesso dei requisiti il rimborso nella percentuale di legge del novanta per cento della spesa ammissibile, ma fa salva, al comma 3, l'ipotesi di insufficienza delle risorse disponibili rispetto alle istanze ammesse, nella quale si procede al riparto proporzionale fra tutti i soggetti aventi diritto. Considerata l'ampiezza della platea potenziale — l'intero universo delle istituzioni scolastiche statali e paritarie di ogni ordine e grado — la prospettiva di una decurtazione proporzionale non è un'eventualità remota, e va rappresentata con onestà agli organi collegiali quando si tratta di deliberare la spesa: il novanta per cento è il tetto normativo, non una garanzia di risultato.

Gli adolescenti e la “metafora del gambero”

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

L’avvio della primavera non è stato felice per la scuola, teatro di fatti che l’hanno sconvolta profondamente e sui quali occorrerà riflettere con l’intenzione di capire dove stiamo andando e cosa fare per correggere il tiro, se ancora si è in tempo per porre un qualche rimedio. Riepiloghiamo sommariamente:

In una scuola del bergamasco, tredicenne accoltella gravemente l’insegnante di francese, rammaricandosi di non averla uccisa e, comunque, diffondendo in diretta su Instagram le immagini dell’attentato. A casa dello studente, i carabinieri troveranno del materiale esplosivo potenzialmente pericoloso. Sconcertante l’affermazione autoassolutoria del ragazzo: “Visto che a quanto pare i ‘ragazzi’ non capiscono cosa sia giusto e cosa no, userò questo a mio vantaggio. Non posso essere incarcerato, dato che in Italia l'età minima per la responsabilità penale è 14 anni, e non posso nemmeno essere processato, quindi farò quello che ho sempre voluto fare, uccidere lei e chiunque cerchi di impedirmelo.

Diciassettenne pescarese, domiciliato in provincia di Perugia e affiliato a gruppi neo nazisti su Telegram, viene arrestato con l’accusa di terrorismo per aver pianificato una strage in un liceo. La strage si sarebbe conclusa con il suo suicido, emulando quella compiuta da due adolescenti alla Columbine High School (Stati Uniti) nel 1999, nella quale morirono 14 persone oltre gli stragisti. Tra il materiale sequestrato figurano documenti contenenti indicazioni tecniche su sostanze chimiche e batteriologiche pericolose, nonché vademecum dedicati al sabotaggio di servizi pubblici essenziali, il tutto inserito in una chiara cornice di finalità terroristica.

Altro tredicenne, nel biellese, anziché recarsi a scuola, tira dritto e porta a compimento una rapina in un ufficio postale puntando una pistola, che poi si è rivelata essere un’arma giocattolo; bottino 500 euro e fuga interrotta dall’intervento dei carabinieri. Data la giovane età, il ragazzo non è imputabile per legge.

La Casa Editrice Euroedizioni Torino propone un corso di formazione on line  dal taglio pratico ed operativo destinato ai Direttori amministrativi anche di nuova nomina e agli Assistenti amministrativi facenti funzioni  per metterli in condizione di svolgere con competenza e professionalità i delicati compiti che il profilo gli assegna.

ll corso si articola in 12 webinar per complessive 24 ore di formazione. I corsisti possono porre quesiti e richieste di chiarimento. Durante il corso saranno proposte esercitazioni pratiche anche sugli specifici adempimenti.

I corsisti potranno  fruire ed utilizzare i materiali che saranno prodotti durante i webinar. Le lezioni possono essere ascoltate anche in differita quando si vuole e per il tempo che si vuole. I contenuti del corso sono esplicitati nell’allegato elenco.

Per iscriversi  è sufficiente eseguire  il pagamento aggiungendo il prodotto al carrello oppure nel caso in cui l’acquisto è disposto dalla scuola è sufficiente inviare l’ordine per l’emissione della fattura  con l’indicazione del  CODICE CIG.

Nel caso in cui l’acquisto è disposto dalla scuola è sufficiente inviare l’ordine per l’emissione della fattura   con l’indicazione del  CODICE CIG.

La Casa Editrice EUROEDIZIONI propone un corso di formazione online dal taglio pratico ed operativo destinato ai Dirigenti scolastici anche di nuova nomina per metterli in condizione di svolgere con competenza e professionalità i delicati compiti che la funzione dirigenziale gli assegna.

ll corso si articola in 13 webinar per complessive 26 ore di formazione.

I corsisti possono porre quesiti e richieste di chiarimento. Durante il corso saranno proposte esercitazioni pratiche anche sugli specifici adempimenti.

I corsisti potranno  fruire ed utilizzare i materiali che saranno prodotti durante i webinar.

Le lezioni possono essere ascoltate anche in differita quando si vuole e per il tempo che si vuole. I contenuti del corso sono esplicitati nell'allegato elenco.

I temi che abbiamo scelto da trattare sono prettamente tecnici sotto il profilo pratico  amministrativo e contabile dove le difficoltà soprattutto per i nuovi dirigenti possono essere più rilevanti.

Il corso costa 130,00 euro.

Il corso può essere acquistato anche dalla scuola, in tal caso, è sufficiente inviare l’ordine con l’indicazione del CODICE CIG per l’emissione della fattura.
CODICE DEL CORSO PER ACQUISTO SU MEPA – CSEUDS26

Modalità di pagamento

Riforma della scuola sulla linea di partenza

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

Infine, il ministro Valditara ce l’ha fatta. Con l’approvazione delle Indicazioni Nazionali per i licei, in concorso con le Indicazioni per la scuola dell’Infanzia e del primo ciclo e di una ricca serie di decreti, atti amministrativi e proposte di legge volti a modificare diversi aspetti del sistema educativo italiano, si può dire conclusa l’azione di riforma della scuola perseguita con apprezzabile pervicacia dal ministro Valditara. Non si può dire che il complesso degli interventi abbia avuto un felice riscontro da parte di chi nella scuola lavora e crede. È come se fosse stato decretato d’imperio il “è tutto da rifare” del campione ciclistico Gino Bartali.

I decreti delle Indicazioni Nazionali, in particolare, evidenziano risvolti problematici per quanto riguarda la stesura, sia nel metodo e sia nel merito, ma non staremo qui a rilevare criticamente ciò che costituisce dibattito già dalla data dell’approvazione. Sono state una sorpresa, perché, a priori, fanno piazza pulita di un impianto ben rodato da anni, senza se e senza ma, per nuovi fondanti riferimenti che entrano nel merito dell’essere e del consistere della scuola, riproponendo “programmi” e suggestioni condizionati da criteri ideologici che si credevano non confacenti con la visione di una scuola aperta al futuro. Ricordiamo che, in passato, nella stesura dei programmi prima e delle Indicazioni poi hanno partecipato pedagogisti e psicologi di chiara fama, che si è tenuto conto delle teorie di illustri personaggi, che i documenti hanno sempre evidenziato una trama che consentiva alle varie parti di confrontarsi ed integrarsi per dare il senso di un corpo unico e complesso, sebbene articolato in diverse sezioni.

Allo stato attuale, non si può fare a meno di chiedersi quali siano le coordinate che hanno definito la Nuove Indicazioni, quale sia stato il coordinamento delle varie parti, quale metodo e quale idea ha sostenuto la loro elaborazione.

Screenshot 3 6 2026 141252 192.168.1.9Argomenti

I compensi spettanti ai commissari interni ed esterni componenti delle commissioni degli esami di maturità 2025/2026
Liquidazione dei compensi -  situazioni e casi.
Maria Rosaria Tosiani

Adempimenti finali dell’anno di formazione e prova dei docenti
Il dirigente deve accertare preliminarmente che il docente abbia assolto gli obblighi minimi di servizio per la validità dell'anno di prova.
Lo Friddo Giuseppe

Dichiarazioni non veritiere rese in occasione dell’accesso alle graduatorie d'istituto
Non sempre la condanna penale è causa di decadenza automatica con la risoluzione del contratto.
Marta Brentan

La convenzione con le associazioni esterne per l’uso dei locali scolastici
Quadro normativo, requisiti di forma e ruolo dell’ente locale dopo la Legge 7 aprile 2026, n. 53.

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Riforma della scuola sulla linea di partenza
Infine, il ministro Valditara ce l’ha fatta. Con l’approvazione delle Indicazioni Nazionali per i licei, in concorso con le Indicazioni per la scuola dell’Infanzia e del primo ciclo e di una ricca serie di decreti, atti amministrativi e proposte di legge volti a modificare diversi aspetti del sistema educativo italiano, si può dire conclusa l’azione di riforma della scuola perseguita con apprezzabile pervicacia dal ministro Valditara. Non si può dire che il complesso degli interventi abbia avuto un felice riscontro da parte di chi nella scuola lavora e crede. È come se fosse stato decretato d’imperio il “è tutto da rifare” del campione ciclistico Gino Bartali.
Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

La “fatica dell’amministrare” e la nuova disciplina del danno erariale
La nuova responsabilità erariale dopo la Legge Foti: tra superamento dello “scudo”, tipizzazione della colpa grave e tutela del decisore pubblico.
Gianluca Dradi

La nuova valutazione del comportamento
Quali sono le conseguenze di un voto pari o inferiore a sei e,soprattutto, quali ne sono i presupposti.

Fare l’insegnante: una professione in “tensione”

Editoriale di Ivana Summa

È possibile individuare una prospettiva che ci consenta di disegnare come si concretizza, nelle nostre scuole, il “fare l’insegnante”? Nel passaggio tra le descrizioni normative e contrattuali della professionalità docente e il suo farsi quotidiano si verifica una pluralità di interpretazioni, in parte dovute al loro coniugarsi in rapporto ai diversi gradi di scuola che accolgono alunni di età molto diverse e, in parte, alla persona dello stesso insegnante, con le sue competenze che riguardano anche aspetti relazionali. A tutto ciò oggi è necessario aggiungere la turbolenza sociale di quest’ultimo decennio che, per amor di sintesi, descriviamo come un flusso frenetico e continuo di innovazione tecnologica e, in particolare, la rivoluzione digitale  e dei dati che induce trasformazioni non solo nei comportamenti di tutti noi, e perfino nel nostro modo di osservare e comprendere il mondo. Il cambiamento della professionalità docente oggi è diventato  una necessità per sopravvivere cercando di dare risposte  adeguate, ma ciò comporta una “tensione”   sovraccarica di emozioni come ansia, paura dei rischi, spaesamento di  fronte ad un cambiamento sociale irruente e  poliedrico,  di cui è complesso per tutti stabilire la direzione o, meglio, le direzioni. Tensione che, è bene sottolinearlo,  è una caratteristica di ogni singolo docente, che la vive  con sfumature diverse, negative e/o positive, ma sempre irrisolta nel  tentativo di un   bilanciamento tra le rassicuranti vecchie pratiche e le nuove generate dalla propria professionalità, agendo in un  continuo flusso di norme che piovono dall’alto.  Il nodo fondamentale per la scuola si addensa intorno all’intreccio del processo di insegnamento   con quello dell’apprendimento, del come insegnare e del che cosa insegnare: il come riguarda soprattutto le scelte  collegiali ed individuali, il cosa riguarda soprattutto i decisori centrali che  hanno il potere di definire le linee guida entro cui le scuole dovrebbero muoversi, tra autonomia scolastica e libertà di insegnamento. Ma gli insegnanti, che lavorano  nelle migliaia di scuole sparse  su un territorio nazionale quanto mai vario, non operano in un vuoto sociale;  debbono fare i conti con le realtà con cui si confrontano quotidianamente: la tipologia di scuola/istituto, la composizione del personale docente, le modalità di conduzione delle scuole da parte del dirigente scolastico, gli alunni, le famiglie, la  composizione del territorio sia a livello di istituzioni (regione, comuni) che di presenza di risorse materiali ed immateriali.

Maturità 2016- Giannini annuncia le materie della seconda prova scritta

Il ministro Gianni ha annunciato, con video su Facebook, le materie della seconda prova scritta degli Esami di Stato: “Cari ragazzi e care ragazze, è un momento molto atteso quello di oggi, anche con un pò di ansia, comprensibile, e un pò di impazienza - spiega il Ministro nel video lanciato sui social -. È il momento in cui possiamo annunciarvi definitivamente le prove che dovrete superare in occasione del secondo scritto dell’Esame di Maturità, che sarà il 23 di giugno. Nel corso dell’ultimo anno - spiega il Ministro - abbiamo avuto un incremento della qualità media delle vostre prove e del risultato finale della Maturità. Questo è di ottimo auspicio. Non mi resta che augurarvi, in bocca al lupo”

La Maturità 2016 avrà inizio mercoledì 22 giugno, con la prova di Italiano. Il 23 giugno sarà la volta della seconda prova scritta, nella materia caratterizzante ciascun indirizzo.

LICEI –

Le materie per la seconda prova sono: Greco al Classico, Lingua straniera 1 al Liceo linguistico, Matematica allo Scientifico (anche nell’opzione Scienze applicate), Scienze Umane per l’omonimo Liceo, Diritto ed economia politica al Liceo delle Scienze Umane – opzione Economico sociale, Discipline artistiche e progettuali caratterizzanti l’indirizzo di studi all’Artistico, Teoria, analisi e composizione al Musicale e Tecniche della danza al Coreutico.

 

ISTITUTI TECNICI –

Tra le materie scelte per i Tecnici, Economia aziendale per l’indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing, Discipline turistiche e aziendali per il Turismo, Meccanica, macchine ed energia per l’indirizzo Meccanica, Meccatronica ed Energia, Struttura, costruzione, sistemi impianti del mezzo per l’indirizzo Trasporti e Logistica.

 

ISTITUTI PROFESSIONALI –

Fra le discipline che saranno proposte agli studenti dei Professionali, Scienza e cultura dell’alimentazione per l’indirizzo Servizi enogastronomia e ospitalità alberghiera, Tecniche professionali dei Servizi commerciali per l’indirizzo Servizi commerciali, Tecnica di produzione e di organizzazione  per l’indirizzo Produzioni industriali e artigianali.

Sul sito del Miur (http://www.istruzione.it/esame_di_stato/index.html) è disponibile l’elenco di tutte le materie. È disponibile anche l’elenco delle discipline affidate a commissari esterni.

Quest’anno saranno infine 211 gli istituti coinvolti nel Progetto ESABAC, per il rilascio del doppio diploma italiano e francese.

Il Ministero ha reso disponibile anche la pubblicazione relativa agli esiti dell’Esame di Stato del 2015.

 

Concorso docenti. Il parere del CSPI

Il CSPI nella seduta del 27 gennaio ha espresso il parere chiesto dal Ministro dell’Istruzione su una serie di provvedimenti relativi al concorso per il personale docente, in vista della prossima emanazione del bando.

Come commenta la Cisl Scuola, all’attenzione del Consiglio erano sottoposti cinque decreti (prove e programmi, tabella dei titoli, requisiti dei componenti di commissione, ambiti disciplinari, riconoscimento dei titoli di specializzazione in italiano L2) e un’ordinanza (formazione delle commissioni).

Il Consiglio ha evidenziato la ristrettezza dei tempi in cui si è trovato a operare, dovendo esprimere il parere a soli pochi giorni dal proprio insediamento; inoltre ha richiamato l’esigenza di muoversi nella cornice disegnata dalle direttive europee, facendo esplicito riferimento alle attese di quanti lavorano da anni con reiterati contratti a tempo determinato. A conferma – sottolinea la Cisl – che la questione del precariato non può essere considerata chiusa, come sembra affermare lo stesso premier Renzi, perché la realtà denuncia che il numero dei contratti precari è di gran lunga aumentato proprio quest’anno, e non solo perché le assunzioni sono state fatte ad anno scolastico inoltrato.

Altre questioni su cui in premessa del parere il CSPI richiama l’attenzione, esprimendo anche riserve e perplessità, sono: l’esclusione dalle procedure concorsuali dei docenti non abilitati, con riflessi particolarmente problematici per i docenti ITP; l’esigenza di sanare la disparità di trattamento riservata al personale della scuola dell’infanzia nel piano straordinario di assunzioni della legge 107; la discutibile previsione di una procedura specifica per l’accesso ai posti di sostegno, che potrebbe accentuare la separatezza, anziché l’integrazione, tra la figura del docente curricolare e quella del docente specializzato.

Il parere, quindi, si addentra in modo dettagliato sui contenuti dei provvedimenti in esame, fornendo una serie di osservazioni e indicazioni delle quali ci auguriamo il Ministro voglia tenere debitamente conto, ancorché si tratti di un parere non vincolante; il testo è infatti formulato in termini estremamente puntuali e ben argomentati, che ne fanno un documento di grande equilibrio e qualità.

Alcuni membri designati del CSPI, nonostante il testo in discussione fosse il frutto di un’istruttoria condotta dall’intero ufficio di presidenza, hanno deciso di astenersi nella votazione conclusiva, in ragione dell’unico punto di discordanza emerso nella discussione, riferito alla proposta di portare da 0,5 a 1 il punteggio previsto nella tabella di valutazione dei titoli per un anno di servizio. La proposta tendeva a ridurre la sperequazione fra tale punteggio e quello assegnato ad altri titoli. La conseguente  richiesta di modifica non è stata condivisa da una parte dei consiglieri designati. Alla fine, il parere è stato votato a maggioranza, con otto astensioni.

 

SNV. Questionario di percezione della scuola diretto ai genitori

Sul portale del Sistema Nazionale di Valutazione è stato pubblicato, senza alcuna specifica di accompagnamento, un “Questionario di percezione” diretto ai genitori , invitati a dare risposte (10 per due aree) su “Percezione dell’insegnamento” e “Percezione dell'organizzazione e funzionamento della scuola”, scegliendo tra quattro opzioni: Molto in d’accordo – In disaccordo – D’accordo – Molto d’accordo-

Il questionario richiede pochi minuti, rassicura la consegna, e le risposte saranno molto utili alla scuola per migliorarsi. Le informazioni raccolte, spiega ancora la consegna, saranno utilizzate nel massimo rispetto della privacy e analizzate solo in forma aggregata, quindi come statistiche (percentuali, medie, ecc.).  Le risposte, anonime, saranno riservate e coperte dal segreto statistico (ai sensi del decreto n. 196/2003 “Codice in materia di protezione dei dati personali").

 

Concorso docenti. Flc Cgil: Non risolve il problema del precariato storico

Per la FLC CGIL il concorso pubblico rimane il sistema di reclutamento più trasparente e democratico, mentre la chiamata diretta da parte del dirigente scolastico lede il principio costituzionale della libertà di insegnamento e non è garanzia della sua qualità.

“Purtroppo – riconosce l’organizazzione sindacale - il piano contenuto dalla legge 107/15 non ha risolto il problema del precariato storico, lasciando insoluto il dramma dei docenti della seconda fascia, dove sono collocati abilitati con tanti anni di servizio, anche in materie come matematica o sostegno, assenti nelle graduatorie ad esaurimento (GAE). La gran parte di questi docenti ha già almeno 3 anni di servizio, ma la legge 107/15 non li ha presi minimamente in considerazione. Come non ha preso minimamente in considerazione ilpotenziamento dell’offerta formativa per i docenti delle scuole dell’infanzia già immessi nelle graduatorie ad esaurimento e di merito, discriminandoli rispetto agli altri docenti precari. Si vuole proporre a questi docenti un concorso che per i numeri riguarderà solo il turn over e che quindi non garantirà il posto per tutti, lasciando molti di loro senza lavoro.

Perché prima di procedere con un nuovo concorso non si stabilizza chi ha maturato il diritto nel rispetto della sentenza della Corte di Giustizia Europea? Perché non si sana l’illegittimità della mancata assunzione dei docenti della scuola dell’infanzia?

Il ringiovanimento del corpo docente è necessario per la scuola pubblica, ma non può passare sulla testa di chi in questi anni è stato necessario al funzionamento delle scuole, di chi ha maturato esperienza e competenze nell’insegnamento e si vede gettato nel mare della disoccupazione.

La straordinarietà della fase ci è consegnata da anni di scelte politiche sbagliate nella composizione degli organici; l’organico di fatto dilatato a dismisura ha alimentato le aspettative di chi si è visto rinnovare di anno in anno il contratto a tempo determinato, costruendo su di esso prospettive personali e professionali che esigono una risposta. Tra questi ci sono i docenti della terza fascia di istituto che hanno diritto al conseguimento dell’abilitazione prima dell’indizione del concorso.

Le logiche del jobs act non si addicono alla scuola, perciò la FLC CGIL propone che si apra una trattativa che, salvaguardando il diritto dei docenti non abilitati, consenta agli abilitati di avere una prospettiva certa di stabilizzazione. Gli strumenti legislativi si possono trovare e ancora una volta siamo convinti che solo un piano pluriennale coniugato col concorso pubblico può risolvere il problema del precariato.

A maggio si pronuncerà il TAR del Lazio sul ricorso che le organizzazioni sindacali hanno prodotto avverso le disparità di trattamento prodotte del piano straordinario di assunzioni, nel frattempo proseguiremo una battaglia di dignità, che ha un notevole valore sociale, per la mole di lavoro e professionalità che vi è coinvolta”.

 

Mobilità. Gilda non firma l’Intesa

La FGU-Gilda degli Insegnanti manifesta aperta insoddisfazione per l’Intesa raggiunta tra Miur e OO.SS. nell’incontro del 25 gennaio u.s..

“La FGU-Gilda degli Insegnanti – si legge nel comunicato diramato dall’Associzione - conferma, dopo la lunga riunione di questa sera, le criticità già manifestate nei precedenti incontri sulla mobilità.

Infatti, nonostante le ulteriori aperture dell’Amministrazione circa la definizione dei criteri per la chiamata dei ds tramite la sequenza contrattuale e la estensione della titolarità su sede alla mobilità interprovinciale per gli assunti entro il 2014/15, rimane l’ostacolo non pienamente risolto dell’applicazione della legge 107/15, con particolare riferimento agli ambiti e alla chiamata diretta.

Ciò determina una situazione di ambiguità nella quale la proposta dell’Amministrazione rischia di legittimare le disparità di trattamento che la legge 107/15 prevede con l’applicazione della chiamata discrezionale del dirigente scolastico e con la differenziazione dei vari settori dei neo assunti (fase 0 e A e fase B e C).

In questo senso la FGU-Gilda non sottoscrive in questa fase, a differenza delle altre OO.SS., alcun impegno politico sui temi proposti dall’Amministrazione

 

Mobilità. Cisl Scuola: L’intesa evita l’atto datoriale assunto dal Miur

Intervenendo sull’intesa raggiunta tra Miu e OO.SS. sulla mobilità nell’incontro del 25 gennaio scorso, la Cisl così commenta:

“Il confronto e il negoziato si confermano come gli strumenti più efficaci a disposizione del sindacato per tutelare concretamente le condizioni di lavoro del personale anche nelle situazioni più complesse e difficili. Questa lo è certamente, per le novità introdotte da una legge che abbiamo duramente contrastato, di cui continuiamo a rivendicare un cambiamento ma con la quale siamo oggi costretti inevitabilmente a fare i conti, in quanto legge dello Stato pienamente vigente.

Riuscire ad attenuarne per molti aspetti l’impatto, correggerne alcune evidenti iniquità, salvaguardare spazi e prerogative della contrattazione anche sulla controversa questione degli ambiti territoriali sono un risultato che nessuno, nel contesto dato, può considerare di poco conto.

Abbiamo la possibilità di estendere in modo significativo, garantendolo per tutto il personale assunto negli anni precedenti il 2015, il mantenimento della titolarità di scuola in caso di mobilità provinciale, possibilità che in caso di applicazione rigida della 107 non sarebbe prevista, ad esempio, nemmeno per i docenti trasferiti d’ufficio; abbiamo la possibilità di rimuovere per tutti l’obbligo di permanenza per un triennio nella provincia di assunzione; si dà un’opportunità di ottenere, anche nella mobilità interprovinciale, la titolarità su singola istituzione scolastica. E con la sequenza contrattuale diventa oggetto di negoziato anche l’assegnazione della sede per chi risulterà titolare su ambito territoriale.

Nelle prossime ore la trattativa proseguirà a livello tecnico, per la messa a punto di un testo coerente con gli impegni politici formalizzati nel documento sottoscritto da sindacati e Amministrazione.

Non muta sicuramente il nostro giudizio su una legge di cui continuiamo a chiedere necessari e profondi cambiamenti, ma nel frattempo abbiamo il dovere di cogliere tutte le opportunità, in primo luogo attraverso l’azione contrattuale, per valorizzare la nostra idea di scuola e assicurare il massimo di tutela ai lavoratori che rappresentiamo. Le regole per la mobilità si decidono adesso, quelle che siamo riusciti a definire con la trattativa e l’intesa segnano senza dubbio un notevole passo avanti rispetto all’applicazione rigida della norma, come accadrebbe qualora la regolazione di questa materia fosse affidata ad atti unilaterali. Un'eventualità, quest'ultima, che è davvero difficile considerare più utile e vantaggiosa per i lavoratori”.

 

Mobilità. Sindacati di base in disaccordo con sindacati rappersentativi

I sindacati di base non condividono il’accordo sulla mobilità concertato tra i sindacati rappresentativi e il Miur, perchè ritemgono che si sia stata acquiescenza al diktati del Ministero che, di fatto, non ammette deroghe alla legge 107.

Anche a fronte delle giustificazioni die sindacati, per i quali un dispositivo di legge non può modificarsi per via contrattuale, Anief , UBS e Unicobas annunciano di voler ricorrere alla via giudiziaria impuganndo anche lo stesso contratto che, recependo la legge 107, potrebbe accogliere disposizioni ai limiti della costituzionalità.

Secondo l’USB si è in presenza di un “atto gravissimo che segna la fine del sistema scuola nella sua unitarietà, con lavoratori che nella stessa scuola saranno considerati diversi pur svolgendo le stesse funzioni (da un lato i titolari e dall'altro i "chiamati"), il tutto certificato con un contratto integrativo che mostra la falsa opposizione alla legge 107 da parte di Cgil, Cisl, Uil e Snals”.

Dal canto suo, l’Unicobas annuncia di aver già proclamato lo stato di agitazione e di essere pronto a indire lo sciopero del personale della scuola. “Sosterremo – annuncia D’Errico - iniziative giudiziarie e azioni di protesta nelle scuole”. Saranno intentate cause sul demansionamento e sulla disparità di trattamento, quindi si proseguirà con il blocco dell’elezione dei comitati di valutazione degli insegnanti, e si favorirà l’indisponibilità a svolgere la funzione di ‘tutor’ in modo da bloccare l’alternanza scuola-lavoro.

 

Università. Calendario dei test per i corsi ad acceso programmato

Il Miur ha comunicato le date di svolgimento delle prove di ammissione relative ai seguenti corsi di laurea e di laurea magistrale ad accesso programmato nazionale per l'anno accademico 2016/2017:

- Medicina e Chirurgia e Odontoiatria e Protesi Dentaria in lingua italiana: 6 settembre 2016

- Medicina Veterinaria: 7 settembre 2016

- Laurea e laurea magistrale a ciclo unico finalizzati a professione di Architetto: 8 settembre 2016

- Professioni sanitarie: 13 settembre 2016

- Medicina e Chirurgia in lingua inglese: 14 settembre 2016

Le modalità e i contenuti della prova e il numero di posti disponibili per le immatricolazioni saranno definiti con successivo decreto.

 

Concorso docenti. Renzi: Rigoroso e duro per mettere in cattedra i più bravi

Nella sua e-news del 25 gennaio, il premier Matteo Renzi ribadisce che il concorso di cui si aspetta il bando, sarà rigoroso e duro, una scelta necessaria per consentire l’accesso alla cattedra ai docenti più più preparati: “ In questa settimana abbiamo approvato il decreto sulle classi di concorso per la scuola. Fuori dai tecnicismi: dopo che con la Legge 107 del 2015, chiamata Buona Scuola, abbiamo dato un colpo durissimo al precariato come condizione esistenziale per gli insegnanti, adesso abbiamo dato il via libera a un concorso serio, rigoroso e duro. Questa scelta porterà in cattedra 63.217 professori. Vogliamo che sia una sfida seria, impegnativa, finalizzata a mettere in cattedra i più bravi, i più appassionati, i più tenaci. Per i nostri figli, per i nostri ragazzi, vogliamo semplicemente il meglio. Non possiamo accontentarci di meno.

 

Concorso Docenti. ADAM: prove troppo ardue rispetto a formazione

Il direttivo dell’A.D.A.M. (Associazione Docenti Abilitati per Merito), sulla base delle notizie trapelate in ordine al prossimo bando di concorso, si è preoccupato di far pervenire al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione le seguenti mozioni, che si segnalano anche alla Ministra Giannini come indirizzi improntati ad assoluta ragionevolezza per il prossimo concorso a cattedra:

1) i tempi tra la pubblicazione del bando e l’espletamento delle prove siano più distesi di quanto le recenti dichiarazioni abbiano lasciato intendere, anche in considerazione del neo-approvato riordino delle classi di concorso;

2) nel caso in cui le prove risultino strutturate in maniera inedita rispetto a quanto disposto nei passati concorsi, il Miur fornisca ai candidati, con un anticipo temporale adeguato, degli esempi di quesiti già svolti, come modello per la preparazione;

3) i programmi siano organizzati in ambiti disciplinari: laddove è prevista la fusione di più cdc, le prove vertano sugli argomenti in comune tra i programmi delle vecchie classi;

4) l’accertamento delle competenze linguistiche sia effettuato secondo le modalità già previste in passato: i docenti abilitati non sono stati formati per padroneggiare in lingua straniera il proprio ambito disciplinare o didattico-metodologico (che richiedono come è noto il possesso di un lessico specifico, di certo non acquisibile in soli 2 mesi); dovrebbe essere carico del MIUR richiedere l’acquisizione di tali competenze linguistiche dopo l’eventuale assunzione, ad esempio mediante la certificazione del livello B2 durante o alla fine dell’anno di prova.

5) la valutazione dei candidati sia effettuata da commissioni miste, formate da docenti scolastici con esperienza pluriennale, presiedute da un docente universitario e/o da un rappresentante del MIUR. In ottemperanza ai principi di trasparenza e imparzialità, potrebbe essere adottata la prassi in vigore per i concorsi di avvocatura, ad esempio con le correzioni delle prove fatte da docenti di regioni diverse (controlli incrociati a sorteggio), cosa possibile visto che si prevede la formula “computer based” per la prova scritta; oppure le commissioni potrebbero essere composte da docenti di altre regioni; ad ulteriore garanzia potrebbe essere introdotto un principio di conflitto di interesse per i docenti del TFA/PAS (in sostanza se un docente è stato presidente di uno di questi corsi non dovrebbe essere commissario in quella regione).

6) la conoscenza della legislazione scolastica, se inserita all’interno dei programmi di preparazione al concorso, rientri fra gli argomenti della prova orale;

7) inoltre, per non penalizzare ulteriormente i colleghi abilitandi, il termine per il conseguimento dei requisiti di partecipazione coincida con la data di svolgimento della prova scritta, piuttosto che con la chiusura del bando di concorso;

8) in merito alla valutazione dei titoli, sia fatto salvo il riconoscimento dato alle abilitazioni con selezione in ingresso.

Infine, il Direttivo ADAM  ricorda sempre e comunque alla Ministra e al Premier, al Governo come a qualsiasi altro interlocutore istituzionale, politico e sindacale, che gli abilitati di seconda fascia hanno diritto alla stabilizzazione e che questo Governo sta violando l'Articolo 3 della Costituzione non riconoscendo loro gli stessi diritti goduti dai docenti inseriti in GaE.

 

 

I docenti di sostegno non passeranno al Ministero della Salute

In occasione del convegno del 22 gennaio alla Camera, il sottosegretario Davide Faraone ha dichiarato che i docenti di sostegno dovranno essere più specializzati sugli specifici problemi di apprendimento degli alunni, ma che è infondata l’idea di spostarne la competenza al Ministero della Salute. “Sul sostegno – ha sottolineato Faraone - siamo un Paese modello nel mondo. L'inclusione è un momento di formazione. E la specializzazione dei docenti di sostegno, sulla base dei bisogni degli alunni, serve a rendere più efficace l'intervento”.

Ricordiamo che è prossimo il bando di concorso per i docenti di sostegno, e che gli immessi in ruolo dovranno rimanervi per dieci anni anziché gli attuali cinque. Peraltro, è previsto che tutti i doventi dovranno avere una base formativa comune, così da evitare che il docente di sostegno sia percepito come l’unico “responsabile” del progetto didattico dell’allievo con disabilità. Pensare ad un passaggio dei docenti di sostegno al ministero della Salute, come ha affermato il sottosegretario, è impensabile. La delega sul sostegno dovrebbe chiarire meglio tutto.

 

 

Brescia, ragazze si prostituivano nei bagni della scuola e nei parcheggi

Allarmati dalla madre di una quindicenne, insospettita dal vedere la figlia tornare spesso a casa accompagnata da un adulto, la polizia provinciale di Brescia ha scoperto che cinque studentesse di un istituto professionale della città si prostituivano per pochi euro dopo aver contattato  i clienti attraverso i social network che, poi, incontravano nei centri commerciali.

Dall’indagine è emerso che le ragazze avevano avuto incontri sessuali anche a scuola anche solo per avere in cambio una ricarica telefonica, tanto da indurre il dirigente scolastico a chiudere i bagni

Una delle ragazze ha ammesso il proprio comportamento, mentre le altre quattro hanno negato ogni addebito. L’uomo, un 45enne, che accompagnava la ragazza è indagato per violenza e induzione e sfruttamento della prostituzione.

Nella ricostruzione della vicenda, da parte degli agenti, è emerso che le cinque ragazze si servivano di un 30enne bresciano come intermediario, poi, avevano iniziato a gestire da sole il proprio giro. Non usavano le normali chiamate del telefono ma contattavano i clienti con profili falsi creati ad hoc sui social network: il giro arrivava fino a Bergamo, Mantova, Torino e Milano, gli incontri si tenevano sopratutto nei parcheggi del centro commerciale Freccia Rossa di Brescia.

 

Faraone: L’esperienza in aula potrà coincidere con l’anno di prova

Intervenendo a margine di un convegno alla Camera, il sottosegretario Davide Faraone ha fatto alcune dichiarazioni in merito al concorso docenti, all’anno di prova e all’organico potenziato.

Per l’anno di prova, il sottosegretario ha affermato che l'attività in classe deve essere considerata come“un elemento di formazione e selezione” e che “per quest'anno di transizione l'esperienza in aula potrà coincidere con l'anno di prova. In futuro però le cose saranno diverse, però non è stato scritto ancora nulla nel dettaglio”.

Secondo il sottosegretario si dovrebbe riuscire a costruire percorsi di formazione tradizionale, cioè con concorso selettivo, ma anche di pratica a scuola. “Il tirocinio formativo che si fa normalmente – ha detto il sottosegretario - deve essere fatto anche in classe. Questo vale per gli insegnanti e per i dirigenti scolastici. L'ideadi un insegnante che va in classe per la prima volta dopo aver vinto il concorso è allucinante: noi dobbiamo costruire un'abitudine a vivere la classe, affiancando gli insegnanti. E questo diventa elemento di valutazione della formazione”.

Sull’organico potenziato, Faraone ha ammeso che si è trattato di un’operazione poco coerente, ma che vede nel prossimo concorso a cattedra la possibilità di rimediare riequilibrando “le richieste delle scuole che non si è riusciti a soddisfare fino ad adesso. Con il concorso colmiamo questo vuoto: andremo ad agire su una selezione legata alla richiesta che ci viene dalle scuole e a rendere sempre più concreta la riforma”.

 

M5S contesta il Regolamento delle classi di concorso

Con una dura nota, in Commissione Cultura di Camera e Senato, il Movimento 5Stelle ha contestato l’approvazione del Regolamento delle classi di concorso: “Non solo i pensionamenti annui degli insegnanti ammontano ad almeno 20 mila unità ma, dall'anno prossimo, è prevista un'ondata di quiescenze. Riguardo alla supplentite, ricordiamo che Renzi aveva già promesso di scrivere la parola fine a questa piaga entro quest'anno: affermazioni che, alla luce delle decine di migliaia di cattedre rimaste scoperte, si è rivelata una bufala. Tra l’altro, il governo continua a omettere il fatto che la platea alla quale si rivolge il concorsone è di circa 200 mila insegnanti: soltanto meno di un terzo di questi verrà assunto mentre per tutti gli altri Renzi e Giannini non hanno mai speso una parola. Che futuro li aspetta? E’ stato previsto un ulteriore concorso o un qualche ‘paracadute’? Nessuna soluzione all’orizzonte.

Per quanto riguarda invece la riforma delle classi di concorso approvata ieri in Consiglio dei ministri, in attesa di leggere il testo, temiamo che si tratti di un provvedimento grossolano e lacunoso che rischia di aprire a una stagione di contenziosi. Quando il testo era passato al vaglio delle Camere avevamo chiesto a governo e maggioranza di ritirarlo e di ripartire da capo, realizzando il nuovo schema regolamento attraverso un confronto serio sui titoli di accesso e sulle classi di concorso, tenendo conto delle esigenze della scuola e dell’organizzazione dell’offerta formativa universitaria. Niente da fare, l’esecutivo tira dritto e rischia di trasformare un provvedimento atteso da tempo in un’occasione mancata”.

 

 

Approvate le Classi di Concorso. Bandi ad inizio febbraio

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Regolamento delle nuove classi di concorso, che passano da 168 a 116, con l’introduzione di 11 nuove classi

La via per l’emanazione definitiva del Bando è adesso libera. Presentando il regolamento a Palazzo Chigi, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha evidenziato  che si è “sanata” una ferita, “quella dei precari” e che “bandiremo un concorso per 63.712 insegnanti e ciò rappresenta un grande passo della scuola. Seriamo che a settembre i 63..712 insegnanti possano entrare già in cattedra”. Per Renzi si tratterà di un concorso di qualità, che selezionerà i migliori. Appena la “Buona Scuola” entrerà a regime, nel giro di tre anni, la “supplentite” dovrebbe cessare definitivamente. Intanto, si registra che, con le immissioni dei docenti nelle graduatorie GaE sono entrati nella scuola “le persone che avevano diritto ad entrare a scuola, persone che erano precari da 20 anni: una questione di civiltà”.

Il ministro Giannini ha sintetizzato i punti chiave delle nuove classi di concorso: “adeguamento alle classi di concorso attuali per la scuola e l’Università di oggi; innovazione in quanto prima non erano comprese le classi di concorso per gli istituti coreutici, semplificazione da 168 a 116, essendo state eliminate le classi che avevano permesso la proliferazione delle graduatorie.

Peer i docenti che non potranno partecipare al concorso, il ministro Giannini ha confermato che sarà attivato il Tfa. Quanto ai tre bandi del concorso, saranno emanati entro la prima settimana di febbraio. Si confermano le prove scritte computerizzate con quesiti anche in lingua straniera.

 

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