Concorso docenti. Il parere del CSPI
Il CSPI nella seduta del 27 gennaio ha espresso il parere chiesto dal Ministro dell’Istruzione su una serie di provvedimenti relativi al concorso per il personale docente, in vista della prossima emanazione del bando.
Come commenta la Cisl Scuola, all’attenzione del Consiglio erano sottoposti cinque decreti (prove e programmi, tabella dei titoli, requisiti dei componenti di commissione, ambiti disciplinari, riconoscimento dei titoli di specializzazione in italiano L2) e un’ordinanza (formazione delle commissioni).
Il Consiglio ha evidenziato la ristrettezza dei tempi in cui si è trovato a operare, dovendo esprimere il parere a soli pochi giorni dal proprio insediamento; inoltre ha richiamato l’esigenza di muoversi nella cornice disegnata dalle direttive europee, facendo esplicito riferimento alle attese di quanti lavorano da anni con reiterati contratti a tempo determinato. A conferma – sottolinea la Cisl – che la questione del precariato non può essere considerata chiusa, come sembra affermare lo stesso premier Renzi, perché la realtà denuncia che il numero dei contratti precari è di gran lunga aumentato proprio quest’anno, e non solo perché le assunzioni sono state fatte ad anno scolastico inoltrato.
Altre questioni su cui in premessa del parere il CSPI richiama l’attenzione, esprimendo anche riserve e perplessità, sono: l’esclusione dalle procedure concorsuali dei docenti non abilitati, con riflessi particolarmente problematici per i docenti ITP; l’esigenza di sanare la disparità di trattamento riservata al personale della scuola dell’infanzia nel piano straordinario di assunzioni della legge 107; la discutibile previsione di una procedura specifica per l’accesso ai posti di sostegno, che potrebbe accentuare la separatezza, anziché l’integrazione, tra la figura del docente curricolare e quella del docente specializzato.
Il parere, quindi, si addentra in modo dettagliato sui contenuti dei provvedimenti in esame, fornendo una serie di osservazioni e indicazioni delle quali ci auguriamo il Ministro voglia tenere debitamente conto, ancorché si tratti di un parere non vincolante; il testo è infatti formulato in termini estremamente puntuali e ben argomentati, che ne fanno un documento di grande equilibrio e qualità.
Alcuni membri designati del CSPI, nonostante il testo in discussione fosse il frutto di un’istruttoria condotta dall’intero ufficio di presidenza, hanno deciso di astenersi nella votazione conclusiva, in ragione dell’unico punto di discordanza emerso nella discussione, riferito alla proposta di portare da 0,5 a 1 il punteggio previsto nella tabella di valutazione dei titoli per un anno di servizio. La proposta tendeva a ridurre la sperequazione fra tale punteggio e quello assegnato ad altri titoli. La conseguente richiesta di modifica non è stata condivisa da una parte dei consiglieri designati. Alla fine, il parere è stato votato a maggioranza, con otto astensioni.