Ultime notizie

L'INFORMAZIONE IN BREVE

Progetti di mobilità linguistica all’estero

Sicurezza delle scuole: i dati della Corte dei Conti in sede di esame del Rendiconto generale dello Stato 2025

Riunioni degli organi collegiali online anche per le sedute deliberative

Sul portale di ANAC avvisi di pagamento pagoPA per le gare pubblicate da maggio a giugno 2026

Cessione del quinto: l'INPS aggiorna le regole per i prestiti

Assegnazioni provvisorie e utilizzazioni

Immissioni in ruolo per l'anno scolastico 2026/27

Trattenimento in servizio anche oltre i settanta anni per maturare la pensione di vecchiaia

Selezione di 120 docenti per la costituzione di équipe formative territoriali a.s. 2026/27

I CASI DELLA SCUOLA... a cura dell'Avv. Stefano Callà

Licenziamento per abuso del congedo straordinario per assistere il familiare disabile

Corruzione e trasparenza
Editoriale: di Anna Armone

Dedico questo editoriale ad uno dei tormentoni burocratici della scuola, la pubblicazione dei dati nell’area Amministrazione trasparente e al suo presupposto, il Piano triennale di prevenzione della corruzione e trasparenza. Siamo oramai abituati alla deriva burocratica dello spirito delle leggi. La trasparenza è uno di questi casi. Prima ancora di farla percepire ed esercitare come diritto civico, l’abbiamo strettamente collegata alla prevenzione e contrasto alla corruzione. Perché nel nostro Paese la corruzione ha radici profonde e inestirpabili? Perché funziona sempre la presunzione di colpevolezza al posto della presunzione di legalità?

Ripensare la leadership scolastica nell’era dei software di Intelligenza Artificiale di Patrizia Giorgi

Governare la scuola nel tempo dell’intelligenza artificiale di Susanna Granello

L’educazione civica tra prospettive disciplinari e trasversalità di Riccardo Lancellotti

A lezione americana da Calvino - prove per unità didattiche nel segno della riscolarizzazione dei valori nel mondo della digitalizzazione di Maurizia Maiano

Gli adolescenti e la “metafora del gambero”

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

L’avvio della primavera non è stato felice per la scuola, teatro di fatti che l’hanno sconvolta profondamente e sui quali occorrerà riflettere con l’intenzione di capire dove stiamo andando e cosa fare per correggere il tiro, se ancora si è in tempo per porre un qualche rimedio. Riepiloghiamo sommariamente:

In una scuola del bergamasco, tredicenne accoltella gravemente l’insegnante di francese, rammaricandosi di non averla uccisa e, comunque, diffondendo in diretta su Instagram le immagini dell’attentato. A casa dello studente, i carabinieri troveranno del materiale esplosivo potenzialmente pericoloso. Sconcertante l’affermazione autoassolutoria del ragazzo: “Visto che a quanto pare i ‘ragazzi’ non capiscono cosa sia giusto e cosa no, userò questo a mio vantaggio. Non posso essere incarcerato, dato che in Italia l'età minima per la responsabilità penale è 14 anni, e non posso nemmeno essere processato, quindi farò quello che ho sempre voluto fare, uccidere lei e chiunque cerchi di impedirmelo.

Diciassettenne pescarese, domiciliato in provincia di Perugia e affiliato a gruppi neo nazisti su Telegram, viene arrestato con l’accusa di terrorismo per aver pianificato una strage in un liceo. La strage si sarebbe conclusa con il suo suicido, emulando quella compiuta da due adolescenti alla Columbine High School (Stati Uniti) nel 1999, nella quale morirono 14 persone oltre gli stragisti. Tra il materiale sequestrato figurano documenti contenenti indicazioni tecniche su sostanze chimiche e batteriologiche pericolose, nonché vademecum dedicati al sabotaggio di servizi pubblici essenziali, il tutto inserito in una chiara cornice di finalità terroristica.

Altro tredicenne, nel biellese, anziché recarsi a scuola, tira dritto e porta a compimento una rapina in un ufficio postale puntando una pistola, che poi si è rivelata essere un’arma giocattolo; bottino 500 euro e fuga interrotta dall’intervento dei carabinieri. Data la giovane età, il ragazzo non è imputabile per legge.

Argomenti

Il Direttore sga responsabile dell’organizzazione dei servizi generali ed amministrativi
Una competenza esclusiva del Direttore SGA, sia pure nell'ambito delle direttive di massima.
Rocco Callà

La disciplina del lavoro agile per il personale ATA
La disciplina nel CCNL 2029/2021.
Carmelo Febbe - Angelo Orsingher

Manutenzione degli edifici scolastici e responsabilità del dirigente scolastico
La figura del dirigente scolastico si colloca al centro di un sistema di obblighi che intersecano la normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e la disciplina sulla custodia dei beni.
Marta Brentan

Libertà vo’ cercando che è sì cara…

Editoriale di Ivana Summa

L'autonomia scolastica rappresenta la capacità di agire in modo indipendente, senza subire condizionamenti esterni eccessivi, al solo scopo di   perseguire gli obiettivi specifici ritenuti in grado di  perseguire le finalità stabilite dal sistema sovraordinato. Questo concetto si declina a diverso livello a seconda degli ambiti: dalla organizzazione alla didattica e alla ricerca, anche intesa come sperimentazione  del nuovo e allo sviluppo/implementazione di quanto si è sperimentato. Non si tratta di perseguire un'autarchia irrealistica, quanto  di riconoscere ai singoli istituti scolastici la capacità  di identificare i bisogni specifici,  per poi trovare  il giusto equilibrio tra competenze professionali interne fruibili, cooperazione con soggetti esterni, acquisizione di specifiche risorse. Ma l’autonomia così intesa può davvero essere esercitata soltanto avvalendosi, concretamente, della libertà di insegnamento dei docenti, sancita dall’art. 33 della costituzione e poi meglio specificata nel dpr n. 417/1974 che dedica alla  libertà di insegnamento l’art. 1: “Nel rispetto delle norme costituzionali e degli ordinamenti della scuola stabiliti dalle leggi dello Stato, ai docenti è garantita la libertà di insegnamento. L'esercizio di tale libertà è inteso a promuovere attraverso un confronto aperto di posizioni culturali la piena formazione della personalità degli alunni.

Tale azione di promozione è attuata nel rispetto della coscienza morale e civile degli alunni stessi”.  Inoltre, il primo comma dell’articolo 2 è interessante perché definisce “La funzione docente è intesa come esplicazione essenziale dell'attività di trasmissione della cultura, di contributo alla elaborazione di essa e di impulso alla partecipazione dei giovani a tale processo e alla formazione umana e critica della loro personalità”.

EDITORIALE Ivana Summa 

Libertà vo’ cercando che è sì cara… 

L'autonomia scolastica rappresenta la capacità di agire in modo indipendente, senza subire condizionamenti esterni eccessivi, al solo scopo di   perseguire gli obiettivi specifici ritenuti in grado di  perseguire le finalità stabilite dal sistema sovraordinato. Questo concetto si declina a diverso livello a seconda degli ambiti: dalla organizzazione alla didattica e alla ricerca, anche intesa come sperimentazione  del nuovo e allo sviluppo/implementazione di quanto si è sperimentato. 

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: l’attualità

Autonomia scolastica e Indicazioni Nazionali: un difficile rapporto Laura Bertocchi e Mario Maviglia

L'adozione alternativa dei libri di testo Renato Candia

Dalla Geostoria alla Storia e Geografia  Maurizia Maiano

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: riflessioni

L'educazione finanziaria Gian Carlo Sacchi

Leggere l’intelligenza artificiale come si legge un romanzo Giuseppe Benassi

Il mestiere del dirigente scolastico e quello del docente Stefano Stefanel

Argomenti

La scuola tra eredità e innovazione
Michela Lella

Il pagamento dei compensi del mof a.s. 2025/2026 gli adempimenti delle segreterie scolastiche
Le istituzioni scolastiche devono erogare i compensi per le attività svolte e previste dal contratto integrativo di istituto entro il 31/8/2026.
Maria Rosaria Tosiani

Il passaggio di consegne tra funzionari amministrativi
Il passaggio delle consegne in caso di cessazione dell'incarico  è atto dovuto.
Carmelo Febbe Angelo Orsingher

L’affidamento diretto ed il  principio di rotazione nelle polizze assicurative studenti e personale della scuola

Argomenti

In ricordo di Edgar Morin
“La complessità non è un insieme di regole complicate, ma l'accettazione che ogni frammento di sapere ha senso solo se connesso all'insieme" - Edgar Morin
Edgar Morin è morto, lasciandoci orfani e più soli.......
Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

Sapere per condividere: un ponte tra generazioni
Una collaborazione virtuosa tra la scuola secondaria e il territorio per attività di orientamento, educazione civica, formazione scuola-lavoro.
Antonietta Di Martino 

Un bilancio delle modifiche normative per il secondo ciclo  apportate con il DPR n.134 e DPR n.135 del 8 agosto 2025

L'INFORMAZIONE IN BREVE

Spezzoni inferiori a 7 ore nella scuola secondaria di primo e secondo grado

Distacchi e permessi sindacali triennio 2025-2027

Riapertura della piattaforma PIMER per monitoraggio e rendicontazione formazione del personale scolastico

Direttiva accreditamento Enti di Formazione

La RSU deve poter disporre di spazi certi per la propria attività sindacale e  il DVR va consegnato agli RLS

Incarichi triennali ai Direttori SGA

Aggiornato il termine di completamento e rendicontazione dei progetti Agenda Sud e Agenda Nord

False dichiarazioni negli appalti

Garante privacy interviene sulle foto dei minori sui social: serve il consenso di entrambi i genitori

Il CSPI ha espresso il proprio parere sul riconoscimento di punteggi aggiuntivi per il servizio prestato nelle isole minori

I CASI DELLA SCUOLA... a cura della redazione di Giustoscuola

La Casa Editrice Euroedizioni Torino propone un corso di formazione on line  dal taglio pratico ed operativo destinato ai Direttori amministrativi anche di nuova nomina e agli Assistenti amministrativi facenti funzioni  per metterli in condizione di svolgere con competenza e professionalità i delicati compiti che il profilo gli assegna.

ll corso si articola in 12 webinar per complessive 24 ore di formazione. I corsisti possono porre quesiti e richieste di chiarimento. Durante il corso saranno proposte esercitazioni pratiche anche sugli specifici adempimenti.

I corsisti potranno  fruire ed utilizzare i materiali che saranno prodotti durante i webinar. Le lezioni possono essere ascoltate anche in differita quando si vuole e per il tempo che si vuole. I contenuti del corso sono esplicitati nell’allegato elenco.

Per iscriversi  è sufficiente eseguire  il pagamento aggiungendo il prodotto al carrello oppure nel caso in cui l’acquisto è disposto dalla scuola è sufficiente inviare l’ordine per l’emissione della fattura  con l’indicazione del  CODICE CIG.

Nel caso in cui l’acquisto è disposto dalla scuola è sufficiente inviare l’ordine per l’emissione della fattura   con l’indicazione del  CODICE CIG.

La Casa Editrice EUROEDIZIONI propone un corso di formazione online dal taglio pratico ed operativo destinato ai Dirigenti scolastici anche di nuova nomina per metterli in condizione di svolgere con competenza e professionalità i delicati compiti che la funzione dirigenziale gli assegna.

ll corso si articola in 13 webinar per complessive 26 ore di formazione.

I corsisti possono porre quesiti e richieste di chiarimento. Durante il corso saranno proposte esercitazioni pratiche anche sugli specifici adempimenti.

I corsisti potranno  fruire ed utilizzare i materiali che saranno prodotti durante i webinar.

Le lezioni possono essere ascoltate anche in differita quando si vuole e per il tempo che si vuole. I contenuti del corso sono esplicitati nell'allegato elenco.

I temi che abbiamo scelto da trattare sono prettamente tecnici sotto il profilo pratico  amministrativo e contabile dove le difficoltà soprattutto per i nuovi dirigenti possono essere più rilevanti.

Il corso costa 130,00 euro.

Il corso può essere acquistato anche dalla scuola, in tal caso, è sufficiente inviare l’ordine con l’indicazione del CODICE CIG per l’emissione della fattura.
CODICE DEL CORSO PER ACQUISTO SU MEPA – CSEUDS26

Modalità di pagamento

Riforma della scuola sulla linea di partenza

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

Infine, il ministro Valditara ce l’ha fatta. Con l’approvazione delle Indicazioni Nazionali per i licei, in concorso con le Indicazioni per la scuola dell’Infanzia e del primo ciclo e di una ricca serie di decreti, atti amministrativi e proposte di legge volti a modificare diversi aspetti del sistema educativo italiano, si può dire conclusa l’azione di riforma della scuola perseguita con apprezzabile pervicacia dal ministro Valditara. Non si può dire che il complesso degli interventi abbia avuto un felice riscontro da parte di chi nella scuola lavora e crede. È come se fosse stato decretato d’imperio il “è tutto da rifare” del campione ciclistico Gino Bartali.

I decreti delle Indicazioni Nazionali, in particolare, evidenziano risvolti problematici per quanto riguarda la stesura, sia nel metodo e sia nel merito, ma non staremo qui a rilevare criticamente ciò che costituisce dibattito già dalla data dell’approvazione. Sono state una sorpresa, perché, a priori, fanno piazza pulita di un impianto ben rodato da anni, senza se e senza ma, per nuovi fondanti riferimenti che entrano nel merito dell’essere e del consistere della scuola, riproponendo “programmi” e suggestioni condizionati da criteri ideologici che si credevano non confacenti con la visione di una scuola aperta al futuro. Ricordiamo che, in passato, nella stesura dei programmi prima e delle Indicazioni poi hanno partecipato pedagogisti e psicologi di chiara fama, che si è tenuto conto delle teorie di illustri personaggi, che i documenti hanno sempre evidenziato una trama che consentiva alle varie parti di confrontarsi ed integrarsi per dare il senso di un corpo unico e complesso, sebbene articolato in diverse sezioni.

Allo stato attuale, non si può fare a meno di chiedersi quali siano le coordinate che hanno definito la Nuove Indicazioni, quale sia stato il coordinamento delle varie parti, quale metodo e quale idea ha sostenuto la loro elaborazione.

Screenshot 3 6 2026 141252 192.168.1.9Argomenti

I compensi spettanti ai commissari interni ed esterni componenti delle commissioni degli esami di maturità 2025/2026
Liquidazione dei compensi -  situazioni e casi.
Maria Rosaria Tosiani

Adempimenti finali dell’anno di formazione e prova dei docenti
Il dirigente deve accertare preliminarmente che il docente abbia assolto gli obblighi minimi di servizio per la validità dell'anno di prova.
Lo Friddo Giuseppe

Dichiarazioni non veritiere rese in occasione dell’accesso alle graduatorie d'istituto
Non sempre la condanna penale è causa di decadenza automatica con la risoluzione del contratto.
Marta Brentan

La convenzione con le associazioni esterne per l’uso dei locali scolastici
Quadro normativo, requisiti di forma e ruolo dell’ente locale dopo la Legge 7 aprile 2026, n. 53.

Screenshot 3 6 2026 14849 ds718Argomenti

Riforma della scuola sulla linea di partenza
Infine, il ministro Valditara ce l’ha fatta. Con l’approvazione delle Indicazioni Nazionali per i licei, in concorso con le Indicazioni per la scuola dell’Infanzia e del primo ciclo e di una ricca serie di decreti, atti amministrativi e proposte di legge volti a modificare diversi aspetti del sistema educativo italiano, si può dire conclusa l’azione di riforma della scuola perseguita con apprezzabile pervicacia dal ministro Valditara. Non si può dire che il complesso degli interventi abbia avuto un felice riscontro da parte di chi nella scuola lavora e crede. È come se fosse stato decretato d’imperio il “è tutto da rifare” del campione ciclistico Gino Bartali.
Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

La “fatica dell’amministrare” e la nuova disciplina del danno erariale
La nuova responsabilità erariale dopo la Legge Foti: tra superamento dello “scudo”, tipizzazione della colpa grave e tutela del decisore pubblico.
Gianluca Dradi

La nuova valutazione del comportamento
Quali sono le conseguenze di un voto pari o inferiore a sei e,soprattutto, quali ne sono i presupposti.

Fare l’insegnante: una professione in “tensione”

Editoriale di Ivana Summa

È possibile individuare una prospettiva che ci consenta di disegnare come si concretizza, nelle nostre scuole, il “fare l’insegnante”? Nel passaggio tra le descrizioni normative e contrattuali della professionalità docente e il suo farsi quotidiano si verifica una pluralità di interpretazioni, in parte dovute al loro coniugarsi in rapporto ai diversi gradi di scuola che accolgono alunni di età molto diverse e, in parte, alla persona dello stesso insegnante, con le sue competenze che riguardano anche aspetti relazionali. A tutto ciò oggi è necessario aggiungere la turbolenza sociale di quest’ultimo decennio che, per amor di sintesi, descriviamo come un flusso frenetico e continuo di innovazione tecnologica e, in particolare, la rivoluzione digitale  e dei dati che induce trasformazioni non solo nei comportamenti di tutti noi, e perfino nel nostro modo di osservare e comprendere il mondo. Il cambiamento della professionalità docente oggi è diventato  una necessità per sopravvivere cercando di dare risposte  adeguate, ma ciò comporta una “tensione”   sovraccarica di emozioni come ansia, paura dei rischi, spaesamento di  fronte ad un cambiamento sociale irruente e  poliedrico,  di cui è complesso per tutti stabilire la direzione o, meglio, le direzioni. Tensione che, è bene sottolinearlo,  è una caratteristica di ogni singolo docente, che la vive  con sfumature diverse, negative e/o positive, ma sempre irrisolta nel  tentativo di un   bilanciamento tra le rassicuranti vecchie pratiche e le nuove generate dalla propria professionalità, agendo in un  continuo flusso di norme che piovono dall’alto.  Il nodo fondamentale per la scuola si addensa intorno all’intreccio del processo di insegnamento   con quello dell’apprendimento, del come insegnare e del che cosa insegnare: il come riguarda soprattutto le scelte  collegiali ed individuali, il cosa riguarda soprattutto i decisori centrali che  hanno il potere di definire le linee guida entro cui le scuole dovrebbero muoversi, tra autonomia scolastica e libertà di insegnamento. Ma gli insegnanti, che lavorano  nelle migliaia di scuole sparse  su un territorio nazionale quanto mai vario, non operano in un vuoto sociale;  debbono fare i conti con le realtà con cui si confrontano quotidianamente: la tipologia di scuola/istituto, la composizione del personale docente, le modalità di conduzione delle scuole da parte del dirigente scolastico, gli alunni, le famiglie, la  composizione del territorio sia a livello di istituzioni (regione, comuni) che di presenza di risorse materiali ed immateriali.

EDITORIALE Ivana Summa 

Fare l’insegnante: una professione in “tensione”

È possibile individuare una prospettiva che ci consenta di disegnare come si concretizza, nelle nostre scuole, il “fare l’insegnante”? Nel passaggio tra le descrizioni normative e contrattuali della professionalità docente e il suo farsi quotidiano si verifica una pluralità di interpretazioni, in parte dovute al loro coniugarsi in rapporto ai diversi gradi di scuola che accolgono alunni di età molto diverse e, in parte, alla persona dello stesso insegnante, con le sue competenze che riguardano anche aspetti relazionali. 

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: l’attualità

AISO: un Outdoor immersivo e solidale Andrea Porcarelli

Per una professionalità docente Renato Candia

Come sono gli insegnanti oggi Gian Carlo Sacchi

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: riflessioni

“Ma il dirigente che animale è?”

Editoriale di Anna Armone
Direttore Responsabile

Prendo spunto dalle prove scritte del concorso a dirigente scolastico della Provincia di Trento per fare una riflessione: la figura dirigenziale nella scuola è una figura collocata nell’ambito della dirigenza amministrativa di cui al d.lgs. 165, art. 17, è un leader educativo o è un ibrido che naviga a vista?

Le prove scritte del concorso trentino propendono sicuramente sul secondo modello, considerato che tutte e tre le prove vertono su materie organizzative e pratiche didattiche. In effetti, prima di continuare, preciso che le prove preselettive hanno testato le conoscenze giuridiche e finanziarie del dirigente, cosa che fa pensare ad una selezione progressiva. Una volta accertate le competenze “hard” si è passati alle competenze “soft”. In questo caso la selezione risponderebbe alla duplice “faccia” del dirigente scolastico descritta nel profilo di cui all’art. 25 del d.lgs. 165/2001. Ma noi proseguiamo il nostro ragionamento.

Se pensiamo al dirigente pubblico lo vediamo dirigere la propria organizzazione con strumenti formali che consentono di tenere sotto controllo la struttura. Ciò è garantito da un’organizzazione ancora oggi piramidale (in particolare dopo il d.lgs. 150/2009) che vede una funzione dirigenziale sovraesposta rispetto alla base operativa. L’equiparazione della funzione dirigenziale in ambito pubblico alla dirigenza privatistica poggia essenzialmente sui poteri attivabili così come prevede il codice civile nel Libro V del lavoro. È ovvio che l’efficienza di qualsiasi ufficio pubblico non poggia esclusivamente su strumenti formali, anzi, al contrario, ha bisogno di una leadership autorevole che motivi e valorizzi il personale. Questo assetto è correlato alla produzione di un servizio che non è “funzione sociale” (se non nel caso della sanità) e produce atti, verifiche, controlli, servizi. L’istituzione scolastica si colloca nel panorama pubblico in una posizione unica, assimilabile, ma non completamente al sistema sanitario. L’esercizio della funzione sociale diventa sempre più complesso a seguito della valutazione economica del servizio che porta le decisioni politiche a compiere valutazioni di policy condizionate ai limiti della finanza e, nel caso della disponibilità straordinaria, come nel caso del PNRR, a peccare di capacità programmatoria.

“Ma il dirigente che animale è?”
Editoriale: di Anna Armone

Prendo spunto dalle prove scritte del concorso a dirigente scolastico della Provincia di Trento per fare una riflessione: la figura dirigenziale nella scuola è una figura collocata nell’ambito della dirigenza amministrativa di cui al d.lgs. 165, art. 17, è un leader educativo o è un ibrido che naviga a vista?
Le prove scritte del concorso trentino propendono sicuramente sul secondo modello, considerato che tutte e tre le prove vertono su materie organizzative e pratiche didattiche. In effetti, prima di continuare, preciso che le prove preselettive hanno testato le conoscenze giuridiche e finanziarie del dirigente, cosa che fa pensare ad una selezione progressiva. Una volta accertate le competenze “hard” si è passati alle competenze “soft”. In questo caso la selezione risponderebbe alla duplice “faccia” del dirigente scolastico descritta nel profilo di cui all’art. 25 del d.lgs. 165/2001. Ma noi proseguiamo il nostro ragionamento.

Sanzioni disciplinari e valutazione del comportamento degli alunni - Seconda Parte di  Riccardo Lancellotti

Il danno da mobbing tra tipicità e atipicità dell’illecito: profili definitori e tutela risarcitoria di Francesco Baccolini

Digitalizzazione e Cyberbullismo di Maurizia Maiano

Guida pratica e coordinata agli Esami di Maturità nel Secondo Ciclo a.s. 2025/2026
a cura di
Antonio Di Lello

1. I candidati
1.1. Generalità
1.2. I Candidati interni
1.2.1. L’ammissione
1.2.2. PCTO (Alternanza Scuola-Lavoro) e Invalsi nell’Esami di Maturità
1.2.3. La validità dell’anno scolastico
1.2.4. Le Sedi di esame
1.2.5. La presentazione delle domande
1.3. I Candidati esterni
1.3.1. L’ammissione
1.3.2. Le Sedi di esame e l’assegnazione ad esse
1.3.3. La presentazione delle domande
1.3.4. Deroghe alla territorialità
1.3.5. L’esame preliminare

Dal 14 al 18 maggio 2026, presso il Lingotto Fiere, si terrà la XXXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, il principale appuntamento italiano dedicato all’editoria, capace ogni anno di riunire centinaia di editori, autori e professionisti del settore, con un’affluenza che supera le duecentomila presenze.

In questo contesto di rilievo nazionale e internazionale, Euroedizioni Torino sarà presente tra gli espositori dell’edizione 2026, portando al Salone la propria consolidata esperienza editoriale e il proprio impegno nella produzione di contenuti specialistici destinati al mondo della scuola.

Sarà possibile incontrarci presso il Padiglione 2 – Stand H06, al seguente link:
https://www.salonelibro.it/elenco-espositori/euroedizioni/SL4113426038

La partecipazione al Salone rappresenta per Euroedizioni un momento centrale di incontro e confronto diretto con docenti, dirigenti scolastici, personale amministrativo e, più in generale, con tutti gli operatori del settore educativo. Si tratta di un’occasione particolarmente significativa per intercettare le trasformazioni in atto nel panorama culturale e formativo, nonché per presentare le proprie pubblicazioni, le riviste specialistiche e i progetti editoriali in corso di sviluppo.

Si fa riferimento all'Avviso 95165, che segue al  D.M. n.38 del 6 marzo 2026, esplicita la destinazione di risorse per la formazione del personale docente ed educativo della scuola, nell’ambito del Programma Nazionale “PN Scuola e competenze 2021-2027”, in attuazione del regolamento (UE) 2021/1060.

Vi proponiamo una serie di laboratori di formazione per personale docente secondo le indicazioni fornite nell'avviso ministeriale sui seguenti moduli formativi:

 

·        MODULO - Competenze culturali, disciplinari, educative, pedagogiche, psicopedagogiche, didattiche, digitali, metodologiche e relazionali, riflessive ed autovalutative

·        MODULO- Competenze nella micro e macro-progettazione didattica ed educativa

·        MODULO - Competenze nella gestione dei gruppi classe, nella costruzione di ambienti favorevoli all’apprendimento e di relazioni positive con gli studenti

·        MODULO - Competenze nella didattica orientativa

·        MODULO -Competenze nello svolgimento dei compiti connessi con la funzione docente e con l’organizzazione scolastica

 

I corsi saranno articolati in diverse aree tematiche ognuna con la propria specificità, mantenendo un filo logico lungo tutto il percorso.

I corsi avranno la durata di 30 ore e saranno erogati online o in presenza a seconda della specifica richiesta degli istituti scolastici.

L'INFORMAZIONE IN BREVE

CCNL 2025-2027 Istruzione e Ricerca - parte Economica

In presenza di un distacco sindacale con prestazione lavorativa ridotta, occorre riproporzionare i permessi ex art. 33 della legge 104/1992?

Il dipendente/dirigente sindacale in distacco part-time, che ha subito durante lo svolgimento del proprio servizio un infortunio sul lavoro, può recuperare le giornate non fruite di distacco sindacale durante il periodo di infortunio?

Come deve intendersi l’espressione “i periodi di distacco sono equiparati a tutti gli effetti al servizio pieno prestato nell’amministrazione anche ai fini del trattamento pensionistico” contenuta nell’art. 19, comma 3 del CCNQ 4 dicembre 2017?

Vi sono limiti - eventualmente connessi alla dimensione dell’Ente o alla consistenza associativa di una organizzazione sindacale - al numero di dipendenti che possono essere nominati dirigenti sindacali?

Incentivo al posticipo del pensionamento: le novità per il 2026 comunicate dall'INPS

Graduatorie GAE 2026-28: Apertura delle funzioni per la scelta delle sedi ai fini dell’inclusione nelle graduatorie di istituto

Graduatorie 24 mesi personale ATA

L'INPS ha comunicato l’apertura del servizio per la presentazione delle domande del Bonus nuovi nati 2026

Argomenti

Gli adolescenti e la “metafora del gambero”
L’avvio della primavera non è stato felice per la scuola, teatro di fatti che l’hanno sconvolta profondamente e sui quali occorrerà riflettere con l’intenzione di capire dove stiamo andando e cosa fare per correggere il tiro, se ancora si è in tempo per porre un qualche rimedio. Riepiloghiamo sommariamente: In una scuola del bergamasco, tredicenne accoltella gravemente l’insegnante di francese, rammaricandosi di non averla uccisa e, comunque, diffondendo in diretta su Instagram le immagini dell’attentato. A casa dello studente, i carabinieri troveranno del materiale esplosivo potenzialmente pericoloso. Sconcertante l’affermazione autoassolutoria del ragazzo: “Visto che a quanto pare i ‘ragazzi’ non capiscono cosa sia giusto e cosa no, userò questo a mio vantaggio. Non posso essere incarcerato, dato che in Italia l'età minima per la responsabilità penale è 14 anni, e non posso nemmeno essere processato, quindi farò quello che ho sempre voluto fare, uccidere lei e chiunque cerchi di impedirmelo".
Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

La delega di funzioni in materia di salute e sicurezza
Quello che occorre sapere in otto domande e risposte.
Antonietta Di Martino

Operazioni connesse con lo svolgimento degli esami di maturità
Schema riassuntivo delle attività per agevolare il lavoro delle commissione.

Gli adolescenti e la “metafora del gambero”

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

L’avvio della primavera non è stato felice per la scuola, teatro di fatti che l’hanno sconvolta profondamente e sui quali occorrerà riflettere con l’intenzione di capire dove stiamo andando e cosa fare per correggere il tiro, se ancora si è in tempo per porre un qualche rimedio. Riepiloghiamo sommariamente:

In una scuola del bergamasco, tredicenne accoltella gravemente l’insegnante di francese, rammaricandosi di non averla uccisa e, comunque, diffondendo in diretta su Instagram le immagini dell’attentato. A casa dello studente, i carabinieri troveranno del materiale esplosivo potenzialmente pericoloso. Sconcertante l’affermazione autoassolutoria del ragazzo: “Visto che a quanto pare i ‘ragazzi’ non capiscono cosa sia giusto e cosa no, userò questo a mio vantaggio. Non posso essere incarcerato, dato che in Italia l'età minima per la responsabilità penale è 14 anni, e non posso nemmeno essere processato, quindi farò quello che ho sempre voluto fare, uccidere lei e chiunque cerchi di impedirmelo.

Diciassettenne pescarese, domiciliato in provincia di Perugia e affiliato a gruppi neo nazisti su Telegram, viene arrestato con l’accusa di terrorismo per aver pianificato una strage in un liceo. La strage si sarebbe conclusa con il suo suicido, emulando quella compiuta da due adolescenti alla Columbine High School (Stati Uniti) nel 1999, nella quale morirono 14 persone oltre gli stragisti. Tra il materiale sequestrato figurano documenti contenenti indicazioni tecniche su sostanze chimiche e batteriologiche pericolose, nonché vademecum dedicati al sabotaggio di servizi pubblici essenziali, il tutto inserito in una chiara cornice di finalità terroristica.

Altro tredicenne, nel biellese, anziché recarsi a scuola, tira dritto e porta a compimento una rapina in un ufficio postale puntando una pistola, che poi si è rivelata essere un’arma giocattolo; bottino 500 euro e fuga interrotta dall’intervento dei carabinieri. Data la giovane età, il ragazzo non è imputabile per legge.

L'INFORMAZIONE IN BREVE

Congedo parentale: limite esteso ai 14 anni del figlio

Nuovo ISEE 2026 - L'INPS aggiorna il nuovo modello di Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) e la relativa attestazione ISEE

Mobilità scuola triennio 2025-2028: dopo la firma del CCNI emanate le ordinanze

Proroga per la predisposizione del Conto Consuntivo 2025

Aggiornati i nuovi requisiti pensionistici per il 2027 e il 2028 - Le nuove disposizioni relative all’adeguamento agli incrementi della speranza di vita

Mobilità scuole italiane all’estero

Accordo quadro Viaggi di istruzione e Stage linguistici

Il Garante ribadisce il diritto all’assistenza degli alunni con disabilità

Riforma degli Istituti tecnici

Si fa riferimento all'Avviso MIM prot. 0073226 del 27.03.2026 – PNRR M4C1 Investimento 2.1 – Snodi formativi per la transizione digitale sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale nella scuola per informare che la Casa Editrice Euroedizioni - divisione formazione - organizza dei corsi di formazione finalizzati alla progettazione  di Snodi formativi per la transizione digitale sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale nella scuola – PNRR M4C1 Investimento 2.1.

In allegato il progetto formativo, redatto da Euroedizioni, calibrato per ridurre al minimo il carico sul personale scolastico, nel pieno rispetto dei requisiti dell'Avviso:

  • Modulo A (percorsi teorici) interamente online: video-lezioni asincrone fruibili in autonomia da pc o smartphone, con un unico webinar live di 2 ore per edizione – senza impatto sull'orario di servizio
  • Modulo B (laboratori sul campo) concentrato in giornate intensive singole da 6 ore, collocabili in sabati o giornate di programmazione già previste in calendario – zero supplenze, zero chiusure di classi
  • Copertura normativa completa: AI Act, D.M. 166/2025, GDPR, DigComp 3.0 e DigCompEdu
  • Gestione integrale della rendicontazione PNRR: piattaforme, attestati, dichiarazioni UCS, reportistica

La candidatura viene presentata dalla scuola sulla piattaforma Futura PNRR – Gestione Progetti (pnrr.istruzione.it). Euroedizioni supporta il Dirigente Scolastico e il DSGA in ogni fase della compilazione del formulario, inclusa la generazione del CUP.

Il coordinamento scientifico e didattico di tutte le attività formative previste dal progetto sarà svolto da personale qualificato, scelto da Euroedizioni, con specifica competenza nell’applicazione dell’IA in ambito educativo e nella progettazione di percorsi formativi per il personale scolastico, che assicura la piena coerenza dei percorsi con i requisiti dell’Avviso MIM prot. 0073226/2026, con le Linee guida sull’IA nelle scuole (D.M. 166/2025) e con il quadro normativo europeo (AI Act, Reg. UE 2024/1689).

Considerata l'imminenza della scadenza, Le chiediamo di manifestare il proprio interesse entro il 14 aprile 2026, così da consentire il completamento del formulario nei termini previsti.

Euroedizioni

[email protected]

“Una riforma annunciata: la nuova responsabilità amministrativa dei dipendenti pubblici”

Editoriale di Anna Armone
Direttore Responsabile

Un inizio d’anno colpevole di tragedie e disastri ambientali che hanno coinvolto tutti noi cittadini facendo luce su aspetti della realtà che non escludono nessuno.

Nel mondo legislativo la legge n. 1 del 2026 riguarda le modifiche alla legge 14 gennaio 1994, n. 20, e altre disposizioni, nonché delega al Governo in materia di funzioni della Corte dei conti e di responsabilità amministrativa e per danno erariale. Il dibattito su questa riforma è in corso sin dal 2020 quando il Decreto Semplificazione introdusse la limitazione della responsabilità amministrativa al dolo e alla colpa grave solo omissiva. Già quella disposizione fu oggetto di ricorso alla Corte costituzionale che, con la sentenza 132/2025, ha messo le basi legittimanti della nuova legge n. 1/2026. La Corte, chiamata a giudicare della legittimità costituzionale della menzionata scelta legislativa, in una decisione che costituisce la testata d’angolo della sua giurisprudenza nella materia, ha chiarito che già i relativi lavori preparatori evidenziavano «l’intento di predisporre, nei confronti degli amministratori e dei dipendenti pubblici un assetto normativo in cui il timore della responsabilità non esponga all’eventualità di rallentamenti ed inerzie nello svolgimento dell’attività amministrativa» (sentenza n. 371 del 1998).

Pertanto, «nella combinazione di elementi restitutori e di deterrenza che connotano l’istituto qui in esame, la disposizione risponde [...] alla finalità di determinare quanto del rischio dell’attività debba restare a carico dell’apparato e quanto a carico del dipendente, nella ricerca di un punto di equilibrio tale da rendere, per dipendenti ed amministratori pubblici, la prospettiva della responsabilità ragione di stimolo, e non di disincentivo» (così, la citata sentenza n. 371 del 1998).

“Una riforma annunciata: la nuova responsabilità amministrativa dei dipendenti pubblici”
Editoriale: di Anna Armone

Un inizio d’anno colpevole di tragedie e disastri ambientali che hanno coinvolto tutti noi cittadini facendo luce su aspetti della realtà che non escludono nessuno. 
Nel mondo legislativo la legge n. 1 del 2026 riguarda le modifiche alla legge 14 gennaio 1994, n. 20, e altre disposizioni, nonché delega al Governo in materia di funzioni della Corte dei conti e di responsabilità amministrativa e per danno erariale. Il dibattito su questa riforma è in corso sin dal 2020 quando il Decreto Semplificazione introdusse la limitazione della responsabilità amministrativa al dolo e alla colpa grave solo omissiva.

Sanzioni disciplinari e valutazione del comportamento degli alunni di Riccardo Lancellotti

Le indicazioni nazionali per il primo ciclo di Gian Carlo Sacchi

Bullismo all’incontrario di Maurizia Maiano

Argomenti

La verifica del possesso dei requisiti nei contratti ad evidenza pubblica
Non sempre un operatore economico può partecipare ad un bando né tantomeno aggiudicarsi il contratto proprio a causa della mancanza di determinati requisiti.
Maria Rosaria Tosiani

Assenza per infortuni del dipendente causato da terzi rivalsa dell'amministrazione
La Corte di Cassazione ha affermato che il responsabile di lesioni personali in danno a un lavoratore dipendente è tenuto al risarcimento in favore del datore di lavoro per la mancata utilizzazione delle prestazioni lavorative.
Rocco Callà

Il contributo volontario delle famiglie.Tra autonomia scolastica, partecipazione e corresponsabilità educativa
Laura Bertocchi - Mario Maviglia

Prevalenza del principio del favor anche per le assenze post ricovero
L'importanza delle deroghe introdotte per via contrattuale.
Angelo Muratore

Disciplina fiscale e previdenziale dei contratti con esperti esterni e gestione separata inps (aliquote contributive anno 2026)

Il dado è tratto, la riforma della scuola è bella e pronta

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

A discreti e decisi passi, si va completando sempre più il quadro riformatore della scuola secondo Valditara, un profondo rinnovamento che ha toccato i punti strategici del sistema d’istruzione, dalla disciplina alla valutazione della condotta - che ritorna ad essere fondamentale ai fini di promozione o bocciatura -, dalla valorizzazione del merito al lancio della filiera 4+2 per collegare meglio istruzione e lavoro, dal divieto di smartphone in classe ai programmi scolastici (3-14 anni), che segnano il ritorno alle materie tradizionali, con latino facoltativo alle medie, il potenziamento della grammatica e l’accentramento sulla storia italiana ed europea, ed altro ancora, a disegnare un puzzle che sradica la scuola dal percorso che stava seguendo, in stretto raccordo con gli orientamenti europei, per essere dirottata verso il mito del merito, della disciplina e della sanzione, per di più volgendo lo sguardo all’indietro, come in preda ad un nostalgico “ritorno al futuro”.

Una riforma che è stata pennellata un po’ alla volta secondo una precisa visione ideologica più che non secondo rilievi di inadeguatezze o intercettazione di più proficui orientamenti: uno sradicamento che intende privilegiare visioni che, al momento, sembrano essere orfane del contributo della psicologia, della pedagogia, della didattica funzionale.  Un cambiamento radicale del quale non si riesce ad apprezzare un ordito che risponda alle esigenze di una attualità proiettata sul futuro, aspetto che non riusciamo ad apprezzare e neanche ad intravvedere nel nuovo quadro riformatorio. Eppure bisognerà pur sempre condividerla e, concorrere perché la scuola trovi un po’ di ristoro e, comunque, sappia riemergere magari intervenendo con un po’ di saggia creatività, pur sempre all’ombra dei grandi della psicologia e della pedagogia.

Gli articoli di questo numero:

Approvate le Classi di Concorso. Bandi ad inizio febbraio

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Regolamento delle nuove classi di concorso, che passano da 168 a 116, con l’introduzione di 11 nuove classi

La via per l’emanazione definitiva del Bando è adesso libera. Presentando il regolamento a Palazzo Chigi, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha evidenziato  che si è “sanata” una ferita, “quella dei precari” e che “bandiremo un concorso per 63.712 insegnanti e ciò rappresenta un grande passo della scuola. Seriamo che a settembre i 63..712 insegnanti possano entrare già in cattedra”. Per Renzi si tratterà di un concorso di qualità, che selezionerà i migliori. Appena la “Buona Scuola” entrerà a regime, nel giro di tre anni, la “supplentite” dovrebbe cessare definitivamente. Intanto, si registra che, con le immissioni dei docenti nelle graduatorie GaE sono entrati nella scuola “le persone che avevano diritto ad entrare a scuola, persone che erano precari da 20 anni: una questione di civiltà”.

Il ministro Giannini ha sintetizzato i punti chiave delle nuove classi di concorso: “adeguamento alle classi di concorso attuali per la scuola e l’Università di oggi; innovazione in quanto prima non erano comprese le classi di concorso per gli istituti coreutici, semplificazione da 168 a 116, essendo state eliminate le classi che avevano permesso la proliferazione delle graduatorie.

Peer i docenti che non potranno partecipare al concorso, il ministro Giannini ha confermato che sarà attivato il Tfa. Quanto ai tre bandi del concorso, saranno emanati entro la prima settimana di febbraio. Si confermano le prove scritte computerizzate con quesiti anche in lingua straniera.

 

 

FdI – AN: No a concorso aperto a tutti

Il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, Fabio Rampelli, ha annunciato un incontro con la ministra Giannini per palare di scuola e concorso. Queste le dichiarazioni riportate su secoloditalia.it.

“Il governo Renzi e il suo ministro Giannini si trovano sfiduciati dai deputati del Pd. O, altra versione, il gruppo del Partito Democratico è delegittimato da Renzi e dal ministro Giannini – dichiara Rampelli. - In entrambi i casi, la confusione regna sovrana su uno dei settori strategici dell’Italia: la scuola, con i suoi formatori e le famiglie e con i loro figli. FdI-An cercherà di rappresentare al ministro Giannini tutte le perplessità sull’ipotesi di concorso aperto a tutti. Preferiamo che venga valorizzato il merito di chi ha già lavorato nelle scuole e ha ottenuto la fiducia delle famiglie a chi, fresco di laurea non è mai stato in classe. Il concorso è uno sperpero di denaro pubblico gestito da società chiacchierate utile soltanto per sistemare i precari che le università non sono in grado di assorbire. Ci spieghino perché secondo i criteri del concorso il servizio già prestato venga valutato con 0.5 punti mentre il dottorato di ricerca vale 5… . Perché chi ha già insegnato debba fare prove di due ore e mezza rispondendo a 8 quesiti in italiano, in costituzione e cittadinanza, e in inglese… Perché docenti d’italiano, che già insegnano, si troveranno costretti a tradurre dal latino all’italiano Virgilio per poi tradurlo in inglese se devono insegnare come scrivere e leggere in italiano.Se dovessero essere confermati questi criteri, ovvero un concorso aperto a tutti si tratterebbe di un ennesimo schiaffone a chi ha già tutti i titoli per poter essere stabilizzato e solo a causa delle inadempienze dello Stato si trova a operare in regime di precarietà. Non ci stancheremo di suggerire la strada del concorso per titoli: abbiamo già precari abilitati selezionati dallo Stato e preparati, i veri destinatari della infrazione europea ingiustamente esclusi dal piano assunzionale della pseudo riforma Renzi.Chiediamo almeno il rispetto degli impegni presi dall’Esecutivo sull’ordine del giorno di Fratelli d’Italia, con cui si chiedeva un concorso per titoli e la riapertura delle Gae, graduatoria a esaurimento, con l’immissione in ruolo di tutti gli abilitati di Stato”.

 

 

 

Il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, Fabio Rampelli, ha annunciato un incontro con la ministra Giannini per palare di scuola e concorso. Queste le dichiarazioni riportate su secoloditalia.it.

“Il governo Renzi e il suo ministro Giannini si trovano sfiduciati dai deputati del Pd. O, altra versione, il gruppo del Partito Democratico è delegittimato da Renzi e dal ministro Giannini – dichiara Rampelli. - In entrambi i casi, la confusione regna sovrana su uno dei settori strategici dell’Italia: la scuola, con i suoi formatori e le famiglie e con i loro figli. FdI-An cercherà di rappresentare al ministro Giannini tutte le perplessità sull’ipotesi di concorso aperto a tutti. Preferiamo che venga valorizzato il merito di chi ha già lavorato nelle scuole e ha ottenuto la fiducia delle famiglie a chi, fresco di laurea non è mai stato in classe. Il concorso è uno sperpero di denaro pubblico gestito da società chiacchierate utile soltanto per sistemare i precari che le università non sono in grado di assorbire. Ci spieghino perché secondo i criteri del concorso il servizio già prestato venga valutato con 0.5 punti mentre il dottorato di ricerca vale 5… . Perché chi ha già insegnato debba fare prove di due ore e mezza rispondendo a 8 quesiti in italiano, in costituzione e cittadinanza, e in inglese… Perché docenti d’italiano, che già insegnano, si troveranno costretti a tradurre dal latino all’italiano Virgilio per poi tradurlo in inglese se devono insegnare come scrivere e leggere in italiano.Se dovessero essere confermati questi criteri, ovvero un concorso aperto a tutti si tratterebbe di un ennesimo schiaffone a chi ha già tutti i titoli per poter essere stabilizzato e solo a causa delle inadempienze dello Stato si trova a operare in regime di precarietà. Non ci stancheremo di suggerire la strada del concorso per titoli: abbiamo già precari abilitati selezionati dallo Stato e preparati, i veri destinatari della infrazione europea ingiustamente esclusi dal piano assunzionale della pseudo riforma Renzi.Chiediamo almeno il rispetto degli impegni presi dall’Esecutivo sull’ordine del giorno di Fratelli d’Italia, con cui si chiedeva un concorso per titoli e la riapertura delle Gae, graduatoria a esaurimento, con l’immissione in ruolo di tutti gli abilitati di Stato”.

 

 

Concorso dirigenti 2011. Calabria: Sequestrati gli atti della prova scritta

L’Ufficio Scolastico Regionale per la Calabtria ha confermato che l’autorità giudiziaria ha sequestrato gli atti del concorso per dirigenti scolastici del 2011 a seguito delle istanze presentate da un gruppo di concorrenti che chiedevano di visionare i compiti dei candidati bocciati alle prove scritte. La vicenda si è ulteriormente complicata, allargando i sospetti di brogli, dopo la notizia del rinvenimento di alcuni “segni” strani su due butte copie di candidati risultati vincitori del concorso. Della questione era stata investita inizialmente l’Amministrazione, che aveva rigettato il ricorso; in seguito, la Presidenza del Consiglio dei Ministri che, invece, attraverso il Dipartimento per il coordinamento amministrativo, la rimetteva nuovamente all’Amministrazione per il riesame delle istanze, con la seguente motivazione: “L’ interesse all’ accesso sussiste  in ragione della partecipazione alla procedura concorsuale. L’ accesso deve (comunque) essere garantito quando la conoscenza dei documenti richiesti sia necessaria per curare o per difendere interessi giuridici. Non spetta all’Amministrazione in sede di accesso agli atti - precisava ancora il documento- sindacare l’ ammissibilità o la praticabilità di rimedi giurisdizionali avverso gli atti, i provvedimenti e i comportamenti connessi alla richiesta di ostensione”.

I ricorrenti, quindi, hanno potuto visionare le loro prove.

Un gruppo di candidati ha richiesto l’intervento della Guardia di finanza per denunciare compiti di candidati idonei, il cui contenuto risulta in parti considerevoli identico a quello di testi non consultabili in sede concorsuale.

 

 

Giannini: Far acquisire ai giovani un’etica di comportamento individuale

Commentando il gesto disperato della 12enne di Pordenone, il ministro Giannini, mentre era impegnata in Polonia in ricordo della Shoah, ha sottolineato che "Quanto accaduto a Pordenone è un altro fatto che ci porta di fronte a una responsabilità, dieducatori e politici, a far sì che i ragazzi acquisiscano un'etica di comportamento individuale. Questo è un grande lavoro che la scuola sta facendo a partire dalla Buona scuola. Questa bambina ha già subito violenza e prevaricazione: dobbiamo fare in modo che i nostri ragazzi non si sentano mai soli, che gli insegnanti si sentano sempre responsabilizzati e che le famiglie sappiano intervenire in queste circostanze. C'è tutta la nostra attenzione a seguire la vicenda di questa bambina e c'è attenzione verso i fattori esterni e interni che determinano questi fenomeni".

Evidenziando l’occasione del viaggio in Polonia, il ministro ha concluso affermando: “Siamo qui ad Auschwitz, nel viaggio della memoria, affinché con questa esperienza si possa costruire tra i ragazzi la conoscenza della storia, ma dobbiamo costruire in loro anche la responsabilità individuale, la responsabilità a comportarsi, con i loro compagni, con tolleranza e senza prevaricazione. Questo è un grande lavoro che la scuola sta facendo a partire dalla Buona scuola".

 

Presa in giro dai compagni, 12enne si lancia dalla finestra

Un’altra vittima del bullismo di scuola. Una dodicenne di Pordenone, esasperata e stanca di essere presa in giro dai compagni di classe, è arrivata al gesto estremo di tentare il suicidio lanciandosi dalla finestra di casa. Per fortuna, rimbalzando su una tapparella di una finestra di un appartamento al primo piano dello stabile, la caduta è stata frenata impedendo conseguenze più traciche. La ragazza è stata trovata in condizioni gravissime sul selciato del cortile interno del condominio. Trasportata al policlinico di Udine, in considerazione del complesso stato clinico, la ragazzina è stata dichiarata fuori pericolo.

Sembra non ci siano dubbi sulle ragioni del tentato suicidio. La dodicenne , infatti è riuscita a spiegare ai soccorritori, con un filo di voce, che così voleva liberarsi dai continuiattacchidei compagni di classe, in atto con telefonate, sms e messaggi online. In un biglietto destinato ai genitori la dodicenne chiedeva scusa per il gesto, e in un altro biglietto destinato ai compagni li ha apostrofati scrivendo: “Ora sarete contenti”.

Assenteda scuola per una settimana, la ragazza ha spiegato ai soccorritori: “Oggi dovevo tornare a scuola dopola malattia, ma io non ce la facevo a rientrare in quella classe.Avevo paura di urlare al mondo i miei timorie così ho deciso di farla finita”.

 

 

Giannini: A settembre 63mila nuovi docenti in cattedra

Intervistata da “La Repubblica”, il ministro Giannini ha confermato che il prossimo concorso per docenti – di cui si aspetta il bando quanto prima – non prevede alcuna prova selettiva neanche per la scuola dell’infanzia e per la primaria. Lo scritto si comporrà di otto domande a risposta aperta, di cui due in inglese: “Le lingue straniere diventano un passaggio decisivo: se pretendiamo ragazzi con l’inglese in tasca, servono docenti preparati. I candidati avranno due ore e mezza per rispondere”.

Per quanto riguarda la prova orale, si prevede “una lezione di 45 minuti in cui l’aspirante docente dovrà spiegare il metodo scelto e farsi valutare sulle lingue. In alcune materie ci saà una terza prova di laboratorio”, ad esempio “Un insegnante di musica dovrà suonare il piano e mostrare come intende trasferire il talento agli allievi: un iscritto alla classe di concorso di storia dell’arte o delle discipline scultoree dovrà sviluppare un progetto davanti alla commissione. Avrà 10 ore a disposizione, 8 per un progetto di design”.

Si prevedono punteggi maggiorati: per “chi ha fatto un tirocinio abilitante, i cosiddetti Fa”. E poi “chi ha già insegnato in classe: ogni anno un piccolo punteggio aggiuntivo. Ma la differenza la faranno le prove: 40 punti per lo scritto e 40 per l’orale su 100 punti totali”.

Le classi di concorso passano da 168 a 114 e se ne introducono undici nuove: “Cerchiamo 17.000 maestri elementari, 3.000 docenti di lingue, 4.700 tra matematica, fisica e scienze e 500 insegnanti di Italiana per ragazzi stranieri”.

I vincitori di concorso dovranno superare un anno di prova in classe. Chi non lo passa avrà una seconda possibilità. E chi non lo passa? “Non potrà esercitare la professione di insegnante. Non capiterà a nessuno, comunque”.

 

Esami di Stato: Simulazionedi Fisica per gli scientifici

Con nota 286 del 14 gennaio 2016, il Miurcomunica di avere reso disponibile la simulazione della seconda prova scritta di Fisica, in linea con quanto previsto dal Regolamento recante norme per lo svolgimento della seconda prova scritta negli esami conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria di secondo grado, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 45 del 24 febbraio 2015.

Il testo per lo svolgimento della simulazione della seconda prova di Fisica per tutti i licei scientifici sarà disponibile sulla piattaforma http://questionariolsosa.miur.carloanti.it il giorno 25 gennaio 2016 dalle ore 8.00 alle ore 13.00. Le scuole potranno accedere utilizzando le credenziali già in loro possesso relativamente alla stessa piattaforma; in caso di problemi di accesso è possibile rivolgersi all'help desk: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Il tempo da prevedere per lo svolgimento completo della prova è di sei ore. Le scuole organizzeranno in piena autonomia la somministrazione, che si auspica possa avvenire nella stessa giornata del 25 gennaio, agli studenti del quinto anno. Tuttavia nulla osta alla somministrazione della prova successivamente, coerentemente con la programmazione didattica delle singole istituzioni scolastiche o al suo utilizzo sotto forma di esercitazione. La prova è strutturata in due problemi attinenti a situazioni reali o simulate, a scelta alternativa dello studente, e in sei quesiti di carattere generale, di cui lo studente dovrà svolgerne tre; i contenuti affrontati e le abilità verificate saranno quelli enunciati nel Quadro di Riferimento pubblicato con nota prot. n.13577 del 15 dicembre 2015 e relativi, presumibilmente, a questa parte dell'anno scolastico.

 

 

USR Sardegna: Vademecum per i docenti neoassunti

L’Ufficio Scolastico Regionale della Sardegna ha messo a disposizione dei docenti neoimmessi in ruolo un vademecum dal titolo “La formazione dei docenti neoassunti”, nel quale vengono descritte le finalità del periodo di formazione e prova, quindi il modello formativo adottato con ruoli ecompetenze degli attori, chiarendo anche i criteri per la valutazione del periodi formazione eprova. A disposizione dei docenti in formazione una piattaforma social per scambiare informazioni e contatti con i colleghi in tutto il territorio regionale, in un’ottica di community professionale

Link: http://www.sardegna.istruzione.it/allegati/2016/vademecumformazionedocentineoassunti_def.pdf

 

Francesco Scrima eletto Presidente del CSPI

Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, il massimo organo collegiale della scuola previsto dal decreto di riordino degli organismi di rappresentanza e partecipazione a livello territoriale (D.lvo. 30.6.1999, n. 233) si è insediato il 13 gennaio e ha eletto come Presidente il Francesco Scrima, ex segretario della Cisl Scuola, con 32 voti su 34 partecipanti,

Alla candidatura di Scrima, sostenuta da CGIL, CISL e SNALS, la delegazione ANP ha espresso una mozione contraria, ritenendo che l’elezione a presidente del ricostituito Consiglio di un rappresentante sindacale sarebbe stata a maggioranza, “un chiaro e anacronistico segnale di prevalente attenzione del Consiglio Superiore al personale scolastico, piuttosto che alla funzione pubblica dell’istruzione, rivolta ai cittadini tutti” In un momento di necessaria innovazione del sistema nazionale dell’istruzione, secondo ANP, “doveva esser dato un segnale di cambiamento e non di conservazione, come questa candidatura palesemente ha espresso”.

 

Concorso Docenti. Faraone annuncia il bando per inizio febbraio

Anche il sottosegretario Faraone, dopo il ministro Giannini, sulla sua pagina Facebook, conferma che il Bando di concorso per i docenti è imminente: “Il conto alla rovescia può partire. I tempi per la pubblicazione del bando per il concorso per 63.712 docenti stanno per arrivare. Primo febbraio. A fine marzo la prova scritta, a giugno quella orale. A settembre in classe nuovi insegnanti che porteranno una ventata di innovazione nella scuola. Ma l’innovazione sarà cifra distintiva anche del modo in cui selezioneremo i docenti che entreranno in ruolo a partire dal prossimo anno scolastico. Abbiamo fortemente voluto introdurre delle modifiche rispetto al passato perché non possiamo pensare di rivoluzionare un sistema utilizzando, però, gli stessi strumenti di sempre. Più merito, più riconoscimento del percorso dei docenti, più qualità. Sarà un concorso in cui, per la prima volta, verificheremo non solo quello che gli insegnanti sanno ma anche e soprattutto quello che sanno fare”.

Il sottosegretario fornisce anche indicazioni sulle modalità e sulle scadenze: ““Nessuna prova preselettiva: non l'abbiamo voluta perché esamineremo professionisti che magari insegnano già nei nostri istituti e docenti già abilitati. Un concorso interamente computer based, con un conseguente risparmio di tempo non indifferente. Attenzione particolare alle conoscenza delle lingue: delle otto domande a risposta aperta dello scritto, due saranno in lingua straniera. E per l’orale? Lezione in classe di 45 minuti e per alcune materie, come musica o arte, anche una prova pratica. Ma per la prima volta, come avevamo promesso, avranno un peso importante titoli come il dottorato di ricerca e le certificazioni internazionali sulla conoscenza dell’inglese, dello spagnolo, del francese e del tedesco, ma anche aver frequentato un tirocinio abilitante e l’esperienza maturata già in classe. La figura dell’insegnante deve essere sempre più sfaccettata, aggiornata, poliedrica e dobbiamo riconoscere che chi possiede strumenti in più è una risorsa per l’intera scuola”.

Faraone rivela anche che è stato introdotto una novità non indifferente: il coinvolgimento del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, che potrà esprimere il suo parere e dare suggerimenti, “una finestra di dialogo costantemente aperta anche per i prossimi atti del Miur”. Tornando ai numeri del concorso, il sottosegretario ha evidenziato: “Stiamo parlando di un concorso in cui passerà un docente su tre. Finora il rapporto è stato di uno a trenta. Uno su tre vuol dire fare passare l’eccellenza e non scegliere a caso. Vuol dire assumere solo i migliori insegnanti di cui la scuola ha bisogno. 63.712 nuovi insegnanti stabilizzati grazie al concorso previsto dalla Buona Scuola, altri 30.000 saranno assunti da GaE (eliminando liste e listarelle varie). Più i 90.000 circa già entrati in ruolo nel 2015. Il totale fa 180.000 forze nuove e stabili a disposizione dei nostri ragazzi. La strada intrapresa è quella giusta”.

 

Concorso Docenti. Bando forse a fine mese

Si attende a breve l’approvazione in Consiglio dei Ministri del regolamento sulle nuove classi di concorso, quindi sarà via libera pera bandire il concorso per 63.712 docenti.

La conferma arriva dallo stesso ministro Giannini rispondendo via twitteral Comitato Dottori in Scienze Politiche: “Il regolamento è passato dalle competenti commissioni parlamentari e tornerà a giorni in CdM”.

Il regolamento prevede la riduzione delle classi di concorso da una cinquantina a una decina, e si presume che possa essere approvato entro la fine di gennaio. Subito dopo dovrebbe vedere la luve il bando di concorso.

 

Esperti NEV per il prossimo anno:A breve bando per selezione

Con avviso dell’11 gennaio 2016 l’INVALSI precisa che la Conferenza per il coordinamento del Sistema Nazionale di Valutazione, nel documento relativo alle “Sintesi delle decisioni” assunte durante la seduta del 23 dicembre 2015, specifica, ai punti 8 e 9, che solo per questo anno scolastico l’individuazione degli esperti dei NEV sarà effettuata a partire dalla procedura selettiva di cui alla Determinazione n.32/2013 secondo la graduatoria approvata con Determinazione n. 188/2013, tenendo in considerazione, per ciò che riguarda i profili A, solamente coloro che si trovano in quiescenza o in comando al fine di non turbare l’attività scolastica. Per ciò che riguarda i profili B, al fine di assicurare la pluralità e diversità dei profili professionali dei membri dei NEV, non saranno individuati coloro che sono in servizio come Dirigenti scolastici o docenti.

Si ribadisce inoltre che a breve sarà pubblicato il bando per la nuova selezione per gli esperti dei NEV per il prossimo anno scolastico.

 

Eduscopio: Un sito che segnala i migliori istituti per trovare lavoro

Il portale della Fondazione Agnelli, Eduscopio-Lavoro ha pubblicato l’elenco degli istituti tecnici e professionali del Piemonte e della Lombardia più efficaci sul piano dell’impiego post diploma, una sorta di mappa on line per l’orientamento.

“Finora ci siamo occupati dei risultati universitari dei diplomati, ora abbiamo voltolo sguardo sul mondo del lavoro e con questa sperimentazione ci occupiamo di tecnici e professionali – ha detto John Elkan, presidente della FCA e vicepresidente della fondazione, presentando i dati della ricerca. – Il prossimo anno speriamo di estendere lo studio a tutto il Paese”.

La comparazione tra le scuole viene proposta sulla base di tre indicatori fondamentali: (1) la percentuale di diplomati “occupati” (coloro che hanno lavorato per più di sei mesi in due anni), (2) il tempo d’attesa per il primo contratto significativo, (3) la coerenza tra studi fatti e il lavoro svolto. È l’utente stesso a scegliere rispetto a quale indicatore desidera confrontare le scuole, così da poter rispondere a tre quesiti che tipicamente ci si pone di fronte alla scelta di una scuola tecnica  o professionale: se frequentassi questa scuola…troverei lavoro dopo il diploma? Quanto tempo impiegherei per avere un primo contratto di lavoro significativo? Farei quello per cui ho studiato e mi sono preparato o si tratterebbe di un lavoro qualsiasi?

I dati di EduscopioLavoro rivelano che oltre la metà dei diplomati tecnici e professionali di Piemonte o Lombardia entra nel mondo del lavoro nei due anni successivi al diploma: circa il 41% ha lavorato per più di sei mesi nel periodo considerato (occupati), il 10% ha svolto lavori più saltuari e frammentari, non superando i sei mesi di lavoro nel periodo considerato (sottoccupati). Il 10,8% di diplomati ha, invece, alternato o svolto contemporaneamente attività lavorative e di studio universitario, mentre il 20% si è dedicato completamente agli studi universitari, senza alcuna attività lavorativa nello stesso periodo. Nel 18% dei casi, i diplomati non risultano iscritti a corsi universitari né hanno avuto esperienze lavorative di alcun tipo.

In media, i diplomati lavorano per poco più di un terzo del tempo a disposizione nell’arco del primo biennio successivo al conseguimento della maturità. Dopo un periodo di inoccupazione o di svolgimento di lavori saltuari di breve durata, raggiungono un contratto di lavoro significativo (con una durata di almeno trenta giorni continuativi): il tempo di attesa dal momento del diploma si attesta in media sui 205 giorni, dunque quasi sette mesi. La mobilità è relativamente contenuta: nella maggioranza dei casi, per lavorare non si va oltre il proprio luogo di residenza o i comuni limitrofi.

In Piemonte i migliori istituti si registrano nel Cuneese: su tutti l'Ipsia “Felice Garelli” di Mondovì, dove il 78 percento degli studenti viene assunto entro due anni.

Sito: ww.fga.it

 

Bagnasco: “L'ora di religione è cultura non catechismo”

L'ora di religione nelle scuole è "cultura, non è catechismo che si fa in parrocchia". Con queste parole il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e arcivescovo di Genova, ha evidenziato l’importanza educativa e formativa dell’insegnamento della religione cattolica nella scuoa, in un messaggio in occasione della giornata di sensibilizzazione alla scelta dell'ora di religione che ricorre domenica prossima. Ai giovani ha raccomandato “di non lasciarsi guidare da pregiudizi che circolano, e di non perdere un'opportunità formativa importante come persone e cittadini”.

Nel messaggio, il porporato ha ricordato che “è tempo di iscrivere gli studenti alla scuola per il prossimo anno e, quindi, è tempo di scelte che andranno a segnare il percorso formativo di tanti giovani, ragazzi e bambini che sono il nostro futuro”. Ai genitori, quindi, ha ricordato che il meglio per i figli “coincide innanzitutto con la formazione della mente e del cuore ai grandi valori della vita, a ciò che conta veramente, smascherando miti e ingannevoli apparenze”.

L’insegnamento della religione, ha osservato ancora il cardinale, “introduce non solo agli universali interrogativi dell’esistenza, ma anche offre a tutti, cristiani e non cristiani, la possibilità di comprendere la società e la cultura del nostro Paese e dell’Europa”.

 

 

Conferenza per il coordinamento funzionale del SNV

 

SEDUTA N. 2 DEL 23 DICEMBRE 2015

 

SINTESI DELLE DECISIONI ASSUNTE

1.     Il programma e il protocollo saranno il frutto della rielaborazione e del riaddattamento delle linee guida per i valutatori esterni dei progetti Vales e VM e del Manuale per i valutatori del progetto VSQ in coerenza con il carattere non più sperimentale delle visite che sono ora una fase ordinaria del procedimento di valutazione delineato all’art. 6 del DPR n. 80/2013 e tenendo conto delle osservazioni emerse durante i tre giorni di formazione svolte il 24-26 novembre 2015 con i tutti dirigenti tecnici in servizio.

2.     Prima ancora del programma e del protocollo dovrà essere elaborato un documento divulgativo sull’intera operazione che andrà reso noto a tutte le scuole.

3.     Nel corso delle visite e delle operazioni precedenti e seguenti si dovrà evitare di chiedere alle scuole dati di cui INVALSI o MIUR sono già in possesso.

4.     Nella seconda metà di febbraio 2016 andrà organizzato un corso di formazione e training con i valutatori selezionati e i dirigenti tecnici coordinatori dei NEV.

 

COSTITUZIONE DEI NEV

5      L’INVALSI procederà alla costituzione delle terne costituenti ciascun nucleo esplicitando i criteri che verranno seguiti.

6      Allo stesso modo l’INVALSI procederà all’abbinamento tra nuclei e scuole da visitare.

 

PERIODO DI SVOLGIMENTO DELLE VISITE

7      Le visite si svolgeranno tra marzo e maggio 2016.

SELEZIONE DEGLI ESPERTI (SOLO A.S. 2015-2016)

8      Per il primo anno di valutazione esterna delle scuole l’individuazione degli esperti verrà effettuata utilizzando la procedura selettiva già svolta per i progetti Vales e VM (Determinazione INVALSI n. 32 del 12/3/2013 e note seguenti) secondo la graduatoria compilata in esito al corso di formazione ed approvata con Determinazione n. 188/2013.

9      Per l’individuazione degli esperti valutatori con i quali stipulare il contratto l’INVALSI procederà ad una selezione destinata esclusivamente ai candidati vincitori della procedura selettiva su richiamata seguendo i seguenti criteri:

a) Per i profili A1 e A2 andranno individuati esclusivamente i vincitori del 2013 attualmente non in servizio a scuola onde non turbare la conclusione dell’anno scolastico in corso; potranno invece essere scelti sia i dirigenti e i docenti in quiescenza che quelli che si trovano in posizione di comando presso gli USR o presso il MIUR previa specifica autorizzazione delle direzioni generali a cui sono assegnati.

b) Nell’individuazione degli esperti dei profili B1 e B2 si dovranno escludere i docenti e i dirigenti scolastici al fine di assicurare la pluralità e diversità dei profili professionali dei membri dei NEV.

10   Se il numero degli esperti selezionabili sulla base dei suindicati criteri non fosse sufficiente a garantire la presenza di ciascun profilo in ciascun nucleo di valutazione, si costituiranno due graduatorie unitarie denominate “A” e “B” dove confluiranno rispettivamente gli esperti dei due profili A1 e A2 e quelli dei profili B1 e B2.

11   Si costituiranno 50-100 nuclei. Sarà cura dell’INVALSI individuare un numero adeguato di esperti supplenti per rimpiazzare gli esperti che dovessero rinunciare.

12   Di norma la composizione dei NEV sarà mantenuta per un certo numero di visite salvo criticità evidenti che possano pregiudicare la qualità della valutazione.

13   In caso di conflitti di particolare gravità tra i membri del nucleo, o tra il nucleo e la scuola visitata, e fatta salvo il diritto di impugnazione degli atti conseguenti la visita, la responsabile dell’area 3 sottopone il caso alla Conferenza che assume le decisioni ritenute più idonee tra cui la modifica della composizione del nucleo o l’assegnazione della scuola ad un altro nucleo.

 

DURATA DELLA VISITA

14   Si conferma la durata di tre giorni di ogni visita.

 

RAPPORTO DI VALUTAZIONE ESTERNA (RVE)

15   Il rapporto di valutazione esterna dovrà essere consegnato possibilmente entro 30 giorni dalla conclusione della visita e comunque non oltre il termine dell’anno scolastico in corso.

16   Al termine di ogni visita è prevista una riunione conclusiva (exit meeting) nella quale il coordinatore del nucleo propone una breve sintesi della visita focalizzando, anche con esempi, gli aspetti positivi riscontrati e evidenziando gli eventuali aspetti che hanno destato qualche perplessità (“comunicazione informale di fine visita”). Salvo diversa richiesta della scuola la comunicazione di fine visita avrà carattere confidenziale e si rivolgerà ai soli membri dello staff della scuola.

 

INDIVIDUAZIONE DELLE SCUOLE DA SOTTOPORRE ALLA VALUTAZIONE ESTERNA

17   Verranno visitate 350-400 istituzioni scolastiche (statali e paritarie) tenendo però conto delle indicazioni dei 49 dirigenti tecnici che, rispetto agli esperti dei profili A e B, dovranno svolgere un maggior numero di visite. In caso di difficoltà a raggiungere il numero indicato è preferibile ridurre il numero di scuole piuttosto che ridurre il tempo che viene dedicato a ciascuna scuola.

18    Per quanto riguarda l’individuazione delle scuole da sottoporre a verifica, e tenendo conto che non è al momento possibile identificare affidabili indicatori di efficacia e di efficienza, nel corrente anno scolastico si procederà all’estrazione di un campione statistico delle scuole con riguardo: a) alla macroarea geografica; b) al ciclo scolastico. Nell’ambito di ciascuna macroarea geografica il numero di scuole estratte per ogni regione sarà proporzionale al numero di scuola presenti nella regione stessa.

19   L’estrazione avverrà sulla base della popolazione scolastica del 2014-2015. Qualora dovesse essere estratta una istituzione scolastica non più esistente nell’a.s. 2015-2016 si procederà al suo rimpiazzo.

20    Per quanto riguarda le scuole paritarie per questo primo anno verranno individuate circa 20 scuole secondo i criteri che indicherà la Conferenza nella seduta del 19 gennaio 2016.

 

bottone per editoriale sito n. 6 6

Copertina

RAS-8.jpeg

Copyright © 2010 Euroedizioni Torino
Via Osasco 62 - 10141 (TO)
Tel. +39 0112264714 Fax. +39 011 2730803 P.I. 07009890018