Ultime notizie

L'INFORMAZIONE IN BREVE

Progetti di mobilità linguistica all’estero

Sicurezza delle scuole: i dati della Corte dei Conti in sede di esame del Rendiconto generale dello Stato 2025

Riunioni degli organi collegiali online anche per le sedute deliberative

Sul portale di ANAC avvisi di pagamento pagoPA per le gare pubblicate da maggio a giugno 2026

Cessione del quinto: l'INPS aggiorna le regole per i prestiti

Assegnazioni provvisorie e utilizzazioni

Immissioni in ruolo per l'anno scolastico 2026/27

Trattenimento in servizio anche oltre i settanta anni per maturare la pensione di vecchiaia

Selezione di 120 docenti per la costituzione di équipe formative territoriali a.s. 2026/27

I CASI DELLA SCUOLA... a cura dell'Avv. Stefano Callà

Licenziamento per abuso del congedo straordinario per assistere il familiare disabile

Corruzione e trasparenza
Editoriale: di Anna Armone

Dedico questo editoriale ad uno dei tormentoni burocratici della scuola, la pubblicazione dei dati nell’area Amministrazione trasparente e al suo presupposto, il Piano triennale di prevenzione della corruzione e trasparenza. Siamo oramai abituati alla deriva burocratica dello spirito delle leggi. La trasparenza è uno di questi casi. Prima ancora di farla percepire ed esercitare come diritto civico, l’abbiamo strettamente collegata alla prevenzione e contrasto alla corruzione. Perché nel nostro Paese la corruzione ha radici profonde e inestirpabili? Perché funziona sempre la presunzione di colpevolezza al posto della presunzione di legalità?

Ripensare la leadership scolastica nell’era dei software di Intelligenza Artificiale di Patrizia Giorgi

Governare la scuola nel tempo dell’intelligenza artificiale di Susanna Granello

L’educazione civica tra prospettive disciplinari e trasversalità di Riccardo Lancellotti

A lezione americana da Calvino - prove per unità didattiche nel segno della riscolarizzazione dei valori nel mondo della digitalizzazione di Maurizia Maiano

Gli adolescenti e la “metafora del gambero”

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

L’avvio della primavera non è stato felice per la scuola, teatro di fatti che l’hanno sconvolta profondamente e sui quali occorrerà riflettere con l’intenzione di capire dove stiamo andando e cosa fare per correggere il tiro, se ancora si è in tempo per porre un qualche rimedio. Riepiloghiamo sommariamente:

In una scuola del bergamasco, tredicenne accoltella gravemente l’insegnante di francese, rammaricandosi di non averla uccisa e, comunque, diffondendo in diretta su Instagram le immagini dell’attentato. A casa dello studente, i carabinieri troveranno del materiale esplosivo potenzialmente pericoloso. Sconcertante l’affermazione autoassolutoria del ragazzo: “Visto che a quanto pare i ‘ragazzi’ non capiscono cosa sia giusto e cosa no, userò questo a mio vantaggio. Non posso essere incarcerato, dato che in Italia l'età minima per la responsabilità penale è 14 anni, e non posso nemmeno essere processato, quindi farò quello che ho sempre voluto fare, uccidere lei e chiunque cerchi di impedirmelo.

Diciassettenne pescarese, domiciliato in provincia di Perugia e affiliato a gruppi neo nazisti su Telegram, viene arrestato con l’accusa di terrorismo per aver pianificato una strage in un liceo. La strage si sarebbe conclusa con il suo suicido, emulando quella compiuta da due adolescenti alla Columbine High School (Stati Uniti) nel 1999, nella quale morirono 14 persone oltre gli stragisti. Tra il materiale sequestrato figurano documenti contenenti indicazioni tecniche su sostanze chimiche e batteriologiche pericolose, nonché vademecum dedicati al sabotaggio di servizi pubblici essenziali, il tutto inserito in una chiara cornice di finalità terroristica.

Altro tredicenne, nel biellese, anziché recarsi a scuola, tira dritto e porta a compimento una rapina in un ufficio postale puntando una pistola, che poi si è rivelata essere un’arma giocattolo; bottino 500 euro e fuga interrotta dall’intervento dei carabinieri. Data la giovane età, il ragazzo non è imputabile per legge.

Argomenti

Il Direttore sga responsabile dell’organizzazione dei servizi generali ed amministrativi
Una competenza esclusiva del Direttore SGA, sia pure nell'ambito delle direttive di massima.
Rocco Callà

La disciplina del lavoro agile per il personale ATA
La disciplina nel CCNL 2029/2021.
Carmelo Febbe - Angelo Orsingher

Manutenzione degli edifici scolastici e responsabilità del dirigente scolastico
La figura del dirigente scolastico si colloca al centro di un sistema di obblighi che intersecano la normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e la disciplina sulla custodia dei beni.
Marta Brentan

Libertà vo’ cercando che è sì cara…

Editoriale di Ivana Summa

L'autonomia scolastica rappresenta la capacità di agire in modo indipendente, senza subire condizionamenti esterni eccessivi, al solo scopo di   perseguire gli obiettivi specifici ritenuti in grado di  perseguire le finalità stabilite dal sistema sovraordinato. Questo concetto si declina a diverso livello a seconda degli ambiti: dalla organizzazione alla didattica e alla ricerca, anche intesa come sperimentazione  del nuovo e allo sviluppo/implementazione di quanto si è sperimentato. Non si tratta di perseguire un'autarchia irrealistica, quanto  di riconoscere ai singoli istituti scolastici la capacità  di identificare i bisogni specifici,  per poi trovare  il giusto equilibrio tra competenze professionali interne fruibili, cooperazione con soggetti esterni, acquisizione di specifiche risorse. Ma l’autonomia così intesa può davvero essere esercitata soltanto avvalendosi, concretamente, della libertà di insegnamento dei docenti, sancita dall’art. 33 della costituzione e poi meglio specificata nel dpr n. 417/1974 che dedica alla  libertà di insegnamento l’art. 1: “Nel rispetto delle norme costituzionali e degli ordinamenti della scuola stabiliti dalle leggi dello Stato, ai docenti è garantita la libertà di insegnamento. L'esercizio di tale libertà è inteso a promuovere attraverso un confronto aperto di posizioni culturali la piena formazione della personalità degli alunni.

Tale azione di promozione è attuata nel rispetto della coscienza morale e civile degli alunni stessi”.  Inoltre, il primo comma dell’articolo 2 è interessante perché definisce “La funzione docente è intesa come esplicazione essenziale dell'attività di trasmissione della cultura, di contributo alla elaborazione di essa e di impulso alla partecipazione dei giovani a tale processo e alla formazione umana e critica della loro personalità”.

EDITORIALE Ivana Summa 

Libertà vo’ cercando che è sì cara… 

L'autonomia scolastica rappresenta la capacità di agire in modo indipendente, senza subire condizionamenti esterni eccessivi, al solo scopo di   perseguire gli obiettivi specifici ritenuti in grado di  perseguire le finalità stabilite dal sistema sovraordinato. Questo concetto si declina a diverso livello a seconda degli ambiti: dalla organizzazione alla didattica e alla ricerca, anche intesa come sperimentazione  del nuovo e allo sviluppo/implementazione di quanto si è sperimentato. 

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: l’attualità

Autonomia scolastica e Indicazioni Nazionali: un difficile rapporto Laura Bertocchi e Mario Maviglia

L'adozione alternativa dei libri di testo Renato Candia

Dalla Geostoria alla Storia e Geografia  Maurizia Maiano

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: riflessioni

L'educazione finanziaria Gian Carlo Sacchi

Leggere l’intelligenza artificiale come si legge un romanzo Giuseppe Benassi

Il mestiere del dirigente scolastico e quello del docente Stefano Stefanel

Argomenti

La scuola tra eredità e innovazione
Michela Lella

Il pagamento dei compensi del mof a.s. 2025/2026 gli adempimenti delle segreterie scolastiche
Le istituzioni scolastiche devono erogare i compensi per le attività svolte e previste dal contratto integrativo di istituto entro il 31/8/2026.
Maria Rosaria Tosiani

Il passaggio di consegne tra funzionari amministrativi
Il passaggio delle consegne in caso di cessazione dell'incarico  è atto dovuto.
Carmelo Febbe Angelo Orsingher

L’affidamento diretto ed il  principio di rotazione nelle polizze assicurative studenti e personale della scuola

Argomenti

In ricordo di Edgar Morin
“La complessità non è un insieme di regole complicate, ma l'accettazione che ogni frammento di sapere ha senso solo se connesso all'insieme" - Edgar Morin
Edgar Morin è morto, lasciandoci orfani e più soli.......
Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

Sapere per condividere: un ponte tra generazioni
Una collaborazione virtuosa tra la scuola secondaria e il territorio per attività di orientamento, educazione civica, formazione scuola-lavoro.
Antonietta Di Martino 

Un bilancio delle modifiche normative per il secondo ciclo  apportate con il DPR n.134 e DPR n.135 del 8 agosto 2025

L'INFORMAZIONE IN BREVE

Spezzoni inferiori a 7 ore nella scuola secondaria di primo e secondo grado

Distacchi e permessi sindacali triennio 2025-2027

Riapertura della piattaforma PIMER per monitoraggio e rendicontazione formazione del personale scolastico

Direttiva accreditamento Enti di Formazione

La RSU deve poter disporre di spazi certi per la propria attività sindacale e  il DVR va consegnato agli RLS

Incarichi triennali ai Direttori SGA

Aggiornato il termine di completamento e rendicontazione dei progetti Agenda Sud e Agenda Nord

False dichiarazioni negli appalti

Garante privacy interviene sulle foto dei minori sui social: serve il consenso di entrambi i genitori

Il CSPI ha espresso il proprio parere sul riconoscimento di punteggi aggiuntivi per il servizio prestato nelle isole minori

I CASI DELLA SCUOLA... a cura della redazione di Giustoscuola

La Casa Editrice Euroedizioni Torino propone un corso di formazione on line  dal taglio pratico ed operativo destinato ai Direttori amministrativi anche di nuova nomina e agli Assistenti amministrativi facenti funzioni  per metterli in condizione di svolgere con competenza e professionalità i delicati compiti che il profilo gli assegna.

ll corso si articola in 12 webinar per complessive 24 ore di formazione. I corsisti possono porre quesiti e richieste di chiarimento. Durante il corso saranno proposte esercitazioni pratiche anche sugli specifici adempimenti.

I corsisti potranno  fruire ed utilizzare i materiali che saranno prodotti durante i webinar. Le lezioni possono essere ascoltate anche in differita quando si vuole e per il tempo che si vuole. I contenuti del corso sono esplicitati nell’allegato elenco.

Per iscriversi  è sufficiente eseguire  il pagamento aggiungendo il prodotto al carrello oppure nel caso in cui l’acquisto è disposto dalla scuola è sufficiente inviare l’ordine per l’emissione della fattura  con l’indicazione del  CODICE CIG.

Nel caso in cui l’acquisto è disposto dalla scuola è sufficiente inviare l’ordine per l’emissione della fattura   con l’indicazione del  CODICE CIG.

La Casa Editrice EUROEDIZIONI propone un corso di formazione online dal taglio pratico ed operativo destinato ai Dirigenti scolastici anche di nuova nomina per metterli in condizione di svolgere con competenza e professionalità i delicati compiti che la funzione dirigenziale gli assegna.

ll corso si articola in 13 webinar per complessive 26 ore di formazione.

I corsisti possono porre quesiti e richieste di chiarimento. Durante il corso saranno proposte esercitazioni pratiche anche sugli specifici adempimenti.

I corsisti potranno  fruire ed utilizzare i materiali che saranno prodotti durante i webinar.

Le lezioni possono essere ascoltate anche in differita quando si vuole e per il tempo che si vuole. I contenuti del corso sono esplicitati nell'allegato elenco.

I temi che abbiamo scelto da trattare sono prettamente tecnici sotto il profilo pratico  amministrativo e contabile dove le difficoltà soprattutto per i nuovi dirigenti possono essere più rilevanti.

Il corso costa 130,00 euro.

Il corso può essere acquistato anche dalla scuola, in tal caso, è sufficiente inviare l’ordine con l’indicazione del CODICE CIG per l’emissione della fattura.
CODICE DEL CORSO PER ACQUISTO SU MEPA – CSEUDS26

Modalità di pagamento

Riforma della scuola sulla linea di partenza

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

Infine, il ministro Valditara ce l’ha fatta. Con l’approvazione delle Indicazioni Nazionali per i licei, in concorso con le Indicazioni per la scuola dell’Infanzia e del primo ciclo e di una ricca serie di decreti, atti amministrativi e proposte di legge volti a modificare diversi aspetti del sistema educativo italiano, si può dire conclusa l’azione di riforma della scuola perseguita con apprezzabile pervicacia dal ministro Valditara. Non si può dire che il complesso degli interventi abbia avuto un felice riscontro da parte di chi nella scuola lavora e crede. È come se fosse stato decretato d’imperio il “è tutto da rifare” del campione ciclistico Gino Bartali.

I decreti delle Indicazioni Nazionali, in particolare, evidenziano risvolti problematici per quanto riguarda la stesura, sia nel metodo e sia nel merito, ma non staremo qui a rilevare criticamente ciò che costituisce dibattito già dalla data dell’approvazione. Sono state una sorpresa, perché, a priori, fanno piazza pulita di un impianto ben rodato da anni, senza se e senza ma, per nuovi fondanti riferimenti che entrano nel merito dell’essere e del consistere della scuola, riproponendo “programmi” e suggestioni condizionati da criteri ideologici che si credevano non confacenti con la visione di una scuola aperta al futuro. Ricordiamo che, in passato, nella stesura dei programmi prima e delle Indicazioni poi hanno partecipato pedagogisti e psicologi di chiara fama, che si è tenuto conto delle teorie di illustri personaggi, che i documenti hanno sempre evidenziato una trama che consentiva alle varie parti di confrontarsi ed integrarsi per dare il senso di un corpo unico e complesso, sebbene articolato in diverse sezioni.

Allo stato attuale, non si può fare a meno di chiedersi quali siano le coordinate che hanno definito la Nuove Indicazioni, quale sia stato il coordinamento delle varie parti, quale metodo e quale idea ha sostenuto la loro elaborazione.

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I compensi spettanti ai commissari interni ed esterni componenti delle commissioni degli esami di maturità 2025/2026
Liquidazione dei compensi -  situazioni e casi.
Maria Rosaria Tosiani

Adempimenti finali dell’anno di formazione e prova dei docenti
Il dirigente deve accertare preliminarmente che il docente abbia assolto gli obblighi minimi di servizio per la validità dell'anno di prova.
Lo Friddo Giuseppe

Dichiarazioni non veritiere rese in occasione dell’accesso alle graduatorie d'istituto
Non sempre la condanna penale è causa di decadenza automatica con la risoluzione del contratto.
Marta Brentan

La convenzione con le associazioni esterne per l’uso dei locali scolastici
Quadro normativo, requisiti di forma e ruolo dell’ente locale dopo la Legge 7 aprile 2026, n. 53.

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Riforma della scuola sulla linea di partenza
Infine, il ministro Valditara ce l’ha fatta. Con l’approvazione delle Indicazioni Nazionali per i licei, in concorso con le Indicazioni per la scuola dell’Infanzia e del primo ciclo e di una ricca serie di decreti, atti amministrativi e proposte di legge volti a modificare diversi aspetti del sistema educativo italiano, si può dire conclusa l’azione di riforma della scuola perseguita con apprezzabile pervicacia dal ministro Valditara. Non si può dire che il complesso degli interventi abbia avuto un felice riscontro da parte di chi nella scuola lavora e crede. È come se fosse stato decretato d’imperio il “è tutto da rifare” del campione ciclistico Gino Bartali.
Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

La “fatica dell’amministrare” e la nuova disciplina del danno erariale
La nuova responsabilità erariale dopo la Legge Foti: tra superamento dello “scudo”, tipizzazione della colpa grave e tutela del decisore pubblico.
Gianluca Dradi

La nuova valutazione del comportamento
Quali sono le conseguenze di un voto pari o inferiore a sei e,soprattutto, quali ne sono i presupposti.

Fare l’insegnante: una professione in “tensione”

Editoriale di Ivana Summa

È possibile individuare una prospettiva che ci consenta di disegnare come si concretizza, nelle nostre scuole, il “fare l’insegnante”? Nel passaggio tra le descrizioni normative e contrattuali della professionalità docente e il suo farsi quotidiano si verifica una pluralità di interpretazioni, in parte dovute al loro coniugarsi in rapporto ai diversi gradi di scuola che accolgono alunni di età molto diverse e, in parte, alla persona dello stesso insegnante, con le sue competenze che riguardano anche aspetti relazionali. A tutto ciò oggi è necessario aggiungere la turbolenza sociale di quest’ultimo decennio che, per amor di sintesi, descriviamo come un flusso frenetico e continuo di innovazione tecnologica e, in particolare, la rivoluzione digitale  e dei dati che induce trasformazioni non solo nei comportamenti di tutti noi, e perfino nel nostro modo di osservare e comprendere il mondo. Il cambiamento della professionalità docente oggi è diventato  una necessità per sopravvivere cercando di dare risposte  adeguate, ma ciò comporta una “tensione”   sovraccarica di emozioni come ansia, paura dei rischi, spaesamento di  fronte ad un cambiamento sociale irruente e  poliedrico,  di cui è complesso per tutti stabilire la direzione o, meglio, le direzioni. Tensione che, è bene sottolinearlo,  è una caratteristica di ogni singolo docente, che la vive  con sfumature diverse, negative e/o positive, ma sempre irrisolta nel  tentativo di un   bilanciamento tra le rassicuranti vecchie pratiche e le nuove generate dalla propria professionalità, agendo in un  continuo flusso di norme che piovono dall’alto.  Il nodo fondamentale per la scuola si addensa intorno all’intreccio del processo di insegnamento   con quello dell’apprendimento, del come insegnare e del che cosa insegnare: il come riguarda soprattutto le scelte  collegiali ed individuali, il cosa riguarda soprattutto i decisori centrali che  hanno il potere di definire le linee guida entro cui le scuole dovrebbero muoversi, tra autonomia scolastica e libertà di insegnamento. Ma gli insegnanti, che lavorano  nelle migliaia di scuole sparse  su un territorio nazionale quanto mai vario, non operano in un vuoto sociale;  debbono fare i conti con le realtà con cui si confrontano quotidianamente: la tipologia di scuola/istituto, la composizione del personale docente, le modalità di conduzione delle scuole da parte del dirigente scolastico, gli alunni, le famiglie, la  composizione del territorio sia a livello di istituzioni (regione, comuni) che di presenza di risorse materiali ed immateriali.

EDITORIALE Ivana Summa 

Fare l’insegnante: una professione in “tensione”

È possibile individuare una prospettiva che ci consenta di disegnare come si concretizza, nelle nostre scuole, il “fare l’insegnante”? Nel passaggio tra le descrizioni normative e contrattuali della professionalità docente e il suo farsi quotidiano si verifica una pluralità di interpretazioni, in parte dovute al loro coniugarsi in rapporto ai diversi gradi di scuola che accolgono alunni di età molto diverse e, in parte, alla persona dello stesso insegnante, con le sue competenze che riguardano anche aspetti relazionali. 

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: l’attualità

AISO: un Outdoor immersivo e solidale Andrea Porcarelli

Per una professionalità docente Renato Candia

Come sono gli insegnanti oggi Gian Carlo Sacchi

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: riflessioni

“Ma il dirigente che animale è?”

Editoriale di Anna Armone
Direttore Responsabile

Prendo spunto dalle prove scritte del concorso a dirigente scolastico della Provincia di Trento per fare una riflessione: la figura dirigenziale nella scuola è una figura collocata nell’ambito della dirigenza amministrativa di cui al d.lgs. 165, art. 17, è un leader educativo o è un ibrido che naviga a vista?

Le prove scritte del concorso trentino propendono sicuramente sul secondo modello, considerato che tutte e tre le prove vertono su materie organizzative e pratiche didattiche. In effetti, prima di continuare, preciso che le prove preselettive hanno testato le conoscenze giuridiche e finanziarie del dirigente, cosa che fa pensare ad una selezione progressiva. Una volta accertate le competenze “hard” si è passati alle competenze “soft”. In questo caso la selezione risponderebbe alla duplice “faccia” del dirigente scolastico descritta nel profilo di cui all’art. 25 del d.lgs. 165/2001. Ma noi proseguiamo il nostro ragionamento.

Se pensiamo al dirigente pubblico lo vediamo dirigere la propria organizzazione con strumenti formali che consentono di tenere sotto controllo la struttura. Ciò è garantito da un’organizzazione ancora oggi piramidale (in particolare dopo il d.lgs. 150/2009) che vede una funzione dirigenziale sovraesposta rispetto alla base operativa. L’equiparazione della funzione dirigenziale in ambito pubblico alla dirigenza privatistica poggia essenzialmente sui poteri attivabili così come prevede il codice civile nel Libro V del lavoro. È ovvio che l’efficienza di qualsiasi ufficio pubblico non poggia esclusivamente su strumenti formali, anzi, al contrario, ha bisogno di una leadership autorevole che motivi e valorizzi il personale. Questo assetto è correlato alla produzione di un servizio che non è “funzione sociale” (se non nel caso della sanità) e produce atti, verifiche, controlli, servizi. L’istituzione scolastica si colloca nel panorama pubblico in una posizione unica, assimilabile, ma non completamente al sistema sanitario. L’esercizio della funzione sociale diventa sempre più complesso a seguito della valutazione economica del servizio che porta le decisioni politiche a compiere valutazioni di policy condizionate ai limiti della finanza e, nel caso della disponibilità straordinaria, come nel caso del PNRR, a peccare di capacità programmatoria.

“Ma il dirigente che animale è?”
Editoriale: di Anna Armone

Prendo spunto dalle prove scritte del concorso a dirigente scolastico della Provincia di Trento per fare una riflessione: la figura dirigenziale nella scuola è una figura collocata nell’ambito della dirigenza amministrativa di cui al d.lgs. 165, art. 17, è un leader educativo o è un ibrido che naviga a vista?
Le prove scritte del concorso trentino propendono sicuramente sul secondo modello, considerato che tutte e tre le prove vertono su materie organizzative e pratiche didattiche. In effetti, prima di continuare, preciso che le prove preselettive hanno testato le conoscenze giuridiche e finanziarie del dirigente, cosa che fa pensare ad una selezione progressiva. Una volta accertate le competenze “hard” si è passati alle competenze “soft”. In questo caso la selezione risponderebbe alla duplice “faccia” del dirigente scolastico descritta nel profilo di cui all’art. 25 del d.lgs. 165/2001. Ma noi proseguiamo il nostro ragionamento.

Sanzioni disciplinari e valutazione del comportamento degli alunni - Seconda Parte di  Riccardo Lancellotti

Il danno da mobbing tra tipicità e atipicità dell’illecito: profili definitori e tutela risarcitoria di Francesco Baccolini

Digitalizzazione e Cyberbullismo di Maurizia Maiano

Guida pratica e coordinata agli Esami di Maturità nel Secondo Ciclo a.s. 2025/2026
a cura di
Antonio Di Lello

1. I candidati
1.1. Generalità
1.2. I Candidati interni
1.2.1. L’ammissione
1.2.2. PCTO (Alternanza Scuola-Lavoro) e Invalsi nell’Esami di Maturità
1.2.3. La validità dell’anno scolastico
1.2.4. Le Sedi di esame
1.2.5. La presentazione delle domande
1.3. I Candidati esterni
1.3.1. L’ammissione
1.3.2. Le Sedi di esame e l’assegnazione ad esse
1.3.3. La presentazione delle domande
1.3.4. Deroghe alla territorialità
1.3.5. L’esame preliminare

Dal 14 al 18 maggio 2026, presso il Lingotto Fiere, si terrà la XXXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, il principale appuntamento italiano dedicato all’editoria, capace ogni anno di riunire centinaia di editori, autori e professionisti del settore, con un’affluenza che supera le duecentomila presenze.

In questo contesto di rilievo nazionale e internazionale, Euroedizioni Torino sarà presente tra gli espositori dell’edizione 2026, portando al Salone la propria consolidata esperienza editoriale e il proprio impegno nella produzione di contenuti specialistici destinati al mondo della scuola.

Sarà possibile incontrarci presso il Padiglione 2 – Stand H06, al seguente link:
https://www.salonelibro.it/elenco-espositori/euroedizioni/SL4113426038

La partecipazione al Salone rappresenta per Euroedizioni un momento centrale di incontro e confronto diretto con docenti, dirigenti scolastici, personale amministrativo e, più in generale, con tutti gli operatori del settore educativo. Si tratta di un’occasione particolarmente significativa per intercettare le trasformazioni in atto nel panorama culturale e formativo, nonché per presentare le proprie pubblicazioni, le riviste specialistiche e i progetti editoriali in corso di sviluppo.

Si fa riferimento all'Avviso 95165, che segue al  D.M. n.38 del 6 marzo 2026, esplicita la destinazione di risorse per la formazione del personale docente ed educativo della scuola, nell’ambito del Programma Nazionale “PN Scuola e competenze 2021-2027”, in attuazione del regolamento (UE) 2021/1060.

Vi proponiamo una serie di laboratori di formazione per personale docente secondo le indicazioni fornite nell'avviso ministeriale sui seguenti moduli formativi:

 

·        MODULO - Competenze culturali, disciplinari, educative, pedagogiche, psicopedagogiche, didattiche, digitali, metodologiche e relazionali, riflessive ed autovalutative

·        MODULO- Competenze nella micro e macro-progettazione didattica ed educativa

·        MODULO - Competenze nella gestione dei gruppi classe, nella costruzione di ambienti favorevoli all’apprendimento e di relazioni positive con gli studenti

·        MODULO - Competenze nella didattica orientativa

·        MODULO -Competenze nello svolgimento dei compiti connessi con la funzione docente e con l’organizzazione scolastica

 

I corsi saranno articolati in diverse aree tematiche ognuna con la propria specificità, mantenendo un filo logico lungo tutto il percorso.

I corsi avranno la durata di 30 ore e saranno erogati online o in presenza a seconda della specifica richiesta degli istituti scolastici.

L'INFORMAZIONE IN BREVE

CCNL 2025-2027 Istruzione e Ricerca - parte Economica

In presenza di un distacco sindacale con prestazione lavorativa ridotta, occorre riproporzionare i permessi ex art. 33 della legge 104/1992?

Il dipendente/dirigente sindacale in distacco part-time, che ha subito durante lo svolgimento del proprio servizio un infortunio sul lavoro, può recuperare le giornate non fruite di distacco sindacale durante il periodo di infortunio?

Come deve intendersi l’espressione “i periodi di distacco sono equiparati a tutti gli effetti al servizio pieno prestato nell’amministrazione anche ai fini del trattamento pensionistico” contenuta nell’art. 19, comma 3 del CCNQ 4 dicembre 2017?

Vi sono limiti - eventualmente connessi alla dimensione dell’Ente o alla consistenza associativa di una organizzazione sindacale - al numero di dipendenti che possono essere nominati dirigenti sindacali?

Incentivo al posticipo del pensionamento: le novità per il 2026 comunicate dall'INPS

Graduatorie GAE 2026-28: Apertura delle funzioni per la scelta delle sedi ai fini dell’inclusione nelle graduatorie di istituto

Graduatorie 24 mesi personale ATA

L'INPS ha comunicato l’apertura del servizio per la presentazione delle domande del Bonus nuovi nati 2026

Argomenti

Gli adolescenti e la “metafora del gambero”
L’avvio della primavera non è stato felice per la scuola, teatro di fatti che l’hanno sconvolta profondamente e sui quali occorrerà riflettere con l’intenzione di capire dove stiamo andando e cosa fare per correggere il tiro, se ancora si è in tempo per porre un qualche rimedio. Riepiloghiamo sommariamente: In una scuola del bergamasco, tredicenne accoltella gravemente l’insegnante di francese, rammaricandosi di non averla uccisa e, comunque, diffondendo in diretta su Instagram le immagini dell’attentato. A casa dello studente, i carabinieri troveranno del materiale esplosivo potenzialmente pericoloso. Sconcertante l’affermazione autoassolutoria del ragazzo: “Visto che a quanto pare i ‘ragazzi’ non capiscono cosa sia giusto e cosa no, userò questo a mio vantaggio. Non posso essere incarcerato, dato che in Italia l'età minima per la responsabilità penale è 14 anni, e non posso nemmeno essere processato, quindi farò quello che ho sempre voluto fare, uccidere lei e chiunque cerchi di impedirmelo".
Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

La delega di funzioni in materia di salute e sicurezza
Quello che occorre sapere in otto domande e risposte.
Antonietta Di Martino

Operazioni connesse con lo svolgimento degli esami di maturità
Schema riassuntivo delle attività per agevolare il lavoro delle commissione.

Gli adolescenti e la “metafora del gambero”

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

L’avvio della primavera non è stato felice per la scuola, teatro di fatti che l’hanno sconvolta profondamente e sui quali occorrerà riflettere con l’intenzione di capire dove stiamo andando e cosa fare per correggere il tiro, se ancora si è in tempo per porre un qualche rimedio. Riepiloghiamo sommariamente:

In una scuola del bergamasco, tredicenne accoltella gravemente l’insegnante di francese, rammaricandosi di non averla uccisa e, comunque, diffondendo in diretta su Instagram le immagini dell’attentato. A casa dello studente, i carabinieri troveranno del materiale esplosivo potenzialmente pericoloso. Sconcertante l’affermazione autoassolutoria del ragazzo: “Visto che a quanto pare i ‘ragazzi’ non capiscono cosa sia giusto e cosa no, userò questo a mio vantaggio. Non posso essere incarcerato, dato che in Italia l'età minima per la responsabilità penale è 14 anni, e non posso nemmeno essere processato, quindi farò quello che ho sempre voluto fare, uccidere lei e chiunque cerchi di impedirmelo.

Diciassettenne pescarese, domiciliato in provincia di Perugia e affiliato a gruppi neo nazisti su Telegram, viene arrestato con l’accusa di terrorismo per aver pianificato una strage in un liceo. La strage si sarebbe conclusa con il suo suicido, emulando quella compiuta da due adolescenti alla Columbine High School (Stati Uniti) nel 1999, nella quale morirono 14 persone oltre gli stragisti. Tra il materiale sequestrato figurano documenti contenenti indicazioni tecniche su sostanze chimiche e batteriologiche pericolose, nonché vademecum dedicati al sabotaggio di servizi pubblici essenziali, il tutto inserito in una chiara cornice di finalità terroristica.

Altro tredicenne, nel biellese, anziché recarsi a scuola, tira dritto e porta a compimento una rapina in un ufficio postale puntando una pistola, che poi si è rivelata essere un’arma giocattolo; bottino 500 euro e fuga interrotta dall’intervento dei carabinieri. Data la giovane età, il ragazzo non è imputabile per legge.

L'INFORMAZIONE IN BREVE

Congedo parentale: limite esteso ai 14 anni del figlio

Nuovo ISEE 2026 - L'INPS aggiorna il nuovo modello di Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) e la relativa attestazione ISEE

Mobilità scuola triennio 2025-2028: dopo la firma del CCNI emanate le ordinanze

Proroga per la predisposizione del Conto Consuntivo 2025

Aggiornati i nuovi requisiti pensionistici per il 2027 e il 2028 - Le nuove disposizioni relative all’adeguamento agli incrementi della speranza di vita

Mobilità scuole italiane all’estero

Accordo quadro Viaggi di istruzione e Stage linguistici

Il Garante ribadisce il diritto all’assistenza degli alunni con disabilità

Riforma degli Istituti tecnici

Si fa riferimento all'Avviso MIM prot. 0073226 del 27.03.2026 – PNRR M4C1 Investimento 2.1 – Snodi formativi per la transizione digitale sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale nella scuola per informare che la Casa Editrice Euroedizioni - divisione formazione - organizza dei corsi di formazione finalizzati alla progettazione  di Snodi formativi per la transizione digitale sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale nella scuola – PNRR M4C1 Investimento 2.1.

In allegato il progetto formativo, redatto da Euroedizioni, calibrato per ridurre al minimo il carico sul personale scolastico, nel pieno rispetto dei requisiti dell'Avviso:

  • Modulo A (percorsi teorici) interamente online: video-lezioni asincrone fruibili in autonomia da pc o smartphone, con un unico webinar live di 2 ore per edizione – senza impatto sull'orario di servizio
  • Modulo B (laboratori sul campo) concentrato in giornate intensive singole da 6 ore, collocabili in sabati o giornate di programmazione già previste in calendario – zero supplenze, zero chiusure di classi
  • Copertura normativa completa: AI Act, D.M. 166/2025, GDPR, DigComp 3.0 e DigCompEdu
  • Gestione integrale della rendicontazione PNRR: piattaforme, attestati, dichiarazioni UCS, reportistica

La candidatura viene presentata dalla scuola sulla piattaforma Futura PNRR – Gestione Progetti (pnrr.istruzione.it). Euroedizioni supporta il Dirigente Scolastico e il DSGA in ogni fase della compilazione del formulario, inclusa la generazione del CUP.

Il coordinamento scientifico e didattico di tutte le attività formative previste dal progetto sarà svolto da personale qualificato, scelto da Euroedizioni, con specifica competenza nell’applicazione dell’IA in ambito educativo e nella progettazione di percorsi formativi per il personale scolastico, che assicura la piena coerenza dei percorsi con i requisiti dell’Avviso MIM prot. 0073226/2026, con le Linee guida sull’IA nelle scuole (D.M. 166/2025) e con il quadro normativo europeo (AI Act, Reg. UE 2024/1689).

Considerata l'imminenza della scadenza, Le chiediamo di manifestare il proprio interesse entro il 14 aprile 2026, così da consentire il completamento del formulario nei termini previsti.

Euroedizioni

[email protected]

“Una riforma annunciata: la nuova responsabilità amministrativa dei dipendenti pubblici”

Editoriale di Anna Armone
Direttore Responsabile

Un inizio d’anno colpevole di tragedie e disastri ambientali che hanno coinvolto tutti noi cittadini facendo luce su aspetti della realtà che non escludono nessuno.

Nel mondo legislativo la legge n. 1 del 2026 riguarda le modifiche alla legge 14 gennaio 1994, n. 20, e altre disposizioni, nonché delega al Governo in materia di funzioni della Corte dei conti e di responsabilità amministrativa e per danno erariale. Il dibattito su questa riforma è in corso sin dal 2020 quando il Decreto Semplificazione introdusse la limitazione della responsabilità amministrativa al dolo e alla colpa grave solo omissiva. Già quella disposizione fu oggetto di ricorso alla Corte costituzionale che, con la sentenza 132/2025, ha messo le basi legittimanti della nuova legge n. 1/2026. La Corte, chiamata a giudicare della legittimità costituzionale della menzionata scelta legislativa, in una decisione che costituisce la testata d’angolo della sua giurisprudenza nella materia, ha chiarito che già i relativi lavori preparatori evidenziavano «l’intento di predisporre, nei confronti degli amministratori e dei dipendenti pubblici un assetto normativo in cui il timore della responsabilità non esponga all’eventualità di rallentamenti ed inerzie nello svolgimento dell’attività amministrativa» (sentenza n. 371 del 1998).

Pertanto, «nella combinazione di elementi restitutori e di deterrenza che connotano l’istituto qui in esame, la disposizione risponde [...] alla finalità di determinare quanto del rischio dell’attività debba restare a carico dell’apparato e quanto a carico del dipendente, nella ricerca di un punto di equilibrio tale da rendere, per dipendenti ed amministratori pubblici, la prospettiva della responsabilità ragione di stimolo, e non di disincentivo» (così, la citata sentenza n. 371 del 1998).

“Una riforma annunciata: la nuova responsabilità amministrativa dei dipendenti pubblici”
Editoriale: di Anna Armone

Un inizio d’anno colpevole di tragedie e disastri ambientali che hanno coinvolto tutti noi cittadini facendo luce su aspetti della realtà che non escludono nessuno. 
Nel mondo legislativo la legge n. 1 del 2026 riguarda le modifiche alla legge 14 gennaio 1994, n. 20, e altre disposizioni, nonché delega al Governo in materia di funzioni della Corte dei conti e di responsabilità amministrativa e per danno erariale. Il dibattito su questa riforma è in corso sin dal 2020 quando il Decreto Semplificazione introdusse la limitazione della responsabilità amministrativa al dolo e alla colpa grave solo omissiva.

Sanzioni disciplinari e valutazione del comportamento degli alunni di Riccardo Lancellotti

Le indicazioni nazionali per il primo ciclo di Gian Carlo Sacchi

Bullismo all’incontrario di Maurizia Maiano

Argomenti

La verifica del possesso dei requisiti nei contratti ad evidenza pubblica
Non sempre un operatore economico può partecipare ad un bando né tantomeno aggiudicarsi il contratto proprio a causa della mancanza di determinati requisiti.
Maria Rosaria Tosiani

Assenza per infortuni del dipendente causato da terzi rivalsa dell'amministrazione
La Corte di Cassazione ha affermato che il responsabile di lesioni personali in danno a un lavoratore dipendente è tenuto al risarcimento in favore del datore di lavoro per la mancata utilizzazione delle prestazioni lavorative.
Rocco Callà

Il contributo volontario delle famiglie.Tra autonomia scolastica, partecipazione e corresponsabilità educativa
Laura Bertocchi - Mario Maviglia

Prevalenza del principio del favor anche per le assenze post ricovero
L'importanza delle deroghe introdotte per via contrattuale.
Angelo Muratore

Disciplina fiscale e previdenziale dei contratti con esperti esterni e gestione separata inps (aliquote contributive anno 2026)

Il dado è tratto, la riforma della scuola è bella e pronta

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

A discreti e decisi passi, si va completando sempre più il quadro riformatore della scuola secondo Valditara, un profondo rinnovamento che ha toccato i punti strategici del sistema d’istruzione, dalla disciplina alla valutazione della condotta - che ritorna ad essere fondamentale ai fini di promozione o bocciatura -, dalla valorizzazione del merito al lancio della filiera 4+2 per collegare meglio istruzione e lavoro, dal divieto di smartphone in classe ai programmi scolastici (3-14 anni), che segnano il ritorno alle materie tradizionali, con latino facoltativo alle medie, il potenziamento della grammatica e l’accentramento sulla storia italiana ed europea, ed altro ancora, a disegnare un puzzle che sradica la scuola dal percorso che stava seguendo, in stretto raccordo con gli orientamenti europei, per essere dirottata verso il mito del merito, della disciplina e della sanzione, per di più volgendo lo sguardo all’indietro, come in preda ad un nostalgico “ritorno al futuro”.

Una riforma che è stata pennellata un po’ alla volta secondo una precisa visione ideologica più che non secondo rilievi di inadeguatezze o intercettazione di più proficui orientamenti: uno sradicamento che intende privilegiare visioni che, al momento, sembrano essere orfane del contributo della psicologia, della pedagogia, della didattica funzionale.  Un cambiamento radicale del quale non si riesce ad apprezzare un ordito che risponda alle esigenze di una attualità proiettata sul futuro, aspetto che non riusciamo ad apprezzare e neanche ad intravvedere nel nuovo quadro riformatorio. Eppure bisognerà pur sempre condividerla e, concorrere perché la scuola trovi un po’ di ristoro e, comunque, sappia riemergere magari intervenendo con un po’ di saggia creatività, pur sempre all’ombra dei grandi della psicologia e della pedagogia.

Gli articoli di questo numero:

“Scuola al centro” contro la dispersione

Con D.M. n. 273 del 27.04.2016 sono stati stanziati 10.000.000,00 di euro (dieci milioni) per la realizzazione di interventi per la prevenzione della dispersione scolastica nelle zone periferiche delle città metropolitane caratterizzate da elevato tasso di dispersione scolastica.

Il Decreto riporta i criteri stabiliti e le modalità per l’avvio di un programma sperimentale di didattica integrativa e innovativa da realizzare in orario extra-curricolare nelle istituzioni scolastiche statali di ogni ordine e grado delle aree delle città metropolitane di Roma, Milano, Napoli e Palermo.

Le istituzioni scolastiche sono chiamate a candidarsi per ricevere un finanziamento, nel limite massimo di euro 15.000,00 (quindicimila), presentando un progetto di didattica integrativa e innovativa attraverso attraverso la compilazione del formulario online disponibile per le Istituzioni Scolastiche all’interno dell’area riservata.

 Per accedere all’area riservata del sito, le istituzioni scolastiche dovranno utilizzare la medesima password assegnata per l’inserimento dei progetti per le “Aree a rischio”. In caso di smarrimento o non possesso della password potrà essere utilizzata l’apposita funzione “Richiedi Password".

Il formulario online sarà modificabile fino alla data di chiusura della piattaforma - 20 giugno p.v.. Oltre la data di chiusura non saranno ammesse richieste di modifica per alcun motivo.

Per l’assistenza tecnica al Portale è possibile scrivere all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Forlì. Docente bacia studentessa di 15 anni. Arrestato

I docenti dovrebbero assumere un atteggiamento integerrimo con i loro allievi. Invece, un docente di un istituto superiore di Forlì è andato ben oltre.

Un docente 40enne di un istituto superiore di Forlì è stato stato sorpreso mentre baciava una studentessa di 15 anni in una stanza dell’istituto ed è stato subito posto in arresto dagli agenti della Squadra. La polizia monitorava con telecamere il comportamento dell’insegnante, che era già stato oggetto di segnalazione da parte di alcuni genitori degli studenti. Il professore dovrà rispondere di violenza sessuale aggravata dal ruolo ricoperto (abuso di autorità) e dall’età della ragazza. Indagini sono in corso per accertare se non ci siano altre vittime.

Interrogato, il docente ha spiegato di aver creduto che fosse consenziente.

Concorso Docenti. Candidata esclusa perché incinta al nono mese

In video andato in onda su Gilda TV, l’insegnante Agnese Garufi, in attesa di sostenere la prima prova del concorso a cattedra, racconta la sua vicenda particolare:Non potrò partecipare al concorso per la scuola perché sono incinta al nono mese. Dovrei partorire in questi giorni è il concorso è fissato per il 19 maggio. Da mesi scrivo a ministri e all'Unione europea ma nessuno mi risponde, nessuno mi dice se posso essere tutelata in qualche modo per la mia maternità. Non è giusto essere esclusa per il fatto di dover dare alla luce il proprio figlio. Sono di origine siciliana ma vivo in Piemonte da tre anni, dal 2013 quando è uscito il bando per l'abilitazione nella mia classe di concorso: l'insegnamento dello strumento musicale alle medie. Ero convinta di poter partecipare a questo concorso, avendo tutte le carte in regola. Eppure probabilmente non potrò. Chiedo al ministero di mettere una sessione straordinaria”.

 

 

Milano. Dirigente scolastico aggredito a scuola

La dirigente scolastica di una scuola primaria di Milano è stata aggredita alle spalle, quando era in attesa dell’ascensore, e colpita con un pugno al viso. L’aggressione è avvenuta all’interno dell’istituto comprensivo «Guido Galli» di viale Romagna a Milano.e la dirigente non è riuscita a vedere chi fosse l’aggressore.

Sulla vicenda stanno indagando i carabinieri. Intanto un folto gruppo di dirigenti scolastici hanno manifestato solidarietà alla collega inviando una lettera al Ministro Giannini nella quale rilevano quanto l’operato dei capi d’istituto sia sempre più stressante e non adeguatamente sostenuto dall’amministrazione centrale: “Non si può lavorare in trincea, con mille scadenze e difficoltà e poi essere lasciati soli alla mercé di violenze private, fisiche e morali. La barbarie della violenza, a maggior ragione su una donna, non può e non deve essere tollerata tanto meno in un contesto educativo come quello scolastico. Noi dirigenti scolastici ci stringiamo intorno alla collega e chiediamo con forza che si prenda una posizione chiara e netta da parte del ministero”.

La dirigente si è insediata nella scuola solo da quest’anno. Qualcuno pensa che l’aggressione sia un effetto di presunte tensioni verificatesi al suo arrivo; ipotesi che l’interessata non ha evidenziato. Il caso è reso più difficile perla mancanza assoluta di testimoni.

Intervenendo con un post su Facebook, la Ministra dell’Istruzione ha stigmatizzato l’episodio: “L’aggressione subita dalla preside Lamberti a Milano è un atto di violenza che colpisce non solo la nostra dirigente, ma tutta la scuola. Non è accettabile violare così il luogo a cui affidiamo ogni giorno la formazione e la crescita umana dei nostri figli e dove ogni giorno i nostri insegnanti si impegnano per educarli, per farne uomini e donne consapevoli e naturalmente inclini alla legalità, al rispetto e all’inclusione. Si tratta di un fatto gravissimo che va condannato senza indugi. Ma è un fatto che impone anche una riflessione. Come cittadini, come genitori, come amministratori della cosa pubblica. I presidi milanesi e con loro, idealmente, i presidi di tutta Italia ci chiedono di non essere lasciati soli. Lo chiedono al loro Ministro, ma, lasciatemelo dire, lo chiedono alla loro comunità e alla società italiana, di cui la scuola è il centro. L’episodio di Milano ci dice con chiarezza che serve una nuova alleanza fra scuola e famiglia, fra scuola e cittadinanza”.

 

Bologna. Bullo di 8 anni terrorizza la classe

Un bambino di appena 8 anni, alunno di una classe terza elementare di Bologna, con i suoi comportamenti da bullo ha letteralmente  messo in crisi la comunità scolastica al punto da indurre i genitori dei bambini maltrattati a richiedere l’intervento del ministro Giannini, del direttore dell’USR e della Procura dei minori, che ha aperto un fascicolo.

La situazione, già evidenziata alla fine dello scorso anno scolastico per ripetuti episodi di violenza, è arrivata al culmine con l’inizio del corrente anno scolastico. Pugni, calci, schiaffi, graffi, sputi, taglio dei capelli, molestie sono i comportamenti messi in atto dal bambino, con conseguenze anche fortemente lesivi dei compagni: denti rotti, lividi, bernoccoli in testa, ferite prodotte da penne usate come spada. Dopo aver interessato il dirigente scolastico, i genitori hanno sottoscritto una petizione per sollecitare un pronto intervento dall’alto: “Abbiamo tutti i referti – dice la rappresentante di classe – non ci siamo inventati nulla, non siamo visionari”.

Finale di tensione per la scuola. Sciopero il 20 maggio

Si prefigura un finale di tensione per la scuola. Dopo lo sciopero del 12 maggio indetto da Unicobas, Cobas e Gilda, si replica venerdì 20 maggio con lo sciopero generale proclamato da Cgil,Cisl, Uil, Snals-Confsal. In un incontro congiunto i segretari sindacali. Hanno illustrato le motivazioni che sostengono la protesta e che trovano corpo nella legge 107/2015: contratto, contrattazione, burocratizzazione, merito, precariato, retribuzioni .

La legge 107 è considerata carente e deleteria. Per  Achille Massenti segretario generale vicario dello Snals-Confsal, “ha creato una serie di tensioni inimmaginabili, fibrillazioni nelle scuole,  a causa delle mancate stabilizzazioni, dell'assenza di risorse, dell'affidare ad organi monocratici quella che deve essere una gestione collegiale”.

Molto dura la posizione di Domenico Pantaleo (Cgil): “Sono saltate le regole del sistema sindacale che vanno ricostruite. Abbiamo raccolto nelle scuole circa 1500 firme contro tutti questi punti negativi della 107. Le consegneremo al governo perché si impegni a cambiare la 107”.

Altrettando dure la critica di Maddalena Gissi (Cisl) e Pino Turi (Uil) che parla di “mutazione genetica della scuola”, di “derive autoritarie e autonomia ammazzata”.

La posizione dei sindacati è critica anche rispetto alle tanto enfatizzate 83.000 assunzioni da parte del Miur, che avrebbero dovuto essere di più ampio respiro , con cadenza pluriennale, senza lasciare nel limbo i tanti aventi diritto, peraltro escludendo anche dal concorso, nonostante il diktat dell’Europa, perfino i precari con tre anni di servizio.

Intanto al Senato la discussione generale sul dl Scuola entra nel vivo. E le dichiarazioni di voto sulla fiducia al dl scuola inizieranno questa mattina alle 9.30.

Concorso Docenti. Correzione prova scritta attraverso parole chiave?

Circolano voci, non confermate ma ancora neanche smentite, secondo cui ilCineca (Consorzio Interuniversitario costituito pe iniziativa del Miur) avrebbe ideato unsistema informaticoin base al quale la correzione avvenga velocemente attraversol'uso di 'TAG/parole chiave' che servirebbero a 'scremare' gli elaborati.

Si tratta di voci, ma il ministro Giannini è stato Invitato a fornire una dettagliata risposta in merito alla procedura di correzione degli elaborati, anche per l'assenza di griglie di valutazione.

Qualche settimana fa il Ministro aveva assicurato che le griglie di valutazione per la prova scritta del concorso esistevano già e che fossero quelle già utilizzate nei pubblici concorsi, solo che, alla luce dei quesiti proposti nelle prove, tali griglie appaiono del tutto inappropriate.

Maturità 2016. Giannini: scelte le tracce della prima prova

Con un tweet su Miur social, il ministro Giannini ha annunciato di aver già scelto le tracce per la prima prova scritta degli esami di Stato 2016 assicurando che “sarà una bella maturità”.

La prima prova scritta dell'esame di stato 2016, italiano, è in calendario per mercoledì 22 giugno. La seconda prova si svolgerà giovedì 23 giugno e il terzo scritto, diverso per ciascuna scuola, è previsto per lunedì 27 giugno.

 

Concorso Docenti. Infanzia e Primaria, prova del 30 e 31 maggio al mattino

Il Miur comunica che le prove scritte della scuola primaria e della scuola dell'infanzia, il cui svolgimento è stato previsto rispettivamente per i giorni 30 e 31 maggio 2016, si svolgeranno su tutto il territorio nazionale nel turno del mattino delle stesse giornate. L'elenco delle sedi d'esame, con la loro esatta ubicazione e con l'indicazione della destinazione dei candidati, nonché l'orario di convocazione, sarà reso noto con successivo avviso pubblicato sui siti internet e sugli albi degli Uffici Scolastici Regionali competenti all'espletamento della procedura concorsuale, nonché sulla rete intranet e sul sito internet del Ministero (www.istruzione.it).

Il Nuovo Codice degli Appalti si applica ai bandi ed avvisi pubblicati dal 20 aprile

In relazione al regime transitorio del d.lgs. 18 aprile 2016 n. 50 delineato, in particolare, dagli articoli 216, comma 1 e 220, anche a seguito di numerose richieste  di chiarimenti avanzate da Stazioni appaltanti, era stato adottato, congiuntamente al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, un  Comunicato il 22 aprile 2016 che precisava che il codice doveva ritenersi entrato in vigore il 19 aprile e, quindi, applicabile ai bandi pubblicati a partire da quella data.

Numerose stazioni appaltanti hanno, però,  successivamente evidenziato come  il  Codice fosse stato pubblicato,  nella versione on line della Gazzetta Ufficiale (n. 91) del 19 aprile 2016, dopo le 22.00 e, quindi, solo da quel momento reso pubblicamente conoscibile.
 Nell’esprimersi su tali ulteriori richieste di parere, l’Autorità, sentita anche l’Avvocatura generale dello Stato, ha  considerato che tale accertata evenienza imponga, in base al principio generale di cui all’art. 11 delle preleggi al codice civile ed all’esigenza di tutela della buona fede delle stazioni appaltanti, una diversa

soluzione equitativa con riferimento ai soli bandi o avvisi pubblicati nella giornata del 19 aprile. 

 Per essi, in particolare, continua ad operare il pregresso regime giuridico, mentre  le disposizioni del d.lgs. 50/2016 riguarderanno i bandi e gli avvisi pubblicati  a decorrere dal 20 aprile 2016.

Dodici milioni di euro per il sostegno alle paritarie. Ed è subito bufera

Il ministro Stefania Giannini ha presentato al Senato un emendamento col quale si vogliono destinare dodici milioni di euro alle scuole paritarie cheaccolgono studenti disabili. Visto l’imprimatur del rappresentante di Governo. salvo sorprese l’emendamento dovrebbe essere presto approvato.

Subito sono scattate le critiche dell’opposizione, in particolare del Movimento 5 Stelle, che parla di discriminazione inaccettabile, considerato che la scuola pubblica accoglie più di 234mila studenti disabili, a fronte dei 12mila della scuola privata (meno del 5% del totale). Lo stanziamento, quindi, sarebbe della misura di 1000 euro pe  studente, ma non si esclude che possa essere incrementato se gli studenti con disabilità dovessero aumentare.

Comunque, ad alimentare maggiormente sarebbe l’origine dello stanziamento: uno storno dalfondoper il miglioramento della didattica creato dalla riforma della scuola (ma si tratta dei risparmi del piano straordinario di assunzioni, precisa il Miur).

MIUR: concorso di idee per 52 nuove scuole sostenibili, a misura di studente

Il MIUR ha lanciato il concorso di idee per la progettazione e la realizzazione di 52ScuoleInnovativegrazie allo stanziamento di 350 milioni di euro, previsto dalla legge ‘Buona Scuola’. Il bando è stato illustrato al Ministero dell’Istruzione dal MinistroStefania Giannini, dal SottosegretarioDavide Faraonee dalla coordinatrice della Struttura di Missione per l'Edilizia Scolastica di Palazzo ChigiLaura Galimberti.

“Grazie a questo bando doteremo il Paese di 52 nuove scuole, all’avanguardia, sostenibili, a misura di studente. I progettisti dovranno immaginare istituti dotati di spazi didattici innovativi, ad alta prestazione energetica, con aree verdi fruibili. Scuole belle, attrattive che favoriscano l’apprendimento e l’apertura all’esterno, che diventino punti di riferimento per il territorio. Il cambiamento culturale che abbiamo immaginato con la Buona Scuola passa anche da qui, dal ripensamento degli spazi educativi per una scuola più accogliente, da vivere sempre, anche in orario extra scolastico”, ha dichiarato il MinistroStefania Giannini.

“Sul capitolo edilizia – ha proseguito il Ministro - sono stati compiuti sforzi importanti, abbiamo mobilitato nei primi due anni di governo quasi 4 miliardi di risorse per interventi di ristrutturazione, manutenzione ordinaria e straordinaria, decoro e ripristino. A questi si aggiungono i fondi per lo sblocco del patto di stabilità e il Fondo Kyoto per l’efficientamento energetico. Grazie all’ultima stabilità abbiamo 1,7 miliardi in più di risorse che potremo utilizzare per opere di costruzione e ristrutturazione. Per un investimento totale di oltre 7 miliardi”.

“Fino all’estate scorsa parlavamo di 4 miliardi destinati a questo settore: oggi quei miliardi sono oltre 7, di cui 1,7 stanziati nell’ultima legge di Stabilità. Scuole sicure, funzionali alla didattica, sostenibili: di questo hanno bisogno i nostri ragazzi e in questa direzione va la costruzione di 52 istituti altamente innovativi. Stiamo mettendo in atto una rivoluzione culturale: dall’edilizia all’architettura scolastica, perché apprendere non è solo studiare da un libro ma imparare “attraverso” la scuola”, ha sottolineato il SottosegretarioDavide Faraone.

“La parola d'ordine è l'innovazione che, per la prima volta, viene istituzionalizzata e diffusa in tutte le regioni italiane. Oggi abbiamo parlato di 52 scuole, ma questi istituti sono degli apripista da cui partire per una riqualificazione del patrimonio scolastico che non punti solo alla messa in sicurezza degli edifici esistenti, ma che si proponga di studiare nuove soluzioni architettoniche per una didattica all'avanguardia e per realizzare scuole che siano dei veri e propri civic center, punti di riferimento nei quartieri. Vogliamo avviare una rivoluzione culturale che, al lavoro di architetti ed ingegneri, affianchi le competenze dei pedagogisti e di chi la scuola la vive tutti i giorni", ha aggiuntoLaura Galimberti, coordinatrice della Struttura di Missione per l'Edilizia Scolastica della Presidenza del Consiglio dei Ministri.  

Il bando per leScuoleInnovativesarà on line all’inizio della prossima settimana e si chiuderà il prossimo 30 agosto. Sarà scaricabile sul sito www.scuoleinnovative.itdove è già disponibile la mappa delle 52 aree su cui sorgeranno le nuove scuole. Per ogni area sarà possibile visualizzare una scheda tecnica della tipologia di istituto da costruire con il costo stimato delle opere. Le aree sono state individuate dalle Regioni attraverso una procedura selettiva.

Al bando, di carattere internazionale, possono partecipare ingegneri, architetti, singoli o associati, le società di ingegneria e le società professionali. La procedura si svolgerà on line attraverso la piattaforma ‘Concorrimi’ messa a disposizione dall’Ordine degli Architetti di Milano.

Una Commissione di esperti individuerà per ciascuna area di intervento le prime tre proposte vincitrici che saranno premiate rispettivamente con 25.000, 10.000 e 5.000 euro. I progettisti potranno concorrere per una sola area. La progettazione finale sarà curata dagli Enti locali e potrà essere affidata anche agli stessi progettisti individuati dal concorso di idee.

L’Inailacquisterà le aree oggetto degli interventi di costruzione e realizzerà le scuole, mentre il Miur pagherà i canoni di locazione per trent’anni con fondi messi a disposizione dalla legge Buona Scuola. Gli studenti che frequenteranno i nuovi edifici saranno coinvolti nella progettazione della loro scuola attraverso un hackathon per l’edilizia scolastica.

Sul sitowww.istruzione.itè inoltre disponibile una App ‘La Buona Scuola – Edilizia scolastica’ attraverso la quale i cittadini potranno verificare quanti finanziamenti sono stati stanziati per l’edilizia scolastica nel loro comune, come e se sono stati spesi quei soldi. Sarà anche possibile ricevere informazioni sui nuovi finanziamenti in tempo reale e dare il proprio contributo inviando segnalazioni, dando un feedback sugli interventi, inviando la propria opinione.

Concorso Docenti. Consiglio Regionale Piemonte: Assunzione di tutti gli idonei

L’ordine del giorno del Consiglio Regionale del Piemonte del 10 maggio p.v. prevede il punto  "Stabilizzazione dei docenti abilitati e nuovi percorsi di abilitazione all'insegnamento" a firma del  consigliere regionale Andrea Appiano.

Questo il testo che sarà in discussione:

Il Consiglio regionale,

premesso che il precariato cronico è una patologia che affligge il mondo scolastico ed è stato alimentato, nel tempo, dalla costituzione di abilitati delle Graduatorie ad esaurimento (GAE, SISS e vincitori di concorso), abilitati in graduatoria di istituto di seconda fascia (diplomati magistrali, congelati SISS, PAS, TFA) e docenti in graduatoria di istituto di terza fascia, ossia non abilitati in possesso del titolo di studio valido per l’accesso all’insegnamento;

tali docenti, indipendentemente dalla loro collocazione nelle tre fasce di precariato, lavorano da molti anni a pari condizioni rispetto ai colleghi stabilizzati, presenziando al collegio docenti, ai consigli di classe, essendo presenti nei consigli di istituto, nei progetti scolastici e, in alcuni casi, come collaboratori o vicari del dirigente scolastico;

considerato che

il 3 marzo 2015 il Consiglio reginale del Piemonte discuteva e approvava l’Ordine del giorno n. 175, recante “Piano di stabilizzazione dei precari della scuola”, con cui si richiedeva l’impego della Giunta regionale ad attivarsi con urgenza presso il Governo e il Ministero dell’istruzione, dell’univeristà e della ricerca affinché fosse previsto un piano di assunzioni che, in tempi e modi adeguati, assorbisse tutto il precariato del personale docente e ATA che avesse prestato servizio per un congruo periodo, quantificato in almeno 36 mesi, non limitandosi a considerare le sole graduatorie ad esaurimento, ma immettendo direttamente in ruolo, a titolo esemplificativo, anche i precari abilitati in graduatoria di seconda fascia, e garantendo altresì l’assunzione di tutti gli idonei dei concorsi precedenti;

constatato che

la legge 13 luglio 2015, articolo 1, comma 95, per l’anno scolastico 2015/2016 ha autorizzato il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca “ad attuare un piano straordinario di assunzioni a tempo indeterminato di personale docente per le istituzioni scolastiche statali di ogni ordine e grado, per la copertura di tutti i posti comuni e di sostegno dell’organico di diritto, rimasti vacanti e disponibili all’esito delle operazioni di immissione in ruolo effettuate per il medesimo anno scolastico”, assunzioni operate le quali risulteranno soppresse le graduatorie dei concorsi per titoli ed esami banditi anteriormente al 2012;

la medesima legge, all’articolo 1, comma 114, ha disposto il bando, da parte del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di un concorso per titoli ed esami per l’assunzione a tempo indeterminato di personale docente per le istituzioni scolastiche ed educative statali, “per la copertura, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili, di tutti i posti vacanti e disponibili nell’organico dell’autonomia, nonché per i posti che si rendano tali nel triennio”;

limitatamente a tale bando, il menzionato articolo 1, comma 114, valorizza tra i titoli valutabili con maggiore punteggio a) il titolo di abilitazione all’insegnamento conseguito a seguito sia dell’accesso ai percorsi di abilitazione tramite procedure selettive pubbliche per titoli ed esami, sia del conseguimento di specifica laurea magistrale o a ciclo unico, e b) il servizio prestato a tempo determinato, per un periodo c continuativo non inferiore ai 180 giorni, nelle istituzioni scolastiche ed educative satatali di ogni ordine e grado;

rilevato che

il concorso, il cui bando era originariamente previsto per il 1° dicembre 2015, è attualmente in fase di svolgimento e prevede l’assunzione di circa 64.000 docenti a fronte dei circa 165.000 abilitati attualmente inseriti in seconda fascia;

è stato inoltre stabilito che gli idonei non possono in ogni caso superare il 10% (6.400 unità circa) dei posti a disposizione, e pertanto potrebbero ipoteticamente ottenere l’immissione in ruolo poco più di 70 mila candidati;

 tali criteri comportano tuttavia il concreto rischio che i vincitori del concorso siano complessivamente più numerosi dei posti di ruolo banditi;

IMPEGNA

la Giunta regionale del Piemonte

ad attivarsi presso il Governo e

il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca

affinché

venga predisposta una apposita graduatoria per l’assunzione a tempo indeterminato, nei prossimi anni, di tutti i vincitori del concorso, ossia anche di coloro che potrebbero eccedere la quota fissata nel bando attualmente in corso;

vengano individuati comunque percorsi di inserimento lavorativo nella scuola del personale abilitato che abbia già maturato almeno 3 anni di servizio alla data di pubblicazione dell’attuale concorso;
vengano avviati al più presto nuovi percorsi di abilitazione per gli insegnanti precari che sono attualmente privi di tale titolo e si proceda in futuro a concorsi periodici.

PRIMO FIRMATARIO Andrea Appiano

 

Giannini: Integrazione, punto qualificante della “buona scuola”

A margine di un incontro a Trieste per la firma di un protocollo d’intesa sulla scuola digitale con la Regione Friuli Venezia Giulia, il ministro Giannini ha ribadito che “La Buona Scuola e la legge 107 fanno dei processi integrativi, dell'inclusione in generale (abbiamo anche una delega importante su questo tema a cui stiamo lavorando in questi giorni) e soprattutto dell'integrazione degli alunni stranieri, un punto qualificante”. Quindi ha aggiunto. “Io ho una sensibilità che deriva dalla mia storia personale ed ho la consapevolezza che se i bambini non sanno l'italiano, o comunque la lingua del paese in cui arrivano e in cui cresceranno come cittadini e come adulti, non saranno in grado di essere cittadini pieni, attivi. Si parte dalla lingua, che vuol dire cultura e conoscenza delle istituzioni. Questo è un processo complesso, che prevede la preparazione di insegnanti che sappiano fare quel mestiere. Non è un caso che in abbinamento al concorso e alla legge che sulla Buona Scuola abbiamo attivato per la prima volta nel Paese la classe di concorso specialistica in italiano lingua seconda”.

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