Ultime notizie

Intervenendo in collegamento al dibattito con gli studenti del Liceo Malpighi di Bologna sul tema “È un Paese per giovani?” organizzato a Bologna nell’ambito del Festival Francescano 2021,sulle modalità di svolgimento del prossimo esame di maturità il Ministro Bianchi ha ribadito che al Ministero si sta valutando con attenzione il modello attuato nello scorso anno scolastico. Il Ministro ha anche ricordato che l’esame si è svolto con commissari tutti interni ed il solo presidente esterno.

Il Ministro non ha mancato di fare apprezzamenti per il modo in cui si è operato lo scorso anno: “Abbiamo fatto esami di Stato in presenza, scelto una via di cui do un giudizio positivo. Ho visto tesine sviluppate anche con strumenti multimediali molto sofisticati. Noi adesso stiamo valutando questa esperienza, come stiamo valutando le esperienze precedenti, e definiremo in tempo adeguato, prima di quanto avveniva negli anni passati, le modalità di svolgimento dell’esame di maturità di quest’anno

L’unico dato certo, al momento, è che si partirà alle 8,30 del 22 giugno, per l’eventuale prima prova scritta, come stabilito dall’ordinanza ministeriale 191 del 23 giugno.

A fronte de delle numerose cattedre ancora scoperte, il MI starebbe valutando la possibilità, per gli inseriti nelle GPS, di presentare la domanda di messa a disposizione, rivedendo il divieto finora vigente. Pronta la bozza della circolare, si aspetta la comunicazione ufficiale. Il provvedimento potrebbe riguardare.

La nomina dell’aspirante potrà essere disposta solamente dopo l’effettiva conclusione delle operazioni di nomina dalle GPS nell’ambito territoriale di riferimento e in quello nel quale è incluso, nonché le graduatorie d’istituto della scuola interessata e delle scuole viciniori.

La circolare dovrebbe essere emanata a breve.

Come da Nota MI n. 2056 del 22/09/21, il Ministero dell'istruzione (MI) e Sport e salute S.p.A. promuovono per questo anno scolastico il progetto nazionale "Scuola Attiva Kids". Costituisce l'evoluzione di "Sport di Classe" realizzato negli scorsi anni e prevede la collaborazione con le Federazioni Sportive Nazionali (FSN) e con il Comitato Italiano Paralimpico (CIP) per favorire l'inclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali. Rivolto a tutte le classi di scuola primaria delle istituzioni scolastiche statali e paritarie, il progetto ha l'obiettivo di valorizzare l'educazione fisica e sportiva nella scuola primaria per le sue valenze formative, per la promozione di corretti e sani stili di vita e per favorire l'inclusione sociale.

Rivolto a tutte le classi di scuola primaria delle istituzioni scolastiche statali e paritarie, il progetto ha l’obiettivo di valorizzare l’educazione fisica e sportiva nella scuola primaria per le sue valenze formative, per la promozione di corretti e sani stili di vita e per favorire l’inclusione sociale. Il progetto tiene conto di quanto previsto dalle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione (Decreto Ministeriale 16 novembre 2012, n. 254), dall’ordinanza sulla valutazione periodica e finale degli apprendimenti delle alunne e degli alunni delle classi della scuola primaria (Ordinanza MI n. 172 del 4 dicembre 2020 e relative Linee Guida) nonché dalle Linee Guida per l’insegnamento dell’Educazione Civica (articolo 3 della legge 20 agosto 2019, n. 92). È previsto un sistema di governance nazionale e, al contempo, territoriale ed il progetto è supportato tecnicamente da una Commissione didattico-scientifica nazionale, di cui fanno parte esperti individuati da questo Ministero, da Sport e salute e dal CIP.

Alla nota è allegato l’Avviso pubblico per l’affidamento dell’incarico di Tutor Sportivo Scolastico nell’ambito del progetto nazionale “Scuola Attiva Kids” per l’anno scolastico 2021/2022.


 

V

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Venerdì 1° ottobre si svolgerà l’incontro “Opportunità e sfide della cittadinanza digitale” organizzato dalla Sottosegretaria Barbara Floridiae aperto da un intervento del Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi.

Queste le domande attorno alle quali si intreccerà il dibattito: Come può la scuola contribuire a formare i cittadini di domani? Quali competenze e conoscenze sono necessarie per affrontare questa sfida e coglierne tutte le opportunità?

Il webinar, al quale parteciperanno alcuni tra i massimi esperti di digitale e social media in campo educativo, si svolgerà dalle ore 15.30 alle 18.30 ed è aperto a coloro che sono interessati al tema proposto e, in particolare, al personale scolastico.

La partecipazione all’evento sarà riconosciuta, al personale, come attività di formazione (la frequenza minima per il rilascio dell’attestato è il 75% dell’orario previsto). In questo caso sarà necessario compilare il form al link entro le ore 19.00 del 30 settembre 2021. I docenti dovranno preventivamente registrarsi sulla piattaforma S.O.F.I.A (ID corso SOFIA numero 63883).   

Sarà possibile inviare riflessioni e domande all’indirizzo segreteria.floridia@istruzione.it. I relatori risponderanno durante la diretta.  

Il webinar si potrà seguire al seguente link. L’evento sarà trasmesso in diretta sul canale YouTube del Ministero (in questo caso non sarà rilasciato attestato di frequenza).   

Da uno studio condotto dalla CISL emerge che sono circa 2mila i docenti che hanno rinunciato alla supplenza a Milano e più di mille quelli a Torino. La stessa situazione preoccupante si registra anche a Brescia e Firenze con circa 500 rinunce a posti ATA. Problemi non solo al Settentrione: si attende personale anche nella città metropolitana di Roma

"La procedura informatizzata per la domanda ha facilitato le candidature, oltre 450mila, ma poi molti si sono ritirati, soprattutto al Nord, e questo sta mandando in crisi alcune scuole", afferma Maddalena Gissi, segretaria generale di Cisl Scuola. Questo perché "forse la sede di destinazione per loro non è facilmente raggiungibile, o in generale l'insegnamento risulta di scarsa attrattività in certe aree. Dal Centro in giù non succede".

Di positivo c’è che l'immissione in ruolo di 60mila unità di cui 12mila insegnanti di sostegno. Ciò che manca, invece, sono "i candidati nelle Gps, le graduatorie provinciali, del Nord dove le università hanno chiuso le specializzazioni in sostegno limitandole a numeri risibili. Sono già esaurite le graduatorie a Venezia e in molte province dell'Emilia Romagna".

Così "non si coprono scuole di infanzia e primarie e si deve procedere con la messa a disposizione", afferma Maddalena Gissi, che aggiunge: "In Calabria, Sicilia e Campania le graduatorie invece sono infinite. Serve una migliore programmazione nelle università per il settore scuola". Per cui, secondo la segretaria di Cisl Scuola, se non si mette mano alla questione "il problema si riproporrà a settembre e per i prossimi dieci anni. Sommato a quello delle classi numerose, che in media hanno oggi 25-26 alunni".(Da SkyTg24)

Luciana  Petrucci Ciaschini

La ricostruzione della carriera del personale della scuola

La normativa, il contenzioso e la gestione del SIDI

Testo aggiornato a luglio 2021 - Pagine 230 - € 25,00

Per acquistare il testo è sufficiente inviare l'ordine con il codice CIG a euroed@euroedizioni.it per l'emissione della fattura

Aggiungere 4,00 euro per spese di spedizione con corriere SDA

Presentazione

Sono anni che ormai la competenza alla gestione delle pratiche di ricostruzione della carriera è  delle Istituzioni scolastiche l’art. 14 del D.P.R. 08.03.1999 n. 275,infatti,ha definito le competenze delle Istituzioni scolastiche ed in particolare al comma 1 ha specificato che alle medesime sono attribuite le funzioni relative alle ricostruzioni della carriera ed allo stato giuridico ed economico del personale della scuola.

Maria Rosaria Tosiani

Gestione Amministrativa e Contabile dei compensi  accessori del personale scolastico

Modalità di progettazione e liquidazione dei compensi accessori - Ritenute e certificazioni fiscali

Collaborazione con gli esperti esterni

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Presentazione

Una guida agile e completa chevuoleessereunefficacestrumentodisupportoinunsettorequalequello dellagestionedeicompensiaccessorichestadiventandosemprepiùstrategicopersvilupparelamotivazioneelacrescitaprofessionaledelpersonale.

RASSEGNA NORMATIVA N. 9/2021

Il periodico mensile di giustoscuola.it

L'INFORMAZIONE IN BREVE

Sorveglianza sanitaria eccezionale proroga al 31 dicembre

In mancanza di vaccinazione è legittima la sospensione dal lavoro

Con la pensione di inabilità non si può essere a carico per fruire delle detrazioni

Minaccia il compagno, sì alla sospensione

L' imposta di bollo sulla fatturazione elettronica

Prescrizione decennale a seguito di somme indebitamente erogate con decreto di ricostruzione della carriera

Assegno temporaneo per figli minori

ARGOMENTI DEL MESE         

Le regole sul funzionamento e costituzione degli Organi Collegiali nella scuola

C. Febbe e A. Orsingher

Riepilogo delle norme sulla costituzione e funzionamento degli Organi Collegiali

C. Febbe e A. Orsingher

Sulle modalità applicative della certificazione verde COVID-19 nella scuola

Francesco G. Nuzzaci

Dalle Linee guida per la continuità educativa al Piano nazionale 0-6  per il quinquennio 2021-2025

Gabriele Ventura

Le indicazioni operative per l’utilizzo dei 350 milioni assegnati alle scuole per il contrasto al  COVID-19

Silvia Renzulli

Le istruzioni sul conferimento delle supplenze per l’anno 2021/2022

Salvatore Argenta

Il preside che non ha fatto entrare i due docenti a scuola ha commesso reato di abuso di ufficio?

Stefano Callà

Chiarimenti INPS sulle pensioni in cumulo

Salvatore Pecorella

I CASI DI SCUOLA a cura di Stefano Callà

Certificazione di esenzione vaccinale: quale medico può firmarlo e quale contenuto deve presentare

NOTE DI GIURISPRUDENZA SCOLASTICA

Il docente incaricato ha diritto a percepire il medesimo trattamento retributivo spettante ai dirigenti scolastici

LE SCADENZE DEL MESE

NORMATIVA

Decreto Legge n. 111 del 6 agosto 2021 - Misure urgenti per l’esercizio in sicurezza delle attività scolastiche, universitarie, sociali e in materia di trasporti

Nota MIUR prot. 25099 del 6 agosto 2021 - Decreto ministeriale 6 agosto 2021 n. 251 - Disposizioni concernenti le immissioni in ruolo del personale amministrativo, tecnico e ausiliario (A.T.A.) per l’anno scolastico 2021/22

Nota MIUR prot. 10893 del 7 agosto 2021 - Indicazioni MUR sull’applicazione nell’AFAM del decreto legge 111_21

Avviso del 9 agosto 2021 - D.M. 30.7.2021, n. 242. Avviso apertura funzioni per la presentazione delle istanze di partecipazione alle procedure di attribuzione dei contratti a tempo determinato ai sensi dell’art. 59 comma 4 del decreto legge 25 maggio 2021 n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 luglio 2021 n. 106 e dell’art. 2, comma 4, lettere a) e b), dell’Ordinanza ministeriale 10.7.2020, n. 60

Nota MIUR prot. n. 1237 del 13 agosto 2021 - Decreto-legge n. 111/2021 “Misure urgenti per l’esercizio in sicurezza delle attività scolastiche, universitarie, sociali e in materia di trasporti” - Parere tecnico

Protocollo d’intesa del 14 agosto 2021 - Per garantire l’avvio dell’anno scolastico nel rispetto delle regole di sicurezza per il contenimento della diffusione di Covid 19 (Anno scolastico 2021/2022)

Nota MIUR prot. 26613 del 26 agosto 2021 - Decreto Ministeriale 6 agosto 2021 n. 251 - Disposizioni concernenti le immissioni in ruolo del personale amministrativo, tecnico e ausiliario (A.T.A.) per l’anno scolastico 2021/22. Contingente 1.000 unità di personale assistente tecnico, laboratorio “Informatica” (cod. T72)

Nota MIUR prot. 26615 del 26 agosto 2021 - Conferimento contratti di supplenza sui posti eventualmente residuati all’esito della procedura di cui all’articolo 58, comma 5-sexies, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69. Indicazioni operative


 

DIRIGERE LA SCUOLA N.9/2021

La scuola riparte col nulla di fatto … o quasi

Editoriale di Vittorio Venuti

Buon anno scolastico! Si riparte e abbiamo ancora nelle orecchie il tormentone che pappagallescamente abbiamo sentito ripetere allo sfinimento da una folta schiera di politici: la scuola deve riaprire in presenza! Riaprire in presenza è una priorità! Giusto, senz’altro… ma è mai possibile che tutti si sentano in diritto di dire ciò che la scuola deve o non deve fare? Che la scuola venga assunta come pretesto per apparire improvvisando un interesse palesemente strumentale?

Di contro, a fronte di cotante dichiarazioni, si riparte riprendendo dal punto in cui si era rimasti, ovvero con tutte le problematiche che la pandemia aveva rivelato in ordine alla conclamata limitatezza funzionale della scuola, in ordine agli spazi, alle aule, alle classi numerose, alla formazione degli insegnanti, alle carenze strutturali degli edifici, alla inadeguatezza dei trasporti. Nulla, non è cambiato nulla e tutto riprende all’insegna di una ventilata“in sicurezza” che, giocoforza si appaia ad “insicurezza”, perché, riconosciamolo, niente si può“aprire in sicurezza”

AMMINISTRARE LA SCUOLA N.9/2021

Argomenti:

Michela Lella - La leadership scolastica fra Covid e futuro - Il PTOF dovrà essere rivisto alla luce dei cambiamenti che si stanno verificando e contenere un orientamento di sfida comune tale da coinvolgere tutti i lavoratori nel progetto di scuola

Maria Rosaria Tosiani - Le direttive del dirigente come atto propedeutico per indirizzare l’organizzazione dei servizi amministrativi - Un adempimento necessario a cui il dirigente non può sottrarsi

Antonio Sapiente - Il Direttore sga responsabile dell’organizzazione dei servizi - Con l’inizio dell’anno scolastico il Direttore SGA deve proporre al Dirigente il piano delle attività del personale ATA

Rocco Callà - Sul piano delle attività del personale ATA solo confronto sindacale e non contrattazione - Gli spazi sindacali sul confronto in ordine alla materia dell’organizzazione del lavoro e dell’articolazione dell’orario di lavoro

Antonello Di Pace - Controllo autocertificazioni graduatorie di terza fascia personale ATA

Le problematiche sul controllo dei titoli e delle autodichiarazioni inserite nelle domande ATA per le graduatorie di terza fascia

Gianluca Dradi - Le problematiche sul controllo delle dichiarazioni contenute nelle domande ATA per la formazione delle graduatorie di terza fascia

Raffaella Scibi - Le problematiche sui compensi accessori corrisposti al Direttore SGA

Raffaella Scibi - L’indennità di direzione e di reggenza spettante al Direttore SGA

Modalità di determinazione e liquidazione dell’indennità di direzione

 

RUBRICHE

COSA SIGNIFICA...  a cura di Angelo Muratore - Accesso amministrativo

PAROLE CHIAVE... a cura di Carmen Iuvone - Annullamento d’ufficio in via di autotutela. Termini ridotti a 12 mesi

L’ANGOLO DELLA PSICOLOGIA a cura di Vittorio Venuti - Il senso del pensare positivo

GIOCANDO S’IMPARA

RISPOSTA AI QUESITI POSTI DAI LETTORI

NOTE DI GIURISPRUDENZA IN MATERIA SCOLASTICA

Il segretario del Pd, Renzi, aveva annunciato che avrebbe chiesto a Simona Malpezzi, responsabile scuola del partito, di cambiare la legge e di presentare un emendamento per modificare le regole riguardo all’accompagnamento dei minori a scuola, in modo che siano i genitori a scegliere e ad assumersi le responsabilità.

L’interessata, Simona Malpezzi, non ha messo tempo in mezzo è ha già pubblicato su face book il testo della proposta di legge che ha presentato -insieme ai colleghi del Pd della commissione cultura e istruzione- per risolvere la questione dell’uscita da scuola dei ragazzi alle medie.

 

Testo della proposta di modifica

___________________________________________________________________________________________

Art.1

(Misure volte a  incentivare il processo di autoresponsabilizzazione dei minori di quattordici anni, finalizzate a consentire l'uscita autonoma dei minori dai locali scolastici)

 

1. I genitori esercenti la potestà genitoriale e i tutori dei minori di 14 anni, in considerazione dell'età, del grado di autonomia e dello specifico contesto, nell'ambito di un processo di autoresponsabilizzazione, possono autorizzare le istituzioni del sistema nazionale di istruzione a consentire l'uscita autonoma dei minori dai locali scolastici al termine  dell'orario delle lezioni.

2. L'autorizzazione di cui al comma 1 esonera il personale scolastico dalla responsabilità connessa all'adempimento dell'obbligo di vigilanza.

 

_________________________________________________________________________________________

 

La relazione tecnica della proposta di legge

Simona Malpezzi ha pubblicato la relazione tecnica della proposta di legge avente per oggetto la sorveglianza degli allievi minorenni a cura della scuola e responsabilità dei genitori in ordine all’accompagnamento:

Sulla scuola incombe il dovere di sorveglianza degli allievi minorenni per tutto il tempo in cui le sono affidati. L’obbligo di vigilanza sul minore ha due generali finalità:

a) impedire che il minore compia atti illeciti:

sulla scuola e per essa a diverso titolo su docenti, personale ATA e dirigente scolastico grava un obbligo giuridico di controllo per evitare la commissione di fatti illeciti da parte del minore; l’art. 2048 c.c. dispone che “i precettori e coloro che insegnano un mestiere o un’arte sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi e apprendisti nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza”, prevedendo che tali persone siano “liberate dalla responsabilità soltanto se provano di non aver potuto impedire il fatto”.

b) salvaguardare l’incolumità fisica del minore:

sulla scuola e per essa a diverso titolo su docenti, personale ATA e dirigente scolastico grava un obbligo giuridico di protezione, per evitare che il minore sia vittima di lesioni; secondo costante giurisprudenza, la responsabilità dell'istituto scolastico nasce dall'accoglimento della domanda di iscrizione, con la conseguente ammissione dell'allievo alla scuola, che fa sorgere a carico dell'istituto l'obbligazione di vigilare sulla sicurezza e l'incolumità dell'allievo nel tempo in cui questi fruisce della prestazione scolastica in tutte le sue espressioni, anche al fine di evitare che l'allievo procuri danno a se stesso; la responsabilità del precettore dipendente dell'istituto scolastico discenda dal fatto che tra insegnante e allievo si instaura, per contatto sociale, un rapporto giuridico, nell'ambito del quale l'insegnante assume, nel quadro del complessivo obbligo di istruire ed educare, anche uno specifico obbligo di protezione e vigilanza, onde evitare che l'allievo si procuri da solo un danno alla persona (da ultimo, Cass. Civ. 19 luglio 2016, n.14701).

L’obbligo di vigilanza è previsto in capo ai seguenti soggetti:

–​per il dirigente scolastico, il D.Lgs. n. 165 del 2001 prevede la sussistenza di obblighi organizzativi di amministrazione e di controllo sull’attività degli operatori scolastici, con conseguenti responsabilità in caso di incidente per carenze a lui imputabili, allorché non abbia eliminato le fonti di pericolo, adottando tutti i provvedimenti organizzativi di sua spettanza ovvero sollecitando l’intervento di coloro su cui gli stessi ricadono (ad esempio, allorché non abbia provveduto alla necessaria regolamentazione dell’ordinato deflusso degli studenti in uscita dalla scuola, ovvero non abbia provveduto a far approvare un regolamento di istituto dall’organo collegiale competente previsto dall’art. 10, lett. a), del D.Lgs. n. 297 del 1994 avente ad oggetto la “vigilanza degli alunni durante l'ingresso e la permanenza nella scuola nonché durante l'uscita dalla medesima”;

–​per i docenti, l’art. 29, comma 5, del CCNL 2006-2009 relativo al personale del comparto Scuola, il quale stabilisce che “Per assicurare l’accoglienza e la vigilanza degli alunni, gli insegnanti sono tenuti a trovarsi in classe 5 minuti prima dell’inizio delle lezioni e ad assistere all’uscita degli alunni medesimi”;

–​per il personale ATA, il CCNL citato, alla Tabella A dei profili ATA, per l’area A, il quale prevede che il personale “(…) È addetto ai servizi generali della scuola con compiti di accoglienza e di sorveglianza nei confronti degli alunni, nei periodi immediatamente antecedenti e successivi all’orario delle attività didattiche e durante la ricreazione, e del pubblico; di pulizia dei locali, degli spazi scolastici e degli arredi; di vigilanza sugli alunni, compresa l’ordinaria vigilanza e l’assistenza necessaria durante il pasto nelle mense scolastiche, di custodia e sorveglianza generica sui locali scolastici, di collaborazione con i docenti”.

Quanto al soggetto vigilato, le disposizioni citate si applicano in genere a tutti i minori, e quindi fino alla maggiore età (18 anni), non esistendo una disposizione normativa che limiti gli obblighi di vigilanza solo fino ai quattordici anni.

Questo perché tutti i minorenni sono privi della capacità di agire (e dunque di assumersi direttamente le conseguenze giuridiche degli atti e delle azioni compiuti). Nel nostro ordinamento (art. 2, comma 1, codice civile), la generale capacità di agire si acquista al compimento del diciottesimo anno di età.

Tuttavia, già a partire da 14 anni si considera che il minore abbia maturato una certa capacità di intendere e volere, intesa come sua idoneità alla autodeterminazione, nella consapevolezza dell’incidenza del proprio operare sul mondo esterno.

La capacità di intendere e volere del minore va accertata caso per caso, tenendo non solo presente l’età dello stesso e le modalità del fatto, ma anche considerando lo sviluppo intellettivo e fisico raggiunto dal minore, tale da consentirgli di comprendere il valore etico-sociale delle proprie azioni.
La Cassazione civile ha spiegato che il dovere di vigilanza imposto ai docenti non ha carattere assoluto, bensì relativo, occorrendo correlarne il contenuto e l'esercizio in modo inversamente proporzionale all'età ed al normale grado di maturazione degli alunni in relazione alle circostanze del caso concreto, di modo che, con l'avvicinamento di costoro all'età del pieno discernimento, l'espletamento di tale dovere non richiede la continua presenza degli insegnanti, purché non manchino le necessarie misure organizzative idonee ad evitare il danno.

In ambito penale, la distinzione tra il regime applicabile al minore di 14 anni ed a chi ha un’età compresa tra 14 e 18 anni è più netta.

L’art. 97 del codice penale contiene una presunzione assoluta di non imputabilità del minore di anni 14, mentre per chi ha un’età compresa tra 14 e 18 anni è richiesto che il giudice accerti in concreto la sussistenza della capacità di intendere e di volere , intese rispettivamente come consapevolezza del disvalore sociale del fatto di reato e come capacità di autodeterminazione.
Sempre sul piano della responsabilità penale, il codice penale considera perseguibile penalmente per abbandono di persona minore o incapace “chiunque abbandona una persona minore di anni 14 della quale abbia la custodia o debba avere cura” (art. 591 c.p.), prevedendo un aumento della pena se il fatto è commesso dal genitore, dal figlio, dal tutore o dal coniuge, ovvero dall'adottante o dall'adottato.

Come è noto, una recentissima pronuncia della Corte di Cassazione (“ordinanza” 19 settembre 2017 n. 21593) ha statuito che la verificazione di un incidente ad un minore fuori dal perimetro scolastico non esclude la responsabilità della scuola. Nel caso di specie, un bambino di 11 anni era stato investito dall'autobus di linea sulla strada pubblica all'uscita di scuola.
La Cassazione ha testualmente affermato che l’obbligo di vigilanza in capo all'amministrazione scolastica con conseguente responsabilità ministeriale discendeva da una precisa disposizione del Regolamento d'istituto, che poneva a carico del personale scolastico l'obbligo di far salire e scendere dai mezzi di trasporto davanti al portone della scuola gli alunni, compresi quelli delle scuole medie, e demandava al personale medesimo la vigilanza nel caso in cui i mezzi di trasporto ritardassero.
Pertanto, l'attività di vigilanza della quale l'amministrazione scolastica era onerata non avrebbe dovuto arrestarsi fino a quando gli alunni dell'istituto non venivano presi in consegna da altri soggetti e dunque sottoposti ad altra vigilanza, nella specie quella del personale addetto al trasporto.

Dalla lettura di questa ordinanza del 2017 sembrerebbe potersi concludere che la responsabilità della scuola sussiste solo se il Regolamento di istituto impone al personale scolastico compiti di vigilanza specifici che vengono violati.

In realtà, invece, la responsabilità della scuola si ricollega più in generale al fatto stesso dell’affidamento del minore alla vigilanza della stessa.

La Cassazione civile ha sovente affermato il principio secondo cui l’istituto scolastico ha il dovere di provvedere alla sorveglianza degli allievi minorenni per tutto il tempo in cui le sono affidati e quindi fino al momento del subentro almeno potenziale della vigilanza dei genitori o di chi per loro (si veda ad esempio la storica sentenza n. 3074 del 30 marzo 1999).

Secondo la Cassazione, il dovere di sorveglianza degli alunni minorenni è di carattere generale e assoluto, tanto che non viene meno neppure in caso di disposizioni impartite dai genitori di lasciare il minore senza sorveglianza in luogo dove possa trovarsi in situazione di pericolo.
L’obbligo di vigilanza, sebbene trovi la sua fonte nel contratto tra la scuola ed i genitori del minore, non si esaurisce con la fine delle lezioni ma perdura anche oltre, cessando solo con l’effettivo venir meno delle esigenze di tutela, ossia solamente in virtù dell’effettivo passaggio del minore sotto un’altra sfera di protezione (quella del genitore o di altro soggetto).

In alcuni casi, nella prassi si ricorre all’uso delle c.d. “liberatorie” a firma dei genitori per esonerare l’istituzione scolastica dalla responsabilità nei confronti degli alunni una volta usciti da scuola.
Al riguardo, però, in carenza di normativa primaria che ne stabilisca gli effetti, è stato osservato che tali liberatorie, anziché escludere la responsabilità della scuola, costituirebbero proprio la prova della consapevolezza, da parte dell'istituto scolastico, che una modalità libera di uscita dei minori da scuola espone a pericolo la loro incolumità, con conseguente implicita ammissione di omessa vigilanza sugli allievi.

La norma si propone di consentire ai genitori esercenti la responsabilità genitoriale e ai tutori dei minori di 14 anni, in considerazione dell’età, del grado di autonomia e dello specifico contesto, nell’ambito di un processo di autoresponsabilizzazione, di autorizzare le istituzioni del sistema nazionale di istruzione all’uscita autonoma dei minori dai locali scolastici al termine dell’orario delle lezioni.

Viene altresì specificamente stabilito che l’autorizzazione in argomento esonera il personale scolastico dalla responsabilità connessa all’adempimento dell’obbligo di vigilanza.

 

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