Ultime notizie

L'INFORMAZIONE IN BREVE

Progetti di mobilità linguistica all’estero

Sicurezza delle scuole: i dati della Corte dei Conti in sede di esame del Rendiconto generale dello Stato 2025

Riunioni degli organi collegiali online anche per le sedute deliberative

Sul portale di ANAC avvisi di pagamento pagoPA per le gare pubblicate da maggio a giugno 2026

Cessione del quinto: l'INPS aggiorna le regole per i prestiti

Assegnazioni provvisorie e utilizzazioni

Immissioni in ruolo per l'anno scolastico 2026/27

Trattenimento in servizio anche oltre i settanta anni per maturare la pensione di vecchiaia

Selezione di 120 docenti per la costituzione di équipe formative territoriali a.s. 2026/27

I CASI DELLA SCUOLA... a cura dell'Avv. Stefano Callà

Licenziamento per abuso del congedo straordinario per assistere il familiare disabile

Corruzione e trasparenza
Editoriale: di Anna Armone

Dedico questo editoriale ad uno dei tormentoni burocratici della scuola, la pubblicazione dei dati nell’area Amministrazione trasparente e al suo presupposto, il Piano triennale di prevenzione della corruzione e trasparenza. Siamo oramai abituati alla deriva burocratica dello spirito delle leggi. La trasparenza è uno di questi casi. Prima ancora di farla percepire ed esercitare come diritto civico, l’abbiamo strettamente collegata alla prevenzione e contrasto alla corruzione. Perché nel nostro Paese la corruzione ha radici profonde e inestirpabili? Perché funziona sempre la presunzione di colpevolezza al posto della presunzione di legalità?

Ripensare la leadership scolastica nell’era dei software di Intelligenza Artificiale di Patrizia Giorgi

Governare la scuola nel tempo dell’intelligenza artificiale di Susanna Granello

L’educazione civica tra prospettive disciplinari e trasversalità di Riccardo Lancellotti

A lezione americana da Calvino - prove per unità didattiche nel segno della riscolarizzazione dei valori nel mondo della digitalizzazione di Maurizia Maiano

Gli adolescenti e la “metafora del gambero”

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

L’avvio della primavera non è stato felice per la scuola, teatro di fatti che l’hanno sconvolta profondamente e sui quali occorrerà riflettere con l’intenzione di capire dove stiamo andando e cosa fare per correggere il tiro, se ancora si è in tempo per porre un qualche rimedio. Riepiloghiamo sommariamente:

In una scuola del bergamasco, tredicenne accoltella gravemente l’insegnante di francese, rammaricandosi di non averla uccisa e, comunque, diffondendo in diretta su Instagram le immagini dell’attentato. A casa dello studente, i carabinieri troveranno del materiale esplosivo potenzialmente pericoloso. Sconcertante l’affermazione autoassolutoria del ragazzo: “Visto che a quanto pare i ‘ragazzi’ non capiscono cosa sia giusto e cosa no, userò questo a mio vantaggio. Non posso essere incarcerato, dato che in Italia l'età minima per la responsabilità penale è 14 anni, e non posso nemmeno essere processato, quindi farò quello che ho sempre voluto fare, uccidere lei e chiunque cerchi di impedirmelo.

Diciassettenne pescarese, domiciliato in provincia di Perugia e affiliato a gruppi neo nazisti su Telegram, viene arrestato con l’accusa di terrorismo per aver pianificato una strage in un liceo. La strage si sarebbe conclusa con il suo suicido, emulando quella compiuta da due adolescenti alla Columbine High School (Stati Uniti) nel 1999, nella quale morirono 14 persone oltre gli stragisti. Tra il materiale sequestrato figurano documenti contenenti indicazioni tecniche su sostanze chimiche e batteriologiche pericolose, nonché vademecum dedicati al sabotaggio di servizi pubblici essenziali, il tutto inserito in una chiara cornice di finalità terroristica.

Altro tredicenne, nel biellese, anziché recarsi a scuola, tira dritto e porta a compimento una rapina in un ufficio postale puntando una pistola, che poi si è rivelata essere un’arma giocattolo; bottino 500 euro e fuga interrotta dall’intervento dei carabinieri. Data la giovane età, il ragazzo non è imputabile per legge.

Argomenti

Il Direttore sga responsabile dell’organizzazione dei servizi generali ed amministrativi
Una competenza esclusiva del Direttore SGA, sia pure nell'ambito delle direttive di massima.
Rocco Callà

La disciplina del lavoro agile per il personale ATA
La disciplina nel CCNL 2029/2021.
Carmelo Febbe - Angelo Orsingher

Manutenzione degli edifici scolastici e responsabilità del dirigente scolastico
La figura del dirigente scolastico si colloca al centro di un sistema di obblighi che intersecano la normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e la disciplina sulla custodia dei beni.
Marta Brentan

Libertà vo’ cercando che è sì cara…

Editoriale di Ivana Summa

L'autonomia scolastica rappresenta la capacità di agire in modo indipendente, senza subire condizionamenti esterni eccessivi, al solo scopo di   perseguire gli obiettivi specifici ritenuti in grado di  perseguire le finalità stabilite dal sistema sovraordinato. Questo concetto si declina a diverso livello a seconda degli ambiti: dalla organizzazione alla didattica e alla ricerca, anche intesa come sperimentazione  del nuovo e allo sviluppo/implementazione di quanto si è sperimentato. Non si tratta di perseguire un'autarchia irrealistica, quanto  di riconoscere ai singoli istituti scolastici la capacità  di identificare i bisogni specifici,  per poi trovare  il giusto equilibrio tra competenze professionali interne fruibili, cooperazione con soggetti esterni, acquisizione di specifiche risorse. Ma l’autonomia così intesa può davvero essere esercitata soltanto avvalendosi, concretamente, della libertà di insegnamento dei docenti, sancita dall’art. 33 della costituzione e poi meglio specificata nel dpr n. 417/1974 che dedica alla  libertà di insegnamento l’art. 1: “Nel rispetto delle norme costituzionali e degli ordinamenti della scuola stabiliti dalle leggi dello Stato, ai docenti è garantita la libertà di insegnamento. L'esercizio di tale libertà è inteso a promuovere attraverso un confronto aperto di posizioni culturali la piena formazione della personalità degli alunni.

Tale azione di promozione è attuata nel rispetto della coscienza morale e civile degli alunni stessi”.  Inoltre, il primo comma dell’articolo 2 è interessante perché definisce “La funzione docente è intesa come esplicazione essenziale dell'attività di trasmissione della cultura, di contributo alla elaborazione di essa e di impulso alla partecipazione dei giovani a tale processo e alla formazione umana e critica della loro personalità”.

EDITORIALE Ivana Summa 

Libertà vo’ cercando che è sì cara… 

L'autonomia scolastica rappresenta la capacità di agire in modo indipendente, senza subire condizionamenti esterni eccessivi, al solo scopo di   perseguire gli obiettivi specifici ritenuti in grado di  perseguire le finalità stabilite dal sistema sovraordinato. Questo concetto si declina a diverso livello a seconda degli ambiti: dalla organizzazione alla didattica e alla ricerca, anche intesa come sperimentazione  del nuovo e allo sviluppo/implementazione di quanto si è sperimentato. 

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: l’attualità

Autonomia scolastica e Indicazioni Nazionali: un difficile rapporto Laura Bertocchi e Mario Maviglia

L'adozione alternativa dei libri di testo Renato Candia

Dalla Geostoria alla Storia e Geografia  Maurizia Maiano

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: riflessioni

L'educazione finanziaria Gian Carlo Sacchi

Leggere l’intelligenza artificiale come si legge un romanzo Giuseppe Benassi

Il mestiere del dirigente scolastico e quello del docente Stefano Stefanel

Argomenti

La scuola tra eredità e innovazione
Michela Lella

Il pagamento dei compensi del mof a.s. 2025/2026 gli adempimenti delle segreterie scolastiche
Le istituzioni scolastiche devono erogare i compensi per le attività svolte e previste dal contratto integrativo di istituto entro il 31/8/2026.
Maria Rosaria Tosiani

Il passaggio di consegne tra funzionari amministrativi
Il passaggio delle consegne in caso di cessazione dell'incarico  è atto dovuto.
Carmelo Febbe Angelo Orsingher

L’affidamento diretto ed il  principio di rotazione nelle polizze assicurative studenti e personale della scuola

Argomenti

In ricordo di Edgar Morin
“La complessità non è un insieme di regole complicate, ma l'accettazione che ogni frammento di sapere ha senso solo se connesso all'insieme" - Edgar Morin
Edgar Morin è morto, lasciandoci orfani e più soli.......
Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

Sapere per condividere: un ponte tra generazioni
Una collaborazione virtuosa tra la scuola secondaria e il territorio per attività di orientamento, educazione civica, formazione scuola-lavoro.
Antonietta Di Martino 

Un bilancio delle modifiche normative per il secondo ciclo  apportate con il DPR n.134 e DPR n.135 del 8 agosto 2025

L'INFORMAZIONE IN BREVE

Spezzoni inferiori a 7 ore nella scuola secondaria di primo e secondo grado

Distacchi e permessi sindacali triennio 2025-2027

Riapertura della piattaforma PIMER per monitoraggio e rendicontazione formazione del personale scolastico

Direttiva accreditamento Enti di Formazione

La RSU deve poter disporre di spazi certi per la propria attività sindacale e  il DVR va consegnato agli RLS

Incarichi triennali ai Direttori SGA

Aggiornato il termine di completamento e rendicontazione dei progetti Agenda Sud e Agenda Nord

False dichiarazioni negli appalti

Garante privacy interviene sulle foto dei minori sui social: serve il consenso di entrambi i genitori

Il CSPI ha espresso il proprio parere sul riconoscimento di punteggi aggiuntivi per il servizio prestato nelle isole minori

I CASI DELLA SCUOLA... a cura della redazione di Giustoscuola

La Casa Editrice Euroedizioni Torino propone un corso di formazione on line  dal taglio pratico ed operativo destinato ai Direttori amministrativi anche di nuova nomina e agli Assistenti amministrativi facenti funzioni  per metterli in condizione di svolgere con competenza e professionalità i delicati compiti che il profilo gli assegna.

ll corso si articola in 12 webinar per complessive 24 ore di formazione. I corsisti possono porre quesiti e richieste di chiarimento. Durante il corso saranno proposte esercitazioni pratiche anche sugli specifici adempimenti.

I corsisti potranno  fruire ed utilizzare i materiali che saranno prodotti durante i webinar. Le lezioni possono essere ascoltate anche in differita quando si vuole e per il tempo che si vuole. I contenuti del corso sono esplicitati nell’allegato elenco.

Per iscriversi  è sufficiente eseguire  il pagamento aggiungendo il prodotto al carrello oppure nel caso in cui l’acquisto è disposto dalla scuola è sufficiente inviare l’ordine per l’emissione della fattura  con l’indicazione del  CODICE CIG.

Nel caso in cui l’acquisto è disposto dalla scuola è sufficiente inviare l’ordine per l’emissione della fattura   con l’indicazione del  CODICE CIG.

La Casa Editrice EUROEDIZIONI propone un corso di formazione online dal taglio pratico ed operativo destinato ai Dirigenti scolastici anche di nuova nomina per metterli in condizione di svolgere con competenza e professionalità i delicati compiti che la funzione dirigenziale gli assegna.

ll corso si articola in 13 webinar per complessive 26 ore di formazione.

I corsisti possono porre quesiti e richieste di chiarimento. Durante il corso saranno proposte esercitazioni pratiche anche sugli specifici adempimenti.

I corsisti potranno  fruire ed utilizzare i materiali che saranno prodotti durante i webinar.

Le lezioni possono essere ascoltate anche in differita quando si vuole e per il tempo che si vuole. I contenuti del corso sono esplicitati nell'allegato elenco.

I temi che abbiamo scelto da trattare sono prettamente tecnici sotto il profilo pratico  amministrativo e contabile dove le difficoltà soprattutto per i nuovi dirigenti possono essere più rilevanti.

Il corso costa 130,00 euro.

Il corso può essere acquistato anche dalla scuola, in tal caso, è sufficiente inviare l’ordine con l’indicazione del CODICE CIG per l’emissione della fattura.
CODICE DEL CORSO PER ACQUISTO SU MEPA – CSEUDS26

Modalità di pagamento

Riforma della scuola sulla linea di partenza

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

Infine, il ministro Valditara ce l’ha fatta. Con l’approvazione delle Indicazioni Nazionali per i licei, in concorso con le Indicazioni per la scuola dell’Infanzia e del primo ciclo e di una ricca serie di decreti, atti amministrativi e proposte di legge volti a modificare diversi aspetti del sistema educativo italiano, si può dire conclusa l’azione di riforma della scuola perseguita con apprezzabile pervicacia dal ministro Valditara. Non si può dire che il complesso degli interventi abbia avuto un felice riscontro da parte di chi nella scuola lavora e crede. È come se fosse stato decretato d’imperio il “è tutto da rifare” del campione ciclistico Gino Bartali.

I decreti delle Indicazioni Nazionali, in particolare, evidenziano risvolti problematici per quanto riguarda la stesura, sia nel metodo e sia nel merito, ma non staremo qui a rilevare criticamente ciò che costituisce dibattito già dalla data dell’approvazione. Sono state una sorpresa, perché, a priori, fanno piazza pulita di un impianto ben rodato da anni, senza se e senza ma, per nuovi fondanti riferimenti che entrano nel merito dell’essere e del consistere della scuola, riproponendo “programmi” e suggestioni condizionati da criteri ideologici che si credevano non confacenti con la visione di una scuola aperta al futuro. Ricordiamo che, in passato, nella stesura dei programmi prima e delle Indicazioni poi hanno partecipato pedagogisti e psicologi di chiara fama, che si è tenuto conto delle teorie di illustri personaggi, che i documenti hanno sempre evidenziato una trama che consentiva alle varie parti di confrontarsi ed integrarsi per dare il senso di un corpo unico e complesso, sebbene articolato in diverse sezioni.

Allo stato attuale, non si può fare a meno di chiedersi quali siano le coordinate che hanno definito la Nuove Indicazioni, quale sia stato il coordinamento delle varie parti, quale metodo e quale idea ha sostenuto la loro elaborazione.

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I compensi spettanti ai commissari interni ed esterni componenti delle commissioni degli esami di maturità 2025/2026
Liquidazione dei compensi -  situazioni e casi.
Maria Rosaria Tosiani

Adempimenti finali dell’anno di formazione e prova dei docenti
Il dirigente deve accertare preliminarmente che il docente abbia assolto gli obblighi minimi di servizio per la validità dell'anno di prova.
Lo Friddo Giuseppe

Dichiarazioni non veritiere rese in occasione dell’accesso alle graduatorie d'istituto
Non sempre la condanna penale è causa di decadenza automatica con la risoluzione del contratto.
Marta Brentan

La convenzione con le associazioni esterne per l’uso dei locali scolastici
Quadro normativo, requisiti di forma e ruolo dell’ente locale dopo la Legge 7 aprile 2026, n. 53.

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Riforma della scuola sulla linea di partenza
Infine, il ministro Valditara ce l’ha fatta. Con l’approvazione delle Indicazioni Nazionali per i licei, in concorso con le Indicazioni per la scuola dell’Infanzia e del primo ciclo e di una ricca serie di decreti, atti amministrativi e proposte di legge volti a modificare diversi aspetti del sistema educativo italiano, si può dire conclusa l’azione di riforma della scuola perseguita con apprezzabile pervicacia dal ministro Valditara. Non si può dire che il complesso degli interventi abbia avuto un felice riscontro da parte di chi nella scuola lavora e crede. È come se fosse stato decretato d’imperio il “è tutto da rifare” del campione ciclistico Gino Bartali.
Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

La “fatica dell’amministrare” e la nuova disciplina del danno erariale
La nuova responsabilità erariale dopo la Legge Foti: tra superamento dello “scudo”, tipizzazione della colpa grave e tutela del decisore pubblico.
Gianluca Dradi

La nuova valutazione del comportamento
Quali sono le conseguenze di un voto pari o inferiore a sei e,soprattutto, quali ne sono i presupposti.

Fare l’insegnante: una professione in “tensione”

Editoriale di Ivana Summa

È possibile individuare una prospettiva che ci consenta di disegnare come si concretizza, nelle nostre scuole, il “fare l’insegnante”? Nel passaggio tra le descrizioni normative e contrattuali della professionalità docente e il suo farsi quotidiano si verifica una pluralità di interpretazioni, in parte dovute al loro coniugarsi in rapporto ai diversi gradi di scuola che accolgono alunni di età molto diverse e, in parte, alla persona dello stesso insegnante, con le sue competenze che riguardano anche aspetti relazionali. A tutto ciò oggi è necessario aggiungere la turbolenza sociale di quest’ultimo decennio che, per amor di sintesi, descriviamo come un flusso frenetico e continuo di innovazione tecnologica e, in particolare, la rivoluzione digitale  e dei dati che induce trasformazioni non solo nei comportamenti di tutti noi, e perfino nel nostro modo di osservare e comprendere il mondo. Il cambiamento della professionalità docente oggi è diventato  una necessità per sopravvivere cercando di dare risposte  adeguate, ma ciò comporta una “tensione”   sovraccarica di emozioni come ansia, paura dei rischi, spaesamento di  fronte ad un cambiamento sociale irruente e  poliedrico,  di cui è complesso per tutti stabilire la direzione o, meglio, le direzioni. Tensione che, è bene sottolinearlo,  è una caratteristica di ogni singolo docente, che la vive  con sfumature diverse, negative e/o positive, ma sempre irrisolta nel  tentativo di un   bilanciamento tra le rassicuranti vecchie pratiche e le nuove generate dalla propria professionalità, agendo in un  continuo flusso di norme che piovono dall’alto.  Il nodo fondamentale per la scuola si addensa intorno all’intreccio del processo di insegnamento   con quello dell’apprendimento, del come insegnare e del che cosa insegnare: il come riguarda soprattutto le scelte  collegiali ed individuali, il cosa riguarda soprattutto i decisori centrali che  hanno il potere di definire le linee guida entro cui le scuole dovrebbero muoversi, tra autonomia scolastica e libertà di insegnamento. Ma gli insegnanti, che lavorano  nelle migliaia di scuole sparse  su un territorio nazionale quanto mai vario, non operano in un vuoto sociale;  debbono fare i conti con le realtà con cui si confrontano quotidianamente: la tipologia di scuola/istituto, la composizione del personale docente, le modalità di conduzione delle scuole da parte del dirigente scolastico, gli alunni, le famiglie, la  composizione del territorio sia a livello di istituzioni (regione, comuni) che di presenza di risorse materiali ed immateriali.

EDITORIALE Ivana Summa 

Fare l’insegnante: una professione in “tensione”

È possibile individuare una prospettiva che ci consenta di disegnare come si concretizza, nelle nostre scuole, il “fare l’insegnante”? Nel passaggio tra le descrizioni normative e contrattuali della professionalità docente e il suo farsi quotidiano si verifica una pluralità di interpretazioni, in parte dovute al loro coniugarsi in rapporto ai diversi gradi di scuola che accolgono alunni di età molto diverse e, in parte, alla persona dello stesso insegnante, con le sue competenze che riguardano anche aspetti relazionali. 

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: l’attualità

AISO: un Outdoor immersivo e solidale Andrea Porcarelli

Per una professionalità docente Renato Candia

Come sono gli insegnanti oggi Gian Carlo Sacchi

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: riflessioni

“Ma il dirigente che animale è?”

Editoriale di Anna Armone
Direttore Responsabile

Prendo spunto dalle prove scritte del concorso a dirigente scolastico della Provincia di Trento per fare una riflessione: la figura dirigenziale nella scuola è una figura collocata nell’ambito della dirigenza amministrativa di cui al d.lgs. 165, art. 17, è un leader educativo o è un ibrido che naviga a vista?

Le prove scritte del concorso trentino propendono sicuramente sul secondo modello, considerato che tutte e tre le prove vertono su materie organizzative e pratiche didattiche. In effetti, prima di continuare, preciso che le prove preselettive hanno testato le conoscenze giuridiche e finanziarie del dirigente, cosa che fa pensare ad una selezione progressiva. Una volta accertate le competenze “hard” si è passati alle competenze “soft”. In questo caso la selezione risponderebbe alla duplice “faccia” del dirigente scolastico descritta nel profilo di cui all’art. 25 del d.lgs. 165/2001. Ma noi proseguiamo il nostro ragionamento.

Se pensiamo al dirigente pubblico lo vediamo dirigere la propria organizzazione con strumenti formali che consentono di tenere sotto controllo la struttura. Ciò è garantito da un’organizzazione ancora oggi piramidale (in particolare dopo il d.lgs. 150/2009) che vede una funzione dirigenziale sovraesposta rispetto alla base operativa. L’equiparazione della funzione dirigenziale in ambito pubblico alla dirigenza privatistica poggia essenzialmente sui poteri attivabili così come prevede il codice civile nel Libro V del lavoro. È ovvio che l’efficienza di qualsiasi ufficio pubblico non poggia esclusivamente su strumenti formali, anzi, al contrario, ha bisogno di una leadership autorevole che motivi e valorizzi il personale. Questo assetto è correlato alla produzione di un servizio che non è “funzione sociale” (se non nel caso della sanità) e produce atti, verifiche, controlli, servizi. L’istituzione scolastica si colloca nel panorama pubblico in una posizione unica, assimilabile, ma non completamente al sistema sanitario. L’esercizio della funzione sociale diventa sempre più complesso a seguito della valutazione economica del servizio che porta le decisioni politiche a compiere valutazioni di policy condizionate ai limiti della finanza e, nel caso della disponibilità straordinaria, come nel caso del PNRR, a peccare di capacità programmatoria.

“Ma il dirigente che animale è?”
Editoriale: di Anna Armone

Prendo spunto dalle prove scritte del concorso a dirigente scolastico della Provincia di Trento per fare una riflessione: la figura dirigenziale nella scuola è una figura collocata nell’ambito della dirigenza amministrativa di cui al d.lgs. 165, art. 17, è un leader educativo o è un ibrido che naviga a vista?
Le prove scritte del concorso trentino propendono sicuramente sul secondo modello, considerato che tutte e tre le prove vertono su materie organizzative e pratiche didattiche. In effetti, prima di continuare, preciso che le prove preselettive hanno testato le conoscenze giuridiche e finanziarie del dirigente, cosa che fa pensare ad una selezione progressiva. Una volta accertate le competenze “hard” si è passati alle competenze “soft”. In questo caso la selezione risponderebbe alla duplice “faccia” del dirigente scolastico descritta nel profilo di cui all’art. 25 del d.lgs. 165/2001. Ma noi proseguiamo il nostro ragionamento.

Sanzioni disciplinari e valutazione del comportamento degli alunni - Seconda Parte di  Riccardo Lancellotti

Il danno da mobbing tra tipicità e atipicità dell’illecito: profili definitori e tutela risarcitoria di Francesco Baccolini

Digitalizzazione e Cyberbullismo di Maurizia Maiano

Guida pratica e coordinata agli Esami di Maturità nel Secondo Ciclo a.s. 2025/2026
a cura di
Antonio Di Lello

1. I candidati
1.1. Generalità
1.2. I Candidati interni
1.2.1. L’ammissione
1.2.2. PCTO (Alternanza Scuola-Lavoro) e Invalsi nell’Esami di Maturità
1.2.3. La validità dell’anno scolastico
1.2.4. Le Sedi di esame
1.2.5. La presentazione delle domande
1.3. I Candidati esterni
1.3.1. L’ammissione
1.3.2. Le Sedi di esame e l’assegnazione ad esse
1.3.3. La presentazione delle domande
1.3.4. Deroghe alla territorialità
1.3.5. L’esame preliminare

Dal 14 al 18 maggio 2026, presso il Lingotto Fiere, si terrà la XXXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, il principale appuntamento italiano dedicato all’editoria, capace ogni anno di riunire centinaia di editori, autori e professionisti del settore, con un’affluenza che supera le duecentomila presenze.

In questo contesto di rilievo nazionale e internazionale, Euroedizioni Torino sarà presente tra gli espositori dell’edizione 2026, portando al Salone la propria consolidata esperienza editoriale e il proprio impegno nella produzione di contenuti specialistici destinati al mondo della scuola.

Sarà possibile incontrarci presso il Padiglione 2 – Stand H06, al seguente link:
https://www.salonelibro.it/elenco-espositori/euroedizioni/SL4113426038

La partecipazione al Salone rappresenta per Euroedizioni un momento centrale di incontro e confronto diretto con docenti, dirigenti scolastici, personale amministrativo e, più in generale, con tutti gli operatori del settore educativo. Si tratta di un’occasione particolarmente significativa per intercettare le trasformazioni in atto nel panorama culturale e formativo, nonché per presentare le proprie pubblicazioni, le riviste specialistiche e i progetti editoriali in corso di sviluppo.

Si fa riferimento all'Avviso 95165, che segue al  D.M. n.38 del 6 marzo 2026, esplicita la destinazione di risorse per la formazione del personale docente ed educativo della scuola, nell’ambito del Programma Nazionale “PN Scuola e competenze 2021-2027”, in attuazione del regolamento (UE) 2021/1060.

Vi proponiamo una serie di laboratori di formazione per personale docente secondo le indicazioni fornite nell'avviso ministeriale sui seguenti moduli formativi:

 

·        MODULO - Competenze culturali, disciplinari, educative, pedagogiche, psicopedagogiche, didattiche, digitali, metodologiche e relazionali, riflessive ed autovalutative

·        MODULO- Competenze nella micro e macro-progettazione didattica ed educativa

·        MODULO - Competenze nella gestione dei gruppi classe, nella costruzione di ambienti favorevoli all’apprendimento e di relazioni positive con gli studenti

·        MODULO - Competenze nella didattica orientativa

·        MODULO -Competenze nello svolgimento dei compiti connessi con la funzione docente e con l’organizzazione scolastica

 

I corsi saranno articolati in diverse aree tematiche ognuna con la propria specificità, mantenendo un filo logico lungo tutto il percorso.

I corsi avranno la durata di 30 ore e saranno erogati online o in presenza a seconda della specifica richiesta degli istituti scolastici.

L'INFORMAZIONE IN BREVE

CCNL 2025-2027 Istruzione e Ricerca - parte Economica

In presenza di un distacco sindacale con prestazione lavorativa ridotta, occorre riproporzionare i permessi ex art. 33 della legge 104/1992?

Il dipendente/dirigente sindacale in distacco part-time, che ha subito durante lo svolgimento del proprio servizio un infortunio sul lavoro, può recuperare le giornate non fruite di distacco sindacale durante il periodo di infortunio?

Come deve intendersi l’espressione “i periodi di distacco sono equiparati a tutti gli effetti al servizio pieno prestato nell’amministrazione anche ai fini del trattamento pensionistico” contenuta nell’art. 19, comma 3 del CCNQ 4 dicembre 2017?

Vi sono limiti - eventualmente connessi alla dimensione dell’Ente o alla consistenza associativa di una organizzazione sindacale - al numero di dipendenti che possono essere nominati dirigenti sindacali?

Incentivo al posticipo del pensionamento: le novità per il 2026 comunicate dall'INPS

Graduatorie GAE 2026-28: Apertura delle funzioni per la scelta delle sedi ai fini dell’inclusione nelle graduatorie di istituto

Graduatorie 24 mesi personale ATA

L'INPS ha comunicato l’apertura del servizio per la presentazione delle domande del Bonus nuovi nati 2026

Argomenti

Gli adolescenti e la “metafora del gambero”
L’avvio della primavera non è stato felice per la scuola, teatro di fatti che l’hanno sconvolta profondamente e sui quali occorrerà riflettere con l’intenzione di capire dove stiamo andando e cosa fare per correggere il tiro, se ancora si è in tempo per porre un qualche rimedio. Riepiloghiamo sommariamente: In una scuola del bergamasco, tredicenne accoltella gravemente l’insegnante di francese, rammaricandosi di non averla uccisa e, comunque, diffondendo in diretta su Instagram le immagini dell’attentato. A casa dello studente, i carabinieri troveranno del materiale esplosivo potenzialmente pericoloso. Sconcertante l’affermazione autoassolutoria del ragazzo: “Visto che a quanto pare i ‘ragazzi’ non capiscono cosa sia giusto e cosa no, userò questo a mio vantaggio. Non posso essere incarcerato, dato che in Italia l'età minima per la responsabilità penale è 14 anni, e non posso nemmeno essere processato, quindi farò quello che ho sempre voluto fare, uccidere lei e chiunque cerchi di impedirmelo".
Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

La delega di funzioni in materia di salute e sicurezza
Quello che occorre sapere in otto domande e risposte.
Antonietta Di Martino

Operazioni connesse con lo svolgimento degli esami di maturità
Schema riassuntivo delle attività per agevolare il lavoro delle commissione.

Gli adolescenti e la “metafora del gambero”

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

L’avvio della primavera non è stato felice per la scuola, teatro di fatti che l’hanno sconvolta profondamente e sui quali occorrerà riflettere con l’intenzione di capire dove stiamo andando e cosa fare per correggere il tiro, se ancora si è in tempo per porre un qualche rimedio. Riepiloghiamo sommariamente:

In una scuola del bergamasco, tredicenne accoltella gravemente l’insegnante di francese, rammaricandosi di non averla uccisa e, comunque, diffondendo in diretta su Instagram le immagini dell’attentato. A casa dello studente, i carabinieri troveranno del materiale esplosivo potenzialmente pericoloso. Sconcertante l’affermazione autoassolutoria del ragazzo: “Visto che a quanto pare i ‘ragazzi’ non capiscono cosa sia giusto e cosa no, userò questo a mio vantaggio. Non posso essere incarcerato, dato che in Italia l'età minima per la responsabilità penale è 14 anni, e non posso nemmeno essere processato, quindi farò quello che ho sempre voluto fare, uccidere lei e chiunque cerchi di impedirmelo.

Diciassettenne pescarese, domiciliato in provincia di Perugia e affiliato a gruppi neo nazisti su Telegram, viene arrestato con l’accusa di terrorismo per aver pianificato una strage in un liceo. La strage si sarebbe conclusa con il suo suicido, emulando quella compiuta da due adolescenti alla Columbine High School (Stati Uniti) nel 1999, nella quale morirono 14 persone oltre gli stragisti. Tra il materiale sequestrato figurano documenti contenenti indicazioni tecniche su sostanze chimiche e batteriologiche pericolose, nonché vademecum dedicati al sabotaggio di servizi pubblici essenziali, il tutto inserito in una chiara cornice di finalità terroristica.

Altro tredicenne, nel biellese, anziché recarsi a scuola, tira dritto e porta a compimento una rapina in un ufficio postale puntando una pistola, che poi si è rivelata essere un’arma giocattolo; bottino 500 euro e fuga interrotta dall’intervento dei carabinieri. Data la giovane età, il ragazzo non è imputabile per legge.

L'INFORMAZIONE IN BREVE

Congedo parentale: limite esteso ai 14 anni del figlio

Nuovo ISEE 2026 - L'INPS aggiorna il nuovo modello di Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) e la relativa attestazione ISEE

Mobilità scuola triennio 2025-2028: dopo la firma del CCNI emanate le ordinanze

Proroga per la predisposizione del Conto Consuntivo 2025

Aggiornati i nuovi requisiti pensionistici per il 2027 e il 2028 - Le nuove disposizioni relative all’adeguamento agli incrementi della speranza di vita

Mobilità scuole italiane all’estero

Accordo quadro Viaggi di istruzione e Stage linguistici

Il Garante ribadisce il diritto all’assistenza degli alunni con disabilità

Riforma degli Istituti tecnici

Si fa riferimento all'Avviso MIM prot. 0073226 del 27.03.2026 – PNRR M4C1 Investimento 2.1 – Snodi formativi per la transizione digitale sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale nella scuola per informare che la Casa Editrice Euroedizioni - divisione formazione - organizza dei corsi di formazione finalizzati alla progettazione  di Snodi formativi per la transizione digitale sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale nella scuola – PNRR M4C1 Investimento 2.1.

In allegato il progetto formativo, redatto da Euroedizioni, calibrato per ridurre al minimo il carico sul personale scolastico, nel pieno rispetto dei requisiti dell'Avviso:

  • Modulo A (percorsi teorici) interamente online: video-lezioni asincrone fruibili in autonomia da pc o smartphone, con un unico webinar live di 2 ore per edizione – senza impatto sull'orario di servizio
  • Modulo B (laboratori sul campo) concentrato in giornate intensive singole da 6 ore, collocabili in sabati o giornate di programmazione già previste in calendario – zero supplenze, zero chiusure di classi
  • Copertura normativa completa: AI Act, D.M. 166/2025, GDPR, DigComp 3.0 e DigCompEdu
  • Gestione integrale della rendicontazione PNRR: piattaforme, attestati, dichiarazioni UCS, reportistica

La candidatura viene presentata dalla scuola sulla piattaforma Futura PNRR – Gestione Progetti (pnrr.istruzione.it). Euroedizioni supporta il Dirigente Scolastico e il DSGA in ogni fase della compilazione del formulario, inclusa la generazione del CUP.

Il coordinamento scientifico e didattico di tutte le attività formative previste dal progetto sarà svolto da personale qualificato, scelto da Euroedizioni, con specifica competenza nell’applicazione dell’IA in ambito educativo e nella progettazione di percorsi formativi per il personale scolastico, che assicura la piena coerenza dei percorsi con i requisiti dell’Avviso MIM prot. 0073226/2026, con le Linee guida sull’IA nelle scuole (D.M. 166/2025) e con il quadro normativo europeo (AI Act, Reg. UE 2024/1689).

Considerata l'imminenza della scadenza, Le chiediamo di manifestare il proprio interesse entro il 14 aprile 2026, così da consentire il completamento del formulario nei termini previsti.

Euroedizioni

[email protected]

“Una riforma annunciata: la nuova responsabilità amministrativa dei dipendenti pubblici”

Editoriale di Anna Armone
Direttore Responsabile

Un inizio d’anno colpevole di tragedie e disastri ambientali che hanno coinvolto tutti noi cittadini facendo luce su aspetti della realtà che non escludono nessuno.

Nel mondo legislativo la legge n. 1 del 2026 riguarda le modifiche alla legge 14 gennaio 1994, n. 20, e altre disposizioni, nonché delega al Governo in materia di funzioni della Corte dei conti e di responsabilità amministrativa e per danno erariale. Il dibattito su questa riforma è in corso sin dal 2020 quando il Decreto Semplificazione introdusse la limitazione della responsabilità amministrativa al dolo e alla colpa grave solo omissiva. Già quella disposizione fu oggetto di ricorso alla Corte costituzionale che, con la sentenza 132/2025, ha messo le basi legittimanti della nuova legge n. 1/2026. La Corte, chiamata a giudicare della legittimità costituzionale della menzionata scelta legislativa, in una decisione che costituisce la testata d’angolo della sua giurisprudenza nella materia, ha chiarito che già i relativi lavori preparatori evidenziavano «l’intento di predisporre, nei confronti degli amministratori e dei dipendenti pubblici un assetto normativo in cui il timore della responsabilità non esponga all’eventualità di rallentamenti ed inerzie nello svolgimento dell’attività amministrativa» (sentenza n. 371 del 1998).

Pertanto, «nella combinazione di elementi restitutori e di deterrenza che connotano l’istituto qui in esame, la disposizione risponde [...] alla finalità di determinare quanto del rischio dell’attività debba restare a carico dell’apparato e quanto a carico del dipendente, nella ricerca di un punto di equilibrio tale da rendere, per dipendenti ed amministratori pubblici, la prospettiva della responsabilità ragione di stimolo, e non di disincentivo» (così, la citata sentenza n. 371 del 1998).

“Una riforma annunciata: la nuova responsabilità amministrativa dei dipendenti pubblici”
Editoriale: di Anna Armone

Un inizio d’anno colpevole di tragedie e disastri ambientali che hanno coinvolto tutti noi cittadini facendo luce su aspetti della realtà che non escludono nessuno. 
Nel mondo legislativo la legge n. 1 del 2026 riguarda le modifiche alla legge 14 gennaio 1994, n. 20, e altre disposizioni, nonché delega al Governo in materia di funzioni della Corte dei conti e di responsabilità amministrativa e per danno erariale. Il dibattito su questa riforma è in corso sin dal 2020 quando il Decreto Semplificazione introdusse la limitazione della responsabilità amministrativa al dolo e alla colpa grave solo omissiva.

Sanzioni disciplinari e valutazione del comportamento degli alunni di Riccardo Lancellotti

Le indicazioni nazionali per il primo ciclo di Gian Carlo Sacchi

Bullismo all’incontrario di Maurizia Maiano

Argomenti

La verifica del possesso dei requisiti nei contratti ad evidenza pubblica
Non sempre un operatore economico può partecipare ad un bando né tantomeno aggiudicarsi il contratto proprio a causa della mancanza di determinati requisiti.
Maria Rosaria Tosiani

Assenza per infortuni del dipendente causato da terzi rivalsa dell'amministrazione
La Corte di Cassazione ha affermato che il responsabile di lesioni personali in danno a un lavoratore dipendente è tenuto al risarcimento in favore del datore di lavoro per la mancata utilizzazione delle prestazioni lavorative.
Rocco Callà

Il contributo volontario delle famiglie.Tra autonomia scolastica, partecipazione e corresponsabilità educativa
Laura Bertocchi - Mario Maviglia

Prevalenza del principio del favor anche per le assenze post ricovero
L'importanza delle deroghe introdotte per via contrattuale.
Angelo Muratore

Disciplina fiscale e previdenziale dei contratti con esperti esterni e gestione separata inps (aliquote contributive anno 2026)

Il dado è tratto, la riforma della scuola è bella e pronta

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

A discreti e decisi passi, si va completando sempre più il quadro riformatore della scuola secondo Valditara, un profondo rinnovamento che ha toccato i punti strategici del sistema d’istruzione, dalla disciplina alla valutazione della condotta - che ritorna ad essere fondamentale ai fini di promozione o bocciatura -, dalla valorizzazione del merito al lancio della filiera 4+2 per collegare meglio istruzione e lavoro, dal divieto di smartphone in classe ai programmi scolastici (3-14 anni), che segnano il ritorno alle materie tradizionali, con latino facoltativo alle medie, il potenziamento della grammatica e l’accentramento sulla storia italiana ed europea, ed altro ancora, a disegnare un puzzle che sradica la scuola dal percorso che stava seguendo, in stretto raccordo con gli orientamenti europei, per essere dirottata verso il mito del merito, della disciplina e della sanzione, per di più volgendo lo sguardo all’indietro, come in preda ad un nostalgico “ritorno al futuro”.

Una riforma che è stata pennellata un po’ alla volta secondo una precisa visione ideologica più che non secondo rilievi di inadeguatezze o intercettazione di più proficui orientamenti: uno sradicamento che intende privilegiare visioni che, al momento, sembrano essere orfane del contributo della psicologia, della pedagogia, della didattica funzionale.  Un cambiamento radicale del quale non si riesce ad apprezzare un ordito che risponda alle esigenze di una attualità proiettata sul futuro, aspetto che non riusciamo ad apprezzare e neanche ad intravvedere nel nuovo quadro riformatorio. Eppure bisognerà pur sempre condividerla e, concorrere perché la scuola trovi un po’ di ristoro e, comunque, sappia riemergere magari intervenendo con un po’ di saggia creatività, pur sempre all’ombra dei grandi della psicologia e della pedagogia.

Gli articoli di questo numero:

 

Alto Adige: 5 settembre

Abruzzo: 12 settembre

Basilicata: 12 settembre

Calabria: 14 settembre

Campania: 13 settembre

Emilia Romagna: 15 settembre

Friuli Venezia Giulia: 12 settembre

Lazio 15 settembre

Liguria: 14 settembre

Lombardia: 12 settembre

Marche: 14 settembre

Molise: 14 settembre

Piemonte: 12 settembre

Puglia:14 settembre

Sardegna: 14 settembre

Sicilia: 19 settembre

Toscana: 15 settembre

Trentino:12 settembre

Umbria: 14 settembre

Valle d’Aosta: 19 settembre

Veneto: 12 settembre

 

Il Ministro dell’Istruzione ha firmato l’Ordinanza relativa al calendario delle festività e degli Esami per l’anno scolastico 2022/2023. Intanto, le regioni hanno approvato i calendari scolastici regionali con l’inizio e il termine delle lezioni.

L’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione si svolge, per l’anno scolastico 2022/2023, nel periodo compreso tra il termine delle lezioni e il 30 giugno 2023, secondo i calendari definiti dalle commissioni d’esame insediate presso le istituzioni scolastiche statali e paritarie.

L’esame di Stato conclusivo dei percorsi di studio di istruzione secondaria di secondo grado per l’anno scolastico 2022/2023 - ivi compresi i percorsi di secondo livello per gli adulti iscritti e frequentanti i suddetti percorsi - ha inizio, per l’intero territorio nazionale, con la prima prova scritta, il giorno 21 giugno 2023 alle ore 8:30

La prima prova scritta suppletiva si svolgerà il giorno 5 luglio 2023 alle ore 8:30.

L’Esame di Stato conclusivo del primo periodo didattico dei percorsi di primo livelloper gli adulti iscritti e frequentanti i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti si effettua, in via ordinaria, entro il termine dell’anno scolastico, secondo il calendario stabilito dal dirigente scolastico, sentito il collegio dei docenti.

Il calendario delle festività relativo all’anno scolastico 2022/2023 è:

tutte le domeniche;
il 1° novembre, festa di tutti i Santi;
l’8 dicembre, Immacolata Concezione;
il 25 dicembre, Natale;
il 26 dicembre;
il 1° gennaio, Capodanno;
il 6 gennaio, Epifania;
il giorno di lunedì dopo Pasqua;
il 25 aprile, anniversario della Liberazione;
il 1° maggio, festa del lavoro;
il 2 giugno, festa nazionale della Repubblica;
la festa del Santo Patrono.

 

Dai dati rilevati attraverso un’indagine campionaria rappresentativa a livello nazionale, la traccia della p4ova di Italiano maggiormente scelta dai maturandi (21,2%) è stata quella relativa alle potenzialità e rischi di un mondo interconnesso, che parte da un brano tratto dal libro “Tienilo acceso. Posta, commenta, condividi senza spegnere il cervello”, di Vera Gheno e Bruno Mastroianni.

Il 18% delle candidate e dei candidati ha invece optato per la traccia che parte da un brano tratto dal libro “La sola colpa di essere nati”, di Gherardo Colombo e Liliana Segre, che proponeva una riflessione sulle leggi razziali.

Al terzo posto, con il 16,5% delle preferenze, l’analisi del testo tratto da “Nedda. Bozzetto siciliano” di Giovanni Verga.

Il 15,8% dei candidati si è cimentato con il tema della musica, a partire da un brano tratto da “Musicofilia” di Oliver Sacks.

Il 14% delle studentesse e degli studenti ha scelto la traccia che partiva da un passaggio del libro “Perché una Costituzione della Terra?” di Luigi Ferrajoli.

L’11,6% ha preferito quella che faceva riferimento al discorso pronunciato l’8 ottobre 2021 alla Camera dei Deputati dal Premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi.

Il 2,9% delle studentesse e degli studenti ha scelto l’analisi della poesia “La via ferrata” di Giovanni Pascoli.

La traccia più scelta a livello nazionale è anche quella preferita negli Istituti tecnici (24%) e negli Istituti professionali (26,9%). Nei Licei i ragazzi hanno preferito la traccia su Verga (21,5%).

Il ministro Bianchi rassicura che “La Maturità 2022 è partita regolarmente, abbiamo assegnato tracce che consentissero a studentesse e studenti di tutti gli indirizzi di esprimere il proprio pensiero e di valorizzare il proprio percorso di studi”.


 

 

La rivista FARE L'INSEGNBANTE diretta da IVANA SUMMA , edita da Euroedizioni Torino, dopo la favorevole accoglienza dei corsi proposti lo scorso anno che hanno visto la partecipazione di numerosissimi docenti delle scuole di ogni ordine scolastico, organizza anche per il prossimo anno scolastico 2022 /2023, i seguenti corsi di formazione professionale destinati ai docenti delle scuole di ogni ordine e grado.

Nell'ottica di supportare la formazione professionale dei docenti a tutti i  partecipanti ai  corsi sarà attivato gratuitamente per l'anno scolastico 2022/2023  un abbonamento annuale on line  alla Rivista FARE L'INSEGNANTE

- Rivista bimestrale di aggiornamento culturale e professionale per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado.

Scarica il programma dettagliato

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Il Ministero dell’Istruzione ha comunicato con Nota 2189 del 20 giugno 2022 che le funzioni per la presentazione delle istanze per la scelta delle sedi (Allegato G) resteranno aperte, a partire dalle ore 9.00 del 20 giugno sino alle ore 23.59 dell’11 luglio 2022, per gli aspiranti inseriti nelle graduatorie provinciali permanenti, di cui all'OM 23.02.2009, n. 21, - prima fascia personale ATA a. s. 202223

La Direzione Generale per i Sistemi Informativi e la Statistica ha pubblicato un apposito avviso in SIDI e su POLIS (nota DGCASIS).

Il MI informa, inoltre, che l’aggiornamento per la scelta delle sedi per il personale inserito nelle graduatorie provinciali ad esaurimento (DD.MM. 19/04/2001 n. 75 e 24/03/2004 n. 35), mediante compilazione dell’Allegato A, avviene a cadenza triennale, in concomitanza con l’aggiornamento delle graduatorie di terza fascia.

Il modello di domanda (allegato G) va inviato esclusivamente tramite istanze online e per poter accedere alla procedura sulla home page del Ministero è necessario utilizzare lo SPID.


 

 

Fino al 30 giugno sarà possibile inoltrare la domanda all’INPS per l’assegno unico e universale per figli a carico, con il riconoscimento di tutti gli arretrati, calcolati a partire dal mese di marzo 2022.

Dal 1° luglio l’assegno decorrerà dal mese successivo a quello di presentazione e il pagamento sarà effettuato dal mese successivo a quello di presentazione della domanda.

L’importo dell’Assegno unico, che non concorre alla formazione del reddito complessivo imponibile ai fini IRPEF, è determinato secondo il valore ISEE che, quindi serve per fare la domanda anche se non è obbligatorio. Chi non presenta l’ISEE (o ha ISEE pari o superiore a 40.000 euro) avrà infatti l’importo minimo (50 euro per ogni figlio) e potrà comunque presentarlo in un secondo momento.

Entro il 30 giugno la prestazione verrà conguagliata e spetteranno tutti gli arretrati a partire dal mese di marzo 2022; dal 1° luglio la prestazione viene calcolata sulla base del valore dell’indicatore al momento della presentazione dell’ISEE.

Per i figli maggiorenni fino a 21 anni, il diritto all’assegno è riconosciuto se frequenta o è iscritto:

·  alla scuola (sia pubblica che privata) di durata quinquennale (licei, istituti tecnici, istituti professionali), finalizzata al conseguimento di un diploma di scuola secondaria superiore;

·  a un percorso di Formazione Professionale Regionale (Centri di Formazione Professionale), a cui si accede dopo la scuola media e che normalmente ha una durata di 3 o 4 anni finalizzata a ottenere una Qualifica professionale ovvero, dopo il quarto anno, il Diploma professionale di tecnico;

·  a percorsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS), sia pubblici che privati, a cui normalmente si accede se in possesso di diploma di scuola superiore, aventi durata annuale e con cui si consegue una specializzazione professionale di 4° livello EQF;

·  a Istituti Tecnici Superiori (ITS), di durata biennale o triennale, cui normalmente si accede con il diploma di scuola secondaria, conseguendo al termine del percorso una qualifica di “Tecnico superiore” di 5º livello EQF;

·  a un corso di laurea riconosciuto dall’ordinamento.


 

 

Con riferimento all’art. 13,comma 11, del CCNL scuola 29 novembre 2007, che recita:

L’art. 13, comma 11, del, prevede che “compatibilmente con le esigenze di servizio, il personale A.T.A. può frazionare le ferie in più periodi. La fruizione delle ferie dovrà comunque essere effettuata nel rispetto dei turni prestabiliti, assicurando al dipendente il godimento di almeno 15 giorni lavorativi continuativi di riposo nel periodo 1 luglio-31 agosto“.

L’Aranha recentemente risposto al seguente quesito:

La scuola è tenuta ad imporre al personale ATA la fruizione nel periodo 1 luglio-31 agosto di “almeno 15 giorni lavorativi continuativi di riposo” oppure può accettare richieste di fruizione frazionata delle ferie da parte dei lavoratori, come per esempio tutti i venerdì e lunedì dei mesi di luglio e agosto?

L’Aran in proposito rileva che dalla disposizione contrattuale si evince quanto segue:

a) occorre programmare dei turni per il godimento delle ferie;

b) nella programmazione di tali turni il dirigente scolastico deve garantire al dipendente il godimento di almeno 15 giorni di ferie continuative nel periodo 1luglio – 31 agosto;

c) il dipendente può richiedere il frazionamento delle ferie in più periodi;

d) le decisioni in merito alla possibilità di accogliere la richiesta di frazionamento vengono assunte dal dirigente scolastico che, nella sua valutazione, dovrà principalmente tener conto della compatibilità della richiesta con le esigenze di servizio.

Ne consegue che il dirigente scolastico, nel pianificare le ferie, deve contemperare le esigenze di servizio (che comunque prevalgono) con le necessità e richieste del lavoratore, il quale può chiedere di non fruire dei 15 giorni consecutivi nel periodo 1 luglio – 31 agosto. Al contrario, il datore di lavoro – in assenza di una tale richiesta – non può non garantirli.

In conclusione, l’Aran ritiene che la fruizione dei 15 gg anche in modo frazionato debba avvenire preferibilmente nel periodo 1 luglio-31 agosto, tenendo conto, comunque, delle esigenze di servizio, del rispetto dei turni prestabiliti e del fatto che agli altri dipendenti deve, comunque, essere garantita la fruizione continuativa dei 15 giorni di ferie.


 

 

Riforma reclutamento e formazione docenti: stop concorsi a crocette, corsi universitari selettivi per l’abilitazione, premi per i docenti più formati, salva Carta docente

Approvato in commissione il testo del PNNR che contiene al suo interno una riforma che investe il reclutamento del personale docente e la sua formazione che diventa continua e “premiata”. Approvato un maxi-emendamento che lima alcune questioni che avevano trovato in disaccordo alcune forze politiche. Adesso il testo passa in aula al Senato per l’approvazione definitiva, non si esclude che alcuni temi possano subire delle modifiche.

Per quanto riguarda le modalità di reclutamento dei docenti, cambia il modo di formare in ingresso e selezionare i docenti. Viene istituito un percorso abilitante di 60 CFU gestito dalle Università e attivato sulla base del fabbisogno di cattedre con selezione in ingresso. Si tratterà dell’unico modo consentito agli aspiranti di conseguire l’abilitazione. Sarà, inoltre, necessaria per accedere ai concorsi a cattedra per i quali sono state riformulate le prove selettive. Addio ai test a crocette e ritorno alle domande aperte. i

In ogni caso, ci sarà una fase di passaggio prima dell’entrata a regime del nuovo sistema che entrerà in vigore tra il 2025 e il 2026, sarà data possibilità fino al 2024 ai candidati dei concorsi a cattedra di possedere 30 CFU o 24 e di conseguire i restanti dopo aver superato il concorso a cattedra.

Altro ancora:

·       viene riconosciuta la validità dei 24 CFU conseguiti dagli aspiranti docenti quale requisito per accedere ai concorsi ordinari per docenti. I 24 CFU saranno “scalati” dal monte complessivo dei crediti necessari per il conseguimento dei percorsi abilitanti. 

·       Il PNRR istituisce, inoltre,  un sistema di formazione per i docenti in servizio parallela a quella prevista dalla riforma Renzi e che include anche la possibilità di premiare i docenti. La partecipazione sarà volontaria e quanti supereranno con successo un percorso triennale potranno ricevere un premio in denaro. Per questo obiettivo sarà istituita una Scuola di alta formazione per dare le linee guida all’attivazione dei corsi premiali per i docenti. Per finanziare tale progetto non si ricorrerà al taglio della Carta docente, almeno fino al 2024, né con il taglio delle cattedre di organico potenziato ma con adeguamento dell’organico della autonomia . I premi ai docenti saranno assegnati dal comitato di valutazione delle scuole e sulla base delle risorse annuali a disposizione. La formazione incentivata è finanziata. 

·       sono previsti gli esoneri per i collaboratori dei dirigenti scolastici per le scuole in reggenza.

·       è previsto lo scorrimento delle graduatorie degli idonei dei concorsi docenti della secondaria.

·       è previsto il concorso riservato agli insegnanti di religione precari.

·       è prevista la proroga per la procedura straordinaria per l’assunzione di insegnanti di sostegno che hanno conseguito l’abilitazione.

 

A conclusione dell’anno scolastico le scuole devono comunicare in Anagrafe Nazionale Studenti gli esiti finali dei propri studenti. La comunicazione degli esiti finali, ricorda il MI, può essere effettuata sia in modalità puntuale, accedendo alle apposite funzionalità presenti sul portale SIDI, sia tramite l’invio di flussi da software locali certificati.

Le funzioni sono rese disponibili dal 13 giugno al 16 luglio 2022, nell’area “Alunni – Gestione alunni – Scrutini finali analitici – Gestione scrutini”.

La comunicazione può essere effettuata con inserimento diretto sul SIDI oppure tramite l’invio di un flusso generato dal software locale certificato. Per la scelta della modalità occorre utilizzare la funzione “Utilità – Scelta operativa” presente in “Gestione alunni”.

In caso di trasmissione tramite flussi si raccomanda di verificare sempre che siano stati effettivamente comunicati tutti gli esiti, per tutte le classi, accedendo alla funzione “Gestione scrutini”.

In particolare:

  – Scuola primaria

Per tutti gli alunni l’esito finale viene preimpostato in “Ammesso/a”; nel caso di alunni in istruzione parentale l’esito è preimpostato ad “Idoneo/a”.

La scuola dovrà unicamente procedere al salvataggio della pagina relativa alla classe selezionata e, eventualmente, cambiare l’esito.

– Scuola secondaria di primo grado

Prima di procedere alla trasmissione degli esiti è opportuno verificare la congruità dei piani di studio inseriti sul SIDI, nonché l’effettivo e corretto abbinamento agli alunni.

Per ogni studente frequentante la scuola occorre comunicare la votazione per ciascuna disciplina presente nel piano di studi (nel caso di “Religione/Attività alternativa” si indica il giudizio), anche se inferiore ai 6 decimi. Per gli alunni in istruzione parentale andrà comunicato solo l’esito dello scrutinio (Idoneo/Non idoneo.

– Scuola secondaria di secondo grado

Le valutazioni devono essere comunicate per ciascuna disciplina presente nel Quadro orario abbinato agli alunni.

Per una corretta trasmissione dei dati è necessario verificare prima la completezza dei quadri orari già presenti sul SIDI ed il loro allineamento con i pacchetti locali. Qualora non fossero presenti tutte le discipline per le quali lo studente viene valutato è necessario aggiornare il relativo Quadro Orario, accedendo all’area “Gestione anno scolastico – Quadri Orario”, e sincronizzare nuovamente con il pacchetto locale prima di inviare il flusso.

 Per ogni studente frequentante le classi intermedie (compresi i percorsi di secondo livello) occorre comunicare:

– la votazione per disciplina presente nel quadro orario, anche se inferiore ai 6 decimi;

– il credito scolastico per il III e IV anno;

– l’esito finale dello scrutinio che assume le modalità di “Ammesso / Non ammesso / Sospensione del giudizio”.

Per la comunicazione dell’esito degli studenti con sospensione di giudizio le funzioni saranno riaperte dal 22 agosto al 10 settembre p.v. Si precisa che, oltre all’esito dell’integrazione del giudizio, per gli studenti del III e IV anno che sono stati ammessi alla classe successiva, è necessario comunicare anche il relativo credito scolastico utilizzando le apposite funzioni.

Si ricorda, inoltre, che solo per il primo anno dei percorsi professionali le modalità previste sono “Ammesso / Non ammesso / Ammesso con revisione del PFI (Progetto Formativo Individuale)”.

Inoltre, per gli studenti del terzo e quarto anno dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP), deve essere comunicato anche l’esito dell’esame di qualifica/diploma utilizzando le apposite funzioni presenti nell’area Scrutini.

L’Ordinanza ministeriale n. 64 del 14 marzo 2022 (Esami di Stato nel primo ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2021/2022) definisce le modalità di espletamento dell’esame di Stato per l’anno scolastico 2021/2022.

Si ricorda che la valutazione finale (articolo 13 del DM 741/2017) viene calcolata come media tra il voto di ammissione e la media dei voti ottenuti nelle prove scritte e nel colloquio. Per frazioni pari o superiori a 0,5 il voto finale è arrotondato all’unità superiore.

I dati possono essere trasmessi dal 13 giugno al 16 luglio 2022, nell’area SIDI “Alunni – Gestione alunni – Esami di Stato I Ciclo”. È possibile effettuare tale inserimento direttamente sul SIDI oppure, per le scuole che utilizzano i pacchetti locali, utilizzando appositi servizi Web.

Si precisa che, da quest’anno, nella fase di ammissione verranno riportati gli esiti finali degli scrutini (Ammesso/Non ammesso all’esame) inseriti nella sezione “Scrutini Finali analitici” per tutti gli studenti. Solo per i frequentanti le scuole all’estero e i candidati esterni occorre inserire l’ammissione/non ammissione.

Secondo quanto previsto dal D.M.742/2017 (Allegato B), le scuole hanno a disposizione una funzione per la stampa della certificazione delle competenze a conclusione del primo ciclo di istruzione; tutte le informazioni utili alla produzione di tale certificazione potranno essere trasmesse utilizzando l’apposita funzione.

Per la rilevazione Esiti Esami di Stato si rimanda alle indicazioni operative fornite nella apposita nota della scrivente Direzione avente per oggetto “Comunicazione Esami di Stato secondo ciclo a.s. 2021/2022 – Attività a supporto della procedura e adempimenti sulla comunicazione dei dati”.

Si ricorda che nella sezione “Documenti e Manuali” dei servizi SIDI sono disponibili le guide operative che descrivono l’intero processo.

 

Con il mese di luglio 2022 sarà erogata, direttamente in busta paga, l’indennità una tantum prevista dal Decreto Legge 17 maggio 2022, n. 50 “Aiuti” (il cosiddetto Bonus 200 euro) a tutto il personale con reddito annuale inferiore a 35.000 euro.
Più precisamente ne avranno diritto tutti i lavoratori che nel primo quadrimestre del 2022 hanno percepito per almeno una mensilità una retribuzione inferiore ai 2.692 euro (parametrata su base mensile per 13 mensilità).

L’erogazione dell’indennità una tantum avverrà automaticamente e non occorre presentare alcuna dichiarazione all’Amministrazione da parte del dipendente.

Il bonus è destinato anche ai precari, ovvero a tutti coloro che per il mese di giugno 2022 percepiranno la Naspi (l’indennità di disoccupazione per i lavoratori precari).
Per quanto riguarda i precari della scuola il cui rapporto di lavoro termina nel mese di giugno 2022 e che a luglio, non percependo lo stipendio né la Naspi, rischiano di non vedersi erogato - in detto mese - il bonus di 200 euro, il sindacato è intervenuto chiedendo che sia trovata un’idonea e tempestiva soluzione che assicuri l’erogazione del bonus anche a questo personale, eventualmente attraverso un’emissione speciale da parte di NoiPA nel mese di luglio.


Con questo provvedimento il Governo ritiene di fronteggiare le conseguenze per lavoratori e pensionati derivanti dall’incremento dell’inflazione.
 

In questo momento, il decreto legge è attualmente in discussione in Parlamento e che sono stati presentati numerosi emendamenti (circa 2.400).

 

La Direzione generale per le risorse umane e finanziarie del Ministero dell'Istruzione – Ufficio VI – ha comunicato alle organizzazioni sindacali che il FUN 21/22 è stato certificato dall’Ufficio Centrale del Bilancio. La sua consistenza è di 340.963.278,38 euro, mentre per l’anno scolastico precedente ammontava a 322.212.772,75 euro. Una parte del fondo è destinata all’aumento della sola retribuzione di posizione di parte variabile per l’incidenza dei fondi a ciò destinati dalla Legge bilancio 2022 (legge 234/2021).
La nota del Ministero riporta anche che “a decorrere dall’a.s. 2019/2020 cessano gli effetti della Conferenza di servizi del 26 febbraio 2020 - ai fini della retribuzione delle reggenze a valere sulla porzione del FUN destinata al risultato ed è disapplicato, da tale anno scolastico, l’art. 57, comma 3, del C.C.N.L. 11 aprile 2006, come stabilito dall’art. 43, comma 3, del C.C.N. 8 luglio 2019”.

In prospettiva rimangono aperti due grandi temi.

Il primo, prevedere nuovi criteri per la definizione delle fasce di complessità delle istituzioni scolastiche.

 Gli importi sono i seguenti:

·       per la prima fascia 20.579 €

·       per la seconda fascia 16.491€

·       per la terza fascia 12.005€

Il secondo tema riguarda la necessità di rendere stabili le quote che costituiscono oggi una parte importante della retribuzione. La legge di bilancio ha stanziato una tantum pari a 8,3 milioni per il 2022 e a 25 milioni per 2023.

 

 

Il Ministero dell’Istruzione, con l’intesa siglata con le OO.SS. e la nota n. 23439 del 17 giugno 2022, ha dato il via alle operazioni di assegnazione provvisoria e utilizzazione.

Per l’anno scolastico 2022/23 il personale docente ed educativo potrà presentare le domande dal 20 giugno al 4 luglio 2022. Il personale ATA potrà presentarla dal 27 giugno 2022 all’11 luglio 2022 tramite Istanze Online, cui accedere con le credenziali SPID.

La domanda può essere presentata da tutto il personale in possesso dei requisiti, compresi gli immessi in ruolo nell’a.s. 2020/21 e nell’a.s. 2021/22, in deroga a quanto previsto dall’articolo 399, comma 3, del D.lgs. 297/94, come modificato dal DL 126/2019, convertito in legge n. 159/2019.

L’assegnazione provvisoria può essere chiesta a condizione che ricorra uno dei seguenti motivi:

·       ricongiungimento ai figli o agli affidati di minore età con provvedimento giudiziario;

·       ricongiungimento al coniuge/parte dell’unione civile ovvero al convivente, ivi compresi parenti o affini, purché la stabilità della convivenza risulti da certificazione anagrafica;

·       gravi esigenze di salute del richiedente, comprovate da idonea certificazione sanitaria;

·       ricongiungimento al genitore.

Il Ministero ha pubblicato i moduli utili per presentare domanda


 

 

La Scuola d’Estate, il Piano del Ministero dell’Istruzione per coinvolgere studentesse e studenti, su base volontaria, da giugno a settembre, prende forma anche quest’anno come momento di costruzione dell’innovazione didattica e delle buone pratiche.

Con riferimento al bando PON, i moduli didattici autorizzati sono 57.046 per un totale di 1.711.380 ore di attività. Nella ripartizione delle risorse quest’anno si è data priorità, per le regioni del Nord e del Centro Italia, alle scuole che non avevano partecipato alla scorsa edizione del Piano estate. In totale, sono 1.061.824 le studentesse e gli studenti coinvolti in 3.119 scuole, di cui 2.030 del primo ciclo, 1.058 del secondo ciclo e 31 Centri di Istruzione per gli adulti.

Le scuole hanno inviato progetti per attivare soprattutto moduli di potenziamento delle competenze linguistiche (17%), di rafforzamento nelle materie STEM (14%), sul digitale (10%), per l’educazione motoria (10%), per arte, teatro e scrittura creativa (9%), per il rinforzo della competenza alfabetica funzionale (19%), in materia di consapevolezza ed espressione culturale (9%), musica e canto (5%), laboratori creativi e artigianali per la valorizzazione dei beni comuni, competenza imprenditoriale, educazione alla cittadinanza attiva e alla cura dei beni comuni, educazione alla legalità e ai diritti umani (7%).

 

FARE L'insegnante n. 5/2021 - 2022

Rivista bimestrale di Formazione e Aggiornamento professionale destinata a dirigenti e docenti delle scuole di ogni ordine e grado impegnati nel miglioramento dell'offerta formativa

EDITORIALEIvana Summa - Corresponsabilità educativa e conflittualità

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: l’attualità

Maria Grazia Accorsi -La scuola ha bisogno del territorio, il territorio ha bisogno della scuola: è tempo di passare da alleanze occasionali alla sottoscrizione di patti formali e durevoli. Un’esperienza sul campo

Lucia Rosaria Rinaldi - Conflitti scuola famiglia: un’esperienza di mediazione

Gian Carlo Sacchi - Orientamenti interculturali

 

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: riflessioni

Lara Vinciguerra - La mediazione scolastica dei conflitti: una scommessa per il futuro

Pirkia Schilkraut - Disagio giovanile e COVID-19

Andrea Porcarelli - Il ruolo strategico degli insegnanti secondo il Rapporto UNESCO sull’educazione del 2021

 

LE COMPETENZE: progettazione, didattica, valutazione

Rita Bortone - Il PNRR e la professionalità docente

 

Il curricolo per competenze nella scuola dell’infanzia e del 1° ciclo

Chiara Ferronato - Lost in translation

 

Il curricolo per competenze nella scuola del 2° ciclo

Selvaggia Pezone - Il paradigma dei diritti. Una rivoluzione organizzativa per l’inclusione scolastica

Fiorenzo Ferrari  - Progetto: Sostenibilità e Green Economy

 

Il curricolo per competenze nell’istruzione per gli ADULTI

Nicoletta Morbioli - Quattro passi per arrivare al successo

 

 

Rubriche

Il CURRICOLO della CREATIVITà

SINARRA.TV e la divulgazione culturale su Internet  di Alessia De Pasquale

 

Il DIRIGENTE e il suo STAFF

Perché insegnare ai bambini a diventare “cittadini attivi”  di Anna Armone

 

LIBRI di SCUOLA LIBRI per la SCUOLA

Conoscere il passato per costruire il futuro di  Flavia Marostica

 

FARE L'insegnante n. 5/2021/ 2022 - Rivista bimestrale di Formazione e Aggiornamento professionale destinata a dirigenti e docenti delle scuole di ogni ordine e grado impegnati nel miglioramento dell'offerta formativa

Corresponsabilità educativa e conflittualità

Editoriale di Ivana Summa

Uno dei “miti” che da quarant’anni sopravvivono nelle nostre scuole è quello della corresponsabilità educativa tra scuola e famiglia. Nata nel 1974 con la sua sanzione normativa nei decreti delegati che indicavano nella partecipazione delle famiglie alla gestione della scuola la via per innovare il sistema educativo rendendolo democratico, è stata a lungo narrata ed elaborata in ambito pedagogico e normativo, passando dal Patto di corresponsabilità del 2007, fino all’ approdo delle “Linee di indirizzo” emanate l’11 novembre 2012 e poi a numerosi e successivi interventi amministrativi.

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