Ultime notizie

Riforma della scuola sulla linea di partenza

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

Infine, il ministro Valditara ce l’ha fatta. Con l’approvazione delle Indicazioni Nazionali per i licei, in concorso con le Indicazioni per la scuola dell’Infanzia e del primo ciclo e di una ricca serie di decreti, atti amministrativi e proposte di legge volti a modificare diversi aspetti del sistema educativo italiano, si può dire conclusa l’azione di riforma della scuola perseguita con apprezzabile pervicacia dal ministro Valditara. Non si può dire che il complesso degli interventi abbia avuto un felice riscontro da parte di chi nella scuola lavora e crede. È come se fosse stato decretato d’imperio il “è tutto da rifare” del campione ciclistico Gino Bartali.

I decreti delle Indicazioni Nazionali, in particolare, evidenziano risvolti problematici per quanto riguarda la stesura, sia nel metodo e sia nel merito, ma non staremo qui a rilevare criticamente ciò che costituisce dibattito già dalla data dell’approvazione. Sono state una sorpresa, perché, a priori, fanno piazza pulita di un impianto ben rodato da anni, senza se e senza ma, per nuovi fondanti riferimenti che entrano nel merito dell’essere e del consistere della scuola, riproponendo “programmi” e suggestioni condizionati da criteri ideologici che si credevano non confacenti con la visione di una scuola aperta al futuro. Ricordiamo che, in passato, nella stesura dei programmi prima e delle Indicazioni poi hanno partecipato pedagogisti e psicologi di chiara fama, che si è tenuto conto delle teorie di illustri personaggi, che i documenti hanno sempre evidenziato una trama che consentiva alle varie parti di confrontarsi ed integrarsi per dare il senso di un corpo unico e complesso, sebbene articolato in diverse sezioni.

Allo stato attuale, non si può fare a meno di chiedersi quali siano le coordinate che hanno definito la Nuove Indicazioni, quale sia stato il coordinamento delle varie parti, quale metodo e quale idea ha sostenuto la loro elaborazione.

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I compensi spettanti ai commissari interni ed esterni componenti delle commissioni degli esami di maturità 2025/2026
Liquidazione dei compensi -  situazioni e casi.
Maria Rosaria Tosiani

Adempimenti finali dell’anno di formazione e prova dei docenti
Il dirigente deve accertare preliminarmente che il docente abbia assolto gli obblighi minimi di servizio per la validità dell'anno di prova.
Lo Friddo Giuseppe

Dichiarazioni non veritiere rese in occasione dell’accesso alle graduatorie d'istituto
Non sempre la condanna penale è causa di decadenza automatica con la risoluzione del contratto.
Marta Brentan

La convenzione con le associazioni esterne per l’uso dei locali scolastici
Quadro normativo, requisiti di forma e ruolo dell’ente locale dopo la Legge 7 aprile 2026, n. 53.

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Riforma della scuola sulla linea di partenza
Infine, il ministro Valditara ce l’ha fatta. Con l’approvazione delle Indicazioni Nazionali per i licei, in concorso con le Indicazioni per la scuola dell’Infanzia e del primo ciclo e di una ricca serie di decreti, atti amministrativi e proposte di legge volti a modificare diversi aspetti del sistema educativo italiano, si può dire conclusa l’azione di riforma della scuola perseguita con apprezzabile pervicacia dal ministro Valditara. Non si può dire che il complesso degli interventi abbia avuto un felice riscontro da parte di chi nella scuola lavora e crede. È come se fosse stato decretato d’imperio il “è tutto da rifare” del campione ciclistico Gino Bartali.
Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

La “fatica dell’amministrare” e la nuova disciplina del danno erariale
La nuova responsabilità erariale dopo la Legge Foti: tra superamento dello “scudo”, tipizzazione della colpa grave e tutela del decisore pubblico.
Gianluca Dradi

La nuova valutazione del comportamento
Quali sono le conseguenze di un voto pari o inferiore a sei e,soprattutto, quali ne sono i presupposti.

Fare l’insegnante: una professione in “tensione”

Editoriale di Ivana Summa

È possibile individuare una prospettiva che ci consenta di disegnare come si concretizza, nelle nostre scuole, il “fare l’insegnante”? Nel passaggio tra le descrizioni normative e contrattuali della professionalità docente e il suo farsi quotidiano si verifica una pluralità di interpretazioni, in parte dovute al loro coniugarsi in rapporto ai diversi gradi di scuola che accolgono alunni di età molto diverse e, in parte, alla persona dello stesso insegnante, con le sue competenze che riguardano anche aspetti relazionali. A tutto ciò oggi è necessario aggiungere la turbolenza sociale di quest’ultimo decennio che, per amor di sintesi, descriviamo come un flusso frenetico e continuo di innovazione tecnologica e, in particolare, la rivoluzione digitale  e dei dati che induce trasformazioni non solo nei comportamenti di tutti noi, e perfino nel nostro modo di osservare e comprendere il mondo. Il cambiamento della professionalità docente oggi è diventato  una necessità per sopravvivere cercando di dare risposte  adeguate, ma ciò comporta una “tensione”   sovraccarica di emozioni come ansia, paura dei rischi, spaesamento di  fronte ad un cambiamento sociale irruente e  poliedrico,  di cui è complesso per tutti stabilire la direzione o, meglio, le direzioni. Tensione che, è bene sottolinearlo,  è una caratteristica di ogni singolo docente, che la vive  con sfumature diverse, negative e/o positive, ma sempre irrisolta nel  tentativo di un   bilanciamento tra le rassicuranti vecchie pratiche e le nuove generate dalla propria professionalità, agendo in un  continuo flusso di norme che piovono dall’alto.  Il nodo fondamentale per la scuola si addensa intorno all’intreccio del processo di insegnamento   con quello dell’apprendimento, del come insegnare e del che cosa insegnare: il come riguarda soprattutto le scelte  collegiali ed individuali, il cosa riguarda soprattutto i decisori centrali che  hanno il potere di definire le linee guida entro cui le scuole dovrebbero muoversi, tra autonomia scolastica e libertà di insegnamento. Ma gli insegnanti, che lavorano  nelle migliaia di scuole sparse  su un territorio nazionale quanto mai vario, non operano in un vuoto sociale;  debbono fare i conti con le realtà con cui si confrontano quotidianamente: la tipologia di scuola/istituto, la composizione del personale docente, le modalità di conduzione delle scuole da parte del dirigente scolastico, gli alunni, le famiglie, la  composizione del territorio sia a livello di istituzioni (regione, comuni) che di presenza di risorse materiali ed immateriali.

EDITORIALE Ivana Summa 

Fare l’insegnante: una professione in “tensione”

È possibile individuare una prospettiva che ci consenta di disegnare come si concretizza, nelle nostre scuole, il “fare l’insegnante”? Nel passaggio tra le descrizioni normative e contrattuali della professionalità docente e il suo farsi quotidiano si verifica una pluralità di interpretazioni, in parte dovute al loro coniugarsi in rapporto ai diversi gradi di scuola che accolgono alunni di età molto diverse e, in parte, alla persona dello stesso insegnante, con le sue competenze che riguardano anche aspetti relazionali. 

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: l’attualità

AISO: un Outdoor immersivo e solidale Andrea Porcarelli

Per una professionalità docente Renato Candia

Come sono gli insegnanti oggi Gian Carlo Sacchi

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: riflessioni

“Ma il dirigente che animale è?”

Editoriale di Anna Armone
Direttore Responsabile

Prendo spunto dalle prove scritte del concorso a dirigente scolastico della Provincia di Trento per fare una riflessione: la figura dirigenziale nella scuola è una figura collocata nell’ambito della dirigenza amministrativa di cui al d.lgs. 165, art. 17, è un leader educativo o è un ibrido che naviga a vista?

Le prove scritte del concorso trentino propendono sicuramente sul secondo modello, considerato che tutte e tre le prove vertono su materie organizzative e pratiche didattiche. In effetti, prima di continuare, preciso che le prove preselettive hanno testato le conoscenze giuridiche e finanziarie del dirigente, cosa che fa pensare ad una selezione progressiva. Una volta accertate le competenze “hard” si è passati alle competenze “soft”. In questo caso la selezione risponderebbe alla duplice “faccia” del dirigente scolastico descritta nel profilo di cui all’art. 25 del d.lgs. 165/2001. Ma noi proseguiamo il nostro ragionamento.

Se pensiamo al dirigente pubblico lo vediamo dirigere la propria organizzazione con strumenti formali che consentono di tenere sotto controllo la struttura. Ciò è garantito da un’organizzazione ancora oggi piramidale (in particolare dopo il d.lgs. 150/2009) che vede una funzione dirigenziale sovraesposta rispetto alla base operativa. L’equiparazione della funzione dirigenziale in ambito pubblico alla dirigenza privatistica poggia essenzialmente sui poteri attivabili così come prevede il codice civile nel Libro V del lavoro. È ovvio che l’efficienza di qualsiasi ufficio pubblico non poggia esclusivamente su strumenti formali, anzi, al contrario, ha bisogno di una leadership autorevole che motivi e valorizzi il personale. Questo assetto è correlato alla produzione di un servizio che non è “funzione sociale” (se non nel caso della sanità) e produce atti, verifiche, controlli, servizi. L’istituzione scolastica si colloca nel panorama pubblico in una posizione unica, assimilabile, ma non completamente al sistema sanitario. L’esercizio della funzione sociale diventa sempre più complesso a seguito della valutazione economica del servizio che porta le decisioni politiche a compiere valutazioni di policy condizionate ai limiti della finanza e, nel caso della disponibilità straordinaria, come nel caso del PNRR, a peccare di capacità programmatoria.

“Ma il dirigente che animale è?”
Editoriale: di Anna Armone

Prendo spunto dalle prove scritte del concorso a dirigente scolastico della Provincia di Trento per fare una riflessione: la figura dirigenziale nella scuola è una figura collocata nell’ambito della dirigenza amministrativa di cui al d.lgs. 165, art. 17, è un leader educativo o è un ibrido che naviga a vista?
Le prove scritte del concorso trentino propendono sicuramente sul secondo modello, considerato che tutte e tre le prove vertono su materie organizzative e pratiche didattiche. In effetti, prima di continuare, preciso che le prove preselettive hanno testato le conoscenze giuridiche e finanziarie del dirigente, cosa che fa pensare ad una selezione progressiva. Una volta accertate le competenze “hard” si è passati alle competenze “soft”. In questo caso la selezione risponderebbe alla duplice “faccia” del dirigente scolastico descritta nel profilo di cui all’art. 25 del d.lgs. 165/2001. Ma noi proseguiamo il nostro ragionamento.

Sanzioni disciplinari e valutazione del comportamento degli alunni - Seconda Parte di  Riccardo Lancellotti

Il danno da mobbing tra tipicità e atipicità dell’illecito: profili definitori e tutela risarcitoria di Francesco Baccolini

Digitalizzazione e Cyberbullismo di Maurizia Maiano

Guida pratica e coordinata agli Esami di Maturità nel Secondo Ciclo a.s. 2025/2026
a cura di
Antonio Di Lello

1. I candidati
1.1. Generalità
1.2. I Candidati interni
1.2.1. L’ammissione
1.2.2. PCTO (Alternanza Scuola-Lavoro) e Invalsi nell’Esami di Maturità
1.2.3. La validità dell’anno scolastico
1.2.4. Le Sedi di esame
1.2.5. La presentazione delle domande
1.3. I Candidati esterni
1.3.1. L’ammissione
1.3.2. Le Sedi di esame e l’assegnazione ad esse
1.3.3. La presentazione delle domande
1.3.4. Deroghe alla territorialità
1.3.5. L’esame preliminare

Dal 14 al 18 maggio 2026, presso il Lingotto Fiere, si terrà la XXXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, il principale appuntamento italiano dedicato all’editoria, capace ogni anno di riunire centinaia di editori, autori e professionisti del settore, con un’affluenza che supera le duecentomila presenze.

In questo contesto di rilievo nazionale e internazionale, Euroedizioni Torino sarà presente tra gli espositori dell’edizione 2026, portando al Salone la propria consolidata esperienza editoriale e il proprio impegno nella produzione di contenuti specialistici destinati al mondo della scuola.

Sarà possibile incontrarci presso il Padiglione 2 – Stand H06, al seguente link:
https://www.salonelibro.it/elenco-espositori/euroedizioni/SL4113426038

La partecipazione al Salone rappresenta per Euroedizioni un momento centrale di incontro e confronto diretto con docenti, dirigenti scolastici, personale amministrativo e, più in generale, con tutti gli operatori del settore educativo. Si tratta di un’occasione particolarmente significativa per intercettare le trasformazioni in atto nel panorama culturale e formativo, nonché per presentare le proprie pubblicazioni, le riviste specialistiche e i progetti editoriali in corso di sviluppo.

Si fa riferimento all'Avviso 95165, che segue al  D.M. n.38 del 6 marzo 2026, esplicita la destinazione di risorse per la formazione del personale docente ed educativo della scuola, nell’ambito del Programma Nazionale “PN Scuola e competenze 2021-2027”, in attuazione del regolamento (UE) 2021/1060.

Vi proponiamo una serie di laboratori di formazione per personale docente secondo le indicazioni fornite nell'avviso ministeriale sui seguenti moduli formativi:

 

·        MODULO - Competenze culturali, disciplinari, educative, pedagogiche, psicopedagogiche, didattiche, digitali, metodologiche e relazionali, riflessive ed autovalutative

·        MODULO- Competenze nella micro e macro-progettazione didattica ed educativa

·        MODULO - Competenze nella gestione dei gruppi classe, nella costruzione di ambienti favorevoli all’apprendimento e di relazioni positive con gli studenti

·        MODULO - Competenze nella didattica orientativa

·        MODULO -Competenze nello svolgimento dei compiti connessi con la funzione docente e con l’organizzazione scolastica

 

I corsi saranno articolati in diverse aree tematiche ognuna con la propria specificità, mantenendo un filo logico lungo tutto il percorso.

I corsi avranno la durata di 30 ore e saranno erogati online o in presenza a seconda della specifica richiesta degli istituti scolastici.

L'INFORMAZIONE IN BREVE

CCNL 2025-2027 Istruzione e Ricerca - parte Economica

In presenza di un distacco sindacale con prestazione lavorativa ridotta, occorre riproporzionare i permessi ex art. 33 della legge 104/1992?

Il dipendente/dirigente sindacale in distacco part-time, che ha subito durante lo svolgimento del proprio servizio un infortunio sul lavoro, può recuperare le giornate non fruite di distacco sindacale durante il periodo di infortunio?

Come deve intendersi l’espressione “i periodi di distacco sono equiparati a tutti gli effetti al servizio pieno prestato nell’amministrazione anche ai fini del trattamento pensionistico” contenuta nell’art. 19, comma 3 del CCNQ 4 dicembre 2017?

Vi sono limiti - eventualmente connessi alla dimensione dell’Ente o alla consistenza associativa di una organizzazione sindacale - al numero di dipendenti che possono essere nominati dirigenti sindacali?

Incentivo al posticipo del pensionamento: le novità per il 2026 comunicate dall'INPS

Graduatorie GAE 2026-28: Apertura delle funzioni per la scelta delle sedi ai fini dell’inclusione nelle graduatorie di istituto

Graduatorie 24 mesi personale ATA

L'INPS ha comunicato l’apertura del servizio per la presentazione delle domande del Bonus nuovi nati 2026

Argomenti

Gli adolescenti e la “metafora del gambero”
L’avvio della primavera non è stato felice per la scuola, teatro di fatti che l’hanno sconvolta profondamente e sui quali occorrerà riflettere con l’intenzione di capire dove stiamo andando e cosa fare per correggere il tiro, se ancora si è in tempo per porre un qualche rimedio. Riepiloghiamo sommariamente: In una scuola del bergamasco, tredicenne accoltella gravemente l’insegnante di francese, rammaricandosi di non averla uccisa e, comunque, diffondendo in diretta su Instagram le immagini dell’attentato. A casa dello studente, i carabinieri troveranno del materiale esplosivo potenzialmente pericoloso. Sconcertante l’affermazione autoassolutoria del ragazzo: “Visto che a quanto pare i ‘ragazzi’ non capiscono cosa sia giusto e cosa no, userò questo a mio vantaggio. Non posso essere incarcerato, dato che in Italia l'età minima per la responsabilità penale è 14 anni, e non posso nemmeno essere processato, quindi farò quello che ho sempre voluto fare, uccidere lei e chiunque cerchi di impedirmelo".
Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

La delega di funzioni in materia di salute e sicurezza
Quello che occorre sapere in otto domande e risposte.
Antonietta Di Martino

Operazioni connesse con lo svolgimento degli esami di maturità
Schema riassuntivo delle attività per agevolare il lavoro delle commissione.

Gli adolescenti e la “metafora del gambero”

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

L’avvio della primavera non è stato felice per la scuola, teatro di fatti che l’hanno sconvolta profondamente e sui quali occorrerà riflettere con l’intenzione di capire dove stiamo andando e cosa fare per correggere il tiro, se ancora si è in tempo per porre un qualche rimedio. Riepiloghiamo sommariamente:

In una scuola del bergamasco, tredicenne accoltella gravemente l’insegnante di francese, rammaricandosi di non averla uccisa e, comunque, diffondendo in diretta su Instagram le immagini dell’attentato. A casa dello studente, i carabinieri troveranno del materiale esplosivo potenzialmente pericoloso. Sconcertante l’affermazione autoassolutoria del ragazzo: “Visto che a quanto pare i ‘ragazzi’ non capiscono cosa sia giusto e cosa no, userò questo a mio vantaggio. Non posso essere incarcerato, dato che in Italia l'età minima per la responsabilità penale è 14 anni, e non posso nemmeno essere processato, quindi farò quello che ho sempre voluto fare, uccidere lei e chiunque cerchi di impedirmelo.

Diciassettenne pescarese, domiciliato in provincia di Perugia e affiliato a gruppi neo nazisti su Telegram, viene arrestato con l’accusa di terrorismo per aver pianificato una strage in un liceo. La strage si sarebbe conclusa con il suo suicido, emulando quella compiuta da due adolescenti alla Columbine High School (Stati Uniti) nel 1999, nella quale morirono 14 persone oltre gli stragisti. Tra il materiale sequestrato figurano documenti contenenti indicazioni tecniche su sostanze chimiche e batteriologiche pericolose, nonché vademecum dedicati al sabotaggio di servizi pubblici essenziali, il tutto inserito in una chiara cornice di finalità terroristica.

Altro tredicenne, nel biellese, anziché recarsi a scuola, tira dritto e porta a compimento una rapina in un ufficio postale puntando una pistola, che poi si è rivelata essere un’arma giocattolo; bottino 500 euro e fuga interrotta dall’intervento dei carabinieri. Data la giovane età, il ragazzo non è imputabile per legge.

L'INFORMAZIONE IN BREVE

Congedo parentale: limite esteso ai 14 anni del figlio

Nuovo ISEE 2026 - L'INPS aggiorna il nuovo modello di Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) e la relativa attestazione ISEE

Mobilità scuola triennio 2025-2028: dopo la firma del CCNI emanate le ordinanze

Proroga per la predisposizione del Conto Consuntivo 2025

Aggiornati i nuovi requisiti pensionistici per il 2027 e il 2028 - Le nuove disposizioni relative all’adeguamento agli incrementi della speranza di vita

Mobilità scuole italiane all’estero

Accordo quadro Viaggi di istruzione e Stage linguistici

Il Garante ribadisce il diritto all’assistenza degli alunni con disabilità

Riforma degli Istituti tecnici

Si fa riferimento all'Avviso MIM prot. 0073226 del 27.03.2026 – PNRR M4C1 Investimento 2.1 – Snodi formativi per la transizione digitale sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale nella scuola per informare che la Casa Editrice Euroedizioni - divisione formazione - organizza dei corsi di formazione finalizzati alla progettazione  di Snodi formativi per la transizione digitale sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale nella scuola – PNRR M4C1 Investimento 2.1.

In allegato il progetto formativo, redatto da Euroedizioni, calibrato per ridurre al minimo il carico sul personale scolastico, nel pieno rispetto dei requisiti dell'Avviso:

  • Modulo A (percorsi teorici) interamente online: video-lezioni asincrone fruibili in autonomia da pc o smartphone, con un unico webinar live di 2 ore per edizione – senza impatto sull'orario di servizio
  • Modulo B (laboratori sul campo) concentrato in giornate intensive singole da 6 ore, collocabili in sabati o giornate di programmazione già previste in calendario – zero supplenze, zero chiusure di classi
  • Copertura normativa completa: AI Act, D.M. 166/2025, GDPR, DigComp 3.0 e DigCompEdu
  • Gestione integrale della rendicontazione PNRR: piattaforme, attestati, dichiarazioni UCS, reportistica

La candidatura viene presentata dalla scuola sulla piattaforma Futura PNRR – Gestione Progetti (pnrr.istruzione.it). Euroedizioni supporta il Dirigente Scolastico e il DSGA in ogni fase della compilazione del formulario, inclusa la generazione del CUP.

Il coordinamento scientifico e didattico di tutte le attività formative previste dal progetto sarà svolto da personale qualificato, scelto da Euroedizioni, con specifica competenza nell’applicazione dell’IA in ambito educativo e nella progettazione di percorsi formativi per il personale scolastico, che assicura la piena coerenza dei percorsi con i requisiti dell’Avviso MIM prot. 0073226/2026, con le Linee guida sull’IA nelle scuole (D.M. 166/2025) e con il quadro normativo europeo (AI Act, Reg. UE 2024/1689).

Considerata l'imminenza della scadenza, Le chiediamo di manifestare il proprio interesse entro il 14 aprile 2026, così da consentire il completamento del formulario nei termini previsti.

Euroedizioni

[email protected]

“Una riforma annunciata: la nuova responsabilità amministrativa dei dipendenti pubblici”

Editoriale di Anna Armone
Direttore Responsabile

Un inizio d’anno colpevole di tragedie e disastri ambientali che hanno coinvolto tutti noi cittadini facendo luce su aspetti della realtà che non escludono nessuno.

Nel mondo legislativo la legge n. 1 del 2026 riguarda le modifiche alla legge 14 gennaio 1994, n. 20, e altre disposizioni, nonché delega al Governo in materia di funzioni della Corte dei conti e di responsabilità amministrativa e per danno erariale. Il dibattito su questa riforma è in corso sin dal 2020 quando il Decreto Semplificazione introdusse la limitazione della responsabilità amministrativa al dolo e alla colpa grave solo omissiva. Già quella disposizione fu oggetto di ricorso alla Corte costituzionale che, con la sentenza 132/2025, ha messo le basi legittimanti della nuova legge n. 1/2026. La Corte, chiamata a giudicare della legittimità costituzionale della menzionata scelta legislativa, in una decisione che costituisce la testata d’angolo della sua giurisprudenza nella materia, ha chiarito che già i relativi lavori preparatori evidenziavano «l’intento di predisporre, nei confronti degli amministratori e dei dipendenti pubblici un assetto normativo in cui il timore della responsabilità non esponga all’eventualità di rallentamenti ed inerzie nello svolgimento dell’attività amministrativa» (sentenza n. 371 del 1998).

Pertanto, «nella combinazione di elementi restitutori e di deterrenza che connotano l’istituto qui in esame, la disposizione risponde [...] alla finalità di determinare quanto del rischio dell’attività debba restare a carico dell’apparato e quanto a carico del dipendente, nella ricerca di un punto di equilibrio tale da rendere, per dipendenti ed amministratori pubblici, la prospettiva della responsabilità ragione di stimolo, e non di disincentivo» (così, la citata sentenza n. 371 del 1998).

“Una riforma annunciata: la nuova responsabilità amministrativa dei dipendenti pubblici”
Editoriale: di Anna Armone

Un inizio d’anno colpevole di tragedie e disastri ambientali che hanno coinvolto tutti noi cittadini facendo luce su aspetti della realtà che non escludono nessuno. 
Nel mondo legislativo la legge n. 1 del 2026 riguarda le modifiche alla legge 14 gennaio 1994, n. 20, e altre disposizioni, nonché delega al Governo in materia di funzioni della Corte dei conti e di responsabilità amministrativa e per danno erariale. Il dibattito su questa riforma è in corso sin dal 2020 quando il Decreto Semplificazione introdusse la limitazione della responsabilità amministrativa al dolo e alla colpa grave solo omissiva.

Sanzioni disciplinari e valutazione del comportamento degli alunni di Riccardo Lancellotti

Le indicazioni nazionali per il primo ciclo di Gian Carlo Sacchi

Bullismo all’incontrario di Maurizia Maiano

Argomenti

La verifica del possesso dei requisiti nei contratti ad evidenza pubblica
Non sempre un operatore economico può partecipare ad un bando né tantomeno aggiudicarsi il contratto proprio a causa della mancanza di determinati requisiti.
Maria Rosaria Tosiani

Assenza per infortuni del dipendente causato da terzi rivalsa dell'amministrazione
La Corte di Cassazione ha affermato che il responsabile di lesioni personali in danno a un lavoratore dipendente è tenuto al risarcimento in favore del datore di lavoro per la mancata utilizzazione delle prestazioni lavorative.
Rocco Callà

Il contributo volontario delle famiglie.Tra autonomia scolastica, partecipazione e corresponsabilità educativa
Laura Bertocchi - Mario Maviglia

Prevalenza del principio del favor anche per le assenze post ricovero
L'importanza delle deroghe introdotte per via contrattuale.
Angelo Muratore

Disciplina fiscale e previdenziale dei contratti con esperti esterni e gestione separata inps (aliquote contributive anno 2026)

Il dado è tratto, la riforma della scuola è bella e pronta

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

A discreti e decisi passi, si va completando sempre più il quadro riformatore della scuola secondo Valditara, un profondo rinnovamento che ha toccato i punti strategici del sistema d’istruzione, dalla disciplina alla valutazione della condotta - che ritorna ad essere fondamentale ai fini di promozione o bocciatura -, dalla valorizzazione del merito al lancio della filiera 4+2 per collegare meglio istruzione e lavoro, dal divieto di smartphone in classe ai programmi scolastici (3-14 anni), che segnano il ritorno alle materie tradizionali, con latino facoltativo alle medie, il potenziamento della grammatica e l’accentramento sulla storia italiana ed europea, ed altro ancora, a disegnare un puzzle che sradica la scuola dal percorso che stava seguendo, in stretto raccordo con gli orientamenti europei, per essere dirottata verso il mito del merito, della disciplina e della sanzione, per di più volgendo lo sguardo all’indietro, come in preda ad un nostalgico “ritorno al futuro”.

Una riforma che è stata pennellata un po’ alla volta secondo una precisa visione ideologica più che non secondo rilievi di inadeguatezze o intercettazione di più proficui orientamenti: uno sradicamento che intende privilegiare visioni che, al momento, sembrano essere orfane del contributo della psicologia, della pedagogia, della didattica funzionale.  Un cambiamento radicale del quale non si riesce ad apprezzare un ordito che risponda alle esigenze di una attualità proiettata sul futuro, aspetto che non riusciamo ad apprezzare e neanche ad intravvedere nel nuovo quadro riformatorio. Eppure bisognerà pur sempre condividerla e, concorrere perché la scuola trovi un po’ di ristoro e, comunque, sappia riemergere magari intervenendo con un po’ di saggia creatività, pur sempre all’ombra dei grandi della psicologia e della pedagogia.

Gli articoli di questo numero:

Argomenti

Il dado è tratto, la riformaIl dado è tratto, la riformadella scuola è bella e pronta
A discreti e decisi passi, si va completandoA discreti e decisi passi, si va completandosempre più il quadro riformatore della scuolasecondo Valditara, un profondo rinnovamentoche ha toccato i punti strategici del sistema d’istruzione, dalla disciplina alla valutazione dellacondotta - che ritorna ad essere fondamentale aifini di promozione o bocciatura...
Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

Prevenzione e tutela nei luoghi di lavoro: cosa cambia con il D.L. n. 159/2025, convertito con modificazioni dalla L. 29 dicembre 2025, n. 198
Misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e in materia di protezione civile.
Antonietta Di Martino

Impatto culturale e didattico delle nuove indicazioni nazionali
Cosa sono e perché sono utili nella pratica scolastica.
Filippo Cancellieri

Validità dell’anno scolastico e assenze giustificabili dell’alunno con disabilità
Ruolo del Gruppo di lavoro operativo e del Consiglio di classe.
Tullio Faia

La Formazione Scuola-Lavoro (FSL) e il modello 4+2
Verso una nuova governance dell’apprendimento.
Claudio Naddeo

 

GUIDA ALLA PROVA ORALE

CONCORSO DIRIGENTE TECNICO

Quesiti su tutte le materie del concorso equesiti di tipo situazionale sulla funzione ispettiva

EUROEDIZIONI 2026 - Pagina 550 - costo 36,00 euro

Mario Maviglia - Rocco Callà

 

Una scuola ad alta tensione formativa

Editoriale di Ivana Summa

Ma l’alunno/allievo/scolaro/studente che abita le nostre scuole, chi è? È un essere reale o un costrutto teorico, frutto di una proiezione collettiva o di una rappresentazione retorica funzionale a finalità politiche, a volte estranee alle finalità costituzionali? Leggendo la cronaca e gli interventi di maître à penser e politici, ma anche decreti e circolari ministeriali dettati da criteri emergenziali e punitivi, si resta stupiti dalla rappresentazione sociale dei nostri figli che si inferisce. A delineare meglio questa idea contribuisce anche un numero sempre crescente di insegnanti che si lamentano degli atteggiamenti e comportamenti dei giovani che, troppo spesso, non consentono loro di insegnare. Ne consegue un’immagine pubblica di impotenza e di inadeguatezza della scuola, tanto che il ministero, per aiutare e difendere gli insegnanti (sic!), ha messo in piedi una sorta di pronto soccorso giuridico emanando norme prêt à porter: si istituisce “un referente per il bullismo”, si coinvolgono specialisti esterni, si aggiunge una disciplina in un curriculo scolastico già overload, si vieta l’uso dello smartphone, si rafforza il sistema delle sanzioni disciplinari, si propone il controllo preventivo prima di oltrepassare le mura scolastiche.

Questi interventi “tampone” seguono una logica di tipo politico, perché l’effetto atteso è quello di rassicurare la società con risposte rapide a bisogni creati e rilevati dagli stessi mass-media. L’ipotesi, alla base dei diversi provvedimenti, è quella che questi problemi si risolvono gestendo i comportamenti giovanili attraverso il controllo, la repressione, l’assoggettamento. Siamo di fronte ad una nuova pedagogia di stato che, in passato, si ispirava ai più grandi pedagogisti del ‘900 e che ora porta avanti una sorta di pedagogia del buon senso che rimanda a pratiche del passato in una fase storica della nostra società profondamente cambiata. Sappiamo, invece, che questi comportamenti giovanili, più eclatanti quando appaiono dentro le mura scolastiche, hanno robuste radici nella qualità delle relazioni affettive in famiglia e nelle comunità nelle fasi evolutive della vita in cui prendono corpo le basi dell’identità personale e della conseguente presenza nel mondo.

EDITORIALE Ivana Summa 
Una scuola ad alta tensione formativa
Ma l’alunno/allievo/scolaro/studente che abita le nostre scuole, chi è? È un essere reale o un costrutto teorico, frutto di una proiezione collettiva o di una rappresentazione retorica funzionale a finalità politiche, a volte estranee alle finalità costituzionali? Leggendo la cronaca e gli interventi di maître à penser e politici, ma anche decreti e circolari ministeriali dettati da criteri emergenziali e punitivi, si resta stupiti dalla rappresentazione sociale dei nostri figli che si inferisce....

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: l’attualità

Fuochi da accendere Andrea Porcarelli

Studenti di oggi, generazioni diverse Bruno Lorenzo Castrovinci

Educare con cura: rimettere gli alunni al cuore della scuola Eva Raffaella Maria Nicolò

La rappresentanza studentesca istituzionale Federica Pilotti e Emanuele Bertoni

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: riflessioni

Generazione Alpha Tiziana Venuti

Gli studenti delle scuole superiori come protagonisti della propria formazione Stefano Stefanel

L'INFORMAZIONE IN BREVE

Assegno unico 2026: presentazione domanda e aggiornamento importi

Contratto misto di concessione e appalto

Gestione Separata: le aliquote contributive per il 2026

La tempistica sugli adeguamenti contrattuali e liquidazione degli arretrati CCNL 2022/2024 “Istruzione e Ricerca” personale scuola

Curriculum della Studentessa e dello Studente

Valutazione dei risultati dei Dirigenti scolastici a.s. 2024/25

La Corte dei conti richiama i datori pubblici sull'accumulo di ferie non godute

Codice di comportamento dei dipendenti pubblici: la Corte di cassazione chiarisce il significato di "modico valore" nei regali fatti ai dipendenti pubblici

L'INPS comunica l'applicazione della riduzione delle aliquote IRPEF previste dalla legge di bilancio 2026

Non possiamo essere soddisfatti per come è stata gestita la procedura della carta del docente in questo anno scolastico 2025/2026 per tre motivi:

  • non trova alcuna giustificazione la riduzione dell'importo, il fatto che la carta sia stata estesa  ai docenti non di ruolo non è una valida ragione. Le risorse per dare copertura andavano trovate riducendo o eliminando altre spese inutili.  Se si vuole finanziare la formazione bisogna farlo in modo serio.
  • sei mesi per attivare la carta sono troppi, quando ormai ne mancano solo tre alla fine di quest'anno scolastico. In questo periodo i docenti per aggiornarsi, acquistare dei testi e quant'altro necessario per la loro attività hanno dovuto anticipare di tasca loro. Dire che ciò è vergognoso è poco!
  • l’esclusione dal beneficio della carta del personale ATA.

Importo della carta docenti

E' stato ridotto a 383 euro. Le somme eventualmente non utilizzate nell’anno scolastico 2024/2025 verranno riaccreditate insieme alle nuove risorse. Le somme non spese entro la conclusione dell'anno scolastico 2025/2026 sono utilizzabili anche nell’anno scolastico 2026/2027.

Soggetti beneficiari della carta

  • docenti a tempo indeterminato,
  • docenti con supplenza annuale fino al 31 agosto;
  • i docenti con incarico fino al termine delle attività didattiche, 30 giugno.
  • personale educativo delle istituzioni scolastiche statali di ogni ordine e grado;
  • docenti dichiarati inidonei per i motivi di salute di cui all'articolo 514 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297;
  • docenti in posizione di comando, distacco, fuori ruolo o altrimenti utilizzati;
  • docenti delle scuole italiane all'estero;

 

Cosa si può acquistare con la Carta del Docente

Come è noto le istituzioni scolastiche sono state chiamate ad adottare entro il prossimo 31 marzo 2026  il Piano annuale dei flussi di cassa previsto dall’art. 6, comma 1, del D.L. 19 ottobre 2024, n. 155.

Con la nota n.211133 del 26/2/2026 il Ministero ha comunicato le istruzioni operative  spostando la data dell’adempimento dal 28 febbraio al 31 di marzo.

Su questo adempimento nuovo per le istituzioni scolastiche abbiamo pensato di proporre un corso di formazione per chiarire le modalità pratiche e operative su come procedere per la compilazione dei modelli del Piano annuale dei flussi di cassa.

ll corso si articola in un webinar per complessive 2 ore di formazione.

Il corso si svolgerà il giorno 23 marzo 2026 alle ore 17,00

Relatore: Dott.ssa Maria Rosaria Tosiani, Direttore SGA

 

Varie ed eventuali…

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

Il percorso sul quale è stata instradata la scuola è evidente, per passi che sembravano fini a sé stessi e che, invece, messi in fila, confermano di rientrare in un disegno più ampio e globale: la scuola corrisponde sempre più ad una visione ideologica che si è presa l’impegno di reindirizzarla su altri presupposti, che si credevano superati in quanto non più corrispondenti all’evoluzione psicopedagogica e sociale che i tempi richiedevano. Dalla scuola per pochi si è passati alla scuola per tutti. E adesso?  Scuola delle tre I (Inglese, Informatica, Impresa)? Volutamente dirottata verso un futuro che odora di un passato che si ripropone con la veste della modernità e con tutti i rischi di un futuro “distopico”. 

Non andiamo oltre con queste considerazioni, perché quel che accade rientra nella logica della politica delle alternanze, per cui chi viene dopo smentisce chi è stato prima e impone i valori e i riferimenti culturali che convengono maggiormente.

Intanto, registriamo l’ennesimo caso di aggressione di un genitore verso un insegnante, reo di avere richiamato la figlia seduta scompostamente. Il fatto è successo in un istituto secondario di secondo grado di Foggia: insegnante rimprovera la ragazza, per cui questa telefona al padre, che accorre nel giro di pochi minuti e, senza se e senza ma, si precipita in classe urlando parole pesanti e gli sferra uno schiaffone che lo fa cadere a terra, poi prende la figlia e se ne va. Trasportato al pronto soccorso del Policlinico, il docente viene refertato con una prognosi di sette giorni. Si può andare avanti così?

Altra perla: la Ministra del Turismo ha avanzato la proposta di consentire Scuolaalle Regioni la modifica del calendario scolastico per incentivare il turismo, attraverso una diversa distribuzione dei periodi di sospensione delle lezioni. Non commentiamo: scuola come un servizio a richiesta! Meritano una segnalazione due iniziative che provengono dal MIM: l’attivazione di una piattaforma dedicata al personale scolastico e ai dipendenti del MIM, che consente di accedere a numerose offerte commerciali per l’acquisto di beni e servizi a prezzi vantaggiosi. Allo scopo è stata sottoscritta la convenzione con Poste Welfare Servizi S.p.A., Società del Gruppo Poste Italiane, che permette ai destinatari della misura, compresi i nuclei familiari, di accedere alla piattaforma di Poste Welfare attraverso la rete intranet del Ministero. In questo modo sarà possibile fruire del servizio in numerosi settori, tra cui cultura e intrattenimento, cura della persona, prodotti per la casa, elettronica, elettrodomestici, servizi per la famiglia, centri estivi, mobilità, moda e articoli sportivi.

Argomenti

Varie ed eventuali…
Il percorso sul quale è stata instradata la scuola è evidente, per passi che sembravano fini a sé stessi e che, invece, messi in fila, confermano di rientrare in un disegno più ampio e globale: la scuola corrisponde sempre più ad una visione ideologica che si è presa l’impegno di reindirizzarla su altri presupposti, che si credevano superati in quanto non più corrispondenti all’evoluzione psicopedagogica e sociale che i tempi richiedevano. Dalla scuola per pochi si è passati alla scuola per tutti. E adesso?  Scuola delle tre I (Inglese, Informatica, Impresa)? ...
Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

LABORATORI FESR e PNRR: l’incubo del frazionamento artificioso nel guado tra l’affidamento diretto e la procedura negoziata
Vincoli normativi, soglie e responsabilità del RUP nella gestione degli affidamenti finanziati con fondi europei.
Pasquale Annese

Norme tecniche UNI, EN, ISO e sistemi di gestione
Cosa sono e perché sono utili nella pratica scolastica.
Antonietta Di Martino

Rifondazione della scuola e della didattica

Argomenti

Predisposizione del Conto Consuntivo 2025
Scadenza 15 marzo 2026 - Come effettuare il controllo incrociato per far quadrare i dati del conto consuntivo.
Maria Rosaria Tosiani

Perchè è importante verificare la consistenza dei residui prima di redigere il conto consuntivo 2025
Raffaella Scibinico

Riallineamento della carriera: per chi, quando e come fare?
Per non far perdere i benefici al personale per effetto di prescrizione.
Luciana Petrucci Ciaschini

Indicazioni Nazionali 2025: emanato il regolamento ministeriale
Di particolare interesse appare l’introduzione dell’insegnamento del latino per l’educazione linguistica.
Filippo Sturaro

Il principio di unitarietà dell’acquisizione per i progetti PN PNRR
Parere ANAC del 23 gennaio 2026.

Il corso offre un’analisi sistematica e aggiornata del percorso di formazione e del periodo annuale di prova del personale docente neoassunto e dei docenti che ottengono il passaggio di ruolo, alla luce delle più recenti innovazioni normative e degli orientamenti giurisprudenziali consolidati.

Il corso approfondisce inoltre l’integrazione del percorso di prova con la formazione finanziata dal PNRR, con specifico riferimento all’obbligo di frequenza dei moduli sulla didattica digitale integrata, sulla transizione digitale e sulle nuove competenze e nuovi linguaggi, nonché alle modalità di registrazione e certificazione delle attività sulla piattaforma “Scuola Futura”.

Completano il percorso formativo richiami agli orientamenti giurisprudenziali più significativi, utili a comprendere l’evoluzione interpretativa delle norme e i profili di possibile contenzioso in caso di irregolarità procedurali.

Improcrastinabile recuperare l’alleanza con i genitori

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

Occorre ammettere, nostro malgrado, che la scuola stia attraversando un periodo di confusione come mai prima e le cause non possano essere ascritte esclusivamente all’ormai rituale avvicendarsi degli opposti schieramenti politici al Governo e al Ministero per l’Istruzione, oggi MIM, pur se su questi ricade l’essere la fonte principale dei disagi che si riversano sulla capacità della scuola di interpretare la realtà in cui si trova ad operare, nonché il ruolo e la funzione che il dovere istituzionale e costituzionale le chiedono di assolvere nel miglior modo possibile. Prova ne sono il susseguirsi di riforme e controriforme, il ricorso a disposizioni spesso improvvisate e dimostrative, a volte ispirate da qualche evidente necessità di chiarire, promuovere ed orientare, anche innovare seppure non sempre tenendo conto del reale bisogno della scuola, oppure anche solo per corrispondere a dettati ideologici di parte o di partito.

La recente proposta del ministro Valditara, di un provvedimento per rafforzare la tutela degli insegnanti e del personale scolastico, prevedendo l’arresto obbligatorio in flagranza nelle ipotesi di lesioni personali a carico di docenti e dirigenti (per le lesioni lievi da 6 mesi a 3 anni attuali a 2 a 5 anni di reclusione), rientra nella manifesta e apprezzabilissima volontà di restituire prestigio agli operatori della scuola. Non vogliamo discutere qui in merito all’entità delle pene o del merito della proposta che, comunque, risponde alla urgente necessità che si ponga fine a queste condotte scellerate, segno evidente di un disvalore che ha accompagnato la scuola in questi ultimi anni, di una distorta considerazione del suo ruolo, di una più diffusa maleducazione a carico di personaggi non certo esemplari. Vale la pena, però, guardare alle ragioni che hanno portato a questa deplorevole situazione:

  • notevole incremento del numero di alunni con disabilità per classe;
  • forte incremento di alunni provenienti da altre culture e tradizioni;
  • inverosimile incremento della burocrazia;
  • classi con un numero di alunni eccessivo per una programmazione che tenga conto di tutti e di ciascuno in particolare (altro che scuola inclusiva!);
  • incremento non indifferente degli impegni dei docenti in riunioni, compilazione di registro elettronico, preparazione materiale didattico ed altre amenità;
  • un riconoscimento economico, per gli insegnanti e il personale ATA già oltre i limiti della decenza e dell’indigenza, comunque segno di una politica che cede alla vessazione più che non al riconoscimento della funzione e alla sua valorizzazione;
  • le scarse proposte di formazione;
  • la scarsa attenzione all’organizzazione scolastica, che si regge soprattutto grazie al middle management, un esercito di docenti che consente, al puzzle variegato della scuola, di garantire il funzionamento delle istituzioni scolastiche, senza fruire di riconoscimenti ufficiali e con uno scarso incentivo economico;
  • istituzioni scolastiche in edifici “malmessi” che, di certo, non favoriscono l’apprendimento e neanche l’insegnamento.

Tutto questo ha portato ad una caduta d’interesse professionale degli insegnanti, esposti a difesa di una scuola che appare indifendibile, a parte, per fortuna, pregevoli eccezioni sparse lungo tutto lo “stivale”.

Occorre, con urgenza che, ai “Piani Alti” del dicastero, si rifletta sulle attuali condizioni del sistema scolastico e si promuovano azioni in merito, concordate con chi la scuola la vive dal di dentro (più che non con gli universitari).

Cosa fare, nel frattempo, per arginare la situazione? Anzitutto, rendersi più “visibili”. Se si vuole recuperare il rapporto con le famiglie, è necessario intendersi e voler ribadire l’opportunità dell’alleanza e della collaborazione sulla scorta di una corresponsabilità educativa che preveda una comunicazione costante, una condivisione degli obiettivi e degli impegni per il benessere dello studente. Alla scuola compete di introdurre i genitori al proprio linguaggio, perché ne comprendano il senso e l’importanza, così come gli insegnanti debbono comprendere il linguaggio dei genitori, perché si fidino reciprocamente e riconoscano il senso dell’insegnare e dell’educare. Momenti formativi lungo tutto l’arco dell’anno scolastico favorirebbero la reciproca comprensione e, appunto, l’alleanza.

Occorre dare più peso al “Patto educativo di corresponsabilità” (Decreto del Presidente della Repubblica 21 novembre 2007, n. 235), che enuclea i principi e i comportamenti che scuola, famiglia e alunni condividono e si impegnano a rispettare. Un documento che, firmato da tutte le componenti, si presenta come base dell’interazione scuola-famiglia; un documento disatteso e che sarebbe conveniente riprendere e riconsiderare oltre l’aspetto della teoria e delle buone intenzioni. Famiglie più informate sulle dinamiche che coinvolgono i loro figli a scuola potrebbero dare più credito agli insegnanti e, fidandosi, agevolare la relazione tra i due. Fondamentale che la scuola dimostri che ci tenga e voglia bene a tutti gli alunni e a ciascuno di essi, consapevoli che si fa il meglio possibile per loro.

Gli articoli di questo numero:

Mario Maviglia presenta la seconda parte de “Il nuovo sistema di valutazione dei dirigenti scolastici”, nella quale evidenzia la sez. 3 della Scheda di valutazione dei risultati dei DS, per dare rilievo all’attribuzione dei punteggi, che avviene sulla base della rubrica dei comportamenti professionali ed organizzativi di cui all’allegato A2 della Direttiva. Si rileva che il modello valutativo presenta un’impostazione che concepisce la figura del DS ingessata nelle sue dimensioni burocratiche, lontana da quelle suggestioni e prospettive di leadership multiforme che la ricerca anche internazionale ha messo in luce offrendo riflessioni, modelli ed esperienze di grande significatività.

Filippo Cancellieri riflette su “Educare alla cittadinanza estetica aspetti culturali e didattici” sulla scorta della ratifica del 2020, da parte della Camera dei Deputati, della Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore dell’eredità culturale rimarcando i principi sanciti dall’art. 27 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948 delle Nazioni Unite, per cui “ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici”. Il richiamo ha rilievo nelle future Indicazioni Nazionali - di recente annunciate dal ministro -, che contemplano già nel primo ciclo di istruzione “Arte e immagine”. Nel contributo si ribadisce che la via per incardinare nel curriculo lo studio delle opere d’arte passa dall’educazione civica, insegnamento trasversale regolato dalla Legge 92/2019 e dalle relative Linee Guida, che rimarcano l’importanza della tutela dei patrimoni materiali e immateriali della comunità.

Elena Cappai nel suo pezzo “Universal Design for Learning: prospettive di riflessione” rileva come la progressiva trasformazione delle normative e dei costrutti teorici di riferimento in materia di inclusione scolastica ha portato, con una significativa accelerazione negli ultimi quindici anni, all’esigenza di un ripensamento del fare scuola, che si ripercuote non solo nelle pratiche d’aula, ma anche nelle misure organizzative e gestionali. Gli insegnanti si trovano di fronte alla necessità di un riposizionamento consapevole, che oscilla tra: la strutturazione di attività per la classe, intesa come insieme omogeneo, adattando il curricolo in un secondo momento ai bisogni speciali dei singoli allievi; la progettazione intenzionale di un curricolo comune che consideri ex ante le diverse necessità di apprendimento, in termini di stili cognitivi e non esclusivamente di formali riconoscimenti di bisogni educativi speciali. La proposta didattica connessa al modello dell’Universal Design for Learning avvicina la seconda opzione. Si tratta, in altri termini, di spostare l’attenzione (e lo sforzo tecnico didattico) dall’adattamento postumo alla lettura di contesto, considerando le modalità di apprendimento degli studenti come elementi non incidentali, ma condizionanti le scelte didattiche del docente.

Antonietta Di Martino propone “Il diritto di critica del lavoratore al datore di lavoro, tra libertà di opinione e tutela della reputazione”, riferendone i limiti così come espressi nell’art. 21 della Costituzione, che tutela la libertà di pensiero, mentre la libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono garantite dall’articolo 15, principi riaffermati dal comma 1 dell’art. 10 della Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo.

Bruno Lorenzo Castrovinci espone su “Il middle management scolastico, tra struttura e leadership” ribadendo, già nell’incipit, che il middle management si configura non solo come elemento di supporto, ma come vero e proprio motore della qualità organizzativa e della coerenza interna dell’istituto scolastico. Ciononostante si registra una lacuna sistemica nell’attenzione riservata all’infrastruttura e all’architettura organizzativa che rende possibile il funzionamento quotidiano di tutte le istituzioni scolastiche autonome italiane.

Stefano Stefanel si sofferma su “Intelligenza Artificiale e Organi Collegiali” per chiedersi quali possano essere le competenze di questi, nati per rappresentare le categorie di un tempo passato, in un mondo che sforna novità con velocità non governabili, che vanno ad incidere con forza su quello che è il tessuto della scuola. L’idea, dunque, di “regolamentare” se non proprio “proibire” l’uso dell’Intelligenza Artificiale Generativa a scuola pare essere impraticabile, perché un mancato presidio dell’argomento in forma positiva rischia di far nascere uno spontaneo utilizzo dell’Intelligenza Artificiale Generativa da parte di studenti e docenti in forma “mascherata”. Altro è per l’Intelligenza Artificiale, che non può essere “proibita” in quanto sta alla base di tutto quanto la scuola utilizza a livello didattico e amministrativo, laddove questo è connesso al digitale.

Francesco G. Nuzzaci nella sua riflessione “In vista del Contratto collettivo nazionale quadro 2025-2027: Punti di ancoraggio per la collocazione dei dirigenti scolastici nell’Area delle funzioni centrali” argomenta come i tempi siano maturi per ripensare ad una diversa ricollocazione della dirigenza scolastica verso una auspicata dirigenza ministeriale. Ora più che mai s’impone tale riflessione a seguito dell’introduzione del nuovo sistema di valutazione dei risultati per i dirigenti scolastici modellato sulla falsariga di quello figurante per la valutazione della dirigenza tecnica e amministrativa del Ministero dell’istruzione e del merito, con decorrenza dall’anno scolastico in corso.

Antonietta Di Martino e Paolo Pieri ci propongono l’analisi del “Il nuovo Accordo Stato-Regioni sulla formazione per la salute e sicurezza dei lavoratori e dei luoghi di lavoro pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 119 del 24 maggio 2025”. Questo accordo sancisce l’obbligo della formazione per i dirigenti scolastici in qualità di datori di lavoro in materia di salute e sicurezza. Il nuovo accordo prevede che i datori di lavoro possano organizzare direttamente i corsi di formazione sulla sicurezza nei confronti dei propri lavoratori, preposti e dirigenti, rivestendo il ruolo di soggetto formatore. Quindi, le Istituzioni scolastiche possono organizzare tali corsi per il proprio personale e per gli studenti, ed i Dirigenti Scolastici, nella loro qualità di ‘datori di lavoro’, possono scegliere di svolgere il ruolo di ‘soggetto formatore’ o di affidarlo all’esterno.

Anna Armone tratta “La copertura assicurativa della responsabilità dei docenti per omessa vigilanza”, richiamando le responsabilità che la funzione docente comporta: responsabilità civile, responsabilità amministrativa, responsabilità disciplinare, responsabilità penale. L’evento più comune, fonte di responsabilità, è la lesione subita dallo studente e causata da un’omessa o carente vigilanza, in classe, in cortile, in gita, in palestra...). Da quì la necessità di una adeguata copertura assicurativa che preveda la possibilità di assicurare la responsabilità dei docenti per lesioni causate da omessa o carente vigilanza. Si ricorda come il contratto di assicurazione sposti l’onere economico della responsabilità civile dall’assicurato all’assicuratore. La polizza per la responsabilità civile è finanziata dalle famiglie e dagli stessi dipendenti e copre il rischio di responsabilità civile gravante sull’assicurato.

Tullio Faia tratta della “Organizzazione e gestione dell’inclusione scolastica: un percorso di formazione” a seguito di un percorso di aggiornamento e formazione sperimentato per l’USR Marche all’insegna della suggestione kantiana che “la teoria senza la pratica è vuota, la pratica senza la teoria è cieca”. Un percorso di formazione condotto con input teorici e analisi di casi, commento di sentenze, proposte di modelli organizzativi. Da qui l’elaborazione delle precondizioni di cui tener conto per la progettazione di un percorso di formazione e delle abilità che si possono ritenere basilari nella gestione anche per i referenti e lo staff. Nel contributo la descrizione dei quattro incontri del corso.

Mario Di Mauro, per La Scuola in Europa, si chiede quali siano le relazioni allievo-scuola-insegnante nei paesi non comunitari, quindi ci introduce nel più importante di essi: “La Russia e il suo modo di finalizzare ogni istruzione come storia non giunta ancora al suo termine”. Senza dubbio rilevante come siano gli aspetti linguistici a fare della Russia di oggi uno dei paesi di maggiore interesse tra quelli di lingua slava e di origine orientale nel condividere l’etnicità con altri paesi come l’Ucraina, la Bielorussia, la Polonia o la Croazia e non solo. Oggi l’istruzione russa e il suo sistema educativo sono considerati tra i migliori in Europa e non solo perché a contribuirvi è anche un apparato rigido e competitivo; in realtà dipende soprattutto dal rispetto mostrato per l’autorità come riconosciuta all’istituzione educativa in quanto tale e ben oltre sia le ore di lezione a scuola che i tanti compiti da fare a casa.

Vittorio Venuti, per la rubrica di Psicologia, presenta “Le sette regole per avere successo”, un saggio di Stephen Covey che esplicita il percorso di azioni e di abilità da possedere-educare per la migliore espressione di sé nella società che, occorre riconoscere, si fonda sulla interdipendenza di tutti i sistemi, per cui, unendo gli sforzi individuali con quelli degli altri, si potranno conseguire maggiori successi. Si tratta di un modello da “dentro a fuori”, perché si esprime dalla necessità di partire dal Sé, nella convinzione che, se si vogliono migliorare le relazioni, occorre migliorare se stessi.

Luciana Petrucci Ciaschini per la Rubrica i casi della scuola richiama la disciplina del pagamento delle ferie maturate del personale docente a tempo determinato in caso di mancata fruizione. Le ferie per i docenti a tempo determinato trovano una espressa regolamentazione nell’art. 35 del CCNL 2019/2021 che richiama, a sua volta, quanto previsto per il personale a tempo indeterminato con le precisazioni che derivano dalla diversa natura e durata del contratto.

Valentino Donà, per Lo Sportello Assicurativo, tratta della “Copertura gratuita per gli alunni condisabilità”, offerta da molte Società assicuratrici. Alcune società la contemplano anche per i docenti di sostegno, per il Dirigente Scolastico e per il Direttore SGA. L’interrogativo è se, nel caso di aggiudicazione, per questi ultimi si possa raffigurare il reato di peculato. C’è subito da riconoscere che, avendo la responsabilità diretta nella negoziazione dei contratti, la gratuità risulterebbe quantomeno inappropriata sia sotto l’aspetto della richiesta che dell’offerta. 

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