Ultime notizie

Si svolgerà il 22 giugno, a Catania, la Riunione Ministeriale dedicata all’Istruzione, nell’ambito della Presidenza italiana del G20, presieduta dal Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi. Tra gli argomenti, si tratterà sull’impatto dell’emergenza sanitaria sui sistemi d’istruzione, sul futuro della scuola e, soprattutto, si terrà conto delle esperienze maturate nei mesi della pandemia, sulla possibilità di strutturare percorsi più agevoli di transizione dalla scuola al mondo del lavoro.

Durante la Sessione Ministeriale Istruzione, che si terrà a partire dalle 10.30 al Monastero dei Benedettini, i Ministri dell’Istruzione del G20 avranno l’opportunità di condividere interventi e strategie messi in campo durante l’emergenza pandemica, per favorire una maggiore resilienza dei sistemi di Istruzione, garantendo a ogni studentessa e a ogni studente un’educazione di qualità, con l’obiettivo di non lasciare indietro nessuno.

A seguire, nel pomeriggio, dalle 14.30 i Ministri dell’Istruzione e del Lavoro si riuniranno in sessione congiunta per affrontare il tema della transizione dall’istruzione al lavoro, con particolare attenzione ai giovani, alle donne e ai gruppi vulnerabili.

Si avvia la tornata dei concorsi ordinari per gli insegnanti. Si parte da quelli dedicati alle discipline scientifiche ‘STEM’ per la scuola secondaria di primo e secondo grado, il cui bando è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Le regole del concorso sono state semplificata in attuazione di quanto previsto dal nuovo decreto sostegni approvato a maggio e dal decreto legge numero 44 del 2021, che ha consentito di rendere più agili i concorsi in periodo pandemico.

Fisica, Matematica, Matematica e Fisica, Matematica e Scienze, Scienze e Tecnologie informatiche sono le discipline coinvolte, in coerenza con le misure di rafforzamento per l’apprendimento di queste discipline contenute nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

La procedura ‘STEM’ sarà rapida: ci saranno una prova scritta a risposta disciplinare multipla computer based, che comprenderà anche Inglese e Informatica, e una prova orale. Poi si procederà con la graduatoria.

Le prove scritte si svolgeranno nel mese di luglio, nei giorni 2, 5, 6, 7 e 8.
I posti a bando sono 6.129 suddivisi fra le varie discipline, oltre 60.000 le candidate e i candidati iscritti alle prove. La quota maggiore di candidati (si veda la tabella allegata) concorre per Matematica e Scienze (classe di concorso A28 - scuole secondarie di I grado): sono oltre 39mila.
Le prove saranno predisposte dal Ministero che si avvarrà di più Università per la loro stesura.

La tabella con candidati e posti:

A20 - SS – FISICA: candidati 2.924 – posti 282

A26 - SS- MATEMATICA: candidati 8.115 – posti 1.005

A27 - SS - MATEMATICA E FISICA: candidati 5.233 – posti 815

A28 - MM - MATEMATICA E SCIENZE: candidati 39.160 – posti 3.124

DIRIGERE LA SCUOLA n.  6/2021

Una scuola malata di burocrazia e gravata di moleste ed inopportune incombenze

Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

Salvatore Pecorella- L’assestamento del programma annuale

Gianluca Dradi- Gli Esami di Stato del secondo ciclo: criteri per l’attribuzione del punteggio integrativo e della lode

Francesco G. Nuzzaci- Il diritto di accesso ai nominativi dei fruitori di compensi accessori da parte delle organizzazioni sindacali

Maria Rosaria Tosani - Le ferie non godute quando possono essere pagate?

Quando possono essere pagate le ferie non fruite?

Casi particolari in cui è possibile pagare le ferie non fruite

Gestione delle ferie non godute a SIDI

Sandro Valente- Il rinnovo della polizza assicurativa scolastica

Michela Lella- Per una effettiva ripresa

Giacomo Mondelli- I nostri ragazzi sono migliori di quello che si pensa e si dice

Anna Armone- La dichiarazione del Consiglio d’Europa sulla protezione della privacy dei minori in ambiente

digitale

 

Rubriche

LA SCUOLA IN EUROPAA cura di ... Mario Di Mauro

Insegnamenti e insegnanti per una buona scuola?

 

APPUNTI DI PSICOLOGIA DELLA GESTIONEA cura di ... Vittorio Venuti

Attaccamento e appartenenza, fondamenti della relazione insegnante-allievo (Quarta parte)

 

GIURISPRUDENZA SCOLASTICAA cura di ... Gianluca Dradi

L’informazione sindacale sugli esiti della contrattazione integrativa

 

SPORTELLO ASSICURATIVOA cura di ... Vincenzo Casella

Canone di Adeguatezza Assicurativa


 

AMMINISTRARE LA SCUOLA N.6/2021

Argomenti:

Maria Rosaria Tosiani-Il nuovo sistema  dei pagamenti: PAGO PA

Le  problematiche riscontrate dalle istituzioni scolastiche che al momento non hanno ancora avuto una risposta ufficiale. Vediamo di fare chiarezza! 

Leon Zingales - Maria Grazia Antinoro- Discordanze tra autocertificazione e casellario giudiziario nelle istituzioni scolastiche: ricognizione normativa

Carmelo Febbe e Angelo Orsingher  - Gli storni nel Programma Annuale

Rossella Blaiotta- La riforma del bonus docenti

Tra novità e interpretazioni contrastanti

Luciana Petrucci Ciaschini- Computo, riscatti, ricongiunzioni e totalizzazione per i dipendenti pubblici (Prima parte)

Carmelo Febbe e Angelo Orsingher- Ferie, prefestivi e orario di lavoro del personale ATA

Valentino Donà -Utilizzo improprio del contratto con il broker

Le problematiche riscontrate nell’affidamento del mandato di brokeraggio?

Maria Rosaria Tosiani- La gestione delle domande del personale ata iii fascia da parte delle istituzioni scolastiche

 

Rubriche:

LA SCUOLA NELLA GIURISPRUDENZA a cura di Antonio Di Lello

L’Organizzazione sindacale che ha partecipato alla Contrattazione Integrativa di Istituto ha diritto all’accesso della documentazione relativa alla distribuzione delle risorse economiche oggetto della Contrattazione stessa

 

PENSIAMOCI SU...  a cura di Angelo Muratore

Come nasce il contratto collettivo nel settore pubblico

 

PAROLE CHIAVE... a cura di Stefano Callà

La responsabilità erariale in ambito scolastico: l’approvazione dei progetti PON

 

L’ANGOLO DELLA PSICOLOGIA a cura di Vittorio Venuti

L’importanza di raccordare l’ambiente di lavoro con le disposizioni individuali

 

GIOCANDO S’IMPARA

RISPOSTA AI QUESITI POSTI DAI LETTORI

NOTE DI GIURISPRUDENZA IN MATERIA SCOLASTICA

Dirigere la scuola  n. 6/2021

Una scuola malata di burocrazia e gravata di moleste ed inopportune incombenze

Editoriale di Vittorio Venuti

E tre! Con il Piano delle scuole aperte d’estate siamo a tre intempestive e inopportune iniziative del Ministero dell’Istruzione nel breve volgere di pochi mesi. Prima è stato il dettato dell’ordinanza che ha archiviato le valutazioni in decimi in favore dei giudizi descrittivi nella scuola Primaria, senza curarsi di un’informazione preliminare né di prevedere una formazione ad hoc e neanche di approntare una congruenza con scuola dell’Infanzia e secondaria di primo grado. Da notare: ordinanza emanata proprio quando le scuole avevano già avviato le loro valutazioni trimestrali. Poi è stata la volta del Piano per l’inclusione degli studenti con disabilità che ha introdotto i nuovi modelli PEI e un“risibile” criterio per la ripartizione delle ore di sostegno. In coda, il “Piano scuole estate 2021”,con Circolare del 27 aprile e scadenza il 21 maggio.

Secondo una rielaborazione operata da FlcCgil dei dati sui trasferimenti dei docenti forniti dal Ministero, per le immissioni in ruolo e per le supplenze annuali nei diversi ordini e gradi di scuola, restano disponibili oltre 112.691 posti, tra comuni e di sostegno; un dato che potrà subire qualche variazione a seguito delle rettifiche o di modifiche nel contingente delle immissioni in ruolo.

·       Nell’Infanzia si calcola una disponibilità di 5.940 posti, di cui 4.297 normali e 1.643 di sostegno.

·       Nella Primaria si calcola una disponibilità di 23.538 posti, di cui 13.259 normali e 10.279 di sostegno.

·       Nella Secondaria I Gradola disponibilità èdi 38.884 posti, di cui 26.917 normali e 11.917 di sostegno.

·       Nella Secondaria II Grado la disponibilità è di 44.329 posti, di cui 37.417 normali e 6.912 di sostegno.

Secondo l’Organizzazione sindacale le cattedre di posto comune della scuola primaria e dell’infanzia facilmente saranno coperte grazie alla capienza delle graduatorie utilizzabili ai fini delle assunzioni (GAE + GM 2016 + GMR 2018), mentre per il sostegno sono presenti circa 2.000 aspiranti su circa 12.000 posti liberi.

Per le cattedre della secondaria la situazione è diversa. Infatti, mediante il concorso straordinario 2020 potranno essere assunti circa 27-28 mila docenti (visto il trend di bocciature e ammissioni) a fronte di 83.213 posti liberi. La restante parte di posti non assegnati, pari a circa 55.000 nella secondaria e circa 10.000 di sostegno nella primaria e infanzia, potrebbero essere coperti ricorrendo anche alle chiamate straordinarie da GPS. Tuttavia, se i requisiti fissati dal Decreto sostegni bis non saranno cambiati, le assunzioni potranno interessare solo la prima fascia GPS e solo i docenti con tre annualità di servizio e quindi è facile immaginare come il grosso di queste cattedre resteranno scoperte.

CORSO DI FORMAZIONE ON LINE:  LA GESTIONE DEI PROGETTI Piano Scuola  Estate

DALLA PROGETTAZIONE ALLA RENDICONTAZIONE

Modalità di iscrizione al corso

Per partecipare al corso è sufficiente comunicare via mail a direttore@euroedizioni.it  i nominativi e l'email dei dipendente partecipanti unitamente all'ordine della scuola con il CODICE CIG per l'emissione della fattura

il corso costa 30,00 euro per partecipante.

È disponibile il monitoraggio nazionale 2021 dei percorsi ITS (Istituti Tecnici Superiori), realizzato da INDIRE su incarico del Ministero dell’Istruzione. Il monitoraggio analizza gli esiti occupazionali a dodici mesi dal diploma delle studentesse e degli studenti che hanno concluso i percorsi presso gli ITS fra il primo gennaio e il 31 dicembre 2019. La rilevazione si è concentrata sull’analisi dei 201 percorsi oggetto di monitoraggio perché terminati nel 2019, erogati da 83 Fondazioni ITS su 104 costituite al 31 dicembre 2019 con 5.097 studenti e 3.761 diplomati.

“A dieci anni dalla sua nascita, il sistema degli Istituti Tecnici Superiori continua a dimostrare la sua piena efficacia in termini di occupazione - dichiara il Ministro dell'IstruzionePatrizio Bianchi - Questi dati ci dicono, però, che possiamo fare di più ed è l'obiettivo della riforma alla quale stiamo lavorando e che presenteremo a breve. È il momento di uscire definitivamente dalla fase sperimentale e creare una rete nazionale in grado di valorizzare le specificità territoriali. Una rete che renda questa scelta più attrattiva per i giovani e per le loro famiglie. Gli ITS devono essere percepiti sempre di più come parte integrante del sistema nazionale di istruzione terziaria, con una loro autonomia e una loro più forte caratterizzazione nell’ambito dei cicli di studio.  Il loro rilancio, al centro anche del nostro Pnrr, è un punto qualificante della strategia del Paese per uscire da stagnazione e bassa crescita e innalzare i livelli di studio”.

Il Presidente di INDIREGiovanni Biondi, evidenzia che“Gli ITS propongono un’offerta strettamente integrata con il mondo economico e produttivo, valorizzando tanto il capitale umano quanto il sistema produttivo nazionale e dei territori. Come evidenzia anche il monitoraggio, gli ITS confermano, nonostante la pandemia, la forza sul piano dell’occupabilità, della formazione e dal punto di vista sociale. Ciò è possibile grazie a un modello dinamico caratterizzato da una flessibilità organizzativa e didattica, da una rete di governance costruita insieme alle imprese, dalla capacità di intercettare l’innovazione, in particolare sul fronte dell’uso delle tecnologie abilitanti proprie al piano Industria 4.0, dalla coerente ricerca sulle metodologie di apprendimento e di acquisizione di competenze per i nuovi lavori”.

I percorsi in settori tecnologici d’avanguardia erogati dagli ITS hanno una durata biennale o triennale e fanno riferimento alle seguenti filiere: Mobilità sostenibile, Efficienza energetica, Tecnologie innovative per i beni e le attività culturali - turismo, Tecnologie dell’informazione e della comunicazione, Nuove tecnologie della vita, Nuove tecnologie per il Made in Italy: sistema agro-alimentare, sistema meccanica, sistema moda, servizi alle imprese, sistema casa.

A un anno dal diploma, L’80% dei diplomati ITS ha trovato lavoro, il 92% degli occupati in un’area coerente con il percorso di studi. Il dato risulta particolarmente significativo perché riferito al 2020, anno di esplosione della crisi pandemica. Del 20% dei non occupati o in altra condizione: l’11,1% non ha trovato lavoro, il 4,1% si è iscritto ad un percorso universitario, il 2,7% è in tirocinio extracurricolare e il 2,4% è risultato irreperibile. I dati relativi al tasso di occupati a 12 mesi, per area tecnologica, evidenziano in generale un trend in crescita per Mobilità sostenibile (83%) e Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (82%). In generale per gli ambiti delle Nuove tecnologie per il Made in Italy si registra una lieve diminuzione rispetto all’anno precedente, nonostante i valori rimangano alti, è il caso dell’ambito del Sistema meccanica (88%) e del Sistema moda (82%) dove si ottengono i migliori risultati.

Il 42,1% degli occupati ha trovato lavoro con contratto a tempo determinato o lavoro autonomo in regime agevolato; tipologia contrattuale più utilizzata in tutte le aree tecnologiche. Unica eccezione per le Tecnologie dell’informazione e della comunicazione, area nella quale prevale l’apprendistato.

Scienza dell’Amministrazione Scolastica  n. 2/2021

EDITORIALE di Anna Armone

Direttore Esperta in Scienza dell’Amministrazione Scolastica

I guasti della rete sui minori!

In aumento gli adescamenti ed i reati che i minori inconsapevolmente commettono sulla rete

Il 5 maggio è stata la giornata mondiale contro la pedofilia. Le implicazioni con la tutela della privacy dei minori dovrebbero oramai essere assodate. Ma non è proprio così.

I casi di pedopornografia sono aumentati del 132%. “Numeri agghiaccianti - spiega Nunzia Ciardi, direttrice del servizio Polizia postale - Abbiamo notato una progressione preoccupante già negli ultimi anni”. Una tendenza che purtroppo non viene smentita dai primi quattro mesi del 2021: “Serve educare i giovani all’uso della Rete”.

L’isolamento sociale, la monotonia, l’impossibilità di avere relazioni che non siano mediate da uno schermo; a causa della pandemia di Covid-19, i bambini e i ragazzi si sono trovati a utilizzare sempre di più la tecnologia e la Rete. Ma proprio questa è tra le cause dell’importante incremento dei reati online contro i minori: pedopornografia, adescamento online, estorsioni sessuali, revengeporn, cyberbullismo e truffe sono le aggressioni subite dai più piccoli.

Rivista trimestrale di SCIENZA DELL’AMMINISTRAZIONE SCOLASTICA

In questo numero:

Editorialedi Anna Armone:  I guasti della rete sui minori!

Nicoletta Tomba  - Contrastare il bullismo e il cyberbullismo a scuola

Carmen Iuvone - L’accesso civico generalizzato: una ricostruzione anche alla luce della più recente giurisprudenza

Vanna Maria Monducci - Gli effetti della pandemia sui processi educativi (Prima parte)

Renato Loiero  - Il piano nazionale di ripresa e resilienza e gli investimenti per l’istruzione

Gian Carlo Sacchi  - L’autonomia scolastica nel quadro socio-culturale del territorio

Stefano Callà  - La responsabilità amministrativa del personale scolastico per trattamento illecito dei dati

Federica Marotta  - La culpa in vigilando nei casi di bullismo

 

RASSEGNA CINEMATOGRAFICA SUL MONDO DELLA SCUOLA

a cura di Vincenzo Palermo

 

RECENSIONI DI TESTI LEGATI A TEMI DI INTERESSE SCOLASTICO

a cura di Giuliana Costantini

In prossimità di scrutinied Esami di Statosi torna a parlare di bocciature

Editoriale di Vittorio Venuti

Come ogni anno, all’approssimarsi degli scrutini e degli esami di Stato, appena ce n’è la possibilità, si improvvisano dibattiti sulla “bocciatura” (fino a quando continueremo ad usare questo termine così poco pedagogico?). Dibattiti che riprendono a cose fatte, dopo gli scrutini e dopo gli esami, con florilegi sui media che rilevano le percentuali di promossi, licenziati e respinti soffermandosi criticamente sul crescente numero dei primi e sul sempre meno corposo numero degli ultimi.

Quest’anno, l’occasione è stata offerta dal Ministro Bianchi quando, anticipando l’ordinanza sugli esami, ha ammesso il ripristino del giudizio di ammissione - cancellato l’anno scorso - e, anche, la possibilità di rimandare e di bocciare in presenza di molte insufficienze. Un’unica deroga è stata prevista riguardo ai giorni di frequenza prevedendo l’ammissione per chi ha fatto troppe assenze in Dad, per problemi di connessione o comunque legati al Covid. In ogni caso, no alla possibilità di promuovere tutti col 6 politico.

La possibilità di bocciare in Dad ha suscitato qualche perplessità tra i dirigenti scolastici, prevedendo una cascata di ricorsi al TAR soprattutto alle superiori, anche considerato che, in alcune regioni, la frequenza in presenza degli studenti è stata limitata. In aggiunta, anche il Codacons ha annunciato ricorsi per le bocciature in Dad, seguendo la logica, ormai scontata, dei ricorsi “a prescindere”. Comunque, secondo il ministro Bianchi quest’anno non è paragonabile allo scorso, quando è stata decisa la promozione per tutti: “la Dad dall’autunno è stata regolata addirittura nell’integrazione del contratto degli insegnanti e sono stati distribuiti pc e tablet”,quindi tutti sono stati messi in condizione di poter seguire le lezioni in Dad o in DDi.

Tutto bene? Certamente sì, a patto che la bocciatura non venga brandita come una punizione e che il giudizio finale si confronti con la reale situazione del contesto nonché dei diversi livelli di significato che essa assume per gli studenti del primo ciclo e per quelli del secondo.

Ribadendo che gli esami si svolgeranno in presenza, il Ministro ha affermato che “questa sarà finalmente una prova di maturità serie e rigorosa, in cui si dimostrerà di essere capaci di portare sul tavolo il proprio lavoro”(l’allusione è alla tesina che gli studenti avranno modo di preparare conoscendo l’argomento 40 giorni prima e da cui si avvierà l’esame). Precisazione da accogliere con soddisfazione, di certo, pur se non riusciamo a collocare temporalmente quel “finalmente”. Con tutta probabilità, si riferirà agli esami dell’anno scorso, in una situazione pandemica certamente peggiore di quella attuale e con l’aggravante del disperato sbigottimento in cui tutti si brancolava. Per il resto, occorre precisare che la scuola è stata sempre seria, nel rispetto delle indicazioni ministeriali e che, quanto al rigore, questo lo si sappia esercitare adattandolo alle peculiarità della situazione di contesto e personale.

Soffermandoci sul rigore, appare interessante segnalare, e darne grande merito al Ministro Bianchi, un passaggio nel discorso che lo stesso ha tenuto in occasione dell’incontro con il Forum degli Studenti dell’8 aprile: «Il problema centrale, sul quale vi chiedo di essere ancora più presenti e propositivi è quale debba essere il ruolo della scuola nel modello di sviluppo italiano. In passato si è lavorato anche positivamente, voglio riconoscerlo. Ma molto resta da fare. Dobbiamo tutti insieme impegnarci per capire come sarà la scuola dopo la pandemia, anche attraverso una riflessione sull’autonomia scolastica. L’emergenza epidemiologica separa la scuola novecentesca da quella che dovremo lasciare alle ragazze e ai ragazzi che verranno dopo di voi. Una legge per il diritto allo studio deve occuparsi di sviluppo, di sostenibilità, non solo ambientale. Deve dare massima attenzione al sistema 0-6, perché i problemi che si verificano in quella fascia non si recuperano più. Deve espressamente prevedere un capitolo sull’orientamento, perché il picco della dispersione si registra nel passaggio dalla secondaria di primo grado a quella di secondo grado. Deve dare assoluta centralità all’integrazione delle studentesse e degli studenti con disabilità, per dimostrare concretamente che nessuno viene lasciato indietro».

Di straordinario rilievo è, in particolare, la frase “Deve dare massima attenzione al sistema 0-6, perché i problemi che si verificano in quella fascia non si recuperano più”, che riconosce la straordinaria importanza della scuola nei primi anni di vita - della scuola dell’Infanzia più specificamente -, incidente su tutto il percorso scolastico successivo. Quale rigore sarà riservato a quei bambini?

Non meno importanti sono i riferimenti alla dispersione, abisso che si apre nel passaggio dal primo al secondo ciclo, e alla centralità degli studenti con disabilità.

 

Panoramica sugli articoli di questo numero.

Giacinto Iannuzziapre il suo contributo “Un nuovo modello organizzativo: criteri e condizioni”ribadendo la necessità, per la scuola, di essere considerata e intesa quale elemento particolare e integrante dell’organizzazione complessiva della formazione sul territorio, tra l’altro avendo lo scopo di trasmettere agli alunni e ai docenti una valida carica formativa come requisito intrinseco del modello organizzativo elaborato attraverso la ricerca, l’elaborazione, la costruzione, in prospettiva, di una nuova teoria dell’istruzione, integrativa della stessa organizzazione. Una premessa dai molteplici e forti significati.

Filippo Sturaro dà spazio a “Il nuovo modello Nazionale del Piano Educativo Individualizzato”, avendo sullo sfondo il DI 29.12.2020 n. 182, con il quale sono stati introdotti i modelli del PEI da adottare, unitamente alla modalità per l’assegnazione delle misure di sostegno di cui al D.Lgs.vo n. 66/2017. L’adozione dei nuovi PEI rappresenta l’occasione per sollecitare rinnovati processi di riflessività circa le prassi inclusive adottate dalle scuole, attraverso la condivisione di alcune traiettorie comuni: il principio della corresponsabilità educativa, la documentazione dell’alunno, l’attribuzione delle risorse professionali, la formazione dei docenti, il ruolo di leadership del DS.

Vittoria Striatopropone un’interessante riflessione su“Creatività e trasversalità nelle otto competenze europee 2018”, ponendo uno sguardo descrittivo molto attento alle competenze chiave rilevandone l’essenza della trasversalità per soffermarsi sul valore unificante della creatività, una delle finalità della scuola ribadita dalla legge 107/2015. Creatività, innovazione, ricerca e intraprendenza dovrebbero porsi alla base di una nuova scuola, per svincolarla dallo scontato significato che le si attribuisce.

Francesco G. Nuzzacipone in evidenza “Riflessioni di una nota dell’USR Lazio sulle relazioni d’istituto”. Si tratta di una nota che ha fatto avanzare l’ipotesi che volesse rivolgersi ad alcuni dirigenti scolastici per richiamarli al rigoroso rispetto delle norme regolanti le relazioni sindacali, in particolare quelle d’istituto, e invitandolia condividerne la ratioche le sorregge. Il senso della nota, si legge nelle riflessioni, può compendiarsi nell’espressione dirigenti bacchettatie sindacati santificati, essendosi fatta una lettura strabica del sistema delle relazioni sindacali, i cui principi fondativi vanno rispettati e correttamente agiti anche dalla controparte rappresentativa dei lavoratori, così come preteso per i dirigenti scolastici datori di lavoro.

Michela Lellasi sofferma su“La pandemia e gli effetti sull’apprendimento”,un argomento che ha trovato spazi anche sui media e che ribadivano perdite consistenti a seconda delle discipline e dei gradi di scuola: 35 e 50% proprio a causa della chiusura delle scuola. Secondo studi condotti negli Usa e in Inghilterra, durante lo scorso anno i ragazzi avrebbero immagazzinato metà delle conoscenze capitalizzate dai loro coetanei e quelli appartenenti alle famiglie con minori risorse economiche avrebbero perso così tanta scuola da compromettere gli studi futuri e, di conseguenza, un efficace ingresso nel mondo del lavoro. Il tempo eccezionale che stiamo vivendo ci chiede di agire in fretta per offrire una concreta possibilità agli studenti italiani di recuperare tutte quelle conoscenze che, la particolare situazione sanitaria, sta contribuendo a disperdere.

Michela Manentetratta de “La nuova valutazione nella scuola primaria: ruolo del dirigente scolastico”secondo la nuova riforma, che sta guidando un cambiamento di impostazione nel fare scuola relativo alla pianificazione didattica coinvolgendo parimenti il versante gestionale, organizzativo e dirigenziale della scuola primaria. L’articolo entra nel merito dei riflessi sull’impegno gestionale del DS.

Viviana Rossi, con “I nuovi ambienti di apprendimento”prosegue la disamina, a grandi linee, del Rapporto Finale “Idee e proposte per una scuola che guarda al futuro”, che il ministro Patrizio Bianchi aveva inviato al suo predecessore, la ministra Azzolina. Il contributo si incentra sui capitoli 3 e 4, rispettivamente sul digitale e sull’architettura scolastica e nuovi ambienti di apprendimento: digitale “senza se e senza ma” e per gli edifici scolastici passare da una “edilizia scolastica” ad una “architettura scolastica”, che non è questione puramente formale, ma ontologica e concettuale.

Aldo Domenico Ficarapresenta l’esito di un lavoro laboratoriale, “Ascensore parlante: a Messina il Covid non ferma la scuola”,condotto in piena emergenza sanitaria con una classe 5^ dell’istituto professionale “Maiorana”, sede aggregata all’Istituto Tecnico “Verona-Trento” di Messina: La costruzione di cui si riferisce è il modellino di un ascensore parlante, studiato per favorire l’orientamento e in particolare agevolare le persone non vedenti, ipovedenti o con particolari problemi alla vista.

Per la rubrica di Psicologia, Vittorio Venuti prosegue il discorso già avviato sul numero di marzo focalizzando l’attenzione sul passaggio “Dall’attaccamento all’appartenenza”,ovvero da una situazione determinata principalmente dal rapporto bambino-genitori a quello bambino-insegnante, che prefigura la progressiva introduzione verso il sociale. Il bambino porta a scuola tutto sé stesso, della cui composizione non ha alcuna responsabilità diretta. Ciò dovrebbe orientare l’accoglienza della scuola già a partire dall’attenzione alla sua presenza fisica, che deve trascendere da giudizi estetici, di forma o comportamentale.

Per i Casi della Scuola,Filippo Cancellieripresenta “Assenze cicliche e continuative del docente: il computo di sabato e domenica”, riferendo il caso del dirigente scolastico di un I.C., in cui si effettua orario lavorativo con settimana corta, che si è imbattuto in una sequela di assenze del prof. di Matematica, rimasto ininterrottamente a casa per oltre 2 mesi e mezzo. Notato che il docente ha (volutamente?) evitato sistematicamente di includere nei periodi di assenza, le giornate di sabato e domenica, si chiede come deve classificare la posizione giuridica di servizio in tali giornate e anche come “inquadrare” il periodo delle vacanze natalizie nell’ipotesi in cui il docente il 7 gennaio, alla ripresa delle lezioni, chieda congedo parentale.

Per la rubrica CPIA, Ada Maurizio, in “La valutazione on line delle competenze”, riferisce dei risultati del progetto “Sperimentazione PIAAC on line nei CPIA”, progetto realizzato in collaborazione con la Rete dei Centri Regionali di Ricerca, Sperimentazione e Sviluppo, sostenuto e promosso dal MI. Nato nel 2008, il Programma PIAAC adotta una metodologia che rileva le competenze effettivamente possedute e utilizzate dall’adulto nel contesto lavorativo, senza fare ricorso agli indicatori quali i titoli di studio e le qualifiche professionali posseduti.

Per la rubrica La Scuola in Europa, Mario Di Mauropropone l’interrogativo“Ma poi quanto vale in sé l’istruzione a distanza?”.Riflettendo sul concetto di distanza, nel contributo ci si sofferma su quella che si rileva tra cognizione e metacognizione, una distanza complicata da variabili in gioco, che mettono a confronto stati interni e stati esterni rispetto a quanto pensiamo e facciamo.

Per Giurisprudenza scolastica, Gianluca Dradi suggerisce“La mancanza di unanimità non è, di per sé, sufficiente per non attribuire la lode”rispondendo alla domanda: che cosa accade se, all’esame di Stato conclusivo del primo o del secondo ciclo, allo studente che ne possiede i requisiti, la commissione non attribuisce la lode, in conseguenza della mancata unanimità della relativa decisione? A seguire il commento di due sentenze sull’argomento.

Per Sportello Assicurativo, Valentino Donàsi sofferma su “Educazione fisica a Distanza, le indicazioni del Ministero dell’Istruzione”. Sollecitato sull’argomento, con una lettera datata 25 novembre 2020, il MIUR ha chiarito che non è possibile impartire lezioni pratiche di educazione fisica attraverso la DaD (o DDI). La motivazione, per il Ministero, risiede nel fatto che non tutti gli studenti, dispongono di spazi idonei e/o sicuri per svolgere le attività proposte dai docenti.X

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