Intervistato da La Repubblica, il Presidente dell’ANP, Antonello Giannelli, ha auspicato il ritorno in classe degli oltre 3 milioni di studenti in DaD, ma a tre condizioni: supplenti, trasporti e tracciamento veloce dei contagi.
“Con la didattica a distanza – afferma Giannelli - si potrà andare avanti per un po’, specie con i ragazzi più grandi. Ma non è pensabile di finire l’anno scolastico così, sarebbe un prezzo altissimo”.
Il ritorno in classe, però, dovrà “avvenire senza pregiudicare la salute. Per questo dico che intanto bisogna darsi da fare, altrimenti non ci saranno le condizioni per la riapertura o finiremo per aprire e tornare subito dopo a chiusure localizzate”.
Una condizione essenziale, che compete al Ministero all’Istruzione è di garantire i supplenti. “In molte scuole manca ancora il 30% dei docenti, con la conseguenza di una riduzione dell’orario scolastico. Le graduatorie informatizzate hanno creato problemi: insegnanti chiamati, ma poi sostituiti perché il loro punteggio era sbagliato, una giostra che dura da settimane. E poi c’è il problema di chi dal Sud fatica ad accettare incarichi al Nord perché con lo stipendio da supplente non riesce a pagarsi un appartamento a Milano, ma anche per paura di restare bloccato o di ammalarsi lontano dalla famiglia”.
Altra questione è quella dei Trasporti: “Trovo inaccettabile questo pingpong tra Governo e Regioni: con la capienza dei mezzi al 50% si dice che non ce la si fa, se è all’80% si diffonde il contagio. Una situazione di stallo che deve finire. Bisogna comprare più mezzi e assumere autisti. E integrare il sistema pubblico con i privati che ora non lavorano, penso ai bus turistici. Sia l’occasione per mettere in piedi un sistema di trasporto scolastico che in Italia non c’è mai stato, la Germania ce l’ha, ha anche investito 500 milioni per l’aerazione delle scuole. Noi lo abbiamo chiesto”. Conseguenza:Nessuna risposta. Per areare le aule l’unico sistema è aprire le finestre. Tra Covid o freddo, meglio il male minore, stare cioè in classe col cappotto. Ma si usino i fondi del Recovery Fund anche per intervenire sulle 400mila aule e il Cts definisca meglio i parametri sui i tempi e i modi di apertura delle finestre. Ora siamo alle libere interpretazioni”.
Infine, la terza condizione: “La sanità territoriale deve essere messa in condizione di intervenire con rapidità nelle scuole, dalle materne alle superiori. Abbiamo presidi che scrivono alle aziende sanitarie senza ricevere risposte per oltre una settimana: così diventa ingestibile, non riusciamo a fare lezione. Chiediamo che tra diagnosi e tracciamento passino solo due giorni. E poi, quando arriveranno i tamponi veloci per una seria campagna di screening? La nostra proposta è di un organico Covid dedicato alle scuole: almeno 5mila assunzioni. Non stiamo cercando cardiochirurghi, ma persone con un minimo di competenze per gestire i tracciamenti nelle scuole. Ora le Asl stanno chiedendo ai presidi di farli, non può essere”.