In Senato convergenza su precariato
Nella seduta del 28 febbraio il Senato ha approvato un ordine del giorno della senatrice Francesca Puglisi che impegna il Governo a proseguire il consolidamento dell'organico di fatto nell'organico dell'autonomia delle scuole comprendendo anche i posti di sostegno, e a monitorare e censire le graduatorie ad esaurimento e di merito ai fini della determinazione del fabbisogno di insegnanti; previsto anche un percorso riservato semplificato per l'immissione in ruolo degli insegnanti di seconda fascia, nonché l'immissione in ruolo dei docenti che abbiano maturato 36 mesi di servizio e l'assunzione di insegnanti specializzati di sostegno.
La Ministra Valeria Fedeli ha espresso piena soddisfazione per la larga convergenza emersa in Senato sull’ordine del giorno di maggioranza sul personale della scuola che ha recepito le riformulazioni chieste dal Governo. “Questa convergenza - sottolinea Fedeli - risponde alla necessità di fare della scuola non un terreno di scontro politico, ma un tema su cui dibattere, partendo magari anche da posizioni distanti, con l’obiettivo comune di trovare soluzioni condivise ai problemi”.
“Con la legge 107, la Buona Scuola, sono stati fatti passi molto importanti sul tema del precariato. Attraverso il piano assunzionale straordinario del 2015 e il successivo concorso sono state date risposte attese per molti anni. Si è trattato di un’importante opera di stabilizzazione che ora proseguirà, come previsto dalla legge 107, attraverso il decreto attuativo che punta a rivedere il sistema di ingresso nella scuola, con una necessaria fase transitoria. Su questo testo lavoreremo insieme alle commissioni parlamentari, forti anche della convergenza che si è vista oggi in Senato, per continuare a dare risposte a chi le sta aspettando da anni e intanto disegnare un accesso alla professione docente che eviti, in futuro, di replicare errori che hanno lasciato per troppo tempo le docenti e i docenti nell’incertezza e le nostre ragazze e i nostri ragazzi senza la dovuta continuità didattica”.
Su posizione contraria l’opposizione.
Piena soddisfazione è stata espressa alla ministra Valeria Fedeli mentre in sede di dichiarazione di voto le opposizioni non hanno mancato di far sentire la propria voce.
Mario Pittoni (Lega Nord) lamenta il fatto che "dal Governo non è arrivata nessuna garanzia per gli insegnanti della seconda fascia d'istituto di non essere sottoposti all'ennesima selezione, con anzi la conferma del rischio di ritrovarsi 'esodati' se non assunti nei tempi indicati".
Altrettanto negativo il giudizio di Alessia Petraglia: "Come Sinistra Italiana il tema che poniamo è sempre lo stesso: il piano straordinario delle assunzioni per tutti i precari, cosi da dare certezza e continuità scolastica agli insegnanti e agli alunni. Chiediamo che siano stabilizzati i precari della seconda e terza fascia che hanno conseguito i 36 mesi e stabilire i tempi, quello che una volta si chiamava il programma pluriennale. Sono due anni che chiediamo al Governo i numeri ufficiali sui precari e sulle assunzioni, dati che, ad oggi, ancora non abbiamo".
Della questione del sostegno parla Fabrizio Bocchino (Sinistra Italiana): “Gli insegnanti di sostegno precari potranno aspettare la trasformazione dell’organico di fatto in organico di diritto fino alle calende greche, perché la mozione approvata oggi in Senato, prima firmataria la senatrice Puglisi, contiene impegni generici, senza numeri precisi, ed è pensata esclusivamente in funzione dei decreti legislativi attualmente in discussione”.
A margine va segnalata anche la reazione delle due parlamentari del M5SMichela Marzana e Manuela Serra alla risposta data dalla Ministra ad una interrogazione della stessa Marzana sulla ricostruzione della carriera e sula determinazione dell’anzianità di servizio pre-ruolo dei docenti nelle scuole dell'infanzia paritarie: "La negazione della validità degli anni di servizio prestati nelle scuole dell'infanzia paritarie ai fini della ricostruzione di carriera, e dunque anche della progressione stipendiale - dichiarano le due parlamentari - appare come un palese discriminazione. Si tratta dell’ennesimo sopruso inflitto dal governo alle docenti della scuola dell'infanzia, considerato che sono state anche escluse dal piano di assunzione e dal potenziamento della Buona scuola".