ANP: I sindacati confederali non riconoscono il ruolo dei dirigenti
In data 24 febbraio si è svolto al Miur l’incontro tra il ministero e le OO.SS: sul fondo per il merito e il funzionamento dei comitati di valutazione.
Alla richiesta dei sindacati di assoggettare alla contrattazione di istituto l'intera procedura della distribuzione del fondo per il merito, i dirigenti del Miur hanno evidenziato che le norme contenute nella legge 107 non consentono tale soluzione e che è comunque prevista l’emanazione di un decreto del Ministro che dovrà definire i criteri di ripartizione del fondo per la valorizzazione del merito.
A seguito dell’incontro, nel quale evidentemente si sono evidenziate forti contrapposizioni, l’ANP ha emesso un comunicato in aperto contrasto ai sindacati confederali.
“Nei loro interventi – si legge nella nota dell’ANP - i sindacati del comparto hanno attaccato durissimamente la Legge 107, il Parlamento e, fatto particolarmente rilevante per noi, i dirigenti che secondo loro necessitano di essere imbrigliati con la contrattazione prima centrale e poi di istituto. Si propongono oggi di impedire l’applicazione della norma sostituendo il processo di valutazione previsto dalla Legge 107 con la contrattazione di istituto ed affidando alle RSU (con la presenza anche del personale ATA) la determinazione del “bonus” dei docenti.
Parlano di autonomia delle scuole, ma pretendono atti e interventi dell’amministrazione intesi a regolamentare minuziosamente i comportamenti degli organi collegiali, dal Collegio dei docenti al Consiglio di istituto. Addirittura chiedono che nel Comitato di valutazione non si ascolti la voce di genitori e studenti, visti come corpi estranei.
In particolare, i sindacati di Comparto non riconoscono il ruolo dei dirigenti delle scuole, di cui, nel corso dell’iter di approvazione della Legge 107, hanno messo in dubbio la correttezza professionale e la moralità dei comportamenti provando a porre un argine al loro potere discrezionale”.
“Quanto alla costituzione del Comitato di valutazione – prosegue la nota - ed alla validità della sedute, Anp ha confermato la propria interpretazione: il Comitato non è un collegio perfetto in quanto la Legge 107 non prevede membri supplenti, necessari perché il collegio possa essere considerato “perfetto”.
Ancora una volta Anp ha denunciato le velleità controriformistiche ed i tentativi di intimidazione tesi a delegittimare il ruolo e la professionalità dei dirigenti. Respinge, inoltre, l’intenzione di mettere in campo “un’azione di interdizione che costringa il dirigente a procedere con lentezza e con il maggior contrasto possibile”.