Con messaggio n. 14480 del 28 maggio, l’Inps risposto a quesiti pervenuti sul merito applicativo dell’art.33, comma 3, della legge 104/92 nel caso di richiesta dei permessi orari da parte di soggetto che assiste un disabile in situazione di gravità già ricoverato per accompagnarlo a visite che si effettuano fuori della stessa struttura.
Per l’Inps la fruizione di tali permessi è vincolata alla presentazione preventiva della domanda e alla produzione successiva della documentazione, rilasciata dalla struttura di ricovero, attestante l’affidamento del disabile alla responsabilità del parente per tutto il tempo in cui il ricoverato si trova all’esterno della struttura per finalità diagnostico/accertative e di cure.
Ciò in quanto, per ogni mese in cui si sia presentata l’esigenza sanitaria del familiare/affine portatore di handicap in situazione di gravità, l’interessato dovrà produrre la documentazione indicata, in busta chiusa con la dicitura “contiene documenti di natura sensibile da visionarsi a cura del Centro Medico Legale”, che sarà inoltrata al Centro Medico Legale di riferimento per la sua specifica trattazione. Il Centro Medico Legale si esprimerà sulla correttezza formale e sostanziale apponendo un visto di congruità sul periodo richiesto. Successivamente, l’ufficio competente potrà rilasciare apposita autorizzazione per il datore di lavoro delimitata ai periodi in cui l’accesso/gli accessi sono avvenuti.
 

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