Suole superiori di 4 anni. Sperimentazione allargata a 100 prima classi
Secondo l’agenzia di stampa Ansa, il CSPI, Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, è nell’imminenza (forse già martedì 10 gennaio) di valutare il decreto che, su iniziativa del Miur, autorizzerebbe 100 prime classi di istituti di scuola secondaria di secondo grado (licei, tecnici e professionali statali e paritari) ad attuare progetti di riduzione di un anno del percorso di studi da settembre 2018.
La sperimentazione prevede di concentrare in quattro anni gli stessi obiettivi formativi del quinquennio, e consentirebbe agli studenti di pervenire agli esami di maturità a 18 anni e non a 19 anni come avviene adesso, in linea con i sistemi di altri Paesi. La presenza nello istituto di una classe a 4 anni e altre classi a 5 anni consentirebbe un confronto importante ai fini della valutazione del progetto per un successivo pronunciamento del ministro.
L’esame di Stato rimarrebbe lo stesso e sarebbe identico anche il diploma finale conseguito dagli studenti.
Il decreto prevede che le scuole che aspirano ad essere autorizzate dovranno presentare un progetto, caratterizzato da “un elevato livello di innovazione” didattica. Le prime autorizzate avranno in media 25 – 30 alunni, quindi non fruiranno di riduzioni rispetto ad altre classi. Inoltre il percorso di studi dovrà prevedere un potenziamento delle lingue, anche attraverso la metodologia Clil; quindi saranno valorizzate le attività laboratoriali e le tecnologie digitali; oltre ovviamente a un generale rafforzamento del curriculo, a partire dall’alternanza scuola-lavoro obbligatoria e attraverso la partecipazione a progetti di mobilità internazionale. Sarà necessario, inoltre, rimodulare il calendario scolastico ed eventualmente potenziare l’orario settimanale delle lezioni (da circa 900 ore annue per 5 anni si potrà passare a 1.000-1.050 ore per 4 anni nei licei).
Le proposte progettuali degli istituti inviate al ministero verranno giudicate da una commissione di esperti; un comitato scientifico regionale, costituito presso ogni Usr, dovrà monitorare, anno dopo anno, lo svolgimento del corso quadriennale. Spetterà infine a un comitato scientifico nazionale, insediato al Miur, decidere se andare avanti con il progetto e proporre una modifica agli ordinamenti scolastici.





.png)








.jpg)







.png)


.png)


.png)


.jpeg)
.jpeg)



