Morto Tullio De Mauro, insigne linguista ed ex ministro dell’Istruzione

E’ morto Tullio De Mauro, linguista, docente universitario, saggista, ex ministro dell’Istruzione. Ha introdotto in Italia gli studi linguistici facendone una disciplina a parte. Attraverso la  lingua De mauro guarda va alla cultura della persona e delle persone in senso lato. Ha ricostruito il testo fondativo della linguistica moderna, di Saussurre, prima disponibile solo in un  versione indiretta. Il suo impegno maggiore lo ha espresso nell’indagine sulla lingua che lo ha indirizzato verso i parlanti.Fondamentale il suo contributo nello studio della lingua italiana, dalla Storia linguistica dell'Italia unita al Grande dizionario italiano dell'uso.

Dal 2000 al 2001, nel governo presieduto da Giuliano Amato , ha ricoperto la carica di ministro della Pubblica Istruzione. Devoto all’insegnamento di Lorenzo Milani, riconobbe che l’arretratezza italiana relativamente ala cultura risiedeva nella  perdita progressiva di competenze reali una volta lasciata la scuola. Il problema, quindi non era tanto nella scuola ma in quel che c’era fuori e dopo la scuola.

La Ministra dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, ha espresso "profondo dispiacere" per la scomparsa di Tullio De Mauro: “De Mauro oggi se n'è andato, ma quello che ha fatto per la lingua e la cultura italiana non passerà. Voglio salutarlo non con un addio, ma con un grazie. Grazie per aver lavorato con passione veramente civile, un aggettivo che molto amava, a contatto con le nuove generazioni; grazie per aver avuto la determinazione di costruire ed esaltare l'identità culturale del nostro Paese; grazie per avere avuto il coraggio di continuare a riformare il nostro sistema d'istruzione per dare respiro alle ambizioni di futuro dei giovani; grazie, infine, per essersi dedicato per decenni all'educazione linguistica di tantissime generazioni di italiane e italiani. L'eredità di De Mauro è viva tra gli studenti e i docenti della scuola italiana, nel mondo universitario e in quello della ricerca dove ha apportato contributi assolutamente fondamentali. È viva nella nostra vita di tutti i giorni. È viva e profondamente radicata, perché ormai parte costitutiva del nostro patrimonio culturale. Continueremo a lavorare per mantenerla tale a beneficio delle nuove generazioni, affinché la sua passione e il suo impegno non vengano mai dispersi”

 

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