Milano. Dirigente scolastico aggredito a scuola
La dirigente scolastica di una scuola primaria di Milano è stata aggredita alle spalle, quando era in attesa dell’ascensore, e colpita con un pugno al viso. L’aggressione è avvenuta all’interno dell’istituto comprensivo «Guido Galli» di viale Romagna a Milano.e la dirigente non è riuscita a vedere chi fosse l’aggressore.
Sulla vicenda stanno indagando i carabinieri. Intanto un folto gruppo di dirigenti scolastici hanno manifestato solidarietà alla collega inviando una lettera al Ministro Giannini nella quale rilevano quanto l’operato dei capi d’istituto sia sempre più stressante e non adeguatamente sostenuto dall’amministrazione centrale: “Non si può lavorare in trincea, con mille scadenze e difficoltà e poi essere lasciati soli alla mercé di violenze private, fisiche e morali. La barbarie della violenza, a maggior ragione su una donna, non può e non deve essere tollerata tanto meno in un contesto educativo come quello scolastico. Noi dirigenti scolastici ci stringiamo intorno alla collega e chiediamo con forza che si prenda una posizione chiara e netta da parte del ministero”.
La dirigente si è insediata nella scuola solo da quest’anno. Qualcuno pensa che l’aggressione sia un effetto di presunte tensioni verificatesi al suo arrivo; ipotesi che l’interessata non ha evidenziato. Il caso è reso più difficile perla mancanza assoluta di testimoni.
Intervenendo con un post su Facebook, la Ministra dell’Istruzione ha stigmatizzato l’episodio: “L’aggressione subita dalla preside Lamberti a Milano è un atto di violenza che colpisce non solo la nostra dirigente, ma tutta la scuola. Non è accettabile violare così il luogo a cui affidiamo ogni giorno la formazione e la crescita umana dei nostri figli e dove ogni giorno i nostri insegnanti si impegnano per educarli, per farne uomini e donne consapevoli e naturalmente inclini alla legalità, al rispetto e all’inclusione. Si tratta di un fatto gravissimo che va condannato senza indugi. Ma è un fatto che impone anche una riflessione. Come cittadini, come genitori, come amministratori della cosa pubblica. I presidi milanesi e con loro, idealmente, i presidi di tutta Italia ci chiedono di non essere lasciati soli. Lo chiedono al loro Ministro, ma, lasciatemelo dire, lo chiedono alla loro comunità e alla società italiana, di cui la scuola è il centro. L’episodio di Milano ci dice con chiarezza che serve una nuova alleanza fra scuola e famiglia, fra scuola e cittadinanza”.





.png)








.jpg)







.png)


.png)


.png)


.jpeg)
.jpeg)



