Finale di tensione per la scuola. Sciopero il 20 maggio
Si prefigura un finale di tensione per la scuola. Dopo lo sciopero del 12 maggio indetto da Unicobas, Cobas e Gilda, si replica venerdì 20 maggio con lo sciopero generale proclamato da Cgil,Cisl, Uil, Snals-Confsal. In un incontro congiunto i segretari sindacali. Hanno illustrato le motivazioni che sostengono la protesta e che trovano corpo nella legge 107/2015: contratto, contrattazione, burocratizzazione, merito, precariato, retribuzioni .
La legge 107 è considerata carente e deleteria. Per Achille Massenti segretario generale vicario dello Snals-Confsal, “ha creato una serie di tensioni inimmaginabili, fibrillazioni nelle scuole, a causa delle mancate stabilizzazioni, dell'assenza di risorse, dell'affidare ad organi monocratici quella che deve essere una gestione collegiale”.
Molto dura la posizione di Domenico Pantaleo (Cgil): “Sono saltate le regole del sistema sindacale che vanno ricostruite. Abbiamo raccolto nelle scuole circa 1500 firme contro tutti questi punti negativi della 107. Le consegneremo al governo perché si impegni a cambiare la 107”.
Altrettando dure la critica di Maddalena Gissi (Cisl) e Pino Turi (Uil) che parla di “mutazione genetica della scuola”, di “derive autoritarie e autonomia ammazzata”.
La posizione dei sindacati è critica anche rispetto alle tanto enfatizzate 83.000 assunzioni da parte del Miur, che avrebbero dovuto essere di più ampio respiro , con cadenza pluriennale, senza lasciare nel limbo i tanti aventi diritto, peraltro escludendo anche dal concorso, nonostante il diktat dell’Europa, perfino i precari con tre anni di servizio.
Intanto al Senato la discussione generale sul dl Scuola entra nel vivo. E le dichiarazioni di voto sulla fiducia al dl scuola inizieranno questa mattina alle 9.30.





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