Secondo una ricerca della Fondazione Agnelli, condotta con osservazione in classe su 1.600 insegnanti di 207 scuole primarie e secondarie di primo grado, in collaborazione con l’Invalsi, emerge che solo il 23% degli insegnanti osservati possiede «ottime capacità disvolgere al meglio la tradizionale lezione trasmissiva dalla cattedra, il 60% di loro si colloca a un livello sufficiente e il 17% dei docenti si rivela inadeguato a svolgere anche questo compito di base.
Si evince anche che la didattica innovativa non è il loro punto di forza. Sull’attitudine di integrare le spiegazioni “classiche” con la proposta agli studenti di attività di apprendimento ben strutturate (individuali o di gruppo), anche attraverso l’utilizzo di materiali e strumenti didattici il13% mostra deficit preoccupanti; il 58%del campione degli insegnanti si colloca in una grande “area grigia”: pur svolgendo le proprie pratiche didattiche in modo adeguato avrebbe comunque ampi margini miglioramento. Di contro, il restante 29% che dimostra doti eccellenti anche in questo ambito.
Un’altra indicazione interessante contenuta nel report è che i docenti di matematica risultano mediamente più efficaci dei loro colleghi di italiano (33% a 25), così come gli insegnanti di scuola primaria risultano in media più virtuosi dei professori delle medie: il 34% si colloca nella fascia di eccellenza nel fornire agli allievi indicazioni sullestrategie e i metodi da seguire (9% in più delle medie, dove si fermano al 25%). Ma anche nei livelli bassi i risultati sono migliori per la primaria, con un 5% in meno di maestri elementari che risulta inadeguato rispetto alla scuola media (rispettivamente 11% e 16%).





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