Intervenendo al Congresso Nazionale di NeuroPsicoFarmacologia, l’infettivologo Giuliano Galli, direttore di Malattie Infettive dell’ospedale Sacco di Milano, ha manifestato una tesi contrapposta a quella che ritiene che la scuola abbia un ruolo irrilevante circa la diffusione del virus: “Una metanalisi in 131 Paesi mostra che 28 giorni dopo la riapertura delle scuole intese in senso lato, abbiamo un 24% di aumento dell’Rt”, il tasso di contagiosità. A sostegno del dato Galli ricorda che tale aumento si registra con situazioni che favoriscono la concentrazione di più di 10 persone. Secondo un recente rapporto dell’ISS, le infezioni di soggetti in età scolare sarebbero 203 mila, però non vengono ricompresi, in tale numero, gli asintomatici. “I ragazzi tra 14 e 18 anni – sostiene Galli -hanno comunque una parte importante nel totale di coloro che sono infettati in età scolare: che si siano contagiati a scuola o meno, il tema merita attenzione”.