Qualche tempo fa un tribunale francese ha riconosciuto che si possono manifestare i sintomi dell’allergia alle onde elettromagnetiche ed avere un risarcimento. La sentenza riguardava il caso di una donna di trentanove anni, che si è vista costretta a trasferirsi in una remota località della Francia sud-occidentale per evitare qualsiasi contatto con wi-fi, reti cellulari e altre fonti di radiazione elettromagnetica artificiale, in quanto aveva evidenziato l’EHS, ossia ipersensibilità elettromagnetica (anche se non esiste alcuna prova scientifica di un'effettiva patologia).Chi lamenta di soffrirne riporta sintomi come mal di testa, nausea, problemi di stomaco.
La Corte di Tolosa si è pronunciata in merito e, pur non riconoscendo l’EHS, ne ha ammesso i sintomi e ha ritenuto la ricorrente inabile al lavoro con diritto al risarcimento di 800 euro al mese per 3 anni.
L’allergia al wi-fi (EHA) è tornata alla ribalta con il suicidio della quindicenne inglese Jenny. La ragazza aveva gravi disturbi: era paralizzata, aveva forti mal di testa, non riusciva a controllare i propri muscoli ed era anche diventata incontinente. Per gli specialisti aveva sviluppato una sensibilità particolare alle onde della connessione wi-fi, un disturbo che dopo due anni di sofferenza l'ha portato a scegliere la morte. “Credo non ce la facesse più" ha confessato la mamma al quotidiano britannico The Mirror - a scuola non riusciva a concentrarsi a causa delle emicranie, rischiava di perdere l'anno ed era spesso assente”.
Uno studio del sistema sanitario nazionale del Regno Unito ha dimostrato come le onde elettromagnetiche colpiscono i tessuti dei bimbi e i ragazzi, poiché più sottili. Le conseguenze sono molteplici: dal mal di testa, alle vertigini, alla fuoriuscita di sangue dal naso, fino a vere e proprie allergie.





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