Fedeli soddisfatta: La Buona Scuola non si tocca

Intervistata dal Corriere della Sera, subito dopo l’approvazione dei decreti legislativi in attuazione della Legge 107/2015 da parte del Consiglio dei Ministri, la Ministra Fedeli esprime la sua soddisfazione, confermando quanto già dichiarato dal presidente Gentiloni: “Le riforme non si fermano”. In aggiunta la Ministra conferma l’intenzione di voler ascoltare “tutte le parti interessate, dagli insegnanti agli studenti, ai genitori nei due mesi in cui il Parlamento lavorerà sui testi e se ci sarà qualcosa da cambiarelo cambieremo prima dell’approvazione definitiva. Tutti saranno coinvolti. Se avessimo ascoltato prima, ci saremmo risparmiati degli errori”.

A proposito degli esami di Stato, la Ministra evidenzia che la prove Invalsi si farà ad aprile ma conterà nel voto di maturità; inoltre; precisa che si farà anche la certificazione di inglese pero “fuori dal voto” e che non sono stati toccati i voti nella primari, ammettendo che, in merito, c’è stato dibattito in consiglio dei ministri, e che “alla fine non abbiamo vietato le bocciature, ma vogliamo mantenere un sistema in cui siano assolutamente eccezionali”.

Da marzo –precisa laMinistra - cominceremo a scrivere l’atto di indirizzo per il contratto”. Tema caldo, nel qualevorrebbe inserire “il tema della continuità didattica che penso sia molto importante”.

Sulla questione della continuità didattica Fedeli ribadisce i tre anni di blocco nella stessa scuola dei docenti è previsto solo per chi si è spostato quest’anno, mentre “Vorrei dal prossimo settembre che gli studenti trovassero i loro insegnanti in cattedra e possibilmente per tre anni. La continuità va incentivata e la mobilità va negoziata nel contratto. Gli insegnanti devono star bene perché possano star bene gli studenti”.

I premi di merito, si legge nell’intervista, saranno rivisti sulla base dei dati dell’esperienza di quest’anno: “Resterà la valutazione del merito ma potrebbe essere cambiata. Ne parleremo.Pur rispettando i diritti degli insegnanti dobbiamo anche garantire il diritto dei ragazzi ad avere un insegnante”, ma “la legge 107 non si tocca; dobbiamo intervenire nell’ambito dell’esercizio dei diritti che la legge accorda”.

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