Cosa prevede l’Intesa sulla mobilità

L’Intesa sulla mobilità segna un deciso cambio di passo rispetto alla precedente gestione del  Miur, che aveva sancito l’interruzione dei rapporti con i sindacati. Pur confermando che la riforma della scuola proseguirà la sua strada, il neo ministro Fedeli ha accolto una serie di modifiche che, di fatto, correggono e contengono la legge 107/2015. In particolare si evidenzia che la mobilità intra provinciale sarà seguita da quella interprovinciale e avverrà in un'unica fase per ciascun grado scolastico. Il 30% dei posti vacanti e disponibili dopo la mobilità nella provincia sarà riservato alla mobilità territoriale, il 10% alla mobilità professionale.

Secondo l’Intesa, il personale docente, indipendentemente dall’anno di assunzione, potrà esprimere fino a 15 preferenze, di cui fino a 5 scuole, e fino a 10 ambiti territoriali, sia di ambiti diversi che del proprio ambito, sia per la mobilità intra provinciale sia per quella inter provinciale, in tal caso sarà possibile esprimere anche codici sintetici delle province”. I docenti più fortunati, che riusciranno a essere trasferiti su una delle 5 scuole indicate avranno la destinazione in base al punteggio e non più con la cosiddetta chiamata per competenze (invio del curriculum da parte degli insegnanti e eventuale colloquio con il preside, al quale spetta poi la scelta in base all'adeguatezza dei profili rispetto al progetto educativo dell'istituto). La chiamata diretta si applicherà invece ai vincitori dell'ultimo concorso e a chi sarà trasferito su ambito.

Le tabelle dei punteggi saranno revisionate per valorizzare esperienza, servizio preruolo e servizio in altro ruolo prestato nella scuola statale

 

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