Giornata Mondiale degli Insegnanti: In Italia i più vecchi d’Europa
La Giornata Mondiale degli insegnanti, istituita dall’Unesco e celebrata il 5 ottobre, quest’anno è stata dedicata in particolare alla “parità di genere”, in forza del fatto quella dell’insegnante è una professione che si coniuga prevalentemente al femminile; una dimensione che, seppure riconosciuta a livello sociale, non trova adeguata considerazione e rispetto dagli studenti.
Secondo i dati pubblicati dall’Istituto Unesco per la Statistica a livello mondiale, le donne rappresentano il 62% degli insegnanti della scuola primaria; la percentuale sale fin oltre il 98% nei Paesi dell’Europa e si azzera in alcune regioni dell’Africa Sub-Sahariana
Complessivamente, nella scuola italiana le insegnanti donne rappresentano l’82%, con un apice del 99% nella primaria. Seppure con percentuali più ridotte, il fenomeno si conferma anche per quanto riguarda i dirigenti e e gli insegnanti della scuola secondaria con una percentuale rispettivamente del 65%. E del 71,2%.
Un altro dato significativo è relativo all’età: gli insegnanti italiani sono i più vecchi d’Europa: sono oltre i 50 anni nella primaria e nella secondaria, ccon medie che sono rispettivamente del 53% e del 58%, contro cuna media Ue del 32,4% 3 d3l 38,1%. Gli insegnanti più giovani si riscontrano a Malta, dove solo il 15% supera i 50 anni di età, in Gran Bretagna (25%), in Lussemburgo (26%), in Polonia (27%).
Molto significativo è anche il dato sulla retribuzione: lo stipendio degli insegnati italiani brilla per la sua scarsa consistenza rispetto ai colleghi europei: una media di 30mila euro l’anno contro medie anche di 54mila euro annui.





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