Concorso Docenti. Flc Cgil: Parlamento indaghi sulle procedure

In un comunicato, la Flc Cgil invita il MIUR ad indagare sul numero delle bocciature alle prove scritte, diventato “talmente inquietante da occupare pagine intere di giornali nazionali: è possibile che non superi gli scritti un alto numero di docenti laureati con titoli universitari aggiuntivi, che hanno frequentato le scuole di abilitazione spesso nelle università in cui si sono laureati, che si sono specializzati nel sostegno, con anni di servizio sulle spalle?”

“È possibile che la fretta di voler licenziare il bando – si legge nel comunicato, - abbia prodotto una confusione tale da impedire alle commissioni di poter lavorare con la dovuta competenza?

È possibile che le prove non siano state congruenti con i titoli di studio?

È possibile che il piano nazionale delle assunzioni previsto dalla legge 107/15 abbia creato una implosione tale negli organici da bloccare almeno una parte delle circa 63 mila assunzioni previste dal bando?

Vorremmo chiederlo alla Ministra Giannini, non soltanto per un astratto dovere di rappresentanza, ma perché siamo convinti che la vera Buona Scuola abbia bisogno di un reclutamento serio, a partire da regole adeguate ai tempi nel concorso pubblico. Non servono i proclami della Ministra che valutano positivamente il suo operato, parlano i fatti, la condizione del personale di ruolo, le aspettative tradite di chi a questo concorso ha affidato il suo futuro.

Se il Ministero dell’Istruzione sceglie di rimanere sordo di fronte all’ennesimo dramma provocato da scelte insensate, il Parlamento ha il dovere di intervenire per tutelare la dignità della scuola pubblica e il futuro lavorativo di chi ha scelto di abilitarsi per insegnare nella scuola pubblica pensando di essere tutelato da regole rigorose, di chi insegna da anni con i titoli richiesti accompagnati dalla competenza e dal sacrificio.

Il sindacato è già accanto a loro, il Parlamento scelga di farlo se ritiene che l’Istruzione pubblica sia un valore costituzionale ancora da difendere”.

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