Esami di Stato 2017: si cambia? Sì, No, forse!
Da un lato, c’è il presidente Renzi che annuncia che gli esami di Stato non saranno toccati, e dall’altro c’è il ministro Giannini che si dichiara possibilista in particolare pensando alla terza prova, il famoso “quizzone”, di cui è stata dimostrata la scarsa utilità, visto il coinvolgimento dei docenti dell’istituto e la loro “disponibilità” verso gli studenti.
Quel che si vocifera è che potrebbe essere sostituita da una equivalente prova nazionale da effettuare in tarda primavera, in parte diversa per ciascun indirizzo scolastico e volta ad accertare le competenze degli esaminandi. Una sorta di test finale che, però, non dovrebbe incidere sul voto finale. Allo studio una certificazione delle competenze della lingua inglese.
Per il nuovo esame si ipotizza che possa prevedere le competenze acquisite durante il percorso dell’esperienza dell’alternanza scuola lavoro e si prevede anche il coinvolgimento dell’università, che ogni anno rileva la difformità del giudizio che si evince dai test di ingresso nelle varie facoltà a numero chiuso con il giudizio espresso dalle alle commissioni d’esame.
Stanto alle dichiarazioni del ministro Giannini ala vigilia degli esami di maturità, l’obiettivo del MIUR è renderli più attuali, uniformandoli alle novità introdotte dalla riforma della scuola; dovranno essere un esame sempre aggiornato, “che si apra verso il futuro” dell’allievo, e poiché tra qualche anno per gli alunni sarà prevista l’alternanza scuola-lavoro, i prossimi esami di Stato dovranno “tener conto di questa esperienza”. Una delle modifiche più importanti potrebbe riguardare gli scritti, che diventeranno “sempre più cardine della valutazione”. A tal proposito il Ministro dell’Istruzione ha dichiarato: “La potenzialità che dà una scuola, ma anche un’università, che verifichi come si sa argomentare e difendere le proprie idee è preziosa; quando si va a fare qualunque tipo di professione questo è un elemento che ancora contraddistingue gli studenti italiani, anche all’estero”.
Non è ancora chiaro se l’Invalsi sbarcherà negli esami di maturità.
Per quanto riguarda l’esame di fine scuola media, invece, la prova Invalsi dovrebbe scomparire perché se ne sono rilevati i limiti, per trasformarsi in prova primaverile, giusto per chiudere il percorso Invalsi avviato in seconda elementare. Al termine del primo ciclo potrebbe essere predisposta una certificazione dell’inglese, che tenga conto dei livelli europei, da A1 a C2, richiesti nei curriculum dalle imprese.





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