Ultime notizie

Il concorso si svolgerà su base regionale, con graduatoria regionale. Ogni aspirante potrà fare domanda per una sola Regione.

I posti messi a concorso sono 2.004.  I  2004 posti sono quelli che si pensa si rendano vacanti e disponibili negli anni scolastici 2018/19, 2019/20, 2020/21.

E' prevista una riserva di posti del 20%  per gli assistenti Amministrativi di ruolo forniti del prescritto titolo di studio.

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La Casa Editrice Euroedizioni organizza un corso di preparazione al concorso per Direttori SGA, che si svolgerà tramite 32 seminari on line (Webinar), su tutte le tematiche del concorso. L'obiettivo del corso è quello di far acquisire la tecnica di risposta ai quesiti a risposta aperta previsti per la prima prova scritta e per la soluzione di un caso pratico previsto per la seconda prova scritta.

Il corso costa 350,00 euro e comprende anche un manuale completo ed aggiornato di preparazione al concorso. E' prevista anche la correzione dei quesiti che  verranno assegnati durante le esercitazioni con i webinar.

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Concorso straordinario docenti scuola primaria e dell’infanzia

Corso di preparazione alla prova orale

La Casa Editrice Euroedizioni, in occasione del Concorso straordinario per posti comuni e di sostegno  nella scuola dell'infanzia e primaria (G.U. del 9.11.2018), propone un "pacchetto" completo di preparazione  alla prova orale a condizioni molto vantaggiose.

L'offerta formativa di preparazione e supporto al Concorso è la seguente:

OFFERTA CORSO ON LINE a soli € 100,00 -Vengono offerti 44 video lezioni sulle principali tematiche  contenute nel Bando di concorso che possono essere ascoltate come e quando si vuole senza limiti di tempo sul proprio PC, tablet, ipad  o smartphone  a soli € 100,00.

OFFERTA TESTI   € 80,00

SUMMA - LELLI  Le 100 parole per conoscere la scuola,  € 23,00

DRADI, Compendio di diritto scolastico,  2017, € 22,00 -

Abbonamento alla Rivista "Fare l'insegnante" a.s. 2018/2019 € 50,00

CORSO DI WEBINAR PER LA PROVA ORALE  di 20 Webinar  € 200,00

OFFERTA COMPLETA  TESTI +  VIDEO LEZIONI + Webinar  a  soli € 380,00

 

Informiamo che il Miur ha pubblicato la FAQ n. 1nella quale si danno indicazioni per i diplomati magistrale:

D: Sono una docente in possesso del diploma magistrale conseguito prima del 2001-2002, a seguito di provvedimento giurisdizionale, sono stata nominata in ruolo con clausola risolutiva. Usufruisco della riserva di posti di cui alla legge 68 del 1999. Sulla domanda di partecipazione al concorso straordinario posso dichiarare, ai sensi dell'art. 4, comma 6, lettera q), del bando, al pari dei docenti a tempo determinato, il certificato di iscrizione ai centri per l'impiego?

R: Sì, in quanto nei casi in cui l'aspirante non possa produrre il certificato di disoccupazione, poiché occupato al momento della presentazione della domanda, potrà comunque dichiarare nella domanda polis, al pari del personale a tempo determinato, la data e la procedura nella quale ha presentato in precedenza, il certificato di disoccupazione.

Peril prossimo venerdì 30 novembre, l’USB ha proclamato uno sciopero contro la manovra finanziaria, allineandosi all’iniziativa di protesta dell’Unione degli Studenti e di gruppi e movimenti di precari.

Ragioni dello sciopero: la proposta risibile dell’aumento degli stipendi. Lo stanziamento previsto dalla legge di bilancio basta infatti solo per garantire l’elemento perequativo e per riconoscere l’indennità di vacanza contrattuale che è un meccanismo che è sempre esistito ed è dovuto per legge.

Il taglio delle ore della alternanza che il Governo ha già deciso appare chiaramente finalizzato ad un risparmio di spesa, risparmio che sarà utilizzato per altri scopi e non reinvestito nel sistema scolastico come sarebbe stato opportuno.

La manovra non prevede ilconsolidamento dell’organico di fatto in organico di diritto, provvedimento che potrebbe invece garantire il rientro a casa dei tanti docenti del sud che stanno lavorando in altre regioni.

I 2mila posti di organico per estendere il tempo pieno nelle regioni del sud sono ritenuti insufficienti.

In occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne 2018, il Miur ha lanciato il concorso nazionale “Nuovi finali – le scuole contro la violenza sulle donne”, rivolto agli studenti delle scuole secondarie di I e II grado.

Con una circolare inviata a tutti gli istituti coinvolti, il MIUR invita studentesse e studenti ad analizzare gli stereotipi di genere contenuti in opere letterarie e di animazione, fumetti, film, pubblicità, videogiochi e programmi televisivi. Dopo averli individuati e analizzati, i ragazzi dovranno mettere in scena la situazione approfondita e proporre la versione originale e una con un finale differente. Il tutto, secondo quanto richiesto dal bando del concorso, dovrà essere ripreso e montato in un video della durata massima di 1 minuto. Le due scene dovranno avere la durata massima di 30 secondi ciascuna. I video prodotti dovranno essere accompagnati da una relazione del lavoro svolto che dovrà contenere il nominativo e i riferimenti del docente referente, l’elenco dei materiali analizzati e le metodologie utilizzate. Le scuole, che potranno partecipare anche con più di un video, avranno tempo per caricare i materiali realizzati dal 15 dicembre 2018 al 28 febbraio 2019. Una commissione appositamente costituita valuterà e selezionerà i progetti migliori che verranno premiati nel corso di un evento nazionale sul tema, che avrà luogo in occasione del 25 novembre 2019.

Nella stessa circolare, il Ministero invita tutte le istituzioni scolastiche ad approfondire con i propri studenti i temi correlati all’eliminazione della violenza contro le donne per sensibilizzare, prevenire e contrastare ogni forma di violenza e discriminazione.

Il MIUR a seguito dell'entrata in vigore del nuovo regolamento di contabilità scolastica di cui al Decreto 129 del 28/8/2018 ha emanato  la nota n. 23410 del 22 novembre 2018, con la quale ha fissato indicando le date relative alle fasi per l’approvazione del Programma annuale 2019.

Evidentemente è intenzione del Ministero confermare l'entrata in vigore del nuovo regolamento di contabilità dal 1° gennaio 2019.

La nuova tempistica per l'approvazione del programma annuale:

Per l’approvazione del Programma annuale 2019 le scuole seguiranno la seguente tempistica:

  • dal 15 gennaio 2019 – saranno resi disponibili sul sistema informativo i nuovi modelli di bilancio per la predisposizione del Programma;
  • entro il 28 febbraio 2019 – la Giunta esecutiva sottopone il Programma Annuale 2019 e la relazione illustrativa al Consiglio d’Istituto per l’approvazione;
  • entro il 28 febbraio 2019 – i programma annuale e la relazione  saranno sottoposti all’esame dei revisori dei conti per il prescritto parere;
  • entro il 15 marzo 2019 – i revisori dei conti devono comunicare  il parere di regolarità amministrativo-contabile, acquisibile anche con modalità telematiche;
  • entro il 15 marzo 2019, il Consiglio d’Istituto delibera l’approvazione del Programma Annuale, anche nel caso di mancata acquisizione del parere dei revisori dei conti entro la data fissata per la deliberazione medesima.
  • In caso di parere non favorevole dei revisori, reso anche dopo la delibera del Consiglio di Istituto, la scuola deve tenere  conto delle osservazioni  e fornire adeguata motivazione nel caso in cui le osservazioni non siano state recepite;
  • Se il Programma annuale non viene approvato entro 15 marzo 2019 il Dirigente Scolastico, entro il primo giorno lavorativo successivo, ne dà comunicazione all’USR competente; l’USR nomina, entro i successivi dieci giorni, un commissario ad acta, il quale provvede all’approvazione del Programma 2019 entro i 15 giorni successivi dalla sua nomina.

Gestione provvisoria

In attesa dell’approvazione del Programma Annuale 2019, le scuole provvedono alla gestione provvisoria dal 1° gennaio 2019 sino alla data di approvazione del Programma Annuale. La gestione provvisoria è realizzata nel limite di un dodicesimo degli stanziamenti di spesa definitivi del programma annuale, regolarmente approvato e relativo all’esercizio finanziario 2018.

Scuole con Programma annuale 2019 già approvato prima della comunicazione della proroga da parte del Miur.

Il Miur ha chiarito che le disposizioni  di cui sopra si applicano anche alle scuole che hanno già  approvato il Programma annuale 2019 prima della nota del 31 ottobre 2018 con la quale è stata disposta la proroga dei termini per la predisposizione e approvazione del programma annuale. Ciò, ha precisato il MIUR,   si rende necessario per garantire l’allineamento tra Programma annuale 2019 e relativo Consuntivo, la rilevazione e rappresentazione omogenea dei fatti contabili delle scuole già a partire dall’esercizio finanziario 2019.

 

In occasione della firma del protocollo d’Intesa tra Associazione “Donatorinati” – Polizia di Stato e Vigili del Fuoco, Il Ministro e Vicepremier Salvini ha espresso l’intenzione di introdurre la donazione volontaria di salute nelle scuole rendendola obbligatoria per i diciottenni: “Lavoreremo con il ministro dell’Istruzione a un ossimoro: la donazione volontaria obbligatoria” nelle scuole, perché se li becchi a 18 anni poi te li tieni per i successivi 40 anni. Io ho cominciato a donare il sangue grazie al mio papà, che per i 18 non mi ha regalato il motorino, ma mi ha portato all’Avis”.

In tal modo, a parere di Salvini, si riscontrerà anche una “questione di sicurezza nazionale, perché se non lo raccogli [il sangue] lo compri ed in altri Paesi non ci sono i controlli rigorosi presenti in Italia”; occorre “far sì che milioni di ragazzi che potrebbero donare lo facciano”.

Quanto alla paura dell’ago, ha ribadito, scherzosamente, “anch’io ce l’ho”.

Proprio mentre si diffonde la voce che gli aumenti di stipendio degli insegnanti preventivati nel prossimo rinnovo contrattuale potrebbero essere di 14 euro, il Ministro Bussetti, è intervenuto confermando di essere al corrente: “Il problema degli stipendi bassi nella scuola italiana è un problema conosciuto. Io voglio restituire dignità ai docenti e a tutto l’apparato amministrativo che va incentivato. Lavoreremo anche per questo”. La tempistica per la realizzazione di questi obiettivi: “È chiaro che abbiamo un programma di 5 anni e il nostro obiettivo è arrivare tra 5 anni a raggiungere tanti buoni risultati”.

Il che lascia intendere che gli “stipendi bassi” continueranno a non essere un problema per il Governo.

L’Inps ha pubblicato la nota operativa n. 50647 relativa ai pensionamenti del personale della scuola dal 1° settembre 2019, in attuazione del Decreto Ministeriale 727 del 15 novembre 2018.

La presentazione delle domande del personale docente, educativo e ATA andrà fatta tramite procedura on line entro il 12 dicembre.

Per i Dirigenti scolastici il termine di presentazione delle istanze è fissato al 28 febbraio 2019, termine valido anche per la revoca delle stesse.

Le domande vanno presentate all’INPS, attraverso una delle seguenti modalità:

1. presentazione on-line accedendo al sito web dell´INPS, previa registrazione;
2.presentazione tramite Contact Center Integrato, telefonando al numero verde 803164;
3. presentazione telematica attraverso l’assistenza gratuita di un patronato.

I nuovi requisiti per l’accesso alla pensione, dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2019, sono i seguenti:

·       Pensione di vecchiaia:

per uomini e donne con almeno 20 anni di contributi e 67 anni entro il 31 dicembre 2019.

·       Pensione anticipata:

per le donne:42 anni e 3 mesi di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2019;

per gli uomini:43 anni e 3 mesi di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2019.

·       Opzione donna (art. 1 comma 9 della legge 23 agosto 2004, n. 243):

accesso alla pensione con 57 anni e 7 mesi di età anagrafica e 35 anni di anzianità contributiva.

Per l’accesso alla pensione, il requisito di contribuzione deve essere stato maturato entro il 31 dicembre 2015 e quello anagrafico entro il 31 luglio 2016.

Le domande di trattenimento in servizio ai sensi dell’articolo 1, comma 257, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 modificato dall’art. 1 comma 630 della legge 27.12. 2017 n. 205, ovvero per raggiungere il minimo contributivo continuano ad essere presentate in forma cartacea entro il termine del 12 dicembre 2018.

Per quel che concerne il trattamento di fine servizio ci si riserva di fornire ulteriori successive istruzioni. A questo proposito si ricorda che l’Inps ha avviato un processo di semplificazione e dematerializzazione della comunicazione tra l’Istituto ed i datori di lavoro pubblici che vede il superamento dell’invio cartaceo (modello PL1) dei dati giuridici ed economici necessari all’elaborazione del trattamento di fine servizio (TFS) ed il contestuale passaggio ad un sistema telematico integrato con gli applicativi già esistenti in Inps ed utilizzati dai datori di lavoro per la certificazione dei dati ai fini pensionistici.

Trattamento di fine rapporto ex DPCM 20 dicembre 1999. I modelli TFR1/TFR2 continueranno ad essere inviati con il flusso telematico, secondo le modalità operative indicate nella nota MIUR 2966 del 1° settembre 2015.

FARE L’INSEGNANTE

Rivista mensile di Formazione e Aggiornamento professionale e culturale per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado

Direttore Responsabile Ivana Summa

Direttore Editoriale Luciano Lelli

 

Le ragioni di una nuova rivista dedicata ai docenti

 

La scuola appare in continuo affanno rispetto ai cambiamenti che interessano il mondo nella sua globalità e nello specifico delle singole realtà territoriali, cambiamenti che hanno disarticolato i parametri della vita sociale ed economica, e aggredito le relazioni tra le persone facendole slittare verso declinazioni utilitaristiche. Lo stesso susseguirsi di riforme “epocali” - troppo spesso viziate da presunzioni ideologiche - cui è stata sottoposta la scuola negli ultimi due decenni ha solo prodotto cambiamenti formali e circoscritti,e comunque non  tali da consentirle di affrontare appropriatamente quella che viene ormai riconosciuta come una vera e propria “emergenza educativa”.

La scuola si trova nella necessità di ridefinire ruolo e funzioni, di ridefinire il rapporto tra educazione e istruzione, di ridefinire il suo rapporto con la società secondo una visione che comprenda la “cura” delle individualità che la frequentano e dei sistemi con cui è in relazione.

A fronte del grande mutamento che interessa la società, la scuola non   è ancora  in grado di dare risposte efficaci, riproducendosi con scarsi aggiustamenti dal punto di vista organizzativo, didattico, strumentale, comunque disorientati di fronte  alle richieste che provengono da più parti, dal mondo del lavoro alle famiglie.

 

Cos’è la scuola, e chi e a cosa debba servire?

Sono interrogativi di fondo che si sono smarriti nel tempo, anziché essere tenuti presenti come guida perenne, dal momento che la scuola è dinamicamente determinata dalla cultura del momento avendo, peraltro, il compito di intercettarla e reindirizzarla.

Scuola come centro motore di un Paese e, quindi, come servizio: ma al servizio di chi? È indubbio che la scuola, in questo momento, si trovi ad un bivio: perseguire un indirizzo funzionalistico, nell’ottica di una visione che vede la migliore espressione nell’acquisizione di conoscenze, abilità e competenze – in linea con la progettualità che premia le richieste del mondo produttivo - oppure riscoprire il senso dell’educazione, intesa come “introduzione” al mondo, e riqualificarsi come centro di cultura, nell’accezione più ampia del termine?

Partiamo dall’assunto irrinunciabile che scopo della scuola è “promuovere” l’individuo e il suo successo formativo,    e non  farsi specchio della naturale selezione che ha origine  nelle tipologie delle famiglie e alle classi sociali di appartenenza . Va da sé, quindi, che guardare alla persona per farla crescere dovrebbe essere il punto di partenza dell'insegnare, a partire dalle modalità di apprendimento delle nuove generazioni.

 

Ripensare la figura dell’insegnante

 

Ripensare la figura dell’insegnante, che deve abdicare dalla propria cultura di riferimento per ricomprenderla in una visione più ampia, nella quale “coabita” con le persone di cui ha responsabilità educativa e orientativa, oltre che formativa. L’insegnante porge il mondo e aiuta lo studente ad elaborare il proprio, personale senso critico, la propria genialità, i talenti di cui dispone. L’insegnante come strumento consapevole per alunni che crescono nella consapevolezza.

All’insegnante si chiede di non essere solo un tecnico dell'insegnamento/apprendimento,  ma un entusiasta, un appassionato attore in grado di interpretare il proprio ruolo suscitando entusiasmo, e sensibile al punto da sapere entrare in empatia con i suoi allievi tanto da rendere essi stessi attori della propria crescita.  

L’insegnante deve essere sostenuto nella sua crescita professionale (si pensi alla didattica e ai contributi che ad essa pervengono dalla psicologia, dalla pedagogia, dalle neuroscienze) ma anche nella sua crescita personale attraverso stimoli che lo conducano ad una sempre più profonda conoscenza di sé, via maestra verso quella ricerca di senso che accomuna le persone. È indubbio, infatti, che non si possa essere un buon insegnante se non si è anche una “bella” persona. Allora, “fare l’insegnante” non significa identificare le tecniche che rendono migliore l’esercizio del mestiere di insegnante, ma aiutarlo a costruire la mente razionale ed emotiva che rende possibile il “fare l’insegnante”.

L’insegnante al quale la rivista si rivolge deve trovare stimoli che da una lato lo arricchiscano di strumenti e riflessioni critiche per potenziare il proprio bagaglio strumentale e professionale, ma dall’altro devono orientarlo verso una più approfondita conoscenza di sé e del mondo. Una rivista che si soffermasse solo sul primo versante, non aggiungerebbe nulla di nuovo rispetto ad altre riviste del settore; mentre noi sappiamo che quel che fa la differenza tra gli insegnanti è proprio la loro capacità di interpretare il mondo, la vita, di condurre l’altro a trovare il senso. La cosa più straordinaria del “fare l’insegnante” è proprio la possibilità di condurre l’altro a costruire la chiave che apre la porta “senso”. E in questo, sarebbe oltremodo riduttivo e ingiusto se limitassimo questa prospettiva solo agli studenti più perspicaci, più dotati, più diligenti e non comprendessimo anche tutti gli altri, tutte quelle diversità che siamo pronti a riconoscere come bisognose di attenzione e ad etichettare  ma per i quali poi si fa fatica a includere in un ambiente di apprendimento  che possa essere efficace per tutti e per ciascuno..

 

Quale obiettivi si propone la rivista

 

La rivista  può essere  strumento di formazione e crescita culturale e professionale dell'insegnante a patto che abbia  un taglio più pratico che teorico, che affronti le varie problematiche in base ai bisogni formativi più urgenti dei docenti. Una esigenza primaria per i docenti oggi è quella di capire come fare a gestire classi sempre più eterogenee e con esigenze formative plurime: con giovani provenienti da contesti diversi, con diversi livelli di capacità, che parlano lingue diverse, che usano quotidianamente devices di nuova generazione, con modi di apprendere diversi. Se l'insegnamento risulta inefficace al primo ciclo, nel secondo - le superiori -  assistiamo all’aumento di atteggiamenti di assenteismo, non partecipazione, demotivazione, disinteresse,  addirittura rifiuto della scuola. Disagio scolastico, dispersione e mortalità scolastica sono altrettanti indicatori di fallimento della funzione istituzionale della scuola.

La scuola dovrebbe essere lo spazio dove realizzare la formazione del futuro cittadino, capace di comprendere il mondo e le sue innumerevoli culture, contro ogni discriminazione, … Gli insegnanti non possono continuare  a "trasmettere" solo un sapere codificato in conoscenze nozionistiche e, dunque, inerti (ce ne sono ancora molti, purtroppo!), ma dovrebbero comunicare amore per la conoscenza, curiosità e spirito di ricerca, voglia di apprendere, pensiero critico, resilienza, creatività, passione, modi di pensare inclusivi … ed essere in grado di utilizzare efficacemente le varie tecnologie e di organizzare quotidianamente esperienze didattiche diverse, tali da provocare un efficace apprendimento. Ma non tutti i docenti sono preparati a ciò!

La formazione dei docenti è indispensabile per una scuola al passo con i tempi, in quanto sono proprio gli insegnanti che devono svolgere il ruolo di mediatori fra un mondo in rapida evoluzione e gli allievi che già ne fanno  parte.  Ma come? Alcuni docenti si fanno in quattro per promuovere apprendimenti significativi che coinvolgano i loro studenti, ma non sono in molti, purtroppo. Sono più quelli delusi e demotivati, che abbandonano ogni progetto formativo … per fare come hanno sempre fatto, senza porsi la domanda più importante: perché i miei alunni non apprendono ciò che io insegno?  Chi mi aiuta a cambiare?

Ed è proprio per questo che è indispensabile che i docenti acquisiscano essi stessi le competenze alle quali dovranno formare i loro alunni. Devono sapersi confrontare con i moderni strumenti di comunicazione, con i nuovi linguaggi, che stanno diventando sempre più determinanti anche negli apprendimenti individuali e di gruppo.

Contenuti e competenze devono essere veicolati dall'insegnante attraverso modalità e strumenti capaci di accendere nei ragazzi l'interesse ad apprendere, di favorire la partecipazione e di creare ambienti di apprendimento dove la multimedialità e l'interattività modificano le modalità di gestione e di fruizione delle “lezioni”.

Occorre, quindi, un’offerta formativa ricca, che tenga conto delle novità continue che riguardano il mondo della scuola, sul piano dei contenuti, delle normative, delle metodologie e che possa servire per aprire “spazi virtuali”, in cui sperimentare e realizzare diversi modi di apprendere.

Formazione, dunque:

·       per far fronte alle richieste di una società che muta continuamente,  alle situazioni nuove, ai differenti contesti, che richiedono metodologie e tecnologie sempre più innovative non perché fanno uso di tecnologie, ma perché sono calibrate sulle vecchie e nuove modalità di apprendimento delle nuove generazioni.

·       per affinare i “ferri” del mestiere: comunicazione, relazione con adolescenti, …

·       per lavorare per competenze … e non solo per nozioni che producono un sapere scolastico, inerte, superficiale

·       per approfondire e rendere più accattivanti tutte le discipline … lavorando con approccio laboratoriale e finalizzato all'acquisizione di   competenze,  progettando curricoli  interdisciplinari

·       per imparare ad utilizzare i nuovi mezzi/strumenti di comunicazione per far comprendere  ai ragazzi a gestire criticamente l’enorme flusso di informazioni che arriva dalla rete

·       per realizzare un'educazione linguistica a 360°

·       per  potenziare le competenze linguistiche degli studenti  con la metodologia CLIL

·       per poter approfondire metodi di studio, stili di apprendimento, mediatori didattici, progettazione curriculare

·       per guidare gli studenti verso un pensiero strutturato e critico, corrispondendo alla necessità di imparare ad imparare, … in modo che ciascuno di loro diventi  costruttore attivo e autonomo di conoscenza

Imparare ad imparare è anche la premessa che deve guidare l’insegnante nell’imparare ad insegnare, perché non si è insegnanti definitivi ma insegnanti in costruzione.

 

Alcuni degli ambiti di interesse, quindi, possono così essere sintetizzati:

·       gestione classe e problematiche relazionali (gestione dei conflitti, delle emozioni; la leadership del docente; le “alleanze” tra gli adulti coinvolti, …)

·       priorità, traguardi, obiettivi di processo, rubriche valutative, indicatori, valutazioni standardizzate INVALSI, SNV, autovalutazione, ….)

·       competenze (di base, disciplinari, chiave, trasversali, ….)

·       didattiche inclusive (cooperative learning, peer education, flipped classroom, didatticheaperte, buoneprassi, …)

·       didatticadigitale (strumenti e metodi, … lim, storytelling, learning object, coding, …)

 

 

Il percorso d’istruzione frammentato in ordini.

Pur raccomandandosi di guardare alla continuità, i diversi gradi  di scuola patiscono l’autoreferenzialità, per cui, nella valutazione degli apprendimenti  degli alunni, si limitano ad accusarsi l'un l'altro, la scuola che segue a quella che precede. D’altra parte è anche vero che prevale, negli insegnanti, una visione frammentata dello sviluppo dell'apprendimento  dell’allievo,  che ha le sue fasi e le sue specificità. Da qui anche il maggior peso che viene dato agli studenti delle secondarie di secondo grado, e agli insegnanti di tale ordine di scuola, e una credibilità decisamente marginale agli educatori della scuola dell’infanzia; mentre, invece, sappiamo quanto questi ultimi siano fondamentali per la crescita dell’individuo e dello studente che sarà.

Si pone come irrinunciabile, pertanto, di guardare al sistema degli ordini avendone una visione integrata ed enfatizzandone la finalità orientativa: ciascun grado di scuola non è da meno degli altri perché opera in una determinata fascia di età rispettandone le peculiarità tipiche dell’età e specifiche di ciascuno. dalla scuola dell’infanzia alle scuole superiori si lavora sulla stessa persona, con obiettivi e finalità che si devono integrare durante il percorso, dialogando in modo costruttivo.

Non è, quindi, importante che la rivista affronti lo specifico di ciascun ordine di scuola, pur se, volendo, può entrare nel merito, quanto piuttosto che favorisca la comunicazione tra le parti come un dialogo ininterrotto.

 

Il rapporto educativo con le famiglie.

 

Un ultima considerazione deve essere fatta riguardo al rapporto educativo con le famiglie. La scuola non può non dialogare con le famiglie, trovando un linguaggio comune per realizzare un'alleanza educativa senza la quale entrambe le istituzioni sono condannate al fallimento. Anche in questo caso, la rivista deve favorire questo dialogo, sia approfondendo la questione sia riportando scuole che hanno saputo trovare un efficace dialogo comunicativo

 

 

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