Ultime notizie

La prova di preselezione del [...]

Il ministero ha comunicato  con avviso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.33 del 24 aprile 2018 il rinvio della pubblicazione dei quesiti e del diario della prova preselettiva del corso-concorso nazionale, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici presso le istituzioni scolastiche statali. Si  comunica  che  la  pubblicazione  dei  quesiti  relativi   al corso-concorso  nazionale,  per  titoli  ed  esami,  finalizzato   al reclutamento  di   dirigenti   scolastici   presso   le   istituzioni scolastiche statali, indetto con D.D.G. n. 1259 del 23 novembre  2017 e pubblicato per avviso nella Gazzetta Ufficiale - 4ª Serie  speciale

Valutazione Dirigenti [...]

Con nota esplicativa n. 3, prot. 6844 del 9/04/2018 il MIUR(nota esplicativa n. 3) ha comunicato che è già disponibile il Portfolio del Dirigente Scolastico da compilare online.

Si è ravvisata l’opportunità di non limitare temporalmente l’accesso, affinché il Dirigente scolastico, attraverso la possibilità di limitare nel tempo le azioni professionali realizzate, orienti le proprie scelta organizzative in maniera sempre più consapevole e funzionale al perseguimento degli obiettivi contenuti nella lettera di incarico.

Per garantire omogeneità e tempi comuni a livello nazionale per la formulazione della valutazione, dal 3q1 luglio 2018 il sistema manterrà in memoria una versione del Portfolio per come compilato entro quella data dallo stesso Dirigente scolastico, versione visibile ma non più modificabile. A partire da quella data tale versione sarà disponibile per il Nucleo e si darà l’avvio alle operazioni connesse all’attività istruttoria, e poi per il Direttore USR per formulare la valutazione relativa all’a.s. 2017/201018.

Arrestato docente di sostegno [...]

Un docente di sostegno è stato arrestato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Potenza, coordinati dalla locale Procura, per maltrattamenti aggravati e continuati inflitti all’alunna disabile di nove anni affidata alle sue cure. 

Le indagini sono partite dalla denuncia dei genitori della bambina, che frequenta una scuola primaria a Ruoti.La bambina aveva cominciato a piangere tutte le volte che doveva entrare in classe.A seguito della segnalazione sono stati sentiti molti degli appartenenti alla stessa classe ed è stato accertato che l’insegnante infliggeva ogni giorno alla minore, con disabilità motoria e cognitiva, sofferenze fisiche e morali. La piccola veniva insultata e malmenata, per futili motivi, con schiaffi, pizzichi e tirate di capelli. Ma anche altri alunni subivano trattamenti simili dal docente, che infliggeva loro punizioni per evitare che riferissero il fatto che in classe guardava sul suo pc foto a contenuto pornografico.

La vicenda ha spinto il Codacons a ribadire l’urgenza dell’adozione di sistemi di videosorveglianza per evitare abusi e violenze nella scuola.

Disturbi specifici di [...]

In Italia sono oltre 250mila i bambini e i ragazzi che frequentano le scuole di ogni ordine e grado affetti da disturbi della lettura, della scrittura e del calcolo, tre alunni su cento. Un numero elevato destinato ancora a lievitare perché, come sostengono al Miur, il processo di formazione dei docenti e le crescenti competenze didattiche hanno determinato una più consapevole e una sempre maggiore individuazione dei casi di sospetti di Dsa tra i frequentanti, dando seguito al necessario percorso diagnostico presso le competenti strutture sanitarie e determinando così l'incremento del numero delle certificazioni per le varie tipologie di disturbo.

I casi di DSA sono così diversificati: 139.620 gli alunni che presentano disturbi di dislessia, 57.259 quelli che accusano problemi di disgrafia, 68.421 di disortografia e 62.877 di discalculia. Nel volgere di appena un anno la loro presenza si è incrementata dell0 0,4%, passando dal 2,5 al 2,9 per cento, con una incidenza maggiore nella scuola secondaria di primo grado. Nell’anno scolastico 2010/2011, la percentuale di alunni Dsa era dello 0,7 per cento, comunque un boom al seguito della emanazione della Legge 170 del 2010, con la quale la scuola ha assunto un ruolo di maggiore responsabilità nei confronti degli alunni con disturbo specifico dell'apprendimento.

La problematica più diffusa è la dislessia, presente nel 42,5 per cento degli alunni che presentano disturbi dell'apprendimento; a seguire la disortografia (20,8 %) e la discalculia col 19,3 per cento.

 

Prima tornata di prove [...]

Conclusa la prima tornata di prove Invalsi, la Ministra Fedeli traccia un bilancio: “Alla fine di questa prima tornata di prove Invalsi 2018, che ha coinvolto le classi III della secondaria di I grado, possiamo tracciare un bilancio più che soddisfacente. E possiamo farlo grazie alla risposta importante e positiva del mondo della scuola, delle ragazze e dei ragazzi, delle famiglie, alle novità introdotte dal decreto legislativo 62 del 2017”.

Fino all’anno scorso le prove Invalsi si svolgevano, nella scuola secondaria di I grado, durante l’esame finale. Da quest’anno, invece, le studentesse e gli studenti sono stati chiamati ad effettuare le prove di Italiano, di Matematica e, per la prima volta, di Inglese, in un periodo diverso da quello degli esami. E, sempre per la prima volta, le prove si sono svolte al computer, coinvolgendo oltre mezzo milione di ragazze e ragazzi fra il 4 e il 21 aprile.

Queste novità sono state volute - ricorda Fedeli - per consentire agli studenti di accedere alle prove con una maggiore serenità e viverle come un’occasione per misurare le proprie conoscenze e le proprie competenze, scoprire i propri punti di forza e gli aspetti su cui continuare a investire per migliorare giorno dopo giorno. La valutazione, pertanto, deve essere uno stimolo e non uno spauracchio. Così come deve apprezzata come un’opportunità la novità dell’Inglese che consente a tuttidi “valutare, con uno strumento qualitativamente alto come la prova Invalsi, la propria conoscenza della lingua, in coerenza con il Quadro comune di riferimento europeo per le lingue, senza costi aggiuntivi per le famiglie”.

I bulli di Lucca: tre [...]

All’indomani della diffusione delle immagini relativi agli episodi di violento bullismo nei confronti di insegnanti a Lucca e Velletri, la Ministra Fedeli aveva tuonato: “Minacce e offese a docenti da parte di studenti sono inaccettabili ed è necessaria una linea rigorosa nelle sanzioni. Chi infrange le regole, chi ricorre alla violenza verbale o fisica nei confronti di professoresse e professori va sanzionato secondo le norme vigenti, che prevedono la sospensione dalle lezioni per periodi di tempo diversi a seconda della gravità delle azioni compiute e, nei casi più gravi, anche la non ammissione allo scrutinio finale”.

Dall’Istituto Tecnico di Carrara è arrivata la risposta: tre studenti bocciati, due sospesi fino al 19 maggio ma ammessi agli scrutini.

Così si è pronunciato, dopo una riunione di quattro ore, il consiglio d'Istituto, chiamato a esprimersi sulla proposta, avanzata dal consiglio di classe, di far ripetere l'anno a cinque dei sei studenti indagati per gli insulti e le minacce nei confronti del proprio docente di italiano e storia.

Le due sospensioni mitigano la proposta di bocciatura espressa da consiglio di classe, perché nel frattempo – ha dichiarato il dirigente scolastico - si sono acquisite informazioni “utili” da uno dei due studenti, inoltre perché è stata valutata anche la recidiva nelle condotte: i due non erano stati sospesi in precedenza, a differenza degli altri tre. Il dirigente ha anche tenuto a precisare che “non è un premio: gli alunni che rientrano dovranno sudare sette camicie", spiegando inoltre di non sapere se le famiglie decideranno di mandarli nuovamente a scuola, una volta conclusa la sospensione.

Nel frattempo la polizia ha effettuato una perquisizione a casa degli studenti, tutti indagati.Sono stati sequestrati gli indumenti indossati dai ragazzi nei video, i loro cellulari e il casco da moto utilizzato per colpire il docente. Gli indagati dovranno rispondere anche del tentato furto del tablet contenente i dati scolastici, che uno di loro ha provato a sottrarre al docente che si rifiutava di dargli un voto superiore al suo rendimento. Nei prossimi giorni seguiranno gli interrogatori.

 

“Vorrei una legge [...]

Venerdì 20 aprile, presso l’Aula del Senato, la Ministra Valeria Fedeli, insieme al Senatore Questore Antonio De Poli, ha premiato le scuole vincitrici della X edizione del progetto “Vorrei una legge che...”, l’iniziativa che ha l’obiettivo di avvicinare anche le più piccole e i più piccoli alle Istituzioni e incentivarne il senso civico.

Il concorso era rivolto alle bambine e ai bambini dell’ultimo anno della scuola primaria e del primo anno della scuola secondaria di primo grado, le cui classipotevano proporre veri e propri disegni di legge illustrati con disegni, cartelloni, video, fotografie, canzoni. La selezione è stata effettuata da una Commissione mista composta dal Senato della Repubblica e dal MIUR, che poteva riconoscere tre vincitori per ogni ordine di scuola e assegnare un numero imprecisato di menzioni speciali.

Hanno partecipato al concorso oltre cento istituti scolastici di ogni regione d’Italia.

Gli elaborati prodotti dalle scuole vincitrici sono stati esposti nella Sala Garibaldi di Palazzo Madama e sono disponibili anche su Senato Ragazzi LAB.

Vincitori e con menzioni speciali, per la SCUOLA PRIMARIA

 - Istituto comprensivo "Deledda-Pascoli" di Carbonia (Carbonia-Iglesias);

 - 13° Istituto comprensivo “Archimede” di Siracusa;

 - Direzione didattica Statale I Circolo “E. Solvay” - plesso Europa di Rosignano Marittimo (Livorno);

 - Istituto comprensivo “Pier delle Vigne” di Capua (Caserta);

 - Istituto comprensivo “Luigi Lanzi” - Scuola primaria San Claudio di Corridonia (Macerata);

 - Istituto comprensivo “Carnevali” di Sant’Angelo in Vado (Pesaro Urbino);

 - Istituto comprensivo “Maria Montessori” di Padova;

 - Istituto comprensivo “Montanari” di Pieve Albignola (Pavia).

 Vincitori e con menzioni speciali per la SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO:

 - Istituto comprensivo “1° C. D. Capraro” di Procida (Napoli);

 - Istituto comprensivo di Barberino del Mugello - Scuola secondaria di 1° grado “L. De Medici” di Barberino del Mugello (Firenze);

 - Istituto comprensivo “Johannes Amos Comenius” di Cognola (Trento);

 - Istituto comprensivo “Tommaso Cornelio” - Scuola secondaria di 1° grado Trenta Magli di   Rovito (Cosenza).

 

Firmato il CCNL della scuola [...]

La Scuola ha finalmente il suo contratto, sottoscritto da Flc Cgil, Cisl e Uil,  Gilda con riserva. Interessa 1.191.694 docenti a Ata, ai quali si aggiungono 53.000 lavoratori delle Università (esclusi i docenti), 24.000 degli Enti di ricerca e 9.500 dell’Afam.

Come previsto dall’ipotesi di contratto, si prevede un incremento stipendiale complessivo medio di 96 euro al mese per i docenti delle scuole (oscillazione da 80,40 euro a 110 euro), incremento medio di 84,5 euro Ata (da 80 a 89 euro), per l’università l’incremento medio è di 82 euro, per ricercatori e tecnologi di 125 euro, per l’area amministrativa della ricerca di 92 euro, per l’Asi di 118 euro.

Il contratto prevede anche la fruizione di congedi per le donne vittime di violenza, il cosiddetto “diritto alla disconnessione” e l’applicazione delle norme previste per coloro che contraggono matrimonio, anche alle unioni civili, e quindi anche a persone dello stesso sesso.

Il diritto alla disconnessione riguarda email, messaggi WhatsApp e telefonate della scuola in qualsiasi orario del giorno e della notte, nel rispetto della privacy della persona. Per rimediare al fatto che si è affermata l’abitudine di utilizzare le nuove tecnologie interattive per la convocazione di consigli di classe, collegi docenti e partecipazione a qualsiasi attività anche in orari diversi da quelli di servizio, è previsto che  dirigenti scolastici possano inviare le mail pertinenti al di fuori dell’orario di servizio solo se previsto dalla contrattazione d’istituto.

Alle donne vittime di violenza e inserite nei percorsi di protezione relativi alla violenza di genere, debitamente certificati, si riconosce il diritto ad astenersi dal lavoro, per motivi connessi a tale percorsi, per un periodo massimo di congedo di 90 giorni lavorativi fruibili nell’arco di tre anni a partire dalla data d’inizio del percorso.

Tra le novità introdotte, figurano le misure disciplinari da adottare nei confronti di chi utilizzerà impropriamente i canali di informazione informatica per relazionarsi con gli studenti e il licenziamento per i docenti protagonisti di comportamenti a molestie di carattere sessuale nei confronti degli alunni.

CONCORSO DIRIGENTI: prova [...]

Secondo voci attendibili, la prova preselettiva del concorso per Dirigenti Scolastici, programmata per il 29 maggio, slitterà a luglio, e indicativamente si dà come probabile il giorno 23. Il Comitato Tecnico Scientifico Nazionale nominato per la preparazione dei 4.000 item a risposta multipla, che dovevano essere resi noti almeno 20 giorni prima della data prevista per la prova, procede a rilento e non potrà assolvere per tempo all’impegno (la commissione si è riunita solo due volte).

Di conseguenza anche la prova scritta dovrebbe slittare a dopo l’avvio dell’anno scolastico. Per la conferma della data prova preselettiva occorrerà attendere la pubblicazione su Gazzetta Ufficiale del 24 aprile.

Fa notizia la pipì a orario [...]

Il Dirigente scolastico di un Istituto Professionale di Genova, al fine di contenere “l’uso inadeguato e a volte vandalico dei servizi igienici” ed anche per “necessità organizzative per il Personale della Scuola”, ha ritenuto “necessario contingentare i tempi dell’apertura in tre spazi orari di 10 minuti ciascuno. Per esigenze particolari degli alunni, la disposizione prevede che l’autorizzazione ad uscire in orari diversi dietro richiesta della famiglia o presentazione di certificato medico.

Di conseguenza, alcuni studenti dell’Istituto si sono rivolti al “Blocco Studentesco” per denunciare la situazione, che ha trovato eco sulla pagina Facebook dell’organizzazione: "Una decisione di questo tipo è inammissibile e illegale, dato che in caso di stringente necessità nessuno, professore o collaboratore scolastico che sia, può impedire a uno studente di recarsi semplicemente al bagno. Parliamo di una scuola frequentata da un migliaio di studenti, con un numero anche piuttosto limitato di bagni a disposizione: pensare di limitare l'uso dei pochi servizi a una mezz'ora su cinque, sei, sette ore di lezioneè sia poco intelligente che ingiusto. Non è accettabile che sul luogo di studio o di lavoro vigano divieti così ferrei nell'uso dei servizi igienici".

"Una decisione di questo tipo - prosegue l'organizzazione -è inammissibile e illegale, dato che in caso di stringente necessità nessuno, professore o collaboratore scolastico che sia, può impedire a uno studente di recarsi semplicemente al bagno. Parliamo di una scuola frequentata da un migliaio di studenti, con un numero anche piuttosto limitato di bagni a disposizione: pensare di limitare l'uso dei pochi servizi a una mezz'ora su cinque, sei, sette ore di lezioneè sia poco intelligente che ingiusto. Non è accettabile che sul luogo di studio o di lavoro vigano divieti così ferrei nell'uso dei servizi igienici".

Il Blocco annuncia che “nei prossimi giorni seguiremo l'evolversi della situazione e controlleremo l'operato del Dirigente Scolastico, pronti a sostenere nella pratica le giuste rivendicazioni degli studenti”.

 

FARE L’INSEGNANTE

Rivista mensile di Formazione e Aggiornamento professionale e culturale per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado

Direttore Responsabile Ivana Summa

Direttore Editoriale Luciano Lelli

 

Le ragioni di una nuova rivista dedicata ai docenti

 

La scuola appare in continuo affanno rispetto ai cambiamenti che interessano il mondo nella sua globalità e nello specifico delle singole realtà territoriali, cambiamenti che hanno disarticolato i parametri della vita sociale ed economica, e aggredito le relazioni tra le persone facendole slittare verso declinazioni utilitaristiche. Lo stesso susseguirsi di riforme “epocali” - troppo spesso viziate da presunzioni ideologiche - cui è stata sottoposta la scuola negli ultimi due decenni ha solo prodotto cambiamenti formali e circoscritti,e comunque non  tali da consentirle di affrontare appropriatamente quella che viene ormai riconosciuta come una vera e propria “emergenza educativa”.

La scuola si trova nella necessità di ridefinire ruolo e funzioni, di ridefinire il rapporto tra educazione e istruzione, di ridefinire il suo rapporto con la società secondo una visione che comprenda la “cura” delle individualità che la frequentano e dei sistemi con cui è in relazione.

A fronte del grande mutamento che interessa la società, la scuola non   è ancora  in grado di dare risposte efficaci, riproducendosi con scarsi aggiustamenti dal punto di vista organizzativo, didattico, strumentale, comunque disorientati di fronte  alle richieste che provengono da più parti, dal mondo del lavoro alle famiglie.

 

Cos’è la scuola, e chi e a cosa debba servire?

Sono interrogativi di fondo che si sono smarriti nel tempo, anziché essere tenuti presenti come guida perenne, dal momento che la scuola è dinamicamente determinata dalla cultura del momento avendo, peraltro, il compito di intercettarla e reindirizzarla.

Scuola come centro motore di un Paese e, quindi, come servizio: ma al servizio di chi? È indubbio che la scuola, in questo momento, si trovi ad un bivio: perseguire un indirizzo funzionalistico, nell’ottica di una visione che vede la migliore espressione nell’acquisizione di conoscenze, abilità e competenze – in linea con la progettualità che premia le richieste del mondo produttivo - oppure riscoprire il senso dell’educazione, intesa come “introduzione” al mondo, e riqualificarsi come centro di cultura, nell’accezione più ampia del termine?

Partiamo dall’assunto irrinunciabile che scopo della scuola è “promuovere” l’individuo e il suo successo formativo,    e non  farsi specchio della naturale selezione che ha origine  nelle tipologie delle famiglie e alle classi sociali di appartenenza . Va da sé, quindi, che guardare alla persona per farla crescere dovrebbe essere il punto di partenza dell'insegnare, a partire dalle modalità di apprendimento delle nuove generazioni.

 

Ripensare la figura dell’insegnante

 

Ripensare la figura dell’insegnante, che deve abdicare dalla propria cultura di riferimento per ricomprenderla in una visione più ampia, nella quale “coabita” con le persone di cui ha responsabilità educativa e orientativa, oltre che formativa. L’insegnante porge il mondo e aiuta lo studente ad elaborare il proprio, personale senso critico, la propria genialità, i talenti di cui dispone. L’insegnante come strumento consapevole per alunni che crescono nella consapevolezza.

All’insegnante si chiede di non essere solo un tecnico dell'insegnamento/apprendimento,  ma un entusiasta, un appassionato attore in grado di interpretare il proprio ruolo suscitando entusiasmo, e sensibile al punto da sapere entrare in empatia con i suoi allievi tanto da rendere essi stessi attori della propria crescita.  

L’insegnante deve essere sostenuto nella sua crescita professionale (si pensi alla didattica e ai contributi che ad essa pervengono dalla psicologia, dalla pedagogia, dalle neuroscienze) ma anche nella sua crescita personale attraverso stimoli che lo conducano ad una sempre più profonda conoscenza di sé, via maestra verso quella ricerca di senso che accomuna le persone. È indubbio, infatti, che non si possa essere un buon insegnante se non si è anche una “bella” persona. Allora, “fare l’insegnante” non significa identificare le tecniche che rendono migliore l’esercizio del mestiere di insegnante, ma aiutarlo a costruire la mente razionale ed emotiva che rende possibile il “fare l’insegnante”.

L’insegnante al quale la rivista si rivolge deve trovare stimoli che da una lato lo arricchiscano di strumenti e riflessioni critiche per potenziare il proprio bagaglio strumentale e professionale, ma dall’altro devono orientarlo verso una più approfondita conoscenza di sé e del mondo. Una rivista che si soffermasse solo sul primo versante, non aggiungerebbe nulla di nuovo rispetto ad altre riviste del settore; mentre noi sappiamo che quel che fa la differenza tra gli insegnanti è proprio la loro capacità di interpretare il mondo, la vita, di condurre l’altro a trovare il senso. La cosa più straordinaria del “fare l’insegnante” è proprio la possibilità di condurre l’altro a costruire la chiave che apre la porta “senso”. E in questo, sarebbe oltremodo riduttivo e ingiusto se limitassimo questa prospettiva solo agli studenti più perspicaci, più dotati, più diligenti e non comprendessimo anche tutti gli altri, tutte quelle diversità che siamo pronti a riconoscere come bisognose di attenzione e ad etichettare  ma per i quali poi si fa fatica a includere in un ambiente di apprendimento  che possa essere efficace per tutti e per ciascuno..

 

Quale obiettivi si propone la rivista

 

La rivista  può essere  strumento di formazione e crescita culturale e professionale dell'insegnante a patto che abbia  un taglio più pratico che teorico, che affronti le varie problematiche in base ai bisogni formativi più urgenti dei docenti. Una esigenza primaria per i docenti oggi è quella di capire come fare a gestire classi sempre più eterogenee e con esigenze formative plurime: con giovani provenienti da contesti diversi, con diversi livelli di capacità, che parlano lingue diverse, che usano quotidianamente devices di nuova generazione, con modi di apprendere diversi. Se l'insegnamento risulta inefficace al primo ciclo, nel secondo - le superiori -  assistiamo all’aumento di atteggiamenti di assenteismo, non partecipazione, demotivazione, disinteresse,  addirittura rifiuto della scuola. Disagio scolastico, dispersione e mortalità scolastica sono altrettanti indicatori di fallimento della funzione istituzionale della scuola.

La scuola dovrebbe essere lo spazio dove realizzare la formazione del futuro cittadino, capace di comprendere il mondo e le sue innumerevoli culture, contro ogni discriminazione, … Gli insegnanti non possono continuare  a "trasmettere" solo un sapere codificato in conoscenze nozionistiche e, dunque, inerti (ce ne sono ancora molti, purtroppo!), ma dovrebbero comunicare amore per la conoscenza, curiosità e spirito di ricerca, voglia di apprendere, pensiero critico, resilienza, creatività, passione, modi di pensare inclusivi … ed essere in grado di utilizzare efficacemente le varie tecnologie e di organizzare quotidianamente esperienze didattiche diverse, tali da provocare un efficace apprendimento. Ma non tutti i docenti sono preparati a ciò!

La formazione dei docenti è indispensabile per una scuola al passo con i tempi, in quanto sono proprio gli insegnanti che devono svolgere il ruolo di mediatori fra un mondo in rapida evoluzione e gli allievi che già ne fanno  parte.  Ma come? Alcuni docenti si fanno in quattro per promuovere apprendimenti significativi che coinvolgano i loro studenti, ma non sono in molti, purtroppo. Sono più quelli delusi e demotivati, che abbandonano ogni progetto formativo … per fare come hanno sempre fatto, senza porsi la domanda più importante: perché i miei alunni non apprendono ciò che io insegno?  Chi mi aiuta a cambiare?

Ed è proprio per questo che è indispensabile che i docenti acquisiscano essi stessi le competenze alle quali dovranno formare i loro alunni. Devono sapersi confrontare con i moderni strumenti di comunicazione, con i nuovi linguaggi, che stanno diventando sempre più determinanti anche negli apprendimenti individuali e di gruppo.

Contenuti e competenze devono essere veicolati dall'insegnante attraverso modalità e strumenti capaci di accendere nei ragazzi l'interesse ad apprendere, di favorire la partecipazione e di creare ambienti di apprendimento dove la multimedialità e l'interattività modificano le modalità di gestione e di fruizione delle “lezioni”.

Occorre, quindi, un’offerta formativa ricca, che tenga conto delle novità continue che riguardano il mondo della scuola, sul piano dei contenuti, delle normative, delle metodologie e che possa servire per aprire “spazi virtuali”, in cui sperimentare e realizzare diversi modi di apprendere.

Formazione, dunque:

·       per far fronte alle richieste di una società che muta continuamente,  alle situazioni nuove, ai differenti contesti, che richiedono metodologie e tecnologie sempre più innovative non perché fanno uso di tecnologie, ma perché sono calibrate sulle vecchie e nuove modalità di apprendimento delle nuove generazioni.

·       per affinare i “ferri” del mestiere: comunicazione, relazione con adolescenti, …

·       per lavorare per competenze … e non solo per nozioni che producono un sapere scolastico, inerte, superficiale

·       per approfondire e rendere più accattivanti tutte le discipline … lavorando con approccio laboratoriale e finalizzato all'acquisizione di   competenze,  progettando curricoli  interdisciplinari

·       per imparare ad utilizzare i nuovi mezzi/strumenti di comunicazione per far comprendere  ai ragazzi a gestire criticamente l’enorme flusso di informazioni che arriva dalla rete

·       per realizzare un'educazione linguistica a 360°

·       per  potenziare le competenze linguistiche degli studenti  con la metodologia CLIL

·       per poter approfondire metodi di studio, stili di apprendimento, mediatori didattici, progettazione curriculare

·       per guidare gli studenti verso un pensiero strutturato e critico, corrispondendo alla necessità di imparare ad imparare, … in modo che ciascuno di loro diventi  costruttore attivo e autonomo di conoscenza

Imparare ad imparare è anche la premessa che deve guidare l’insegnante nell’imparare ad insegnare, perché non si è insegnanti definitivi ma insegnanti in costruzione.

 

Alcuni degli ambiti di interesse, quindi, possono così essere sintetizzati:

·       gestione classe e problematiche relazionali (gestione dei conflitti, delle emozioni; la leadership del docente; le “alleanze” tra gli adulti coinvolti, …)

·       priorità, traguardi, obiettivi di processo, rubriche valutative, indicatori, valutazioni standardizzate INVALSI, SNV, autovalutazione, ….)

·       competenze (di base, disciplinari, chiave, trasversali, ….)

·       didattiche inclusive (cooperative learning, peer education, flipped classroom, didatticheaperte, buoneprassi, …)

·       didatticadigitale (strumenti e metodi, … lim, storytelling, learning object, coding, …)

 

 

Il percorso d’istruzione frammentato in ordini.

Pur raccomandandosi di guardare alla continuità, i diversi gradi  di scuola patiscono l’autoreferenzialità, per cui, nella valutazione degli apprendimenti  degli alunni, si limitano ad accusarsi l'un l'altro, la scuola che segue a quella che precede. D’altra parte è anche vero che prevale, negli insegnanti, una visione frammentata dello sviluppo dell'apprendimento  dell’allievo,  che ha le sue fasi e le sue specificità. Da qui anche il maggior peso che viene dato agli studenti delle secondarie di secondo grado, e agli insegnanti di tale ordine di scuola, e una credibilità decisamente marginale agli educatori della scuola dell’infanzia; mentre, invece, sappiamo quanto questi ultimi siano fondamentali per la crescita dell’individuo e dello studente che sarà.

Si pone come irrinunciabile, pertanto, di guardare al sistema degli ordini avendone una visione integrata ed enfatizzandone la finalità orientativa: ciascun grado di scuola non è da meno degli altri perché opera in una determinata fascia di età rispettandone le peculiarità tipiche dell’età e specifiche di ciascuno. dalla scuola dell’infanzia alle scuole superiori si lavora sulla stessa persona, con obiettivi e finalità che si devono integrare durante il percorso, dialogando in modo costruttivo.

Non è, quindi, importante che la rivista affronti lo specifico di ciascun ordine di scuola, pur se, volendo, può entrare nel merito, quanto piuttosto che favorisca la comunicazione tra le parti come un dialogo ininterrotto.

 

Il rapporto educativo con le famiglie.

 

Un ultima considerazione deve essere fatta riguardo al rapporto educativo con le famiglie. La scuola non può non dialogare con le famiglie, trovando un linguaggio comune per realizzare un'alleanza educativa senza la quale entrambe le istituzioni sono condannate al fallimento. Anche in questo caso, la rivista deve favorire questo dialogo, sia approfondendo la questione sia riportando scuole che hanno saputo trovare un efficace dialogo comunicativo

 

 

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