Ieri, 19 aprile, si è svolto il previsto incontro tra MI e OO.SS: scuola finalizzato alla riapertura delle scuole al 100% in presenza, l’Amministrazione ha informato i sindacati che il Comitato Tecnico Scientifico (CTS) si pronuncerà nella giornata del 20 aprile sulle condizioni sanitarie da rispettare nelle scuole in presenza delle nuove varianti e che, al più presto, saranno inviati i dati relativi alle vaccinazioni già effettuate tra il personale scolastico.

Il rientro avviene proprio quando solo il 72% dei docenti ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino, mentre i rimanenti 28%sono stati sospesi, come priorità riconosciuta al personale della scuola, e dovranno attendere il proprio turno in base all’età. Si verificheranno così, hanno chiarito i sindacati, che si saranno realtà scolastiche con diverse percentuali di vaccinazione, con punte di mancata vaccinazione anche del 60%. Su questo aspetto, il ministero ha fatto capire che non ci sarà una retromarcia, essendo una decisione presa unitariamente dal Commissario e dal Governo

Il rientro potrà non essere obbligatorio per tutti allo stesso modo: la norma del decreto legge che definirà la cornice per tutte le riaperture dovrebbe parlare di un ritorno fino al 100% nelle zone gialle e arancioni, al 50% in quelle rosse, lasciando però una formulazione che consenta, come già previsto in passato, alle singole scuole, in base agli spazi, alle condizioni epidemiologiche e alle dotazioni anche di personale, il compito di individuare il mix tra presenza e didattica a distanza. Altra ipotesi è che sia previsto però anche un minimo sotto al quale non scendere, per evitare che il ritorno in classe per tutti resti solo un annuncio.

Nebulosa appare la questione dei tamponi salivari: dopo l’annuncio di un componente del Cts, nel corso del vertice è emerso che in realtà non è stato fatto ancora uno studio di fallibilità su tempi e costi, luoghi di somministrazioni e intervalli. Ad oggi potranno disporre i tamponi salivari, in base alle dotazioni frutto dei 150 milioni di euro di recente stanziamento dal governo, le stesse scuole, oppure il servizio sanitario su indicazione delle regioni.

In maniera compatto il fronte sindacale (Flc-Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals, Gilda e Anp) chiede di rivedere i protocolli di sicurezza, di avviare un efficace tracciamento e di potenziare i trasporti. Soprattutto chiede di consentire che le scuole possano auto organizzarsi sugli orari di ingresso e di uscita, sulla durata delle lezioni oltre che sul rientro in presenza al 100% o meno, e che comunque le misure siano concordate con le direzioni scolastiche regionali e non con le regioni.

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