Nella conferenza stampa del 16 aprile, il presidente del Consiglio Draghi ha annunziato che dal 26 aprile tutti gli studenti  ritornerannoin classe, confermando il via ad una riapertura progressiva di tutte le attività.

Il ministro Bianchi ha così accolto la nuova decisione: “La scelta del Governo è chiara. La scuola è una priorità nella sua azione. Ed è centrale nella vita del Paese, così come lo sono le prossime settimane nel percorso delle nostre studentesse e dei nostri studenti, in particolare di quelli che si apprestano a sostenere gli Esami di fine ciclo.

Con la scelta di oggi mandiamo un messaggio di speranza e di responsabilità. Dobbiamo progressivamente tornare alla normalità, a una nuova normalità, e dobbiamo farlo a partire dalla scuola. Nei prossimi giorni lavoreremo con i nostri Uffici territoriali, gli Enti locali, le scuole, i tavoli prefettizi. Saremo come sempre al fianco della comunità scolastica”.

A noi sembra una soluzione azzardata, considerato che la vaccinazione per i docenti è stata sospesa pochi giorni fa per dare la priorità ad anziani e fragili. Inoltre, non sembra sia stato predisposto un piano sistematico di screening per studenti, docenti e personale ATA.

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