È Patrizio Bianchi il nuovo Ministro dell’Istruzione, ex rettore dell’Università di Ferrara, laureato i Scienze Politiche (all’Università di Bologna, dov’è stato allievo di Romano Prodi e di Alberto Quadrio Curzio).
L’ex Ministra Azzolina lo aveva designato in qualità di coordinatore della task force ministeriale sulla ripartenza nei mesi della pandemia. Bianchi aveva assolto con grande impegno questo incarico, ascoltando tutti i protagonisti, prendendo appunti e incrociando esigenze e aspettative, fino alla elaborazione di un testo finalizzato alla ripartenza della scuola a settembre, che non ebbe alcun riscontro. Sulla questione, lo stesso Bianchi intervenne in una lettera aperta lamentando l’inutilità dello sforzo profuso.
Riguardo al suo impegno politico, è stato assessore all’Istruzione in Emilia-Romagna per due mandati, prima con Vasco Errani e poi con Stefano Bonaccini, due governatori di centrosinistra. Si è anche occupato della non facile ricostruzione delle scuole dopo il sisma.
È stato anche presidente della Fondazione della Crui, la Conferenza dei rettori delle università italiane. Commendatore al merito della Repubblica italiana dal 2010, premiato nel 2015 dall’Accademia nazionale dei Lincei per la sua attività nelle scienze sociali e politiche. È autore di circa 250 articoli scientifici e 40 libri pubblicati in italiano, inglese e spagnolo. Per assumere l’alto incarico al Ministero dell’Istruzione lascerà il posto di professore ordinario di Economia applicata all’Università di Ferrara e la cattedra Unesco «Educazione, crescita ed eguaglianza».