La diffusione della presunta affermazione di Draghi, di voler modificare l’anno scolastico in corso facendolo slittare al 30 giugno e così attivare corsi recuperi per compensare il “tempo perso” in DaD, ha suscitato molto clamore e, in modo unanime, il mondo della scuola ha sollevato dubbi, indisponibilità e delusione per disconoscimento del grosso lavoro fatto dall’inizio della pandemia, reinventando spazi e modi per mantenere il rapporto educativo e formativo con gli studenti.

Sembra accertato che Draghi non abbia pronunciato quell’allocuzione che gli si attribuisce, ma che essa sia un’arbitraria interpretazione delle delegazioni partitiche al momento del resoconto della consultazione con Draghi, esternazione enfatizzata dai media.

Tanto rumore per nulla? No, perché la vicenda mente in luce la pochezza di parte dei nostri politici e di parte dei giornalisti, tra questi anche quelli di chiara fama e che fanno opinione.

bottone per editoriale sito n. 6 6

Copertina

Screenshot 10 9 2026 153056 ds718

RAS-8.jpeg

Copyright © 2010 Euroedizioni Torino
Via Osasco 62 - 10141 (TO)
Tel. +39 0112264714 Fax. +39 011 2730803 P.I. 07009890018