Nell’ambito del ciclo di incontri del MI “Ripensare l’educazione del XXI secolo: incontri per riflettere, proporre, agire”, propagandato con passione ed efficacia nella sua pagina Facebook, raccogliendo molti consensi, la Ministra Azzolina ha ribadito il suo forte impegno per la ripresa delle lezioni in presenza: “Ci siamo battuti senza sosta, perché il diritto allo studio è connesso alla cura e allo sviluppo della personalità umana, è uno dei diritti fondamentali sanciti dalla nostra amata Costituzione. E non mi riferisco solo all’art.34 che prevede nello specifico il diritto allo studio per tutti nella sua obbligatorietà e gratuità per l’istruzione inferiore, ma anche agli articoli 2 e 3 dove il riconoscimento dell’uguaglianza e della libertà dei cittadini è strettamente legato alla cura e allo sviluppo della personalità umana di ciascuno”.

Nell’occasione ha anche parlato della legge di bilancio, nella quale “abbiamo voluto introdurre una norma sulla formazione continua in servizio dedicata all’inclusione.L’impegno per garantire a tutti la piena integrazione nella scuola e nella società è segno di civiltà in un Paese. In tal senso, l’Italia può vantare una legislazione tra le più avanzate al mondo nel campo dell’inclusione scolastica. Ma l’attenzione e la sensibilità verso tali temi deve essere tenuta costante affinché possa sempre migliorare la qualità dell’inclusione scolastica, attuandosi concretamente in ogni parte del nostro Paese”.

Insistendo sul tema della disabilità ha ricordato di aver chiesto e ottenuto altri 25.000 unità di docenti specializzati nel sostegno, -inoltre è riuscita a far stanziare altri 30 milioni di euro per il prossimo triennio in aggiunta ai 30 già previsti per l’assegnazione di ausili e sussidi didattici, confermando che “I temi legati alla disabilità sono complessi ed è necessario conoscerli a fondo per operare efficacemente. Compito dei docenti non è individuare i sintomi, ma saper cogliere le manifestazioni delle varie forme di disabilità, per poter intervenire dal punto di vista pedagogico, progettando percorsi didattici, perché è a scuola che questi ragazzi trascorrono la maggior parte del loro tempo”.


 

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