Ricordate la vicenda della prof.ssa palermitana Rosa Maria Dell’Aria, sospesa dall’Amministrazione per 15 giorni con decurtazione dello stipendio, rea di non aver vigilato sull’operato degli alunni della sua classe che, in occasione della “Giornata della Memoria”, avevano preparato un elaborato nel quale facevano un paragone fra le leggi razziali del 1938 e il decreto sicurezza nella parte in cui riguarda i migranti? Si era nel gennaio del 2019 e la ricerca dei ragazzi non era piaciuta all’Ufficio scolastico regionale che, immediatamente, promosse una ispezione con conseguente apertura di un procedimento disciplinare. La conseguenza fu la comminazione della sospensione dal servizio e relativa decurtazione dello stipendio. Nonostante le assicurazioni di interessamento del ministro Salvini e dell’allora ministro dell’istruzione Bussetti,per far cancellare la sanzione, non accadde nulla.
Dal canto suo, la docente, per difendere il suo buon nome, si sentì costretta ad adire un’azione legale contro il Ministero formalizzando un ricorso al Giudice del Lavoro.
Con sentenza del 14 dicembre il Giudice ha decretato l’illegittimità della sanzione, sostenendo che la docente, accusata di non aver vigilato sul lavoro degli alunni, in realtà non avrebbe potuto impedire loro, in alcun modo, di esprimere il proprio punto di vista sull’argomento della ricerca, in quanto avrebbe violato il diritto di opinione costituzionalmente garantito a tutti.
Si chiude in questo modo una vicenda apparsa subito paradossale e ingiustificabile fin dall’inizio.





.png)








.jpg)







.png)


.png)


.png)


.jpeg)
.jpeg)



