Dopo il ricorso al commissario per la gestione dell’apertura delle scuole, risoltasi con acquisto straordinario e miliardario di banchi, gel e mascherine, la ministra Azzolina ha scritto al ministero dell’Interno e chiesto all’esecutivo di inserire nel prossimo decreto del presidente del Consiglio l’ingresso in campo dei prefettiper la gestione del problema trasporti: si chiederà lorodi mettere insieme provincia per provincia il “mosaico trasporti”, che dallo scorso maggio a oggi i quattro ministeri interessati non sono riusciti a comporre.
Dopo aver ascoltato i sindaci delle quattordici città metropolitane e ricevuto da loro la lista delle cose che non funzionano), la Ministra ricorre ai prefetti per una mediazione tra dirigenti scolastici e aziende dei trasporti.Le analisi sui flussi ci sono, anche con i mezzi tornati al 50 per cento di capienza. La ministra dei Trasporti Paola De Micheli ha già spiegato a Repubblica che le Regioni hanno quasi diecimila mezzi aggiuntivi da mettere in strada dalle 7 alle 9 di ogni mattina, ma non saranno sufficienti se non si allargherà lo scaglionamento scolastico nell’arco della giornata e della settimana. Ha chiesto, quindi, un “decisore terzo”.
L’operazione prefetti guarda alla riapertura delle scuole superiori per il 7 gennaio e prova a mettere in sicurezza il riavvio delle lezioni anche di fronte a un risalire dei contagi dopo le feste, pur se la ministra continua a lavorare all’ipotesi di una graduale riapertura delle superiori dal 9 dicembre, probabilità che sembra slittare, più realisticamente al 14 dicembre.
Di contro, la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, raccogliendo l‘intenzione di tutte le Regioni eccetto l’Emilia Romagna, dice: «Non credo ci saranno aperture prima di Natale, la scuola aperta a spot serve solo a creare vampate di contagi».





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