Fanno discutere le due proposte di legge di Lega e Forza Italia tese ad introdurre il divieto di cellulare “nei luoghi e negli orari dell’attività didattica”, firmatari Giorgia Latini per la Lega e l’ex ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini. La questione dovrebbe essere contenuta nella proposta di legge per la reintroduzione dell’educazione civica nella scuola primaria e secondaria.
L’ipotesi di divieto del cellulare prevederebbe, salvo casi particolari e specifici, l’obbligo di depositare i cellulari in presidenza e di fare riferimento alla segreteria per eventuali chiamate di emergenza. In aggiunta, la proposta contempla anche che si promuovano azioni di sensibilizzazione degli alunni sui diritti e doveri connessi all’utilizzo di internet ed atri strumenti digitali.
Il Ministro Bussetti si è pronunciato in merito manifestando le proprie riserve e promuovendo l’uso del cellulare in ambito didattico, peraltro confidando “nel senso di responsabilità sull’uso consapevole che possano farne gli studenti ai fini di un miglior apprendimento”.
Ricordiamo che nel 2017 l’allora Ministra Fedeli aveva addirittura composto una commissione per definire le linee guida per l’uso dello smartphone in classe come strumento di innovazione didattica.
Al di là di ogni considerazione in merito, viene da chiedersi come si possa pensare di sottoporre a sequestro preventivo uno strumento che chiunque ha libertà e diritto di portare con sé. Si può interdirne l’uso, non il possesso.





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