Si può pensare di aprire la trattativa per il rinnovo del contratto scuola prevedendo un aumento di 15 euro per gli insegnanti? Evidentemente sì, stando alle indiscrezioni che cominciano a circolare in merito e alle stime fatte in proposito su Repubblica.it: 14 euro netti mensili! La cifra prospettata è nettamente inferiore a quanto ci si aspettava e a quanto preventivato anche dalla stessa ex ministra Fedeli, persino anche rispetto a quanto lasciava intendere lo stesso attuale ministro Bussetti e al vicepremier Di Maio. Si ha un bel dire che gli operatori della scuola sono sottopagati e che insegnanti italiani sono i peggio retribuiti a livello internazionale.
La polemica divampa e non ha assolutamente pregio che dal Miur si siano affrettati a rispondere che comunque c’è un margine di manovra per ulteriori risorse, perché sappiamo che i margini si fermano poi veramente al margine, usandoli come merce di scambio per ulteriori aggravi di lavoro.
Sull’argomento appare cauto il segretario della Uil Scuola, Pino Turi, per il quale “le cifre stanziate nella legge di bilancio sono sufficienti solo per aprire il negoziato, ma non per chiuderlo. Le cifre in discussione servono per garantire la copertura dell’elemento perequativo, definito con il precedente contratto e della copertura dell’indennità contrattuale”. Ogni discorso, quindi, si sposta all’avvio della contrattazione, auspicando che la chiusura non sia un’ennesima fregatura.





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