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Concorso Docenti. Prove [...]

Concorso Docenti. Prove suppletive in Lombardia, Emilia Romagna e Puglia

Gli UU.SS.RR. di Lombardia L’USR Lombardia, Emilia Romagna e Puglia, a seguito delle numerose ordinanze e sentenze favorevoli ai candidati ricorrenti esclusi dal concorso in quanto ritenuti non in possesso dei requisiti previsti dai bandi di cui all’art 3 dei DD.DD.GG. hanno disposto la fissazione di date per lo svolgimento di una sessione suppletiva di prove. I ricorrenti, ammessi con riserva a sostenere le prove, hanno sette giorni di tempo a partire dal 20gennaio per la presentazione di eventuali reclami, richieste di rettifiche o integrazioni.

Cessazione dal servizio. [...]

Cessazione dal servizio. Proroga per regioni colpiteda eventi sismici e meteorologici

Con nota 2718 del 20 gennaio 2017 il Miurha disposto che, in considerazione dei gravi eventi sismici e meteorologici che hanno interessato alcune regioni eche hanno causato difficoltà al personale interessato nella presentazione delle domande di cessazione dal servizio, le funzioni web POLIS “istanze on line” siano rese disponibili fino al 13 febbraio.

FISH: Decreto su inclusione [...]

FISH: Decreto su inclusione da rigettare!

Anche la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) manifesta il proprio dissenso contro lo “Schema di decreto legislativo recante norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità”, l’Atto del Governo (378) approdato all’esame delle Camere in questi giorni

Non si può certo dire – commenta il Presidente della FISH a conclusione della Giunta Nazionale della federazione - che negli ultimi due anni la nostra Federazione non abbia praticato un confronto tecnico e politico con il Ministero dell’Istruzione. Lo abbiamo dimostrato ripetutamente in confronti diretti con la dirigenza politica e tecnica di quel Dicastero. Siamo giunti persino ad elaborare e a presentare anche una specifica proposta di legge concordandone correzioni e aggiustamenti con il Ministero stesso di ben altra qualità rispetto al papocchio che ora assume la veste di Atto del Governo. Ma quando l’Esecutivo ha assunto la delega in forza della legge sulla ‘buona scuola’, di quella apparente disponibilità al confronto si è persa la sostanza e il senso. Anzi, le istanze delle persone con disabilità sono state largamente ignorate se non contrastate.

Vediamo tradite le principali istanze del movimento delle persone con disabilità, mascherandole dietro dichiarazioni di intento ma declinandole in un nulla di davvero concreto, anzi tornando indietro rispetto anche alle minime garanzie attuali. Temi come quelli della continuità scolastica, della garanzia di sostegno adeguato, della formazione dei docenti, della qualità scolastica, della corretta valutazione delle necessità e delle potenzialità degli alunni con disabilità, della programmazione sostenibile e congruente, della rivisitazione intelligente di ruoli, competenze, responsabilità sono – in tutta evidenza – tradite e, a tratti, irrise. In termini ancora più schietti: una presa in giro!

La FISH e le associazioni federate non potranno che avviare una mobilitazione e tutte le forme di protesta e di denuncia utili a rivedere profondamente questo testo da cui prendiamo con vigore le distanze come associazioni e comeCittadini.”

 

 

 

Delega sostegno illegittima [...]

Delega sostegno illegittima per i Partigiani della Scuola e la Rete dei 60

I”Partigiani della Scuola Pubblica”e la “Rete dei 60 movimenti per il sostegno” (composta da associazioni per la disabilità, famiglie, comitati di genitori, gruppi docenti, gruppi operatori, professionisti), dopo aver letto la delega consistente nello “Schema di Decreto Legislativo recante norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità”, comunemente conosciuta come “la delega sul sostegno”, chiedono che sia immediatamente ritirata o, in subordine, totalmente emendata per tutelare il Diritto all’Istruzione degli alunni con disabilità.

Da qui l’adesione della Rete allo sciopero del 17 marzo indetto dai Sindacati di base (Cobas Unicobas e USB) per contrastare le leggi delega.

La Rete ha inoltre organizzatoper il 24 febbraio un importante seminario di formazionea Roma, a cui sarà invitata la Ministra.

A distanza di quasi due anni dall’entrata in vigore della Legge 107/2015 – evidenzia il comunicato dei Partigiani della Scuola - nessuna “legge delega” è stata resa nota agli addetti ai lavori. Non vi è stato alcun confronto con la base, rappresentata dai genitori degli studenti e dai lavoratori del comparto della scuola quali insegnanti, assistenti alla comunicazione, assistenti all’autonomia e igienico personali, gli ATA o gli stessi Dirigenti Scolastici. Noi respingiamo l’idea di scelte calate dall’alto e miriamo alla condivisione di decisioni che riguardano centinaia di migliaia di persone.

Le deleghe previste dalla 107sono effettivamente illegittimeperché sono deleghe in bianco senza una puntuale determinazione dei “ principi e dei criteri direttivi”.

Ma anche i decreti legislativi – prosegue il comunicato - quando saranno formalmente adottati, si devono ritenere illegittimi perché nei termini per l’esercizio della delega non sono stati formalmente adottati previo il parere della Commissione unificata e delle Commissioni permanenti; il CDM del 14 gennaio difatti ha approvato soltanto degli schemi che, a delega scaduta, dovrebbero essere perfezionati con i prescritti pareri.In sostanza dopo la caotica applicazione della parte precettiva della L. 107, il Governo continua nella sua logica autoreferenziale e nella sua disinvolta violazione delle regole costituzionali.

Poi c’è un altro aspetto da considerare: Laddove gli alunni siano certificati nei primi due anni dei cicli quinquennali (primaria, ex elementare, e secondaria di secondo grado) o nel primo anno dei cicli triennali (infanzia e secondaria di primo grado, ex scuola media), i posti di sostegno dovrebbero essere assegnatiin organico di diritto e non in organico di fatto.

I firmatari della rimostranza riscontrano anche gravi e inaccettabili passi indietro per gli alunni con disabilità. Uno tra questi, ad esempio, è negare loro il diritto di conseguireil diploma di licenza mediasostenendo prove differenziate, introducendo, invece, il concetto di equipollenza, finora valido solo nella scuola secondaria di secondo grado. E si va in controtendenza con la delega esami di stato che ammette gli studenti normodotati che abbiano raggiunto la media del 6 ed esclude gli studenti con disabilità dalla possibilità di prendere la licenza media, usando il pugno duro con questi ragazzi.

Ma sorge il dubbio –insiste il documento - che sia stata fatta un po’ di confusione, poiché l’enunciato che troviamo nello “Schema di Decreto”, nella parte relativa all’Esame di Stato del Secondo Ciclo (già Esame di Maturità), risulta per i candidati con disabilità più aperto di quello del primo ciclo.In sostanza, per il Secondo Ciclo si dice che le prove differenziate sono in ogni caso valide per il rilascio del diploma, mentre nel Primo esse hanno valore solo se equipollenti. Ma attualmente è proprio il contrario: è nel Secondo Ciclo che l’esame è valido per il diploma solo se eventuali prove personalizzate sono giudicate equipollenti dalla Commissione, mentre lo è sempre nel Primo. Questo, in effetti, fa ipotizzare che tutto sia dipeso da un’inversione in fase di redazione, anche se la probabilità di errori a questi livelli risulta alquanto strana.

In breve –concludono i firmatari -questa delega mette in discussione i diritti e la dignità sia degli studenti disabili sia delle loro famiglie e indebolisce la Legge 104/1992; contemporaneamente, essa lede anche i diritti e la dignità dei docenti di sostegno, che – già fortemente provati da una stagione caratterizzata da grande confusione e palesi discriminazioni insite nella Legge 107/2015 stessa – per anni si sono formati per questo lavoro e sono gli unici deputati a farlo.

Deleghe Legge 107/2015. Esame [...]

Deleghe Legge 107/2015. Esame di terza media: si cambia

La delega alla legge 107/15 riporta l’esame della scuola secondaria di primo a grado ripristina disposizioni precedenti alle novità introdotte con la legge n. 176/07.

L’ammissione all’esame è subordinata al conseguimento di una valutazione complessiva non inferiore a sei decimi.

L’esame consisterà in tre prove scritta riguarderà tre materie (italiano, matematica e lingue straniere articolate in due sezioni) e in un colloquio orale.

La prova Invalsi sarà requisito indispensabile per l’ammissione all’esame, non incider sul risultato finale, ma il punteggio conseguito sarà allegato al diploma di licenza. Nella prova Invalsi sarà introdotta quella di Inglese.

La proposta di passare dalla votazione numerica a quella in lettera non è stata accolta, quindi si continuerà ad esprimere valutazioni con i numeri.

 

 

Deleghe Legge 107/2015. Per [...]

Deleghe Legge  107/2015. Per l’ammissione alla maturità sufficiente la media del 6

Con il decreto legislativo appena approvato dal Consiglio dei Ministri, concernente la valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato, una norma prevede che, per l’ammissione agli esami di Stato non sarà più richiesta la sufficienza in tutte le materie, ma basterà la media del 6, media alla quale concorrerà anche il voto di comportamento. Si potrà, quindi essere ammessi agli esami anche a fronte di qualche insufficienza, anche grave. Il voto espresso dall’insegnante di religione o dal docente per le attività alternative, qualora determinante ai fini dell’ammissione diviene un giudizio motivato iscritto a verbale.

Per la prima volta si introducono come obbligatori lo svolgimento della prova Invalsi e l’alternanza scuola-lavoro. La prova Invalsi (che riguarderà le competenze di italiano, matematica e lingua inglese) sarà requisito indispensabile per l’ammissione agli esami ma non influirà sulla valutazione finale dell’Esame di Stato; il punteggio conseguito nelle prova sarà però riportato nella documentazione allegata al diploma. La partecipazione al progetto di alternanza scuola-lavoro si evidenzia come requisito imprescindibile per l’ammissione e sarà oggetto della prova orale.

Le prove scritte passano a due, in quanto viene eliminata la prova del quizzone predisposto dalla Commissione.La composizione della Commissione rimane immutata: tre commissari interni, tre commissari esterni e un presidente. I presidenti di commissione, estrapolati da un albo che si creerà presso ogni USR, parteciperanno ad un corso di formazione ad hoc.

La votazione finale della Maturitàresterà in centesimie darà maggiore importanza al triennio finale. Il credito scolastico passa da 25 punti a40, le prove scritte avranno un punteggio massimo di20 punti e la prova orale potrà essere valutata fino a 20 punti.

Le nuove regole, che per certi aspetti vanificano le indicazioni della legge n. 425/1997, interesseranno il prossimo anno scolastico.

FederATA: Personale ATA [...]

FederATA: Personale ATA ignorato nei decreti attuativi

La Feder ATA ha indirizzato alla Ministra Fedeli una lettera, a firma del Direttore nazionale, nella quale evidenzia che nei decreti appena approvati dal consiglio dei Ministri, il Personale ATA sia stato ancora una volta ignorato.

“Con grande amarezza – si legge nella lettera - ancora una volta constatiamo che tutto il Personale ATA è stato completamente ignorato nei decreti attuativi del comma 181 della Legge 107 della Buona Scuola, come se fossimo una categoria di lavoratori completamente estranei al mondo della Scuola, mentre ormai tutti hanno la consapevolezza che senza il nostro paziente, prezioso e professionale contributo lavorativo , nessuna Buona Scuola potrà mai funzionare e nessun progetto educativo potrà mai avere una seria continuità gestionale ed amministrativa.

Nei decreti attuativi della Legge 107, la nostra categoria è stata totalmente ignorata, come se non esistesse, siamo solo numeri, ma dietro questi numeri ci sono persone che lavorano o hanno lavorato per anni al servizio dello Stato, continuando ad operare con spirito di sacrificio ed abnegazione, nell’interesse della collettività, chiedendo solo un lavoro dignitoso e rispetto.

La Federazione del Personale ATA-Feder.ATA, unico sindacato nato a tutela di tutto il Personale ATA, gentilmente le chiede di non ricordarsi di Noi soltanto nella riduzione indiscriminata degli organici o nel blocco delle supplenze che hanno prodotto effetti devastanti sull’offerta e sulla qualità di tutti i servizi generali e amministrativi nelle nostre Scuole.

Seppur riconosciuta in teoria, l’esigenza di una tutela lavorativa nei confronti di tutti gli ATA, viene sistematicamente ogni volta negata nella pratica, e ci troviamo sempre ad essere i primi a subire ingiustizie; le attuali Leggi, i Provvedimenti e i Decreti attuativi della legge 107, che hanno caratterizzato e caratterizzano attualmente la politica scolastica italiana, lo dimostrano quotidianamente.

Il Vostro Governo non può più ignorare la rabbia, la delusione e il malcontento generale di tutto il Personale ATA della Scuola, e chi ci amministra e che decide di togliere persone per una semplice questione di risparmio, senza sapere effettivamente cosa si stia facendo in quegli uffici e quanti lavoratori siano rimasti, non può usarci fino a quando facciamo comodo, per poi rottamarci.

Speriamo in Lei, un’inversione di tendenza”.

 

Fedeli soddisfatta: La Buona [...]

Fedeli soddisfatta: La Buona Scuola non si tocca

Intervistata dal Corriere della Sera, subito dopo l’approvazione dei decreti legislativi in attuazione della Legge 107/2015 da parte del Consiglio dei Ministri, la Ministra Fedeli esprime la sua soddisfazione, confermando quanto già dichiarato dal presidente Gentiloni: “Le riforme non si fermano”. In aggiunta la Ministra conferma l’intenzione di voler ascoltare “tutte le parti interessate, dagli insegnanti agli studenti, ai genitori nei due mesi in cui il Parlamento lavorerà sui testi e se ci sarà qualcosa da cambiarelo cambieremo prima dell’approvazione definitiva. Tutti saranno coinvolti. Se avessimo ascoltato prima, ci saremmo risparmiati degli errori”.

A proposito degli esami di Stato, la Ministra evidenzia che la prove Invalsi si farà ad aprile ma conterà nel voto di maturità; inoltre; precisa che si farà anche la certificazione di inglese pero “fuori dal voto” e che non sono stati toccati i voti nella primari, ammettendo che, in merito, c’è stato dibattito in consiglio dei ministri, e che “alla fine non abbiamo vietato le bocciature, ma vogliamo mantenere un sistema in cui siano assolutamente eccezionali”.

Da marzo –precisa laMinistra - cominceremo a scrivere l’atto di indirizzo per il contratto”. Tema caldo, nel qualevorrebbe inserire “il tema della continuità didattica che penso sia molto importante”.

Sulla questione della continuità didattica Fedeli ribadisce i tre anni di blocco nella stessa scuola dei docenti è previsto solo per chi si è spostato quest’anno, mentre “Vorrei dal prossimo settembre che gli studenti trovassero i loro insegnanti in cattedra e possibilmente per tre anni. La continuità va incentivata e la mobilità va negoziata nel contratto. Gli insegnanti devono star bene perché possano star bene gli studenti”.

I premi di merito, si legge nell’intervista, saranno rivisti sulla base dei dati dell’esperienza di quest’anno: “Resterà la valutazione del merito ma potrebbe essere cambiata. Ne parleremo.Pur rispettando i diritti degli insegnanti dobbiamo anche garantire il diritto dei ragazzi ad avere un insegnante”, ma “la legge 107 non si tocca; dobbiamo intervenire nell’ambito dell’esercizio dei diritti che la legge accorda”.

Legge 107/2015. I decreti [...]

Legge 107/2015. I decreti attuativi: le scede

1.     Formazione iniziale e accesso all’insegnamento nella scuola secondaria di I e II grado

Il decreto prevede chedopo la laurea si parteciperà ad un concorso.Chi lo supererà si inserirà in un percorso di formazione di tre anni, due dei quali fatti anche a scuola. Il percorso si concluderà, dopo il terzo anno, con l’assunzione a tempo indeterminato. Il decreto riguarda i futuri e prevede una fase transitoria per chi oggi è già iscritto nelle graduatorie di istituto.

 

2.     Inclusione scolastica

Il provvedimento propone un cambiamento culturale in ordine all’inclusione scolastica mettendo al centro le alunne e gli alunni con disabilità, per i quali la scuola, coinvolgendo tutte le sue componenti, elabora unprogetto educativo individuale.

Non sarà solo la gravità della disabilità a determinare le risposte offerte delle alunne e degli alunni: si cercherà dideterminare in senso più ampio i loro bisogni. L’attività di presa in carico degli alunni sarà più condivisa: la scuola fornirà al nuovo Gruppo di Inclusione Territoriale il Piano di inclusione, la valutazione diagnostico-funzionale e il progetto individuale per l’alunno che costituiranno la base delle richieste all’Ufficio scolastico regionale.

Gli insegnanti di sostegno più formati e preparatianche grazie a una formazione iniziale che prevede l’obbligo di 120 crediti formativi universitari (cfu) sull’inclusione scolastica (non più 60 come è oggi) per tutti i gradi di istruzione, 60 prima del percorso di specializzazione e 60 durante. Tutti i futuri docentiavranno nel loro percorso di formazione iniziale materie che riguardano le metodologie per l’inclusione e ci sarà una specifica formazione anche per il personale della scuola, Ata compresi.

 

3.     Revisione dei percorsi dell’Istruzione professionale

Obiettivi del decreto:dareuna chiara identità agli istituti professionali, innovare la loro offerta formativa, superando l’attuale sovrapposizione con l’istruzione tecnica e rispondendo anche alle esigenze delle filiere produttive del territorio. In tal modo il decreto intende mettere ordine in un ambito frammentato tra competenze statali e regionali e punta a ridare dignità a questi percorsi formativi.

I percorsi durano 5 anni: biennio più triennio.Gli indirizzi passano da 6 a 11: servizi per l’agricoltura, lo sviluppo rurale e la silvicoltura; pesca commerciale e produzioni ittiche; artigianato per il Made in Italy; manutenzione e assistenza tecnica; gestione delle acque e risanamento ambientale; servizi commerciali; enogastronomia e ospitalità alberghiera; servizi culturali e dello spettacolo; servizi per la sanità e l’assistenza sociale; arti ausiliarie delle professioni sanitarie: odontotecnico; arti ausiliarie delle professioni sanitarie: ottico.

Ogni scuola potrà declinare questi indirizzi in base alle richieste del territorio, coerentemente con le priorità indicate dalle Regioni. Vengono rafforzate le attività laboratoriali: nel biennio più del 40% delle ore sarà destinato a insegnamenti di indirizzo e attività di laboratorio, ci sarà uno spazio del 10% per apprendimenti personalizzati e per l’alternanza Scuola-Lavoro (dal secondo anno del biennio), il resto delle ore sarà dedicato a insegnamenti generali. Nel triennio, invece, lo spazio per gli insegnamenti di indirizzo sarà superiore (55% per anno) per dare la possibilità ai giovani di specializzarsi e approfondire quanto appreso nel biennio, nell’ottica di un ingresso facilitato nel mondo del lavoro. Conseguita la qualifica triennale, lo studente potrà scegliere di proseguire gli studi passando al quarto anno dei percorsi di Istruzione Professionale o dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale e conseguire un diploma professionale tecnico. Le istituzioni scolastiche (statali o paritarie) che offrono percorsi di istruzione professionale e le istituzioni formative accreditate per fornire percorsi di Istruzione e Formazione professionale (di competenza regionale) entrano a far parte di un’unica rete,la Rete nazionale delle Scuole Professionali: finalmente un’offerta formativa unitaria, articolata e integrata sul territorio. Il sistema sarà in vigore a partire dall’anno scolastico 2018/2019.

 

4.     Sistema integrato di educazione e di istruzione 0-6 anni

Scompare la scuola dell’infanzia così com’è articolata oggi e al suo posto subentra. unSistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a 6 anniper garantire “ai bambini e alle bambine pari opportunità di educazione, istruzione, cura, relazione e gioco, superando disuguaglianze e barriere territoriali, economiche, etniche e culturali”. Attraverso la costituzione del Sistema integrato progressivamente si estenderanno, amplieranno e qualificheranno i servizi educativi per l’infanzia e della scuola dell’infanzia su tutto il territorio nazionale. Allo scopo viene creato unFondo(229 milioni all’anno) per l’attribuzione di risorse agli Enti locali.

La delega prevede un Piano di azione nazionale per l’attuazione del Sistema integrato che coinvolgerà attivamente tutti gli attori in campo. Sarà promossa la costituzione dipoli per l’infanziaper bambine e bambini di età fino a 6 anni, anche aggregati a scuole primarie e istituti comprensivi. I poli serviranno apotenziare la ricettività dei servizi e sostenere la continuità del percorso educativo e scolasticodi tutte le bambine e dei bambini. I poli saranno finanziati anche attraverso appositi fondi Inail (150 milioni). 

È prevista una specificagovernancedel Sistema integrato di educazione e di istruzione. Al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca spetterà un ruolo di coordinamento, indirizzo e promozione, in sintonia con le Regioni e gli Enti locali, sulla base del Piano di Azione Nazionale che sarà adottato dal Governo.

 

5.     Diritto allo studio

Questi i principali contenuti della delega sul Diritto allo Studio:Una nuovagovernanceche garantisca una maggiore partecipazione degli studenti, la promozione di un sistema di welfare fondato su livelli di prestazioni nazionali, misure su libri di testo, tasse scolastiche, trasporti, il potenziamento della carta dello studente IoStudio..

Il provvedimento prevede l’istituzione di unaConferenza Nazionale, che consentirà unagovernancepiù partecipata: al tavolo ci saranno Associazioni dei genitori e degli studenti, Consulte provinciali degli studenti, il Miur, ma anche Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Regioni, Comuni.

A partire al 2017 sono previsti 10 milioni di euro per l’erogazione di borse di studio a favore degli studenti iscritti agli ultimi due anni delle istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado, per l’acquisto di libri di testo, per la mobilità e il trasporto, per l’accesso a beni e servizi di natura culturale. Il Miur stabilisce ogni anno i criteri per il riparto delle risorse.

Fra le novità,l’esonero totale dalle tasse scolasticheper le studentesse e gli studenti delle quarte e delle quinte della secondaria di II grado, a partire dall’anno scolastico 2018/2019 con le quarte; maggiori agevolazioni sui libri di testo, con una spinta per la diffusione del comodato d’uso gratuito alla secondaria di I e II grado. Saranno previste borse di studio per chi frequenta la secondaria di II grado per: libri, trasporti e vitto. Rafforzata la Carta dello studente (IoStudio) che sarà estesa anche a chi frequenta i corsi dell’Afam (Alta formazione musicale e coreutica) e ai Centri Regionali per la Formazione Professionale.

 

6.     Promozione e diffusione della Cultura umanistica

Musica e danza, teatro e cinema, pittura, scultura, grafica delle arti decorative e design, scrittura creativa saranno solo alcune delle arti che verranno potenziate negli istituti scolastici, anche al fine di mettere il Made in Italy al centro della Buona Scuola.

Le scuole saranno aperte anche a contributi esterni: reti o poli a orientamento artistico e performativo di scuole collaboreranno con l’Indire (Istituto nazionale documentazione, innovazione, ricerca educativa), le istituzioni Afam (Alta formazione musicale e coreutica), le Università, gli Its (Istituti tecnici superiori) e soggetti pubblici e privati sotto il coordinamento del Miur.

La pratica musicale, già presente nelle scuole del primo ciclo, verrà potenziata e ulteriormente sviluppata e le scuole secondarie di II grado potranno collaborare con gli Istituti tecnici superiori per progetti di innovazione digitale e tecnologica applicata alla musica.

L’alternanza Scuola-Lavoro, prevista dalla legge 107/2015,potrà essere svolta presso soggetti pubblici e privati che si occupano della conservazione e produzione artistica.

 

7.     Scuole italiane all’estero

Obiettivo del decreto: una scuola che formi cittadini italiani anche all’estero, diffondendo e promuovendo il nostro patrimonio culturale fuori dai confini nazionali, così come avviene nelle scuole del Paese. Questo si tradurrà nell’istituzione dell’organico del potenziamento all’estero, 50 nuovi insegnanti,nuove risorse professionali grazie alle quali si potrà lavorare di più su musica, arte o cinema e garantire il sostegno alle alunne e agli alunni che ne hanno bisogno. Le scuole italiane all’estero potranno partecipare ai bandi relativi al Piano nazionale scuola digitale. Per quanto riguarda gli insegnanti Miur e Maeci definiranno criteri e modalità per la formazione del personale all’estero, per riconoscere un profilo professionale specifico. Il periodo di permanenza fuori dei docenti verrà ridotto dagli attuali 9 a 6 anni per evitare un periodo troppo lungo di distacco dal sistema nazionale.

Sono previste maggiori e nuove sinergie con istituzioni ed enti che promuovono e diffondono la nostra cultura nel mondo e, infine, piena trasparenza delle scuole all’estero all’interno del portale unico della scuola.

 

8.     Valutazione

Nessun cambiamento per gli Esami di Stato di quest’anno. Le novità entreranno in vigore dagli Esami del 2018.

Esame del I ciclo.Tre scritti e un colloquio saranno le prove previste alla fine della classe terza della secondaria di I grado. Oggi le prove sono sei più il colloquio. L’Esame viene riequilibrato e si torna a dare più valore al percorso scolastico rispetto al peso delle prove finali. Il decreto prevede: una prova di italiano, una di matematica, una prova sulle lingue straniere, un colloquio per accertare le competenze trasversali. Il test Invalsi resta in terza, ma si svolgerà nel corso dell’anno scolastico, non più durante l’Esame.

Esame del II ciclo.Due prove scritte e un colloquio orale. Questo il nuovo Esame. Oggi le prove scritte sono tre più il colloquio. Lo svolgimento delle attività di alternanza Scuola-Lavoro diventa requisito di ammissione. L’Esame sarà composto da:prima prova scritta nazionaleche accerterà la padronanza della lingua italiana; seconda prova scrittanazionalesu discipline caratterizzanti l’indirizzo di studi, colloquio orale che accerterà il conseguimento dellecompetenze raggiunte,lacapacità argomentativa e criticadel candidato, l’esposizione delleattività svolte in alternanza. L’esito dell’Esame oggi è espresso in centesimi: fino a 25 punti per il credito scolastico, fino a 15 per ciascuna delle tre prove scritte, fino a 30 per il colloquio. Con il decreto il voto finale resta in centesimi, ma si dà maggior peso al percorso fatto nell’ultimo triennio: il credito scolastico incide fino a 40 punti, le 2 prove scritte incidono fino a 20 punti ciascuna, il colloquio fino a 20 punti.La Commissione resta quella attuale: un Presidente esterno più tre commissari interni e tre commissari esterni. La prova Invalsi viene introdotta in quinta per italiano, matematica e inglese, ma si svolgerà in un periodo diverso dall’Esame.

Le novità per le prove Invalsi: si introduce una prova di inglese standardizzata al termine sia della primaria sia della secondaria di I e II grado per certificare le abilità di comprensione e uso della lingua inglese in linea con il Quadro Comune di Riferimento Europeo per le lingue. Nelle classi finali della secondaria di I e II grado la prova Invalsi è requisito per l’ammissione all’Esame, ma non confluisce nel voto finale: il punteggio è riportato nella documentazione allegata al diploma.

 

Legge 107/2015. Il Cdm dà [...]

Legge 107/2015. Il  Cdm dà via libera a otto deleghe

Dal Consiglio dei Ministri del 14 gennaio è arrivato il primo via libera a otto decreti legislativi di attuazione della legge Buona Scuola.

I decreti riguardano:

§  il sistema di formazione iniziale e di accesso all’insegnamento nella scuola secondaria di I e II grado;

§  la promozione dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità;

§  la revisione dei percorsi dell'istruzione professionale;

§  l’istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a sei anni;

§  il diritto allo studio;

§  la promozione e la diffusione della cultura umanistica;

§  il riordino della normativa in materia di scuole italiane all'estero;

§  l’adeguamento della normativa in materia di valutazione e certificazione delle competenze degli studenti e degli Esami di Stato.

Per la revisione del Testo unico sulla scuola sarà previsto un disegno di legge delega specifico e successivo. I provvedimenti vanno ora alle Commissioni parlamentari competenti e in Conferenza Unificata per l’apposito parere.

La Ministra Fedeli ha commentato con entusiasmo l’approvazione dei decreti attuativi delle deleghe, che “rappresentano la parte più innovativa e qualificante della legge 107. Rivelano e concretizzano la vera portata di riforma della Buona Scuola: mettono le studentesse e gli studenti al centro di un progetto che punta a fornire loro un’istruzione e una formazione adeguate a standard e obiettivi internazionali. Si lavora sul sapere e sul saper fare, per dare alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi gli strumenti utili per realizzare il loro progetto di vita e contribuire alla crescita e alla competitività del Paese”.

“Aver dato il primo via libera in Consiglio dei Ministri – ha aggiunto Fedeli -non significa pensare che i testi siano chiusi: lavoreremo nelle Commissioni parlamentari, assicurando una forte partecipazione e presenza del Ministero e del Governo, per ascoltare in audizione tutti i soggetti coinvolti. Dirigenti scolastici, insegnanti, personale della scuola, sindacati, studenti, famiglie, associazioni,stakeholderin modo che i testi finali saranno frutto della massima condivisione possibile”.

Con la Risoluzione 4 marzo 2008, n. 77, l'Agenzia delle Entrate, in risposta ad un interpello, ha chiarito che le spese per la frequenza della scuola di specializzazione per l'insegnamento secondario sono detraibili ai fini IRPEF nella misura del 19%.Infatti, l'art. 15, comma 1, lett. e) del Tuir, approvato con D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, prevede la detrazione dall'Irpef delle "spese per la frequenza di corsi di istruzione secondaria e universitaria, in misura non superiore a quella stabilita per le tasse e i contributi degli istituiti statali". In base a tale norma, pertanto, si deve ritenere che le spese di iscrizione alla SIS possano essere detratte se la stessa può essere inquadrata tra i corsi di istruzione universitaria. Al riguardo si fa presente che i documenti di prassi emanati dall'Amministrazione Finanziaria hanno riconosciuto la detrazione delle: ·         spese sostenute per la frequenza di corsi universitari di specializzazione presso università statali "a condizione che gli stessi siano riconosciuti in base all'ordinamento universitario" (Circolare Ministeriale n. 7 del 10.06.1993, paragrafo 12.8);·         spese sostenute in relazione a corsi di perfezionamento tenuti presso l'università (Circolare Ministeriale n. 122/E del 1.06.1999, paragrafo 1.2.5);·         spese per la frequentazione di master universitari qualora "per durata e struttura dell'insegnamento, gli stessi siano assimilabili a corsi universitari o di specializzazione, e sempre che siano gestiti da istituti universitari, pubblici e privati" (Circolare n. 101/E del 19.05.2000, paragrafo 8.2).Nell'attuale ordinamento italiano, com’è noto, tutti i docenti di scuole statali o paritarie devono possedere un titolo di abilitazione. L'abilitazione ad insegnare nelle scuole medie inferiori e superiori si consegue con la frequenza di corsi biennali di formazione post-laurea, a numero chiuso, istituiti presso le Università. I corsi, individuati dalla sigla SSIS, acronimo di Scuola di specializzazione per l'insegnamento secondario, prevedono esami teorici ed un periodo  di tirocinio nelle scuole statali, sotto la guida di un tutor. L'accesso ai corsi, a numero programmato, avviene sulla base di esame di selezione. Dall'ordinamento didattico allegato all'istanza si evince che la sezione di Milano della SILSIS (Scuola interuniversitaria lombarda di specializzazione per l'insegnamento secondario) ha come obiettivo quello di "promuovere e sviluppare, ai sensi delle normative in vigore, le attitudini e le competenze caratterizzanti il profilo professionale dell'insegnante della scuola secondaria in vista delle complesse esigenze richieste dallo svolgimento delle sue funzioni istituzionali". Il predetto ordinamento didattico prevede:-               un numero di ore di frequenza "non inferiore a 1000 e non superiore a 1200" distribuite su due anni; -               al termine del corso, il sostenimento di una prova finale consistente nella presentazione e discussione di un elaborato scritto relativo, in particolare, ad attività di laboratorio e di tirocinio, al superamento del quale viene rilasciato "un diploma di specializzazione che ha valore di esame di Stato ed abilita all'insegnamento per la classe corrispondente"; -               che il suddetto diploma costituisce titolo di ammissione ai concorsi a posti di insegnante nella scuola secondaria. Secondo quanto sopra, quindi, il corso seguito dai laureati presso la suddetta Scuola, considerate le descritte caratteristiche, può essere considerato un "corso di istruzione universitaria". Conseguentemente, le relative spese possono beneficiare della detrazione di cui all'art. 15, comma 1, lettera e) del Tuir.  

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