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INCREDIBILE MA VERO: PRESIDE [...]

INCREDIBILE MA VERO: PRESIDE DIRIGE 21 SCUOLE E 3.000 ALUNNI!

Paola Bellini è una dirigente scolastica certamente guidata da una passione travolgente per il proprio lavoro e, specialmente, per gli studenti. Titolare presso l’Istituto Comprensivo di Pontevico (BS), che conta otto plessi, è anche reggente dell’Istituto Comprensivo di Vescovato, in provincia di Cremona, distribuito su ben 13 plessi, sparpagliati  su sei Comuni diversi. Un vero e proprio record! Che, al di là dei meriti – che sappiamo notevoli – della dirigente, porta ai limiti dell’assurdo e dell’inconcepibile gli esiti di una politica che sta definitivamente sfiancando la scuola.

La Bellini, intervistata in proposito dal Corriere della sera, è dirigente scolastica da tre anni ed è stata sollecitata ad accettare l’aggravio conoscendo benissimo l’istituto di Vescovato, dove ha lavorato per anni come docente: “Passo ore e ore in macchina — racconta —. Vado da una scuola all’altra per incontrare docenti, assolvere compiti burocratici, mandare avanti progetti, farmi conoscere anche dai miei 3 mila alunni. E quello che non riesco a fare dal vivo, cerco di risolverlo al telefono: ho una scheda illimitata, così posso chiamare chi ha bisogno di me. Rimborsi spese? Non ce ne sono: credo che quei 700 euro lordi che dovrei avere in più in busta paga a fine mese serviranno a coprire le spese. Un po’. Le mie giornate iniziano poco prima delle 9, quando accompagno mio figlio di 10 anni a scuola, e finiscono in un orario variabile tra le 18 e le 23, in base alle riunioni e al lavoro che mi porto a casa: quando c’è l’autovalutazione o il piano dell’offerta formativa lavoro anche nel weekend”.

Così descrive la sua giornata tipo: “Prima di tutto ci sono gli appuntamenti con sindaci, genitori, insegnanti, poi l’organizzazione scolastica, poi il vaglio della progettazione e poi... poi devo andare a casa e provare a mettere su qualcosa per cena”.

“Ci chiamano presidi sceriffo – continua - e invece io e tanti altri colleghi lavoriamo senza sosta per fare tutto. Ci troviamo ogni giorno a dover risolvere emergenze, siamo responsabili legalmente dell’istituto, garanti della formazione, datori di lavoro, ma non siamo equiparati come contratto agli altri dirigenti statali. La riforma ha buone intenzioni ma i ritardi ci hanno penalizzato tantissimo: io stessa ho diversi buchi di professori e l’anno scorso sono dovuta andare a tenere una classe per non lasciarla scoperta. Se penso ai dirigenti che hanno solo una scuola, mi viene un po’ di rabbia. Ma non ho il tempo di soffermarmi. Sinceramente? Ogni tanto ci sentiamo lasciati soli”.

Chi glielo fa fare, allora? “La passione. Quando vedo 300 bambini che mi vengono incontro passa lo sconforto. E poi c’è la mia famiglia. Sa cosa mi ha fatto scrivere mio marito dietro l’iPad che mi ha regalato? Più del mio meglio non posso fare”.

 

LE REGIONI CON QUESTI PIANI DI RAZZIONALIZZAZIONE SELVAGGIA DIMOSTRANO LA PROPRIA INCOMPETENZA ED ARROGANZA!

Tratta di esseri umani e [...]

Tratta di esseri umani e moderne forme di schiavitù. Accordo MIUR - CNN

MIUR e CNN hanno siglato un’intesa per informare i giovani sui temi delle moderne forme di schiavitù e del traffico di esseri umani, insegnare loro a riconoscerne i segnali per poter intervenire, spingerli a partecipare a iniziative di sensibilizzazione e contrasto di questi fenomeni.

A partire da questo anno scolastico i materiali video (report, documentari e contenuti digitali), prodotti dalla CNN per il progetto Freedom e vincitori di premi giornalistici, saranno utilizzati per accrescere l'attenzione degli studenti italiani sul traffico di esseri umani e sulle nuove forme di schiavitù e per promuovere soluzioni pratiche per migliorare la cura delle persone coinvolte in questi traffici. Gli studenti italiani saranno inoltre incoraggiati a partecipare e contribuire agli obiettivi del progetto. 

L'introduzione del progetto Freedom nel sistema scolastico italiano è parte dell'iniziativa del Governo italiano volta a contrastare questi fenomeni in un'epoca, come quella attuale, in cui il rischio di traffici di esseri umani sta aumentando a causa degli accresciuti livelli di migrazione verso e all'interno dell'Europa. La partnership con il MIUR è l'ultima iniziativa, in ordine di tempo, per quanto riguarda l'impegno di CNN nel contrasto alle nuove forme di schiavitù attraverso il progetto Freedom.

"L'educazione è cruciale nell'aiutare la soluzione dei problemi legati alle moderne forme di schiavitù Per questa ragione abbiamo lanciato questo progetto di cooperazione volto a distribuire i contenuti multimediali, realizzati nell'ambito del progetto Freedom, come materiali educativi all'interno della scuola italiana. Siamo orgogliosi di essere il primo Ministero nel mondo a cooperare con la CNN per il progetto Freedom", sottolinea il Ministro Giannini.

Scopri di più sul progetto: http://thecnnfreedomproject.blogs.cnn.com/

Cittadinanzattiva: una scuola [...]

Cittadinanzattiva: una scuola su 3 costruita in zona sismica

Commentando il XIV Rapporto su sicurezza, qualità e accessibilità a scuola, Adriana Bizzari, coordinatrice nazionale della scuola di Cittadinanzaattiva ha denunciato che  “La situazione dell’edilizia scolastica è difficile e lo sarà per molti anni ancora, nonostante gli interventi governativi fin qui realizzati”. Lo studio, realizzato attraverso un “monitoraggio civico” su 150 edifici scolastici di tutta Italia e tramite i dati ufficiali forniti dal Miur ha evidenziato che più di una scuola su dieci  ha lesioni strutturali; in un caso su tre gli Enti locali non effettuano gli interventi strutturali richiesti. Un istituto scolastico su tre si trova in zone ad elevata sismicità e soltanto l’8% è stato progettato secondo la normativa antisismica.

Due terzi delle scuole sono prive di certificazione di agibilità statica. Le aule sono in “discrete condizioni strutturali”, ma spesso sono “troppo piccole” e non hanno sussidi adatti agli studenti con disabilità. Nella metà delle scuole, inoltre, mancano le palestre e, in un istituto su quattro, si mangia in locali impropri. In un caso su tre i cortili sono adibiti a parcheggi. Nel 37 % delle scuole i bagni sono senza carta igienica e e nel 50% sono senza sapone.

Commentando i dati del Rapporto, il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ha ricordato che il governo ha “stanziato 6 miliardi di euro per l’edilizia scolastica» e che «il solo Ministero del- l’Istruzione ha finanziato 13.300 interventi, di cui oltre il 60% conclusi”. Per il ministro l’impegno del Governo sull’edilizia scolastica è determinato e costante e si sta attuando con strumenti assolutamente innovativi, mai presenti prima nelle mani dei governi italiani», come la programmazione unica nazionale.

 

Concorso Dirigenti Puglia [...]

Concorso Dirigenti Puglia 2011. Interrogazione parlamentare

L’On.le Colomba Mongiello, nella seduta del 15 settembre scorso, ha presentato un’interrogazione parlamentare riguardante la posizione dei concorrenti pugliesi al concorso a dirigente scolastico del 2011, che avevano un contenzioso pendente con sentenza non definitiva avverso il D.D.G. 13 luglio 2011, relativo alla non ammissione alle prove orali del concorso a dirigente scolastico, e che non hanno fruito delle disposizioni che la legge 107/2015 ha riservato a coloro i quali avevano un contenzioso aperto relativo ai concorsi del 2005/2006.

La Mongiello precisa che restano ancora da definire circa 50 posizioni di partecipanti pugliesi; per il parlamentare chiede quali urgenti iniziative di competenza intenda adottare il Ministero per sanare la loro situazione, anche al fine di non violare i principi di buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione e di uguaglianza sanciti dalla Costituzione, quindi di eliminare definitivamente il contenzioso pendente, nonché di assicurare prontamente i dirigenti scolastici alle istituzioni scolastiche preposte.

Educazione stradale: on line [...]

Educazione stradale: on line la nuova Piattaforma Nazionale del Miur

Una nuova piattaforma per l’educazione stradale nelle scuole. È on line il portale del Miur, www.edustrada.it, una vetrina di buone pratiche, uno spazio interattivo tematico dedicato alla raccolta e allo scambio di contenuti informativi e didattici. Il portale rientra tra le iniziative messe in campo dal Miur, in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), sul tema della sicurezza stradale e della prevenzione degli incidenti.

www.edustrada.it vuole essere uno strumento operativo per aumentare il coinvolgimento degli studenti e dei docenti. Le scuole avranno a disposizione nella piattaforma materiali e progetti didattici, monitoraggio dei dati ed un forum di discussione per approfondire i temi inerenti alla sicurezza stradale, alla prevenzione degli incidenti, al rispetto delle norme di sicurezza, alla mobilità sostenibile. On line anche il piano di educazione stradale elaborato per l’anno scolastico in corso, il 2016/2017, dal Miur di concerto con il Ministero dei Trasporti.

“Comunicare efficacemente l’educazione stradale nelle scuole è il nostro obiettivo, occorre un lavoro di squadra – ha spiegato il Sottosegretario Toccafondi -. È un impegno costante che abbiamo preso in primo luogo con i ragazzi, veri protagonisti del futuro, per salvaguardarli dai rischi e dai pericoli della strada. La nuova piattaforma interattiva fungerà da raccolta tematica di tutti i programmi attivi per l’anno scolastico 2016/17. In sinergia con il MIT, la Polizia Stradale, ACI, FCI (Federazione ciclistica italiana), l’Associazione Guarnieri, siamo riusciti a predisporre un coordinamento organizzativo delle Linee guida per l’educazione stradale, operando un monitoraggio costante del numero di scuole ed alunni che hanno aderito e completato ciascun programma educativo. Consentire ai nostri  ragazzi di muoversi in sicurezza nelle città va ben oltre l’obiettivo politico, esprime la nostra volontà di renderli cittadini attivi e consapevoli per una convivenza civile”.

On line i compiti dei docenti [...]

On line i compiti dei docenti abilitati bocciati al concorso

Il Coordinamento Nazionale TFA risponde alle critiche della stampa nazionale in merito alla preparazione dei docenti abilitati che hanno partecipato al concorso e che sono stati bocciati. I compiti, che non contengono assolutamente gli strafalcioni che le cronache hanno riferito, sono stati raccolti nella cartella dropbox “Bocciati a pieni voti” https://www.dropbox.com/sh/ uxg5j38o91426nw/ AABNJu8OIW80msAwmsJMBWbva?dl=0 ) e alcuni di essi saranno pubblicati anche sulla pagina Facebook “Coordinamento Nazionale TFA”.

“Nelle ultime settimane – spiega il Coordinamento Nazionale TFA -abbiamo assistito ad una lunga serie di articoli derisori e dai toni eccessivi e spesso aggressivi nei confronti della classe docente italiana, costituita anche da persone già duramente selezionate a seguito di un serio iter concorsuale, il Tirocinio Formativo Attivo o TFA. Nel corso degli ultimi anni, infatti, moltissimi docenti si erano già sottoposti a tre prove altamente selettive per formarsi sul campo, attraverso un percorso di studio, formazione e pratica didattica. Queste stesse persone sono oggi bollate come “somari” o accusate di analfabetismo da giornalisti che si sono informati poco sul tenore delle prove e sullo svolgimento del concorso”.

“Giova ricordare – continua il coordinamento - che il concorso bandito a febbraio, con tre mesi di ritardo rispetto ai tempi previsti dalla L. 107/2015, è iniziato con le prime prove scritte il 28 aprile scorso: solo in pochissimi casi però è già pronta una graduatoria di merito da cui attingere per le future assunzioni in ruolo. Molti candidati, invece, ancora non conoscono l’esito della prova scritta svolta nel mese di maggio. Questa situazione variegata, differente per le diverse classi di concorso e spesso difforme anche tra le singole regioni, è parimenti osservabile nelle griglie di valutazione che ogni regione ha approntato per giudicare i concorsisti nella prova scritta. Correttezza, pertinenza, completezza e originalità sono le voci a cui i commissari hanno attribuito un punteggio (per l’ammissione all’orale occorreva totalizzare 28/40, ovvero 7/10 in una scala in decimi, ben oltre la normale soglia della “sufficienza”; le domande aperte valevano 5,5 punti, mentre i testi in lingua straniera e le relative risposte un totale di 7 punti). I criteri sono effettivamente trasparenti, ma pongono un primo problema relativo alla forte disparità riscontrata tra le diverse classi di concorso e le diverse regioni: è evidente che ogni commissione ha utilizzato criteri diversi nell’attribuire ad un compito un maggiore o minore apporto di originalità nello svolgimento della traccia, per fare un esempio. Tracce che peraltro erano molto lunghe e dense”.

“In articoli piuttosto approssimativi – conclude il comunicato - si parla falsamente di prove a crocette e di domande sulle capitali europee. Il concorso invece chiedeva di svolgere otto quesiti in 150 minuti. I quesiti richiedevano una trattazione completa e si articolavano in più punti: si rendeva necessario operare una sintesi tra contenuti accademici di alto livello e riferimenti disciplinari adatti all’ordine e al grado della scuola richiesta, calandoli nella pratica didattica e ottemperando anche alle eventuali richieste bibliografiche e normative. Difficile? Per un insegnante abilitato certamente no. Ma ci si dimentica che una prova così concepita ha anche bisogno del tempo adeguato. In soli diciotto minuti questa trattazione diventa confusa e convulsa ed è forse accettabile per due o tre domande. Non certamente per sei quesiti. Il tempo – e le tastiere che funzionavano meglio – hanno condizionato non poco l’esito della prova.

“Stentiamo a credere che docenti già duramente selezionati abbiano scritto “cmq” o “xchè” come alcuni articoli vanno dicendo. Se così fosse stato, allora la bocciatura si spiegherebbe. Ma, a fronte di bocciature che hanno falciato anche il 90% dei candidati, forse varrebbe la pena di soffermarsi su possibili errori di battitura come inversioni di lettere, dettati dalla fretta o da un programma che nemmeno consentiva il copia-incolla, indispensabile per scrivere veri e propri mini saggi” accademici in una manciata di minuti. Ad apparire come capro espiatorio o come coloro “che nessuno vorrebbe come insegnante dei propri figli” non ci stiamo”.

 

ESAME SCUOLA MEDIA: SI CAMBIA!

ESAME SCUOLA MEDIA: SI CAMBIA!

In ottemperanza alla delega prevista nella legge 107/2015, che riguarda la riforma dell'esame della scuola secondaria di primo grado, è stata diffusa la bozza delle proposte che il Governo presenterà ai sindacati, suscettibili ancora di modifica.

Come già annunciato, i voti dell'esame di scuola media non saranno più in numeri ma in lettere, quindi si abbandonerà la media aritmetica per un ritorno alle lettere dalla A alla E, dove E rappresenta la valutazione peggiore. La valutazione sarà accompagnata da un giudizio che descriva i livelli di apprendimento e le competenze che nel complesso ha raggiunto l'alunno, basati su alcuni indicatori nazionali che fornirà il Ministero. Salvo rari e particolari casi, sparisce anche la bocciatura (alla scuola primaria, invece, sparirà del tutto). Dall’esame spariscono le prove Invalsi, che continueranno ad essere somministrate nel corso delle attività didattiche del terzo anno.

L'esito delle prove Invalsi, però, influirà sull'ammissione all'esame e sul voto, che sarà inserito nella certificazione delle competenze.

Di conseguenza, cambia anche la pagella scolastica: conterrà due tipi di votazione, quella dell'Invalsi e quella dei docenti. Alla prova di italiano e matematica, si aggiunge anche quella di inglese.

L'esame sarà composto dalle prove scritte di Italiano e Matematica e da una prova orale. A presiedere la commissione, ci sarà il Dirigente scolastico dell'Istituto.

Le proposte saranno presentate ai sindacati ed è probabile che possano subire modifiche prima dell'approvazione definitiva.

 

 

Bullismo e cyber bullismo: la [...]

Bullismo e cyber bullismo: la scuola avrà il docente referente

Lo scorso 20 settembre la Camera dei deputati ha approvato la proposta di legge che prevede la nomina di un docente referente per bullismo e cyber bullismo nelle scuole e attribuisce ai presidi un ruolo attivo.

I punti essenziali della proposta riguardano le definizioni del fenomeno, le sanzioni per gli atti di bullismo che non costituiscono reati procedibili d’ufficio e per reati di stalking per via informatica o telematica (da 1 a 6 anni di reclusione, anche in casi di scambio di identità e invio di messaggi o la divulgazione di testi o di immagini o con la mediante diffusione di dati sensibili immagini o informazioni private, carpiti con l'inganno o con minacce); individuazione di un docente referente in ogni istituto. Al preside spetterà informare subito le famiglie dei minori coinvolti in atti di bullismo e, se necessario, convocare tutti gli interessati per adottare misure di assistenza alla vittima e sanzioni e percorsi rieducativi per l'autore.

In riferimento al bullismo informatico, la proposta prevede la possibilità per chiunque (anche minore ultraquattordicenne, genitore o esercente la responsabilità sul minore) di chiedere al gestore del sito Internet (del social media, del servizio di messaggistica istantanea o di ogni rete di comunicazione elettronica), l'adozione di provvedimenti inibitori e prescrittivi a sua tutela (oscuramento, rimozione o blocco delle comunicazioni che lo riguardano e dei contenuti specifici che costituiscono cyberbullismo), previa conservazione dei dati originali. In caso di inazione del gestore è, comunque, prevista una tutela rafforzata dei diritti delle vittime, in quanto il Garante per la protezione dei dati personali - che controlla l'effettiva adozione delle misure (entro 24 ore) -  in caso di verifica negativa, vi provvede direttamente.

La proposta, adesso, passa al Senato.

Valutazione dirigenti [...]

Valutazione dirigenti scolastici: a breve le linee guida

A breve il ministro Gianni dovrebbe licenziare le linee guida sulla valutazione dei dirigenti scolastici e trasmetterle a direttori scolastici regionali e presidi. Su questa base, i direttori degli Usr dovranno definire gli obiettivi dei presidi e inserirli nel relativo incarico di lavoro. Gli obiettivi, ricordiamo, avranno validità triennale, ma potranno essere aggiornati annualmente per situazioni particolari e previo accordo con l'interessato.

Edilizia Scolastica: più [...]

Edilizia Scolastica: più efficacia nell’informazionesu stato edifici

Nel pomeriggio del 20 settembre si è tenuta la prima riunione dell'Osservatorio per l'Edilizia Scolastica del Miur dopo il sisma dello scorso 24 agosto. Erano presenti il Dipartimento della Protezione civile, la Struttura di missione per l'Edilizia scolastica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, l'Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci), l'Unione delle province italiane (Upi), rappresentanti delle Regioni, le associazioni Cittadinanzattiva e Legambiente, Cinzia Caggiano madre di Vito Scafidi e rappresentante dell'omonimo Fondo.

il Sottosegretario all'Istruzione Davide Faraone, che ha presieduto l'incontro, ha sottolineato: "L'efficacia e la rapidità con la quale siamo intervenuti subito dopo il terremoto per garantire ai ragazzi dei centri colpiti il regolare avvio dell'anno scolastico è il segno del buon lavoro fatto in questi mesi. Lo spirito di collaborazione e la sinergia che abbiamo costruito all'interno del rinnovato Osservatorio per l'edilizia scolastica hanno dato i loro primi, significativi frutti".

 Il Dipartimento della Protezione civile ha ricordato che sono stati effettuati sopralluoghi su 648 plessi scolastici e che il 72% di questi sono stati ritenuti agibili.

Nel corso della riunione si è dibattuto della revisione dell'Anagrafe dell'edilizia scolastica che sarà aggiornata in autunno e di cui saranno rivisti i 'record' per consentire un grado sempre maggiore e più efficace di informazione sullo stato degli edifici scolastici. È stato anche avviato il confronto sulla Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole che sarà celebrata il prossimo 22 novembre.

 

Con la Risoluzione 4 marzo 2008, n. 77, l'Agenzia delle Entrate, in risposta ad un interpello, ha chiarito che le spese per la frequenza della scuola di specializzazione per l'insegnamento secondario sono detraibili ai fini IRPEF nella misura del 19%.Infatti, l'art. 15, comma 1, lett. e) del Tuir, approvato con D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, prevede la detrazione dall'Irpef delle "spese per la frequenza di corsi di istruzione secondaria e universitaria, in misura non superiore a quella stabilita per le tasse e i contributi degli istituiti statali". In base a tale norma, pertanto, si deve ritenere che le spese di iscrizione alla SIS possano essere detratte se la stessa può essere inquadrata tra i corsi di istruzione universitaria. Al riguardo si fa presente che i documenti di prassi emanati dall'Amministrazione Finanziaria hanno riconosciuto la detrazione delle: ·         spese sostenute per la frequenza di corsi universitari di specializzazione presso università statali "a condizione che gli stessi siano riconosciuti in base all'ordinamento universitario" (Circolare Ministeriale n. 7 del 10.06.1993, paragrafo 12.8);·         spese sostenute in relazione a corsi di perfezionamento tenuti presso l'università (Circolare Ministeriale n. 122/E del 1.06.1999, paragrafo 1.2.5);·         spese per la frequentazione di master universitari qualora "per durata e struttura dell'insegnamento, gli stessi siano assimilabili a corsi universitari o di specializzazione, e sempre che siano gestiti da istituti universitari, pubblici e privati" (Circolare n. 101/E del 19.05.2000, paragrafo 8.2).Nell'attuale ordinamento italiano, com’è noto, tutti i docenti di scuole statali o paritarie devono possedere un titolo di abilitazione. L'abilitazione ad insegnare nelle scuole medie inferiori e superiori si consegue con la frequenza di corsi biennali di formazione post-laurea, a numero chiuso, istituiti presso le Università. I corsi, individuati dalla sigla SSIS, acronimo di Scuola di specializzazione per l'insegnamento secondario, prevedono esami teorici ed un periodo  di tirocinio nelle scuole statali, sotto la guida di un tutor. L'accesso ai corsi, a numero programmato, avviene sulla base di esame di selezione. Dall'ordinamento didattico allegato all'istanza si evince che la sezione di Milano della SILSIS (Scuola interuniversitaria lombarda di specializzazione per l'insegnamento secondario) ha come obiettivo quello di "promuovere e sviluppare, ai sensi delle normative in vigore, le attitudini e le competenze caratterizzanti il profilo professionale dell'insegnante della scuola secondaria in vista delle complesse esigenze richieste dallo svolgimento delle sue funzioni istituzionali". Il predetto ordinamento didattico prevede:-               un numero di ore di frequenza "non inferiore a 1000 e non superiore a 1200" distribuite su due anni; -               al termine del corso, il sostenimento di una prova finale consistente nella presentazione e discussione di un elaborato scritto relativo, in particolare, ad attività di laboratorio e di tirocinio, al superamento del quale viene rilasciato "un diploma di specializzazione che ha valore di esame di Stato ed abilita all'insegnamento per la classe corrispondente"; -               che il suddetto diploma costituisce titolo di ammissione ai concorsi a posti di insegnante nella scuola secondaria. Secondo quanto sopra, quindi, il corso seguito dai laureati presso la suddetta Scuola, considerate le descritte caratteristiche, può essere considerato un "corso di istruzione universitaria". Conseguentemente, le relative spese possono beneficiare della detrazione di cui all'art. 15, comma 1, lettera e) del Tuir.  

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