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Concorso Docenti. SEL chiede [...]

Concorso Docenti. SEL chiede numero bocciati e assunzioni da seconda fascia

Premesso che, in questi giorni si sta procedendo con il Concorso previsto dalla Legge 107/2015 per 63.712 cattedre a tempo indeterminato. Il bando ha previsto la partecipazione dei docenti abilitati. Si è trattato di un concorso interamente computer based, con un notevole risparmio di tempo nell’espletamento della prova e domande di lingua straniera per tutti gli insegnamenti. Considerato che il MIUR ha confermato che a settembre non ci saranno le assunzioni, perché non avremo il numero dei vincitori in quanto le procedure concorsuali sono ancora in corso; da 'la Repubblica' del 6 luglio 2016, si apprendeva che la Corte dei conti parlasse di 47.000 docenti assunti grazie alla legge 13 luglio 2015, n. 107, cosiddetta buona scuola, mentre il Governo dichiarava che fossero 180.000 i docenti che sarebbero stati assunti grazie alla medesima legge; il sottosegretario Faraone dichiarava testualmente: 'compreso il concorso 2016 saranno 90 mila assunzioni ex novo e 90 mila contratti precari trasformati in cattedre'; che il piano straordinario di assunzioni in ruolo, previsto dalla legge n. 107, contemplava 102.734 posti nell'anno scolastico 2015/2016. Ritenuto che, a settembre, alla riapertura delle scuole sarà urgente avere i docenti necessari per garantire il diritto all'istruzione e bisognerà provvedere con altre assunzioni; in ogni caso potrebbero essere numerosi i posti che rimarranno vuoti, molto probabilmente a disposizione delle supplenze, derivanti anche dalle mancate immissioni in ruolo. Atteso che, sono molti i docenti già abilitati attraverso il TFA o il PAS o in possesso della specializzazione per il sostegno, quindi con un già attestato e ampio bagaglio culturale e pedagogico, oltre che con diversi anni di servizio si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga di dover appurare i fatti descritti e chiarire i numeri delle bocciature e le motivazioni; se non voglia valutare, qualora i numeri dei vincitori fossero troppo esigui e quindi la graduatoria finale fosse costituta da un numero ridotto di docenti rispetto ai posti calcolati sul turn over, di autorizzare l’immissione in ruolo dalla seconda fascia, nella quale sono presenti i docenti che vantano, oltre ai titoli, ben più dei 36 mesi di servizio, menzionati da ultimo nella sentenza della Corte Costituzionale”.

Questo il testo dell’interrogazione parlamentare con cui alcuni rappresentanti del partito SEL (Sinistra Ecologia e Libertà), con riferimento al Concorso docenti 2016, chiedono al ministro dell'istruzione di conoscere numeri e motivazioni delle bocciature e di autorizzare in determinate situazioni le assunzioni dalla seconda fascia delle graduatorie di istituto. In particolare la senatrice Petraglia evidenzia che “le procedure del concorso vanno a rilento, per cui vi sarà un numero inferiore di immissioni in ruolo rispetto alle effettive disponibilità: chiediamo al Governo  di autorizzare l’immissione in ruolo dalla seconda fascia, nella quale sono presenti i docenti che vantano, oltre ai titoli, ben più dei 36 mesi di servizio, menzionati da ultimo nella sentenza della Corte Costituzionale”.Alla riapertura della scuola, sottolinea Petraglia, “sarà urgente avere i docenti necessari per garantire il diritto all'istruzione e bisognerà provvedere con altre assunzioni, dato che la Corte dei conti ha parlato di 47.000 docenti assunti grazie alla legge 13 luglio 2015, n. 107, cosiddetta 'buona scuola', mentre il Governo dichiarava che sarebbero stati assunti 180.000 i docenti grazie alla medesima legge”.

 

CONCORSO DIRIGENTI. IL PARERE [...]

CONCORSO DIRIGENTI. IL PARERE DEL CSPI

Questa la premessa del parere del CSPI sullo schema di  Regolamento per la definizione delle modalità di svolgimento delle procedure concorsuali per l’accesso ai ruoli della dirigenza scolastica

“Il Consiglio ritiene il concorso per dirigenti scolastici indispensabile per assicurare la funzionalità e lo sviluppo delle scuole autonome pubbliche statali. Le scuole prive di dirigente scolastico per le carenze di organico nel corrente anno scolastico, oltre le 385 sottodimensionate, sono 741 su 8.114. Non è difficile prevedere che nel prossimo anno scolastico le scuole affidate a reggenza aumenteranno significativamente con il conseguente effetto negativo sulla continuità e sull’efficacia della direzione delle scuole.

Se il corso concorso non si concluderà entro il termine del prossimo anno scolastico nel 2017-18 è molto probabile che le reggenze riguarderanno oltre 2.000 scuole comprensive delle istituzioni scolastiche sottodimensionate.

Essendo già molto grande il ritardo con il quale viene avviato il concorso la prima raccomandazione che il CSPI rivolge al Ministero è quella di procedere speditamente per assicurare la conclusione delle procedure prima possibile.

Si suggerisce a tal scopo che in prima applicazione del regolamento, data l'emergenza rappresentata dalle numerose vacanze di organico, determinatesi a seguito del ritardo di due anni rispetto alla tabella di marcia indicata nell'art. 17 c.2 del testo coordinato del D.L. n.104/2013 con la legge di conversione n.128/2013, il corso di formazione sia concentrato in due mesi in presenza e che i quattro mesi di tirocinio siano integrati da momenti di approfondimento a distanza.

Questo al fine di dare il segnale che la professione dirigenziale richiede una competenza che si costruisce soprattutto sul campo, e che il tirocinio rappresenta a tutti gli effetti una formazione applicata.

I processi di riforma in atto nel sistema scolastico riconoscono ai dirigenti scolastici un ruolo strategico per la realizzazione dei processi avviati e il  ricorso alle reggenze  costituisce un impedimento all’innovazione e al miglioramento. La presenza in ogni scuola di un dirigente scolastico selezionato attraverso un concorso pubblico, in grado di riconoscere  i soggetti più preparati e motivati, è indispensabile per assicurare la stabilità e la continuità della direzione.

È quindi positivo che il Regolamento  preveda l’assunzione attraverso il concorso non solo sui posti attualmente privi di dirigente ma anche quelli che nei prossimi si renderanno vacanti per effetto dei pensionamenti. La programmazione delle assunzione assume una importanza decisiva e il concorso deve tenere conto delle esperienze dei due precedenti concorsi DDG 22 novembre 2004 e DDG 13 luglio 2011.  Entrambi i concorsi, pur determinando l’assunzione di un numero di dirigenti più alto di quello previsto inizialmente dai bandi, non hanno consentito l’eliminazione del fenomeno delle reggenze che negli ultimi 10 anni sono sempre state di molto superiori a quelle fisiologicamente accettabili.

Tenendo conto di questa esperienza, per essere certi di avere a disposizione un numero di dirigenti pari al fabbisogno che maturerà nel triennio si ritiene necessario ampliare il numero dei candidati ammessi alla prova scritta (di cui all'articolo 10) da 3 volte come propone la bozza di Regolamento a 4 volte il numero dei posti messi a concorso, e se possibile portare il numero dei candidati ammessi al corso di formazione dal 20% al 30% in più rispetto al numero dei posti determinati”.

Concorso Docenti. AAA [...]

Concorso Docenti. AAA Commissari cercasi anche a prescindere dai requisiti

“A decorrere dalla data della presente ordinanza, l'articolo 2, comma 4 dell' ordinanza Ministeriale n. 97 del 23 febbraio 2016 è così modificato ed integrato: “In caso di mancanza di aspiranti, il dirigente preposto all'USR competente nomina i presidenti e i componenti, fermi restando ì requisiti e le cause di incompatibilità previsti dal Decreto e dalla normativa vigente. Ove non risulti possibile reperire componenti aggregati per l'accertamento delle conoscenze informatiche e delle competenze linguistiche, il dirigente dell'USR può prescindere dai requisiti di cui all'articolo 4 comma 7, lettere a) e b) del Decreto Ministeriale n. 96 del 23 febbraio 2016, ferma restando la conferma in ruolo. Qualora non sia possibile reperire componenti aggregati nemmeno ai sensi del precedente periodo, il dirigente dell'USR competente può ricorrere con proprio decreto motivato alla nomina di componenti aggregati assicurando la partecipazione alle commissioni giudicatrici di esperti di comprovata competenza nel settore”.

Questo il testo dell’Ordinanza n. 571 del 14 luglio, con la quale il Miur invita gli USR a integrare le commissioni giudicatrici del concorso ove necessario a seguito di defezioni dei commissari. Ciò mentre è ancora bloccato il decreto interministeriale per l’aumento dei commissari al concorso, nonostante il via libera del Parlamento.

A seguito dell’Ordinanza, quindi, potranno entrare a far parte delle commissioni anche docenti di ruolo con meno di 5 anni di servizio e anche non insegnanti purché esperti di comprovata esperienza nel settore.

Concorso Docenti. Accesso [...]

Concorso Docenti. Accesso agli atti

Concluse le prove scritte e pubblicati i risultati, i candidati possono presentare richiesta di accesso agli atti per conoscere quale votazione è stata assegnata ad ogni singolo quesito.

Al momento l’accesso è limitato solo  ai propri atti ma non a quelli di altri candidati, ai quali sarà possibile accedere solo a conclusione del concorso, come ha precisato l’USR Abruzzo:

“Ai sensi dell’art. 3, co. 2 del D.M. n. 60 del 10.01.1996, come ribadito dalla C.M. n. 14097 del 18/05/2016, “Nei procedimenti concorsuali e di selezione in materia di personale, l'accesso agli elaborati ed alle schede di valutazione è consentito in relazione alla conclusione delle varie fasi del procedimento, ai cui fini gli atti stessi sono preordinati. Fino a quando il procedimento non sia concluso, l'accesso è limitato ai soli atti che riguardino direttamente il richiedente, con esclusione degli atti relativi ad altri concorrenti”.

 

Concorso Docenti. Mancano i [...]

Concorso Docenti. Mancano i commissari aggregati

Pur tra commenti negativi e lamentele il Concorso docenti prosegue, però continuano a mancare i commissari aggregati, al punto che il ministro Giannini ha dovuto emettere una specifica nota:

 “In caso di mancanza di aspiranti, il dirigente preposto all’USR competente nomina i presidenti e i componenti, fermi restando ì requisiti e le cause di incompatibilità previsti dal Decreto e dalla normativa vigente.

Ove non risulti possibile reperire componenti aggregati per l’accertamento delle conoscenze informatiche e delle competenze linguistiche, il dirigente dell’USR può prescindere dai requisìti di cui all’articolo 4 comma 7, lettere a) e b) del Decreto Ministeriale n. 96 del 23 febbraio 2016, ferma restando la conferma in ruolo.

Qualora non sia possibile reperire componenti aggregati nemmeno ai sensi del precedente periodo, il dirigente dell’USR competente può ricorrere con proprio decreto motivato alla nomina di componenti aggregati assicurando la partecipazione alle commissioni giudicatrici di esperti di comprovata competenza nel settore”.

Ambiti territoriali. A giorni [...]

Ambiti territoriali. A giorni la Guida per le assegnazioni dei docenti alle scuole

Con un comunicato il Miur avvisa che all’inizio della prossima settimana saranno pubblicate le Linee Guida per i dirigenti scolastici con le modalità operative per poter individuare gli insegnanti che dovranno coprire i posti vacanti, secondo le novità previste dalla Buona Scuola.

Da quest’anno, i docenti di ruolo non insegneranno più in una scuola sulla base di anzianità e punteggi, ma per le loro competenze ed esperienze. Saranno le singole scuole, tenendo conto di criteri improntati alla massima trasparenza, ad individuare, fra i docenti presenti nel proprio ambito territoriale, quelli più adatti, per profilo professionale, al proprio progetto formativo.

A seguito della pubblicazione delle Linee Guida i dirigenti scolastici emaneranno specifici avvisi per i posti che risultano vacanti. Negli avvisi che verranno pubblicati sul sito della scuola, i dirigenti elencheranno i requisiti che dovranno avere i docenti che servono per  coprire i posti disponibili. Questi requisiti saranno di tre tipi: esperienze (dall’insegnamento in scuole di aree a rischio, alla didattica innovativa, passando per i progetti contro dispersione, bullismo o per l’orientamento, per fare alcuni esempi), titoli di studio e certificazioni (ad esempio lingue, certificazioni informatiche, dottorati attinenti), attività formative presso Università o Enti accreditati. I requisiti potranno essere presi in considerazione dalle scuole per scegliere gli insegnanti ritenuti più idonei e dovranno essere coerenti con il Piano triennale dell’offerta formativa predisposto da ciascun istituto e gli avvisi indicheranno un numero ristretto di requisiti per ciascun posto.

“Quella a cui stiamo lavorando è un’innovazione profonda in cui crediamo molto – sottolineano il ministro Giannini e il sottosegretario Faraone -. Si tratta di passare da un meccanismo che premiava l’anzianità e si basava sui punteggi e sulla burocrazia, ad una procedura che valorizza il percorso professionale dei docenti e consente alle scuole, per la prima volta, di poter scegliere gli insegnanti di cui hanno bisogno per portare avanti la loro offerta formativa e il loro progetto educativo. Sarà sempre lo Stato ad assumere i docenti, per concorso. Ma questi non verranno più assegnati alle scuole dagli Uffici Scolastici, non verranno calati dall’alto, ma scelti, sulla base del loro curriculum, dalle scuole. Con il nuovo sistema conterà il profilo professionale, conteranno le esperienze.

“Si tratta di un cambiamento davvero epocale che da una parte valorizza le competenze degli insegnanti, dall’altra potenzia e dà reale attuazione all’autonomia scolastica di cui tanto si è parlato per anni senza che mai venisse realizzata fino in fondo. In questo modo gli istituti possono darsi una strategia, in base alle esigenze degli studenti e dei territori, e lavorare per raggiungere gli obiettivi prefissati grazie a professionalità funzionali e coerenti con il proprio progetto. Lo sforzo che si sta facendo è quello di uscire da una logica fuorviante di punteggi e graduatorie che appiattisce il ruolo degli insegnanti e di valorizzare, invece, la loro storia professionale. Sempre tenendo alta l’asticella della qualità”.

 

Nasce a Como il Primo Liceo [...]

Nasce a Como il Primo Liceo Scientifico - Artigianale

Mentre si pensa di dismettere gli istituti professionali, nasce a Como il primo Liceo Artigianale (Istituto Oliver Twist insieme all’Istituto Cometa), attivo già dal prossimo mese di settembre. Gli studenti che lo frequenteranno avranno  la possibilità di conseguire il diploma di maturità scientifica e anche di imparare un mestiere. Al termine fruiranno di una certificazione delle competenze lavorative acquisite, che consentirà di sostenere gli esami di qualifica professionale in uno di questi 3 settori artigianali:

§  arti della cucina e dell’accoglienza,

§  arti dell’arredo ligneo

§  arti del tessile.

Tutte le classi saranno dotate di lavagna interattiva e ogni studente fornito di notebook come strumento didattico-

Si dà così il via al primo Liceo scientifico delle Scienze applicate in alternanza scuola lavoro e in apprendistato, che avrà un carattere fortemente innovativo, dovendo coniugare il corso di studi liceale con la sapienza artigianale. Il percorso formativo dedicato alle attività lavorative avvicinerà gli studenti alla realtà aziendale aiutandoli a trovare una futura occupazione senza precludere la via della prosecuzione degli studi all’università.

 

Giannini: Bilancio di un anno [...]

Giannini: Bilancio di un anno de “La Buona Scuola”

In sintesi, a un anno dalla entrata in vigore del “La Buona Scuola”, questo è il bilancio tracciato dal Miur:

Un Piano Nazionale da 1 miliardo per la Scuola Digitale, con 350 milioni già stanziati nei primi 6 mesi dal lancio. Fondi aggiuntivi e nuovi strumenti e interventi per migliorare la qualità dell’edilizia scolasticaRisorse raddoppiate per il funzionamento delle scuole. Novantamila insegnanti assunti nel 2015, il numero più elevato degli ultimi 20 anni. Un concorso da 63.712 posti bandito nel 2016. Sono alcuni dei risultati raggiunti nei primi 12 mesi di attuazione della legge “Buona Scuola”, approvata il 9 luglio 2015 e poi entrata in vigore il 16 luglio, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Soddisfatta di questo bilancio  il ministro Stefania Giannini:

“Dopo una consultazione partecipata e un ampio dibattito parlamentare, la Buona Scuola sta finalmente diventando realtà. Stiamo dando attuazione ad una legge che interpreta una precisa scelta e una priorità del Governo: scommettere sull’istruzione come asse strategico dello sviluppo e della crescita del Paese. Quello appena trascorso è stato un anno intenso per il Miur. Non sono mancate critiche e difficoltà, ma credo sia stato un anno di attivismo e dinamismo positivo nelle scuole.

Fra le misure di cui siamo particolarmente orgogliosi c’è il Piano Nazionale Scuola Digitale, su cui abbiamo investito un miliardo e che stiamo attuando rapidamente, raccogliendo tanti stimoli positivi e sollecitazioni da parte di dirigenti e insegnanti. Altra misura per noi centrale è l’alternanza scuola lavoro. Abbiamo voluto queste innovazioni per dare agli studenti strumenti educativi inediti”. 
In questo anno, prosegue il Ministro, “è caduto il tabù della valutazione: le scuole hanno cominciato a riflettere su se stesse e sui propri dati per migliorarsi. Abbiamo siglato la direttiva per la valutazione dei dirigenti scolastici, che era attesa da 15 anni. Finalmente si comincia a dedicare la dovuta e necessaria attenzione alla formazione come sviluppo professionale del personale della scuola. Con la Buona Scuola è iniziato un processo di investimento sul capitale umano del nostro Paese, nella convinzione che questa sia la leva più efficace per consentire ai nostri giovani di affrontare le sfide della modernità e della globalizzazione con competenze e conoscenze avanzate”.

 

Apertura funzione [...]

Apertura funzione "Rilevazione oneri" compensi Esami di Stato 2016

Con nota n. 9739 del 6 luglio 2016 il Miur comunica che, a decorrere dal giorno 6 luglio al giorno 27 luglio 2016, è resa disponibile la funzione di rilevazione delle informazioni per i compensi dovuti per lo svolgimento degli esami di Stato afferenti l’anno scolastico 2015/2016.

Il pagamento dei compensi in questione dovrà essere disposto tramite procedura di “Cedolino Unico”, per cui si raccomanda l’inserimento di tutti i dati richiesti nei tempi sopraindicati, in modo da consentire poi alla scrivente Direzione Generale il caricamento al sistema SICOGE degli importi necessari. Al fine di inserire in maniera corretta tali importi si chiarisce che essi dovranno essere comprensivi della quota già assegnata con nota prot. n. 6649 del 3 maggio 2016 (euro 4.000 lordo dipendente per ogni classe terminale).

Pertanto, nel caso in cui il fabbisogno della scuola si attesti al di sotto della somma già assegnata, per esempio euro 3.500, l’istituzione scolastica dovrà inserire nella rilevazione tale ultimo importo inferiore a 4.000, mentre se il fabbisogno occorrente è superiore a 4.000 euro (quota assegnata), per esempio euro 4.100, la risorsa finanziaria da inserire nella rilevazione dovrà in questo caso essere euro 4.100, ovvero comprensiva della quota di acconto assegnata a marzo per il pagamento degli esami di stato. Si conferma che gli importi relativi alle commissioni di scuole paritarie dovranno essere rilevate a sistema dalle scuole statali a cui sono state abbinate dai competenti Uffici Scolastici Regionali . Si raccomanda la massima precisione e correttezza nell’inserimento dei dati finanziari, che devono essere indicati al lordo dipendente, al fine di mettere la scrivente direzione nelle condizioni di poter effettuare le assegnazioni dei fondi necessari per la chiusura dell’anno scolastico 2015-2016 in tempi rapidi e utili per i pagamenti a favore dei beneficiari entro il mese di agosto 2016. Infine, si invita codesta Istituzione scolastica a procedere in tempi rapidi all’erogazione degli emolumenti tenuto conto che le eventuali economie giacenti sul capitolo 2149 pg 7 saranno ritirate nel mese di settembre 2016.

 

 

Assegnazione docenti alla [...]

Assegnazione docenti alla sede di servizio. Siglato accordo MIUR - Sindacato

È stato siglato, mercoledì 6 luglio, l’accordo MIUR - Organizzazioni sindacali che cambia le modalità di assegnazione dei docenti alla loro sede di servizio. Gli insegnanti di ruolo, quindi personale assunto a tempo indeterminato, non arriveranno più a scuola in base ad anzianità e punteggi, ma saranno le scuole stesse, sulla base di precisi criteri improntati alla massima trasparenza, ad individuare, fra i docenti presenti nel loro ambito territoriale, quelli più adatti, per profilo professionale, al loro progetto formativo. Si tratta di una delle novità previste dalla Buona Scuola per valorizzare l’autonomia scolastica.

Il Sottosegretario all’IstruzioneDavide Faraone, che ha seguito la sigla dell’intesa, ha dichiarato: “È importante che si riesca a costruire un dialogo su queste novità. Devo dare atto ai sindacati di aver avuto uno spirito costruttivo. Con l’accordo siglato abbiamo dato una svolta epocale alla scuola e abbiamo dimostrato che è possibile trovare un’intesa mantenendo, da un lato la necessità degli istituti di scegliere gli insegnanti di cui hanno bisogno, dall’altro di evitare unaderegulationselvaggia. Per la prima volta le scuole decideranno di quali insegnanti hanno bisogno per portare avanti il loro piano formativo e questi ultimi non verranno selezionati in base all’anzianità, ma per il loro profilo professionale che hanno costruito in anni di studio e lavoro”.

Cosa succederà adesso? L’accordo raggiunto garantisce ai docenti che non saranno scelti in modo arbitrario, che non è mai stato lo spirito della legge Buona Scuola,ma permette a ciascuna istituzione scolastica di non vedersi assegnare dall’alto gli insegnanti in base a meccanismi burocratici. Sono previste due procedure: una per i docenti già in cattedra che hanno chiesto la mobilità e che entro il 31 agosto prossimo dovranno conoscere la loro sede di destinazione. La seconda, da chiudere entro il 15 settembre, per i docenti che saranno immessi in ruolo quest’anno.

I dirigenti scolastici pubblicheranno un avviso sul sito della scuola elencando i requisiti che dovranno avere i docenti che cercano per coprire i posti disponibili. Questi requisiti dovranno essere coerenti con il Piano triennale dell’offerta formativa predisposto da ciascun istituto e saranno individuati all’interno di un elenco nazionale che sarà definito nel corso della sequenza contrattuale che segue all’accordo di ieri. L’avviso indicherà 4 requisiti per ciascun posto. Il dirigente farà la proposta di assunzione al docente che ne soddisferà il numero maggiore. In caso di parità di requisiti fra due docenti varrà il punteggio della mobilità per gli assunti prima del 2016 e quello della graduatoria (ad esaurimento o di concorso) per gli assunti quest’anno. Se il docente scelto opterà per un’altra scuola, il dirigente procederà con il secondo individuato e così via. Alla fine delle procedure la sede dei docenti rimasti senza assegnazione sarà individuata dall’Ufficio scolastico.

Con la Risoluzione 4 marzo 2008, n. 77, l'Agenzia delle Entrate, in risposta ad un interpello, ha chiarito che le spese per la frequenza della scuola di specializzazione per l'insegnamento secondario sono detraibili ai fini IRPEF nella misura del 19%.Infatti, l'art. 15, comma 1, lett. e) del Tuir, approvato con D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, prevede la detrazione dall'Irpef delle "spese per la frequenza di corsi di istruzione secondaria e universitaria, in misura non superiore a quella stabilita per le tasse e i contributi degli istituiti statali". In base a tale norma, pertanto, si deve ritenere che le spese di iscrizione alla SIS possano essere detratte se la stessa può essere inquadrata tra i corsi di istruzione universitaria. Al riguardo si fa presente che i documenti di prassi emanati dall'Amministrazione Finanziaria hanno riconosciuto la detrazione delle: ·         spese sostenute per la frequenza di corsi universitari di specializzazione presso università statali "a condizione che gli stessi siano riconosciuti in base all'ordinamento universitario" (Circolare Ministeriale n. 7 del 10.06.1993, paragrafo 12.8);·         spese sostenute in relazione a corsi di perfezionamento tenuti presso l'università (Circolare Ministeriale n. 122/E del 1.06.1999, paragrafo 1.2.5);·         spese per la frequentazione di master universitari qualora "per durata e struttura dell'insegnamento, gli stessi siano assimilabili a corsi universitari o di specializzazione, e sempre che siano gestiti da istituti universitari, pubblici e privati" (Circolare n. 101/E del 19.05.2000, paragrafo 8.2).Nell'attuale ordinamento italiano, com’è noto, tutti i docenti di scuole statali o paritarie devono possedere un titolo di abilitazione. L'abilitazione ad insegnare nelle scuole medie inferiori e superiori si consegue con la frequenza di corsi biennali di formazione post-laurea, a numero chiuso, istituiti presso le Università. I corsi, individuati dalla sigla SSIS, acronimo di Scuola di specializzazione per l'insegnamento secondario, prevedono esami teorici ed un periodo  di tirocinio nelle scuole statali, sotto la guida di un tutor. L'accesso ai corsi, a numero programmato, avviene sulla base di esame di selezione. Dall'ordinamento didattico allegato all'istanza si evince che la sezione di Milano della SILSIS (Scuola interuniversitaria lombarda di specializzazione per l'insegnamento secondario) ha come obiettivo quello di "promuovere e sviluppare, ai sensi delle normative in vigore, le attitudini e le competenze caratterizzanti il profilo professionale dell'insegnante della scuola secondaria in vista delle complesse esigenze richieste dallo svolgimento delle sue funzioni istituzionali". Il predetto ordinamento didattico prevede:-               un numero di ore di frequenza "non inferiore a 1000 e non superiore a 1200" distribuite su due anni; -               al termine del corso, il sostenimento di una prova finale consistente nella presentazione e discussione di un elaborato scritto relativo, in particolare, ad attività di laboratorio e di tirocinio, al superamento del quale viene rilasciato "un diploma di specializzazione che ha valore di esame di Stato ed abilita all'insegnamento per la classe corrispondente"; -               che il suddetto diploma costituisce titolo di ammissione ai concorsi a posti di insegnante nella scuola secondaria. Secondo quanto sopra, quindi, il corso seguito dai laureati presso la suddetta Scuola, considerate le descritte caratteristiche, può essere considerato un "corso di istruzione universitaria". Conseguentemente, le relative spese possono beneficiare della detrazione di cui all'art. 15, comma 1, lettera e) del Tuir.  

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