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Concorso docenti. Prova [...]

Concorso docenti. Prova suppletiva: oltre 1500 i candidati ammessi dai giudici

Questo concorso docenti non smette di stupire. Non solo è ancora in fase di espletamento in diverse regioni, ma sarà anche ricordato per l’alto numero di bocciati e, adesso, anche per l’lato numero di candidati ammessi dai giudici alla prova suppletiva, che si svolgerà nel prossimo mese di arile su tutto il territorio nazionale: 1.507, per l’esattezza. E non è finita, perché finora sono stati pubblicati i decreti di solo nove regioni (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto). Tutto lascia presumere che la cifra potrebbe raddoppiarsi.

Le ricadute sulle assunzioni potrebbero essere notevoli. Le assunzioni nelle discipline la cui procedura concorsuale sia giunta al termine, e in cui ci siano ricorrenti, potrebbero slittare. I ripescati che superassero tutte le fasi del concorso verrebbero inseriti con riserva in graduatoria, ma non è ancora chiaro se in coda o meno. Si tratta di una decisione non secondaria per il ministero dell'Istruzione perché da quest'ultima potrebbero arrivare ancora ricorsi.

Bonus merito. Il preside può [...]

Bonus merito. Il preside può non contrattare con i sindacati

Il giudice del lavoro del tribunale di Bari, con decreto del 7 febbraio scorso, ha respinto un ricorso ex articolo 28 dello Statuto dei lavoratori presentato dai sindacati territoriali (Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals-Confsal), con il quale veniva contestata “la natura antisindacale” del comportamento del dirigente scolastico che, secondo loro, avrebbe violato le prerogative negoziali, escludendo totalmente le Rsu dalla procedura di assegnazione e distribuzione del “bonus”.

Il magistrato pugliese ha respinto i rilievi delle organizzazioni sindacali, perché, seppure il Dlgs 165 del 2001, come modificato dalla legge Brunetta, assegna, in linea di principio, alla contrattazione collettiva il compito di definire il salario accessorio, è però vero che la legge 107 del 2015, riferendosi ai soli docenti del comparto scuola, “ha carattere speciale” e pertanto, “derogatorio” rispetto alla normativa generale.

L’intera procedura che conduce all’erogazione dei premi tratteggiata dalla «Buona scuola» - rileva la sentenza -, è assolutamente “completa”: i fondi sono ripartiti dal Miur ai singoli istituti, i criteri per valorizzare i prof sono individuati da un comitato di valutazione (del quale non fanno parte insegnanti designati dai sindacati), e tali risorse, successivamente e sulla base di tali criteri, sono assegnate agli interessati dal dirigente, in modo motivato. Come si può evidenziare, la partecipazione sindacale non appare in nessuna di queste fasi, e non si comprende - conclude il giudice - come ciò possa avvenire “senza incidere in senso restrittivo sulle attribuzioni che la legge riserva a ciascuno dei soggetti coinvolti nella procedura”.

Per l’ANP ha espresso soddisfazione per la sentenza la vice presidente Licia Cianfriglia: “Siamo soddisfatti, è il riconoscimento della fondatezza delle nostre tesi. Per questo ribadiamo la necessità che la legge 107 non venga smontata. È necessario riconoscere ai presidi prerogative dirigenziali non solo per valorizzare gli insegnanti, ma soprattutto per organizzare la scuola a favore di famiglie e studenti”.

 

Studenti e atleti? lezioni on [...]

Studenti e atleti? lezioni on line e tutor!

Un programma sperimentale di studio a distanza, già come previsto dalla legge Buona Scuola, per far conciliare l’attività agonistica con lo studio, agli studenti impegnati nell’atletica, ha preso il via ufficialmente da quest’anno scolastico, registrando già 415 studentesse e studenti degli istituti secondari di II grado.

Il programma, promosso dal MIUR in collaborazione con Coni, Lega Serie A e CIP, è stato presentato nella mattinata dell’8 febbraio dalla Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli, dal Sottosegretario Gabriele Toccafondi, dal Segretario Generale del Coni Roberto Fabbricini, dal Direttore Generale della Lega Serie AMarco Brunelli, dal Presidente del CIP (Comitato Italiano Paralimpico) Luca Pancalli e dall’amministratore delegato di Alfabook (società di Olivetti – Gruppo TIM) Roberto Murgia.

Attualmente sono 415 le studentesse e gli studenti coinvolti, 187 gli istituti distribuiti in 17 Regioni, con una maggiore concentrazione in Lombardia 23%, Lazio 18% e Piemonte 11%. Ogni studentessa e ogni studente sarà seguito da un tutor scolastico (209 quelli disponibili) e da un tutor sportivo (315 in totale), 45 sono le discipline sportive rappresentate, suddivise in 37 federazioni. Calcio (96 studenti), nuoto (49), atletica leggera (40), basket (35) e canoa (24) sono gli sport più praticati dai partecipanti al programma di studio sperimentale. Il 73% degli iscritti segue un percorso di istruzione liceale, il 20% tecnico e il 7% professionale. Le classi III (33%) e le IV (26%) risultano quelle con maggiori adesioni.

Gli istituti avranno a disposizione un programma che prevede due modalità di studio: quella base e quella avanzata, che, oltre al Programma Formativo Personalizzato, prevede anche l’utilizzo di una piattaforma digitale come strumento integrativo della didattica in caso di assenze prolungate.

La piattaforma digitale che verrà utilizzata, Scuolabook Network, è erogata da Alfabook (società Olivetti del gruppo TIM) e viene messa a disposizione da Lega Serie A in modo del tutto gratuito nell’ambito del progetto Websport 3.60. La piattaforma conterrà integrazioni ai libri di testo, consentirà la creazione e condivisione di materiali, corsi e prove e l’assegnazione dei compiti, nonché la creazione di gruppi di lavoro in una logica collaborativa e di condivisione, la mappatura e la valutazione delle competenze.

 “Lo sport - ha sottolineato la Ministra Valeria Fedeli durante la presentazione del programma - è una componente fondamentale nella formazione e nella crescita di ciascun individuo. Stiamo avviando un progetto importante: sport e scuola non devono essere inconciliabili. Obiettivo di questo programma sperimentale è non lasciare indietro nessuno ed evitare che studentesse e studenti proiettati verso una carriera di eccellenza incontrino difficoltà tali da portarli a rinunciare allo studio. È un vero e proprio programma di contrasto dell’abbandono scolastico. Dobbiamo prenderci cura di queste studentesse e di questi studenti e far sì che possano perseguire due obiettivi ugualmente importanti: i risultati sportivi e il completamento della propria formazione”.

Iscrizioni. Il 54,6% dei [...]

Iscrizioni. Il 54,6% dei ragazzi sceglie i licei

Si sono chiuse le iscrizioni alle classi rime e i licei si sono confermati come prima scelta dei ragazzi che ultimeranno la scuola media, con il 54,6 delle preferenze, in crescita rispetto al 53,1 dello scorso anno. Aumentano gli iscritti al Classico: sono il 6,6% a fronte del 6,1% dell’anno scorso. Lo Scientifico (fra indirizzo “tradizionale”, opzione Scienze Applicate e sezione Sportiva) resta in testa alle preferenze: è scelto dal 25,1% delle studentesse e degli studenti (erano il 24,5% lo scorso anno). L’opzione Scienze Applicate, in particolare, sale al 7,8% rispetto al 7,6% del 2016/2017. Stabile l’indirizzo scientifico “tradizionale”: 15,6% delle scelte, erano il 15,5% nel 2016/2017. Così come l’indirizzo scientifico, sezione Sportiva, scelto dall’1,6% dei ragazzi contro 1,4% di un anno fa.

Pressoché stabili le preferenze per il Liceo linguistico (che conferma il 9,2%), per il Liceo artistico (4,2% per il 2017/2018, 4,1% l’anno precedente), per il Liceo europeo/internazionale (che conferma lo 0,7%) e per quello delle Scienze umane (al 7,9% rispetto al precedente 7,6%). Licei musicali e coreutici ancora a quota 0,9%: l’indirizzo Musicale sempre allo 0,8%, Coreutico sempre allo 0,1%.

Stabili anche i Tecnicicon il 30,3% (30,4% nel 2016/2017, mentre sono in flessione i Professionali, che passanodal 16,5% di un anno fa al 15,1% di oggi. In particolare, il settore dei Servizi scende al 9,6% dal 10,5% del 2016/2017. Dal 3,9% dello scorso anno, oggi sceglie un percorso di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP), presso gli Istituti professionali, il 3,5% dei neo iscritti. Stabile il settore Industria e Artigianato, che passa dal 2,1% al 2% di oggi.Confermati Il Lazio si conferma la regione con la maggiore percentuale di iscritti ai Licei, con il 66,8%. Seguono Abruzzo(60,8%); Umbria (58,8%); Campania (58,3%); Liguria (58%). Il Veneto si conferma la regione con meno ragazzi che scelgono gli indirizzi liceali (45,9%) e la prima nella scelta dei Tecnici (38,5%). Nei Tecnici seguono Friuli Venezia Giulia (37,5%) ed Emilia Romagna (35,8%). Gli Istituti professionali sono ancora primi nelle scelte dei ragazzi della Basilicata (19,3%), seguiti da Campania (17,5%) e Puglia (17,3%).

Il 69% delle famiglie ha fatto domanda da casa, in autonomia. Il 31% ha chiesto supporto alle scuole.

 

Tullio De Mauro. Miur invita [...]

Tullio De Mauro. Miur invita la scuola a riflettere sulla sua eredità

A un mese dalla scomparsa dell’illustre studioso ed ex Ministro dell’Istruzione, Tullio De Mauro, la Ministra Fedeli ha diramato una circolare nella quale invita gli insegnanti a riflettere sul grande contributo allo studio della lingua italiana coinvolgendo gli studenti in iniziative e momenti di approfondimento dedicati alle sue opere e al suo pensiero: “Un patrimonio di studi e di idee da tradurre in attività didattiche, per accrescere le competenze linguistiche dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze, e favorire un effettivo esercizio dei diritti di cittadinanza; per contrastare le disuguaglianze sociali, che la mancanza di padronanza linguistica aggrava; per combattere l’analfabetismo di ritorno di tanti adulti; per assicurare ai giovani le basi per il plurilinguismo, autentica nuova frontiera della cittadinanza europea”.

“La scuola italiana – si legge nella nota della Ministra - deve molto a Tullio De Mauro e credo che il modo migliore per ricordarlo sia farlo conoscere il più possibile alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi, diffondere i suoi studi, le sue idee, le sue riflessioni e le sue tante proposte didattiche. È a loro, alle studentesse e agli studenti, che guardava il lavoro di De Mauro, teso a fare dell’educazione linguistica uno strumento decisivo per colmare le diseguaglianze. Il giorno della sua scomparsa ci siamo ripromessi al Ministero di lavorare per rendere ancora più viva la sua eredità a beneficio delle nuove generazioni, affinché la sua passione e il suo impegno non vengano mai dispersi.  Vogliamo stimolare un ricordo attivo che risponde anche all'esigenza espressa in questi giorni da 600 firmatarie e firmatari dell'appello al Governo promosso dal Gruppo di Firenze. Appello che ci chiede di porre maggiore attenzione alle competenze di base dei nostri ragazzi. In particolare quelle linguistiche - prosegue Fedeli -. Non è la prima volta che il mondo universitario lancia allarmi del genere, che non possono rimanere inascoltati. Ne va del futuro delle nuove generazioni. Ma va anche detto che ciascuno deve fare la propria parte, non solo la scuola. Il tema sollevato riguarda l’intera società e anche le stesse università”.

La circolare invita a fare una riflessione e ad attivarsi in questo senso. Azioni concrete saranno messe in campo anche grazie ai 180 milioni del Pon per la Scuola per il rafforzamento delle competenze di base.

Durante la finale delle Olimpiadi di italiano, che si svolgerà a Torino il 5, 6 e 7 aprile 2017, la figura di Tullio De Mauro verrà ricordata con una tavola rotonda sui suoi contributi più significativi e attuali al rinnovamento della cultura, della linguistica e della scuola italiana.

Assenze alle Superiori. Gli [...]

Assenze alle Superiori. Gli studenti siciliani e campani i più assenteisti

Secondo i RAV, i rapporti di autovalutazione delle scuole,nell’a.s.2014/2015 gli studenti italiani si sono assentati da scuola mediamente un giorno su dieci, una percentuale in crescita rispetto all’anno precedente in tutti gli indirizzi, dal classico al professionale. In media, sono circa 73 le ore di lezione perse ogni anno dai liceali del classico (quasi 8 giorni su cento), Sicilia in testa con 96ore, cifra doppia rispetto a buona parte delle Regioni del Nord. Lo stesso vale per lo scientifico, dove alla Sicilia si affianca la Campania, raggiungendo le 100 ore di assenza, a fronte delle 43 del Veneto, 51 del Friuli, 52 della Lombardia.

Le giornate di assenza negli istituti tecnici sono una su otto e negli istituti professionali arrivano a una su sei.

Il commento di Bruno Vertecchi, decano dei pedagogisti italiani, su Repubblica.it: “Le assenze strategiche sono un comportamento tradizionale di chi tiene ancora alla scuola e al giudizio degli insegnanti. Mi pare però che l’aumento delle ore saltate sia dovuto ad un atteggiamento consumista dei ragazzi e poco attento dei genitori. La frequenza è noiosa, perciò si marinano le lezioni (anche se) le responsabilità maggiori non sono della scuola”.

Paolo Mazzoli, direttore genarle Invalsi, invita a riflettere sugli “ingressi alla seconda ora, che mi sembrano un brutto segnale”.

Visite fiscali: cambiano le [...]

Visite fiscali: cambiano le regole

Il Consiglio dei Ministri è in procinto di approvare il decreto della Ministra della Funzione Pubblica Marianna Madia che detta nuove regole per quanto attiene le visite fiscali di controllo dei lavoratori in malattia, sia del settore privato sia di quello pubblico. Il servizio farà capo ad un polo unico della medicina fiscale a cura dell’Inps con l’obiettivo di allineare i due settori armonizzando le fasce orarie di reperibilità in cui i dipendenti hanno l’obbligo di farsi trovare presso il domicilio dichiarato.

Attualmente, le fasce orarie di reperibilità sono di 7 ore nel pubblico (la mattina tra le ore 9.00 e le ore 13.00, il pomeriggio tra le 15.00 e le 18.00) e di 4 ore nel privato (dalle ore 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00).

Una novità sarà la reiterazione della verifica fiscale: a differenza di oggi, per cui nell’arco della stessa malattia la visita non può essere ripetuta, il medico fiscale potrebbe avere licenza di tornare a visitare più volte lo stesso ammalato per la medesima malattia. Il decreto dovrebbe essere approvato entro una decina di giorni.

Iscrizioni: proroga per i [...]

Iscrizioni: proroga per i comuni colpiti dal terremoto

Una norma inserita in un decreto approvato dal Consiglio dei Ministri del 2febbraio prevede che, nelle scuole dei comuni colpiti dal sisma l’anno scolastico, sarà valido anche con meno di 200 giorni di attività didattiche effettivamente svolte.

“La situazione che si è verificata in Centro Italia è senza precedenti. Il Ministero – ha dichiarato il ministro Fedeli - si è attivato fin dalle prime ore e continua a farlo per dare il massimo supporto alle scuole e al personale scolastico, alle famiglie, alle ragazze e ai ragazzi. Come annunciato nelle scorse settimane, attraverso il provvedimento approvato ieri in Consiglio dei Ministri interveniamo per salvaguardare l’anno scolastico. Al contempo, con un’apposita circolare, riapriremo le iscrizioni, con una finestra dal 13 febbraio al 7 marzo, per venire incontro alle esigenze espresse da Regioni, Enti locali, famiglie, organizzazioni sindacali, personale scolastico, studentesse e studenti. La scuola è un presidio irrinunciabile, lo ha dimostrato ancor di più in questi mesi durissimi. Dobbiamo fare tutto il possibile per supportarla: dalla scuola si riparte per cercare di tornare alla normalità”.

Con la norma approvata in Consiglio dei Ministri si prevede una deroga anche per i giorni di frequenza minima richiesti alle studentesse e agli studenti per poter essere ammessi agli scrutini finali. Inoltre, qualora fosse necessario, la Ministra Fedeli potrà emanare un’ordinanza per disciplinare, anche in deroga alle vigenti disposizioni normative, l’effettuazione delle rilevazioni Invalsi, degli scrutini e degli esami relativi all’anno scolastico in corso.

Si riaprono poi i termini per le iscrizioni nei comuni di Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche coinvolti dal sisma e in tutte le province dell’Abruzzo colpite dal maltempo. La circolare sarà inviata nelle prossime ore alle scuole delle aree interessate. Dal 13 febbraio al 7 marzo ci sarà una nuova finestra in cui le famiglie che non hanno ancora effettuato le iscrizioni potranno svolgere la procedura.

 

SEMINARIO DI FORMAZIONE [...]

SEMINARIO DI FORMAZIONE

La Casa Editrice Euroedizioni  Torino in collaborazione con il CIDI di Bologna, in occasione del decennale della Rivista Scienza dell’Amministrazione Scolastica, organizzano un  seminario di formazione rivolto a Dirigenti Scolastici, docenti, Direttori SGA  sul tema.

 “LE SCUOLE ITALIANE: UNO SGUARDO AI DIRITTI E ALLA TUTELA DEGLI ALUNNI. MODELLI ORGANIZZATIVI E DECISIONALI A SOSTEGNO DELLE GARANZIE COSTITUZIONALI E ORDINAMENTALI”

che si terrà venerdì  10 marzo 2017  a Bologna

dalle ore 9.00 alle  ore  14.00

presso il  Comune di Bologna  -  Sala Farnese -

Partecipazione gratuita - Prenotazione obbligatoria

SEMINARIO DI STUDIO VICENZA

SEMINARIO DI FORMAZIONE

EUROEDIZIONI TORINO SRL  E RETE SCUOLE DELLA PROVINCIA DI VICENZA ORGANIZZANO UN SEMINARIO DI STUDIO

 NUOVO REGOLAMENTO DI CONTABILITA' - PROGRAMMA ANNUAle - CRITICITA' ATTIVITA' AMMINISTRATIVA E GESTIONALE- VIAGGIO ATTRAVERSO L'INNOVAZIONE E LA RESPONSABILITA'

che si terrà il 24 febbraio 2017,

Aula Magna dell'IPSS "Montagna" Via Mora 93 VICENZA

Partecipazione gratuita

Si prevede per la seconda metà di maggio la pubblicazione, da parte del Miur, sulla predisposizione dei TFA, che confermerebbe gli annunciati 4.275 posti per la scuola secondaria di primo grado e 15.792 posti per la secondaria di secondo grado. Resterebbero esclusi, per il momento, corsi per il conseguimento dell’abilitazione per insegnare nella scuola dell’infanzia, nella scuola primaria, per il sostegno e per musica, il che significa l’esclusione di diverse decine di migliaia di aspiranti  docenti. Inoltre, sembra che vengano esclusi dall’accesso ai corsi per abilitarsi in insegnamenti della secondaria quanti non risultino inseriti negli elenchi ufficiali, in conseguenza del fatto che si tratta di discipline con personale in esubero o con pochi posti vacanti (il che comporterebbe, per l’attivazione dei corsi un dispendio economico svantaggioso).
Si conferma che i corsi si svolgeranno tenendo conto delle tradizionali classi di concorso, che prevede discipline in dismissione.
L’accesso alle prove preselettive prevede il pagamento di una tassa d’iscrizione, che potrebbe aggirarsi intorno a 30 euro. Le prove di accesso dovrebbero essere strutturate in 60 domande a risposta, di cui 50 inerenti la disciplina di concorso e 10 relative alla comprensione del testo). I titoli per l’ammissione ai corsi dovranno essere conseguiti prima delle prove stesse.
Non si ancora chiarimenti in merito alla richiesta avanzata dai sindacati della fruizione delle 150 ore di permesso di studio, alla possibilità che possano partecipare i docenti di ruolo, i soprannumerari
 

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