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L’Educazione Geografica [...]

L’Educazione Geografica favorisce l’inclusione. Convegno a Roma

Con il titolo “L’educazione geografica per l’inclusione, dal 29 settembre al 3 ottobre 2016 si svolgerà a Roma il 59° Convegno nazionale dell’AIIG (Associazione Italiana Insegnanti di Geografia) in collaborazione con l’università La Sapienza di Roma, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia in piazzale Aldo Moro 5.

Fondata a Padova nel 1954, l’AIIG è presieduta da Gino de Vecchis, docente ordinario di Geografia presso il Dipartimento di Geografia umana dell’Università di Roma “La Sapienza” ed  ha Sezioni in tutte le Regioni e in quasi tutte le Province italiane. È una Società di cultura del territorio, Ente qualificato per la formazione del personale della scuola accreditato presso il MIUR (D. M. 27.02.2003),  Membro dell’European Standing Conference of Geography Teachers.

Parte integrante del Convegno è il 20° Corso nazionale di Formazione e sperimentazione didattica, dall’1 al 3 ottobre.

 

 

Anief: Preside condiviso in [...]

Anief: Preside condiviso in una scuola su tre

Dall’Anief una statistica che conferma l’instabilità della dirigenza nelle scuole italiane: ben 1.233 dirigenti scolastici sono costretti alla reggenza, il che significa che oltre alla propria scuola hanno da gestirne almeno una seconda. Attualmente si contano meno di settemila presidia fronte di un bisogno di8.200. Per effetto della riforma Gelmini, dal 2008-2009, al Nord  sono stati accorpati centinaia di istituti, sacrificando 2.676 le scuole. La situazione non è migliore al Sud:  di fronte alle 173 sedi di dirigenza cassate in Lombardia, alle 116 del Piemonte, o alle 145 del Veneto, in Campania ne sono state tagliate 410, in Sicilia  354  e 288 in Puglia.

“Per i presidi reggenti - spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal - le responsabilità e gli impegni sono triplicati, in cambio di compensi che costituiscono la metà di quelli di altri dirigenti pubblici”. I dirigenti scolastici sono i meno pagati tra tutti i dirigenti della PA, percepiscono in media 62.890 euro annui, che sono oltre 42 mila euro l’anno in meno rispetto ad un dirigente di altra amministrazione. Peraltro, il loro compenso, fermo da anni e soggetto al taglio del Fondo unico nazionale, è neanche la metà rispetto a quello dei colleghi che operano presso gli enti pubblici non economici (127.606 euro l'anno).

Critico anche il commento di Mario Rusconi, vice presidente dell’ANP: “Una nave senza nocchiero non va da nessuna parte. Ho amici professori che vedono il preside nel loro plesso, quando va bene, una volta al mese.

Due i motivi che hanno portato a questa situazione: da 4/5 anni il ministero dell’Economia non autorizza il concorso per i dirigenti scolastici (nonostante i ripetuti annunci del MIUR); d’altra parte, le Regioni, per non infastidire le lobby corporative locali, non hanno applicato sino in fondo il dimensionamento che prevedeva l’eliminazione con accorpamento delle scuole con meno di 600 alunni.

In aggiunta, si rileva che l’Italia ha un’enorme polverizzazione dei plessi, fra 30 e 40 mila.

Supplenze 36 mesi. Confermata [...]

Supplenze 36 mesi. Confermata decorrenza dal 1° settembre 2016

Nel corso dell’audizione in parlamento del 21 settembre 2016 il Ministro Giannini ha confermato che il limite di 36 mesi per le supplenze su posto vacante e disponibile, introdotto dalla legge 107/15 (comma 131decorre dal 1 settembre 2016, nel senso che da tale data inizia il conteggio dei periodi di supplenza svolti su tale tipologia di posti. In proposito, il Ministro si è anche impegnato a fornire un chiarimento ufficiale attraverso gli uffici dell’amministrazione.

La precisazione del Ministro  sgombra il campo da interpretazioni diverse che avevano visto nei giorni scorsi porre talvolta in discussione il conferimento di supplenze a personale precario in servizio da oltre 36 mesi, conteggiando anche i periodi pregressi rispetto alla decorrenza fissata dalla legge. 

 

Il ministro Giannini convoca [...]

Il ministro Giannini convoca i sindacati per il 4 ottobre

Il ministro Giannini riavvia i rapporti con i sindacati e li convoca per il pomeriggio di martedì 4 ottobre. Temi dell’incontro saranno:apertura dell’anno scolastico 2016/2017 ed evoluzione del sistema di istruzione successivamente all’entrata in vigore della legge 107/2015.

Si tratta di un incontro atteso, commenta Flc Cgil, che avviene dopo la richiesta avanzata unitariamente dai sindacati oltre 20 giorni fa proprio sulle problematiche legate all’avvio dell’anno scolastico, stante le gravi disfunzioni che hanno segnato la ripresa delle lezioni a causa dei cambiamenti introdotti dalla legge 107/15.

INCREDIBILE MA VERO: PRESIDE [...]

INCREDIBILE MA VERO: PRESIDE DIRIGE 21 SCUOLE E 3.000 ALUNNI!

Paola Bellini è una dirigente scolastica certamente guidata da una passione travolgente per il proprio lavoro e, specialmente, per gli studenti. Titolare presso l’Istituto Comprensivo di Pontevico (BS), che conta otto plessi, è anche reggente dell’Istituto Comprensivo di Vescovato, in provincia di Cremona, distribuito su ben 13 plessi, sparpagliati  su sei Comuni diversi. Un vero e proprio record! Che, al di là dei meriti – che sappiamo notevoli – della dirigente, porta ai limiti dell’assurdo e dell’inconcepibile gli esiti di una politica che sta definitivamente sfiancando la scuola.

La Bellini, intervistata in proposito dal Corriere della sera, è dirigente scolastica da tre anni ed è stata sollecitata ad accettare l’aggravio conoscendo benissimo l’istituto di Vescovato, dove ha lavorato per anni come docente: “Passo ore e ore in macchina — racconta —. Vado da una scuola all’altra per incontrare docenti, assolvere compiti burocratici, mandare avanti progetti, farmi conoscere anche dai miei 3 mila alunni. E quello che non riesco a fare dal vivo, cerco di risolverlo al telefono: ho una scheda illimitata, così posso chiamare chi ha bisogno di me. Rimborsi spese? Non ce ne sono: credo che quei 700 euro lordi che dovrei avere in più in busta paga a fine mese serviranno a coprire le spese. Un po’. Le mie giornate iniziano poco prima delle 9, quando accompagno mio figlio di 10 anni a scuola, e finiscono in un orario variabile tra le 18 e le 23, in base alle riunioni e al lavoro che mi porto a casa: quando c’è l’autovalutazione o il piano dell’offerta formativa lavoro anche nel weekend”.

Così descrive la sua giornata tipo: “Prima di tutto ci sono gli appuntamenti con sindaci, genitori, insegnanti, poi l’organizzazione scolastica, poi il vaglio della progettazione e poi... poi devo andare a casa e provare a mettere su qualcosa per cena”.

“Ci chiamano presidi sceriffo – continua - e invece io e tanti altri colleghi lavoriamo senza sosta per fare tutto. Ci troviamo ogni giorno a dover risolvere emergenze, siamo responsabili legalmente dell’istituto, garanti della formazione, datori di lavoro, ma non siamo equiparati come contratto agli altri dirigenti statali. La riforma ha buone intenzioni ma i ritardi ci hanno penalizzato tantissimo: io stessa ho diversi buchi di professori e l’anno scorso sono dovuta andare a tenere una classe per non lasciarla scoperta. Se penso ai dirigenti che hanno solo una scuola, mi viene un po’ di rabbia. Ma non ho il tempo di soffermarmi. Sinceramente? Ogni tanto ci sentiamo lasciati soli”.

Chi glielo fa fare, allora? “La passione. Quando vedo 300 bambini che mi vengono incontro passa lo sconforto. E poi c’è la mia famiglia. Sa cosa mi ha fatto scrivere mio marito dietro l’iPad che mi ha regalato? Più del mio meglio non posso fare”.

 

LE REGIONI CON QUESTI PIANI DI RAZZIONALIZZAZIONE SELVAGGIA DIMOSTRANO LA PROPRIA INCOMPETENZA ED ARROGANZA!

Tratta di esseri umani e [...]

Tratta di esseri umani e moderne forme di schiavitù. Accordo MIUR - CNN

MIUR e CNN hanno siglato un’intesa per informare i giovani sui temi delle moderne forme di schiavitù e del traffico di esseri umani, insegnare loro a riconoscerne i segnali per poter intervenire, spingerli a partecipare a iniziative di sensibilizzazione e contrasto di questi fenomeni.

A partire da questo anno scolastico i materiali video (report, documentari e contenuti digitali), prodotti dalla CNN per il progetto Freedom e vincitori di premi giornalistici, saranno utilizzati per accrescere l'attenzione degli studenti italiani sul traffico di esseri umani e sulle nuove forme di schiavitù e per promuovere soluzioni pratiche per migliorare la cura delle persone coinvolte in questi traffici. Gli studenti italiani saranno inoltre incoraggiati a partecipare e contribuire agli obiettivi del progetto. 

L'introduzione del progetto Freedom nel sistema scolastico italiano è parte dell'iniziativa del Governo italiano volta a contrastare questi fenomeni in un'epoca, come quella attuale, in cui il rischio di traffici di esseri umani sta aumentando a causa degli accresciuti livelli di migrazione verso e all'interno dell'Europa. La partnership con il MIUR è l'ultima iniziativa, in ordine di tempo, per quanto riguarda l'impegno di CNN nel contrasto alle nuove forme di schiavitù attraverso il progetto Freedom.

"L'educazione è cruciale nell'aiutare la soluzione dei problemi legati alle moderne forme di schiavitù Per questa ragione abbiamo lanciato questo progetto di cooperazione volto a distribuire i contenuti multimediali, realizzati nell'ambito del progetto Freedom, come materiali educativi all'interno della scuola italiana. Siamo orgogliosi di essere il primo Ministero nel mondo a cooperare con la CNN per il progetto Freedom", sottolinea il Ministro Giannini.

Scopri di più sul progetto: http://thecnnfreedomproject.blogs.cnn.com/

Cittadinanzattiva: una scuola [...]

Cittadinanzattiva: una scuola su 3 costruita in zona sismica

Commentando il XIV Rapporto su sicurezza, qualità e accessibilità a scuola, Adriana Bizzari, coordinatrice nazionale della scuola di Cittadinanzaattiva ha denunciato che  “La situazione dell’edilizia scolastica è difficile e lo sarà per molti anni ancora, nonostante gli interventi governativi fin qui realizzati”. Lo studio, realizzato attraverso un “monitoraggio civico” su 150 edifici scolastici di tutta Italia e tramite i dati ufficiali forniti dal Miur ha evidenziato che più di una scuola su dieci  ha lesioni strutturali; in un caso su tre gli Enti locali non effettuano gli interventi strutturali richiesti. Un istituto scolastico su tre si trova in zone ad elevata sismicità e soltanto l’8% è stato progettato secondo la normativa antisismica.

Due terzi delle scuole sono prive di certificazione di agibilità statica. Le aule sono in “discrete condizioni strutturali”, ma spesso sono “troppo piccole” e non hanno sussidi adatti agli studenti con disabilità. Nella metà delle scuole, inoltre, mancano le palestre e, in un istituto su quattro, si mangia in locali impropri. In un caso su tre i cortili sono adibiti a parcheggi. Nel 37 % delle scuole i bagni sono senza carta igienica e e nel 50% sono senza sapone.

Commentando i dati del Rapporto, il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ha ricordato che il governo ha “stanziato 6 miliardi di euro per l’edilizia scolastica» e che «il solo Ministero del- l’Istruzione ha finanziato 13.300 interventi, di cui oltre il 60% conclusi”. Per il ministro l’impegno del Governo sull’edilizia scolastica è determinato e costante e si sta attuando con strumenti assolutamente innovativi, mai presenti prima nelle mani dei governi italiani», come la programmazione unica nazionale.

 

Concorso Dirigenti Puglia [...]

Concorso Dirigenti Puglia 2011. Interrogazione parlamentare

L’On.le Colomba Mongiello, nella seduta del 15 settembre scorso, ha presentato un’interrogazione parlamentare riguardante la posizione dei concorrenti pugliesi al concorso a dirigente scolastico del 2011, che avevano un contenzioso pendente con sentenza non definitiva avverso il D.D.G. 13 luglio 2011, relativo alla non ammissione alle prove orali del concorso a dirigente scolastico, e che non hanno fruito delle disposizioni che la legge 107/2015 ha riservato a coloro i quali avevano un contenzioso aperto relativo ai concorsi del 2005/2006.

La Mongiello precisa che restano ancora da definire circa 50 posizioni di partecipanti pugliesi; per il parlamentare chiede quali urgenti iniziative di competenza intenda adottare il Ministero per sanare la loro situazione, anche al fine di non violare i principi di buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione e di uguaglianza sanciti dalla Costituzione, quindi di eliminare definitivamente il contenzioso pendente, nonché di assicurare prontamente i dirigenti scolastici alle istituzioni scolastiche preposte.

Educazione stradale: on line [...]

Educazione stradale: on line la nuova Piattaforma Nazionale del Miur

Una nuova piattaforma per l’educazione stradale nelle scuole. È on line il portale del Miur, www.edustrada.it, una vetrina di buone pratiche, uno spazio interattivo tematico dedicato alla raccolta e allo scambio di contenuti informativi e didattici. Il portale rientra tra le iniziative messe in campo dal Miur, in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), sul tema della sicurezza stradale e della prevenzione degli incidenti.

www.edustrada.it vuole essere uno strumento operativo per aumentare il coinvolgimento degli studenti e dei docenti. Le scuole avranno a disposizione nella piattaforma materiali e progetti didattici, monitoraggio dei dati ed un forum di discussione per approfondire i temi inerenti alla sicurezza stradale, alla prevenzione degli incidenti, al rispetto delle norme di sicurezza, alla mobilità sostenibile. On line anche il piano di educazione stradale elaborato per l’anno scolastico in corso, il 2016/2017, dal Miur di concerto con il Ministero dei Trasporti.

“Comunicare efficacemente l’educazione stradale nelle scuole è il nostro obiettivo, occorre un lavoro di squadra – ha spiegato il Sottosegretario Toccafondi -. È un impegno costante che abbiamo preso in primo luogo con i ragazzi, veri protagonisti del futuro, per salvaguardarli dai rischi e dai pericoli della strada. La nuova piattaforma interattiva fungerà da raccolta tematica di tutti i programmi attivi per l’anno scolastico 2016/17. In sinergia con il MIT, la Polizia Stradale, ACI, FCI (Federazione ciclistica italiana), l’Associazione Guarnieri, siamo riusciti a predisporre un coordinamento organizzativo delle Linee guida per l’educazione stradale, operando un monitoraggio costante del numero di scuole ed alunni che hanno aderito e completato ciascun programma educativo. Consentire ai nostri  ragazzi di muoversi in sicurezza nelle città va ben oltre l’obiettivo politico, esprime la nostra volontà di renderli cittadini attivi e consapevoli per una convivenza civile”.

On line i compiti dei docenti [...]

On line i compiti dei docenti abilitati bocciati al concorso

Il Coordinamento Nazionale TFA risponde alle critiche della stampa nazionale in merito alla preparazione dei docenti abilitati che hanno partecipato al concorso e che sono stati bocciati. I compiti, che non contengono assolutamente gli strafalcioni che le cronache hanno riferito, sono stati raccolti nella cartella dropbox “Bocciati a pieni voti” https://www.dropbox.com/sh/ uxg5j38o91426nw/ AABNJu8OIW80msAwmsJMBWbva?dl=0 ) e alcuni di essi saranno pubblicati anche sulla pagina Facebook “Coordinamento Nazionale TFA”.

“Nelle ultime settimane – spiega il Coordinamento Nazionale TFA -abbiamo assistito ad una lunga serie di articoli derisori e dai toni eccessivi e spesso aggressivi nei confronti della classe docente italiana, costituita anche da persone già duramente selezionate a seguito di un serio iter concorsuale, il Tirocinio Formativo Attivo o TFA. Nel corso degli ultimi anni, infatti, moltissimi docenti si erano già sottoposti a tre prove altamente selettive per formarsi sul campo, attraverso un percorso di studio, formazione e pratica didattica. Queste stesse persone sono oggi bollate come “somari” o accusate di analfabetismo da giornalisti che si sono informati poco sul tenore delle prove e sullo svolgimento del concorso”.

“Giova ricordare – continua il coordinamento - che il concorso bandito a febbraio, con tre mesi di ritardo rispetto ai tempi previsti dalla L. 107/2015, è iniziato con le prime prove scritte il 28 aprile scorso: solo in pochissimi casi però è già pronta una graduatoria di merito da cui attingere per le future assunzioni in ruolo. Molti candidati, invece, ancora non conoscono l’esito della prova scritta svolta nel mese di maggio. Questa situazione variegata, differente per le diverse classi di concorso e spesso difforme anche tra le singole regioni, è parimenti osservabile nelle griglie di valutazione che ogni regione ha approntato per giudicare i concorsisti nella prova scritta. Correttezza, pertinenza, completezza e originalità sono le voci a cui i commissari hanno attribuito un punteggio (per l’ammissione all’orale occorreva totalizzare 28/40, ovvero 7/10 in una scala in decimi, ben oltre la normale soglia della “sufficienza”; le domande aperte valevano 5,5 punti, mentre i testi in lingua straniera e le relative risposte un totale di 7 punti). I criteri sono effettivamente trasparenti, ma pongono un primo problema relativo alla forte disparità riscontrata tra le diverse classi di concorso e le diverse regioni: è evidente che ogni commissione ha utilizzato criteri diversi nell’attribuire ad un compito un maggiore o minore apporto di originalità nello svolgimento della traccia, per fare un esempio. Tracce che peraltro erano molto lunghe e dense”.

“In articoli piuttosto approssimativi – conclude il comunicato - si parla falsamente di prove a crocette e di domande sulle capitali europee. Il concorso invece chiedeva di svolgere otto quesiti in 150 minuti. I quesiti richiedevano una trattazione completa e si articolavano in più punti: si rendeva necessario operare una sintesi tra contenuti accademici di alto livello e riferimenti disciplinari adatti all’ordine e al grado della scuola richiesta, calandoli nella pratica didattica e ottemperando anche alle eventuali richieste bibliografiche e normative. Difficile? Per un insegnante abilitato certamente no. Ma ci si dimentica che una prova così concepita ha anche bisogno del tempo adeguato. In soli diciotto minuti questa trattazione diventa confusa e convulsa ed è forse accettabile per due o tre domande. Non certamente per sei quesiti. Il tempo – e le tastiere che funzionavano meglio – hanno condizionato non poco l’esito della prova.

“Stentiamo a credere che docenti già duramente selezionati abbiano scritto “cmq” o “xchè” come alcuni articoli vanno dicendo. Se così fosse stato, allora la bocciatura si spiegherebbe. Ma, a fronte di bocciature che hanno falciato anche il 90% dei candidati, forse varrebbe la pena di soffermarsi su possibili errori di battitura come inversioni di lettere, dettati dalla fretta o da un programma che nemmeno consentiva il copia-incolla, indispensabile per scrivere veri e propri mini saggi” accademici in una manciata di minuti. Ad apparire come capro espiatorio o come coloro “che nessuno vorrebbe come insegnante dei propri figli” non ci stiamo”.

 

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