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Mobilità, pubblicati gli [...]

Mobilità, pubblicati gli esiti per infanzia; primaria il 29 luglio

Il Miur ha diffuso gli esiti della mobilità interprovinciale della scuola dell'infanzia. I docenti hanno ricevuto nella mattinata del 27 luglio la mail con la risposta rispetto alla loro richiesta. Le domande erano oltre 5.000.

Entro dopodomani saranno diffusi gli esiti della scuola primaria. In questo caso le domande sono state oltre 32.000.

Il Ministero si scusa per il ritardo rispetto alle iniziali indicazioni per la pubblicazione. La mobilità di quest'anno è una mobilità straordinaria come previsto dalla legge. La fase in corso riguarda la mobilità interprovinciale per la quale sono pervenute quasi 100.000 domande. Che si aggiungono alle oltre 100.000 della fase provinciale già conclusa. Restano ferme le tempistiche relative all'individuazione per competenze dei docenti. A partire dal 29 luglio i dirigenti scolastici di infanzia e primaria potranno cominciare a pubblicare gli avvisi relativi alle loro scuole. E sempre dal 29 luglio e fino al 4 di agosto i docenti di infanzia e primaria potranno inserire sul portale Istanze on line i loro CV.

 

Tirocinio Formativo addio: [...]

Tirocinio Formativo addio: sostituito da concorso postlaurea

Il Tirocinio Formativo è destinato a scomparire. Nei prossimi giorni il ministro Giannini illustrerà il piano nazionale di formazione degli insegnanti.

Intanto si attende che il ministro renda pubbliche le linee guida sull’utilizzo dei quaranta milioni per la formazione in servizio stanziati dal Governo e l’ultimo ciclo di Tfa sulle classi di concorso esaurite.

Dismettendo i tirocini formativi, il ministero cambierà tutto il sistema d’accesso alla scuola per chi ha deciso di fare l’insegnante. Dopo la laurea ci sarà un concorso che immetterà gli insegnanti in un percorso di tre anni: il primo sarà fatto di teoria sulla didattica in collaborazione con gli atenei, gli altri due anni tirocinio in una scuola.

Secondo le indiscrezioni sulla delega  gli insegnanti non pagheranno l’abilitazione e, invece, avranno una remunerazione durante il tirocinio. I vincitori del concorso non avranno diritto automatico al contratto a tempo indeterminato: prima dovrà “lavorare” facendo esperienza. A questo proposito, La senatrice Francesca Puglisi ha anticipato: “Dopo il concorso, a seguito dello scorrimento delle Gae, dovremo andare a vedere la fotografia dei bisogni della scuola e degli insegnanti e andremo ad individuare nuove soluzioni. Il Governo sta vagliando l’ipotesi di un TFA fa solo nelle classi di concorso esaurite. Non vogliamo continuare a far proliferare precariato non abilitato. Chi lavora a scuola deve avere la patente di insegnante in mano: il miglior laureato in matematica non è il miglior insegnante. C’è molta pressione da parte dei precari di terza fascia. L’intento è quello di dare un’opportunità man mano che i decreti attuativi vanno avanti”.

Per quanti sono già abilitati, invece, dovranno attendere i nuovi concorsi.

Accredito dei Soggetti che [...]

Accredito dei Soggetti che offrono formazione per il personale della scuola

Il Miur ha pubblicato lla circolare prot. n . 10702 del 19 luglio concernente al Direttiva n. 170/2016 con la quale fornisce le prime istruzioni operative e le indicazioni attuative per i Soggetti che offrono formazione per il personale della scuola.

A tal fine viene adottata una piattaforma digitale per la gestione dell'intero processo di accreditamento/qualificazione, che garantisce criteri di selezione certi e confrontabili, la pubblicazione del rapporto annuale e del cruscotto statistico con informazioni relative alle attività formative realizzate, facilitando la ricerca e l'iscrizione da parte del personale interessati ai percorsi formativi. La piattaforma on-line è attiva dal 4 luglio 2016 all'indirizzo: http://w\Vw.istruzione.it/pdgf. Al medesimo indirizzo sono reperibili utili materiali esplicativi. La procedura conferma tre possibili procedure enucleate nella direttiva n.I 70/20 16:

art. 2 - procedure per l'accreditamento degli enti –

art. 3 - procedure per la qualificazione delle associazioni

art. 5 - procedure per la presentazione delle richieste di riconoscimento di singoli corsi, ad opera di soggetti non accreditati/qualificati. 

Vi sono tre tipologie di Soggetti di per sé accreditati, che non necessitano dell'iscrizione nella piattaforma né di ulteriori procedure:

 1. Le Università, i Consorzi universitari e interuniversitari, le Istituzioni dell' Alta formazione artistica, musicale e coreutica, gli enti pubblici di ricerca, le istituzioni museali, e gli enti culturali rappresentanti i Paesi le cui lingue sono incluse nei curricoli scolastici italiani.

2. Le istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione singole o in rete.

3. Le Amministrazioni centrali che pianificano iniziative e destinano risorse alla formazione del personale scolastico nella realizzazione dei propri fini istituzionali, purché le finalità di tali azioni risultino coerenti con gli obiettivi educativi e formativi delle istituzioni scolastiche e siano condivise con il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.

Possono richiedere l'iscrizione nell'elenco di Soggetti accreditati quegli Enti che dispongono, al momento della presentazione della domanda, di atto costitutivo e di statuto redatti per atto pubblico. Nello scopo statutario deve figurare la formazione per il personale della scuola, in almeno uno degli ambiti relativi alle iniziative formative previsti dalla Direttiva. Le richieste di accreditamento dovranno essere effettuate attraverso la piattaforma on-line entro il 15 ottobre di ciascun anno.

Circolare esplicativa: http://www.istruzione.it/allegati/2016/prot19702.pdf

 

Individuazione per competenze [...]

Individuazione per competenze degli insegnanti: Indicazioni operative

Il MIUR comunica che sono disponibili sul sito le indicazioni operative che consentiranno alle istituzioni scolastiche di individuare gli insegnanti che dovranno coprire i posti vacanti secondo le novità previste dalla Buona Scuola.

Da quest'anno infatti cambia il sistema: i docenti di ruolo non saranno più assegnati alle sedi scolastiche sulla base di anzianità e punteggi, ma per le loro competenze ed esperienze. Saranno le singole scuole ad individuare, fra gli insegnanti presenti nel proprio ambito territoriale, quelli che più corrispondono, per profilo professionale, al loro progetto formativo. Parte dunque l'individuazione dei docenti per competenze. Le indicazioni operative sono state predisposte dal Ministero per "dare indirizzi comuni" alle scuole nel primo anno di applicazione. Dalla prossima settimana saranno disponibili anche delle FAQ e una modulistica standard per facilitare le procedure.
Il nuovo sistema, ricordano il Ministro Giannini e il sottosegretario Faraone,  “punta a valorizzare le esperienze e i percorsi professionali che gli insegnanti si sono costruiti negli anni e consente alle scuole di scegliere i docenti di cui hanno bisogno per portare avanti la loro offerta formativa. Si tratta di una novità assoluta per il nostro sistema scolastico, che nelle prossime settimane sarà protagonista dell'avvio di una piccola rivoluzione e di uno sforzo importante da parte di tutti i soggetti coinvolti - dirigenti, docenti e personale amministrativo - ai quali rivolgiamo grande apprezzamento e riconoscenza”.

Cosa accade in pratica? Tutto parte dalle esigenze delle scuole. Il capo d'istituto tiene conto, per individuare i docenti, del Piano dell'Offerta Formativa e del Piano di miglioramento della propria istituzione scolastica. Un esempio concreto: un dirigente ha a disposizione un posto di matematica. Con le vecchie regole, l'Ufficio Scolastico Regionale gli avrebbe assegnato un docente sulla base delle graduatorie, senza correlazione con le esigenze dell'istituto. Quest'anno il dirigente potrà vagliare i CV degli insegnanti presenti nel suo ambito territoriale e individuare quelli che hanno esperienze (ad esempio di didattica laboratoriale o innovativa) o titoli (come la conoscenza di una lingua) che rispondono al meglio all'offerta formativa presentata alle famiglie e decisa dal Collegio dei docenti.

Saranno valorizzate soprattutto le esperienze: la professionalità del docente si costruisce e si caratterizza in modo qualitativamente differente a seconda dei contesti scolastici in cui ha lavorato. Aver operato in ambiti diversi, aver utilizzato didattiche innovative e laboratoriali, aver ricoperto ruoli organizzativi, aver curato particolari progetti interni alla scuola o in collaborazione con le altre agenzie del territorio, sono alcuni degli elementi che possono consentire di identificare i profili più adeguati ai Piani Triennali delle istituzioni scolastiche. Questo approccio, ricorda il documento, considera "l'anzianità non un valore in sé, ma come elemento da valorizzare in quanto può aver consentito uno specifico sviluppo professionale".

LE FASI: - Sono previste due fasi nelle operazioni, la prima a cura dei dirigenti scolastici, la seconda a cura degli Uffici Regionali.

I dirigenti scolastici pubblicheranno appositi avvisi relativi ai posti disponibili, individuando da 3 a 6 caratteristiche (coerenti con il Piano dell'offerta formativa) richieste ai docenti che dovranno inviare la loro candidatura. Il Ministero fornisce una tabella esemplificativa. Queste caratteristiche saranno di tre tipi: esperienze (didattica digitale, insegnamento in sezioni ospedaliere, pratica musicale, per fare degli esempi); titoli universitari, culturali e certificazioni (come i dottorati su tematiche affini alla classe di concorso o certificazioni linguistiche); attività formative.

I dirigenti USR pubblicheranno gli avvisi dal 29 luglio per infanzia e primaria, dal 6 agosto per la secondaria di primo grado, dal 18 agosto per la secondaria di secondo grado. Esamineranno poi i CV dei docenti presenti nel loro ambito territoriale a partire da quelli che hanno presentato la loro candidatura. Ogni scelta sarà motivata. I dirigenti faranno una proposta di incarico agli insegnanti individuati. 

I docenti potranno caricare il loro curriculum sul sistema del Miur (Istanze On Line) dal 29 luglio al 4 agosto per infanzia e primaria, dal 6 al 9 agosto per la secondaria di primo grado, dal 16 al 19 agosto per la secondaria di secondo grado. Avranno a disposizione un modello predefinito. Potranno partecipare a eventuali colloqui proposti dai dirigenti e accettare o meno le proposte ricevute. 
Per i docenti rimasti senza una sede alla fine delle procedure, questa verrà individuata dagli Uffici Scolastici Regionali.

Il precedente comunicato: http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/ministero/cs150716

Indicazioni operative: http://www.istruzione.it/allegati/2016/prot2609_220716.pdf

Individuazione per competenze – Tempistica:

http://www.istruzione.it/allegati/2016/IndividuazionePerCompetenzeTempistica.pdf

 

Concorso Docenti. SEL chiede [...]

Concorso Docenti. SEL chiede numero bocciati e assunzioni da seconda fascia

Premesso che, in questi giorni si sta procedendo con il Concorso previsto dalla Legge 107/2015 per 63.712 cattedre a tempo indeterminato. Il bando ha previsto la partecipazione dei docenti abilitati. Si è trattato di un concorso interamente computer based, con un notevole risparmio di tempo nell’espletamento della prova e domande di lingua straniera per tutti gli insegnamenti. Considerato che il MIUR ha confermato che a settembre non ci saranno le assunzioni, perché non avremo il numero dei vincitori in quanto le procedure concorsuali sono ancora in corso; da 'la Repubblica' del 6 luglio 2016, si apprendeva che la Corte dei conti parlasse di 47.000 docenti assunti grazie alla legge 13 luglio 2015, n. 107, cosiddetta buona scuola, mentre il Governo dichiarava che fossero 180.000 i docenti che sarebbero stati assunti grazie alla medesima legge; il sottosegretario Faraone dichiarava testualmente: 'compreso il concorso 2016 saranno 90 mila assunzioni ex novo e 90 mila contratti precari trasformati in cattedre'; che il piano straordinario di assunzioni in ruolo, previsto dalla legge n. 107, contemplava 102.734 posti nell'anno scolastico 2015/2016. Ritenuto che, a settembre, alla riapertura delle scuole sarà urgente avere i docenti necessari per garantire il diritto all'istruzione e bisognerà provvedere con altre assunzioni; in ogni caso potrebbero essere numerosi i posti che rimarranno vuoti, molto probabilmente a disposizione delle supplenze, derivanti anche dalle mancate immissioni in ruolo. Atteso che, sono molti i docenti già abilitati attraverso il TFA o il PAS o in possesso della specializzazione per il sostegno, quindi con un già attestato e ampio bagaglio culturale e pedagogico, oltre che con diversi anni di servizio si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga di dover appurare i fatti descritti e chiarire i numeri delle bocciature e le motivazioni; se non voglia valutare, qualora i numeri dei vincitori fossero troppo esigui e quindi la graduatoria finale fosse costituta da un numero ridotto di docenti rispetto ai posti calcolati sul turn over, di autorizzare l’immissione in ruolo dalla seconda fascia, nella quale sono presenti i docenti che vantano, oltre ai titoli, ben più dei 36 mesi di servizio, menzionati da ultimo nella sentenza della Corte Costituzionale”.

Questo il testo dell’interrogazione parlamentare con cui alcuni rappresentanti del partito SEL (Sinistra Ecologia e Libertà), con riferimento al Concorso docenti 2016, chiedono al ministro dell'istruzione di conoscere numeri e motivazioni delle bocciature e di autorizzare in determinate situazioni le assunzioni dalla seconda fascia delle graduatorie di istituto. In particolare la senatrice Petraglia evidenzia che “le procedure del concorso vanno a rilento, per cui vi sarà un numero inferiore di immissioni in ruolo rispetto alle effettive disponibilità: chiediamo al Governo  di autorizzare l’immissione in ruolo dalla seconda fascia, nella quale sono presenti i docenti che vantano, oltre ai titoli, ben più dei 36 mesi di servizio, menzionati da ultimo nella sentenza della Corte Costituzionale”.Alla riapertura della scuola, sottolinea Petraglia, “sarà urgente avere i docenti necessari per garantire il diritto all'istruzione e bisognerà provvedere con altre assunzioni, dato che la Corte dei conti ha parlato di 47.000 docenti assunti grazie alla legge 13 luglio 2015, n. 107, cosiddetta 'buona scuola', mentre il Governo dichiarava che sarebbero stati assunti 180.000 i docenti grazie alla medesima legge”.

 

CONCORSO DIRIGENTI. IL PARERE [...]

CONCORSO DIRIGENTI. IL PARERE DEL CSPI

Questa la premessa del parere del CSPI sullo schema di  Regolamento per la definizione delle modalità di svolgimento delle procedure concorsuali per l’accesso ai ruoli della dirigenza scolastica

“Il Consiglio ritiene il concorso per dirigenti scolastici indispensabile per assicurare la funzionalità e lo sviluppo delle scuole autonome pubbliche statali. Le scuole prive di dirigente scolastico per le carenze di organico nel corrente anno scolastico, oltre le 385 sottodimensionate, sono 741 su 8.114. Non è difficile prevedere che nel prossimo anno scolastico le scuole affidate a reggenza aumenteranno significativamente con il conseguente effetto negativo sulla continuità e sull’efficacia della direzione delle scuole.

Se il corso concorso non si concluderà entro il termine del prossimo anno scolastico nel 2017-18 è molto probabile che le reggenze riguarderanno oltre 2.000 scuole comprensive delle istituzioni scolastiche sottodimensionate.

Essendo già molto grande il ritardo con il quale viene avviato il concorso la prima raccomandazione che il CSPI rivolge al Ministero è quella di procedere speditamente per assicurare la conclusione delle procedure prima possibile.

Si suggerisce a tal scopo che in prima applicazione del regolamento, data l'emergenza rappresentata dalle numerose vacanze di organico, determinatesi a seguito del ritardo di due anni rispetto alla tabella di marcia indicata nell'art. 17 c.2 del testo coordinato del D.L. n.104/2013 con la legge di conversione n.128/2013, il corso di formazione sia concentrato in due mesi in presenza e che i quattro mesi di tirocinio siano integrati da momenti di approfondimento a distanza.

Questo al fine di dare il segnale che la professione dirigenziale richiede una competenza che si costruisce soprattutto sul campo, e che il tirocinio rappresenta a tutti gli effetti una formazione applicata.

I processi di riforma in atto nel sistema scolastico riconoscono ai dirigenti scolastici un ruolo strategico per la realizzazione dei processi avviati e il  ricorso alle reggenze  costituisce un impedimento all’innovazione e al miglioramento. La presenza in ogni scuola di un dirigente scolastico selezionato attraverso un concorso pubblico, in grado di riconoscere  i soggetti più preparati e motivati, è indispensabile per assicurare la stabilità e la continuità della direzione.

È quindi positivo che il Regolamento  preveda l’assunzione attraverso il concorso non solo sui posti attualmente privi di dirigente ma anche quelli che nei prossimi si renderanno vacanti per effetto dei pensionamenti. La programmazione delle assunzione assume una importanza decisiva e il concorso deve tenere conto delle esperienze dei due precedenti concorsi DDG 22 novembre 2004 e DDG 13 luglio 2011.  Entrambi i concorsi, pur determinando l’assunzione di un numero di dirigenti più alto di quello previsto inizialmente dai bandi, non hanno consentito l’eliminazione del fenomeno delle reggenze che negli ultimi 10 anni sono sempre state di molto superiori a quelle fisiologicamente accettabili.

Tenendo conto di questa esperienza, per essere certi di avere a disposizione un numero di dirigenti pari al fabbisogno che maturerà nel triennio si ritiene necessario ampliare il numero dei candidati ammessi alla prova scritta (di cui all'articolo 10) da 3 volte come propone la bozza di Regolamento a 4 volte il numero dei posti messi a concorso, e se possibile portare il numero dei candidati ammessi al corso di formazione dal 20% al 30% in più rispetto al numero dei posti determinati”.

Concorso Docenti. AAA [...]

Concorso Docenti. AAA Commissari cercasi anche a prescindere dai requisiti

“A decorrere dalla data della presente ordinanza, l'articolo 2, comma 4 dell' ordinanza Ministeriale n. 97 del 23 febbraio 2016 è così modificato ed integrato: “In caso di mancanza di aspiranti, il dirigente preposto all'USR competente nomina i presidenti e i componenti, fermi restando ì requisiti e le cause di incompatibilità previsti dal Decreto e dalla normativa vigente. Ove non risulti possibile reperire componenti aggregati per l'accertamento delle conoscenze informatiche e delle competenze linguistiche, il dirigente dell'USR può prescindere dai requisiti di cui all'articolo 4 comma 7, lettere a) e b) del Decreto Ministeriale n. 96 del 23 febbraio 2016, ferma restando la conferma in ruolo. Qualora non sia possibile reperire componenti aggregati nemmeno ai sensi del precedente periodo, il dirigente dell'USR competente può ricorrere con proprio decreto motivato alla nomina di componenti aggregati assicurando la partecipazione alle commissioni giudicatrici di esperti di comprovata competenza nel settore”.

Questo il testo dell’Ordinanza n. 571 del 14 luglio, con la quale il Miur invita gli USR a integrare le commissioni giudicatrici del concorso ove necessario a seguito di defezioni dei commissari. Ciò mentre è ancora bloccato il decreto interministeriale per l’aumento dei commissari al concorso, nonostante il via libera del Parlamento.

A seguito dell’Ordinanza, quindi, potranno entrare a far parte delle commissioni anche docenti di ruolo con meno di 5 anni di servizio e anche non insegnanti purché esperti di comprovata esperienza nel settore.

Concorso Docenti. Accesso [...]

Concorso Docenti. Accesso agli atti

Concluse le prove scritte e pubblicati i risultati, i candidati possono presentare richiesta di accesso agli atti per conoscere quale votazione è stata assegnata ad ogni singolo quesito.

Al momento l’accesso è limitato solo  ai propri atti ma non a quelli di altri candidati, ai quali sarà possibile accedere solo a conclusione del concorso, come ha precisato l’USR Abruzzo:

“Ai sensi dell’art. 3, co. 2 del D.M. n. 60 del 10.01.1996, come ribadito dalla C.M. n. 14097 del 18/05/2016, “Nei procedimenti concorsuali e di selezione in materia di personale, l'accesso agli elaborati ed alle schede di valutazione è consentito in relazione alla conclusione delle varie fasi del procedimento, ai cui fini gli atti stessi sono preordinati. Fino a quando il procedimento non sia concluso, l'accesso è limitato ai soli atti che riguardino direttamente il richiedente, con esclusione degli atti relativi ad altri concorrenti”.

 

Concorso Docenti. Mancano i [...]

Concorso Docenti. Mancano i commissari aggregati

Pur tra commenti negativi e lamentele il Concorso docenti prosegue, però continuano a mancare i commissari aggregati, al punto che il ministro Giannini ha dovuto emettere una specifica nota:

 “In caso di mancanza di aspiranti, il dirigente preposto all’USR competente nomina i presidenti e i componenti, fermi restando ì requisiti e le cause di incompatibilità previsti dal Decreto e dalla normativa vigente.

Ove non risulti possibile reperire componenti aggregati per l’accertamento delle conoscenze informatiche e delle competenze linguistiche, il dirigente dell’USR può prescindere dai requisìti di cui all’articolo 4 comma 7, lettere a) e b) del Decreto Ministeriale n. 96 del 23 febbraio 2016, ferma restando la conferma in ruolo.

Qualora non sia possibile reperire componenti aggregati nemmeno ai sensi del precedente periodo, il dirigente dell’USR competente può ricorrere con proprio decreto motivato alla nomina di componenti aggregati assicurando la partecipazione alle commissioni giudicatrici di esperti di comprovata competenza nel settore”.

Ambiti territoriali. A giorni [...]

Ambiti territoriali. A giorni la Guida per le assegnazioni dei docenti alle scuole

Con un comunicato il Miur avvisa che all’inizio della prossima settimana saranno pubblicate le Linee Guida per i dirigenti scolastici con le modalità operative per poter individuare gli insegnanti che dovranno coprire i posti vacanti, secondo le novità previste dalla Buona Scuola.

Da quest’anno, i docenti di ruolo non insegneranno più in una scuola sulla base di anzianità e punteggi, ma per le loro competenze ed esperienze. Saranno le singole scuole, tenendo conto di criteri improntati alla massima trasparenza, ad individuare, fra i docenti presenti nel proprio ambito territoriale, quelli più adatti, per profilo professionale, al proprio progetto formativo.

A seguito della pubblicazione delle Linee Guida i dirigenti scolastici emaneranno specifici avvisi per i posti che risultano vacanti. Negli avvisi che verranno pubblicati sul sito della scuola, i dirigenti elencheranno i requisiti che dovranno avere i docenti che servono per  coprire i posti disponibili. Questi requisiti saranno di tre tipi: esperienze (dall’insegnamento in scuole di aree a rischio, alla didattica innovativa, passando per i progetti contro dispersione, bullismo o per l’orientamento, per fare alcuni esempi), titoli di studio e certificazioni (ad esempio lingue, certificazioni informatiche, dottorati attinenti), attività formative presso Università o Enti accreditati. I requisiti potranno essere presi in considerazione dalle scuole per scegliere gli insegnanti ritenuti più idonei e dovranno essere coerenti con il Piano triennale dell’offerta formativa predisposto da ciascun istituto e gli avvisi indicheranno un numero ristretto di requisiti per ciascun posto.

“Quella a cui stiamo lavorando è un’innovazione profonda in cui crediamo molto – sottolineano il ministro Giannini e il sottosegretario Faraone -. Si tratta di passare da un meccanismo che premiava l’anzianità e si basava sui punteggi e sulla burocrazia, ad una procedura che valorizza il percorso professionale dei docenti e consente alle scuole, per la prima volta, di poter scegliere gli insegnanti di cui hanno bisogno per portare avanti la loro offerta formativa e il loro progetto educativo. Sarà sempre lo Stato ad assumere i docenti, per concorso. Ma questi non verranno più assegnati alle scuole dagli Uffici Scolastici, non verranno calati dall’alto, ma scelti, sulla base del loro curriculum, dalle scuole. Con il nuovo sistema conterà il profilo professionale, conteranno le esperienze.

“Si tratta di un cambiamento davvero epocale che da una parte valorizza le competenze degli insegnanti, dall’altra potenzia e dà reale attuazione all’autonomia scolastica di cui tanto si è parlato per anni senza che mai venisse realizzata fino in fondo. In questo modo gli istituti possono darsi una strategia, in base alle esigenze degli studenti e dei territori, e lavorare per raggiungere gli obiettivi prefissati grazie a professionalità funzionali e coerenti con il proprio progetto. Lo sforzo che si sta facendo è quello di uscire da una logica fuorviante di punteggi e graduatorie che appiattisce il ruolo degli insegnanti e di valorizzare, invece, la loro storia professionale. Sempre tenendo alta l’asticella della qualità”.

 

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