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DIRIGERE LA SCUOLA n.7/2019

Ancora episodi di violenza nella scuola dell’infanzia

Editoriale di Vittorio Venuti

In coda all’anno scolastico, si è avuta notizia, ancora, di altre malefatte di maestre della Scuola dell’Infanzia sui bambini loro affidati. Al solito, le telecamere testimoniano strattonamenti, spintoni, minacce, aggressioni verbali, e ancora i mezzi d’informazione hanno battuto la grancassa dando il via libera a commenti, discussioni, processi sommari e, a gran voce, si torna ad invocare le telecamere in tutte le classi di ogni ordine di scuola per mettere sotto controllo un po’ tutti.

Il MIUR nell'informativa ai sindacati ha comunicato che i candidati idonei alla procedura concorsuale  sono in totale 3.420, dei quali 94 con riserva; di questi saranno dichiarati vincitori i primi 2.900.

Restano fuori dalla nomina, benchè  abbiano superato le prove del concorso 520 candidati!

Il MIUR ha richiesto l’autorizzazione all’immissione in ruolo di 2.117 per tutti i posti vacanti e disponibili, così suddivisi: 1.982 dalla graduatoria del concorso, 7 per il Friuli di lingua slovena, 39 per gli idonei della procedura concorsuale di cui al DDG del 13 luglio 2011 della regione Campania, 67 per dirigenti scolastici che hanno presentato richieste di trattenimento in servizio ai sensi dell’art. 1 comma 257 della L. 208/2015 accolte dagli USR, 1 dirigente scolastico che ha presentato richiesta di riammissione in servizio accolta dal Direttore dell’USR, 21 soggetti in esecuzione di provvedimenti giurisdizionali che riguardano la regione Sicilia.

I 2.900 vincitori entreranno in ruolo in due tranches: 1.989 nell’anno scolastico 2019-2020, i rimanenti nell'anno scolastico successivo.

Gli idonei ammessi con riserva potranno scegliere la regione e il loro posto sarà congelato fino alla pronuncia di merito del TAR.

Tra il 29 o il  30 luglio sarà pubblicata dal MIUR  la graduatoria nazionale

Dal 31 luglio al 2 agostoi candidati dovranno fare la scelta della regione dove vogliono essere nominati

Dal 5 agosto il MIUR assegnerài candidati alle regioni. Di conseguenza l'Ufficio scolastico regionale procederà  alla stipula dei contratti di lavoro e all'assegnazione della sede.

Il Direttore generale dell’USR assegni la sede nel rispetto dell’ordine di graduatoria e delle preferenze espresse dall’interessato.

L’assegnazione dei vincitori alle regioni avverrà secondo l’ordine di graduatoria ed in base alle preferenze espresse senza tener conto della legge 104

L’applicazione degli articoli 21 e 33 della legge 104 avverrà nell’assegnazione della sede di servizio ad opera del Direttore generale dell’USR

Gli uffici scolastici regionali in questi giorni provvederanno a pubblicare le sedi disponibili

La Casa Editrice Euroedizioni per la preparazione alle prove scritte del  concorso per Direttori SGA propone:

un corso di 20 lezioni on line  (Webinar), sulle materie del concorso.  L'obiettivo del corso è quello di far acquisire la tecnica di risposta:

ai quesiti a risposta aperta previsti per la prima prova scritta;

alla soluzione di un caso pratico previsto per la seconda prova scritta.

Proponiamo anche l'acquisto di due testi dal taglio teorico e pratico per affrontare le due prove scritte

Un testo di legislazione scolastica non commentato da portarsi dietro e consultare  il giorno delle prove scritte

Commentando il risultato del vertice sulle autonomie tenutosi ieri (19 luglio), in una intervista al “Messaggero”, il sottosegretario all’Istruzione Salvatore Giuliano ha dichiarato che “la scuola non sarà regionalizzata”, sulla base della risposta negativa data dal M5S alla richiesta dei governatori della Lombardia e del Veneto di far diventare gli insegnanti regionali. “Nessuno – ribadisce Giuliano - sia che si tratti di docenti, sia che si tratti di dirigenti scolastici, sia che si tratti di personale Ata, transiterà nei ruoli regionali. Il personale rimarrà tutto alle dipendenze del ministero dell’Istruzione e degli uffici scolastici periferici. E tutti saranno accomunati dal medesimo contratto collettivo nazionale di lavoro. Non ci saranno nemmeno concorsi banditi dalle singole regioni. L’articolo 12 delle bozze di intesa che conteneva le richieste di regionalizzazione da parte delle regioni è stato stralciato”.

La posizione del Presidente Conte e del M5S è stata chiara. Fanno specie le dichiarazioni rabbiose dei due presidenti di regione Zaia per il Veneto e Fontana per la Lombardia. Dichiarazioni che non possono che suscitare sospetti sul tipo di gestione che la scuola si troverebbe a vivere nel caso in cui la regionalizzazione dovesse andare a buon fine.

Zaia, punto di riferimento della Lega, ha così commentato: "Ci sentiamo presi in giro. Non da Salvini perché ha seguito con noi tutta la partita. Ma vedere un Presidente del Consiglio che presiede riunioni che producono il nulla, se non conferenze stampa, è poco rispettoso rispetto a tutti i veneti che hanno votato. Noi veneti siamo gente pratica e la misura è colma. Ho dei dubbi sul fatto cheall'interno del Consiglio dei Ministri siano tutti d'accordo su quello che si sta decidendo, per cui non comprendo tutti questi festeggiamenti che qualcuno sta facendo. Siamo cinque milioni di veneti e 150 miliardi di PIl. Ne abbiamo le tasche piene di pagare per vedere gente sprecare. La finiscano di parlare di unità nazionale, secessione dei ricchi, paesi di serie A o B. Vogliamo solo che i virtuosi siano premiati".

Sulla stessa linea il governatore Fontana: Attilio Fontana: "Mi ritengo assolutamente insoddisfatto dell'esito del vertice di oggi sull'Autonomia. Abbiamo perso un anno in chiacchiere. Aspettiamo di vedere il testo definitivo, ma se le premesse sono queste, da parte mia non ci sarà alcuna disponibilità a sottoscrivere l'intesa".

 

ACIENZA DELL'AMMINISTRAZIONE SCOLASTICA N.2/2019

Ancora una volta parliamo di immagini di minori

Editoriale di Anna Armone, Direttore responsabile

Esperta in Scienza dell’Amministrazione Scolastica

Mi capita spessissimo, per non dire sempre, durante i seminari sulla tutela della Privacy, di sentirmi dire quanto è anacronistico il tentativo di proteggere i minori attraverso un uso limitato dei loro dati, immagini comprese. Il mondo fuori non pone limiti e non vogliono limiti né i ragazzi né i loro genitori.

Eppure dallo stesso Garante vengono richiamati i rischi per la democrazia determinati dalla crescita degli Over-The-Top, che hanno acquisito poteri che assumono sempre più caratura sociale e che finiscono per concorrere col diritto che regola le relazioni tra gli Stati. I dati (propri e dei propri «amici») ceduti dai social alle app per fini di marketing politico, il cyberbullismo, le immagini dei minori vendute o violate, l’hate speech, l’oblio, le fake news, le intercettazioni e la cronaca giudiziaria, la libertà del lavoratore, il testamento biologico, la cyber-security, l’intelligence, la trasparenza, la tutela del consumatore e i big data. Sono, questi, solo alcuni aspetti del rapporto tra uomo e tecnica, la vita e la rete, diritto e potere.

Il Consiglio di Stato ha accolto la sospensiva presentata dal Ministero dell’Istruzione sull’annullamento del concorso a dirigente scolastico decretato dal Tar Lazio lo scorso 2 luglio 2019.

Il Consiglio di Stato ha stabilito che, a prescindere dal merito delle questioni devolute in appello e da ogni valutazione sull’effettiva portata invalidante dei vizi dedotti (segnatamente dei vizi riscontrati dal primo giudice), sulla base di un bilanciamento di tutti gli interessi in conflitto ed alla luce di una valutazione comparativa degli effetti scaturenti dall’esecuzione dell’appellata sentenza nelle more del giudizio di merito,con particolare riguardo all’incidenza sull’assetto organizzativo dell’amministrazione della scuola in prossimità dell’inizio del nuovo anno scolastico, deve ritenersi preminente l’interesse pubblico alla tempestiva conclusione della procedura concorsuale, anche tenuto conto della tempistica prevista per la procedura di immissione in ruolo dei candidati vincitori e per l’affidamento degli incarichi di dirigenza scolastica con decorrenza dal 1° settembre2019;

Ritenuta, per le esposte ragioni, la fondatezza dell’istanza cautelare formulata nell’appello principale (e la conseguente correlativa infondatezza dell’istanza cautelare formulata nell’appello incidentale condizionato)

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) accoglie l’istanza cautelare proposta nell’ambito del ricorso principale per l’effetto, sospende l’esecutività della statuizione di accoglimento contenuta nella sentenza impugnata; fissa l’udienza pubblica per la discussione del ricorso nel merito al 17 ottobre 2019

Guida al Broker assicurativo nelle Istituzioni Scolastiche

a cura di Vincenzo Casella e Valentino Donà

Aggiornato al nuovo Regolamento di Contabilità Scolastica (Decreto n.129/2018)

Pagine 257, Euro 20,00

Il testo è arrichito con la modulistica che gli acquirenti possono chiedere  in formato word per adattare alle loro esigenze

Il rapporto Invalsi 2019 è alquanto impietoso con gli alunni del Meridione, in particolare Campania, Calabria e Sicilia, per le carenti competenze medie evidenziate. In particolare, la matematica si rileva essere l’ambito più deficitario.

Gli allievi coinvolti nelle prove sono stati oltre 1.100.000 nella scuola primaria (classi II e V), circa 550.000 nella scuola secondaria di primo grado (classe III), circa 1.000.000 nella scuola secondaria di secondo grado (525.000 classe II e 475.000 classe V).

Le prove di Inglese alla Primaria registrano un miglioramento nelle prove di ascolto rispetto allo scorso: l’88,3% degli allievi della V raggiunge il prescritto livello A1 del QCER nella prova di lettura e l’84% di allievi il prescritto livello A1 del QCER nella prova di ascolto.

Sia nel reading sia nel listening il Nord si afferma per l’alto livello raggiunto seguita dal Centro e con il Sud che conferma in netto ritardo.

Particolarmente significato il risultato riferito alle prove di Italiano per gli studenti del quinto anno delle superiori: hanno raggiunto livelli molto bassi in Italiano il 13% del totale.

Per Matematica e Inglese i risultati del rapporto conferma che nelle regioni del Mezzogiorno (Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna) si registra il maggior numero di studenti con livelli decisamente bassi.

Il divario Nord-Sud si fa forte per quanto riguardale prove di inglese, complessivamente inferiore rispetto alla media degli altri Paesi europei. Il 10,6% degli studenti non raggiunge il B1, cioè acquisisce un livello di competenza molto basso dopo 13 anni di scuola. In Calabria, Sicilia e Sardegna la percentuale degli allievi che raggiungono il B2 scende, rispettivamente, al 31%, al 34,8% e al 34,1%.

Il divario rispetto al dato nazionale nella percentuale di allievi con risultati molto bassi si fa più forte: gli allievi che non raggiungono il B1 sono il21,7% inCalabria, il 18,2in Sicilia, il 20%in Sardegna.

 

L’INVALSI ha pubblicato il Rapporto 2019 nel quale riferisce dei risultati delle prove. Il quadro che ne emerge, a detta anche del Ministro Bussetti alla presentazione dei dati alla Camera, evidenzia “innegabili motivi di preoccupazione” in particolare riferibile ad alcune aree del Paese: “Come ministero, siamo convinti dell’importanza della valutazione standardizzata degli apprendimenti che però si deve integrare e affiancare all’insostituibile ruolo della valutazione dei docenti. Dobbiamo portare avanti la valutazione delle attitudini mettendo al centro gli studenti e le loro potenzialità. La scuola deve formare individui autonomi e liberi, cittadini responsabili e consapevoli. Credo sia un obiettivo sul quale abbiamo lavorato. Quest’anno l’illustrazione dei risultati Invalsi presenta motivi di novità e interesse”.

Da un alto, Bussetti richiama segnali di preoccupazione che si riferiscono ad alcune aree del Sud del Paese, dall’altra rileva che “i risultati contengono anche alcune tendenze incoraggianti e spunti di immediato intervento migliorativo”.

Di rilievo appare il richiamo alla valutazione dei docenti, dei dirigenti e della scuola da integrare a alla valutazione standardizzata degli apprendimenti: “una delle priorità strategiche che ho individuato nell’Atto di Indirizzo politico per il 2019”

“Per legare un buon sistema di valutazione degli apprendimenti al miglioramento del sistema di istruzione – ha ribadito – è fondamentale coinvolgere tutta la comunità scolastica affinché si senta protagonista, in piena collaborazione con le famiglie e gli studenti. Ed è quello che stiamo facendo, con l’obiettivo di proporre eventuali regolazioni del Sistema Nazionale di Valutazione”.

Obbiettivo che la scuola deve perseguire è quello di tornare ad essere “veicolo primario affinché sia realmente possibile un ascensore sociale”. Il Ministro ha anche sottolineato che i risultati dei test Invalsi dovranno contribuire a migliorare i livelli di qualità del sistema scolastico soprattutto nelle aree che non sempre raggiungono risultati soddisfacenti. “Per far fronte al divario territoriale – ha ricordato - abbiamo stanziato 50 milioni per il contrasto alla povertà educativa, oltre 35 milioni nel Piano per la scuola digitale, 100 milioni per nuovi Laboratori all’avanguardia e per biblioteche e 20 milioni per la formazione dei docenti; infine 4 milioni per scuole situate in aree a rischio per contrastare la dispersione”.

In una intervista al “Corriere del Veneto” il Ministro Bussetti si è detto sicuro che la regionalizzazione si farà e che riuscirà a convincere i sindacati. Ha anche negato che il Movimento 5 Stelle abbia bocciato su tutta la linea tale prospettiva; quindi ha evidenziato che il modello al quale si guarda è quello del Trentino e della Valle d’Aosta: “Il modello a cui ci si ispira è quello da anni vigente in Regioni come il Trentino e laValle d’Aosta. Modello che funziona perfettamente e che, eventualmente, con qualche correttivo, può essere esportato, in base a quanto previsto dall’articolo 116 dellaCostituzione, anche in Regioni a statuto ordinario”.

Riguardo alle critiche esposte da più parti, ha tagliato corto: “Sono convinto che molte critiche hanno esclusivamente una base ideologica ma non siano state precedute da un esame attento dei testi. E poi mi verrebbe da chiedere: il modello trentino o valdostano cosa ha di rivoluzionario? E soprattutto, è un modello virtuoso? Se sì, perché dovremmo privare i cittadini di altre Regioni di un processo di elevazione degli standard qualitativi del servizio scolastico?”.

 

ACIENZA DELL'AMMINISTRAZIONE SCOLASTICA N.2/2019

Ancora una volta parliamo di immagini di minori

Editoriale di Anna Armone, Direttore responsabile

Esperta in Scienza dell’Amministrazione Scolastica

Mi capita spessissimo, per non dire sempre, durante i seminari sulla tutela della Privacy, di sentirmi dire quanto è anacronistico il tentativo di proteggere i minori attraverso un uso limitato dei loro dati, immagini comprese. Il mondo fuori non pone limiti e non vogliono limiti né i ragazzi né i loro genitori.

Eppure dallo stesso Garante vengono richiamati i rischi per la democrazia determinati dalla crescita degli Over-The-Top, che hanno acquisito poteri che assumono sempre più caratura sociale e che finiscono per concorrere col diritto che regola le relazioni tra gli Stati. I dati (propri e dei propri «amici») ceduti dai social alle app per fini di marketing politico, il cyberbullismo, le immagini dei minori vendute o violate, l’hate speech, l’oblio, le fake news, le intercettazioni e la cronaca giudiziaria, la libertà del lavoratore, il testamento biologico, la cyber-security, l’intelligence, la trasparenza, la tutela del consumatore e i big data. Sono, questi, solo alcuni aspetti del rapporto tra uomo e tecnica, la vita e la rete, diritto e potere.

La libertà di ciascuno è insidiata da forme sottili e pervasive di controllo, che noi stessi, più o meno consapevolmente, alimentiamo per l’incontenibile desiderio di condividere. Da qui la necessità di una regolamentazione che sia costantemente al passo coi tempi. Un’impresa tutt’altro che semplice, ma non c’è alternativa: il processo di connessione di tutte le cose deve essere governato con lungimiranza per minimizzare i rischi (Soro, Presidente Autorità Garante Privacy).

Vedo costantemente lo sforzo che dirigenti e docenti fanno per trovare una via d’uscita alle strettoie normative che il nostro legislatore ha ulteriormente puntualizzato. L’art. 2-ter del Codice della Privacy precisa, ancora meglio del regolamento UE, qual è la base giuridica per il trattamento dei dati da parte della PA: La base giuridica prevista dall’articolo 6, paragrafo 3, lettera b), del regolamento (trattamento dei dati per l’esecuzione di un compito svolto nel pubblico interesse) e’ costituita esclusivamente da una norma di legge o, nei casi previsti dalla legge, di regolamento.

Che bisogno c’era di puntualizzare nel nostro Codice un passaggio già contenuto nel Regolamento UE al punto su richiamato? Il nostro legislatore ha voluto descrivere chiaramente quali sono i limiti della comunicazione e della diffusione di dati trattati per l’esecuzione di un compito di interesse pubblico. Senza scendere nel dettaglio, voglio richiamare, in quanto strettamente connesso, l’art. 96 del Codice, riproposto nella stessa forma del vecchio codice, tranne per quanto riguarda l’eliminazione del riferimento alle scuole di istruzione secondaria di secondo grado. è un articolo di grande importanza perché contiene due eccezioni, una positiva, una negativa. Il primo comma richiama l’unico caso di diffusione di dati di studenti, possibile solo a richiesta degli interessati e concernente la possibilità di comunicazione e diffusione di dati relativi agli esiti e altri dati comuni degli studenti ai fini dell’orientamento, della formazione e l’inserimento professionale, anche all’estero.

Durante la fase di approvazione del d.lgs. 101/2018 che ha adeguato il Codice al Regolamento UE, un’associazione professionale di dirigenti scolastici ha chiesto l’integrazione dell’articolo in questione con la possibilità di pubblicare, a seguito di puntuale e approfondita valutazione, immagini sul sito web della scuola. Tale richiesta non è stata accolta. Il secondo comma dell’articolo prevede l’unica eccezione alla prescrizione della l. 69/2009 sulla pubblicità legale dei provvedimenti amministrativi che deve avvenire esclusivamente tramite l’albo online. Il secondo comma citato prevede che gli esiti di scrutini ed esami debbano essere “affissi”all’albo della scuola, con un’evidente intento di protezione dei dati.

Se queste sono le premesse, quale può essere la giustificazione per la pubblicazione di immagini di minori riconoscibili? è la riconoscibilità l’elemento di rischio, unitamente alla possibilità di utilizzo delle immagini per fini illeciti. Consiglio di leggere il pezzo di Nicoletta Tomba nel corpo di questo numero della rivista.

 

Apriamo il numero della rivista con il saggio di Francesco Nuzzacisull’autonomia differenziata in materia di istruzione. La richiesta di tale forma di rinforzo dei poteri regionali, avanzata da tre regioni (Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna) ha aperto un acceso dibattito nel Paese sulle conseguenze di tale azione. Nuzzaci esplora a fondo la tematica nei suoi effetti possibili sul sistema di istruzione, con una serie di puntualizzazioni e prospettive di scenario.

Vanna Monducciparte dai risultati dell’indagine PISA 2018 per esplorare il campo dell’innovazione educativa attraverso l’Assessment and Analytical Framework che presenta le basi concettuali di questo programma. Come i cicli precedenti, la valutazione del 2018 ha riguardato la lettura, la matematica e la scienza, con l’obiettivo principale di questo ciclo di alfabetizzazione alla lettura.

Per la prima volta, è stata valutata la competenza globale degli studenti - la loro capacità di comprendere e apprezzare le prospettive e le visioni del mondo degli altri. L’alfabetizzazione finanziaria è stata offerta come valutazione facoltativa. Uno dei punti più interessanti del saggio riguarda l’interrogativo sui risultati portati dall’innovazione. Essa non porta necessariamente a risultati desiderabili per tutte le parti. Le innovazioni specifiche possono anche rivelarsi buone o cattive per la società. Di solito ci vuole tempo per scoprire con un certo livello di certezza se innovazioni specifiche sono miglioramenti o no.

Nicoletta Tombaaffronta il tema dell’uso delle immagini dal punto vista del loro uso sui social. L’autrice analizza il potere intrinseco delle immagini, l’evoluzione dei media che li contengono, lo sviluppo del concetto di infanzia e della modalità con cui ci si rivolge ai bambini. Alcune puntualizzazioni risultano veramente “forti”:“Ma dobbiamo davvero specchiarci nel vetrino dei nostri smartphone - come novelli Narcisi - per innamoraci di noi? Ci mettiamo in scena per poi essere sedotti della nostra stessa rappresentazione?

Ci rivolgiamo alla rete come opportunità di svago e rischiamo poi di rimanerne imprigionati. Le immagini perdono il loro potere evocativo per sovrabbondanza. Rimane solo la suggestione data dalla loro somma, che genera un giudizio sommario delle nostre vite. Ancor peggio di quelle dei nostri figli. Durante il guado di questa società, mentre noi colti da novità ci specchiamo sul filo d’acqua, ricordiamo di riparare e proteggere i bambini. Tocca a noi a farlo”.

Renato Loieroillustra il Documento di economia e finanza 2019 e le connesse politiche nazionali per l’istruzione. Citiamo solo alcuni punti di grande rilievo. Nell’ambito delle Raccomandazioni del Consiglio europeo sul programma nazionale di riforma 2018 dell’Italia, del 13 luglio 2018 (2018/C320/11), la n. 4 include, fra l’altro, la promozione della ricerca e le competenze digitali mediante investimenti meglio mirati, nonché l’accrescimento della partecipazione all’istruzione terziaria professionalizzante. L’apposito paragrafo relativo a Istruzione e ricerca, con particolare riguardo all’istruzione, il PNR richiama poi l’esigenza di codificare, mediante un testo unico, le norme sulla scuola, operazione che dovrebbe essere compiuta attraverso il citato disegno di legge collegato alla manovra di finanza pubblica.

Alessandra Foschetti tratta il tema dell’educazione alla cittadinanza digitale. Come afferma l’autrice con il termine“cultura digitale”si fa riferimento al tipo di cultura, di natura trasversale, influenzata dalla pervasività delle tecnologie e dalla connessione costante alla rete internet. Tale definizione non fa riferimento quindi alla conoscenza della tecnologia, né tanto meno a capacità tecnico-scientifiche di comprensione degli strumenti, quanto integrazione naturale del digitale in tutti i processi vitali, compreso l’apprendimento. In altre parole, non si tratta di individuare una precisa cultura digitale, intesa come specializzazione che alcuni possono decidere di acquisire, quanto di una “cultura ai tempi del digitale”.

Gabriele Venturaaffronta lo spinoso problema dei Profili professionali e formazione nel sistema integrato 0-6. Il Dgs 65/2017 (Istituzione del sistema di educazione e istruzione integrato per i bambini da 0 a 6 anni di età) prevede una rivisitazione dei diversi profili professionali fin qui previsti nell’ambito della gestione ordinaria dei servizi educativi per la prima infanzia e delle scuole d’infanzia. L’obiettivo finale di questo processo sarebbe un auspicabile riordino complessivo con l’obiettivo di rendere più coerente, chiarire e semplificare il quadro di insieme e le sue articolazioni interne, a partire dai titoli di studio previsti per le diverse figure professionali, ma anche degli inquadramenti e degli sviluppi organizzativi da prevedere nell’arco temporale di attività fino all’età pensionabile, in considerazione delle caratteristiche specifiche delle funzioni assegnate e del contesto lavorativo.

A seguire il Prof. Adriano Cecconi, fa un’analisi delle innovazioni recate dal nuovo regolamento di contabilità delle istituzioni scolastiche emanato con D.I. n. 129/2018. Il decreto in questione  si inserisce nel più ampio progetto statale ed europeo di armonizzazione delle normative contabili all’interno delle pubbliche amministrazioni, al fine di rendere comparabili i bilanci tra istituzioni simili per scopi e dimensioni e assicurarne una maggiore attendibilità e trasparenza.

Vincenzo Palermonella sua rassegna cinematografica recensisce due film, Avengers: Endgame [id., USA 2019] REGIA Anthony Russo, Joe Russo e Spider Man - Un Nuovo Universo [Spider Man: Into the Spider-Verse, USA 2018] REGIA Bob Persichetti, Peter Ramsey, Rodney Rothman.

Il film dei fratelli Anthony e Joe Russo è crepuscolare e vitalistico, meditabondo e ipercinetico: un melting pot di generi e stili da produrre vertigini e smottamenti emotivi. Un saggio pedagogico, un poema visivo, una tragedia post-moderna.

Spider Man, secondo il nostro critico cinematografico, è un film politically correct nel parlare cattedraticamente dell’elogio alla diversità, ma anche coraggiosamente politically uncorrect nel riflettere sull’importanza della propria identità come valore fondante. Il tutto centrifugato in una storia avvincente, progressista e ricca di colpi di scena.

La rivista si chiude con le recensioni librarie diGiuliana Costantini. La prima recensione è dedicata al libro “una crisalide in bianco e nero”,di una giovane autrice, Consuelo Minici. L’autrice con questa sua scrittura introspettiva lucida e affatto pesante ci propone un libro “leggero”e insieme che fa molto riflettere, indicandoci una strada dove l’amore è soprattutto condivisione e speranza.

Il secondo libro di Joachim Meyerhoff Tutti i morti volano in alto narra di un diciottenne che affronta un viaggio in America partendo da un paesino in Germania per trovare una vita diversa almeno per un anno. C’è in questo senso del provvisorio, dell’andare e del venire, non soltanto metaforico, una ricerca appassionata e“inconsapevolmente”ironica di se stessi: il viaggio è una via che Joachim percorre e ripercorre dentro di sé alla ricerca di qualcosa di eroico che non gli capiterà forse mai, ma che pure gli procura grandi emozioni, come “l’amicizia di penna” con Randy rinchiuso in carcere in America da dodici anni per duplice omicidio, che si trasformerà in amicizia vera.X

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