Ultime notizie

REGOLAMENTO CONCORSO [...]

DECRETO 3 agosto 2017, n. 138 - Regolamento per la definizione delle modalità di svolgimento delle procedure concorsuali per l'accesso ai ruoli della dirigenza scolastica, la durata del corso e le forme di valutazione dei candidati ammessi al corso, ai sensi dell'articolo 29 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come modificato dall'articolo 1, comma 217 della legge 28 dicembre 2015, n. 208. (17G00150) (GU Serie Generale n.220 del 20-09-2017) - Entrata in vigore del provvedimento: 21/09/2017 - Scarica il regolamento

Concorso Dirigenti [...]

Ci siamo. Il Regolamento  che definisce le nuove modalità di selezione per il reclutamento dei dirigenti scolastici è in Gazzetta Ufficiale.  Ripartono, quindi, le procedure di assunzione con le quali si pensa di abbattere il fenomeno delle reggenze. Oggi sono 6.792 i dirigenti scolastici in servizio, 1.189 i posti vacanti, 1.748 le reggenze, tenendo conto anche di scuole sottodimensionate e dei distacchi (comandi) presso altre amministrazioni o sindacali. Il 68,2% dei dirigenti in servizio è una donna, il 31,6% ha più di 60 anni (un dato comunque in calo rispetto al passato), l’età media è di 55,6 anni.

Concorso dirigenti. Fedeli: [...]

Forse ci siamo. Lunedì 18 settembre si dovrebbe conoscere la data di pubblicazione del  regolamento del tanto atteso concorso per dirigenti scolastici. Lo ha annunciato la stessa Ministra Valeria Fedeli in un dibattito sulla scuola nell’ambito della festa del PD  di Reggio Emilia. “Il concorso dei dirigenti scolastici – ha detto - è un altro degli elementi importanti del nostro impegno: non si fa da sei anni.”

Fedeli: Se sulla Riforma [...]

Nell’ambito del dibattito sulla scuola, tenuto durante la Festa dell’Unità di Reggio Emilia, la Ministra Fedeli ha espresso il proprio parere sulle molte critiche che hanno investito la legge della Buona Scuola, riconoscendo che errori di fondo devono essere stati fatti: “Non si può avere investito risorse e assunto 100mila persone e avere tutto il mondo della scuola contro: evidentemente qualcosa dobbiamo avere sbagliato. Io penso che una delle ragioni è che quando si vogliono fare dei cambiamenti, bisogna coinvolgere gli interlocutori con un confronto vero sugli obiettivi e sulla qualità della proposta. Nel momento in cui tu condividi l’obiettivo è molto più facile trovare i punti di sintesi”.

Smartpfone in classe: si [...]

La Ministra ha espresso il proprio favore, perché – ha dichiarato in una intervista a “La Repubblica” – “è uno strumento che facilita l’apprendimento, una straordinaria opportunità che deve essere governata. Se lasci un ragazzo solo con un tablet in mano è probabile che non impari nulla, che s’imbatta in fake news e scopra il cyberbullismo. Questo vale anche a casa. Se guidato da un insegnante preparato, e da genitori consapevoli, quel ragazzo può imparare cose importanti attraverso un media che gli è familiare: internet. Quello che autorizzeremo non sarà un telefono con cui gli studenti si faranno i fatti loro, sarà un nuovo strumento didattico".

Il dibattito intorno alla questione si è acceso e a, parte qualche voce in favore dell’allineamento della scuola al mondo tecnologico preferito dai ragazzi, assumono particolare rilievo le critiche di quanti vedono nella “licenza allo smartphone un ulteriore decadimento della qualità dell’istruzione.

Su MicroMega, al riguardo, è stimolante il pensiero di Angelo Cannatà: “Cara ministra Fedeli, proprio perché smartphone telefonini eccetera sono la quotidianità dei ragazzi, la scuola deve offrire altro: strumenti critici, motivazione, passione per i libri, veicolati dalla parola dell’insegnante, da quella corrente emotiva che Gentile riteneva essenziale nel rapporto docente-discente. La scuola gentiliana è criticabile, certo, per il carattere elitario; ma il filosofo coglie il punto quando osserva che il docente “rivive e trasfigura nel vivo fuoco dell’atto di insegnare i contenuti delle discipline” (altro che smartphone!).

Ci pensi, ministra, prima d’introdurre una novità che cambia il senso della lectio in classe. Non ho nulla contro la tecnologia. Oggi, però, si tratta di capire se la scuola debba educare alla riflessione, alla profondità, o veicolare l’accettazione superficiale e supina dell’esistente abbellita dalle immagini a colori di uno smartphone”.

 

DAL 14 SETTEMBRE È STATA [...]

Il MIUR con messaggio pubblicato  sulla piattaforma dedicata ha comunicato che a decorrere dal 14  settembre 2017 è stata riattivata la piattaforma della Carta del  docente.

Ciascun insegnante in possesso di una utenza SPID (chi ne è a tutt'oggi ancora sprovvisto può richiederla) può da subito accedere  al bonus dei 500 euro previsti per questo anno scolastico 2017-2018.

Inoltre, entro la fine di ottobre nell'area personale del docente sarà possibile visualizzare ed utilizzare anche le somme non spese (o i bonus non validati) precedentemente e riferiti all'anno scolastico 2016/2017.

A partire dal 14 di settembre anche gli esercenti potranno validare i buoni e procedere, come di consueto, alla successiva validazione e  fatturazione.

Avvio anno scolastico: Saluto [...]

Avvio anno scolastico: Saluto della Ministra Fedeli

Con l’avvio dell’anno scolastico, la Ministra Fedeli ha rivolto un lungo e articolato saluto agli studenti, con “un pensiero particolare alle studentesse e agli studenti, alle e ai dirigenti, al personale scolastico delle aree del Centro Italia colpite dal sisma e di Ischia, a cui il Ministero continuerà a garantire tutto il supporto necessario per ridurre al minimo i disagi”

“La campanella che suona – ha detto Fedeli - vi richiama all’impegno e allo studio. Ma vi apre anche le porte di quella che è la comunità più importante della nostra società: la comunità educante. Il luogo dove, grazie al lavoro appassionato e paziente delle vostre e dei vostri docenti, sarete formate e formati come cittadine e cittadini, come persone. A scuola si apprende l’importanza della partecipazione attiva, si acquisiscono quei valori fondanti che vi consentono una relazione positiva con ciò che vi circonda. Primo fra tutti il rispetto per l’altro. A scuola si diventa grandi, a poco a poco, non solo in senso anagrafico, ma mettendo insieme quel bagaglio di conoscenze e di competenze che vi accompagneranno nella vita. A scuola si scoprono le proprie capacità e inclinazioni, si progetta il futuro”.

Quindi, ha precisato: “Siete voi, ragazze e ragazzi, il centro della scuola, il motivo stesso della sua esistenza. Non sottovalutatene mai l’importanza. Non sottovalutate mai il valore della conoscenza, il valore dell’apprendimento che dovete finalizzare alla buona riuscita dell’anno scolastico che si sta aprendo e anche immaginare come tassello fondamentale del vostro percorso di vita, della vostra emancipazione”. “Lo studio vi consente di emanciparvi, vi rende libere e liberi. È un vostro diritto. Lottate perché vi sia sempre garantito al meglio. E affinché a tutte e tutti voi siano offerte pari opportunità di accesso al futuro. Quelle per cui, vi assicuro, mi impegnerò ogni giorno fino al termine del mio mandato”.

Significativo il passaggio nel quale fa riferimento a “una scuola più inclusiva, una scuola capace di attuare fino in fondo l’articolo 3 della Costituzione italiana che sancisce che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”, è la scuola di cui abbiamo bisogno. Garantire pari condizioni a tutte e tutti voi significa dare al Paese una possibilità in più di sviluppo”.

Dopo avere accennato al fenomeno della dispersione scolastica, evidenziata come una sconfitta per tutte e per tutti, e sul quale il ministero è particolarmente impegnato.

Infine ha ricordato le novità dell’anno scolastico appena iniziato. Gli esami della scuola secondaria di I grado, come previsto da uno dei decreti attuativi della recente riforma della scuola, daranno maggior peso al curriculum scolastico, valorizzando l’impegno dimostrato nel tempo e non solo nelle prove finali; per la prima volta nelle prove nazionali Invalsi debutterà l’Inglese per certificare le competenze linguistiche, sulla base del quadro europeo.

Nulla cambia, invece, per la Maturità, “ma si lavorerà sin da subito affinché arriviate preparati all’appuntamento di giugno 2019, quando debutterà il nuovo Esame. “Alla secondaria di II grado, quest’anno, va invece a regime l’Alternanza Scuola-Lavoro, che rappresenta un'importante innovazione didattica su cui stiamo lavorando per garantirvi una sempre maggiore qualità. Centrale sarà l’introduzione della Carta che conterrà i diritti e i doveri di chi fa Alternanza, uno strumento che vi tutelerà e vi aiuterà a relazionarvi ancor più positivamente con questa esperienza. Metteremo anche a disposizione delle vostre e dei vostri rappresentanti un ‘bottoncino rosso’ su un portale pensato apposta per l’Alternanza, che consentirà di evidenziare eventuali casi di cattivo andamento di questa esperienza”.

Un grosso impegno del Ministero sarà volto ad "accelerare l’attuazione del Piano Nazionale Scuola Digitale, per darvi sempre di più le competenze che vi servono per guardare al futuro. Senza dimenticare quelle di base: grazie alla collaborazione con un grande linguista, Luca Serianni, intendiamo rilanciare l’importanza dell’italiano, per migliorare le competenze di lettura, scrittura e comprensione del testo di studentesse e studenti della scuola secondaria di I e II grado”.

Impegno anche sul fronte dei valori educativi ritenuti strategici: “Faremo una campagna sull’educazione al rispetto e proseguiremo con forza nel contrasto di bullismo e cyberbullismo, con il debutto, anche nelle scuole, delle nuove predisposizioni della legge di recente approvata in Parlamento. Attraverso l’educazione civica digitale puntiamo a mettervi a disposizione gli strumenti per una corretta lettura delle informazioni che vi arrivano attraverso la Rete, per evitare che siate vittime di ‘bufale’ o di cosiddette fake news, e per contrastare il linguaggio dell’odio”.

In chiusura, la Ministra ha avuto parole di elogio per “le vostre e i vostri docenti”, che svolgono un ruolo prezioso, “direi fondamentale. Alcune e alcuni di loro li porterete nel vostro cuore per sempre. La loro valorizzazione e il rilancio della loro professione è molto importante per un sistema che punti sulla qualità. Alle vostre e ai vostri insegnanti va il mio più sentito ringraziamento. Così come ringrazio dirigenti e personale ATA che, nonostante le nuove sfide che poniamo loro, non ultime quelle legate all’attuazione della legge sui vaccini, gestiscono le vostre scuole con dedizione e competenza”.

Rientro a scuola per oltre [...]

Quest’anno sono oltre 8,6 milioni gli studenti che tornano fra i banchi nella scuola statale e paritaria.

I principali numeri della scuola statale:

Gli alunni che frequenteranno le scuole statali sono 7.757.849, per un totale di 370.697 classi. Di questi, 948.900 frequenteranno la scuola dell’infanzia, 2.538.095 la scuola primaria, 1.637.535 la secondaria di I grado e 2.633.319 quella di II grado.

Il numero degli studenti è in leggero calo, lo scorso anno erano 7.816.408. Il decremento più consistente si verifica in quattro regioni del Sud: -13.915 in Campania, -12.141 in Sicilia, -10.106 in Puglia, -5.624 in Calabria.

Sempre nella scuola statale sono 234.658 gli con disabilità, erano 224.509 un anno fa. Di questi, 19.571 frequenteranno la scuola dell’infanzia, 83.232 quella primaria, 65.905 la secondaria di I grado, 65.950 quella di secondo grado.

Nella secondaria di II grado il 47,5% degli studenti frequenterà un indirizzo liceale, il 31,7% un indirizzo tecnico, il 20,8% un indirizzo professionale.

I docenti, fra organico di diritto (quello stabile) e organico di fatto, quello adeguato alle esigenze espresse di anno in anno dalle scuole, soprattutto sul sostegno, sono oltre 800.000.

I principali dati della scuola statale:

http://www.miur.gov.it/web/guest/pubblicazioni/-/asset_publisher/6Ya1FS4E4QJw/content/focus-anticipazione-sui-principali-dati-della-scuola-statale-?inheritRedirect=false&redirect=http%3A//

 

CONCORSO DIRIGENTI [...]

In una lunga intervista rilasciata al quotidiano “La Repubblica”, la Ministra Valeria Fedeli ha fatto il punto sui alcune importanti questioni riguardanti la scuola. Riguardo al tanto atteso e continuamente rinviato bando per il concorso dei Dirigenti scolastici ha precisato: “Mi dicono tutti che il regolamento e poi il bando saranno pronti il 15 settembre".

FARE L’INSEGNANTE

Rivista mensile di Formazione e Aggiornamento professionale e culturale per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado

Ragioni e Finalità della nuova rivista

La scuola appare in continuo affanno rispetto ai cambiamenti che interessano il mondo nella sua globalità e nello specifico delle singole realtà territoriali, cambiamenti che hanno disarticolato i parametri della vita sociale ed economica, e aggredito le relazioni tra le persone facendole slittare verso declinazioni utilitaristiche. Lo stesso susseguirsi di riforme “epocali” - troppo spesso viziate da presunzioni ideologiche - cui è stata sottoposta la scuola negli ultimi due decenni ha solo prodotto cambiamenti formali e circoscritti,e comunque non  tali da consentirle di affrontare appropriatamente quella che viene ormai riconosciuta come una vera e propria “emergenza educativa”.

I dati vaccinali sono dati di natura sensibile attenendo allo stato sanitario dei soggetti. Il decreto legge 73 2017 ha regolamentato l'obbligatorietà dei vaccini per i frequentanti i percorsi di educazione e di istruzione. Per comprendere come debba essere gestito il trattamento di tali dati da parte delle istituzioni scolastiche, occorre riprendere brevemente la disciplina generale sul trattamento dei dati sensibili.

Il legislatore, dopo aver disciplinato al Capo I le regole comuni al trattamento dei dati effettuato su qualunque soggetto, pubblico o privato, al Capo II detta le “regole ulteriori per i soggetti pubblici”. Si è cercato così di risistemare le numerose discipline di settore  che regolano le funzioni pubbliche.

Il Capo II si struttura nel seguente modo:

·disposizioni applicabili a tutti i trattamenti effettuati da soggetti pubblici (art. 18);

·principi applicabili al trattamento dei soli dati personali, che non siano dati giudiziari (art. 19);

·principi applicabili al trattamento di dati sensibili (artt. 20 e 22);

·principi applicabili al trattamento di dati giudiziari (artt. 21 e 22).

Le disposizioni sul trattamento dei dati personali e sensibili da parte di soggetti pubblici non si limitano a questa parte del Codice (artt. 18-22), poiché nei primi 17 articoli sono contenute disposizioni applicabili a tutti i soggetti, sia pubblici che privati. In particolare troviamo:

artt. 1-3 = previsioni generali e programmatiche

artt. 4-5 = definizioni;

artt. 7-10 = disciplina diritti, modalità del loro esercizio e di tutela e riscontro;

art. 11= disciplina la qualità del trattamento;

art. 12 = previsione della redazione di codici di deontologia e buona condotta;

art. 13 = previsione dell’obbligo di informativa e casi di esclusione per i soggetti pubblici;

art. 14 =  divieto di basare atti giuridici valutativi sul trattamento automatico di dati;

art. 15 = previsione della responsabilità civile per danni causati da trattamento di dati illecito;

1rt. 16 = previsione degli obblighi derivanti dalla cessazione del trattamento;

art. 17 = previsione del trattamento di dati con regole specifiche per i diritti e le libertà fondamentali per i quali occorre una specifica cautela nel trattamento.

 

Per quanto riguarda la natura dei dati sensibili, si tratta di elementi conoscitivi relativi a persone identificate o identificabili per i quali il legislatore, al fine di evitare qualsiasi possibilità di incertezza, ha voluto procedere con una tecnica di elencazione analitica, individuando singolarmente ed espressamente le singole fattispecie.

Alla loro riservatezza si è voluta garantire una maggiore protezione rispetto a quella accordata in genere ai dati personali, attraverso una disciplina più severa del loro trattamento. Si può dire in definitiva che l’autonoma rilevanza attribuita ai dati sensibili risponde all’obiettivo generale di garantire in maniera efficace la persona relativamente a quelle informazioni ricollegabili agli aspetti più profondi e delicati della sua identità.

Su queste premesse, ai sensi dell’art. 20 del Codice, il trattamento dei dati sensibili da parte di soggetti pubblici è consentito:

·in maniera diretta, quando vi sia una espressa disposizione di legge che specifichi la tipologia dei dati trattabili, le operazioni eseguibili e le finalità perseguite;

·se la legge invece non indica né la tipologia né le operazioni eseguibili, il trattamento dei dati può avvenire solo previa emanazione, a cura dei soggetti che effettuano il trattamento, di un atto regolamentare, da adottare in conformità del parere reso al riguardo dal Garante,  che identifichi i tipi di dati e di operazioni;

·nel caso in cui manchi del tutto una previsione legislativa, i soggetti pubblici possono chiedere al Garante di individuare le attività di loro competenza per le quali è autorizzato il trattamento dei dati sensibili. Ottenuta l’autorizzazione, il soggetto pubblico è comunque tenuto ad emanare un atto di natura regolamentare che identifichi il tipo di dati e le operazioni eseguibili.

 

Il trattamento dei dati vaccinali

A decorrere dall'anno scolastico 2019/2020, il decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73 introduce misure di semplificazione per gli adempienti vaccinali in funzione dell'iscrizione al sistema di istruzione. A regime, dunque, i dirigenti scolatici delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione, i responsabili dei servizi educativi per l'infanzia, dei centri di formazione professionale regionale e delle scuole private non parificate, trasmettono "alle aziende sanitarie locali territorialmente competenti, entro il 10 marzo, l'elenco degli iscritti per l'anno scolastico", e tali elenchi sono restituiti dalle aziende sanitarie alle scuole "con l'indicazione dei soggetti che risultano non in regola con gli obblighi vaccinali, che non ricadono nelle condizioni di esonero, omissione o differimento delle vaccinazioni in relazione a quanto previsto dall'articolo 1, commi 2 e 3, e che non abbiano presentato formale richiesta di vaccinazione all'azienda sanitaria locale competente". Successivamente a tali adempimenti, i genitori, i tutori o i soggetti affidatari dei minori indicati negli elenchi saranno convocati dalla scuola e invitati a depositare "la documentazione comprovante l'effettuazione delle vaccinazioni ovvero l'esonero, l'omissione o il differimento delle stesse, in relazione a quanto previsto dall'art. 1, commi 2 e 3 o la presentazione della formale richiesta di vaccinazione all'azienda sanitaria locale territorialmente competente". La documentazione così prodotta o l'eventuale mancato deposito nel termine previsto saranno comunicati dalla scuola all'azienda sanitaria locale, per gli adempimenti previsti, anche di tipo sanzionatorio (art. 3 bis).

Al fine di consentire l'applicazione delle nuove disposizioni a partire dall'anno scolastico 2017/2018, il medesimo decreto ha previsto una disciplina transitoria per l'anno 2017/2018, secondo la quale la documentazione prevista dall'art. 3, comma 1, deve essere presentata dai genitori dei minori alle scadenze previste (10 settembre 2017, per i servizi educativi e le scuole per l'infanzia, ivi incluse quelle private non paritarie; 31 ottobre 2017 per tutti gli altri gradi di istruzione). In particolare, "la documentazione comprovante l'effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie può essere sostituita dalla dichiarazione resa ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445; in tale caso, la documentazione comprovante l'effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie deve essere presentata entro il 10 marzo 2018" (art. 5).

Con le circolari del 16 agosto 2017, sopra richiamate, il Ministero della Salute ed il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR) hanno fornito le prime indicazioni relative all'applicazione della disciplina transitoria prevista dall'art. 5 del decreto. Al riguardo, per l'anno 2017/2018, nel caso di effettuata vaccinazione, è stato precisato che, per agevolare i genitori/tutori/soggetti affidatari e dare loro il tempo necessario a recuperare la copia del libretto vaccinale, il certificato vaccinale o l'attestazione della ASL, tale documentazione può essere sostituita da c.d. autodichiarazione, resa ai sensi del d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445; in tale caso, la documentazione idonea comprovante l'effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie dovrà essere presentata entro il 10 marzo 2018.

Il Garante alla privacy si è espresso con un provvedimento, vincolante per tutte le regioni e gli enti locali, sulla richiesta della regione Toscana, riconoscendo legittimo il flusso comunicativo proposto:

- gli istituti scolastici e i servizi educativi provvederanno alla trasmissione degli elenchi degli iscritti alle aziende sanitarie competenti per territorio entro il 31 agosto 2017;

- le aziende sanitarie procederanno alla verifica della situazione vaccinale di ogni iscritto e si attiveranno, contattando i familiari, per coloro che risulteranno non in regola, al fine della loro regolarizzazione.

Si tratta di “comunicazione” di dati personali, non aventi natura sensibile o giudiziaria;  anche se non prevista da una norma di legge o di regolamento (il legislatore ha, infatti, introdotto i predetti flussi informativi diretti tra scuole e aziende sanitarie solo a decorrere dall'anno scolastico 2019/2020), è riconosciuta necessaria per lo svolgimento di funzioni istituzionali dell'amministrazione richiedente, verificando che tali finalità non possano essere altrimenti perseguite senza l'utilizzo dei dati oggetto della richiesta (artt. 18, comma, 2, 19, comma 2, e 39, del Codice).

Il provvedimento del Garante non prevede la possibilità per le famiglie di “autorizzare” preventivamente le scuole/servizi educativi ad acquisire direttamente dalle ASL  la documentazione comprovante l'effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie che deve essere presentata entro il 10 marzo 2018. Ciò,  in quanto trattasi di comunicazione di dati personali di natura sensibile tra soggetti pubblici, previsto solo a partire dal 2019.

Al riguardo, il Garante ha ricordato che se il trattamento di dati sensibili non è espressamente previsto da una disposizione di legge i soggetti pubblici possono richiedere al Garante di esprimersi in tal senso solo dopo aver adottato una norma regolamentare - con parere conforme dell'Autorità - che specifichi i tipi di dati e di operazioni identificati e resi pubblici a cura dei soggetti che ne effettuano il trattamento, in relazione alle specifiche finalità perseguite nei singoli casi e nel rispetto dei principi indicati del Codice della privacy.

Le scuole si troveranno, comunque, a trattare i dati vaccinali forniti dalle famiglie.  Il consenso al trattamento da parte delle famiglie va prestato all'ASL sulla base della norma specifica del codice che lo prevede . In particolare all'art. 18 (che riguarda i soggetti pubblici) è affermato che "Salvo quanto previsto nella Parte II per gli esercenti le professioni sanitarie e gli organismi sanitari pubblici, i soggetti pubblici non devono richiedere il consenso dell'interessato". Nessun consenso, pertanto, deve essere conferito dalle famiglie alle istituzioni scolastiche.

Non pare altresì applicabile al caso in esame quanto stabilito dal Garante con l'autorizzazione n. 2/2016 Autorizzazione al trattamento dei dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale - 15 dicembre 2016 .

L'autorizzazione riguarda i seguenti soggetti:

a) gli esercenti le professioni sanitarie a trattare i dati idonei a rivelare lo stato di salute, qualora i dati e le operazioni siano indispensabili per tutelare l'incolumità fisica o la salute di un terzo o della collettività, e il consenso non sia prestato o non possa essere prestato per effettiva irreperibilità;

b) gli organismi e le case di cura private, nonché ogni altro soggetto privato, a trattare con il consenso i dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale;

c) gli organismi sanitari pubblici, istituiti anche presso università, ivi compresi i soggetti pubblici allorché agiscano nella qualità di autorità sanitarie, a trattare i dati idonei a rivelare lo stato di salute, qualora ricorrano contemporaneamente le seguenti condizioni:

1) il trattamento sia finalizzato alla tutela dell'incolumità fisica e della salute di un terzo o della collettività;

2) manchi il consenso (articolo 76, comma 1, lett. b), del Codice), in quanto non sia prestato o non possa essere prestato per effettiva irreperibilità;

3) non si tratti di attività amministrative correlate a quelle di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione ai sensi dell'art. 85, commi 1 e 2, del Codice;

d) anche soggetti diversi da quelli di cui alle lettere a), b) e c) a trattare i dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale, qualora il trattamento sia necessario per la salvaguardia della vita o dell'incolumità fisica di un terzo. Se la medesima finalità riguarda l'interessato e quest'ultimo non può prestare il proprio consenso per impossibilità fisica, per incapacità di agire o per incapacità d'intendere o di volere, il consenso è manifestato da chi esercita legalmente la potestà, ovvero da un prossimo congiunto, da un familiare, da un convivente o, in loro assenza, dal responsabile della struttura presso cui dimora l'interessato.

I soggetti pubblici sono ricompresi nella lett. c) per la stessa finalità della lett. d) (salvaguardia della vita o dell'incolumità fisica di un terzo) per cui si tratta di ulteriori soggetti autorizzati. Inoltre, la stessa Autorità rinvia, per l'informativa e, ove previsto, per il consenso alle disposizioni di cui agli articoli 13, 23, 26 e da 75 a 82 del Codice (nessuna delle norme riguardano in modo generalizzato i soggetti pubblici, ma i soggetti privati e gli enti pubblici economici).

 

 

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