
Dimensionamento! Quanto ancora pagherà la scuola?
Editoriale a cura di Vittorio Venuti
In coincidenza con l’avvio delle iscrizioni scolastiche per l’anno 2026/2027, il Governo ha commissariato ben 4 regioni (Toscana, Emilia Romagna, Umbria e Sardegna), per mancato adeguamento dei piani di dimensionamento scolastico, ovvero non avere rispettato la misura riguardante la riorganizzazione amministrativa degli istituti in base al numero degli studenti. attraverso l’accorpamento di più plessi sotto un unico dirigente scolastico. Il commissariamento si è reso necessario a seguito della non approvazione dei rispettivi piani e dopo due deroghe concesse dal Governo. Da parte loro, le regioni si giustificano evidenziando che l’attuazione del piano avrebbe comportato un cospicuo taglio di personale ATA e docenti, e difficoltà nella gestione della rete scolastica e dell’offerta formativa.
Da parte sua il ministro Valditara ha ribadito che il dimensionamento rientra tra le riforme previste dal PNRR, peraltro voluto dal precedente governo, al fine di adeguare la rete scolastica alla popolazione studentesca su base regionale secondo nuovi parametri numerici. Il collegamento al PNRR ha reso la materia più difficile da trattare, ha detto lo stesso ministro Valditara, perché il mancato adeguamento alla norma mette a rischio le risorse già erogate all’Italia.
Non andiamo oltre sull’argomento se non per sottolineare come, al solito, la politica segue ragioni che sfuggono alla stessa ragione e adotti tempi e determinazioni che sono estranei alla scuola.
Negli ultimi decenni la scuola è stata oggetto di riforme, controriforme, tentativi di riforma, improvvisazioni e lampi di genio che non hanno fatto altro che stordirla, sminuirla, rigettarla senza alcun imbarazzo.
Eppure è il luogo in cui tutta la popolazione dall’infanzia all’adolescenza e alla giovinezza è chiamata a formarsi, istruirsi, educarsi, prepararsi alla vita. Ma sembra che a nessuno importi più di tanto, e che la scuola e il personale possano essere trattati con estremo semplicismo.
Dalla razionalizzazione al dimensionamento, la scuola ha pagato caramente gli effetti di una politica d’arrembaggio dissennato e sconvolgente. I suoi bisogni sono stati elusi, i nodi strutturali inesplorati, la sua figura violentata e sacrificata alla pubblica riprovazione.
Sulla questione dimensionamento è lecito chiedersi: è stato condotto uno studio per rilevare se e come abbia o non abbia funzionato e perché? Costa così tanto considerare che scuole con più plessi, a volte anche molto distanti tra loro, non possano garantire quella qualità di cui ci si riempie la bocca e si fanno proclami? La nostra scuola, la scuola italiana produce qualità solo a macchia di leopardo. Intanto, la scuola primaria in particolare boccheggia, abbracciata alla secondaria di primo grado. A qualcuno interessa?
Gi articoli di questo numero:
Annalisa Frigenti e Gianfranco Chicca aprono questo numero con “Italiano, parole in arte”, nel quale si esalta la musicalità della lingua italiana e di come il mondo musicale nelle sue varie sfaccettature, forme e rappresentazioni possa contribuire non solo alla diffusione della cultura musicale nel mondo ma anche avere effetti positivi sulla diffusione della lingua e della cultura italiana. Da qui le proposte per la promozione e la diffusione della lingua italiana nel mondo attraverso l’arte del teatro musicale avendo sullo sfondo l’obiettivo di far conoscere ed apprezzare sempre più ai discenti le espressività artistico/musicali della lingua italiana attraverso la musica e il teatro: esattamente quanto affermato e previsto dalle Nuove Indicazioni Nazionali: L’Italia vanta un patrimonio musicale di inestimabile valore, con compositori e interpreti che hanno segnato la storia della musica (a livello mondiale ndr). Lo studio della Musica è fondamentale per conoscere una parte di inestimabile valore del nostro patrimonio identitario grazie al quale l’Italia è nota nel mondo. Peraltro, dando rilievo all’esigenza di corrispondere alla intelligenza musicale di cui ciascuno è comunque variamente dotato come evidenziato da Howard Gardner nella sua teoria delle intelligenze multiple.
Antonietta Di Martino presenta la seconda parte de “Le moleste nel luogo di lavoro: identikit, prevenzione e gestione”, ove si sofferma sulla rilevanza del fenomeno, avendo effetti notevoli sulla cultura delle organizzazioni e sul benessere complessivo dei lavoratori, che richiedono di essere affrontati con un impegno concreto, sistematico e consapevole da parte dei datori di lavoro, attraverso l’adozione di misure organizzative, formative e culturali. Il Report ISTAT relativo all’anno 2022 – 2023 stima che 2 milioni e 322 mila è il numero delle persone di 15-70 anni che hanno subito almeno una molestia sul lavoro nel corso della vita, di cui l’81,6% donne, pari a 1 milione 900 mila.
Pasquale Annese tratta di “Visite e viaggi d’istruzione: principio di rotazione e frazionamento artificioso nelle procedure sotto soglia” riprendendo la nota MIM n. 8524 del 07/11/2025, che ha fornito precise indicazioni in merito all’organizzazione delle visite e viaggi d’istruzione per l’a.s. 2025/2026, indicazioni già anticipate in parte con nota 7254 del 24.09.2025. Nello specifico, vengono evidenziati i due passaggi più importanti: 1. La suddivisione delle visite e viaggi d’istruzione in procedure autonome; 2. La definizione delle istituzioni scolastiche quali amministrazioni sub-centrali. All’uopo viene fornito un prospetto riepilogativo.
Gianluca Dradi si sofferma su “L’autonomia scolastica alle prese con le circolari ministeriali”, richiamando l’attenzione sulla prassi del Ministero di impartire, attraverso lo strumento delle circolari (o note), direttive volte a uniformare l’azione degli istituti scolastici. La legittimità di tale prassi trova il suo fondamento nel fatto che l’art. 14 del DPR 275/1999 attribuisce alle scuole l’esercizio delle funzioni amministrative, non la titolarità, che resta in capo allo Stato, che può quindi impartire istruzioni in merito al loro esercizio.
Rocco Callà nel suo pezzo “Cambiano i presupposti della responsabilità amministrativa dei dirigenti e dipendenti” si sofferma sul recente intervento fatto dal Parlamento con la legge 17 gennaio 2026, n.1 in materia di riforma delle funzioni della Corte dei conti con particolare riferimento ai presupposti della responsabilità amministrativa per danno erariale nei confronti di dirigenti e dipendenti pubblici.
Filippo Cancellieri è attento al fatto di cronaca della “famiglia nel bosco”, che continua ad essere oggetto di attenzione dei media e propone una riflessione ad hoc: “L’istruzione parentale … nel bosco”, centrando l’attenzione sulla “homeschooling”, una forma di scolarizzazione alternativa a quella formale, pubblica e privata, in Italia perseguita da meno dello 0,3% della popolazione scolastica, un po’ per sfiducia verso un sistema educativo ritenuto inefficiente, un po’ per ragioni di tipo ideologico e religioso e un po’ per diffidenza verso una composizione sociale multietnica e interclassista.
Marilù Federico propone “Tra obbligo e promessa - Le Indicazioni Nazionali 2025, la crisi degli apprendimenti e il futuro possibile della scuola”, rilevando che tra queste due polarità (obbligo e promessa), la scuola italiana si muove da sempre, oscillando tra una funzione formativa e una istruttiva, tra educazione e addestramento, tra esperienza e prescrizione rilevando che Le Nuove Indicazioni Nazionali (a.s.2026/2027) si collocano esattamente in questo spazio di tensione, in un momento storico in cui i dati sulle fragilità degli apprendimenti, restituiti dalle rilevazioni INVALSI 2025, rendono non più eludibile una riflessione sul rapporto tra discipline, competenze e qualità dell’esperienza scolastica.
Mario Di Mauro, per la Scuola in Europa, interviene col suo rituale interrogativo: “Dai potenziali di ogni logica algoritmica a quelli di un creativo pensiero umano in divenire.” In che modo discutere di insegnamento e di apprendimento tra così tanto limitanti sintassi e illimitate semantiche? Magnifica materia quella che ha a che fare su come ‘comunicare’ in un contesto storico quale l’attuale in cui le due parole più assordanti continuano ad essere ancora ‘intelligenza’ e ‘artificiale’, creando scompiglio in ogni linguaggio corrente, che si tratti di un qualunque parlato umano o quello di un risponditore automatico che operi in sequenziale o in parallelo.
Stefano Callà, per Giurisprudenza scolastica, ci informa che è “Legittima la sanzione irrogata al docente che contesta la Shoah durante una commemorazione scolastica”. Il caso in questione riguarda un insegnante che nella Giornata della Memoria, durante una commemorazione organizzata dall’istituto scolastico, ha interrotto l’evento contestando pubblicamente fatti e dati relativi allo sterminio degli ebrei, mettendo in discussione numeri e testimonianze delle vittime dello sterminio nazista. I Giudici di primo e secondo grado e la Cassazione hanno respinto il ricorso del docente confermando la decisione assunta dall’amministrazione scolastica.
Tullio Faia, per I casi della scuola, si interroga su “L’insegnante di sostegno ha corresponsabilità educativa verso tutti gli alunni per assicurare loro il successo formativo?” Nel sistema scolastico italiano, il docente di sostegno rappresenta una figura professionale centrale per la realizzazione dei principi di inclusione e pari opportunità. Tuttavia, una delle principali criticità interpretative riguarda la sua corresponsabilità educativa e didattica nei confronti dell’intera classe, e non del solo alunno con disabilità. Tale corresponsabilità è oggi chiaramente riconosciuta sia sul piano normativo sia su quello psico-pedagogico.
Vittorio Venuti propone “Il senso della Reciprocità nella relazione tra insegnante e alunno”, come ben evidenziato da Paulo Freire con l’affermazione che, pur nella asimmetria dei ruoli, chi forma si forma e si ri-forma nell’atto stesso di formare, mentre chi viene formato si forma e al tempo stesso diventa formatore nell’atto di essere formato. Misura del riconoscimento dell’altro e dei significati emotivi, sociali, empatici ed altruistici che rappresenta, la reciprocità definisce l’equilibrio tra il dare e il ricevere; in ogni caso comporta un dialogo che si può sviluppare in termini di crescita per entrambe le parti, a patto che non comporti un eccesso in un senso o nell’altro.
Riforma della scuola sulla linea di partenza
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GUIDA ALLA PROVA ORALE

Come è noto le istituzioni scolastiche sono state chiamate ad adottare entro il prossimo 31 marzo 2026 il Piano annuale dei flussi di cassa previsto dall’art. 6, comma 1, del D.L. 19 ottobre 2024, n. 155.

Il corso offre un’analisi sistematica e aggiornata del percorso di formazione e del periodo annuale di prova del personale docente neoassunto e dei docenti che ottengono il passaggio di ruolo, alla luce delle più recenti innovazioni normative e degli orientamenti giurisprudenziali consolidati.



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