Ultime notizie

Riforma della scuola sulla linea di partenza

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

Infine, il ministro Valditara ce l’ha fatta. Con l’approvazione delle Indicazioni Nazionali per i licei, in concorso con le Indicazioni per la scuola dell’Infanzia e del primo ciclo e di una ricca serie di decreti, atti amministrativi e proposte di legge volti a modificare diversi aspetti del sistema educativo italiano, si può dire conclusa l’azione di riforma della scuola perseguita con apprezzabile pervicacia dal ministro Valditara. Non si può dire che il complesso degli interventi abbia avuto un felice riscontro da parte di chi nella scuola lavora e crede. È come se fosse stato decretato d’imperio il “è tutto da rifare” del campione ciclistico Gino Bartali.

I decreti delle Indicazioni Nazionali, in particolare, evidenziano risvolti problematici per quanto riguarda la stesura, sia nel metodo e sia nel merito, ma non staremo qui a rilevare criticamente ciò che costituisce dibattito già dalla data dell’approvazione. Sono state una sorpresa, perché, a priori, fanno piazza pulita di un impianto ben rodato da anni, senza se e senza ma, per nuovi fondanti riferimenti che entrano nel merito dell’essere e del consistere della scuola, riproponendo “programmi” e suggestioni condizionati da criteri ideologici che si credevano non confacenti con la visione di una scuola aperta al futuro. Ricordiamo che, in passato, nella stesura dei programmi prima e delle Indicazioni poi hanno partecipato pedagogisti e psicologi di chiara fama, che si è tenuto conto delle teorie di illustri personaggi, che i documenti hanno sempre evidenziato una trama che consentiva alle varie parti di confrontarsi ed integrarsi per dare il senso di un corpo unico e complesso, sebbene articolato in diverse sezioni.

Allo stato attuale, non si può fare a meno di chiedersi quali siano le coordinate che hanno definito la Nuove Indicazioni, quale sia stato il coordinamento delle varie parti, quale metodo e quale idea ha sostenuto la loro elaborazione.

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I compensi spettanti ai commissari interni ed esterni componenti delle commissioni degli esami di maturità 2025/2026
Liquidazione dei compensi -  situazioni e casi.
Maria Rosaria Tosiani

Adempimenti finali dell’anno di formazione e prova dei docenti
Il dirigente deve accertare preliminarmente che il docente abbia assolto gli obblighi minimi di servizio per la validità dell'anno di prova.
Lo Friddo Giuseppe

Dichiarazioni non veritiere rese in occasione dell’accesso alle graduatorie d'istituto
Non sempre la condanna penale è causa di decadenza automatica con la risoluzione del contratto.
Marta Brentan

La convenzione con le associazioni esterne per l’uso dei locali scolastici
Quadro normativo, requisiti di forma e ruolo dell’ente locale dopo la Legge 7 aprile 2026, n. 53.

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Riforma della scuola sulla linea di partenza
Infine, il ministro Valditara ce l’ha fatta. Con l’approvazione delle Indicazioni Nazionali per i licei, in concorso con le Indicazioni per la scuola dell’Infanzia e del primo ciclo e di una ricca serie di decreti, atti amministrativi e proposte di legge volti a modificare diversi aspetti del sistema educativo italiano, si può dire conclusa l’azione di riforma della scuola perseguita con apprezzabile pervicacia dal ministro Valditara. Non si può dire che il complesso degli interventi abbia avuto un felice riscontro da parte di chi nella scuola lavora e crede. È come se fosse stato decretato d’imperio il “è tutto da rifare” del campione ciclistico Gino Bartali.
Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

La “fatica dell’amministrare” e la nuova disciplina del danno erariale
La nuova responsabilità erariale dopo la Legge Foti: tra superamento dello “scudo”, tipizzazione della colpa grave e tutela del decisore pubblico.
Gianluca Dradi

La nuova valutazione del comportamento
Quali sono le conseguenze di un voto pari o inferiore a sei e,soprattutto, quali ne sono i presupposti.

Fare l’insegnante: una professione in “tensione”

Editoriale di Ivana Summa

È possibile individuare una prospettiva che ci consenta di disegnare come si concretizza, nelle nostre scuole, il “fare l’insegnante”? Nel passaggio tra le descrizioni normative e contrattuali della professionalità docente e il suo farsi quotidiano si verifica una pluralità di interpretazioni, in parte dovute al loro coniugarsi in rapporto ai diversi gradi di scuola che accolgono alunni di età molto diverse e, in parte, alla persona dello stesso insegnante, con le sue competenze che riguardano anche aspetti relazionali. A tutto ciò oggi è necessario aggiungere la turbolenza sociale di quest’ultimo decennio che, per amor di sintesi, descriviamo come un flusso frenetico e continuo di innovazione tecnologica e, in particolare, la rivoluzione digitale  e dei dati che induce trasformazioni non solo nei comportamenti di tutti noi, e perfino nel nostro modo di osservare e comprendere il mondo. Il cambiamento della professionalità docente oggi è diventato  una necessità per sopravvivere cercando di dare risposte  adeguate, ma ciò comporta una “tensione”   sovraccarica di emozioni come ansia, paura dei rischi, spaesamento di  fronte ad un cambiamento sociale irruente e  poliedrico,  di cui è complesso per tutti stabilire la direzione o, meglio, le direzioni. Tensione che, è bene sottolinearlo,  è una caratteristica di ogni singolo docente, che la vive  con sfumature diverse, negative e/o positive, ma sempre irrisolta nel  tentativo di un   bilanciamento tra le rassicuranti vecchie pratiche e le nuove generate dalla propria professionalità, agendo in un  continuo flusso di norme che piovono dall’alto.  Il nodo fondamentale per la scuola si addensa intorno all’intreccio del processo di insegnamento   con quello dell’apprendimento, del come insegnare e del che cosa insegnare: il come riguarda soprattutto le scelte  collegiali ed individuali, il cosa riguarda soprattutto i decisori centrali che  hanno il potere di definire le linee guida entro cui le scuole dovrebbero muoversi, tra autonomia scolastica e libertà di insegnamento. Ma gli insegnanti, che lavorano  nelle migliaia di scuole sparse  su un territorio nazionale quanto mai vario, non operano in un vuoto sociale;  debbono fare i conti con le realtà con cui si confrontano quotidianamente: la tipologia di scuola/istituto, la composizione del personale docente, le modalità di conduzione delle scuole da parte del dirigente scolastico, gli alunni, le famiglie, la  composizione del territorio sia a livello di istituzioni (regione, comuni) che di presenza di risorse materiali ed immateriali.

EDITORIALE Ivana Summa 

Fare l’insegnante: una professione in “tensione”

È possibile individuare una prospettiva che ci consenta di disegnare come si concretizza, nelle nostre scuole, il “fare l’insegnante”? Nel passaggio tra le descrizioni normative e contrattuali della professionalità docente e il suo farsi quotidiano si verifica una pluralità di interpretazioni, in parte dovute al loro coniugarsi in rapporto ai diversi gradi di scuola che accolgono alunni di età molto diverse e, in parte, alla persona dello stesso insegnante, con le sue competenze che riguardano anche aspetti relazionali. 

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: l’attualità

AISO: un Outdoor immersivo e solidale Andrea Porcarelli

Per una professionalità docente Renato Candia

Come sono gli insegnanti oggi Gian Carlo Sacchi

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: riflessioni

“Ma il dirigente che animale è?”

Editoriale di Anna Armone
Direttore Responsabile

Prendo spunto dalle prove scritte del concorso a dirigente scolastico della Provincia di Trento per fare una riflessione: la figura dirigenziale nella scuola è una figura collocata nell’ambito della dirigenza amministrativa di cui al d.lgs. 165, art. 17, è un leader educativo o è un ibrido che naviga a vista?

Le prove scritte del concorso trentino propendono sicuramente sul secondo modello, considerato che tutte e tre le prove vertono su materie organizzative e pratiche didattiche. In effetti, prima di continuare, preciso che le prove preselettive hanno testato le conoscenze giuridiche e finanziarie del dirigente, cosa che fa pensare ad una selezione progressiva. Una volta accertate le competenze “hard” si è passati alle competenze “soft”. In questo caso la selezione risponderebbe alla duplice “faccia” del dirigente scolastico descritta nel profilo di cui all’art. 25 del d.lgs. 165/2001. Ma noi proseguiamo il nostro ragionamento.

Se pensiamo al dirigente pubblico lo vediamo dirigere la propria organizzazione con strumenti formali che consentono di tenere sotto controllo la struttura. Ciò è garantito da un’organizzazione ancora oggi piramidale (in particolare dopo il d.lgs. 150/2009) che vede una funzione dirigenziale sovraesposta rispetto alla base operativa. L’equiparazione della funzione dirigenziale in ambito pubblico alla dirigenza privatistica poggia essenzialmente sui poteri attivabili così come prevede il codice civile nel Libro V del lavoro. È ovvio che l’efficienza di qualsiasi ufficio pubblico non poggia esclusivamente su strumenti formali, anzi, al contrario, ha bisogno di una leadership autorevole che motivi e valorizzi il personale. Questo assetto è correlato alla produzione di un servizio che non è “funzione sociale” (se non nel caso della sanità) e produce atti, verifiche, controlli, servizi. L’istituzione scolastica si colloca nel panorama pubblico in una posizione unica, assimilabile, ma non completamente al sistema sanitario. L’esercizio della funzione sociale diventa sempre più complesso a seguito della valutazione economica del servizio che porta le decisioni politiche a compiere valutazioni di policy condizionate ai limiti della finanza e, nel caso della disponibilità straordinaria, come nel caso del PNRR, a peccare di capacità programmatoria.

“Ma il dirigente che animale è?”
Editoriale: di Anna Armone

Prendo spunto dalle prove scritte del concorso a dirigente scolastico della Provincia di Trento per fare una riflessione: la figura dirigenziale nella scuola è una figura collocata nell’ambito della dirigenza amministrativa di cui al d.lgs. 165, art. 17, è un leader educativo o è un ibrido che naviga a vista?
Le prove scritte del concorso trentino propendono sicuramente sul secondo modello, considerato che tutte e tre le prove vertono su materie organizzative e pratiche didattiche. In effetti, prima di continuare, preciso che le prove preselettive hanno testato le conoscenze giuridiche e finanziarie del dirigente, cosa che fa pensare ad una selezione progressiva. Una volta accertate le competenze “hard” si è passati alle competenze “soft”. In questo caso la selezione risponderebbe alla duplice “faccia” del dirigente scolastico descritta nel profilo di cui all’art. 25 del d.lgs. 165/2001. Ma noi proseguiamo il nostro ragionamento.

Sanzioni disciplinari e valutazione del comportamento degli alunni - Seconda Parte di  Riccardo Lancellotti

Il danno da mobbing tra tipicità e atipicità dell’illecito: profili definitori e tutela risarcitoria di Francesco Baccolini

Digitalizzazione e Cyberbullismo di Maurizia Maiano

Guida pratica e coordinata agli Esami di Maturità nel Secondo Ciclo a.s. 2025/2026
a cura di
Antonio Di Lello

1. I candidati
1.1. Generalità
1.2. I Candidati interni
1.2.1. L’ammissione
1.2.2. PCTO (Alternanza Scuola-Lavoro) e Invalsi nell’Esami di Maturità
1.2.3. La validità dell’anno scolastico
1.2.4. Le Sedi di esame
1.2.5. La presentazione delle domande
1.3. I Candidati esterni
1.3.1. L’ammissione
1.3.2. Le Sedi di esame e l’assegnazione ad esse
1.3.3. La presentazione delle domande
1.3.4. Deroghe alla territorialità
1.3.5. L’esame preliminare

Dal 14 al 18 maggio 2026, presso il Lingotto Fiere, si terrà la XXXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, il principale appuntamento italiano dedicato all’editoria, capace ogni anno di riunire centinaia di editori, autori e professionisti del settore, con un’affluenza che supera le duecentomila presenze.

In questo contesto di rilievo nazionale e internazionale, Euroedizioni Torino sarà presente tra gli espositori dell’edizione 2026, portando al Salone la propria consolidata esperienza editoriale e il proprio impegno nella produzione di contenuti specialistici destinati al mondo della scuola.

Sarà possibile incontrarci presso il Padiglione 2 – Stand H06, al seguente link:
https://www.salonelibro.it/elenco-espositori/euroedizioni/SL4113426038

La partecipazione al Salone rappresenta per Euroedizioni un momento centrale di incontro e confronto diretto con docenti, dirigenti scolastici, personale amministrativo e, più in generale, con tutti gli operatori del settore educativo. Si tratta di un’occasione particolarmente significativa per intercettare le trasformazioni in atto nel panorama culturale e formativo, nonché per presentare le proprie pubblicazioni, le riviste specialistiche e i progetti editoriali in corso di sviluppo.

Si fa riferimento all'Avviso 95165, che segue al  D.M. n.38 del 6 marzo 2026, esplicita la destinazione di risorse per la formazione del personale docente ed educativo della scuola, nell’ambito del Programma Nazionale “PN Scuola e competenze 2021-2027”, in attuazione del regolamento (UE) 2021/1060.

Vi proponiamo una serie di laboratori di formazione per personale docente secondo le indicazioni fornite nell'avviso ministeriale sui seguenti moduli formativi:

 

·        MODULO - Competenze culturali, disciplinari, educative, pedagogiche, psicopedagogiche, didattiche, digitali, metodologiche e relazionali, riflessive ed autovalutative

·        MODULO- Competenze nella micro e macro-progettazione didattica ed educativa

·        MODULO - Competenze nella gestione dei gruppi classe, nella costruzione di ambienti favorevoli all’apprendimento e di relazioni positive con gli studenti

·        MODULO - Competenze nella didattica orientativa

·        MODULO -Competenze nello svolgimento dei compiti connessi con la funzione docente e con l’organizzazione scolastica

 

I corsi saranno articolati in diverse aree tematiche ognuna con la propria specificità, mantenendo un filo logico lungo tutto il percorso.

I corsi avranno la durata di 30 ore e saranno erogati online o in presenza a seconda della specifica richiesta degli istituti scolastici.

L'INFORMAZIONE IN BREVE

CCNL 2025-2027 Istruzione e Ricerca - parte Economica

In presenza di un distacco sindacale con prestazione lavorativa ridotta, occorre riproporzionare i permessi ex art. 33 della legge 104/1992?

Il dipendente/dirigente sindacale in distacco part-time, che ha subito durante lo svolgimento del proprio servizio un infortunio sul lavoro, può recuperare le giornate non fruite di distacco sindacale durante il periodo di infortunio?

Come deve intendersi l’espressione “i periodi di distacco sono equiparati a tutti gli effetti al servizio pieno prestato nell’amministrazione anche ai fini del trattamento pensionistico” contenuta nell’art. 19, comma 3 del CCNQ 4 dicembre 2017?

Vi sono limiti - eventualmente connessi alla dimensione dell’Ente o alla consistenza associativa di una organizzazione sindacale - al numero di dipendenti che possono essere nominati dirigenti sindacali?

Incentivo al posticipo del pensionamento: le novità per il 2026 comunicate dall'INPS

Graduatorie GAE 2026-28: Apertura delle funzioni per la scelta delle sedi ai fini dell’inclusione nelle graduatorie di istituto

Graduatorie 24 mesi personale ATA

L'INPS ha comunicato l’apertura del servizio per la presentazione delle domande del Bonus nuovi nati 2026

Argomenti

Gli adolescenti e la “metafora del gambero”
L’avvio della primavera non è stato felice per la scuola, teatro di fatti che l’hanno sconvolta profondamente e sui quali occorrerà riflettere con l’intenzione di capire dove stiamo andando e cosa fare per correggere il tiro, se ancora si è in tempo per porre un qualche rimedio. Riepiloghiamo sommariamente: In una scuola del bergamasco, tredicenne accoltella gravemente l’insegnante di francese, rammaricandosi di non averla uccisa e, comunque, diffondendo in diretta su Instagram le immagini dell’attentato. A casa dello studente, i carabinieri troveranno del materiale esplosivo potenzialmente pericoloso. Sconcertante l’affermazione autoassolutoria del ragazzo: “Visto che a quanto pare i ‘ragazzi’ non capiscono cosa sia giusto e cosa no, userò questo a mio vantaggio. Non posso essere incarcerato, dato che in Italia l'età minima per la responsabilità penale è 14 anni, e non posso nemmeno essere processato, quindi farò quello che ho sempre voluto fare, uccidere lei e chiunque cerchi di impedirmelo".
Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

La delega di funzioni in materia di salute e sicurezza
Quello che occorre sapere in otto domande e risposte.
Antonietta Di Martino

Operazioni connesse con lo svolgimento degli esami di maturità
Schema riassuntivo delle attività per agevolare il lavoro delle commissione.

Gli adolescenti e la “metafora del gambero”

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

L’avvio della primavera non è stato felice per la scuola, teatro di fatti che l’hanno sconvolta profondamente e sui quali occorrerà riflettere con l’intenzione di capire dove stiamo andando e cosa fare per correggere il tiro, se ancora si è in tempo per porre un qualche rimedio. Riepiloghiamo sommariamente:

In una scuola del bergamasco, tredicenne accoltella gravemente l’insegnante di francese, rammaricandosi di non averla uccisa e, comunque, diffondendo in diretta su Instagram le immagini dell’attentato. A casa dello studente, i carabinieri troveranno del materiale esplosivo potenzialmente pericoloso. Sconcertante l’affermazione autoassolutoria del ragazzo: “Visto che a quanto pare i ‘ragazzi’ non capiscono cosa sia giusto e cosa no, userò questo a mio vantaggio. Non posso essere incarcerato, dato che in Italia l'età minima per la responsabilità penale è 14 anni, e non posso nemmeno essere processato, quindi farò quello che ho sempre voluto fare, uccidere lei e chiunque cerchi di impedirmelo.

Diciassettenne pescarese, domiciliato in provincia di Perugia e affiliato a gruppi neo nazisti su Telegram, viene arrestato con l’accusa di terrorismo per aver pianificato una strage in un liceo. La strage si sarebbe conclusa con il suo suicido, emulando quella compiuta da due adolescenti alla Columbine High School (Stati Uniti) nel 1999, nella quale morirono 14 persone oltre gli stragisti. Tra il materiale sequestrato figurano documenti contenenti indicazioni tecniche su sostanze chimiche e batteriologiche pericolose, nonché vademecum dedicati al sabotaggio di servizi pubblici essenziali, il tutto inserito in una chiara cornice di finalità terroristica.

Altro tredicenne, nel biellese, anziché recarsi a scuola, tira dritto e porta a compimento una rapina in un ufficio postale puntando una pistola, che poi si è rivelata essere un’arma giocattolo; bottino 500 euro e fuga interrotta dall’intervento dei carabinieri. Data la giovane età, il ragazzo non è imputabile per legge.

L'INFORMAZIONE IN BREVE

Congedo parentale: limite esteso ai 14 anni del figlio

Nuovo ISEE 2026 - L'INPS aggiorna il nuovo modello di Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) e la relativa attestazione ISEE

Mobilità scuola triennio 2025-2028: dopo la firma del CCNI emanate le ordinanze

Proroga per la predisposizione del Conto Consuntivo 2025

Aggiornati i nuovi requisiti pensionistici per il 2027 e il 2028 - Le nuove disposizioni relative all’adeguamento agli incrementi della speranza di vita

Mobilità scuole italiane all’estero

Accordo quadro Viaggi di istruzione e Stage linguistici

Il Garante ribadisce il diritto all’assistenza degli alunni con disabilità

Riforma degli Istituti tecnici

Si fa riferimento all'Avviso MIM prot. 0073226 del 27.03.2026 – PNRR M4C1 Investimento 2.1 – Snodi formativi per la transizione digitale sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale nella scuola per informare che la Casa Editrice Euroedizioni - divisione formazione - organizza dei corsi di formazione finalizzati alla progettazione  di Snodi formativi per la transizione digitale sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale nella scuola – PNRR M4C1 Investimento 2.1.

In allegato il progetto formativo, redatto da Euroedizioni, calibrato per ridurre al minimo il carico sul personale scolastico, nel pieno rispetto dei requisiti dell'Avviso:

  • Modulo A (percorsi teorici) interamente online: video-lezioni asincrone fruibili in autonomia da pc o smartphone, con un unico webinar live di 2 ore per edizione – senza impatto sull'orario di servizio
  • Modulo B (laboratori sul campo) concentrato in giornate intensive singole da 6 ore, collocabili in sabati o giornate di programmazione già previste in calendario – zero supplenze, zero chiusure di classi
  • Copertura normativa completa: AI Act, D.M. 166/2025, GDPR, DigComp 3.0 e DigCompEdu
  • Gestione integrale della rendicontazione PNRR: piattaforme, attestati, dichiarazioni UCS, reportistica

La candidatura viene presentata dalla scuola sulla piattaforma Futura PNRR – Gestione Progetti (pnrr.istruzione.it). Euroedizioni supporta il Dirigente Scolastico e il DSGA in ogni fase della compilazione del formulario, inclusa la generazione del CUP.

Il coordinamento scientifico e didattico di tutte le attività formative previste dal progetto sarà svolto da personale qualificato, scelto da Euroedizioni, con specifica competenza nell’applicazione dell’IA in ambito educativo e nella progettazione di percorsi formativi per il personale scolastico, che assicura la piena coerenza dei percorsi con i requisiti dell’Avviso MIM prot. 0073226/2026, con le Linee guida sull’IA nelle scuole (D.M. 166/2025) e con il quadro normativo europeo (AI Act, Reg. UE 2024/1689).

Considerata l'imminenza della scadenza, Le chiediamo di manifestare il proprio interesse entro il 14 aprile 2026, così da consentire il completamento del formulario nei termini previsti.

Euroedizioni

[email protected]

“Una riforma annunciata: la nuova responsabilità amministrativa dei dipendenti pubblici”

Editoriale di Anna Armone
Direttore Responsabile

Un inizio d’anno colpevole di tragedie e disastri ambientali che hanno coinvolto tutti noi cittadini facendo luce su aspetti della realtà che non escludono nessuno.

Nel mondo legislativo la legge n. 1 del 2026 riguarda le modifiche alla legge 14 gennaio 1994, n. 20, e altre disposizioni, nonché delega al Governo in materia di funzioni della Corte dei conti e di responsabilità amministrativa e per danno erariale. Il dibattito su questa riforma è in corso sin dal 2020 quando il Decreto Semplificazione introdusse la limitazione della responsabilità amministrativa al dolo e alla colpa grave solo omissiva. Già quella disposizione fu oggetto di ricorso alla Corte costituzionale che, con la sentenza 132/2025, ha messo le basi legittimanti della nuova legge n. 1/2026. La Corte, chiamata a giudicare della legittimità costituzionale della menzionata scelta legislativa, in una decisione che costituisce la testata d’angolo della sua giurisprudenza nella materia, ha chiarito che già i relativi lavori preparatori evidenziavano «l’intento di predisporre, nei confronti degli amministratori e dei dipendenti pubblici un assetto normativo in cui il timore della responsabilità non esponga all’eventualità di rallentamenti ed inerzie nello svolgimento dell’attività amministrativa» (sentenza n. 371 del 1998).

Pertanto, «nella combinazione di elementi restitutori e di deterrenza che connotano l’istituto qui in esame, la disposizione risponde [...] alla finalità di determinare quanto del rischio dell’attività debba restare a carico dell’apparato e quanto a carico del dipendente, nella ricerca di un punto di equilibrio tale da rendere, per dipendenti ed amministratori pubblici, la prospettiva della responsabilità ragione di stimolo, e non di disincentivo» (così, la citata sentenza n. 371 del 1998).

“Una riforma annunciata: la nuova responsabilità amministrativa dei dipendenti pubblici”
Editoriale: di Anna Armone

Un inizio d’anno colpevole di tragedie e disastri ambientali che hanno coinvolto tutti noi cittadini facendo luce su aspetti della realtà che non escludono nessuno. 
Nel mondo legislativo la legge n. 1 del 2026 riguarda le modifiche alla legge 14 gennaio 1994, n. 20, e altre disposizioni, nonché delega al Governo in materia di funzioni della Corte dei conti e di responsabilità amministrativa e per danno erariale. Il dibattito su questa riforma è in corso sin dal 2020 quando il Decreto Semplificazione introdusse la limitazione della responsabilità amministrativa al dolo e alla colpa grave solo omissiva.

Sanzioni disciplinari e valutazione del comportamento degli alunni di Riccardo Lancellotti

Le indicazioni nazionali per il primo ciclo di Gian Carlo Sacchi

Bullismo all’incontrario di Maurizia Maiano

Argomenti

La verifica del possesso dei requisiti nei contratti ad evidenza pubblica
Non sempre un operatore economico può partecipare ad un bando né tantomeno aggiudicarsi il contratto proprio a causa della mancanza di determinati requisiti.
Maria Rosaria Tosiani

Assenza per infortuni del dipendente causato da terzi rivalsa dell'amministrazione
La Corte di Cassazione ha affermato che il responsabile di lesioni personali in danno a un lavoratore dipendente è tenuto al risarcimento in favore del datore di lavoro per la mancata utilizzazione delle prestazioni lavorative.
Rocco Callà

Il contributo volontario delle famiglie.Tra autonomia scolastica, partecipazione e corresponsabilità educativa
Laura Bertocchi - Mario Maviglia

Prevalenza del principio del favor anche per le assenze post ricovero
L'importanza delle deroghe introdotte per via contrattuale.
Angelo Muratore

Disciplina fiscale e previdenziale dei contratti con esperti esterni e gestione separata inps (aliquote contributive anno 2026)

Il dado è tratto, la riforma della scuola è bella e pronta

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

A discreti e decisi passi, si va completando sempre più il quadro riformatore della scuola secondo Valditara, un profondo rinnovamento che ha toccato i punti strategici del sistema d’istruzione, dalla disciplina alla valutazione della condotta - che ritorna ad essere fondamentale ai fini di promozione o bocciatura -, dalla valorizzazione del merito al lancio della filiera 4+2 per collegare meglio istruzione e lavoro, dal divieto di smartphone in classe ai programmi scolastici (3-14 anni), che segnano il ritorno alle materie tradizionali, con latino facoltativo alle medie, il potenziamento della grammatica e l’accentramento sulla storia italiana ed europea, ed altro ancora, a disegnare un puzzle che sradica la scuola dal percorso che stava seguendo, in stretto raccordo con gli orientamenti europei, per essere dirottata verso il mito del merito, della disciplina e della sanzione, per di più volgendo lo sguardo all’indietro, come in preda ad un nostalgico “ritorno al futuro”.

Una riforma che è stata pennellata un po’ alla volta secondo una precisa visione ideologica più che non secondo rilievi di inadeguatezze o intercettazione di più proficui orientamenti: uno sradicamento che intende privilegiare visioni che, al momento, sembrano essere orfane del contributo della psicologia, della pedagogia, della didattica funzionale.  Un cambiamento radicale del quale non si riesce ad apprezzare un ordito che risponda alle esigenze di una attualità proiettata sul futuro, aspetto che non riusciamo ad apprezzare e neanche ad intravvedere nel nuovo quadro riformatorio. Eppure bisognerà pur sempre condividerla e, concorrere perché la scuola trovi un po’ di ristoro e, comunque, sappia riemergere magari intervenendo con un po’ di saggia creatività, pur sempre all’ombra dei grandi della psicologia e della pedagogia.

Gli articoli di questo numero:

Argomenti

Il dado è tratto, la riformaIl dado è tratto, la riformadella scuola è bella e pronta
A discreti e decisi passi, si va completandoA discreti e decisi passi, si va completandosempre più il quadro riformatore della scuolasecondo Valditara, un profondo rinnovamentoche ha toccato i punti strategici del sistema d’istruzione, dalla disciplina alla valutazione dellacondotta - che ritorna ad essere fondamentale aifini di promozione o bocciatura...
Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

Prevenzione e tutela nei luoghi di lavoro: cosa cambia con il D.L. n. 159/2025, convertito con modificazioni dalla L. 29 dicembre 2025, n. 198
Misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e in materia di protezione civile.
Antonietta Di Martino

Impatto culturale e didattico delle nuove indicazioni nazionali
Cosa sono e perché sono utili nella pratica scolastica.
Filippo Cancellieri

Validità dell’anno scolastico e assenze giustificabili dell’alunno con disabilità
Ruolo del Gruppo di lavoro operativo e del Consiglio di classe.
Tullio Faia

La Formazione Scuola-Lavoro (FSL) e il modello 4+2
Verso una nuova governance dell’apprendimento.
Claudio Naddeo

 

GUIDA ALLA PROVA ORALE

CONCORSO DIRIGENTE TECNICO

Quesiti su tutte le materie del concorso equesiti di tipo situazionale sulla funzione ispettiva

EUROEDIZIONI 2026 - Pagina 550 - costo 36,00 euro

Mario Maviglia - Rocco Callà

 

Una scuola ad alta tensione formativa

Editoriale di Ivana Summa

Ma l’alunno/allievo/scolaro/studente che abita le nostre scuole, chi è? È un essere reale o un costrutto teorico, frutto di una proiezione collettiva o di una rappresentazione retorica funzionale a finalità politiche, a volte estranee alle finalità costituzionali? Leggendo la cronaca e gli interventi di maître à penser e politici, ma anche decreti e circolari ministeriali dettati da criteri emergenziali e punitivi, si resta stupiti dalla rappresentazione sociale dei nostri figli che si inferisce. A delineare meglio questa idea contribuisce anche un numero sempre crescente di insegnanti che si lamentano degli atteggiamenti e comportamenti dei giovani che, troppo spesso, non consentono loro di insegnare. Ne consegue un’immagine pubblica di impotenza e di inadeguatezza della scuola, tanto che il ministero, per aiutare e difendere gli insegnanti (sic!), ha messo in piedi una sorta di pronto soccorso giuridico emanando norme prêt à porter: si istituisce “un referente per il bullismo”, si coinvolgono specialisti esterni, si aggiunge una disciplina in un curriculo scolastico già overload, si vieta l’uso dello smartphone, si rafforza il sistema delle sanzioni disciplinari, si propone il controllo preventivo prima di oltrepassare le mura scolastiche.

Questi interventi “tampone” seguono una logica di tipo politico, perché l’effetto atteso è quello di rassicurare la società con risposte rapide a bisogni creati e rilevati dagli stessi mass-media. L’ipotesi, alla base dei diversi provvedimenti, è quella che questi problemi si risolvono gestendo i comportamenti giovanili attraverso il controllo, la repressione, l’assoggettamento. Siamo di fronte ad una nuova pedagogia di stato che, in passato, si ispirava ai più grandi pedagogisti del ‘900 e che ora porta avanti una sorta di pedagogia del buon senso che rimanda a pratiche del passato in una fase storica della nostra società profondamente cambiata. Sappiamo, invece, che questi comportamenti giovanili, più eclatanti quando appaiono dentro le mura scolastiche, hanno robuste radici nella qualità delle relazioni affettive in famiglia e nelle comunità nelle fasi evolutive della vita in cui prendono corpo le basi dell’identità personale e della conseguente presenza nel mondo.

EDITORIALE Ivana Summa 
Una scuola ad alta tensione formativa
Ma l’alunno/allievo/scolaro/studente che abita le nostre scuole, chi è? È un essere reale o un costrutto teorico, frutto di una proiezione collettiva o di una rappresentazione retorica funzionale a finalità politiche, a volte estranee alle finalità costituzionali? Leggendo la cronaca e gli interventi di maître à penser e politici, ma anche decreti e circolari ministeriali dettati da criteri emergenziali e punitivi, si resta stupiti dalla rappresentazione sociale dei nostri figli che si inferisce....

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: l’attualità

Fuochi da accendere Andrea Porcarelli

Studenti di oggi, generazioni diverse Bruno Lorenzo Castrovinci

Educare con cura: rimettere gli alunni al cuore della scuola Eva Raffaella Maria Nicolò

La rappresentanza studentesca istituzionale Federica Pilotti e Emanuele Bertoni

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: riflessioni

Generazione Alpha Tiziana Venuti

Gli studenti delle scuole superiori come protagonisti della propria formazione Stefano Stefanel

L'INFORMAZIONE IN BREVE

Assegno unico 2026: presentazione domanda e aggiornamento importi

Contratto misto di concessione e appalto

Gestione Separata: le aliquote contributive per il 2026

La tempistica sugli adeguamenti contrattuali e liquidazione degli arretrati CCNL 2022/2024 “Istruzione e Ricerca” personale scuola

Curriculum della Studentessa e dello Studente

Valutazione dei risultati dei Dirigenti scolastici a.s. 2024/25

La Corte dei conti richiama i datori pubblici sull'accumulo di ferie non godute

Codice di comportamento dei dipendenti pubblici: la Corte di cassazione chiarisce il significato di "modico valore" nei regali fatti ai dipendenti pubblici

L'INPS comunica l'applicazione della riduzione delle aliquote IRPEF previste dalla legge di bilancio 2026

Non possiamo essere soddisfatti per come è stata gestita la procedura della carta del docente in questo anno scolastico 2025/2026 per tre motivi:

  • non trova alcuna giustificazione la riduzione dell'importo, il fatto che la carta sia stata estesa  ai docenti non di ruolo non è una valida ragione. Le risorse per dare copertura andavano trovate riducendo o eliminando altre spese inutili.  Se si vuole finanziare la formazione bisogna farlo in modo serio.
  • sei mesi per attivare la carta sono troppi, quando ormai ne mancano solo tre alla fine di quest'anno scolastico. In questo periodo i docenti per aggiornarsi, acquistare dei testi e quant'altro necessario per la loro attività hanno dovuto anticipare di tasca loro. Dire che ciò è vergognoso è poco!
  • l’esclusione dal beneficio della carta del personale ATA.

Importo della carta docenti

E' stato ridotto a 383 euro. Le somme eventualmente non utilizzate nell’anno scolastico 2024/2025 verranno riaccreditate insieme alle nuove risorse. Le somme non spese entro la conclusione dell'anno scolastico 2025/2026 sono utilizzabili anche nell’anno scolastico 2026/2027.

Soggetti beneficiari della carta

  • docenti a tempo indeterminato,
  • docenti con supplenza annuale fino al 31 agosto;
  • i docenti con incarico fino al termine delle attività didattiche, 30 giugno.
  • personale educativo delle istituzioni scolastiche statali di ogni ordine e grado;
  • docenti dichiarati inidonei per i motivi di salute di cui all'articolo 514 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297;
  • docenti in posizione di comando, distacco, fuori ruolo o altrimenti utilizzati;
  • docenti delle scuole italiane all'estero;

 

Cosa si può acquistare con la Carta del Docente

Come è noto le istituzioni scolastiche sono state chiamate ad adottare entro il prossimo 31 marzo 2026  il Piano annuale dei flussi di cassa previsto dall’art. 6, comma 1, del D.L. 19 ottobre 2024, n. 155.

Con la nota n.211133 del 26/2/2026 il Ministero ha comunicato le istruzioni operative  spostando la data dell’adempimento dal 28 febbraio al 31 di marzo.

Su questo adempimento nuovo per le istituzioni scolastiche abbiamo pensato di proporre un corso di formazione per chiarire le modalità pratiche e operative su come procedere per la compilazione dei modelli del Piano annuale dei flussi di cassa.

ll corso si articola in un webinar per complessive 2 ore di formazione.

Il corso si svolgerà il giorno 23 marzo 2026 alle ore 17,00

Relatore: Dott.ssa Maria Rosaria Tosiani, Direttore SGA

 

Varie ed eventuali…

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

Il percorso sul quale è stata instradata la scuola è evidente, per passi che sembravano fini a sé stessi e che, invece, messi in fila, confermano di rientrare in un disegno più ampio e globale: la scuola corrisponde sempre più ad una visione ideologica che si è presa l’impegno di reindirizzarla su altri presupposti, che si credevano superati in quanto non più corrispondenti all’evoluzione psicopedagogica e sociale che i tempi richiedevano. Dalla scuola per pochi si è passati alla scuola per tutti. E adesso?  Scuola delle tre I (Inglese, Informatica, Impresa)? Volutamente dirottata verso un futuro che odora di un passato che si ripropone con la veste della modernità e con tutti i rischi di un futuro “distopico”. 

Non andiamo oltre con queste considerazioni, perché quel che accade rientra nella logica della politica delle alternanze, per cui chi viene dopo smentisce chi è stato prima e impone i valori e i riferimenti culturali che convengono maggiormente.

Intanto, registriamo l’ennesimo caso di aggressione di un genitore verso un insegnante, reo di avere richiamato la figlia seduta scompostamente. Il fatto è successo in un istituto secondario di secondo grado di Foggia: insegnante rimprovera la ragazza, per cui questa telefona al padre, che accorre nel giro di pochi minuti e, senza se e senza ma, si precipita in classe urlando parole pesanti e gli sferra uno schiaffone che lo fa cadere a terra, poi prende la figlia e se ne va. Trasportato al pronto soccorso del Policlinico, il docente viene refertato con una prognosi di sette giorni. Si può andare avanti così?

Altra perla: la Ministra del Turismo ha avanzato la proposta di consentire Scuolaalle Regioni la modifica del calendario scolastico per incentivare il turismo, attraverso una diversa distribuzione dei periodi di sospensione delle lezioni. Non commentiamo: scuola come un servizio a richiesta! Meritano una segnalazione due iniziative che provengono dal MIM: l’attivazione di una piattaforma dedicata al personale scolastico e ai dipendenti del MIM, che consente di accedere a numerose offerte commerciali per l’acquisto di beni e servizi a prezzi vantaggiosi. Allo scopo è stata sottoscritta la convenzione con Poste Welfare Servizi S.p.A., Società del Gruppo Poste Italiane, che permette ai destinatari della misura, compresi i nuclei familiari, di accedere alla piattaforma di Poste Welfare attraverso la rete intranet del Ministero. In questo modo sarà possibile fruire del servizio in numerosi settori, tra cui cultura e intrattenimento, cura della persona, prodotti per la casa, elettronica, elettrodomestici, servizi per la famiglia, centri estivi, mobilità, moda e articoli sportivi.

Argomenti

Varie ed eventuali…
Il percorso sul quale è stata instradata la scuola è evidente, per passi che sembravano fini a sé stessi e che, invece, messi in fila, confermano di rientrare in un disegno più ampio e globale: la scuola corrisponde sempre più ad una visione ideologica che si è presa l’impegno di reindirizzarla su altri presupposti, che si credevano superati in quanto non più corrispondenti all’evoluzione psicopedagogica e sociale che i tempi richiedevano. Dalla scuola per pochi si è passati alla scuola per tutti. E adesso?  Scuola delle tre I (Inglese, Informatica, Impresa)? ...
Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

LABORATORI FESR e PNRR: l’incubo del frazionamento artificioso nel guado tra l’affidamento diretto e la procedura negoziata
Vincoli normativi, soglie e responsabilità del RUP nella gestione degli affidamenti finanziati con fondi europei.
Pasquale Annese

Norme tecniche UNI, EN, ISO e sistemi di gestione
Cosa sono e perché sono utili nella pratica scolastica.
Antonietta Di Martino

Rifondazione della scuola e della didattica

Argomenti

Predisposizione del Conto Consuntivo 2025
Scadenza 15 marzo 2026 - Come effettuare il controllo incrociato per far quadrare i dati del conto consuntivo.
Maria Rosaria Tosiani

Perchè è importante verificare la consistenza dei residui prima di redigere il conto consuntivo 2025
Raffaella Scibinico

Riallineamento della carriera: per chi, quando e come fare?
Per non far perdere i benefici al personale per effetto di prescrizione.
Luciana Petrucci Ciaschini

Indicazioni Nazionali 2025: emanato il regolamento ministeriale
Di particolare interesse appare l’introduzione dell’insegnamento del latino per l’educazione linguistica.
Filippo Sturaro

Il principio di unitarietà dell’acquisizione per i progetti PN PNRR
Parere ANAC del 23 gennaio 2026.

Il corso offre un’analisi sistematica e aggiornata del percorso di formazione e del periodo annuale di prova del personale docente neoassunto e dei docenti che ottengono il passaggio di ruolo, alla luce delle più recenti innovazioni normative e degli orientamenti giurisprudenziali consolidati.

Il corso approfondisce inoltre l’integrazione del percorso di prova con la formazione finanziata dal PNRR, con specifico riferimento all’obbligo di frequenza dei moduli sulla didattica digitale integrata, sulla transizione digitale e sulle nuove competenze e nuovi linguaggi, nonché alle modalità di registrazione e certificazione delle attività sulla piattaforma “Scuola Futura”.

Completano il percorso formativo richiami agli orientamenti giurisprudenziali più significativi, utili a comprendere l’evoluzione interpretativa delle norme e i profili di possibile contenzioso in caso di irregolarità procedurali.

Il comportamento del dirigente e del direttore sga nella fase pre-contrattuale

Editoriale di Anna Armone
Direttore Responsabile

Dedichiamo questo editoriale ad una riflessione specifica sul comportamento che dirigenti, ma anche direttori sga, devono tenere nel corso dello svolgimento preliminare dell’attività negoziale.

Nell’universo delle attività pre-contrattuali sono scontate le azioni esplorative, la raccolta di informazioni, i contatti informali con gli operatori del mercato. In questa fase si sollecitano, ovviamente, gli operatori economici che cercano di farsi spazio accaparrandosi potenzialmente il servizio oggetto dell’indagine informale. Ne consegue, come in ogni ambiente organizzativo, anche pubblico, che possano nascere pressioni sulla scelta del contraente. Bisogna pensare che la scuola è solo uno, tra i più piccoli, soggetti pubblici che maneggiano denaro e, in quanto tale, soggiace a tutte le regole che il legislatore ha fissato per evitare derive inquinate da rapporti privilegiati con questo o quel soggetto.

È anche vero che la complessità tecnica relativa a certi servizi o prodotti non consente al dirigente di porsi alla pari con i soggetti del mercato. È oramai da decenni che il sistema amministrativo pubblico, proprio per questi motivi, fa ricorso alla figura del broker. Alla base della relazione tra il broker e le pubbliche amministrazioni c’è l’esigenza da parte dei soggetti pubblici di avvalersi della consulenza e dell’assistenza del broker, innanzitutto per ottenere l’esame e la pianificazione dei rischi trasferibili sulle compagnie di assicurazioni, attività sempre più complessa. Ma, indipendentemente dalla struttura organizzativa, è sentita la necessità di affrontare la complessità delle funzioni amministrative di propria competenza in condizioni di sicurezza giuridica, liberandosi dai rischi professionali derivanti dalla complessificazione del quadro normativo. Tali compiti, nella PA e in particolare nella scuola, non possono certo essere svolti dai propri dipendenti per mancanza delle specifiche competenze necessarie sia nella fase precontrattuale che in quella di gestione contrattuale.

Ricorrere a tale figura crea scompiglio nel sottobosco delle relazioni oramai consolidate e sottrae spazio a tutti quei soggetti che vedono l’interferenza nella fase pre-negoziale solitamente lasciata a loro disposizione per proposte, inviti, suggerimenti vari... . Il campo assicurativo è quello che risente maggiormente dell’attacco alla figura del broker poiché non è raro che la funzione intermediativa venga svolta dallo stesso agente, rappresentante della compagnia. Il Ministero non ha mai preso una posizione netta sul tema, lasciando il campo aperto ad un mercato confuso e arbitrario. Ma, come spesso accade, la soluzione è venuta non certamente da una presa di posizione formale, ma da un provvedimento dello stesso Ministero. Il 2 luglio 2025 il Capo dipartimento per le risorse e l’innovazione digitale del MIM ha sottoscritto la determina per l’avvio delle procedure di fornitura del servizio di copertura assicurativa integrativa delle spese sanitarie del personale della scuola mediante trattativa diretta sul MEPA con la società MARSH S.p.a. Le motivazioni sono quelle ricorrenti ogni qualvolta una PA debba affrontare una procedura negoziale complessa.

La determina evidenzia preliminarmente la necessità di avvalersi dell’operato di una società specializzata per il servizio di consulenza e strutturazione di un sistema di copertura assicurativa e di risk management al fine di individuare i rischi attinenti alla salute del personale alle dipendenze del Ministero dell’Istruzione e del Merito, preparare le polizze e impostare un razionale programma assicurativo, tenuto conto che all’interno dell’ amministrazione dell’istruzione non esistono figure professionali in possesso delle competenze professionali idonee allo scopo. L’attività viene riportata al contratto di prestazione di servizi ai sensi del Codice dei contratti pubblici, riconducibili alla seguente tipologia: analisi e studio diretti all’individuazione dei rischi all’interno dell’ente (risk management), ricerca delle migliori condizioni contrattuali offerte dal mercato senza legami con determinate imprese (indagini di mercato), gestione dei contratti in corso (riscossione premi, gestione denunce, comunicazioni e sinistri). In pratica si riconosce il ruolo del broker durante tutto l’arco di vita del rapporto assicurativo.

Niente di eclatante in tutto ciò. Tante altre amministrazioni pubbliche da tempo fanno ricorso al brokeraggio assicurativo senza che si levino scudi contro tale pratica.

Ma se vediamo la questione dal punto di vista del comportamento del dirigente o del direttore sga. Il richiamo deve essere al Codice di comportamento dei dipendenti pubblici, il d.p.r. 62/2013 che all’art. 14 riporta “Nella conclusione di accordi e negozi e nella stipulazione di contratti per conto dell’amministrazione, nonché nella fase di esecuzione degli stessi, il dipendente non ricorre a mediazione di terzi, né corrisponde o promette ad alcuna utilità a titolo di intermediazione, né per facilitare o aver facilitato la conclusione o l’esecuzione del contratto. Il presente comma non si applica ai casi in cui l’amministrazione abbia deciso di ricorrere all’attività di intermediazione professionale”.

In questo comma c’è davvero la chiave di lettura della questione che stiamo affrontando. Per inciso il d.p.r. 62/2013 è stato emanato a ridosso della l. 190/2012, la legge di prevenzione e contrasto ai fenomeni corruttivi. È chiaro come il legislatore abbia riportato nell’articolato la prescrizione di comportamenti derivanti dall’osservazione della realtà e dalla fenomenologia giurisprudenziale. Senza dimenticare che la violazione dei dettami del codice comporta responsabilità disciplinare ed eventualmente amministrativa

La fase pre-negoziale è una zona grigia nella quale, pur mancando elementi formali di rilevazione, possono emergere relazioni corruttive o, quanto meno, influenze che violano i principi della trasparenza e correttezza amministrativa. Il divieto di ricorrere alla mediazione di terzi viene escluso solo se si ricorre all’attività di intermediazione professionale.

Lo stesso codice prevede che le singole amministrazioni emanino un proprio codice di comportamento (diverso dal codice disciplinare contenuto nel contratto collettivo nazionale di lavoro). Tra le altre, anche il Ministero dell’istruzione e del merito ha emanato un proprio codice diretto, però, solo al personale ministeriale. All’art. 21, comma due, si legge: “2. Nella conclusione di accordi e negozi e nella stipulazione di contratti per conto dell’Amministrazione, nonché nella fase di esecuzione degli stessi, il dipendente non ricorre a mediazione di terzi né corrisponde o promette ad alcuna utilità a titolo di intermediazione, per facilitare o aver facilitato la conclusione o l’esecuzione del contratto”.

E dunque, perché ancora oggi i dirigenti scolastici si fanno intimidire (per non dire di peggio) da avventori direttamente o indirettamente legati ai soggetti fornitori che millantano l’illegittimità del ricorso alla figura del broker?

Veniamo al contenuto di quest’ultimo numero 2025 della rivista.

Federico Bizzeti e Patrizia Giorgi ricostruiscono il senso e la storia della scuola come comunità educante, richiamando i grandi teorici, ma anche le fonti normative primarie e contrattuali. Riempire di significato tale modello è oltremodo importante affinché esso cominci ad agire e ad autorealizzarsi. Dalla comunità educante alla comunità di pratica.

Ivana Summa esplora le modalità realizzative della formazione per il personale scolastico prevista dal PNRR nell’ambito della transizione digitale. L’autrice richiama la necessaria consapevolezza che la crescita delle conoscenze e delle competenze professionali è legata alla capacità di riflettere sull’agire e sulla capacità di riconoscere e risolvere i problemi del contesto professionale, ma colloca questo processo nella dimensione sociale di una comunità. La ricostruzione teorica del modello viene calata nel contesto scolastico e declinata nell’esercizio delle professionalità.

Francesco Nuzzaci analizza le nuove Indicazioni nazionali per la scuola dell’infanzia e primo ciclo dell’istruzione dopo il parere espresso dal Consiglio di stato. L’approccio è di tipo tecnico anche se l’autore richiama la logica giuridica del parere del Consiglio di Stato. L’analisi mette in chiaro il parere del CSPI e quello successivo della magistratura amministrativa. Non si è trattato di una bocciatura nel merito ma della carenza di elementi tecnico giuridici quali l’analisi dell’impatto regolativo.

Maurizia Maiano ricostruisce il sistema scolastico delle Repubbliche baltiche attraverso la storia dei tre Paesi, Estonia, Lettonia e Lituania. Il percorso seguito dall’autrice ricostruisce i grandi movimenti letterari, storici, politici e culturali, illuminando una parte del continente europeo che ha disegnato un sistema scolastico efficace e considerato strategico per sviluppo sociale, economico e democratico della regione. Una parte di storia e di conoscenza della realtà che, in tutta sincerità, credo sia sconosciuta alla maggior parte di noi.

Vanna Monducci affronta il tema dell’IA nella scuola e nella formazione, ma il suo approccio è particolarmente strutturato. L’articolazione delle tematiche segue uno sviluppo logico, dalla descrizione delle potenzialità e rischi dell’IA nel contesto educativo-didattico e nell’area della formazione professionale e aziendale al report delle indagini internazionali sull’uso dell’IA da parte dei docenti. Ma la stessa autrice confessa di aver dialogato con un’intelligenza artificiale, sperimentando in prima personale “come la tecnologia, se usata con consapevolezza, possa stimolare il pensiero, non sostituirlo”.

Francesco Baccolini affronta un tema di estremo interesse per la scuola: La pubblicità dei provvedimenti delle amministrazioni scolastiche: natura giuridica e forme di tutela dei soggetti interessati. L’autore fa un’analisi esegetica degli istituti della trasparenza e della pubblicità legale, calandoli nel sistema normativo scolastico e analizzando modalità e ruoli della tutela degli aventi diritto. Il riferimento più diretto è all’art. 14 del d.p.r. 275/1999 che ha regolamentato le modalità di pubblicazione dei provvedimenti emanati dall’istituzione scolastica.

Ripubblichiamo uno scritto della prof. Licia Califano sulla lettura della seconda parte della Costituzione. Comprendere il sistema organizzativo della magistratura e delle garanzie costituzionali aiuta chiunque operi nella scuola, ma anche ogni cittadino, non solo nella comprensione ma anche nell’esercizio del proprio diritto di cittadinanza. L’argomento è fondamentale per la formazione del personale scolastico in prima linea nella testimonianza e difesa dei valori della democrazia, nonché come base conoscitiva per l’esercizio della funzione ispettiva a garanzia dell’efficacia e dell’efficienza dell’azione amministrativa”.

Federica Marotta, nell’osservatorio giurisprudenziale, analizza il fenomeno del cosiddetto “doppio lavoro” nel pubblico impiego è spesso affrontato come questione di compatibilità normativa fra incarichi. La sentenza n. 26049/2024 della Corte di Cassazione ribalta questa prospettiva: la condotta mendace del dipendente, che omette o falsifica informazioni in sede di dichiarazioni sostitutive, può costituire di per sé giusta causa di licenziamento, indipendentemente dal fatto che l’attività non dichiarata fosse, in astratto, compatibile con il pubblico impiego. L’articolo analizza il quadro normativo di riferimento, ripercorre il caso specifico - relativo a una docente stabilizzata che aveva omesso di indicare rapporti con un’università - e discute le implicazioni di sistema per il diritto disciplinare, la tutela dell’affidamento della pubblica amministrazione e i principi di proporzionalità della sanzione. La riflessione si estende al bilanciamento tra esigenze di trasparenza e garanzie dei lavoratori, nonché agli scenari di riforma.

Giuliana Costantini recensisce tre libri di grande interesse. Il primo libro, Lampedusa. Una storia mediterranea, Carocci, 2025, di Dionigi Albera, narra della storia di quest’isola, luogo di tolleranza e di convivenza civile. Un punto di vista simbolico di fratellanza in un luogo approdo degli ultimi. Il secondo libro, La gatta e il generale, Marsilio editori, 2024, è un libro impegnativo per la storia che narra, una storia di violenza mai dimenticata perpetrata in Cecenia ai danni di una ragazza. Protagonista è un giovanissimo militare russo che rimane scosso dall’evento che non dimenticherà mai. Anzi, il ricordo si riaccenderà più avanti allorché, oramai adulto e potente, incontrerà una donna che è il ritratto della ragazza georgiana. La tematica si presta alla discussione in aula nella scuola secondaria di secondo grado. Il terzo libro, Fili d’ombra, Marsilio editore, 2024, di Christian Guay-Poliquin, narra di un viaggio casuale tra un uomo e un ragazzino, che si trovano a sopravvivere ad un blackout generale. È una storia di affetti che non hanno radice nella famiglia ma negli incontri, nella generosità e solidarietà.

La rassegna ospita un ulteriore recensione di Maurizia Maiano del libro Dopo il diluvio, Book Editore, di Carlo Alessandro Landini, conosciuto dalla stessa, evento che le permette di recensire in modo approfondito e coinvolgente il libro. È un racconto coinvolgente, tra un’autobiografia e l’immaginazione, tra psicoanalisi e inversione di ruoli.

Chiudiamo con le recensioni cinematografiche di Vincenzo Palermo. Il primo film, Tutto quello che resta di te, Regia: Cherien Dabis è un toccante e necessario ritratto di famiglia che si focalizza sul trauma palestinese intergenerazionale, dalla Nakba del 1948 all’età contemporanea. La storia è narrata dalla madre di un giovane palestinese ferito da una pallottola israeliana. La donna rievoca la perdita dei possedimenti di famiglia e il confinamento in un campo profughi in Cisgiordania. Il secondo film è Katrina - Vent’anni dopo l’uragano a New Orleans, Regia: Geeta Gandbhir. La fine di agosto del 2005 segnò per New Orleans uno degli eventi più traumatici della sua storia: l’uragano Katrina, una tempesta di categoria 5 con raffiche oltre i 280 km/h, si abbatté sulla città. Non fu tanto il vento, quanto l’acqua, a devastare il cuore del delta del Mississippi. La mareggiata ruppe gli argini, sommergendo l’80% del territorio urbano e costringendo migliaia di abitanti a rifugiarsi sui tetti, mentre le loro vite venivano inghiottite dalle acque. La risposta, tragicamente insufficiente e in ritardo, mise in luce carenze sistemiche nella prevenzione e negli aiuti. Il terzo film, Io sono ancora qui, Regia: Walter Salles. La storia è un intreccio di storia familiare e collettiva che fa luce sul periodo buio della dittatura brasiliana del 1971, senza indulgere nel melodramma e nella narrazione sentimentalistica. Il padre desaparecido durante le feste natalizie del 1970 poi torturato e ucciso brutalmente dalla polizia militare alcune settimane dopo. La moglie Eunice e i cinque figli di Rubens - fra cui appunto Marcelo, all’epoca dei fatti solo undicenne - hanno saputo la verità sulla sorte di Rubens solo trent’anni più tardi, nel 1996, quando il governo brasiliano redasse il certificato di morte dell’uomo e iniziò la ricerca e la persecuzione degli esecutori dell’omicidio (senza peraltro giungere ad alcuna condanna). 

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