Ultime notizie

Professionalità docente: il passato e il presente. E il futuro?

Editoriale di Ivana Summa

Parlando della professionalità docente, ci si trova di fronte ad aporie insuperabili, tanto da bloccare i discorsi e le azioni su posizioni statiche: i docen­ti debbono insegnare in modo tradizionale versus i docenti debbono insegnare in modo nuovo. A quan­to pare, la selezione e il reclutamento del personale docente – operazioni ministeriali sempre in atto tra concorsi, ricorsi, graduatorie, sanatorie – guarda al passato, ad un insegnante che sa le discipline, spruzzate da qualche conoscenza didattica, psico­logica e valutativa, selezionati con i test e qualche lezione simulata. Così si aggrava il problema della scuola italiana perché, per come è organizzato il sistema scolastico italiano, la qualità dell’offerta formativa delle singole scuole dipende per la gran parte dalla qualità degli insegnanti. Certo, incido­no lo stato giuridico dei docenti, l’eccessiva mobi­lità e precarietà, la capacità delle singole scuole di avvalersi delle opportunità offerte dall’autonomia scolastica e di lavorare insieme ai territori, alle loro istituzioni e alle loro opportunità, ma il cuore del problema si può sintetizzare in una domanda: qua­le insegnante per quale scuola?

Se assumiamo il cambiamento come la caratteristi­ca principale delle società umane ‒ cambiamento basato sull’evoluzione che si verifica nell’interazio­ne costante, sistematica ed universale tra l’uomo e l’ambiente – possiamo agevolmente affermare che l’umanità, in tutti gli angoli del nostro pianeta, ha sempre dovuto fare i conti con le continue trasfor­mazioni; quasi paradossalmente, il cambiamento è la predominante variabile sociale stabile, inevitabi­le, vitale perché creata dalla stessa umanità. Certa­mente, le fonti di cambiamento sono molteplici e di diversa natura e portata, ma le più straordinarie sono sempre state quelle di natura tecnologica, dal­la prima freccia, ruota, costruzione di abitazioni, all’Intelligenza Artificiale, oggi.

EDITORIALE Ivana Summa

Professionalità docente: il passato e il presente. E il futuro?

Parlando della professionalità docente, ci si trova di fronte ad aporie insuperabili, tanto da bloccare i discorsi e le azioni su posizioni statiche: i docen­ti debbono insegnare in modo tradizionale versus i docenti debbono insegnare in modo nuovo. A quan­to pare, la selezione e il reclutamento del personale docente - operazioni ministeriali sempre in atto tra concorsi, ricorsi, graduatorie, sanatorie - guarda al passato, ad un insegnante che sa le discipline, spruzzate da qualche conoscenza didattica, psico­logica e valutativa, selezionati con i test e qualche lezione simulata.

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: l’attualità

Educare all'Intelligenza Artificiale Lorenzo Pelagalli

È proprio vero che i giovani non hanno più voglia di lavorare? Fiorenzo Ferrari

Comunità Educante: la funzione educativa delle im­prese Maria Grazia Accorsi

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: riflessioni

L'INFORMAZIONE IN BREVE

Compilazione delle domande delle GPS 2024 Nuove FAQ del Ministero

Le contestazioni dell’Agenzia Entrate sotto i 35.000 euro non sono motivo di esclusione dall’affidamento di servizi

Flusso UNIEMENS: Le indicazioni dell'INPS

Valutazione dei  Dirigenti scolastici

Il Garante Privacy ha sanzionato un Comune per aver installato una telecamera nell’atrio vicino ai dispositivi di rilevazione delle presenze dei dipendenti

Parere del CSPI sullo schema di decreto ministeriale relativo alla Procedura straordinaria di assunzioni da GPS sostegno I fascia 2024/2025

Parere del CSPI sullo schema di decreto del Ministro dell’Istruzione concernente il percorso iniziale del primo ciclo triennale di formazione in servizio dei docenti

Comunicazione INDIRE in merito al Potenziamento dei percorsi di specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità

Pubblicare sul web gli esiti delle prove intermedie o dei dati personali dei concorrenti non vincitori o non ammessi ad un concorso è una violazione della privacy

La Corte costituzionale con la sentenza n. 99/2024 ha stabilito che il dipendente, con figli fino a tre anni, ha diritto a richiedere il trasferimento temporaneo dove è fissata la residenza familiare

Carta dello Studente e invio alla scuola

Argomenti

Scuola in bilico tra l’autonomia differenziata e gli “scarti”
L’autonomia differenziata è stata approvata il 19 giugno dopo una lunga maratona notturna. Non conoscendolo ancora, non abbiamo, adesso e qui, la pretesa di commentare il testo della leg­ge. Sappiamo, però, che è il frutto di un accordo, in particolare, tra Fratelli d’Italia e Lega: l’appro­vazione dell’Autonomia in cambio dell’approva­zione del Premierato. Un accordo che si confi­gura come un vero e proprio scambio di favori, anche al di là della bontà che si possa attribuire al testo e della sua effettiva necessità per il Paese. Ma tant’è!
Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

La nuova legge sul contrasto al bullismo e cyberbullismo
Le misure preventive ed educative nelle scuole italiane per prevenire e contra­stare il bullismo e cyberbullismo e il ruolo del dirigente scolastico.
Gianluca Dradi

Sperimentazione e trasformazione digitale
I problemi più importanti della scuola, oggi, sul terreno del rinnovamento, sono determinati, in prevalenza, da due fattori: la trasformazione digitale e le nuove conoscenze fornite dalle neuroscienze affettive. Le soluzioni, a volte errate e approssimative, possono essere fornite correttamente dall’elaborazio­ne di nuove ipotesi di sperimentazione metodologico-didattica, da attuare in maniera organica, rigorosa, generalizzata, e da un nuovo modello organizza­tivo di dimensione territoriale.
Giacinto Iannuzzi

Scuola in bilico tra l’autonomia differenziata e gli “scarti”

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

L’autonomia differenziata è stata approvata il 19 giugno dopo una lunga maratona notturna. Non conoscendolo ancora, non abbiamo, adesso e qui, la pretesa di commentare il testo della leg­ge. Sappiamo, però, che è il frutto di un accordo, in particolare, tra Fratelli d’Italia e Lega: l’appro­vazione dell’Autonomia in cambio dell’approva­zione del Premierato. Un accordo che si confi­gura come un vero e proprio scambio di favori, anche al di là della bontà che si possa attribuire al testo e della sua effettiva necessità per il Paese. Ma tant’è!

Prima che si strattoni la scuola da una par­te o dall’altra, adattandola a politiche regionali con conseguente assoggettamento a ideologie di parte, facendo prevalere la logica dei LEP (Livel­li Essenziali di Prestazioni), sarà opportuno che si ripassino e si ribadiscano i principi costituzio­nali che sostengono il servizio scolastico assun­to dallo Stato come suo strumento e scopo sulla scorta di una volontà unificante della nazione. Di certo, il rilievo che viene dato ai LEP espone a criteri divisori se non ben considerati, ponderati e realistici.

Dobbiamo augurarci, se mai il progetto sarà attuato, che prevalga il buon senso e vengano posti criteri rispettosi delle differenze nell’ottica della comprensione e della sussidiarietà, anzi­ché della sanzione, della divisione, dell’egoismo campanilistico e dei privilegi fiscali. Ricordiamo, ancora con sgomento, che la visione da cui si è affermata l’autonomia differenziata, è stata quel­la della “secessione”.

Argomenti

La nuova legge in materia di prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo
La legge 17 maggio 2024, n. 70 ha riformato la Legge n. 71/2017 sul cyberbullismo. Quali gli adempimenti per il dirigente scolastico che venga a conoscenza di fatti di bullismo e cyberbullismo non costituenti reato che coinvolgano gli studenti del suo istituto.
Anna Armone

La liquidazione dei compensi ai collaboratori esperti esterni
La gestione fiscale dei collaboratori liberi professionisti coinvolti nell’attività d’insegnamento per l’arricchimento dell’offerta formativa.
Maria Rosaria Tosiani

La gestione del procedimento disciplinare nella scuola
I fatti di rilevanza disciplinare, le modalità di avvio e conduzione del procedimento, la sospensione cautelare, l’obbligatorietà dell’azione disciplinare e il principio di tipicità delle sanzioni. Si sottolinea l’importanza della proporzionalità delle sanzioni e del diritto di difesa, oltre a esplorare le potenzialità di procedure conciliative per il personale ATA. 
Francesco G. Nuzzaci

  • L'INFORMAZIONE IN BREVE

La Corte Costituzionale riconosce al dipendente, con figli fino a tre anni, il diritto a richiedere il trasferimento temporaneo dove è fissata la residenza familiare

Il garante della privacy: suggerimenti per creare e gestire password a prova di privacy

Sul sito del Ministero viene annunciato un nuovo Piano Asili nido da 734,9 milioni di euro

Assegno di Inclusione: il messaggio dell'INPS del 13 maggio 2024, nr. 1816 dell'INPS chiarisce che sono stati avviate le procedure di verifica dei requisiti

Bonus mamme: la circolare dell'INPS del 31 gennaio 2024, nr. 27 fornisce le indicazioni operative in merito all’esonero dal versamento dei contributi

Curriculum dello Studente nella piattaforma UNICA

Formazione docenti in anno di prova: le attività formative del PNRR non sono obbligatorie

Il regolare svolgimento del procedimento di valutazione degli studenti

Editoriale di Anna Armone
Direttore Responsabile

Il termine dell’anno scolastico coincide con l’emanazione del provvedimento conclusivo del procedimento amministrativo della valutazione degli apprendimenti di alunni e studenti. È proprio questo aspetto, esclusivamente giuridico, che bisogna porre all’attenzione dei docenti, non per una sorta di azione intimidatoria, ma perché rappresenta il confine della legittimità dell’azione amministrativa di cui il dirigente scolastico è garante.

Sono, pertanto, applicabili tutti i principi regolativi dell’azione amministrativa, anche se bisogna tenere presente che il docente, di fatto, quando svolge la sua attività, utilizza un sistema decisionale basato in parte sugli adempimenti formali e in parte su scelte di tipo tecnico (pedagogici, disciplinari, valoriali). La valutazione degli apprendimenti è la manifestazione più evidente dei principi richiamati. Si tratta di un procedimento amministrativo, cioè di un’azione già definita dalle norme, in particolare dal d.p.r. 122/2009 (e successivamente dal d.lgs. 62/2017), che ha fissato le tappe principali di tale attività, definendo gli elementi necessari affinché l’azione amministrativa sia legittima, cioè conforme a norme di legge. Parimenti, il comma 2 dell’art. 1 del d.lgs. 62/2017 recita “La valutazione è coerente con l’offerta formativa delle istituzioni scolastiche, con la personalizzazione dei percorsi e con le Indicazioni Nazionali per il curricolo e le Linee guida di cui ai decreti del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 87, n. 88 e n. 89; è effettuata dai docenti nell’esercizio della propria autonomia professionale, in conformità con i criteri e le modalità definiti dal collegio dei docenti e inseriti nel piano triennale dell’offerta formativa”.

Uno dei problemi emergenti nel corso dell’attività scolastica è il contenzioso relativo alla valutazione degli apprendimenti.

Il regolare svolgimento del procedimento di valutazione degli studenti
Editoriale: di Anna Armone

Il dirigente scolastico tra leadership e organi collegiali

di Vanna Maria Monducci

Scuola e territorio: una relazione biunivoca

di Angelo Mari

Il difficile percorso del PNRR per il settore dell’istruzione

di Renato Loiero

SPECIALE

Le Assicurazioni Scolastiche

a cura di Valentino Donà

Il rinnovo della polizza assicurativa scolastica

Le polizze assicurative scolastiche

La programmazione e la progettazione dei contratti assicurativi

Estensione delle tutele INAIL nella scuola

Una nuova uscita edita da Euroedizioni e scritta e curata da Mario Maviglia e Laura Bertocchi:

LA SCUOLA E I SUOI SCARTI

Disagi, disfunzioni,insuccessi: le malattie della scuola

 

Acquistabile su www.e-euroedizioni.it

Quando si parla di "malattie" della scuola, viene subito in mente, per restare allametafora medica, quanto scrivevano i ragazzi di Don Milani che, a proposito degli studenti che si perdevano, paragonavano la scuola a "un ospedale che cura i sani e respinge i malati." In questo testo le ragazze e i ragazzi persi sono gli "scarti" della scuola, coloro che vengono messi da parte (o che si mettono da parte) in quanto non conformi agli standard previsti e incapaci di esibire adeguate capacità e competenze. La fenomenologia degli scarti è alquanto varia: si va da chi letteralmente abbandona la scuola (magari per fare altro), a chi l'abbandona senza fare altro (i cosiddetti NEET); da chi la frequenta in modo irregolare, a chi pur frequentandola non ottiene risultati significativi; da chi è ripetente, a chi ha difficoltà ad apprendere; da chi attraversa gli anni scolastici senza molto interesse, a chi vive l'esperienza della scuola come atto dovuto in quanto obbligato per legge.

Quella degli studenti è la categoria più delicata e preoccupante di scarti in quanto la scuola è per gli studenti e se non si riesce a tenerli dentro l'impresa educativa in modo adeguato evidentemente trova conferma la metafora dell'ospedale che cura i sani e respinge i malati... Ma non tutto può essere imputabile alla scuola.

Argomenti

L’affidamento del servizio di cassa alla luce del nuovo codice dei contratti
Modalità e procedure per l’ottimizzazione del Servizio di Cassa nelle Istituzioni Scolastiche: Normative, Procedure di Gara e Principi di Rotazione.
Maria Rosaria Tosiani

L’assestamento del programma annuale
Nell’ambito della gestione finanziaria è stabilito che il Consiglio d’istituto entro il 30 giugno di ciascun anno deve procedere all’assestamento del programma annuale.
Rocco Callà

L’azione formativa al centro della professionalità del docente. Ragioni e direzioni del progettare e dell’agire educativo - Seconda Parte
Sguardi sulla Progettazione Educativa: l’importanza che riveste per i docenti focalizzarsi sui Bambini e sui Ragazzi per l’acquisizione di un accettabile bagaglio di conoscenze circa i comportamenti espressi e le modalità di relazione vissute, oggi, dentro e fuori la scuola.
Giacomo Mondelli

Il collaudo delle forniture come procedere dopo l’entrata in vigore del D.lgs 36/2023

Revisione delle Indicazioni Nazionali… Mica niente!

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

Non cercare mai di abbattere uno steccato fino a quando non conosci la ragione per cui è stato eretto” Robert Lee Frost

Tocca alle Indicazioni Nazionali e alle Linee Guida relative al primo e al secondo ciclo di istruzione di essere messe in discussione e revisionate secondo quelle che saranno le riflessioni della commissione di esperti, di “comprovata  qualificazione scientifica e professionale”,  appositamente nominata dal Ministro Valditara e il cui coordinamento è affidato alla professoressa Loredana Perla, ordinario di Didattica e Pedagogia speciale all’Università di Bari, coautrice dell’ultimo libro di Ernesto Galli della Loggia “Insegnare l’Italia, una proposta per la scuola dell’obbligo”.

Della Commissione faranno parte Francesco Emmanuele Magni, consulente del ministro, Laura Sara Agrati pedagogista dell’Università telematica Pegaso, Paolo Calidoni, ex professore a Parma, Giuseppe Cappuccio, ordinario di Pedagogia sperimentale a Palermo, Massimiliano Costa, ordinario di Pedagogia Sperimentale a Ca’ Foscari, Evelina Scaglia, associato di Pedagogia a Bergamo, Alessia Scarnisci, ordinario di Pedagogia dell’Universitas Mercatorum, Viviana Vinci dell’università di Foggia.

Argomenti

Revisione delle Indicazioni Nazionali... Mica niente!
Tocca alle Indicazioni Nazionali e alle LineeTocca alle Indicazioni Nazionali e alle LineeGuida relative al primo e al secondo ciclo diistruzione di essere messe in discussione e revisionatesecondo quelle che saranno le riflessionidella commissione di esperti, di “comprovataqualificazione scientifica e professionale”...
Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

Verso la valutazione della dirigenza scolastica contro la sua volontà?
La valutazione “in ordine ai risultati” e “agli effetti” dell’articolo 21 per tutti i dirigenti pubblici.
Francesco G. Nuzzaci

Interessi di rivalsa richiesti dall’INPS alle istituzioni scolastiche per ritardato pagamento al personale dipendente del TFS/TFR
Si tratta di inadempienza delle scuole o di atti illegittimi dell’INPS?
Pasquale Annese

Quando la giustizia “sbanda”: la difesa e i giudici hanno davvero preso un abbaglio?
Irrituale pubblicazione dell’organigramma con il quale il dirigente implicita­mente ha ritenuto di revocare gli incarichi fino ad allora affidati al docente ricorrente per conferirli ad altri docenti. Le argomentazioni della Corte d’Appello di Catanzaro, Sez. lavoro, Sent., 19/11/2022, n. 1106.
Anna Armone

La Casa Editrice EUROEDIZIONI TORINO, in collaborazione con il CIDI di Bologna organizza un corso di preparazione  finalizzato al superamento della prova scritta concorso dirigenti scolastici. 

Il corso avrà inizio  il 10 Giugno 2024 alle ore 17.  La partecipazione al primo webinar è GRATUITA ! Nel corso del webinar sarà spiegata la modalità organizzativa del corso e la metodologia per affrontare i quesiti a risposta aperta.

Per partecipare al primo incontro è necessaria soltanto l'iscrizione che si può effettuare inviando a direttore@euroedizioni.it  i propri dati (nome, cognome e indirizzo completo).  A coloro che effettueranno l'iscrizione sarà inviato il link di collegamento al webinar.

Il costo del corso è di 200,00 €

L'obiettivo è quello di far acquisire la tecnica di risposta ai quesiti a risposta aperta.

Dalla lettura del bando, si evince che si tratta di “quesiti” e non di “saggi brevi”. I 5 quesiti dovranno essere risposti in 180 minuti (mediamente 35 minuti a quesito)  e in poco spazio, (mediamente 20 righe).

Di conseguenza si dovranno acquisire i concetti chiave degli argomenti e soprattutto l'abilità di saperli articolare in pochi periodi.

I quesiti potranno essere circoscritti ad una sola area del Bando ovvero potranno avere carattere multidisciplinare, in ogni caso, saranno incentrati sull'attività professionale del dirigente ed  orientati a far comprendere alla Commissione in che modo gli aspiranti dirigenti sapranno utilizzare le loro conoscenze.

Il corso sarà incentrato anche sul commento di TEST in lingua inglese.

Ciò premesso, il corso che vi proponiamo avrà una metodologia laboratoriale in grado di farvi progressivamente padroneggiare l'approccio metodologico.

Il corso sarà realizzato dagli  esperti che collaborano con Euroedizioni.

L’educazione linguistica, una sfida per lo sviluppo del nostro paese

Editoriale di Ivana Summa

Vogliamo dedicare questo editoriale alla questione dell’educazione linguistica nel nostro paese che oggi, più correttamente, si riferisce anche alle lingue straniere e ai linguaggi non verbali. Perché riteniamo di grande rilevanza ed urgenza protagonista questa esigenza formativa? Scrivere, leggere, pensare, ragionare ed essere cittadini nell’era digitale sono azioni immateriali che, oggi, richiedono competenze di alto livello. Parlare e scrivere sembra- ai tempi dei social media - molto facile e, infatti, tutti lo fanno con grande leggerezza; in realtà, coloro che parlano una determinata lingua dovrebbero avere anche una competenza metalinguistica, poiché la lingua, proprio perché si usa soprattutto per comunicare nelle più svariate situazioni quotidiane, deve essere efficace e non generare pericolose ambiguità. Eppure, la chiave di lettura privilegiata della linguistica e, soprattutto, dell’insegnamento della lingua è - ancora e paradossalmente - la dimensione astratta e decontestualizzata, e non la padronanza concreta del linguaggio in un determinato contesto storico, sociale, economico e culturale. La comunicazione linguistica non ben padroneggiata non raggiunge i propri obiettivi, soprattutto quando si comunica in modo asimmetrico, come succede fra parlanti naif e professionisti della parola. Questi ultimi, infatti, sono in grado di esercitare un potere pericoloso perché in grado di cambiare la realtà, narrandola in modo persuasivo anche quando è completamente inventata. Tra chi padroneggia la lingua e crede, sbagliando, di avere competenze linguistiche si crea una asimmetria di potere che traccia solchi molto profondi di ineguaglianza sociale.

EDITORIALE Ivana Summa

L’educazione linguistica, una sfida per lo sviluppo del nostro paese

Vogliamo dedicare questo editoriale alla questione dell’educazione linguistica nel nostro paese che oggi, più correttamente, si riferisce anche alle lingue straniere e ai linguaggi non verbali. Perché riteniamo di grande rilevanza ed urgenza protagonista questa esigenza formativa?

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: l’attualità

Educare all’Intelligenza Artificiale Lorenzo Pelagalli

Riforma dell’Educazione Linguistica in Italia: una Visione Trasformativa Bruno L. Castrovinci

La scuola che promuove la salute Pirkia Schilkraut

In occasione degli esami nel primo e nel secondo ciclo d'istruzione e delle valutazioni degli studenti di fine anno scolastico  abbiamo predisposto le seguenti tre guide normative aggiornate e coordinate che possono rappresentare strumenti utili per le operazioni di fine anno scolastico:

・   Guida pratica operativa all'esame di stato nella scuola secondaria di primo grado per l’anno scolastico 2023/2024.

・   Guida pratica agli esami di stato nel secondo ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2023/2024.

・   Guida alla valutazione finale nel primo e secondo ciclo per l’anno scolastico 2023/2024.

 

PRIMA PARTE

La valutazione finale degli alunni della scuola Primaria

1. Premessa

2. Riferimenti normativi

3. L’O.M. 4 dicembre 2020, n. 172

Generalità

Le modalità di valutazione

L’Educazione civica

1. Premessa

2. Modalità

3. Calendario degli esami – sessioni ordinaria, suppletiva e speciale

4. Le prove scritte

5. Le prove orali (Il Colloquio) Art. 10, D.M. n. 741/2017

6. Il giudizio finale (Art. 13, D.M. n. 741/2017)

7. La certificazione delle competenze

1. I candidati

1.1. Generalità

1.2. I Candidati interni

1.2.1. L’ammissione

1.2.2. PCTO (Alternanza Scuola-Lavoro) e Invalsi nell’Esame di Stato

1.2.3. La validità dell’anno scolastico

1.2.4. Le Sedi di esame

1.2.5. La presentazione delle domande

1.3. I Candidati esterni

1.3.1. L’ammissione

1.3.2. Le Sedi di esame e l’assegnazione ad esse

L'INFORMAZIONE IN BREVE

Aggiornamento delle funzioni di Pago In Rete per il riconoscimento del Welfare Gite

Concorsi docenti religione cattolica

Gestione delle assenze su SIDI

Negli affidamenti sottosoglia è possibile utilizzare anche le procedure ordinarie

Modifiche ai documenti di gara: occorre ripubblicare gli atti e riaprire i termini di partecipazione

Trasparenza dei siti web delle pubbliche amministrazioni

Decreto per le progressioni professionali del personale ATA

Concorso ordinario dirigenti scolastici: prova preselettiva il 23 maggio 2024

Per affrontare  la prova di preselezione vi proponiamo una full immersion di 5 webinar, tutto il corso sarà registrato e reso disponibile anche in differita. Le lezioni registrate saranno comunicate ai partecipanti che potranno ascoltarle quando vogliono.

Nel corso di ogni webinar saranno proposti  e commentati  50 test a risposta multipla su tutte le materie del concorso, secondo il seguente Programma:

1)PRIMO WEBINAR -  13 maggio 2024 - ore 17 - 19

a) Normativa riferita al sistema educativo di istruzione

f) Valutazione ed autovalutazione del personale

2)SECONDO WEBINAR - 15 maggio 2024 - Ore 17 -19

Il Ministero con nota n.  62313 del 2 maggio 2024  ha comunicato che la prova preselettiva  del Concorso per titoli ed esami per il reclutamento di dirigenti scolastici nei ruoli regionali presso le istituzioni scolastiche statali - ai sensi del DM 13 ottobre 2022, n. 194 , si svolgerà il 23 maggio 2024.

La prova preselettiva, a norma dell’articolo 6, comma 1, del bando di concorso, si svolgerà  nella sede individuata nell’USR al quale il candidato ha presentato la domanda di partecipazione,  in un unico turno giornaliero, su tutto il territorio nazionale, dalle ore 14:30 alle ore 15:45.  Le operazioni di identificazione avranno inizio alle ore 13:30 del giorno della prova

La faticosa ripartenza della scuola e gli alunni stranieri per classe

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

A guardare il fermento che da tempo investe il mondo politico, ormai in perenne campagna elettorale, giustificata dall’approssimarsi delle elezioni europee, c’è da rimanere sbacaliti nel sentirli discutere, dibattere, promettere e contraddirsi, vantarsi di avere salvato l’insalvabile e di star ancora rimediando ai danni di “quelli di prima”, mentre “quelli di prima” infiocchettano i buoni risultati da loro perseguiti e affastellano “quelli di dopo” nello spazio che intercorre tra l’ignoranza e l’incapacità.

Dobbiamo riconoscere che, in tutto questo spregevole rimpallo, “quelli di dopo” stanno dando prova di una straordinaria produzione di idee, proposte, decreti a tutto campo, tanto da chiedersi “ma allora, quelli di prima hanno fatto poco o nulla e li abbiamo mantenuti per niente!?”. Tra “quelli di prima” e “quelli di dopo” non deve correre buon sangue se si accapigliano in questo modo, anche perché, qualunque cosa propongano “quelli di dopo”, “quelli di prima” sono subito contro e giù a criticare, per poi magari essere d’accordo… Ma una lama taglia di netto “quelli di prima” e “quelli di dopo”: anche se, per fatal combinazione, dovessero usare le stesse parole per definire un concetto, un’idea, un’intenzione, comunque sarebbero su due fronti avversi perché il significato di quel che  rappresentano non è lo stesso. Il pensiero conta, da un lato conservatore, finanche liberista e dall’altro progressista.

Ahi, ahi, se continuo così mi incarto! Voglio dire che, ormai da decenni, ogni volta che cambia il quadro di governo, la scuola si ritrova sotto pressione, stordita come un pugile che va a finire sempre alle corde: ogni “due per tre” dai banchi della politica si avanzano proposte ardite, ma “giustificate” da qualche pretesa suggestione pedagogica, che sparigliano i conti della scuola che, per contro, vorrebbe ci si rendesse conto che sta funzionando al limite delle sue forze e che si affrontassero, davvero e senza cincischiamenti i nodi cruciali del sistema d’istruzione.

Cosa rappresenta la scuola, qual è il suo senso e come può essere utile ai giovani di oggi immaginandoli già tra dieci o quindici anni? E ancora: per una società sempre più complessa e articolata, come si sta già configurando, come deve riorganizzarsi la scuola, senza smarrire i significati educativi e formativi che devono essere garantiti a tutti i suoi studenti?

Argomenti

La deliberazione di scrutinio del Consiglio di classe: definizione e natura giuridica
Agli insegnanti competono la responsabilità della valutazione e la cura della documentazione, nonché la scelta dei relativi strumenti, nel quadro dei criteri deliberati dagli organi collegiali.
Stefano Callà

Il funzionamento del consiglio di classe
Il diritto-dovere di partecipazione del personale docente e del dirigente scolastico all’attività dell’organo trova il suo fondamento nel solo fatto di rivestire la qualità di capo d’istituto o d’insegnante.
Marta Brentan

Un appello ai portatori di cultura
Il clima culturale che caratterizza la nostra società si connota per l’apertura alle diverse prospettive e contribuisce a mettere in discussione l’idea stessa di educazione messa costantemente sotto accusa e affidata al peso conferitole da un orizzonte indefinito di valori.
Michela Lella

Argomenti

La faticosa ripartenza della scuola e gli alunni stranieri per classe
A guardare il fermento che da tempo investe il mondo politico, ormai in perenne campagna elettorale,  giustificata dall’approssimarsi delle elezioni europee, c’è da rimanere sbacaliti nel sentirli discutere, dibattere, promettere e contraddirsi, vantarsi di avere salvato l’insalvabile e di star ancora rimediando ai danni di “quelli di prima”, mentre “quelli di prima” infiocchettano i buoni risultati da loro perseguiti e affastellano “quelli di dopo” nello spazio che intercorre tra l’ignoranza e l’incapacità.
Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

Motivazione e digitalizzazione
Il tema della selezione e del merito, posto in modo avventato, superficiale, fazioso, pretenzioso, con preoccupante incompetenza, dall’attuale Governo, va nella direzione sbagliata, accentua il problema della dispersione scolastica, non tiene conto delle consistenti potenzialità professionali dei docenti, allon­tana, per il momento, la prospettiva del diritto allo studio, in particolare per gli alunni disagiati, porta la scuola indietro di diversi lustri.
Giacinto Iannuzzi

Il dirigente scolastico e i docenti: professionisti, non sudditi
“Ogni collegio dei docenti ha il dirigente scolastico che si merita”.
Mario Maviglia e Laura Bertocchi

LA PRIVACY A SCUOLA - Guida operativa per i dirigenti scolastici e per coloro che operano nelle scuole, annotata con la giurisprudenza e lo studio di casi pratici Edizione 2024, Pagine 235. Autori Anna Armone e Stefano Callà.

A supporto del testo vengono offerte quattro webinar di spiegazioni ed esempi pratici

Le videolezioni possono essere ascoltate quando si vuole e per il tempo che si vuole. Possono essere scaricati tutti i materiali utilizzati dai docenti durante le lezioni.

RELATORI:

Dott.ssa Anna Armone

Dott. Stefano Callà

Il corso della durata di 8 ore è incentrato sui seguenti argomenti:

1) PRIVACY- LE PRINCIPALI DISPOSIZIONI DEL CODICE E I PIÙ RECENTI INTERVENTI DEL GARANTE

2) PRIVACY: QUANDO SERVE, MA SOPRATTUTTO, NON SERVE IL CONSENSO?

3) I DOCUMENTI FONDAMENTALI NELL’ORGANIZZAZIONE E NELLA GESTIONE DELLA PRIVACY

4) VIOLAZIONE DEL TRATTAMENTO DATI IN AMBITO SCOLASTICO: RIMEDI E RESPONSABILITÀ

L'INFORMAZIONE IN BREVE

Graduatorie ad esaurimento (GAE) 2024-2026

Graduatorie di istituto di I fascia

Le attestazioni fiscali 2023 relative ad oneri su Riscatto e Ricongiunzioni

PNRR: Attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza - Le misure riguardanti la riforma degli Istituti tecnici

Applicazione nuovo CCNL 18/172024 - Permessi personale a tempo determinato - I chiarimento dell'ARAN

Bonus asilo nido e supporto domiciliare 2024

Conto Consuntivo 2023 - Prorogati dei termini per la predisposizione del conto consuntivo anno 2023

Firmata l'ipotesi di CCNL 2019/2021 dell’Area Istruzione e Ricerca

CORSO DI FORMAZIONE PER I DIRIGENTI E I DOCENTI DELLE SCUOLE SECONDARIE DI PRIMO E SECONDO GRADO

La CASA EDITRICE EUROEDIZIONI TORINO propone un corso di formazione, in modalità webinar, sul procedimento di valutazione degli studenti e la validità delle deliberazioni di scrutinio adottate dal consiglio di classe.

CONTENUTI DEL CORSO

Il corso che vi vogliamo proporre in quattro webinar della durata complessiva di 8 ore ha l'obiettivo di individuare i punti critici del procedimento di valutazione degli alunni per rendere inoppugnabili le deliberazioni dei consigli di classe.

Le delibere del consiglio di classe di scrutinio o di mancata promozione degli alunni sono sempre più frequentemente oggetto di contenzioso che non sempre si risolve a favore delle istituzioni scolastiche, ciò quasi sempre per vizi formali del procedimento e con particolare riguardo alla contraddittorietà della motivazione.

RELATORI: Dott. Tullio Faia e Avv. Stefano Callà
COSTO DEL CORSO: 50,00 per partecipante

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Scuola in bilico tra l’autonomia differenziata e gli “scarti”

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

L’autonomia differenziata è stata approvata il 19 giugno dopo una lunga maratona notturna. Non conoscendolo ancora, non abbiamo, adesso e qui, la pretesa di commentare il testo della leg­ge. Sappiamo, però, che è il frutto di un accordo, in particolare, tra Fratelli d’Italia e Lega: l’appro­vazione dell’Autonomia in cambio dell’approva­zione del Premierato. Un accordo che si confi­gura come un vero e proprio scambio di favori, anche al di là della bontà che si possa attribuire al testo e della sua effettiva necessità per il Paese. Ma tant’è!

Prima che si strattoni la scuola da una par­te o dall’altra, adattandola a politiche regionali con conseguente assoggettamento a ideologie di parte, facendo prevalere la logica dei LEP (Livel­li Essenziali di Prestazioni), sarà opportuno che si ripassino e si ribadiscano i principi costituzio­nali che sostengono il servizio scolastico assun­to dallo Stato come suo strumento e scopo sulla scorta di una volontà unificante della nazione. Di certo, il rilievo che viene dato ai LEP espone a criteri divisori se non ben considerati, ponderati e realistici.

Dobbiamo augurarci, se mai il progetto sarà attuato, che prevalga il buon senso e vengano posti criteri rispettosi delle differenze nell’ottica della comprensione e della sussidiarietà, anzi­ché della sanzione, della divisione, dell’egoismo campanilistico e dei privilegi fiscali. Ricordiamo, ancora con sgomento, che la visione da cui si è affermata l’autonomia differenziata, è stata quel­la della “secessione”.

La scuola è afflitta tra troppi mali e ha estre­mo bisogno di piegarsi su se stessa e riflettere per rinvenire la sua anima migliore, la sua ca­pacità di leggere le urgenze dell’attualità e dei bi­sogni di crescita dei suoi studenti, dall’infanzia a tutto il percorso di studi ed oltre, fortemente contribuendo al dispiegarsi della cittadinanza attiva con la quale tutti hanno il diritto e il dove­re di confrontarsi e modellarsi. Su questi aspetti segnaliamo il libro di Mario Maviglia Laura Bertocchi dall’emblematico titolo “La scuola e i suoi scarti”, fresco di stampa per conto di  Eu­roedizioni, nel quale si raccontano le malattie della scuola, ovvero i suoi disagidisfunzioni insuccessi. Si tratta di un’opera meritoria che puntualmente e con estrema chiarezza conduce una diagnosi sull’attuale situazione della scuola italiana, ormai da troppo tempo soffocata per le “disfunzioni che derivano dalle azioni dei vari protagonisti dell’impresa educativa e che posso­no ripercuotersi negativamente sui processi di apprendimento e sull’organizzazione del servizio scolastico”, contribuendo a produrre “scarti”, tra i quali quella degli studenti è la categoria più de­licata e preoccupante.

Gli scarti, ricordano gli autori, sono i “ragazzi e le ragazze che vengono messi da parte (o che si mettono da parte) in quanto non conformi agli standard previsti e incapaci di esibire adeguate capacità e competenze”. Un fenomeno non così semplice da analizzare e non risolvibile se non si riflette con puntigliosa cura sulle cause stesse delle disfunzioni che finiscono per condizionare e deviare la crescita e le stesse esperienze scola­stiche degli studenti, pur a fronte del dettato che esorta la scuola a garantire il loro successo for­mativo riconoscendo e valorizzando le diversità dei singoli e le potenzialità che li caratterizzano (art. 4 DPR 275/1999).

La riflessione, orientata da una profonda con­sapevolezza e conoscenza della materia, si svi­luppa, pertanto, ad ampio raggio, accortamente corrispondendo alla logica della visione siste­mica, per cui il mal funzionamento anche solo di una componente dell’organizzazione innega­bilmente va a ricadere sul tutto. Alla luce di ciò, assume uno straordinario significato l’appunto sulla burocrazia che continua ad imperversare nella scuola, configurandosi come una vera e propria molestia, che appesantisce fortemente gli impegni dei docenti sottraendo loro tempo e serenità, e che ha espropriato, in gran parte, i dirigenti scolastici del ruolo di leadership educa­tiva e culturale. Una attenzione particolare viene rivolta alla dinamica relazionale tra le due figure apicali della scuola, DS e DSGA, dalle quali di­pende il funzionamento di tutti gli assetti dell’or­ganizzazione: una coppia che sarà positivamente determinante quanto più sapranno stimarsi e coordinarsi nel rispetto delle reciproche respon­sabilità.

Chiude il volume un capitolo particolarmen­te denso, appassionato e coinvolgente sul futuro della scuola: tuti i protagonisti del sistema scola­stico sono chiamati in causa perché si riconosca­no e vengano riconosciuti, dai decisori politici e da quanti hanno responsabilità dirette nella gestione del sistema d’istruzione, come parte attivamente preziosa ai fini del perseguimento della missione educativa e formativa che si repu­ta la scuola debba sostenere e perseguire, pena l’evidenza di un malfunzionamento che conti­nuerebbe a ripercuotersi malamente sul tutto, ancora continuando a generare scarti.

Pur nella sua cogente disamina dei mali del­la scuola, il libro non si propone come un atto d’accusa, ma come lucida analisi dei problemi che la scuola sta attraversando, e che richiedono “una concomitante e sinergica azione tra i vari soggetti istituzionali volta a modificare lo stato esistente delle cose”. Un lavoro comunque prege­vole da qualsiasi lato lo si voglia vedere e consi­derare, un lavoro che analizza e fa comprendere la drammaticità in cui si adagia la scuola, un te­sto la cui lettura si raccomanda a tutti quanti in essa e per essa lavorano e credono fermamente che ciascuno sia e possa essere, comunque, una parte del cambiamento che si auspica.

Gli articoli di questo numero:

Gianluca Dradi presenta “La nuova legge sul contrasto al bullismo e cyberbullismo”, n. 70 del 17 maggio 2024 ed entrata in vigore dal 14 giu­gno, che detta disposizione a tutela dei minori interessati dal fenomeno. La legge apporta mo­difiche alla Legge n. 71/2017, estendendo il suo perimetro di applicazione al fenomeno del bulli smo e ponendo l’accento sulle azioni di carattere preventivo e su una strategia di attenzione e tu­tela nei confronti dei minori, sia nella posizione di vittime sia in quella di responsabili di illeciti, privilegiando azioni di carattere formativo ed educativo.

La legge prevede che, nell’ambito della pro­pria autonomia, la scuola adotti un codice inter­no per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni del bullismo e del cyberbullismo e istituisca un tavolo permanente di monitoraggio, del quale fanno parte rappresentanti degli studenti, degli insegnanti, delle famiglie ed esperti di settore.

Giacinto Iannuzzi, in “Sperimentazione e trasformazione digitale” evidenzia che, oggi, i problemi più importanti della scuola siano de­terminati, prevalentemente, da due fattori: la trasformazione digitale e le nuove conoscenze fornite dalle neuroscienze affettive. Su questa scorta, si rileva l’importanza che la scuola ven­ga intesa, considerata, pensata, amministrata come soggetto e come oggetto di ricerca, così da indirizzare formazione e apprendimento verso obiettivi unitari di crescente complessità, anche attraverso l’elaborazione e la realizzazione di nuove ipotesi di sperimentazione metodologico-didattica.

Maria Rosaria Tosiani nel suo pezzo “La qualificazione delle istituzioni scolastiche come stazioni appaltanti” affronta una complessa pro­blematica derivante dall’’applicazione del nuo­vo codice dei contratti pubblici (d.lgs. n. 36 del 2023). Vi sono dubbi non ancora risolti generati dalla stessa ANAC con il comunicato del 17 mag­gio 2023 in cui si avvisava che contestualmente all’avvio del sistema di qualificazione alla data del 1 luglio 2023 sarebbe intervenuto il blocco del rilascio del CIG per le stazioni appaltanti non qualificate. La questione della qualificazio­ne si pone, in particolare, per i contratti relativi all’affidamento di servizi in concessione quali, ad esempio, la somministrazione di alimenti e bevande mediante distributori automatici, trat­tandosi inequivocabilmente di contratto di con­cessione ed a norma di quanto previsto dall’art. 5 dell’allegato II.4 del D.LGS 36/2023 “ai fini dell’affidamento e dell’esecuzione dei contratti di concessione e di partenariato pubblico pri­vato di qualsiasi importo, le stazioni appaltanti devono possedere almeno una qualificazione di livello SF2 e garantire la presenza di un soggetto con esperienza di tre anni nella gestione di piani economici e finanziari e dei rischi.

Vittorio Trifoglio tratta de “La nuova cer­tificazione delle competenze: un’analisi del D.M. 14 del 30 gennaio 2024”, che ha proposto nuovi modelli per scuole statali e paritarie del primo e secondo ciclo di istruzione e CPIA, avendo l’obbiettivo di rispondere alle esigenze emergen­ti dalla società contemporanea, in linea con le direttive europee e le raccomandazioni interna­zionali, inserendosi nel più ampio quadro del­la riforma dell’orientamento prevista dal PNRR (Riforma 1.4 “Riforma del sistema di orienta­mento” della milestone M4C1.5), che permette non solo di conformare i modelli al Quadro eu­ropeo delle competenze chiave per l’apprendi­mento permanente definito dalla Raccomanda­zione del Consiglio dell’UE del 22 maggio 2018, ma anche di raccordare i diversi modelli di certi­ficazione rendendo coerenti i differenti approcci, a seconda se ci si riferisca all’obbligo d’istruzione o al termine del percorso del secondo ciclo.

Antonietta Di Martino, sotto il titolo “L’E­ducazione Civica nelle scuole italiane”, mette a fuoco “la Storia dell’educazione civica e delle sue metamorfosi all’interno del curricolo scolastico” a partire dalla legge n. 92 /2019, che ha reintro­dotto l’insegnamento dell’educazione civica ri­conoscendone il valore formativo, in un viaggio riepilogativo che si sviluppa dai programmi per l’istruzione primaria del 1955 (cd Programmi Ermini), parallelamente ponendo attenzione alla evoluzione delle competenze sociali e civi­che in Europa a far data dal 2006. In chiusura la focalizzazione dell’attuale insegnamento dell’e­ducazione civica.

Filippo Sturaro, nel suo articolo “Condizio­ne di disabilità, valutazione di base e accomoda­mento ragionevole nel nuovo decreto che modifica la legge n.104 del 1992” propone un commento argomentato sul nuovo Decreto Legislativo n. 62 del 3 maggio 2024 recante definizione della con­dizione di disabilità, della valutazione di base, di accomodamento ragionevole, della valutazione multidimensionale per l’elaborazione e attuazio­ne del progetto di vita individuale personaliz­zato e partecipato. Il decreto entrerà in vigore il prossimo 30 giugno 2024.

Mario Di Mauro, per la Scuola in Europa, propone “Una vera e propria storia dell’istruzio­ne pubblica quella della Grecia antica per l’Euro­pa di oggi”, prendendo spunto dall’approvazione, da parte del Parlamento greco, della legge che istituisce le università private nel paese; un prov­vedimento inatteso quanto problematico, che ha visto insieme giovani e meno giovani unirsi nel protestare in forze e a lungo contro il governo e la sua decisione di sottomettersi agli interes­si di pochi invece che rispettare un diritto allo studio per tutti. Un caso non unico in Europa e tale da mettere in crisi la cosa pubblica rispetto

a quella privata, non solo più efficiente e mirata ma anche perché sorretta da investimenti e sov­venzioni provenienti da attori internazionali del mercato libero.

Francesco Nuzzaci,per la rubrica la scuola nella giurisprudenza nel suo contributo, pone l’interrogativo “Costituisce impedimento all’ac­cesso al ruolo di dirigente scolastico il mancato superamento di un precedente periodo di prova?”. Un caso emblematico che analizza la delibera­zione n. 15 dell’8 gennaio 2020, con la quale la Sezione regionale della Corte dei Conti dell’E­milia-Romagna ha ricusato il visto e la registra­zione del decreto, emesso dall’Ufficio scolastico regionale, contenente il conferimento d’incarico a una docente vincitrice dell’ultimo concorso: ciò per gli effetti preclusivi del mancato supera­mento del periodo di prova nella (diversa) isti­tuzione scolastica assegnatale dopo la vincita del precedente analogo concorso.

Alessandra Morazzano, per I Casi della Scuola, illustra la situazione di un “Aspirante a posto di collaboratore scolastico socio accoman­dante di una S.a.s. a conduzione familiare”. Nel caso specifico, quali saranno le azioni del diri­gente scolastico, considerato che l’art. 60 del DPR n. 3/1957 vieta all’impiegato di esercitare il commercio o assumere impieghi alle dipenden­ze di privati?

Vittorio Venuti, per Appunti di Psicologia, propone “La cura dei sensi per favorire l’appren­dimento” esortando gli insegnanti ad aver più attenzione verso il modo in cui gli alunni utiliz­zano i sensi (non solo i cinque cui facciamo abi­tualmente riferimento) facendoli dialogare tra loro. I sensi intercettano e definiscono percorsi che favoriscono e producono apprendimento se­condo una logica evolutiva che tiene conto della loro apertura sul mondo e sulle esperienze che ciascun individuo si trova a vivere. Non ascol­tiamo e non vediamo solo con le orecchie e con gli occhi, ma con tutto il corpo in virtù della ca­pacità cognitiva di cui ciascuno fruisce, capacità “ombra” destinata ad evolvere incessantemente.

Vincenzo Casella, per Sportello assicurativo, presenta la situazione che si viene a determinare con “I festeggiamenti degli studenti in occasione dell’esame di maturità”. Si prospetta il caso di do­cente che scivola sul selciato reso scivoloso, ri­portando la frattura del polso. È ipotizzabile una responsabilità diretta della scuola nell’evento in questione e, in questo caso, la polizza integrativa risarcisce il danno?

 

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