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Si celebra oggi, 3 dicembre, la Giornata internazionale delle persone con disabilità, istituita nel 1992 con la Risoluzione n. 47/3 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, allo scopo di sostenere la piena inclusione delle persone con disabilità in ogni ambito della vita e per allontanare ogni forma di discriminazione e violenza, promuovendone i diritti ed il benessere - si legge nella nota del ministero dell’Istruzione, firmata dalla ministra Azzolina, che invita studentesse e studenti, docenti, dirigenti scolastici e famiglie “a promuovere e realizzare azioni di sensibilizzazione per sostenere e difendere i diritti delle persone con disabilità e promuovere la rimozione di tutte le barriere che ne ostacolano lo sviluppo, affermando il pieno rispetto della dignità umana, sempre e per ciascuna persona”.


 

Dopo il ricorso al commissario per la gestione dell’apertura delle scuole, risoltasi con acquisto straordinario e miliardario di banchi, gel e mascherine, la ministra Azzolina ha scritto al ministero dell’Interno e chiesto all’esecutivo di inserire nel prossimo decreto del presidente del Consiglio l’ingresso in campo dei prefettiper la gestione del problema trasporti: si chiederà lorodi mettere insieme provincia per provincia il “mosaico trasporti”, che dallo scorso maggio a oggi i quattro ministeri interessati non sono riusciti a comporre.

Dopo aver ascoltato i sindaci delle quattordici città metropolitane e ricevuto da loro la lista delle cose che non funzionano), la Ministra ricorre ai prefetti per una mediazione tra dirigenti scolastici e aziende dei trasporti.Le analisi sui flussi ci sono, anche con i mezzi tornati al 50 per cento di capienza. La ministra dei Trasporti Paola De Micheli ha già spiegato a Repubblica che le Regioni hanno quasi diecimila mezzi aggiuntivi da mettere in strada dalle 7 alle 9 di ogni mattina, ma non saranno sufficienti se non si allargherà lo scaglionamento scolastico nell’arco della giornata e della settimana. Ha chiesto, quindi, un “decisore terzo”.

L’operazione prefetti guarda alla riapertura delle scuole superiori per il 7 gennaio e prova a mettere in sicurezza il riavvio delle lezioni anche di fronte a un risalire dei contagi dopo le feste, pur se la ministra continua a lavorare all’ipotesi di una graduale riapertura delle superiori dal 9 dicembre, probabilità che sembra slittare, più realisticamente al 14 dicembre.

Di contro, la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, raccogliendo l‘intenzione di tutte le Regioni eccetto l’Emilia Romagna, dice: «Non credo ci saranno aperture prima di Natale, la scuola aperta a spot serve solo a creare vampate di contagi».


 

La Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha incontrato il 2 dicembre 2020, in videoconferenza, il Forum degli Studenti e i coordinatori regionali delle Consulte studentesche.
La Ministra ha assicurato di voler porre la massima attenzione al confronto e al dialogo con tutti gli attori del mondo della scuola, a partire dalle studentesse e dagli studenti, incontrati più volte in questi mesi.
“Mi piace molto la definizione di ‘generazione fortissima’ che la Senatrice Liliana Segre ha utilizzato per descrivere voi giovani. Siete una generazione che sta affrontando sacrifici notevoli a causa dell’emergenza sanitaria e dobbiamo riconoscervelo”, ha detto la Ministra confermando, poi, che si sta lavorando, in queste ore, per un graduale rientro a scuola, anche attraverso misure che saranno inserite nel prossimo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sull’emergenza.
“Fin dall’inizio abbiamo voluto dare un senso alle difficoltà che stiamo vivendo per trasformare la crisi in un’opportunità”, ha aggiunto Azzolina, riepilogando le misure adottate.
“Abbiamo garantito investimenti strutturali che rimarranno nel patrimonio dei nostri istituti. Così come faremo in modo che la scuola abbia un ruolo importante nell’ambito del Recovery Fund”.
 

Il Tar Lazio, dopo aver espresso parere favorevole alle prove suppletive del concorso straordinario per i candidati impediti dal Covid, ci ripensa e interviene ancora in merito (sentenza del 30 novembre), rilevando la piena legittimità delle operazioni concorsuali fino alla sospensione disposta dal DPCM del 3 novembre e puntualizzando che il semplice “timore” per il pericolo di contagio che ha indotto qualche candidato a non presentarsi alla prova, non determina alcun diritto ad essere ammesso a prova suppletiva, essendo ammissibile quest’ultima solo in presenza di impedimento dovuto a causa di forza maggiore.

Per il TAR le misure adottate dall’Amministrazione ministeriale erano pienamente conformi a quanto normativamente previsto, stante il fatto che l’Amministrazione aveva depositato in giudizio il “Protocollo di sicurezza per lo svolgimento delle prove scritte”, comunicato a tutti i candidati, e in particolare l’Ufficio scolastico regionale per la Lombardia aveva altresì specificato che per lo svolgimento della prova per la quale era stato convocato il ricorrente, l’aula avrebbe contenuto “non più di 7 1/12/2020 6/8 candidati compreso il ricorrente nel rispetto della prescritta distanza tra le postazioni adibite allo svolgimento della prova scritta”.

La sentenza prosegue citando l’art. 5 del bando di concorso (D.D. n. 510 del 2020) che prevede espressamente al comma 2 che i candidati “..sono tenuti a presentarsi per sostenere la prova scritta.. La mancata presentazione nel giorno, luogo e ora stabiliti, ancorché dovuta a caso fortuito o a causa di forza maggiore comporta l’esclusione dalla procedura”. La previsione quindi pone in capo ai candidati un vero e proprio onere di presentarsi, pena la esclusione dalla procedura concorsuale senza possibilità alcuna di richiedere il differimento della prova. Al riguardo tuttavia, ribadisce la sentenza, non appare necessario, ai fini del giudizio espresso, sindacare sulla legittimità della esclusione di qualsiasi impedimento (tra cui anche l’obbligo di quarantena o di isolamento da Covid), atteso che nel caso di specie parte ricorrente dichiara di aver deciso di non partecipare alla prova prevista per il 28 ottobre 2020 “per il timore” dell’epidemia in corso, specie con riferimento al territorio della regione Lombardia. Egli pertanto non versava in una situazione né di isolamento, perché persona infetta


 

Si sta trasformando in una lotteria il rientro a scuola: prima di Natale o il 7 dicembre? E se prima di Natale, quando? Le ultime voci accreditano l’ipotesi del 14 dicembre, sostenute dalle dichiarazioni del Premier Giuseppe Conte che, in accordo con la Ministra  Lucia Azzolina, vorrebbe riportare i ragazzi delle superiori in presenza quanto prima, ipotesi che trova il favore del Ministro della Salute Speranza che, al Senato, ha dichiarato: “Con l’uscita di molte regioni dalle zone rosse è già in corso anche una ripresa delle lezioni in presenza per le classi seconde e terze medie. E compatibilmente con il quadro epidemiologico è obiettivo del governo riportare gradualmente in presenza anche i ragazzi delle scuole superiori”

SCIENZA DELL’AMMINISTRAZIONE SCOLASTICA N.4/2020

La funzione dirigenziale nel difficile momento della gestione del COVID

di Anna Armone

Non è chiaro come un dirigente scolastico possa dichiarare che il

contagio è avvenuto a scuola e contemporaneamente riconoscere di aver applicato le linee guida Inail e i protocolli di contratto alla

diffusione del contagio

La pandemia dovuta alla diffusione del Covid-19 ha fatto emergere i punti deboli, debolissimi, del sistema scolastico. Ma non voglio considerare a tappeto tutti i punti denunciati da più parti, ma voglio soffermarmi sulla difficilissima funzione dirigenziale così come è e come deve essere agita in questo frangente.

Rivista trimestrale di SCIENZA DELL’AMMINISTRAZIONE SCOLASTICA N. 4/2020

In questo numero:

Editorialedi Anna Armone

La funzione dirigenziale nel difficile momento della gestione del COVID

Federalismo fiscale e lep nel settore dell’istruzione: lo stato dell’arte

di Renato Loiero

Chi ha paura dell’autonomia scolastica

di Mario Maviglia

Gli ambiti di intervento della funzione ispettiva

di Maurizia Migliori

L’evoluzione della figura del Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi

di Paola Perlini

Il senso di comunità e il service learning: ora tocca alla scuola

di Ivana Summa

Essere dirigenti scolastici al tempo del COVID

di Vanna Maria Monducci

La disciplina del procedimento amministrativo alla luce del Decreto Legge n. 76 del 2020, cd. Decreto semplificazioni

di Carmen Iuvone

I criteri valutativi nella didattica a distanza: come può incidere il comportamento su una eventuale bocciatura?

di Federica Marotta

 

RASSEGNA CINEMATOGRAFICA SUL MONDO DELLA SCUOLA a cura di Vincenzo Palermo

RECENSIONI DI TESTI LEGATI A TEMI DI INTERESSE SCOLASTICO a cura di Giuliana Costantini

DIRIGERE LA SCUOLA N.12/2020

Può chiamarsi scuola una scuola in … mascherina? EDITORIALE  Di Vittorio Venuti

Premetto che non ci sono intenzioni polemiche dietro il titolo di questo editoriale, ma un’esortazione ad analizzare la situazione che si vive nella scuola primaria e nella prima classe della secondaria di primo grado, a maggior ragione da quando si è disposto che gli alunni devono indossare la mascherina anche in posizione statica, ovvero per tutto il periodo di permanenza dentro l’edificio scolastico. Peraltro, il variegato dispiegarsi della pandemia sta promuovendo la sospensione delle lezioni in presenza a macchia di leopardo, calendarizzata per tempi che si decidono difformemente da zona a zona. Il che significa già che la scuola, giocoforza, non sta seguendo una uniformità di percorso su tutto il territorio nazionale con ricadute differenti, comunque e in ogni caso, sulla qualità del funzionamento. A questo punto vale la pena proporre un inciso: la solerzia nel comunicare le date delle prove Invalsi non poteva essere evitata, visto che già l’anno scolastico si è avviato tra molte incertezze e viene al seguito di un altro anno che è stato massacrato dalla pandemia? O forse si tratta di un atto dovuto?

DIRIGERE LA SCUOLA N. 12/2020

Può chiamarsi scuola una scuola in… mascherina?

Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

Michela Lella -Una scuola apri e chiudi

Filippo Cancellieri -Verso il servizio di psicologia scolastica

Francesco G. Nuzzaci -La didattica a distanza e la sua esigibilità contrattuale

Filippo Sturaro -Continuare il dialogo educativo... ... a distanza!!

Paolo Pieri -Se questa è una scuola sicura

Anna Armone -Le novità in materia di responsabilità erariale

Sandro Valente -Concessione di beni in uso gratuito

Cessazioni e pensionamenti aventi effetto dal 01/09/2021

Luciana Petrucci Ciaschini

Stefano Stefanel -Il rapporto tra le scuole e gli enti locali

Giacomo Mondelli -La solitudine ovvero l’analfabetismo emotivo dei nativi digitali

 

Rubriche

Lettera al DIRETTORE

Professione e professionalità pedagogica (ai tempi del Covid) Stefania Trifilio

I CPIA A cura di ... Rosaria Scotti

I C.P.I.A. dal punto di vista normativo, organizzativo e culturale

LA SCUOLA IN EUROPAA cura di ... Mario Di Mauro

La scuola, la società, l’emergenza ... la comunicazione

APPUNTI DI PSICOLOGIA DELLA GESTIONEA cura di ... Vittorio Venuti

Scuole in sicurezza: metodi e strumenti

GIURISPRUDENZA SCOLASTICAA cura di ... Stefano Callà

Chiarimenti su obbligo di istruzione, scolastico e formativo

 #SPORTELLOASSICURATIVOA cura di ... Vincenzo Casella

AMMINISTRARE LA SCUOLA N.12/2020

Argomenti:

Maria Rosaria Tosiani Proroga del Programma Annuale al 15 gennaio 2021

Raffaella Scibi  - Emergenza epidemiologica da Coronavirus: il c.d. decreto “Ristori”

Raffaella Scibi - Emergenza epidemiologica da Coronavirus: il c.d. decreto “Ristori-bis”

Salvatore Argenta -La nomina dei sub-consegnatari

Silvia Renzulli -Il contratto di comodato o prestito d’uso

Sandro Valente -Le attività extra officio consentite al personale ATA

Luciana Petrucci Ciaschini -La ricostruzione della carriera dei docenti di religione cattolica a tempo determinato (Prima parte)

Carmelo Febbe e Angelo Orsingher -La scuola, bene primario, è ripartita 

Giacomo Mondelli -Il Dirigente Scolastico, un nuovo leader nell’emergenza sanitaria

Raffaella Scibi -Circolare sui pensionamenti del personale della scuola con effetto dal 1° settembre 2021

Valentino Donà -Infortunio durante la Didattica a Distanza. è coperto dall’assicurazione? 

 

Rubriche:

PENSIAMOCI SU...a cura di Angelo Muratore

Nesso di causalità ed elemento psicologico nel mobbing (Ultima parte)

L’ANGOLO DELLA PSICOLOGIA a cura di Vittorio Venuti

Come trasformiamo l’esperienza sensoriale in parole

GIOCANDO S’IMPARA

RISPOSTA AI QUESITI POSTI DAI LETTORI

NOTE DI GIURISPRUDENZA IN MATERIA SCOLASTICA

 

 

Che cos'è la Carta del docente?

È una iniziativa del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca prevista dalla legge 107 del 13 luglio 2016 (Buona Scuola), art. 1 comma 121, che istituisce la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione dei docenti di ruolo delle istituzioni scolastiche.

 

Chi sono i beneficiari?

La Carta è assegnata ai docenti di ruolo a tempo indeterminato delle Istituzioni scolastiche statali, sia a tempo pieno che a tempo parziale, compresi i docenti che sono in periodo di formazione e prova, i docenti dichiarati inidonei per motivi di salute di cui all'art. 514 del Dlgs.16/04/94, n.297, e successive modificazioni, i docenti in posizione di comando, distacco, fuori ruolo o altrimenti utilizzati, i docenti nelle scuole all'estero, delle scuole militari.

 

Qual è l'importo della carta?

L'importo nominale della carta è di euro 500 annui per ciascun anno scolastico.

 

Cosa si può acquistare con la carta?

La carta può essere utilizzata per l'acquisto di:

  • libri e testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale;
  • hardware e software;
  • iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca;
  • iscrizione a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale;
  • titoli di accesso per rappresentazioni teatrali e cinematografiche;
  • titoli per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo;
  • iniziative coerenti con le attività individuate nell'ambito del piano triennale dell'offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione, di cui articolo 1, comma 124, della legge n. 107 del 2015(Buona Scuola).

Che cos'è cartadeldocente.istruzione.it?

È l'applicazione web che permette ai docenti di spendere l'importo assegnato utilizzando annualmente Buoni di spesa elettronici per i beni o i servizi previsti.

 

Inizia a usare cartadeldocente.istruzione.it e Crea il tuo primo buono:

  1. Vai alla pagina "crea buono"accessibile dal Menu
  2. Scegli se acquistare di persona o online presso un esercente o un ente di formazione aderente all'iniziativa e il bene/servizio che desideri acquistare
  3. Inserisci l'importo del buono corrispondente al prezzo del bene o servizio che vuoi acquistare
  4. Il buono creato sarà accompagnato da un codice identificativo (QR code, codice a barre e codice alfanumerico) che potrai salvare sul tuo dispositivo o stampare per utilizzarlo online o presentarlo all' esercente o ente aderente all'iniziativa e ottenere così il buono/servizio desiderato

Carta del Docente ti permette di:

  • creare uno o più buoni dell'importo che vuoi fino a un massimo complessivo del tuo portafoglio
  • vedere i buoni creati e pronti da spendere
  • vedere i buoni già spesi
  • verificare quanto ancora puoi spendere

Come controllare e gestire il proprio portafoglio

Nell’applicazione “Carta del docente” è possibile in ogni momento controllare e gestire il proprio portafoglio. In caso di errore i buoni non ancora validati (tranne quelli per i musei) possono essere annullati, in quanto gli importi dei buoni vengono scalati dal portafoglio esclusivamente al momento della validazione a cura dell'esercente.

Nell’area autenticata  dell’applicazione cartadeldocente.istruzione.it è sempre possibile controllare  lo  stato  del proprio portafoglio.

In pratica è possibile controllare:

  • l’elenco dei buoni prodotti e validati;
  • l’importo residuo a disposizione per ulteriori acquisti.

Gli importi dei buoni vengono scalati dal portafoglio esclusivamente al momento  della loro  validazione da parte dell’esercente  o ente di formazione  (sia fisico  che online). In qualunque momento è possibile  annullare un buono non ancora validato e crearne  un  altro,  sempre  nel  limite  di  spesa  disponibile, selezionare la voce “Annulla buono”.

Questa operazione è possibile per tutti i buoni, ad eccezione di quelli generati per musei, in quanto i musei seguono un diverso percorso di validazione dei buoni, che non ne permette l’annullamento.

Qualora venga superato l’importo residuo a disposizione nel portafoglio, è possibile  aggiungere in contanti (o con altro metodo di pagamento  accettato dall’esercente) la parte rimanente per effettuare l’acquisto.

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