Ultime notizie

Le fragilità della scuola

Editoriale di Vittorio Venuti

In ottobre, mentre centinaia di dirigenti scolastici si incontravano sui social e dialogavano animatamente solidarizzando con la collega Franca Principe (vedi editoriale di novembre 2019) e progettando la forma di protesta più opportuna contro il decreto sicurezza n. 81 e, più in particolare contro l’articolo 18, per fatale coincidenza di tempi, il piccolo Leonardo, il bambino di 5 anni precipitato dalle scale della scuola “Pirelli” di Milano, moriva in conseguenza della caduta. La manifestazione del 31 ottobre a Roma, alla quale hanno partecipato centinaia di Dirigenti Scolastici provenienti da tutta Italia, ha quindi assunto un rilievo ed un significato particolare, sollecitando urgenze che non possono continuare ad essere ignorate.

Con l'entrata in vigore del nuovo CCNL 19/4/2018 del comparto Istruzione e Ricerca,  gli istituti delle relazioni sindacali in ambito scolastico sono stati disciplinati ex novo.

La conoscenza delle regole pattizie consente di costruire  delle ottime relazioni sindacali al fine di prevenire e risolvere i possibili conflitti.

Il corso che proponiamo analizza sotto il profilo pratico ed operativi tutti gli istituti delle relazioni sindacali per permettere alla dirigenza scolastica di concludere agevolmente gli accordi sindacali di contrattazione integrativa.

il corso costa solo 25,00 euro.

Con circolare n. 48061 del 27 11 2019 il Miur ha emanato le Linee operative per la formazione dei dirigenti scolastici neoassunti a.s. 2019-2020, riconoscendo che il loro consistente numero configura un consistente ricambio generazionale, un’occasione importante per il rinnovamento del nostro sistema educativo.

Il nuovo modello formativo dovrà essere attuato nel corrente a.s. 2019-2020 per il percorso di formazione e prova dei 1995 dirigenti scolastici neoassunti. A tal fine verranno destinate specifiche risorse finanziarie tratte dai Fondi del Bilancio MIUR 2020 - capitoli 2175, 2173, 2174, 2164 pg.3 nell’anno finanziario 2020.

Il periodo di formazione e prova ha una durata pari all’anno scolastico, nel corso del quale dovrà essere prestato un servizio effettivo di almeno sei mesi. E’ possibile sospendere il suddetto periodo in caso di malattia e negli altri casi espressamente previsti dalle leggi o dagli accordi collettivi. Salvo questi ultimi casi il periodo di formazione e di prova non può essere rinnovato o prorogato alla scadenza.

Le azioni formative che devono essere messe in campo dagli USR riguardano due differenti percorsi: l’attività di accompagnamento sulla base di un cronoprogramma di massima e l’attività di formazione vera e propria.

Per quanto concerne l’attività di accompagnamento e cronoprogramma, della durata di 25 ore, gli USR devono organizzare, avvalendosi della collaborazione di dirigenti scolastici con funzione di tutor, iniziative orientate e sostenere il neoassunto nella complessa fase di ingresso nel nuovo ruolo, attraverso momenti di confronto tra pari, che faranno riferimento a modalità collaborative in vista della costruzione di comunità di pratiche”. Si citano, ad esempio, momenti di “peerreview”, di tutoring, di supporto e consulenza.

Le attività formative della durata di 50 ore saranno organizzate dagli USR, di norma, per gruppi non superiori a 25 dirigenti neoassunti e, ove possibile, articolati per grado di istituzione scolastica.

In linea con quanto già previsto negli anni precedenti, ad ogni dirigente scolastico neoassunto verrà fornito il supporto di un’attività di tutoring.

Le procedure per la valutazione del periodo di formazione e prova sono previste dagli articoli 7 e 8 del DM 956/2019 più volte citato.

Link: https://www.miur.gov.it/web/guest/-/linee-operative-per-la-formazione-dei-dirigenti-scolastici-neoassunti-a-s-2019-2020-assegnazione-delle-risorse-finanziarie-e-progettazione-delle-inizi

 

 

Il Ministro Lorenzo Fioramonti, ha firmato il decreto per gli interventi di messa a norma delle scuole. Il Piano straordinario prevede un finanziamento complessivo di 98 milioni di euro.

Le risorse saranno assegnate con un avviso pubblico nazionale rivolto agli Enti Locali da adottare entro 30 giorni dalla pubblicazione del decreto. Potranno candidarsi Comuni, Province, Unioni di comuni e Città metropolitane e i relativi contributi saranno concessi direttamente agli Enti Locali che così potranno mettere in regola gli istituti e le strutture adibite a uso scolastico entro la fine del 2021, come previsto dall’attuale normativa.

I contributi a disposizione degli Enti Locali saranno pari fino a 70.000 euro per le scuole del primo ciclo e fino a 100.000 per le scuole del secondo ciclo di istruzione.

Suddiviso l’entità del finanziamento per il numero delle scuole, il risultato sarà una cifra insufficiente.

Con circolare n. 2197 del 25 novembre, si danno nuove indicazioni in merito allo svolgimento dell’esame di Stato conclusivo dei percorsi di istruzione secondaria di secondo grado a.s. 2019/2020.

In premessa si spiega che, nonostante il coordinatore nazionale dei dirigenti tecnici e dei coordinamenti regionali degli ispettori abbia espresso soddisfazione relativamente alle novità che hanno interessato la struttura degli esami a seguito dell’intervento del precedente ministro Buffetti, l’attuale ministro Fioramonti, ritiene opportuno intervenire su alcuni aspetti riguardanti la redazione della prima prova scritta di italiano e le modalità di svolgimento del colloquio. Appare evidente l’impronta di discontinuità che il neo ministro voglia fare col precedente, di cui, peraltro, è stato viceministro.

Le indicazioni riguardano:

-          Il credito scolastico, il cui punteggio sarà determinato dalla somma dalla somma del credito già attribuito per il terzo anno di corso, convertito sulla base della tabella A (art. 14, d.lgs 62/2017) e dal credito attribuito per il quarto e quinto anno di corso utilizzando la tabella denominata “Attribuzione credito scolastico”.

-          I requisiti di ammissione all’esame, per cui i candidati interni ammessi, oltre al requisito della frequenza scolastica e del profitto scolastico, dovranno evidenziare anche il requisito della partecipazione, durante l’ultimo anno di corso, alle prove predisposte dall’INVALSI e quello dello svolgimento delle attività programmate nell’ambito dei percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento, secondo il monte ore previsto dall’indirizzo di studi.

-          La prima prova scritta di italiano che, pur rimanendo la struttura prova e le tipologie testuali definite dal quadro di riferimento di cui al D.M. n° 769 del 26 novembre 2018, dovranno prevedere che almeno una delle tracce della tipologia B (analisi e produzione di un testo argomentativo) debba riguardare l’ambito storico.

-          Lo svolgimento del colloquio, per il quale si intende abbandonare la procedura nota delle “tre buste”, per favorire la modalità che vede l’avvio del colloquio mediante l’analisi da parte dello studente dei materiali preparati dalla commissione d’esame in un’apposita sessione di lavoro, con l’immutata finalità di “verificare l'acquisizione dei contenuti e dei metodi propri delle singole discipline, la capacità di utilizzare le conoscenze acquisite e di collegarle per argomentare in maniera critica e personale anche utilizzando la lingua straniera”, materiali che dunque devono consentire un approccio multidisciplinare.

Pertanto, l’annuale decreto ministeriale di individuazione delle discipline oggetto della seconda prova scritta e di regolamentazione delle modalità organizzative di svolgimento del colloquio, previsto dall’art. 17, comma 7, del d.lgs. n° 62/2017, non riporterà la descrizione delle suddette attività a carico delle commissioni e dei candidati, pur nel pieno rispetto dell’impostazione prevista in tale articolo. Le SS.LL. vorranno assicurare la massima diffusione della presente nota all’interno della comunità scolastica.

 

ABBONAMENTO ANNO 2020 ALLE NOSTRE RIVISTE

Tre riviste a supporto della funzione dirigenziale del dirigente scolastico in abbonamento congiunto a soli 130,00 euro.

In allegato la cedola 2020 con tutte le combinazioni degli abbonamenti.

Per il rinnovo degli abbonamenti per l'anno 2020 i prezzi sono rimasti immutati.

Le riviste sono fruibili anche on line

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Con la nota n. 26158 del 18 novembre 2019  il ministero  ha disposto la proroga di 30 giorni per l'approvazione del programma annuale, in via eccezionale, per le scuole che non vi avevano ancora provveduto.

Il ricorso alla proroga  deve essere motivato nella relazione illustrativa del Dirigente che accompagna il programma annuale.

Di conseguenza il termine del 30 novembre entro il quale il programma annuale doveva essere predisposto, è prorogato al 30 dicembre.

Anche il termine massimo di approvazione del programma annuale da parte del Consiglio d'istituto viene spostato dal 31 dicembre al 30 gennaio.

La nostra proposta formativa per superare il concorso prevede:

Un Corso di 48 webinar fruibile da subito

Il corso è offerto in differita, comprende tutti gli argomenti di base, di seguito elencati,  oggetto delle prove di concorso, con allegati tutti i materiali  utilizzati dai docenti e scaricabili

Costo del corso €200,00

Un Corso di 20 webinar che sarà attivato con l'uscita del Bando di concorso

Il corso è offerto in diretta e in differita, su temi specifici di approfondimento, in vista della preparazione alla prova di preselezione e soprattutto alle tre prove scritte. saranno trattati gli argomenti chiave oggetto del concorso per il superamento delle prove d'esame,

 Costo del corso €200,00.

Per completare la preparazione consigliamo l'acquisto dei seguenti testi:

CALLA’, VENUTI, Guida alla prova di  Preselezione  concorso per Dirigente Tecnico - Esercitazione  su 2500 Test a risposta multipla per la prova di preselezione su tutte le materie del concorso -, Edizione 2020, € 30.00

CALLA', TOSIANI, ARMONE, Manuale per la preparazione al concorso per Ispettore Tecnico del MIUR, Testo completo con tutti gli argomenti oggetto del concorso, Edizione 2020, pagine 1200, € 70,00.

CALLA', Codice delle leggi della scuola - Testo di legislazione scolastica ad uso concorso - Il testo è utilizzabile durante le prove scritte del concorso per Ispettore Tecnico, Pagine 1280, €35,00

I tre testi in offerta a soli 120,00

Chi volesse comprare il pacchetto completo che comprende il corso dei 48 webinar, il corso dei 20 webinar,  più i tre testi paga solamente 450,00 euro

Parlando a margine di un convegno alla Luiss di Roma, il Ministro Fioramonti ha annunciato che all’inizio del 2020 dovrebbe essere bandito il concorso straordinario per la scuola secondaria “per avere i 24 mila o forse più docenti di ruolo a partire dal 1° settembre in cattedra”.

Tempi più lunghi sono previsti per il concorso ordinario, al quale si prevede che parteciperà un gran numero di candidati, in considerazione del fatto che non si richiederà l’abilitazione all’insegnamento; il che  potrebbe far slittare al 2021 le altre 24 mila immissioni in ruolo.

Al di là delle dichiarazioni, comunque bisognerà fare i conti con i tempi burocratici: il decreto sulla scuola è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 ottobre e. per trasformarlo in legge ci sono 60 giorni di tempo, mentre la discussione in Aula comincerà il 25 novembre.

I requisiti per l’accesso al concorso sono:

-       titolo di studio valido per l’accesso alla classe di concorso

-       tre annualità di servizio anche non consecutive svolte a partire dall’a.s. 2011/12 e l’anno scolastico 2018/19 su posto comune o di sostegno

-       almeno un anno di servizio deve essere stato svolto per la classe di concorso o nella tipologia di posto per la quale si concorre

Per gli ITP il titolo di studio di accesso è il diploma, nonché gli altri requisiti di accesso.

Per l’accesso al concorso per i posti di sostegno è necessario essere in possesso della relativa specializzazione.

I docenti delle scuole paritarie partecipano alla procedura esclusivamente per conseguire l’abilitazione, purché soddisfino i seguenti requisiti:

-       tre annualità siano state svolte tra l’a.s. 2011/012 e l’a.s. 2018/19, anche non consecutive

-       possesso del titolo di studio completo

-       una annualità di servizio sia specifica su posto comune o di sostegno

-       il servizio sia prestato su classe di concorso o posto di sostegno.

Mentre i docenti della scuola statale partecipano per l’abilitazione e per il ruolo, i docenti della scuola paritaria partecipano solo per l’abilitazione.

Il disegno di legge presentato dal govenro per la formazione del bilancio 2020 prevede  la possibilità per le scuole che sottoscrivono abbonamenti alle riviste il rimborso fino all'80% della spesa sostenuta. Una occasione da non perdere per favorire l'aggiornamento professionale del personale dipendente.

“A decorrere dall’anno 2020, alle scuole pubbliche di ogni ordine e grado, che acquistano uno o più abbonamenti a quotidiani e periodici, anche in formato digitale, è attribuito, previa istanza diretta al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, un contributo fino all’80% della spesa sostenuta entro l’anno precedente. Con decreto del capo del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri è emanato annualmente un bando per l’assegnazione del contributo”. I contributi, si legge nella bozza del provvedimento, “sono concessi nel limite massimo di spesa, che costituisce tetto all’erogazione del beneficio, stabilito annualmente con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all’articolo 1, comma 6, della legge 26 ottobre 2016, n. 198, nell’ambito della quota delle risorse del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, di cui all’articolo 1 della stessa legge destinata agli interventi di competenza della Presidenza del Consiglio dei ministri e comunque per un importo non superiore a 20 milioni di euro”.

Sul sito del MIUR è disponibile l’approfondimento statistico relativo agli esiti dell’Esame di Stato e degli scrutini nella Scuola secondaria di I grado relativi all’anno scolastico 2017/2018.

Secondo i dati rilevati dal Ministero, l’anno scorso il 98,3% degli studenti è stato ammesso all’Esame e il 99,8% lo ha superato conseguendo il diploma. Il tasso di promozioni è stato del 99,9% tra le studentesse e del 99,8% tra gli studenti. Negli scrutini del primo e del secondo anno si conferma un tasso di promozioni in crescita: 98,1%. Era il 97,7% nel 2016/2017, il 97% nel 2015/2016.

A livello regionale, il dato sui promossi all’Esame è abbastanza omogeneo. Sardegna, Valle d’Aosta, Sicilia e Piemonte registrano un tasso di ammissioni all’Esame inferiore rispetto a quello nazionale. Al di sopra della media, invece, Basilicata e Abruzzo, dove il tasso di ammissione supera quello nazionale rispettivamente dello 0,8% e dello 0,6%.

I licenziati con voto sei sono stati il 22,1%, quelli con sette il 28,2%, il 23,7% con otto, il 16,6% con nove, il 5,4% con dieci, il 4% con dieci e lode. La regione con il minor numero di sei è l’Umbria (16,2%), quella con il numero maggiore la Sicilia (26,3%). La Valle d’Aosta registra il minor tasso di dieci e dieci e lode (5,3%). Gli studenti più brillanti risultano essere in Puglia e Calabria (13,5% di dieci e dieci e lode).

Le studentesse ottengono risultati migliori. Il tasso di promozione è sostanzialmente equilibrato tra la componente maschile e quella femminile. Ma se il 58,8% degli studenti ha conseguito la promozione con voto sei o sette, la stessa percentuale delle studentesse ha riportato un voto pari o superiore a otto.

Per quanto riguarda i risultati degli scrutini nella Scuola secondaria di I grado, si conferma
la tendenza in crescita del tasso di ammissione. Sia a conclusione del primo che del secondo anno, la percentuale di promossi è aumentata di 0,4 punti percentuali rispetto al 2016/17. Nel complesso, la crescita rilevata nell’ultimo quinquennio è stata pari a 1,7 punti percentuali per il primo anno e 1,6 per il secondo. Considerevole la differenza tra studentesse e studenti. Al primo anno il 98,6% di promosse e il 97,2% di promossi. Al secondo, le rispettive percentuali sono 98,8% e 97,8%. Hanno riportato risultati migliori rispetto alla media nazionale, in termini di ammissioni, gli studenti di Basilicata (+1,1%); Veneto, Abruzzo e Calabria (+0,6%); Emilia e Puglia (+0,5%).

I dati completi:

https://www.miur.gov.it/documents/20182/0/Focus_esiti_Igr_201718_rev3.pdf/9d3a2416-d7e0-4490-af92-1fd6ac0a92ad?version=1.0

 

Con avviso A0011180 del 22-03-2019, il MIUR ha dato notizia della fase conclusiva del concorso per dirigenti scolastici.

Le operazioni di correzione della prova scritta del concorso per il reclutamento di dirigenti scolastici si stanno per concludere eil 25 e 26 marzo 2019 si procederà allo scioglimento dell’anonimato.

I candidati ammessi alla prova orale verranno abbinati ad una delle 38 commissioni/sottocommissioni esaminatrici secondo i seguenti criteri.

L’elenco dei candidati che avranno superato la prova scritta verrà ordinato per codice fiscale di ciascuno in ordine alfabetico.

I codici fiscali verranno quindi assegnati uno alla volta, in ordine di elenco, alle 38 commissioni/sottocommissioni esaminatrici.

Si abbinerà, in sequenza, il primo candidato dell’elenco alla commissione iniziale, il secondo candidato alla sottocommissione n. 1, il terzo candidato alla sottocommissione n. 3 ecc. fino alla distribuzione di tutti i candidati in tutte le 38 commissioni/sottocommissioni costituite.

Più nello specifico, alla commissione iniziale saranno assegnati i candidati n.1, n. 39, n. 77 ecc.; alla sottocommissione n. 1 i candidati n.2, n. 40, n. 78 ecc. alla sottocommissione n. 2 i candidati n. 3, n. 41, n. 79 ecc. fino a esaurimento dell’elenco.

Ciascuna commissione/sottocommissione convocherà i candidati assegnati a partire dalla lettera “M”. I calendari delle convocazioni verranno pubblicati sul sito internet del Ministero nella sezione dedicata al concorso. La pubblicazione dei suddetti avvisi ha valore di notifica a tutti gli effetti.

I candidati dovranno presentarsi nelle rispettive sedi d’esame, nel giorno e nell’ora stabiliti, muniti di un documento di riconoscimento in corso di validità.

Poiché la distribuzione dei candidati tra le commissioni è stata effettuata con un criterio oggettivo, al fine di garantire la massima trasparenza ed imparzialità della procedura concorsuale, non potranno essere accolte eventuali richieste di variazione della sede assegnata per lo svolgimento della prova.

Durante l’incontro di informazione sul concorso tenutosi il 21 marzo presso il Ministero, oltre alla scadenza di marzo per la comunicazione dei candidati ammessi alla prova orale è stata comunicata la tempistica della fase conclusiva del concorso.

- entro fine aprile la nomina dei commissari aggregati di lingue e informatica nelle commissioni

- nei primi giorni di maggio inizio delle prove, che si concluderanno entro la data di avvio degli Esami di Stato.

La pubblicazione della graduatoria avverrà entro fine giugno.

Rivista mensile di Formazione e Aggiornamento professionale e culturale per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado

Editorialedi Ivana Summa

Dall’insegnamento agli apprendimenti: le tecnologie al servizio della didattica

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: approfondimenti

Smartphone, tablet, dispositivi elettronici vari: benvenuti a scuola o da espellere? di Luciano Lelli

Le Tecnologie per l’Informazione e la Comunicazione a supporto della didattica di Feldia Loperfido e

Giuseppe Ritella

E-Learning nella formazione dei docenti

di Carmelina Maurizio

Piani di lavoro, progettazione educativo-didattica e curricolo. Linee di sviluppo di Nicola Serio

 

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: attualità

Fare l’insegnante in carcere di Lia Pensabene

Istruzione e formazione professionale: un’occasione mancata? di Gian Carlo Sacchi

La creatività digitale… leva strategica per il miglioramento del successo formativo di Caterina Bagnardi

 

 

SCUOLA DELL’INFANZIA

Parliamo di noi: femmine e maschi di Nicoletta Calzolari

 

 

SCUOLA PRIMARIA

Insegnare a Sognare di Rita Quinzio

Leggere e scrivere al tempo del web di Gheti Valente

Tecnologie interattive e soluzione di problemi: la didattica del fare di Emanuela Cren

 

 

SCUOLA SECONDARIA I GRADO

Placetelling e Storytelling di Vincenzo Palermo

 

SCUOLA SECONDARIA II GRADO

Il digitale a scuola, facciamo il punto. L’Europa ci guarda di Anna Alemanno

L’e-learning per un apprendimento significativo di Loredana De Simone

 

ISTRUZIONE DEGLI ADULTI

Migranti: apprendimento della lingua e cultura italiana e integrazione di Lorella Tomirotti

 

 

Rubriche

 

Maestri del PASSATO che parlano al PRESENTE

La lezione di Sant’Agostino di Loredana De Simone

 

Le Parole della Scuola

Competenze di Ivana Summa

 

Scuole che innovano

Un’innovazione didattica nel nuovo ordinamento “Web Community” di un Istituto di Istruzione Superiore di Serena Selvaggia Pezone e Domenico Consoli

 

Legislazione e normativa scolastica

Il valore delle norme interne all’istituzione scolasticadi Anna Armone

 

Un LIBRO al mese

Da Le linee rosse e Quando inizia la nostra storia: quali stimoli per l’insegnamento/apprendimento? di Flavia Marostica

Come sempre accade, quando si verifica un avvicendamento politico, la scuola viene chiamata in ballo con promesse salvifiche. Non è sfuggito alla regola neanche il neoeletto segretario del Pd, Nicola Zingaretti, che, domenica, all’Assemblea Nazionale, nel discorso che celebrava la cerimonia di investitura ha richiamato l’attenzione su due leggi da proporre subito: “quota 10” e istruzione pubblica, che non ha esitato a definire come “architrave di un’ampia operazione di crescita”.

L’istruzione pubblica, ha precisato, deve essere oggetto di “scelte radicali a cominciare dalla prossima legge di bilancio; per chiedere l’aumento dei salari a tutti i maestri e le maestre e l’apertura a tempo pieno delle scuole del Paese”.

Il Ministro Marco Bussetti ha firmato il decreto di adozione del nuovo “Sistema di misurazione e valutazione della performance” del Miur, in vigore già a partire da quest’anno, al fine di migliorare la qualità dei servizi offerti dal Ministero ai cittadini e far crescere le competenze professionali del personale attraverso la valorizzazione del merito.

Le nuove disposizioni, che sono state anche oggetto di apposito confronto con le organizzazioni sindacali, si sono rese necessarie per aggiornano il sistema di valutazione del Miur alla luce delle recenti modifiche normative intervenute sul decreto legislativo 150 del 2009 in materia di riforma della Pubblica Amministrazione. Alla loro formulazione si è adoperato un tavolo tecnico predisposto ad hoc e coordinato dall’Organismo Indipendente di Valutazione della performance(OIV) scaduto da due anni e riattivato dal Ministro Bussetti. Le novità relative al Sistema di misurazione e valutazione della performance.

Per Bussetti “Il nuovo Sistema sarà uno strumento fondato sulla profonda connessione tra programmazione, obiettivi, risorse, attività e risultati del Miur. Vogliamo che il nostro Ministero funzioni sempre meglio, che sia sempre più efficiente e offra servizi di qualità ai cittadini, a partire dai suoi numerosissimi dipendenti”.

In forza di questo testo, precisa il Ministro, “riduciamo fortemente gli spazi di discrezionalità– e introduciamo criteri e parametri di misurazione e valutazione più oggettivi. Il nuovo Sistema ci consentirà di avere maggiore trasparenza all’esterno e allo stesso tempo di gestire meglio il lavoro all’interno dei nostri uffici: ci permetterà di monitorare la nostra azione, di correggere il tiro in caso di bisogno e di valorizzare il lavoro del personale del Ministero”.

Tra le novità introdotte si evidenzia l’eliminazione del meccanismo dell’autovalutazione della performance della macchina organizzativa e amministrava del Miur, che avverràseguito di un processo di valutazione precisamente scandito nelle fasi e nei tempi, sulla base di criteri più oggettivi, e che coinvolgerà figure dirigenziali e non, quindi affidando con chiarezza con chiarezza ruoli specifici ai principali attori che sono parte del ciclo della performance e riconoscendo il contributo dato da ciascun dipendente in relazione al diretto grado di responsabilità.

La valutazione comprenderà le attività degli enti vigilati o partecipati dal Ministero e rivolgerà particolare attenzione anche al parere dei cittadini e degli utenti esterni, attraverso questionari einiziative dedicate).Riguardo alla valutazione dei singoli dipendenti si prevedono procedure di conciliazione in caso di disaccordo sul giudizio finale.

Governo e Camera dei Deputati hanno approvato la mozione che impegna il Governo ad adottare iniziative per introdurre progressivamente e gradualmente, entro il 2022, nella scuola dell’infanzia e nel primo ciclo di istruzione lo studio del pensiero computazionale e del Coding nell’ambito del curricolo digitale obbligatorio, in coerenza con le indicazioni nazionali per il curricolo.

La prima firmataria della mozione, n. 1-00117, è l’On. Aprea (capogruppo F.I. della Commissione Cultura)  che, dopo aver espresso grande soddisfazione per l’approvazione, ha spiegato: “Governare con scelte pubbliche le trasformazioni della quarta rivoluzione industriale con tempestività e lungimiranza richiede, prima di tutto, l’introduzione dell’insegnamento del Coding sin dalla scuola dell’infanzia e primaria per favorire la formazione del pensiero computazionale, la creatività digitale, e più generalmente, la cittadinanza digitale. Intelligenza artificiale, robotica e biotecnologia, costituiscono i nuovi campi da sviluppare per favorire una nuova era del lavoro, migliorare anziché sostituire le condizioni e le opportunità del lavoro. Per questo, il Coding, la programmazione informatica, deve essere considerata come la quarta abilità di base per le nuove generazioni di studenti, insieme al leggere, allo scrivere e al far di conto.

“L’Italia presenta un elevato indice di rischio di cambiamento pari al 35,5 per cento dei lavori attuali, al di sopra della media internazionale. Se ignoriamo queste trasformazioni e non interveniamo per alfabetizzare le nuove generazioni ai linguaggi delle nuove tecnologie si allargheranno le lacune di competenze, si creeranno nuovi e maggiori diseguaglianze e polarizzazioni”.

Per raggiungere entro il 2022 questo obiettivo al Governo si chiede di rispettare i seguenti impegni:

– a considerare lo studio del « coding» e la dotazione nelle classi degli strumenti tecnologici a tal fine necessari come nuovi aspetti degli ambienti per l’apprendimento in sostituzione degli arredi tradizionali, quali le lavagne di ardesia e la tradizionale organizzazione degli spazi con banchi e sedie non modulabili;

– a valutare, di conseguenza, la dotazione di strumenti hardware avanzati quali componente essenziale dei nuovi ambienti di apprendimento;

– ad adottare misure affinché gli edifici scolastici di nuova costruzione siano predisposti per facilitare la diffusione del coding a scuola;

– ad adottare iniziative per prevedere, a partire già dall’anno scolastico in corso, percorsi di formazione per il personale docente delle scuole dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, al fine di sensibilizzarlo alle nuove metodologie didattiche digitali attraverso cui veicolare gli apprendimenti e raggiungere gli obiettivi delle indicazioni nazionali;

– a promuovere e favorire iniziative volte all’alfabetizzazione e allo sviluppo dell’apprendimento del « coding» nelle scuole secondarie di primo e secondo grado.

Con largo anticipo rispetto al passato, anche in considerazione delle novità che entrano in vigore per effetto del decreto legislativo 62 del 2017, è disponibile sul sito del MIUR l’ordinanza ministeriale relativa all’Esame di Stato conclusivo del II ciclo di Istruzione. Il documento guiderà presidenti, commissari e docenti nelle tappe di avvicinamento alle prove di giugno e nello svolgimento delle stesse. “Con l’ordinanza – spiega il Ministro Bussetti - offriamo un quadro chiaro delle norme e delle diverse tappe dell’Esame. Nelle prossime settimane andremo avanti con le simulazioni della prima e della seconda prova che abbiamo voluto per consentire a insegnanti e studenti di ‘testare’ i nuovi scritti previsti dal decreto 62 del 2017. Proseguiremo anche gli incontri sui territori con docenti e ragazzi”.

I contenuti dell’O.M.

- Entro il prossimo 15 maggio ogni consiglio di classe elaborerà un documento che espliciterà “i contenuti, i metodi, i mezzi, gli spazi e i tempi del percorso formativo” seguito dagli studenti e anche “i criteri, gli strumenti di valutazione adottati e gli obiettivi raggiunti”. Il documento illustrerà, poi, le attività, i percorsi e i progetti eventualmente svolti nell’ambito di “Cittadinanza e Costituzione” ai fini della prova orale. I commissari condurranno il colloquio tenendo infatti conto di quanto previsto dal documento elaborato dai docenti della classe.

- La prima riunione plenaria delle commissioni si terrà il prossimo 17 giugno alle 8.30. La prima prova, italiano, è calendarizzata per il 19 giugno, alle 8.30. il giorno dopo, giovedì 20 giugno, sempre alle 8.30, ci sarà la seconda prova, diversa per ciascun indirizzo di studi. L’ordinanza individua anche le date per le eventuali prove suppletive.

- Una specifica sezione del documento è destinata alla prova orale: le commissioni dovranno dedicare un’apposita sessione di lavoro alla sua preparazione. Il colloquio prenderà il via da materiali predisposti dalla commissione (testi, documenti, esperienze, progetti, problemi) e che servirà a verificare l’acquisizione dei contenuti e dei metodi caratteristici delle singole discipline e la capacità del candidato di utilizzare le proprie conoscenze e di metterle in relazione per argomentare in maniera critica e personale. I materiali, precisa l’ordinanza, costituiranno solo uno spunto di avvio del colloquio che si svilupperà poi in una più ampia e distesa trattazione di carattere pluridisciplinare, per fare emergere al meglio il percorso fatto da ciascuno studente. Nella predisposizione di questi materiali di partenza la commissione terrà conto del percorso didattico effettivamente svolto, in coerenza con il documento prodotto a maggio da ciascun consiglio di classe.

- Per garantire a tutti i candidati trasparenza e pari opportunità, la commissione predisporrà, per ogni classe, un numero di buste con i materiali di avvio del colloquio pari al numero dei candidati aumentato almeno di due unità, in modo da assicurare anche all’ultimo candidato di esercitare la facoltà di scelta fra tre buste. Il giorno del colloquio, infatti, il presidente di commissione preleverà in modo casuale tre buste alla presenza di ciascun candidato e le sottoporrà a quest’ultimo che ne sceglierà una. I materiali delle buste già scelte dai candidati non potranno essere riproposti in successivi colloqui.

Il 26 marzo il MIUR pubblicherà una nuova simulazione della prova di italiano, il 2 aprile è in calendario la pubblicazione di ulteriori esempi della seconda prova.

In allegato, l’ordinanza completa.

O.M. n°205

Infografica tappe Maturità 2019

EDITORIALE  di Vittorio Venuti - Cambia l’Esame di Stato, ma il sistema non cambia!

In quest’ultimo periodo, anche in coincidenza con gli scrutini quadrimestrali e con l’approssimarsi della conclusione dell’anno scolastico, come ricorre ormai da anni,è tornato ad accendersi il dibattito sulla funzione della bocciatura e sull’utilità di ripetere l’anno scolastico. Questione che riemerge puntualmente ma che continua a non trovare riscontro negli alti vertici, che preferiscono impegnarsi in interventi di facciata più che non di sostanza. Non sfugge a questa logica neanche l’operazione di restyling dell’esame di maturità, intervenuto in corso d’anno scolastico e, quindi, già solo per questo foriero di malumori non solo tra gli studenti.

Immaginiamo che anche la frequenza scolastica comporti una sorta di contratto tra scuola, studenti e genitori e che qualsiasi modifica si voglia apportare debba essere spiegata nelle premesse e nelle intenzioni, motivata e giustificata certamente non da discutibili scelte di parte. Soprattutto occorrerebbe che le modifiche introdotte rientrassero in una visione riformatrice del sistema d’istruzione, e non adombrassero Il sospetto che si tratti di ripicche ideologiche.

Certamente, quello delle bocciature è un problema serio, che non trova alcuna giustificazione valida nell’ambito della scuola dell’obbligo e che, anche per gli anni successivi non è indenne da critiche, non tanto o non solo perché si configura in termine di punizione, ma soprattutto perché espressione di un sistema che dalla legge Casati (1859) ad oggi non è riuscito a modificarsi sostanzialmente!

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Concorso dirigenti All’orale cadono le maschere ovvero:  come ci si presenta al colloquio orale?

I sindacati del comparto scuola( FLC Cgil, Uil Scuola, Cisl Scuola,SNALS Confsal, Gilda)sono unanimi nella decisione di avviare una mobilitazione generale contro l’annunciata regionalizzazione del sistema d’istruzione e a sostegno di altre problematiche importanti quali il rinnovo del contratto, la lotta alla precarietà, la valorizzazione del personale ATA.

I sindacati ritengono che quella attuale sia una fase straordinaria e cruciale nella quale è indispensabile rilanciare con forza la valenza strategica del sistema di istruzione, rivendicando significativi investimenti per la valorizzazione delle professionalità e la stabilità del lavoro, condizioni necessarie per assicurare al Paese una scuola di qualità. Obiettivi irrinunciabili da perseguire con un’azione incisiva e determinata. Nei prossimi giorni verrà definito un piano dettagliato di iniziative di mobilitazione, puntando a raccogliere il massimo di unità e compattezza della categoria.

C’è un’emergenza salariale, affermano i segretari generali, che si trascina da tempo; trattamenti economici inadeguati a riconoscere l’importanza e il valore del lavoro nei settori della conoscenza determinano una situazione che vede il nostro Paese in pesante svantaggio rispetto alla media delle retribuzioni europee, come attestato più volte da indagini e ricerche internazionali. Le scelte fatte con la legge di stabilità per il 2019 negano ad oggi la possibilità di compiere, col rinnovo del contratto, un passo significativo in direzione di un riallineamento retributivo alla media europea: smentiti ancora una volta impegni e promesse, che non hanno alcuna credibilità se non trovano riscontro in precise e concrete scelte di investimento.

Intanto continua Il ricorso ai contratti di lavoro a tempo determinato non si è affatto ridotto negli ultimi anni, nonostante ripetuti interventi legislativi in materia di reclutamento. Relativamente al personale ATA si evidenzia come sia costretto a carichi di lavoro crescenti e sempre più gravosi, con organici inadeguati e ricorso abnorme, anche in questo settore, a contratti a termine. Pesano norme che ostacolano o impediscono la sostituzione del personale quando si assenta, si accumulano sugli uffici di segreterie incombenze di ogni genere, spesso senza adeguato supporto in termini di strumentazione.

Prosegue la viva protesta dei Direttori sga delle istituzioni scolastiche per il mancato riconoscimento professionale perpetrato da anni a loro danno da Governo ed Organizzazioni sindacali.

Partita dai Direttori della provincia di Enna – riuniti nella loro associazione ADAS – la restituzione dell’aumento contrattuale mensile di € 6,50 relativo alla indennità di direzione. Si attende ora la riapertura del negoziato ed un recupero effettivo delle prerogative professionali di una categoria da troppo tempo bistrattata, sia in termini giuridici sia in campo economico.

Il versamento – effettuato singolarmente da ciascun protagonista sull’ Iban della sezione di Tesoreria provinciale territorialmente competente – riporta la seguente causale:

“RESTITUZIONE ELEMOSINA CONTRATTUALE DIRETTORI SGA”

Un atto che esprime pienamente disagio e sofferenza nonché l’umiliazione subita da una categoria di professionisti del mondo della scuola.

Enna, 05/03/2019                                                                                                    

                                                                                                        Giuseppe Rinaldi

Presidente provinciale ADAS

Da “Italia Oggi”, 5 marzo 2019:

Intervenendo su un tema politico caldo come quello dell’autonomia differenziata, il Ministro Bussetti ha dichiarato che può essere «un’opportunità di crescita» per la scuola, senza creare disparità tra Nord e Sud, quindi h specificato che «i programmi e gli ordinamenti, per esempio, resteranno allo Stato… Non smetteremo di fare ciò che facciamo adesso: definire un’azione politica che miri a offrire la migliore istruzione possibile ai giovani».

«L’autonomia è un’opportunità – ha chiarisce il Ministro -. Già oggi quella scolastica dà la possibilità agli istituti di progettare le proprie attività recependo le esigenze degli studenti e dei territori. Abbiamo già discusso a livello tecnico e stiamo adesso discutendo a livello politico le richieste di alcune Regioni. Lo Stato comunque avrà sempre un ruolo fondamentale: dovrà vigilare affinché vengano assicurati ovunque, allo stesso modo, servizi di qualità.Saranno garantiti livelli di educazione e formazione adeguati in tutto il territorio nazionale (…). Stiamo valutando tutti gli aspetti e i risvolti di una possibile autonomia differenziata, così da portare specifiche attenzioni alle singole Regioni interessate e al sistema nel suo complesso. Sicuramente l’obiettivo è fornire maggiori e migliori servizi ai cittadini».

Riferendosi al reclutamento dei futuri docenti, il ministro ha ribadito che «Il reclutamento avviene per concorso, lo prevede la Costituzione. Per questo vogliamo concorsi snelli, trasparenti e banditi periodicamente, sulla base delle esigenze effettive delle scuole e dei territori. È questo il modello di reclutamento di questo governo. Chi supera le selezioni, va in cattedra. Con un vincolo di permanenza. Crediamo che sia il modo migliore per rispettare le ambizioni di chi vuole insegnare e garantire il diritto a un’istruzione di qualità agli studenti. In ogni caso, come dimostra l’emendamento citato, che è frutto di un accordo politico di maggioranza, vogliamo valorizzare il percorso fatto da chi ha già insegnato».

Sollecitato da un post della senatrice Liliana Segre, nel quale rappresentava grosse perplessità per l’esclusione del tema storico dalle prove della maturità, chiedendone il ripristino almeno dal prossimo anno scolastico, il Ministro Bussetti ha replicato con una lettera rassicurante su “Repubblica”:

“Voglio rassicurarla – scrive il Ministro – sul fatto che il Ministero che ho l’onore di guidare non ha alcuna intenzione di penalizzare una disciplina come la storia, fondamentale per la crescita di cittadini responsabili e consapevoli. Non ci sarà alcuna penalizzazione nemmeno nell’esame di Stato. Anzi. La storia sarà presente nelle prove di giugno. È il mandato che ho dato personalmente al gruppo di lavoro incaricato di predisporre le tracce di Italiano.”

Nella lettera, il ministro fa notare che già “Il 19 febbraio scorso i nostri studenti hanno avuto la possibilità di misurarsi con una simulazione della prima prova scritta della maturità. I testi proposti dimostrano ciò che dicevo poco fa: la storia non è mancata e non mancherà nelle tracce. E potrà essere proposta, in modo trasversale, non in una sola tipologia di prova, come accadeva prima, ma in più tracce. Nell'analisi e nell'interpretazione di un testo letterario, come anche nell'analisi e nella produzione di un testo argomentativo. Le tracce di argomento storico erano più di una e sono state affrontate e apprezzate da moltissimi ragazzi. Questo vuol dire, in sintesi, che gli studenti hanno potuto affrontare temi storici più che in passato”.

“I giovani sono il futuro del Paese – conclude il Ministro -. Vogliamo per loro un'educazione di qualità: lo studio della storia è fondamentale e non abbiamo alcuna intenzione di eliminarlo dalla loro formazione”.

 

Nell’ambito di una intervista rilasciata al “Quotidiano Nazionale” del 22 febbraio, il Ministro Bussetti ha evidenziato che sono da prevedere più docenti di sostegno in classe il “il prima possibile”, quindi più strumenti agli insegnanti perché la scuola includa tutti, a cominciare e dagli alunni che vivono una situazione di disagio.

“La scuola italiana è all’avanguardia rispetto a tanti altri Paesi sul tema dell’inclusione, siamo un’eccellenza - ha sottolineato -. E con scuola in ospedale e istruzione domiciliare riusciamo ad andare incontro alle esigenze educative di chi non può frequentare le aule. Sono un uomo di scuola e negli anni da provveditore di Milano ho conosciuto tanti insegnanti, disposti, con grande generosità, a fare anche più del loro lavoro per sostenere tutti gli studenti. Il loro è un compito prezioso”.

Con un comunicato del 21 febbraio la Corte Costituzionale precisa che è incostituzionale l’obbligo generalizzato di pubblicare on line i dati su reddito e patrimonio dei dipendenti pubblici e che debba ritenersi valido solo per gli “apicali”

Con la sentenza n. 20 depositata il 21 febbraio 2019 (relatore Nicolò Zanon), la Corte costituzionale ha infatti dichiarato illegittima la disposizione che estendeva a tutti i dirigenti pubblici gli stessi obblighi di pubblicazione previsti per i titolari di incarichi politici. La pubblicazione riguarda, in particolare, i compensi percepiti per lo svolgimento dell’incarico e i dati patrimoniali ricavabili dalla dichiarazione dei redditi e da apposite attestazioni sui diritti reali sui beni immobili e mobili iscritti in pubblici registri, sulle azioni di società e sulle quote di partecipazione a società. Questi dati, in base alla disposizione censurata, dovevano essere diffusi attraverso i siti istituzionali e potevano essere trattati secondo modalità che ne avessero consentito l’indicizzazione, la rintracciabilità tramite i motori di ricerca web e anche il loro riutilizzo.

La Corte ha ritenuto irragionevole il bilanciamento operato dalla legge tra due diritti: quello alla riservatezza dei dati personali, inteso come diritto a controllare la circolazione delle informazioni riferite alla propria persona, e quello dei cittadini al libero accesso ai dati e alle informazioni detenuti dalle pubbliche amministrazioni.

Secondo i giudici costituzionali, il legislatore, nell’estendere tutti i descritti obblighi di pubblicazione alla totalità dei circa 140.000 dirigenti pubblici (e, se consenzienti, ai loro coniugi e parenti entro il secondo grado), ha violato il principio di proporzionalità, cardine della tutela dei dati personali e presidiato dall’articolo 3 della Costituzione.

Pur riconoscendo che gli obblighi in questione sono funzionali all’obiettivo della trasparenza, e in particolare alla lotta alla corruzione nella Pubblica amministrazione, la Corte ha infatti ritenuto che tra le diverse misure appropriate non è stata prescelta, come richiesto dal principio di proporzionalità, quella che meno sacrifica i diritti a confronto.

In vista della trasformazione della Pa in una “casa di vetro”, il legislatore può prevedere strumenti che consentano a chiunque di accedere liberamente alle informazioni purché, però, la loro conoscenza sia ragionevolmente ed effettivamente collegata all’esercizio di un controllo sia sul corretto perseguimento delle funzioni istituzionali sia sull’impiego virtuoso delle risorse pubbliche. Ciò vale certamente per i compensi di qualsiasi natura connessi all’assunzione della carica nonché per le spese relative ai viaggi di servizio e alle missioni pagate con fondi pubblici, il cui obbligo di pubblicazione viene preservato, dalla sentenza, per tutti i dirigenti pubblici. Non così per gli altri dati relativi ai redditi e al patrimonio personali, la cui pubblicazione era imposta, senza alcuna distinzione, per tutti i titolari di incarichi dirigenziali.

Il Ministro Bussettiha firmato un decreto per l’individuazione di 292 aree di esclusione sociale in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, caratterizzate da povertà educativa minorile e dispersione scolastica, nonché da un elevato tasso di fenomeni di criminalità organizzata. Il decreto, ce dovrà essere controfirmato dai Ministri dell’Interno e della Giustizia, prevede che. Entro 30 giorni dalla sua adozione il Miur provveda a pubblicare uno specifico Avviso pubblico a valere sulle risorse del PON “Per la Scuola” 2014-2020 per un totale di 50 milioni di euro che verranno ripartiti tra circa 1.000 scuole delle aree individuate.

I criteri con cui sono state individuate le aree di intervento sono: tasso di deprivazione territoriale; livello di disagio negli apprendimenti, calcolato sulla base dei dati INVALSI; status socio-economico delle famiglie di origine; tasso di abbandono nel corso dell’ultimo anno scolastico; presenza di alunni ripetenti; livelli di criminalità minorile.

“Con questo decreto - dichiara il Ministro Marco Bussetti - abbiamo voluto dare attuazione a un’altra norma, risalente a due anni fa, fino ad oggi mai attuata. Il provvedimento consente di sbloccare importanti risorse da assegnare ai territori del Mezzogiorno caratterizzati da una forte dispersione scolastica e da un elevato tasso di criminalità, anche minorile. Le scuole sono da sempre un presidio fondamentale nelle aree più difficili del Paese. Con questo intervento potranno attivare progetti anche di rete con enti locali, soggetti del terzo settore, strutture territoriali del CONI, delle Federazioni sportive nazionali e degli enti di promozione sportiva o servizi educativi pubblici per l'infanzia del territorio. Si potranno così potenziare le competenze e le attitudini degli studenti, contrastando fenomeni di dispersione scolastica”.

Con nota n. 3380 dell’8 febbraio il MIUR ha chiarito le modifiche apportate all’Alternanza Scuola-Lavoro: si modifica la denominazione, si riduce il monte ore da svolgere negli ultimi tre anni e, conseguentemente, si riducono i fondi a disposizione.

Già dal corrente anno scolastico si dismette la denominazione di Alternanza e si assume quella di “Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento”.

Per quanto riguarda la durata dei “Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento”, viene indicato un monte ore minimo da svolgere:

§  non inferiore a 210 ore nel triennio terminale del percorso di studi degli istituti professionali;

§  non inferiore a 150 ore nel secondo biennio e nell’ultimo anno del percorso di studi degli istituti tecnici;

§  non inferiore a 90 ore nel secondo biennio e nel quinto anno dei licei.

Già da quest’anno, quindi,ravvedendone la necessità, le scuole dovranno rimodulare la durata dei percorsi già progettati in un’ottica pluriennale, in coerenza con il PTOF.

Così come prescrive la legge di Bilancio, entro 60 giorni dalla sua entrata in vigore,il MIUR dovrà emanare un decreto per definire le Linee Guida in merito ai percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento.

Le linee guida sono già in fase di elaborazione e troveranno applicazione a partire dal prossimo anno scolastico, per i progetti che avranno inizioo si troveranno in corso d’opera.

Il MIUR precisa che, in misura proporzionale alla revisione delle ore minime dei percorsi, vi sarà una riduzione delle risorse finanziarie comunicate in sede di assegnazione preventiva relativamente al periodo gennaio-agosto 2019 (nota n. 19270 del 28 settembre 2018). La riduzione avrà effetto anche nei confronti di soggetti terzi.

La comunicazione definitiva delle risorse sarà fatta entro fine febbraio.

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