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Si fa riferimento all'Avviso MIM prot. 0073226 del 27.03.2026 – PNRR M4C1 Investimento 2.1 – Snodi formativi per la transizione digitale sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale nella scuola per informare che la Casa Editrice Euroedizioni - divisione formazione - organizza dei corsi di formazione finalizzati alla progettazione  di Snodi formativi per la transizione digitale sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale nella scuola – PNRR M4C1 Investimento 2.1.

In allegato il progetto formativo, redatto da Euroedizioni, calibrato per ridurre al minimo il carico sul personale scolastico, nel pieno rispetto dei requisiti dell'Avviso:

  • Modulo A (percorsi teorici) interamente online: video-lezioni asincrone fruibili in autonomia da pc o smartphone, con un unico webinar live di 2 ore per edizione – senza impatto sull'orario di servizio
  • Modulo B (laboratori sul campo) concentrato in giornate intensive singole da 6 ore, collocabili in sabati o giornate di programmazione già previste in calendario – zero supplenze, zero chiusure di classi
  • Copertura normativa completa: AI Act, D.M. 166/2025, GDPR, DigComp 3.0 e DigCompEdu
  • Gestione integrale della rendicontazione PNRR: piattaforme, attestati, dichiarazioni UCS, reportistica

La candidatura viene presentata dalla scuola sulla piattaforma Futura PNRR – Gestione Progetti (pnrr.istruzione.it). Euroedizioni supporta il Dirigente Scolastico e il DSGA in ogni fase della compilazione del formulario, inclusa la generazione del CUP.

Il coordinamento scientifico e didattico di tutte le attività formative previste dal progetto sarà svolto da personale qualificato, scelto da Euroedizioni, con specifica competenza nell’applicazione dell’IA in ambito educativo e nella progettazione di percorsi formativi per il personale scolastico, che assicura la piena coerenza dei percorsi con i requisiti dell’Avviso MIM prot. 0073226/2026, con le Linee guida sull’IA nelle scuole (D.M. 166/2025) e con il quadro normativo europeo (AI Act, Reg. UE 2024/1689).

Considerata l'imminenza della scadenza, Le chiediamo di manifestare il proprio interesse entro il 14 aprile 2026, così da consentire il completamento del formulario nei termini previsti.

Euroedizioni

direttore@euroedizioni.it

“Una riforma annunciata: la nuova responsabilità amministrativa dei dipendenti pubblici”

Editoriale di Anna Armone
Direttore Responsabile

Un inizio d’anno colpevole di tragedie e disastri ambientali che hanno coinvolto tutti noi cittadini facendo luce su aspetti della realtà che non escludono nessuno.

Nel mondo legislativo la legge n. 1 del 2026 riguarda le modifiche alla legge 14 gennaio 1994, n. 20, e altre disposizioni, nonché delega al Governo in materia di funzioni della Corte dei conti e di responsabilità amministrativa e per danno erariale. Il dibattito su questa riforma è in corso sin dal 2020 quando il Decreto Semplificazione introdusse la limitazione della responsabilità amministrativa al dolo e alla colpa grave solo omissiva. Già quella disposizione fu oggetto di ricorso alla Corte costituzionale che, con la sentenza 132/2025, ha messo le basi legittimanti della nuova legge n. 1/2026. La Corte, chiamata a giudicare della legittimità costituzionale della menzionata scelta legislativa, in una decisione che costituisce la testata d’angolo della sua giurisprudenza nella materia, ha chiarito che già i relativi lavori preparatori evidenziavano «l’intento di predisporre, nei confronti degli amministratori e dei dipendenti pubblici un assetto normativo in cui il timore della responsabilità non esponga all’eventualità di rallentamenti ed inerzie nello svolgimento dell’attività amministrativa» (sentenza n. 371 del 1998).

Pertanto, «nella combinazione di elementi restitutori e di deterrenza che connotano l’istituto qui in esame, la disposizione risponde [...] alla finalità di determinare quanto del rischio dell’attività debba restare a carico dell’apparato e quanto a carico del dipendente, nella ricerca di un punto di equilibrio tale da rendere, per dipendenti ed amministratori pubblici, la prospettiva della responsabilità ragione di stimolo, e non di disincentivo» (così, la citata sentenza n. 371 del 1998).

“Una riforma annunciata: la nuova responsabilità amministrativa dei dipendenti pubblici”
Editoriale: di Anna Armone

Un inizio d’anno colpevole di tragedie e disastri ambientali che hanno coinvolto tutti noi cittadini facendo luce su aspetti della realtà che non escludono nessuno. 
Nel mondo legislativo la legge n. 1 del 2026 riguarda le modifiche alla legge 14 gennaio 1994, n. 20, e altre disposizioni, nonché delega al Governo in materia di funzioni della Corte dei conti e di responsabilità amministrativa e per danno erariale. Il dibattito su questa riforma è in corso sin dal 2020 quando il Decreto Semplificazione introdusse la limitazione della responsabilità amministrativa al dolo e alla colpa grave solo omissiva.

Sanzioni disciplinari e valutazione del comportamento degli alunni di Riccardo Lancellotti

Le indicazioni nazionali per il primo ciclo di Gian Carlo Sacchi

Bullismo all’incontrario di Maurizia Maiano

Argomenti

La verifica del possesso dei requisiti nei contratti ad evidenza pubblica
Non sempre un operatore economico può partecipare ad un bando né tantomeno aggiudicarsi il contratto proprio a causa della mancanza di determinati requisiti.
Maria Rosaria Tosiani

Assenza per infortuni del dipendente causato da terzi rivalsa dell'amministrazione
La Corte di Cassazione ha affermato che il responsabile di lesioni personali in danno a un lavoratore dipendente è tenuto al risarcimento in favore del datore di lavoro per la mancata utilizzazione delle prestazioni lavorative.
Rocco Callà

Il contributo volontario delle famiglie.Tra autonomia scolastica, partecipazione e corresponsabilità educativa
Laura Bertocchi - Mario Maviglia

Prevalenza del principio del favor anche per le assenze post ricovero
L'importanza delle deroghe introdotte per via contrattuale.
Angelo Muratore

Disciplina fiscale e previdenziale dei contratti con esperti esterni e gestione separata inps (aliquote contributive anno 2026)

Il dado è tratto, la riforma della scuola è bella e pronta

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

A discreti e decisi passi, si va completando sempre più il quadro riformatore della scuola secondo Valditara, un profondo rinnovamento che ha toccato i punti strategici del sistema d’istruzione, dalla disciplina alla valutazione della condotta - che ritorna ad essere fondamentale ai fini di promozione o bocciatura -, dalla valorizzazione del merito al lancio della filiera 4+2 per collegare meglio istruzione e lavoro, dal divieto di smartphone in classe ai programmi scolastici (3-14 anni), che segnano il ritorno alle materie tradizionali, con latino facoltativo alle medie, il potenziamento della grammatica e l’accentramento sulla storia italiana ed europea, ed altro ancora, a disegnare un puzzle che sradica la scuola dal percorso che stava seguendo, in stretto raccordo con gli orientamenti europei, per essere dirottata verso il mito del merito, della disciplina e della sanzione, per di più volgendo lo sguardo all’indietro, come in preda ad un nostalgico “ritorno al futuro”.

Una riforma che è stata pennellata un po’ alla volta secondo una precisa visione ideologica più che non secondo rilievi di inadeguatezze o intercettazione di più proficui orientamenti: uno sradicamento che intende privilegiare visioni che, al momento, sembrano essere orfane del contributo della psicologia, della pedagogia, della didattica funzionale.  Un cambiamento radicale del quale non si riesce ad apprezzare un ordito che risponda alle esigenze di una attualità proiettata sul futuro, aspetto che non riusciamo ad apprezzare e neanche ad intravvedere nel nuovo quadro riformatorio. Eppure bisognerà pur sempre condividerla e, concorrere perché la scuola trovi un po’ di ristoro e, comunque, sappia riemergere magari intervenendo con un po’ di saggia creatività, pur sempre all’ombra dei grandi della psicologia e della pedagogia.

Gli articoli di questo numero:

Argomenti

Il dado è tratto, la riformaIl dado è tratto, la riformadella scuola è bella e pronta
A discreti e decisi passi, si va completandoA discreti e decisi passi, si va completandosempre più il quadro riformatore della scuolasecondo Valditara, un profondo rinnovamentoche ha toccato i punti strategici del sistema d’istruzione, dalla disciplina alla valutazione dellacondotta - che ritorna ad essere fondamentale aifini di promozione o bocciatura...
Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

Prevenzione e tutela nei luoghi di lavoro: cosa cambia con il D.L. n. 159/2025, convertito con modificazioni dalla L. 29 dicembre 2025, n. 198
Misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e in materia di protezione civile.
Antonietta Di Martino

Impatto culturale e didattico delle nuove indicazioni nazionali
Cosa sono e perché sono utili nella pratica scolastica.
Filippo Cancellieri

Validità dell’anno scolastico e assenze giustificabili dell’alunno con disabilità
Ruolo del Gruppo di lavoro operativo e del Consiglio di classe.
Tullio Faia

La Formazione Scuola-Lavoro (FSL) e il modello 4+2
Verso una nuova governance dell’apprendimento.
Claudio Naddeo

 

GUIDA ALLA PROVA ORALE

CONCORSO DIRIGENTE TECNICO

Quesiti su tutte le materie del concorso equesiti di tipo situazionale sulla funzione ispettiva

EUROEDIZIONI 2026 - Pagina 550 - costo 36,00 euro

Mario Maviglia - Rocco Callà

 

Una scuola ad alta tensione formativa

Editoriale di Ivana Summa

Ma l’alunno/allievo/scolaro/studente che abita le nostre scuole, chi è? È un essere reale o un costrutto teorico, frutto di una proiezione collettiva o di una rappresentazione retorica funzionale a finalità politiche, a volte estranee alle finalità costituzionali? Leggendo la cronaca e gli interventi di maître à penser e politici, ma anche decreti e circolari ministeriali dettati da criteri emergenziali e punitivi, si resta stupiti dalla rappresentazione sociale dei nostri figli che si inferisce. A delineare meglio questa idea contribuisce anche un numero sempre crescente di insegnanti che si lamentano degli atteggiamenti e comportamenti dei giovani che, troppo spesso, non consentono loro di insegnare. Ne consegue un’immagine pubblica di impotenza e di inadeguatezza della scuola, tanto che il ministero, per aiutare e difendere gli insegnanti (sic!), ha messo in piedi una sorta di pronto soccorso giuridico emanando norme prêt à porter: si istituisce “un referente per il bullismo”, si coinvolgono specialisti esterni, si aggiunge una disciplina in un curriculo scolastico già overload, si vieta l’uso dello smartphone, si rafforza il sistema delle sanzioni disciplinari, si propone il controllo preventivo prima di oltrepassare le mura scolastiche.

Questi interventi “tampone” seguono una logica di tipo politico, perché l’effetto atteso è quello di rassicurare la società con risposte rapide a bisogni creati e rilevati dagli stessi mass-media. L’ipotesi, alla base dei diversi provvedimenti, è quella che questi problemi si risolvono gestendo i comportamenti giovanili attraverso il controllo, la repressione, l’assoggettamento. Siamo di fronte ad una nuova pedagogia di stato che, in passato, si ispirava ai più grandi pedagogisti del ‘900 e che ora porta avanti una sorta di pedagogia del buon senso che rimanda a pratiche del passato in una fase storica della nostra società profondamente cambiata. Sappiamo, invece, che questi comportamenti giovanili, più eclatanti quando appaiono dentro le mura scolastiche, hanno robuste radici nella qualità delle relazioni affettive in famiglia e nelle comunità nelle fasi evolutive della vita in cui prendono corpo le basi dell’identità personale e della conseguente presenza nel mondo.

EDITORIALE Ivana Summa 
Una scuola ad alta tensione formativa
Ma l’alunno/allievo/scolaro/studente che abita le nostre scuole, chi è? È un essere reale o un costrutto teorico, frutto di una proiezione collettiva o di una rappresentazione retorica funzionale a finalità politiche, a volte estranee alle finalità costituzionali? Leggendo la cronaca e gli interventi di maître à penser e politici, ma anche decreti e circolari ministeriali dettati da criteri emergenziali e punitivi, si resta stupiti dalla rappresentazione sociale dei nostri figli che si inferisce....

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: l’attualità

Fuochi da accendere Andrea Porcarelli

Studenti di oggi, generazioni diverse Bruno Lorenzo Castrovinci

Educare con cura: rimettere gli alunni al cuore della scuola Eva Raffaella Maria Nicolò

La rappresentanza studentesca istituzionale Federica Pilotti e Emanuele Bertoni

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: riflessioni

Generazione Alpha Tiziana Venuti

Gli studenti delle scuole superiori come protagonisti della propria formazione Stefano Stefanel

L'INFORMAZIONE IN BREVE

Assegno unico 2026: presentazione domanda e aggiornamento importi

Contratto misto di concessione e appalto

Gestione Separata: le aliquote contributive per il 2026

La tempistica sugli adeguamenti contrattuali e liquidazione degli arretrati CCNL 2022/2024 “Istruzione e Ricerca” personale scuola

Curriculum della Studentessa e dello Studente

Valutazione dei risultati dei Dirigenti scolastici a.s. 2024/25

La Corte dei conti richiama i datori pubblici sull'accumulo di ferie non godute

Codice di comportamento dei dipendenti pubblici: la Corte di cassazione chiarisce il significato di "modico valore" nei regali fatti ai dipendenti pubblici

L'INPS comunica l'applicazione della riduzione delle aliquote IRPEF previste dalla legge di bilancio 2026

Non possiamo essere soddisfatti per come è stata gestita la procedura della carta del docente in questo anno scolastico 2025/2026 per tre motivi:

  • non trova alcuna giustificazione la riduzione dell'importo, il fatto che la carta sia stata estesa  ai docenti non di ruolo non è una valida ragione. Le risorse per dare copertura andavano trovate riducendo o eliminando altre spese inutili.  Se si vuole finanziare la formazione bisogna farlo in modo serio.
  • sei mesi per attivare la carta sono troppi, quando ormai ne mancano solo tre alla fine di quest'anno scolastico. In questo periodo i docenti per aggiornarsi, acquistare dei testi e quant'altro necessario per la loro attività hanno dovuto anticipare di tasca loro. Dire che ciò è vergognoso è poco!
  • l’esclusione dal beneficio della carta del personale ATA.

Importo della carta docenti

E' stato ridotto a 383 euro. Le somme eventualmente non utilizzate nell’anno scolastico 2024/2025 verranno riaccreditate insieme alle nuove risorse. Le somme non spese entro la conclusione dell'anno scolastico 2025/2026 sono utilizzabili anche nell’anno scolastico 2026/2027.

Soggetti beneficiari della carta

  • docenti a tempo indeterminato,
  • docenti con supplenza annuale fino al 31 agosto;
  • i docenti con incarico fino al termine delle attività didattiche, 30 giugno.
  • personale educativo delle istituzioni scolastiche statali di ogni ordine e grado;
  • docenti dichiarati inidonei per i motivi di salute di cui all'articolo 514 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297;
  • docenti in posizione di comando, distacco, fuori ruolo o altrimenti utilizzati;
  • docenti delle scuole italiane all'estero;

 

Cosa si può acquistare con la Carta del Docente

Come è noto le istituzioni scolastiche sono state chiamate ad adottare entro il prossimo 31 marzo 2026  il Piano annuale dei flussi di cassa previsto dall’art. 6, comma 1, del D.L. 19 ottobre 2024, n. 155.

Con la nota n.211133 del 26/2/2026 il Ministero ha comunicato le istruzioni operative  spostando la data dell’adempimento dal 28 febbraio al 31 di marzo.

Su questo adempimento nuovo per le istituzioni scolastiche abbiamo pensato di proporre un corso di formazione per chiarire le modalità pratiche e operative su come procedere per la compilazione dei modelli del Piano annuale dei flussi di cassa.

ll corso si articola in un webinar per complessive 2 ore di formazione.

Il corso si svolgerà il giorno 23 marzo 2026 alle ore 17,00

Relatore: Dott.ssa Maria Rosaria Tosiani, Direttore SGA

 

Varie ed eventuali…

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

Il percorso sul quale è stata instradata la scuola è evidente, per passi che sembravano fini a sé stessi e che, invece, messi in fila, confermano di rientrare in un disegno più ampio e globale: la scuola corrisponde sempre più ad una visione ideologica che si è presa l’impegno di reindirizzarla su altri presupposti, che si credevano superati in quanto non più corrispondenti all’evoluzione psicopedagogica e sociale che i tempi richiedevano. Dalla scuola per pochi si è passati alla scuola per tutti. E adesso?  Scuola delle tre I (Inglese, Informatica, Impresa)? Volutamente dirottata verso un futuro che odora di un passato che si ripropone con la veste della modernità e con tutti i rischi di un futuro “distopico”. 

Non andiamo oltre con queste considerazioni, perché quel che accade rientra nella logica della politica delle alternanze, per cui chi viene dopo smentisce chi è stato prima e impone i valori e i riferimenti culturali che convengono maggiormente.

Intanto, registriamo l’ennesimo caso di aggressione di un genitore verso un insegnante, reo di avere richiamato la figlia seduta scompostamente. Il fatto è successo in un istituto secondario di secondo grado di Foggia: insegnante rimprovera la ragazza, per cui questa telefona al padre, che accorre nel giro di pochi minuti e, senza se e senza ma, si precipita in classe urlando parole pesanti e gli sferra uno schiaffone che lo fa cadere a terra, poi prende la figlia e se ne va. Trasportato al pronto soccorso del Policlinico, il docente viene refertato con una prognosi di sette giorni. Si può andare avanti così?

Altra perla: la Ministra del Turismo ha avanzato la proposta di consentire Scuolaalle Regioni la modifica del calendario scolastico per incentivare il turismo, attraverso una diversa distribuzione dei periodi di sospensione delle lezioni. Non commentiamo: scuola come un servizio a richiesta! Meritano una segnalazione due iniziative che provengono dal MIM: l’attivazione di una piattaforma dedicata al personale scolastico e ai dipendenti del MIM, che consente di accedere a numerose offerte commerciali per l’acquisto di beni e servizi a prezzi vantaggiosi. Allo scopo è stata sottoscritta la convenzione con Poste Welfare Servizi S.p.A., Società del Gruppo Poste Italiane, che permette ai destinatari della misura, compresi i nuclei familiari, di accedere alla piattaforma di Poste Welfare attraverso la rete intranet del Ministero. In questo modo sarà possibile fruire del servizio in numerosi settori, tra cui cultura e intrattenimento, cura della persona, prodotti per la casa, elettronica, elettrodomestici, servizi per la famiglia, centri estivi, mobilità, moda e articoli sportivi.

Argomenti

Varie ed eventuali…
Il percorso sul quale è stata instradata la scuola è evidente, per passi che sembravano fini a sé stessi e che, invece, messi in fila, confermano di rientrare in un disegno più ampio e globale: la scuola corrisponde sempre più ad una visione ideologica che si è presa l’impegno di reindirizzarla su altri presupposti, che si credevano superati in quanto non più corrispondenti all’evoluzione psicopedagogica e sociale che i tempi richiedevano. Dalla scuola per pochi si è passati alla scuola per tutti. E adesso?  Scuola delle tre I (Inglese, Informatica, Impresa)? ...
Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

LABORATORI FESR e PNRR: l’incubo del frazionamento artificioso nel guado tra l’affidamento diretto e la procedura negoziata
Vincoli normativi, soglie e responsabilità del RUP nella gestione degli affidamenti finanziati con fondi europei.
Pasquale Annese

Norme tecniche UNI, EN, ISO e sistemi di gestione
Cosa sono e perché sono utili nella pratica scolastica.
Antonietta Di Martino

Rifondazione della scuola e della didattica

Argomenti

Predisposizione del Conto Consuntivo 2025
Scadenza 15 marzo 2026 - Come effettuare il controllo incrociato per far quadrare i dati del conto consuntivo.
Maria Rosaria Tosiani

Perchè è importante verificare la consistenza dei residui prima di redigere il conto consuntivo 2025
Raffaella Scibinico

Riallineamento della carriera: per chi, quando e come fare?
Per non far perdere i benefici al personale per effetto di prescrizione.
Luciana Petrucci Ciaschini

Indicazioni Nazionali 2025: emanato il regolamento ministeriale
Di particolare interesse appare l’introduzione dell’insegnamento del latino per l’educazione linguistica.
Filippo Sturaro

Il principio di unitarietà dell’acquisizione per i progetti PN PNRR
Parere ANAC del 23 gennaio 2026.

Il corso offre un’analisi sistematica e aggiornata del percorso di formazione e del periodo annuale di prova del personale docente neoassunto e dei docenti che ottengono il passaggio di ruolo, alla luce delle più recenti innovazioni normative e degli orientamenti giurisprudenziali consolidati.

Il corso approfondisce inoltre l’integrazione del percorso di prova con la formazione finanziata dal PNRR, con specifico riferimento all’obbligo di frequenza dei moduli sulla didattica digitale integrata, sulla transizione digitale e sulle nuove competenze e nuovi linguaggi, nonché alle modalità di registrazione e certificazione delle attività sulla piattaforma “Scuola Futura”.

Completano il percorso formativo richiami agli orientamenti giurisprudenziali più significativi, utili a comprendere l’evoluzione interpretativa delle norme e i profili di possibile contenzioso in caso di irregolarità procedurali.

L'INFORMAZIONE IN BREVE

Pubbliche amministrazioni: la prescrizione della contribuzione obbligatoria

Nuovi criteri ISEE per l'inclusione sociale

Rinnovo contratto. Aumenti e arretrati già in pagamento da gennaio 2026

Scuola, aperte le iscrizioni alle prime classi per l’anno scolastico 2026/2027

Nuove scadenze per l'APE Sociale

Pubbliche amministrazioni: i termini per la pubblicazione del PIAO e dei Piani triennali

Esami di maturità: Garante per la protezione dei dati personali

Posizioni economiche ATA - calendario delle prove finali

Stock dei debiti commerciali, scadenza 31 gennaio - Piattaforma PCC, la Piattaforma dei Crediti Commerciali

Corsi abilitanti 2025/26: pubblicato il decreto del MUR con i 63.890 posti autorizzati

Congedo parentale lavoratori dipendenti esteso fino ai 14 anni

Posizioni economiche ATA: aggiornate le FAQ ministeriali

Vademecum Bonus mamme

Ricongiunzione periodi assicurativi: aggiornamento 2026

Dimensionamento! Quanto ancora pagherà la scuola?

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

In coincidenza con l’avvio delle iscrizioni scolastiche per l’anno 2026/2027, il Governo ha commissariato ben 4 regioni (Toscana, Emilia Romagna, Umbria e Sardegna), per mancato adeguamento dei piani di dimensionamento scolastico, ovvero non avere rispettato la misura riguardante la riorganizzazione amministrativa degli istituti in base al numero degli studenti. attraverso l’accorpamento di più plessi sotto un unico dirigente scolastico. Il commissariamento si è reso necessario a seguito della non approvazione dei rispettivi piani e dopo due deroghe concesse dal Governo. Da parte loro, le regioni si giustificano evidenziando che l’attuazione del piano avrebbe comportato un cospicuo taglio di personale ATA e docenti, e difficoltà nella gestione della rete scolastica e dell’offerta formativa.

Da parte sua il ministro Valditara ha ribadito che il dimensionamento rientra tra le riforme previste dal PNRR, peraltro voluto dal precedente governo, al fine di adeguare la rete scolastica alla popolazione studentesca su base regionale secondo nuovi parametri numerici. Il collegamento al PNRR ha reso la materia più difficile da trattare, ha detto lo stesso ministro Valditara, perché il mancato adeguamento alla norma mette a rischio le risorse già erogate all’Italia.

Non andiamo oltre sull’argomento se non per sottolineare come, al solito, la politica segue ragioni che sfuggono alla stessa ragione e adotti tempi e determinazioni che sono estranei alla scuola.

Argomenti

Le novità in materia fiscale introdotte dalla Legge di Bilancio 2026
Le modifiche alle aliquote IRPEF.
Maria Rosaria Tosiani

Certificazione Unica 2026: scadenza per l'invio 16 marzo 2026
Raffaella Scibinico

Congedo parentale e congedi per le malattie dei figli: le modifiche nella Legge di Bilancio 2026
Marta Brentan

I contributi volontari nella scuola
Tutto quello che bisogna sapere sui contributi volontari - Disciplina, casi e dubbi.
Carmelo Febbe, Angelo Orsingher

La Legge di Bilancio 2026: le misure per la scuola
Le modifiche alla disciplina delle supplenze e all'organico dell'autonomia.
Raffaella Scibinico

Argomenti

Dimensionamento! Quanto ancora pagherà la scuola?
In coincidenza con l’avvio delle iscrizioni scolastiche per l’anno 2026/2027, il Governo ha commissariato ben 4 regioni (Toscana, Emilia Romagna, Umbria e Sardegna), per mancato adeguamento dei piani di dimensionamento scolastico, ovvero non avere rispettato la misura riguardante la riorganizzazione amministrativa degli istituti in base al numero degli studenti. attraverso l’accorpamento di più plessi sotto un unico dirigente scolastico. Il commissariamento si è reso necessario a seguito della non approvazione dei rispettivi piani e dopo due deroghe concesse dal Governo. Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

Italiano, parole in arte
Proposte per la promozione e la diffusione della lingua italiana nel mondo attraverso l’arte del teatro musicale.
Annalisa Frigenti e Gianfranco Chicca

Le molestie nel luogo di lavoro: identikit, prevenzione e gestione
Le molestie devono essere affrontate con un impegno concreto, sistematico e consapevole da parte dei datori di lavoro, attraverso l’adozione di misure organizzative, formative e culturali - Parte seconda.
Antonietta Di Martino

Visite e viaggi d’istruzione: principio di rotazione e frazionamento artificioso nelle procedure sotto soglia
Pasquale Annese

La Casa Editrice Euroedizioni Torino organizza un corso in modalità webinar sulla sicurezza per i datori di lavoro del comparto scuola  in conformità all’obbligo previsto dal nuovo Accordo Stato/Regioni del 17 aprile 2025, con il rilascio di regolare attestato a norma di legge.

I contenuti del corso comprendono il rischio aggressione e le innovazioni normative in materia di salute e sicurezza apportate dal Decreto Legge 31/10/2025 n. 159, come modificato dalla legge di conversione  29 dicembre 2025 n. 198″

Durata: Il corso avrà la durata di 16 ore.  Sono previste 2 lezioni di 2 ore e 4 lezioni di 3 ore.

Per iscriversi visitare: https://www.euroedizioni-shop.it/prodotto/corso-di-formazione-sulla-sicurezza-per-i-datori-di-lavoro-del-comparto-scuola/A coloro che avranno effettuato l’iscrizione sarà inviato il link per effettuare il collegamento al webinar.  Per iscriversi è sufficiente inviare una  mail a direttore@euroedizioni.it  con i propri dati

Periodo di svolgimento: Il corso avrà inizio  Giovedì 29 Gennaio 2026, alle ore 17,00.

L'INFORMAZIONE IN BREVE

Pubblicata la versione aggiornata del vademecum “La scuola a prova di privacy”

Parere del Garante privacy sul  Whistleblowing

Borse di studio 2025 per studenti delle secondarie di secondo grado

Sollecito del ministero al MEF per il pagamento dell'indennità ai direttori

Indicazioni nazionali

Avviso Investimento 1.2 “Abilitazione al Cloud per le PA Locali” Scuole

Docenti tutor e orientatore a.s. 2025/26

Autonomia, ultima chiamata

Editoriale di Ivana Summa

Quante volte, in questi ultimi venticinque anni trascorsi dopo l’attribuzione dell’autonomia, abbiamo pensato che  questa  riforma rivoluzionaria – nel senso autentico del termine – non era mai veramente partita, ma si era limitata ad essere realizzata   come  progettazione di attività di contorno,  senza intaccare il curricolo d’istituto e, di conseguenza,  il modo stesso di essere  e fare scuola? Infatti, la progettualità della scuola  si è espressa prevalentemente  come  progettazione che, essendo  l’adattamento locale di una modellistica nazionale, è identica alla precedente programmazione, comunque strumentale a risolvere localmente problemi organizzativi e  didattici collegati con le scelte differenziate delle famiglie e con le disponibilità di  alcuni insegnanti. I soggetti istituzionali del territorio sono rimasti confinati ad un ruolo marginale e di tipo logistico, mentre si continua ad assistere ad un centro – il ministero – che ha continuato saldamente a controllare  i bottoni del comando,  governando e  gestendo il variopinto sistema delle autonomie scolastiche,  con il dichiarato nobile scopo di guidarle e ricomporle  nell’ambito di un prioritario progetto nazionale.

EDITORIALE Ivana Summa
Autonomia, ultima chiamata
Quante volte, in questi ultimi venticinque anni trascorsi dopo l’attribuzione dell’autonomia, abbiamo pensato che  questa  riforma rivoluzionaria – nel senso autentico del termine – non era mai veramente partita, ma si era limitata ad essere realizzata   come  progettazione di attività di contorno,  senza intaccare il curricolo d’istituto e, di conseguenza,  il modo stesso di essere  e fare scuola?

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: l’attualità

Professioni educative e responsabilità etica: per una deontologia oltre la scuola Andrea Porcarelli

Autonomia scolastica: cosa manca e cosa resta (da fare) Renato Candia

Autonomia scolastica 25 anni dopo Gian Carlo Sacchi

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: riflessioni

Liberi di essere: la pedagogia di genere per prevenire stereotipi di violenza Eva Raffaella Maria Nicolò

Domandare è lecito, ascoltare è indispensabile, cercare risposte è fondamentale Nicoletta Calzolari

Scuola: si cambia registro o tutto è perduto?

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

La scuola di ieri è alle porte. Concluso il suo giro di approvazioni, è bella e pronta all’esordio ufficiale, con il suo carico di consensi e critiche, per traghettarci verso il futuro, un percorso che non sappiamo come si appaleserà e quanto potrà corrispondere alle intenzioni che sono state poste alla base. Certo, bisogna riconoscere che le nuove Indicazioni Nazionali sono state volute, dagli uffici laddove si può quel che si vuole, in tempi rapidissimi, inattese quanto criticate anche per questo e in aperta dissonanza con la scuola dell’oggi, così mortificata dai resoconti INVALSI 2025 e boccheggiante almeno per quanto riguarda il primo ciclo d’istruzione. Una sorta di “improvvisata” che chiede alla scuola di rivedersi completamente a partire dall’interno e di recuperare linee di indirizzo che la ricolleghino ad una visione culturale e ideologica che sembrava, giustamente, superata da diversi decenni. Come a dire: avete sbagliato tutto! Dal ‘68 in poi è stato uno sfacelo!

Al momento, occorre obbedirtacendo e confidare che i presupposti infondati che stanno alla base del nuovo corso, si chiariscano e dimostrino il loro potenziale valore. Non si può tacere, comunque, che la scuola ante ‘68 era l’esito di un funzionamento anticostituzionale, che tagliava fuori una gran parte della popolazione e che non brillava certo per i livelli di apprendimento.

La scuola che si prospetta appare come l’esito di una nostalgica visione della scuola frequentata “a quei tempi”, e che riemerge come un singulto emotivo di commozione ogni qualvolta la memoria restituisce “la donzelletta vien dalla campagna”, “e il naufragar m’è dolce in questo mare”, “eran trecento, eran giovani e forti e sono morti”, insieme all’immancabile, compiaciuta esclamazione “ai miei tempi!”. Per contro, bisogna ammettere che, pur con tutti i problemi che si sono riversati sulla scuola di oggi, si è progressivamente ridotto il numero degli abbandoni al 10 % rispetto all’oltre 50% degli anni ’60, permettendo alla quasi totalità degli iscritti di completare il ciclo secondario degli studi e conseguire il diploma.

Tutto è perduto per la scuola di Stato? Ci sarà uno slittamento verso il privato, vista l’attenzione economicamente incoraggiata verso la scuola paritaria?

Argomenti

Scuola: si cambia registro o tutto è perduto?
La scuola di ieri è alle porte. Concluso il suo giro di approvazioni, è bella e pronta all’esordio ufficiale, con il suo carico di consensi e critiche, per traghettarci verso il futuro, un percorso che non sappiamo come si appaleserà e quanto potrà corrispondere alle intenzioni che sono state poste alla base.
Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

I contratti di distributori automatici di merende e installazione del Bar interno
La disciplina delle concessioni alla luce del codice dei contratti pubblici.
Maria Rosaria Tosiani

Le molestie nel luogo di lavoro: identikit, prevenzione e gestione alla luce del D.L. n. 159 del 31 ottobre 2025
Il tema delle molestie nei luoghi di lavoro rappresenta una delle sfide più attuali e rilevanti per la tutela della dignità e del benessere delle persone. PARTE PRIMA
Antonietta Di Martino

Riflettiamo, ancora,  sulla limitatezza della “didattica” all’origine dell’insuccesso scolastico
Oltre le tecniche: ripensare la didattica come azione educativa intenzionale.
Giacomo Mondelli

Il nuovo CCNL del comparto Istruzione e Ricerca 2022/2024: la persistenza di un sistema malato
Tra ritardi strutturali, equilibri collusivi e contratti “a metà”: anatomia di una contrattazione fuori asse.

Argomenti

Le attività extra officio consentite al personale docente e ATA impegnato  a tempo pieno nella scuola
Rocco Callà

Incentivi e benefici per le scuole di montagna
“Non è la montagna che conquistiamo, ma noi stessi” (S. E. Hillary).
Tullio Faia

Leadership educativa - Dirigere con visione pedagogica
Guidare una scuola non significa solo amministrare, ma imprimere un’identità, costruire con pazienza e visione una comunità viva.
Bruno Lorenzo Castrovinci

Conferimento di incarico di formazione a personale ATA collocato in quiescenza
Come determinare il compenso orario.
Luca Mattiocco

Con l’aiuto di una ricerca, ragioniamo sui limiti della scuola. Il progressivo peggioramento delle prestazioni degli alunni nel tempo (è effettivo?)
Parte seconda.
Giacomo Mondelli

L'INFORMAZIONE IN BREVE

Congedo di paternità obbligatorio

Contribuzione figurativa per i lavoratori in aspettativa: chiarimenti

Contributi editoria alle scuole con possibilità di rimborso fino al 90% per l'acquisto di riviste

Pubblicati i quadri di riferimento per la prova orale Concorso Docenti PNRR3 Infanzia e Primaria

Esame di maturità per l'anno scolastico 2025/2026. Candidati interni ed esterni: termini e modalità di presentazione delle domande di partecipazione

La Leadership per l’Inclusione. La gestione efficace e partecipata del Collegio dei Docenti

Assegnate le risorse per  il contrasto alla dispersione scolastica nel corso dell’anno scolastico 2025/2026

Tutor e orientatore: indicazioni operative per l'anno scolastico 2025/26

Una panoramica completa e operativa sul processo di inclusione scolastica

Questo incontro rappresenta il primo appuntamento di un ciclo di formazione: nei webinar saranno approfonditi ulteriori strumenti, casi concreti, pratiche inclusive e modelli organizzativi per offrire ai docenti, dirigenti e operatori scolastici un percorso progressivo e strutturato di crescita professionale sul processo di inclusione scolastica, dal PEI alla progettazione didattica quotidiana.

Attraverso un percorso che unisce quadro normativo, modelli pedagogici e strumenti di lavoro, si approfondiranno le diverse tipologie di programmazione (ordinaria, personalizzata e differenziata), il modello bio-psico-sociale, la strutturazione del PEI, le dinamiche del GLO e l’organizzazione degli ambienti di apprendimento.

Ampio spazio sarà dedicato alle metodologie inclusive – cooperative learning, peer tutoring, flipped classroom, circle time, mastery learning – e al ruolo della co-docenza come leva per migliorare la qualità dell’insegnamento. 

Verrà inoltre valorizzata la ricerca-azione come metodo professionale per innovare pratiche, progettazioni e relazioni educative.

Un incontro pensato per docenti, dirigenti e operatori che desiderano rafforzare competenze, strumenti e consapevolezze per costruire scuole realmente accoglienti, competenti e inclusive.

Relatori: Dott. Tullio Faia e Avv. Stefano Callà

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Come ogni anno, le istituzioni scolastiche  statali e paritarie hanno a disposizione un’importante opportunità per sostenere l’aggiornamento e la formazione del personale: il rimborso per l’acquisto di abbonamenti a quotidiani, periodici, riviste scientifiche e di settore (anche in formato digitale).

Il contributo è stato reso stabile, e non più temporaneo, conformemente all’art. 1, comma 389 della legge 160/2019, come modificato dall’art. 1, comma 320 della legge 213/2023.

La grande novità: il contributo è collegato all’anno scolastico (non più all’anno solare) e vale per tutte le scuole, senza distinzione di ordine o grado.

Periodo per presentare la domanda: dal 10 dicembre 2025 al 16 marzo 2026

Le domande devono essere firmate digitalmente dal Dirigente scolastico e indirizzate al Dipartimento per l’informazione e l’editoria.

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) comunicherà le modalità operative per la trasmissione informatica delle domande.

Le prerogative del dirigente nel procedimento valutativo degli apprendimenti

Editoriale di Anna Armone
Direttore Responsabile

Ho tante volte cercato di descrivere la figura dirigenziale. I contenuti e i limiti dei suoi poteri. E ogni volta arrivo alla stessa conclusione: sarebbe stato meglio riflettere a lungo prima di “inventare” questa figura. Una delle occasioni nelle quali emerge la difficoltà di applicare pienamente le prerogative del ruolo dirigenziale è il procedimento valutativo. Si tratta del procedimento più importante messo in campo dall’istituzione scolastica, costituendo percorso e risultato del processo di insegnamento - apprendimento. Per inciso, non bisogna dimenticare come in questo procedimento si realizza una partecipazione necessaria da parte del soggetto destinatario del provvedimento finale, una sorta di compartecipazione necessaria, imprescindibile.

Ma la valutazione degli apprendimenti è un processo a forte contenuto discrezionale tecnico, basato, com’è, su una serie di elementi che vengono filtrati dalla cultura e dalla visione del docente. È vero che il momento collegiale dovrebbe costituire una sorta di trama generale a garanzia dell’equità e della trasparenza, ma le maglie lasciano sempre, in ogni caso, spazio all’individualità valutativa del docente.

Dunque, il primo profilo che vede impegnato il dirigente è quello collegiale. È un’occasione che vede la duplice posizione dirigenziale di presidente dell’organo ma anche organo gestionale che, come afferma il suo profilo, attiva i processi, coordina e indirizza. In qualità di presidente dell’organo svolge le funzioni di “polizia”, come qualsiasi presidente di organo collegiale. In qualità di organo di gestione mette in campo le azioni di “influenzamento” esercitando le sue competenze professionali che derivano dall’aver ricoperto il ruolo di docente.

L’azione valutativa si snoda su due versanti, quello giuridico e quello professionale. Il dirigente interviene sul procedimento amministrativo della valutazione rispettandone i contenuti discrezionali. Vigila sul rispetto delle norme generali (la legge n. 241/1990) e delle norme speciali (il d.p.r. 122/2009 e il d.lgs. 62/2017). Si tratta, dunque, di un controllo di legittimità a garanzia dei soggetti coinvolti nel procedimento, i docenti e gli studenti. La trasparenza, come tutti i canoni della legittimità dell’azione amministrativa, garantisce e tutela gli attori amministrativi, e i docenti, nel procedimento valutativo, da questo punto di vista, sono attori amministrativi. Un procedimento valutativo trasparente è deflattivo, coinvolgendo studenti e famiglie durante l’intero percorso. Ed è proprio in questo attraversamento partecipato che studente e famiglia hanno l’occasione di valutare, dal loro punto di vista, l’equità e la coerenza dell’atto valutativo. Nessuna sorpresa alla fine del percorso, ma condivisione dei vari step. E così assume un valore diverso l’esito finale, positivo o negativo che sia, perché ciò che si condivide lega le parti sull’accettazione del risultato. Dal punto di vista dell’iter giudiziario si comprende facilmente come il reclamo, forma di tutela in via amministrativa, mantiene la sua caratteristica di richiesta correttiva nel caso di errore meramente materiale. È l’attività di difesa giurisdizionale che trova poco spazio applicativo, limitandosi a vizi sopraggiunti all’iter partecipato e condiviso nel corso dell’anno scolastico. Insomma, più trasparenza e partecipazione limitano il contenzioso.

Ma il profilo di legittimità del procedimento valutativo copre una parte del ruolo dirigenziale, vertendo, quello più complesso e rilevante, sull’attivazione del procedimento valutativo. Si tratta di un’azione da non intendersi come limitativa del potere dirigenziale, ma, al contrario, come manifestazione della capacità, unica nel panorama della Pubblica Amministrazione, di influenzare le decisioni di un organo - il collegio dei docenti - posto in una posizione di equiordinazione con il dirigente, e, pertanto, non assoggettabile al potere gerarchico. Il contenuto dell’azione dirigenziale si legge nel suo profilo: attivazione dei processi, indirizzo e coordinamento. Si comprende come tali azioni non afferiscono al diritto amministrativo ma alla scienza dell’amministrazione, poiché risentono delle scienze dell’organizzazione.

Non si tratta di atti ordinatori che obbligano il destinatario a darvi esecuzione, ma di azioni/atti che partono dalla considerazione della variabile più importante, la legittimazione della propria leadership. È comprensibile come un’azione di indirizzo per avere efficacia deve essere accompagnata dal riconoscimento positivo dei destinatari. Un dirigente scolastico è dichiarato leader educativo dalla letteratura e indirettamente anche dal suo profilo, ma è una prova che deve essere avvalorata dal corpo professionale.

Costruire un atto di indirizzo, finalizzato ad attivare un processo valutativo, richiede la consapevolezza del limite del proprio potere, della relatività dell’azione. La capacità di rendere chiare le proprie ragioni, evidenziando nel contempo il rispetto per l’autonomia decisionale del collegio, mette davvero un’ipoteca sull’esito positivo dell’azione.

E di valutazione parla Ivana Summa, ripercorrendo le basi giuridiche, ma soffermandosi sulle questioni di fondo che afferiscono al mondo della didattica e della formazione, al di là degli episodi di cronaca e degli interventi politici su una materia che scava nel profondo della missione della scuola. Cosa si valuta, come si valuta, qual è la funzione della valutazione in itinere, sono queste le domande che non possono trovare risposta nelle norme, ma devono portare alla normazione.

Alessia De Pasquale fa un’approfondita disamina dell’apprendimento linguistico attraverso il teatro. Il saggio affronta gli aspetti tecnici ma fa anche riferimenti esegetici riflettendo sull’origine, sulla radice del teatro, risultando subito evidente come esso abbia da sempre rappresentato un’occasione per apprendere e sia stato utilizzato con tale finalità. L’autrice fa cenno alle ricerche più recenti sull’origine del teatro che sottolineano l’evidente carattere educativo delle sue forme primordiali. Riportiamo il richiamo alla performance primitiva, che, oltre ad avere una valenza rituale-religiosa, trasmetteva delle credenze, narrava delle storie e forniva elementi fondamentali per la formazione personale e sociale.

Massimo Nutini e Gabriele Ventura ricostruiscono l’evoluzione dei finanziamenti per i servizi educativi e scolastici 0-6 anni dal 2017 ad oggi, individuando le criticità del mancato coordinamento tra le diverse linee d’azione e formulando proposte migliorative, per una maggiore efficacia nell’utilizzo delle risorse. Di sicuro interesse per coloro che si occupano di policy school che trovano nello scritto una compiuta analisi organizzativa e giuridica.

Mariagrazia Accorsi fa un’ampia disamina sulle ragioni del disallineamento (frequentemente indicato con il termine ‘mismatch’) tra domanda e offerta di lavoro che ritorna, dopo il periodo pandemico che ha alterato la situazione del mercato del lavoro, ripresentandosi nella sua allarmante larga forbice. L’analisi parte dalle scelte scolastiche e prosegue con l’offerta formativa professionalizzante e le sue carenze e rigidità. Ma ci sono altri punti d’osservazione interessanti, quali le dimissioni dal posto di lavoro, una tendenza assolutamente in controtendenza con la cultura fordista. Ma il clou della trattazione, a parere della scrivente, è il divario di genere nel mondo del lavoro e nella formazione. Come scrive l’autrice, “non possiamo più permetterci lo spreco del capitale umano delle donne, che rappresentano una ricchezza economica, sociale e culturale. L’uguaglianza di genere è da vedersi tuttavia non solo sotto il profilo economico, ma come bene intrinseco, come principio fondante dei diritti umani”.

Carmen Iuvone, già autrice nel n. 3/2023 di un approfondimento sui principi del nuovo Codice dei contratti pubblici, fa una breve rassegna di giurisprudenza amministrativa sul Codice. La rassegna, seppure riferita a casi diversi da quelli scolastici, dimostra la complessità della materia che si sta rivelando di difficile applicazione alle istituzioni scolastiche. Ma proprio per tale complessità è utile la panoramica illustrata dall’autrice. La disciplina generale sugli appalti pubblici, così come emerge dalla giurisprudenza, consente a dirigenti e direttori di comprenderne l’ambito dell’effettiva applicabilità alle istituzioni scolastiche.

Francesco Nuzzaci, partendo da una recente sentenza della Corte di cassazione (peraltro commentata da Federica Marotta nel n. 3/2023) per illustrare e delimitare il mito della libertà di insegnamento. L’autore aderisce alla visione più datoriale della dirigenza scolastica, ampliando i confini del controllo dirigenziale sulle prestazioni dei docenti. Di grande interesse il passaggio della sentenza della Cassazione, con il corredo di inequivoca giurisprudenza, che ha confermato l’integrale vigenza del suddetto articolo 512 del D.Lgs. 297/1994. Tale vigenza è necessaria sino a quando (e se) non venga costruito il dispositivo della performance, a sua volta implicante una valutazione generalizzata, sistematica, ricorrente - potrebbe affermarsi, ordinaria o fisiologica - di tutto il personale della scuola.

Stefano Callà prosegue nella storia della scuola in Italia nel periodo del ’68 richiamando la proposta della de scolarizzazione, che avrebbe voluto essere la soluzione radicale del problema, per affidare alla società, e non più ad un’istituzione separata, costosa e alienante, il compito educativo, ma dimostratasi inadeguata, tanto è vero che è stata sostenuta tanto da sinistra (dall’integralismo di Illich e Reimer al marxismo del “ Manifesto ”) quanto da destra (con l’abolizione del valore legale dei titoli di studio e con la riduzione delle spese “ improduttive ” per la scuola).Contro questa tesi si poneva il Rapporto Faure, che rifiutava parimenti il “numero chiuso”, che avrebbe privato dell’unico canale di ascesa sociale grandi masse di giovani.

Federica Marotta commenta la sentenza del Consiglio di Stato n. 1215/20 avente come oggetto il fenomeno dell’accorpamento degli istituti scolastici, strumento attraverso il quale gli Enti Locali propongono l’istituzione, l’aggregazione, la fusione e la soppressione di alcuni istituti scolastici presenti su uno stesso segmento di territorio, più o meno ampio, così come previsto all’art.138 del Decreto legislativo n.112 del 1998, attuativo della Legge 59 del 1997. Con detta analisi l’autrice ha voluto cogliere gli aspetti normativi di riferimento per tale materia che è rilevante per il mondo della scuola in quanto l’istituzione scolastica è formata da uomini e donne, da persone che realizzano un servizio importante peri giovani, aventi in comune la necessità di crescere e, soprattutto, di imparare, attività che richiedono all’istituzione scolastica, per la loro natura, una capacità estrema di elasticità, in relazione ai cambiamenti e alle necessità espresse dalla società in cui i fruitori del servizio vivono, crescono e contribuiranno a realizzare, e dalla quale, quindi, sono influenzati. La scuola, per queste ragioni, deve riuscire sempre a trovare un equilibrio, allo scopo di adattarsi alle sempre crescenti e molteplici esigenze espresse dell’utenza, nella cura dell’interesse pubblico di grande importanza che le viene affidato.

Vincenzo Palermo recensisce il primo film, Falcon Lake, di Charlotte Le Bon,evidenziando l’interesse per gli studenti della secondaria superiore a percorsi cinematografici autoriali. Gli elementi messi in luce sono contemporaneamente l’horror e il romanticismo attraverso l’esperienza di un adolescente che sta per entrare nel mondo dei grandi e un ragazzino che sta per entrare nell’adolescenza.

Il secondo film, Lunana, di Pawo Choyning Dorji, spiega in modo semplice e lineare il rapporto osmotico intercorrente tra l’insegnamento e l’apprendimento, aprendosi a riflessioni importanti sul ruolo del docente nella società contemporanea e sull’impatto che ha l’insegnamento nelle zone più povere e meno attrezzate del pianeta.

Il terzo film, Casablanca, è consigliato dal nostro critico perché la riscoperta dei classici cinematografici a scuola è una tappa obbligata per storicizzare la settima arte e far riflettere gli allievi sui differenti modelli di cinema sviluppatisi nel corso del tempo.

Giuliana Costantini recensisce, come prima opera, Oro puro di Fabio Genovesi, la narrazione del viaggio di Cristoforo Colombo alla scoperta delle Americhe attraverso gli occhi di un sedicenne, mozzo di bordo che raccoglie i suoi appunti. Il secondo libro è Corpi dipinti. L’umanità in 21 tatuaggi di Matt Lodder, un racconto sulla storia e sul significato dei tatuaggi. Il libro spazia nella storia del tatuaggio nei diversi Paesi, con il richiamo, altresì, all’uso che ne fanno i giovani e al loro desiderio di non rimanere nel quotidiano grigiore, è l’espressione molto concentrata di emozioni vissute o che si vorrebbero vivere. Il terzo libro Non sparate sulla scuola. Tutto quello che non vi dicono sull’istruzione in Italia di Gianna Fregonara e Orsola Riva parla di scuola, ma dal punto di vista di due madri, giornaliste, che spaziano oltre il significato istituzionale dell’istruzione, ricorrendo a considerazioni di politica scolastica e in particolare relative all’assenza di visione della scuola quale investimento a lungo termine. “Una scuola sostenibile”, curato da Nicola Serio è un testo che ripercorre l’esperienza pedagogico-didattica di un gruppo di pedagogisti appartenenti all’area emiliano-romagnola, luogo che dagli ’70 si è distinta per la capacità innovativa e di ricerca pedagogica. Tra gli autori ricordiamo, tra gli altri, lo stesso Nicola Serio, Rosanna Facchini, Gabriele Boselli e Luciano Lelli, già ispettori dell’USR Emilia Romagna.

Oltre ai testi citati facciamo una menzione speciale ad una giovane artista, Maria Vittoria Biondi, che, attraverso la fotografia e il richiamo ad un giornalismo impegnato, quello dell’Ora, ricostruisce gli eventi drammatici di cronaca palermitana culminati con le morti di Falcone e Borsellino. La prima parte della tesi è dedicata alla ricostruzione della storia del fotogiornalismo e ai suoi grandi protagonisti sparsi per il mondo. Si prosegue con due interessanti interviste a Gaetano Perricone e Franco Lannino. E poi c’è il bianco e nero, drammatico, delle pagine di giornale e dei luoghi evocativi degli eventi narrati. Materiale che narra un percorso di apprendimento attraverso l’arte fotografica, di sicuro interesse per i docenti che curano l’area della creatività. (per chi volesse accedere all’intera opera https://mevy-molly95.wixsite.com/portfolio?fbclid=PAAaaiGJvtk8YEI5SrL59zLVTLKJqQ63NabQSh5kjGoBAGas3yU3sm2rFa4Aaem_ATru-f9AY-mG5dtjRgcNu1h0AuQ203jCMSvgOAxoplX0lPkt-9azyE3QgJHds4un3CA) X

Editoriale Dirigere la Scuola n. 4 2026

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